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domenica 14 aprile 2013

Dominga - Isadora/Ricordati ragazzo (1969)












Purtroppo pare che la Rai abbia distrutto tutte le registrazioni di "Settevoci", il celebre programma musicale condotto da Pippo Baudo che lanciò moltissimi cantanti, spesso scomparsi dopo pochi 45 giri pubblicati: e quindi non si potrà mai vedere in programmi come "Da da da" o "Techetecheté" Dominga mentre partecipa appunto a questo programma con "Isadora".
Come ricorderete non è la prima volta che nel blog presentiamo dischi della cantante col caschetto nero di Turbigo, che in seguito (come altre sue colleghe) si dedicherà al liscio; presto comunque parleremo anche dei suoi due LP.
Passando ai brani di questo disco, "Isadora" è la cover dell'omonima canzone scritta da Geoff Stephens e John Carter per Tom Jones, che la incise nel 1968, e ripresa due anni dopo da Sonny Knowles: si tratta di un valzerone tutto sommato non particolarmente originale, con un testo di Vito Pallavicini che non migliora la canzone.
"Ricordati ragazzo" è invece la versione in italiano di "Nature boy", scritta da  Eden Ahbez per Nat King Cole e poi incisa da molti altri artisti, tra cui Frank Sinatra: e bisogna rilevare come il lato B sia decisamente più interessante musicalmente del lato A.
Su Dominga, che dire? Una voce dotata, forse non particolarmente originale ma certamente meglio di tante altre cantanti che vanno per la maggiore oggi.

1) Isadora (Vito Pallavicini-John Carter-Geoff Stephens)
2) Ricordati ragazzo (Pinchi-Eden Ahbez)

giovedì 11 aprile 2013

Paolo Conte - Uomo camion/Angiolino (1978) & Franco Califano canta Paolo Conte (1991)












Sicuramente Paolo Conte è, con Rita Pavone e Umberto Tozzi, il cantante piemontese più conosciuto nel mondo (anche se, in realtà, Tozzi è piemontese solo di nascita ma, come tutti sanno, è figlio di pugliesi), e questo 45 giri con due versioni di "Uomo camion" e "Angiolino" inedite su LP, poichè per l'album dell'anno successivo, "Un gelato al limon", vennero reincise, è stata una delle richieste più numerose che ho ricevuto da parte dei nuovi amici del blog.
Ed allora ho pensato, visto che Franco Califano ha espresso più volte la sua ammirazione per Paolo Conte e che nel suo album del 1991 "Se il teatro è pieno" aveva anche inciso due sue canzoni, "Si ta' vuo' scurdà" e "Spassiunatamente", di unire il post su Conte con il ricordo del Califfo, allegando questi due brani come bonus al 45 giri.....un abbinamento che a prima vista potrebbe sembrare tra due opposti, ma in definitiva la musica leggera è una, nonostante tutte le divisioni e le caselle che spesso i cosiddetti critici musicali costruiscono.
In realtà ricordo di aver sentito dal vivo Califano cantare anche una terza canzone dell'avvocato di Asti, "Naufragio a Milano", però non mi risulta che sia mai stata incisa....o ricordo male?

1) Uomo camion
2) Angiolino
Bonus tracks: 3) Uomo camion (versione 33 giri)
                       4) Angiolino (versione 33 giri)
                       5) Franco Califano - Si ta' vuo' scurdà (1991)
                       6) Franco Califano - Spassiunatamente (1991)


martedì 9 aprile 2013

Franco Califano - Ti raggiungerò/Amica malinconia (1965) & Franco Califano - Io me 'mbriaco/E' la malinconia (1975)












Questo è un post doppio, costituito da due 45 giri di Franco Califano: il primo è anche il primo della sua carriera, pubblicato dalla Ariston (etichetta per cui lavorava come autore in quel periodo) nel 1965.
Si tratta di due canzoni scritte per la parte musicale da Gianni Guarnieri, che già fanno intravedere gli elementi della poetica del cantautore romano: gli amori, gli amici e di sottofondo la malinconia.
In "Ti raggiungerò" è presente una voce femminile non meglio precisata; in Siae alla firma di Guarnieri si affianca come autore della musica quella di Walter Baracchi.
Gli arrangiamenti dei due brani sono di Enrico Simonetti.

