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domenica 6 dicembre 2015

I 20 dischi più rock della musica italiana (secondo Federico Guglielmi)


Premesso che questo post è uno spot (ah ah ah) per una rivista, "Classic Rock", che consiglio a tutti e che è realizzata da molti amici miei e di questo blog (Francesco Coniglio e Maurizio Becker, ad esempio...), volevo cogliere l'occasione di una lista fatta da Federico Guglielmi, con i relativi commenti, dei venti dischi più rock della musica italiana, pubblicata nei numeri 35 e 37 (l'ultimo, quello di cui vedete la copertina qui sopra) della rivista.
Come peraltro lo stesso Guglielmi scrive, questo tipo di liste sono legate anche a criteri soggettivi, premettendo che più o meno tutti questi dischi hanno un valore indiscusso, e questa che segue è la sua lista, in rigoroso ordine alfabetico per artista (per gli approfondimenti vi rimando ai due articoli cartacei):

"20 album italiani veramente rock" (da Classic Rock n° 35 e 37)

  1) Afterhours - Hai paura del buio?
  2) Area - Crac!
  3) Boohoos - Moonshiner
  4) Calibro 35 - Ritornano quelli di...
  5) CCCP Fedeli alla linea - Affinità-divergenze...
  6) Cheap Wine - Crime story
  7) Carmen Consoli - Mediamente isterica
  8) Death SS - Heavy demons
  9) Fast Animals and slow kids - Hybris
10) Eugenio Finardi - Diesel
11) Garybaldi - Nuda
12) Gianluca Grignani - La fabbrica di plastica
13) Litfiba - 17 re
14) Not Moving - Sinnermen
15) I Ragazzi dai capelli verdi
16) Raw Power - Screams from the gutter
17) Stepplejack - Serena Maboose
18) Timoria - Viaggio senza vento
19) Uzeda - Different section wires
20) Verdena - Requiem

Per quel che può valere, a parte qualche disco, su molti non sono d'accordo, in particolare per alcune esclusioni riguardanti album (e artisti) secondo me fondamentali per lo sviluppo del rock nella penisola, che magari poi in seguito hanno deluso realizzando dischi di scarso valore ma che, in certi periodi, sono stati sicuramente dei riferimenti (penso ad esempio a Bennato). Mi è venuta quindi l'idea di preparare la mia lista dei venti dischi rock italiani fondamentali....in pochi casi ci sono state delle coincidenze, che non ho motivato, mentre negli altri ho anche provato, nela maniera più sintetica possibile (non avendo a disposizione pagine e pagine di carta), a motivare la scelta: ovviamente mi aspetto critiche e, perchè no, le liste di chi segue il blog (premettendo che ovviamente sappiamo tutti che si tratta di un gioco e che queste liste lasciano il tempo che trovano....!); sempre in rigoroso ordine alfabetico per artista, ecco a voi

 I 20 dischi più rock della musica italiana (secondo Vito Vita)

