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martedì 8 gennaio 2013

Nino Ferrer - Che fine ha fatto Nino Ferrer? (1989)












Negli anni '80 gli appassionati di musica leggera si chiedevano che fine avesse fatto Nino Ferrer: dopo il periodo dei successi nella seconda metà degli anni '60, con frequenti apparizioni televisive e spettacoli da lui condotti (come il notissimo "Io, Agata e tu", con Raffaella Carrà), nei primi anni '70 aveva cambiato genere spostandosi verso il rock ed affrontando nei testi tematiche meno spensierate ed ironiche....ad un certo punto poi in Italia i suoi dischi, peraltro molto belli ed interessanti, non vennero più pubblicati, e lui si riavvicinò spesso al jazz (con cui aveva del resto mosso i suoi primi passi nel mondo musicale).
Nel 1989 però ritornò nei negozi di dischi un'incisione di Agostino Ferrari (nello stesso periodo in cui ritornava in televisione a "Una rotonda sul mare"), e si tratta dell'album di cui parliamo oggi, "Che fine ha fatto Nino Ferrer?", pubblicato dalla New Enigma, etichetta distribuita dalla CGD per cui in quel periodo incideva anche Ricky Gianco.
Apre il disco "Sigaro blu", che inizia con la frase che dà il titolo al disco e che cita nel testo (scritto da Ferrer in collaborazione con Delfina Metz) "Il barbiere di Siviglia"; con "Cita", il brano conclusivo, è uno dei due inediti (in Italia) del disco.
Seguono poi tutte le canzoni più famose di Ferrer, da "Il telefono" a "Viva la campagna", da "Il re d'Inghilterra" (con cui nel 1968 partecipa al Festival di Sanremo in abbinamento con Lorenzo Pilat) ad "Agata", celebre brano dal repertorio di Nino Taranto, da "La pelle nera" (che proprio l'anno precedente era stata incisa dagli Statuto nel loro LP di debutto "Vacanze") a "Un anno d'amore", che tradotta dal mio amico Alberto Testa e da Mogol venne lanciata da Mina, da "La rua Madureira" a "Una bambina bionda e blu" (che era il lato B di "Il re d'Inghilterra").
Vi è anche una canzone, "Il sud", del 1975 e che rappresenta la svolta verso la canzone d'autore di Agostino Ferrari.
La produzione è curata da Ezio Scimé, Amleto Silvestri e dallo stesso Ferrer, mentre gli arrangiamenti sono curati dai Cantautores, il gruppo che suona nel disco e di cui fanno parte tra gli altri Bernardo Lanzetti ed Alberto Radius, oltre al bassista Dino D'Autorio (il cui nome sul retro di copertina viene riportato erroneamente come Pino).
Le versioni originali sono senza dubbio preferibili come resa sonora, ma il disco fornisce in ogni caso a chi non conoscesse Nino Ferrer un'immagine completa di un artista sicuramente fuori dal suo tempo, un precursore e forse proprio per questo ancora molto attuale; è inoltre uno stimolo per andarsi a cercare gli originali e tutte le altre canzoni non incluse qui, come "Amsterdam", "Il re di cuori", "Mamadou Memè", "Mirza", "Chiamatemi don Giovanni", "Il baccalà", "Io tu e il mare", "Donna Rosa" e i vari 33 giri (che sicuramente non verranno mai ristampati, ahimè).

LATO A

1) Sigaro blu (Nino Ferrer-Delfina Metz-Nino Ferrer)
2) La pelle nera (Nino Ferrer)
3) Il telefono (Nino Ferrer)
4) Una bambina bionda e blu (Nino Ferrer)
5) Il sud (Nino Ferrer)
6) Un anno d'amore (Nino Ferrer)

LATO B

1) Agata (Egidio Pisano-Giuseppe Cioffi)
2) Il re d'Inghilterra (Nino Ferrer)
3) Viva la campagna (Nino Ferrer-Dino Verde-Nino Ferrer)
4) Un giorno come un altro (Nino Ferrer)
5) La rua Madureira (Nino Ferrer-Luciano Beretta-Nino Ferrer)
6) Cita  (Nino Ferrer)

3 commenti:

  1. Questo è stato uno dei primi dischi che ho comprato in CD: Ferrer è stato davvero un grande!

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  2. Già ma così grande che Enzo Gentile & C. hanno "dimenticato" di inserirlo nel Dizionario del Pop-Rock. :-(

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    1. Non è l'unica dimenticanza di figure di rilievo fatta da Gentile & C.....

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