1) Ti raggiungerò (Franco Califano-Gianni Guarnieri)
2) Amica malinconia (Franco Califano-Gianni Guarnieri)














La malinconia della canzone del primo 45 giri ritorna sul retro di questo disco: "E' la malinconia" è sicuramente una delle canzoni di Califano più riuscite, sia per il testo che per la musica.
Bella è anche "Io me 'mbriaco", introdotta da un assolo di violino, la cui musica è scritta da Toto Savio, di cui abbiamo già parlato nel blog.
Tutte e due le canzoni sono cantate in dialetto romanesco, che ha comunque la fortuna di essere, con il toscano, sicuramente il più comprensibile in tutta Italia.
La produzione è di Achille Manzotti; gli arrangiamenti e la direzione d'orchestra sono di Danilo Vaona, mentre la realizzazione è di Claudio Cavallaro: su entrambi questi musicisti ritorneremo prossimamente.

1) Io me 'mbriaco(Franco Califano-Toto Savio)
2) E' la malinconia (Franco Califano)

domenica 7 aprile 2013

Mini Molly - L'ultima preghiera/Un ricordo (1968)












Per ricordare Califano, anche lui scomparso in questo periodo, iniziamo con un post della cantante torinese Mini Molly, pseudonimo di Giianna Vitale; Califano è l'autore del testo di "L'ultima preghiera", bella melodia di Toto Savio che partecipò al Cantagiro nel 1968.
In quell'anno il cantautore romano, dopo aver inciso due 45 giri per la Ariston, si stava dedicando all'attività di autore per altri artisti (avendo già ottenuto notevoli successi, uno per tutti "La musica è finita"), e solo negli anni '70, con il passaggio alla CGD, avrebbe ricominciato a pubblicare dischi: il prossimo post riguarderà appunto alcune sue incisioni.
Il fato ha voluto che la morte di Califano sia avvenuta il giorno dopo quella di Jannacci: un simbolo della romanità in musica con un simbolo della canzone milanese moderna....anche se entrambi hanno scritto la maggior parte delle loro canzoni in italiano, la loro poetica era comunque legata alle loro città d'origine, alle borgate romane con le compagnie di amici del bar che tra loro parlano di donne (almeno fino a quando l'ultimo amico va via e si sposa) ed alle periferie milanesi degli anni '50, dove le case abitate per lo più dai terroni venuti al nord avevano i "tripli servizi, sì, ma in mezzo ai pra...".
Forse è difficile immaginare due modi di essere artisti più antitetici tra i due, così come in effetti anche Roma e Milano sono due città quasi agli opposti per modi di vivere, abitudini, ambienti....ma la storia della canzone italiana è fatta di entrambi.

1) L’ultima preghiera (Franco Califano-Totò Savio)
2) Un ricordo (Pier Benito Greco)

mercoledì 3 aprile 2013

Una canzone, una storia - Sfiorisci bel fiore












Concludiamo oggi la trilogia omaggio ad Enzo Jannacci (ma non i post a lui dedicati). Non è "Vengo anch'io.No, tu no" la canzone del medico cantautore più nota nel mondo, ma è "Sfiorisci bel fiore": questo grazie a Gigliola Cinquetti, come vedremo....ma andiamo per ordine.
Nella stagione teatrale 1964-65 Jannacci allestisce con Dario Fo uno spettacolo, "22 canzoni", che ottiene molto successo (come si può dedurre leggendo le varie recensioni sui quotidiani dell'epoca): in esso vengono presentate alcune canzoni scritte dai due e già incise in precedenza ("L'Armando", ad esempio), con altre inedite (di cui 3 o 4 scritte dal solo Jannacci ed una cover di Fausto Amodei, "Qualcosa da aspettare") che vengono poi inserite in un album, "Enzo Jannacci in teatro"....tra esse c'è "Sfiorisci bel fiore" che, poco dopo l'incisione dal vivo, viene pubblicata su 45 giri nell'aprile 1965.
In questo periodo le vendite dei dischi del cantautore milanese non sono certo esaltanti, e così sarà fino al boom di "Vengo anch'io. No, tu no" con l'eccezione di alcuni 45 giri che vendono qualche migliaia di copie in più della media ("L'Armando" e "Faceva il palo", ad esempio, grazie anche alle apparizioni televisive): anche "Sfiorisci bel fiore" quindi non entra in classifica.
 