  1) Area - Arbeicht macht frei - A mio parere, pur essendo "Crac!" un gran disco, questo è superiore, innanzitutto per l'impatto innovativo.
  2) Avvoltoi - Il nostro è solo un mondo beat - Credo che Moreno Spirogi sia uno dei più importanti musicisti rock italiani, più di tanti altri (molto più celebrati da certi critici musicali). Un gruppo che ha rivitalizzato e riattualizzato le sonorità sixties.
  3) Franco Battiato - Pollution - Dei dischi Bla Bla di Battiato, ero incerto tra "Pollution" e "Sulle corde di Aries", credo che tutti però meritino; forse "Pollution" è quello in cui le sperimentazioni sonore sono più equilibrate e musicalmente riuscite.
  4) Lucio Battisti - Amore e non amore - Quattro strumentali vicini al prog orchestrale e quattro canzoni, di cui un rock'n'roll, "Se la mia pelle vuoi", ed una lunga cavalcata sonora, "Dio mio no", con coda strumentale; musicisti del calibro di Radius, Di Cioccio, Mussida, Baldan Bembo, Premoli, Mussida.
  5) Edoardo Bennato - Io che non sono l'imperatore - Il rock'n'roll di "Meno male che adesso non c'è Nerone", il rock-blues di "Signor censore", il blues di "Il professor Cono", le ballate "Feste di piazza" e "Ci sei riuscita", per non parlare dei testi (l'irriverente "Affacciati affacciati" e il divertissement "Io per te Margherita") e della copertina. In seguito Bennato inciderà dischi di maggior successo (tra il 1977 e il 1980), poi avrà delle cadute repentine, ma questo disco, insieme al precedente "I buoni e cattivi" e al successivo "La torre di Babele", segna una via italiana al rock completa. Tra l'altro credo che Bennato sia stato il primo musicista italiano etichettato come "punk": nella recensione del 45 giri "Salviamo il salvabile/Ma che bella città", pubblicata su "Ciao 2001" n° 5 del 3 febbraio 1974 Manuel Insolera scrive: "Ci troviamo forse di fronte al primo musicista italiano autenticamente e genuinamente punk?Parrebbe proprio di sì".
  6) CCCP Fedeli alla linea "Affinità-divergenze..."
  7) Adriano Celentano - Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra - Il disco d'esordio del Molleggiato, dopo moltissimi 45 giri (alcuni contenuti nell'album): non sarà stato il primo (Ghigo, per esempio, inizio qualche tempo prima), ma sicuramente è stato il rocker italiano della prima ondata che ha avuto il successo maggiore, e con canzoni come "Il tuo bacio è come un rock", "Il ribelle", "Blue jeans rock" (attenzione! Non cover, ma brani originali italiani) ha contribuito a svecchiare e a modernizzare la scena musicale italiana.
  8) Carmen Consoli - Mediamente isterica
  9) Equipe 84 - Stereoequipe - Alcuni lo hanno definito il "Sergent Pepper" della musica italiana: ma qui a Torino siamo soliti dire "Esageroma nen...". Rimane un disco (con 7 originali e 5 cover) che traccia una strada al beat italiano, in cui si mischiano il Battisti di "29 settembre" e "Nel cuore, nell'anima" con il Guccini di "E' dall'amore che nasce l'uomo" e "Per un attimo di tempo", il jazz di Stan Kenton con i Traffic di Winwood, l'orchestra del Teatro La Scala con il sitar e le tabla.
10) Eugenio Finardi - Diesel
11) Franti - Non classificato - Un gruppo che ha raccolto meno legna di quella che abbia seminato (e se mi legge Stefano Giaccone capirà a cosa mi riferisco). Di loro consiglierei tutto: ma qui, in effetti, trovate di loro tutto (o quasi).
12) Ivan Graziani - Pigro - Un ponte tra il rock e la canzone d'autore, come altri (il già citato Bennato, e il citato più sotto Maolucci), ma con un attenzione alla provincia italiana che lo rendono unico, insieme alla capacità di raccontare in musica delle storie e dei personaggi (indimenticabili in questo disco il ladro di "Monna Lisa", il bandito di "Fango", l'intellettualoide di "Pigro", il disadattato di "Scappo di casa") ed all'originalità come chitarrista.
13) Litfiba - Desaparecido - Questo è secondo me l'unico disco vero dei Litfiba: a mio parere, in "17 re" emergono di più le individualità che non il gruppo. E poi canzoni come "Eroi nel vento", "Istambul" e "Tziganata".
14) Enzo Maolucci - L'industria dell'obbligo - Oggi dimenticato (anche qui a Torino lo ricordano in pochi), eppure uno dei più originali cantautori rock italiani, soprattutto in questo disco e nel successivo "Barbari e bar". Belle canzoni, con tematiche scomode (come in "Rita Fenu") e in un brano, "Omicidio e rapina", quasi un'anticipazione del punk, nel 1976
15) Napoli Centrale - Napoli Centrale - Il "nero a metà" James Senese è sicuramente più vicino al jazz che al rock, ma con la seconda versione degli Showmen prima (l'album di "Abbasso lo zio Tom") e con i Napoli Centrale poi ha creato una fusione (parola non scelta a caso) tra vari elementi, in un jazz rock melodico ("Campagna" resterà una delle più belle canzoni italiane).
16) Premiata Forneria Marconi - Storia di un minuto - Sicuramente altri dischi sono stati pubblicati prima ("Collage" delle Orme), qualcuno preferisce altri gruppi (il Banco del grandissimo Di Giacomo, ad esempio), tuttavia la PFM ha portato nel mondo, anche negli Stati Uniti, quello che alcuni avevano definito lo "spaghetti rock". In questo disco ci sono, tra le altre, "Impressioni di settembre" e quella "E' festa" in cui il rock si fonde con la tarantella (e che inglesi e americani conoscono come "Celebration").
17) Massimo Priviero - San Valentino - Alcuni credono che il rock italiano sia Vasco Rossi e Ligabue. Credo che Priviero sia, visto anche il resto della sua produzione successiva a questo primo album (con la collaborazione di Little Steven), più sincero e genuino, pur con meno riscontri dal punto di vista del successo di pubblico rispetto ai due "mostri sacri" citati prima.
18) Clem Sacco - In action - Ogni lista deve avere qualche elemento fuori dalle righe: in questa c'è questo CD antologico, pubblicato dalla On Sale Music, che racchiude alcuni 45 giri di quello che è stato, tra i primi rocker italiani (i già citati Ghigo e Celentano, ma anche Brunetta, Ricky Gianco, Little Tony e tanti altri) con i suoi testi stralunati il vero precursore del rock demenziale: ascoltatevi canzoni come "Mamma voglio l'uovo alla coque" o "Baciami la vena varicosa"....d'altronde il rock nasce come demenziale (leggetevi i testi tradotti di "Blue suede shoes", "Tutti frutti" o "Be bop a lula".....).
19) Skiantos - Kinotto - Forse la dimenticanza più grossa della lista di Guglielmi è questa: la totale assenza di un qualsiasi disco degli Skiantos, che con il loro rock demenziale sono stati i veri artefici del punk in Italia. Imprescindibili i primi album, "Kinotto" forse è però il più completto: e poi ricordiamoci che un kinotto ogni due ore fa passare il malumore
20) Le Stelle di Mario Schifano - Dedicato a.... - Concludiamo questa lista con un disco nato a Torino, registrato negli studi della DKF e pubblicato nel novembre 1967: uno dei dischi più importanti della musica italiana, non solo del rock, con una suite che occupa tutto il lato A. Nulla da invidiare alle sperimentazioni di altri artisti d'oltremanica e d'oltreoceano

4 commenti:

  1. Alcune cose non le conosco (Clem Sacco, Avvoltoi e Franti) per il resto concordo in pieno ;-)

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  2. Senza Siberia dei Diaframma non è una lista credibile!! :-) :-)

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  3. Caro Vito, non avrei saputo fare di meglio. Corro a sentirmi Franti, Priviero e Maolucci. un cordiale saluto...

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  4. Degli skiantos il più innovativo è senza ombra di dubbio, Monotono, perchè esce dal punk del primo e crea il mito del rock demenziale, unico esempio al mondo. Kinotto è bellissimo ma è come fare un cabaret sulla vita italiana.

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