Pochi mesi dopo, a settembre, Gigliola Cinquetti incide il brano in un 45 giri tris insieme ad altre due canzoni, "Un bel posto" (cover di "I know a place", successo di Petula Clark) e "Mille anni": tutte e tre le canzoni sono arrangiate da Gianfranco Monaldi; poco tempo dopo la cantante veronese pubblica la canzone in francese, con il testo di Françoise Dorin, paroliera francese autrice di molte canzoni per, tra gli altri, Line Renaud, Richard Anthony, Mireille Mathieu, Claude François, e questa versione vende circa due milioni di copie (anche in Canada, dove verrà pubblicato un 45 giri nel 1971 con sul retro "Vole, petite hirondelle", cover di "Volano le rondini" con il testo di Charles Level).

"Sfiorisci bel fiore" viene reinterpretata dai Nuovi Trovieri, gruppo folk lombardo, in un album molto raro pubblicato se non erro nel 1969, e viene poi ripresa da Mina in un album dedicato a Jannacci del 1977 ("Mina quasi Jannacci), da Pierangelo Bertoli nel 1987 (nel suo "Canzone d'autore",  in cui omaggia alcuni colleghi cantautori eletta schiera come Luigi Tenco in "Vedrai vedrai" o De André con "Un giudice"), e da Francesco De Gregori nel 1993 nel disco dal vivo "Il bandito e il campione"; in ultimo lo stesso Jannacci la reincide nel disco antologico "The best" del 2006.
Il brano sul lato B del 45 giri del 1965 di Jannacci,  "Non è vero", è una canzone d'amore con una tromba in evidenza nell'arrangiamento: curiosamente quando la Saar ha deciso di includerla in un antologia del 2005 intitolata "Le più belle canzoni di Enzo Jannacci" per errore è stato usato non il master originale ma quello di un provino, con il solo pianoforte: e chissà quante altre gemme sono nascoste negli archivi delle case discografiche.

  1) Enzo Jannacci - Sfiorisci bel fiore (1965 - 45 giri) (Enzo Jannacci)
  2) Enzo Jannacci - Non è vero (1965 - 45 giri) (Enzo Jannacci)
  3) Enzo Jannacci - Non è vero (2005 - da "Le più belle canzoni di Enzo Jannacci) (Enzo Jannacci)
  4) Enzo Jannacci - Sfiorisci bel fiore (1965 - dal vivo da "In teatro") (Enzo Jannacci)
  4) Gigliola Cinquetti - Un bel posto (1965) Vito Pallavicini-Tony Hatch)
  5) Gigliola Cinquetti - Sfiorisci bel fiore (1965) (Enzo Jannacci)
  6) Gigliola Cinquetti - Mille anni (1965) (Daniele Pace-Roger Dumas-Jean-Jacques Debout)
  7) Gigliola Cinquetti - Les filles et le roses (1971) (Françoise Dorin-Enzo Jannacci)
  8) Gigliola Cinquetti - Vole, petite hirondelle (1971) (Charles Level-Daniele Pace-Mario Panzeri-Lorenzo Pilat)
  9) Mina - Sfiorisci bel fiore (1977) (Enzo Jannacci)
10) Pierangelo Bertoli - Sfiorisci bel fiore (1987) (Enzo Jannacci)
11) Francesco De Gregori - Sfiorisci bel fiore (1993) (Enzo Jannacci)
12) Enzo Jannacci - Sfiorisci bel fiore (2006) (Enzo Jannacci)

lunedì 1 aprile 2013

I Brutos - Vengo anch'io. No, tu no/Con due occhi così (1968) & Vanna Brosio - Una vita difficile-Una lettera (1975)













Il secondo post che dedichiamo ad Enzo Jannacci è in realtà una doppia riproposizione di due 45 giri torinesi già apparsi nel blog: il primo, del 1968, racchiude una versione del successo di quell'anno del cantautore, "Vengo anch'io. No, tu no", eseguita dai Brutos.
Come avevamo scritto nel post originale, la versione dei Brutos, ha una piccola differenza ad un certo punto del testo: nella strofa “Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale”, alla domanda “Vengo anch’io” la risposta è “Sì tu sì”, ed allo steso modo continua poi il ritornello successivo, mentre musicalmente si caratterizza per il violino, che sostituisce il trombone della versione di Jannacci.
Il secondo disco è invece di Vanna Brosio, la bella e sfortunata cantante torinese che nel 1975 pubblicò un 45 giri con due canzoni scritte entrambe da Jannacci, "Una vita difficile" e "Una lettera", ed arrangiate entrambe da Nando De Luca, collaboratore abituale di Jannacci.
Jannacci inciderà “Una vita difficile” nell’album “L’uomo a metà” del 2003 , mentre “Una lettera” era già conosciuta in quanto incisa da Nicola Arigliano nel 1971 nell’album “Una sera allo Studio 7 di Napoli”, ma con il titolo “La lettera”: entrambi i brani li trovate come bonus track in questo post.

1) I Brutos - Vengo anch’io. No, tu no (Enzo Jannacci-Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci)
2) I Brutos - Con due occhi così (Giuseppe Maniscalco-Alvaro Alvisi-Luciano Zotti)
3) Vanna Brosio - Una vita difficile (Enzo Jannacci)
4) Vanna Brosio - Una lettera (Enzo Jannacci)

Bonus tracks:

5) Enzo Jannacci - Una vita difficile (Enzo Jannacci)
6) Nicola Arigliano - La lettera (Enzo Jannacci)

sabato 30 marzo 2013

Enzo Jannacci - Duetti, rarità, curiosità & cover 1960-2008 - Vol. 1°












Ho sempre ritenuto Enzo Jannacci uno dei più importanti, se non il più importante in assoluto, tra i cantautori italiani: e con i Powerillusi abbiamo proposto in concerto sue canzoni sin dal 1987 (ed una l'abbiamo anche incisa nel 1989).
Da bambino mi aveva colpito, come molti nati come me negli anni '60, "Vengo anch'io.No tu no", e mi ricordo l'estate del 1968 a Cattolica in cui, bambino, con il mio amico Giulio Di Santo cantavamo in spiaggia la canzone dividendoci le parti a seconda dell'esecuzione ("Adesso io canto Vengo anch'io e tu dici No tu no, poi facciamo cambio").
Con il passare degli anni l'ho poi riscoperto da adolescente, per la precisione nel 1979, con un album che si intitolava "Fotoricordo" e che fu il primo suo disco che comprai: naturalmente qui e là mi capitava ancora di ascoltare qualche suo brano in televisione (mi ricordo ad esempio "Secondo te che gusto c'è" sigla di un programma televisivo con un'animazione di Bruno Bozzetto), ospite di qualche programma che guardavano i miei genitori (da "Senza rete" a "Il poeta e il contadino"), ma fu "Fotoricordo" che mi fece scoprire la sua caratteristica principale, e cioè il suo cantare gli ultimi con uno sguardo che cercava di leggere la commozione e la pena per la condizione umana attraverso il filtro dell'ironia e della satira (pensate, per capirci, alla vicenda de "L'Armando" o a "La disperazione della pietà" o, per restare all'album "Fotoricordo", a "Io e te" o "Natalia").
In pochi mesi, cercando tra le bancarelle di via Po riuscii a procurarmi qualche album precedente come "Quelli che..." (altro capolavoro), "O vivere o ridere" e l'antologia pubblicata dalla RCA Linea Tre "Così ride Enzo Jannacci", scoprendo gemme come "Vincenzina e la fabbrica", "Rido", "Il bonzo", "Ragazzo padre".
E a seguire fu pubblicato un altro album imperdibile, "Ci vuole orecchio".....anni dopo mi venne naturale, quando iniziai a muovere i primi passi su Internet, creare un sito (o meglio, un tentativo di sito....) dedicato a Jannacci: cercai con l'aiuto di amici (Franco Settimo, Enrico Bellino, Livio Benerecetti tra gli altri) di ricostruire la discografia del medico cantautore, direi per la prima volta: il frutto di quel lavoro si concretizzò anche in un articolo pubblicato da Fernando Fratarcangeli su "Raro!" (che riguardava i primi anni della sua discografia).
Mi ricordo che quando feci vedere a Paolo, il figlio di Enzo che tutti conosciamo, alcuni 45 giri degli anni '60 incisi dal padre, mi aveva detto non solo che la maggior parte non li aveva conservati, ma che lui stesso girava tra i mercatini di dischi per cercare quelli incisi dal padre e che gli mancavano.
Con Franco Settimo e Michele Neri ho poi collaborato per la ricostruzione (questa volta completa temporalmente) della discografia pubblicata su "Musica leggera", e sempre con Franco abbiamo lavorato ad un libro direi molto completo che doveva essere pubblicato dalla Coniglio Editore ma che, per tanti motivi, è ancora inedito, ahimè.
E mi è sembrato naturale e ovvio, oggi, dare il mio ringraziamento a Enzo Jannacci ed alle emozioni che mi hanno procurato nel corso di questi anni le suo canzoni con questo post, in cui ho racchiuso alcune (non tutte, infatti si intitola volume 1....) rarità, curiosità, cover e duetti: non posso ovviamente per questioni di spazio dilungarmi su tutte come vorrei, ma possiamo ricordare che "Non occupatemi il telefono" è tratto da un flexi-disc allegato alla rivista "Il musichiere" ed eseguito con Giorgio Gaber (la canzone era stata incisa peraltro anche da Gino Paoli e da Sergio Endrigo con il complesso di Riccardo Rauchi, ed anche "L'ombrello di mio fratello" nella versione di Gionchetta era allegato ad una rivista, "Nuova Enigmistica Tascabile".
"L'artista" è tratta dallo spettacolo "Milanin Milanon" del 1962, e si differenzia dalla versione che fu incisa sul 45 giri perché quest'ultima è in italiano.
"Passaggio a livello" venne incisa da Tenco durante il suo periodo Jolly e pubblicata postuma in una raccolta, mentre "Il gruista" è tratta da un programma televisivo del 1967 (Jannacci la inciderà solo più di vent'anni dopo nell'album "Guarda la fotografia"); "Bogo el loco", scritta da Luis Eduardo Aute per l'argentino Luis Aguilé è la versione originale di "Bobo Merenda", mentre "Il pacco", un recitato sulla base di "Ci vuole orecchio", fu pubblicata nell'album omonimo ma soltanto nella versione in cassetta (....ed ovviamente quando il disco fu ristampato in cd la Ricordi nemmeno si sognò di allegarlo come bonus track....).
"Nustalgia de Milan" era contenuta in una raccolta omaggio a Giovanni D'Anzi, "Musical" in una delle raccolta pubblicate dal Club Tenco e la versione strumentale di "Tira a campà" era inserita nella colonna sonora del film di Lina Wertmuller "Pasqualino Settebellezze"; anche "Piccoli equivoci" faceva parte di una colonna sonora, quella del film omonimo di Ricky Tognazzi, mentre altre canzoni sono tratte da dischi di vari colleghi di Jannacci con cui ha, a volte, duettato (Baccini, Baglioni, il cabarettista Osvaldo Ardenghi), tranne "Bartali" che è invece tratto dalla raccolta del 2006 "The best".
Tra questi duetti mi piace ricordare quello con i Selton in "Pedro Pedreiro": il gruppo brasiliano ha dedicato al repertorio di Jannacci un intero album, intitolato "Banana à Milanesa".
Vi sono infine cover di canzoni di Jannacci eseguite da Drupi ("Senza parole"), ancora Baglioni ("Vengo anch'io. No, tu no") e i Powerillusi, come ho ricordato prima, e due omaggi che Jannacci ha voluto dedicare a due sue colleghi come Bindi ed Endrigo; anche "Via del Campo", canzone di cui Jannacci è autore della musica, è stato un omaggio per De André, l'autore del testo che l'aveva incisa nel 1967.
Apre il disco "L'uomo a metà" dall'album omonimo del 2003, che considero una delle canzoni più belle di Jannacci, mentre la chiusura è affidata a "Geppina", un divertissement che venne pubblicato solo nel sito ufficiale del cantante in formato mp3 scaricabile (e che ora è ovviamente introvabile).
Anche i prossimi due post saranno legati a Jannacci, mentre per il secondo volume di questa raccolta dovrete attendere un po'.

  1) Enzo Jannacci - L'uomo a metà (Enzo & Paolo Jannacci) - 2003
  2) I Due Corsari - Non occupatemi il telefono (Franco Franchi-Gianfranco Reverberi) - 1960
  3) Rino Gionchetta - L'ombrello di suo fratello (Enzo Jannacci) - 1965
  4) Luigi Tenco - Passaggio a livello (Enzo Jannacci) - 1972
  5) Enzo Jannacci - Il gruista (Enzo Jannacci) - 1967
  6) Enzo Jannacci - L'artista (Enzo Jannacci) - 1962
  7) Luis Aguilé - Bogo el loco (Luis Eduardo Aute) - 1967
  8) Enzo Jannacci e Osvaldo Ardenghi - Il bonzo (Dario Fo-Aurelio Ponzoni-Dario Fo) - 2004
  9) Enzo Jannacci - Il pacco (Enzo Jannacci) - 1980
10) Enzo Jannacci - Nustalgia de Milan (Giovanni D'Anzi) - 1980
11) Enzo Jannacci - Musical (Enzo Jannacci) - 1993
12) Enzo Jannacci & Paolo Conte - Bartali (Paolo Conte) - 2004
13) Enzo Jannacci & Claudio Baglioni - E la vita la vita (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto) - 1997
14) Enzo Jannacci - Tira a campà (strumentale) (Lina Wertmüller-Beppe Viola-Enzo Jannacci) - 1975
15) Enzo Jannacci & Francesco Baccini - Canzone in allegria (Francesco Baccini) - 1997
16) Claudio Baglioni - Vengo anch'io.No, tu no (Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci) - 2006
17) Enzo Jannacci - Piccoli equivoci (Enzo Jannacci) - 1990
18) Powerillusi - Il monumento (Enzo Jannacci) - 1989
19) Drupi - Senza parole (Riccardo Piferi-Antonio Galbiati-Mark Harris-Enzo Jannacci) - 1990
20) Enzo Jannaci - Via del Campo (Fabrizio De André-Enzo Jannacci) - 2001
21) Enzo Jannacci - Io che amo solo te (Sergio Endrigo) - 2002
22) Enzo Jannacci & i Selton - Pedro Pedreiro (Enzo Jannacci-Giorgio Calabrese-Chico Buarque de           Hollanda) - 2008
23) Enzo Jannacci - Arrivederci (Giorgio Calabrese-Umberto Bindi) - 2003
24) Enzo Jannacci - Geppina (Francesco Saverio Mangieri) - 2001

martedì 26 marzo 2013

La Lionetta - Danze e ballate dell'area celtica italiana (1978)




E' da parecchio tempo che non presentiamo nel blog un disco di musica folk piemontese, e rimediamo oggi con un gruppo, La Lionetta, che sono stati con i Cantovivo i maggiori artefici della riscoperta della tradizione musicale subalpina della seconda metà degli anni '70.
Quest'album pubblicato nel 1978 dalla Shirak (l'etichetta di Johnny Betti) è il loro disco di debutto, molto curato anche graficamente: la copertina è apribile e all'interno vi sono i testi e le presentazioni di ogni brano.
La quasi totalità di essi proviene dal repertorio raccolto da Costantino Nigra, il politico italiano che si dedicò alla riscoperta ed alla conservazione del patrimonio popolare della sua regione, il Piemonte.
I componenti del gruppo sono Roberto Aversa (voce, chitarra acustica, thin wistle, cornamusa, percussioni),
Maurizio Bertani (mandolino, flauto dolce, bombarde, metallofono, violino, voce), Marco Ghio (violino, tablas, voce), Vincenzo Gioanola (melodeon, accordeon, dulcimer, banjo, percussioni, voce) e Laura Malaterra (voce, chitarra classica, dulcimer, percussioni); Aversa e Bertani sono gli unici rimasti nella formazione attuale de La Lionetta.

LATO A

1) Papà demi la bela (tradizionale - Nigra 41)
2) Suite per cornamusa
    a) Magna Giuvana (tradizionale - Nigra 87)
    b) Ballo della banda dei gobbi (tradizionale)
3) Le vioire (La canzone di Martin) (tradizionale - Nigra 132)
4) La bergera (tradizionale - Nigra 90)
5) Curenta occitana
    a) Curenta (tradizionale)
    b) Balet (tradizionale)
6) Un'eroina (tradizionale - Nigra 13)

LATO B

1) Dona bianca (tradizionale - Nigra 1)
2) Giga di Sampeyre
    a) Introduzione (tradizionale)
    b) Giga (tradizionale)
    c) Balet (tradizionale)
3) Prinsi Raimundu (tradizionale - Nigra 6)
4) Saltarello (anonimo XIV secolo)
5) Danze di Coumboscuro (tradizionale)

venerdì 22 marzo 2013

Enzo Jannacci - La mia gente (1970)












Recentemente sono stati ristampati in cd i quattro album di Jannacci incisi per l'Ultima Spiaggia dal 1975 al 1979; mancano però ancora all'appello molti LP, in particolare quelli del periodo Jolly e quelli incisi per la ARC e l'RCA, come il disco che presentiamo oggi, "La mia gente", pubblicato a marzo del 1970 e prodotto da Nanni Ricordi.
Il 33 giri è costituito tutto da canzoni inedite (tranne "Gli zingari", canzone che Jannacci aveva presentato a Canzonissima e che era stata già pubblicata su 45 giri l'anno precedente come retro di "Il terzino d'Olanda") ed è uno dei più interessanti del cantautore milanese, con alcuni piccoli capolavori quali "Il duomo di Milano", ingiustamente dimenticata.
"Il dritto", con musica scritta da Nando De Luca e con la collaborazione al testo di Anita Parenzo, verrà reincisa anni dopo nell'LP "Ci vuole orecchio" e da Milva nell'album "La rossa"; è una canzone in cui emerge la sarcastica rassegnazione al fato (il protagonista finisce la sua vita in un incidente d'auto contro un muro, ma la musica che accompagna il triste testo è allegra e ritmata). 
"E la marcia va" è uno dei brani, non inciso prima, dello spettacolo 22 canzoni, scritto da Fo e Jannacci e presentato dal cantautore nel 1965, mentre "El carrete" e "Il piantatore di pellame" sono state scritte insieme a Cochi e Renato (che le incideranno in seguito, e durante alcune partecipazioni televisive sono state eseguite dai tre insieme), e sono le due canzoni più nonsense dell'intero disco.
Altro brano divertente è "Il metrò" (poi inserito nel 1974 nella ristampa di "Vengo anch'io. No, tu no"): sia il testo, sia la musica de "Il metrò" sono di Bruno Lauzi, che la incise con il titolo "Sul metrò".
Completano il disco le due canzoni incluse, in versioni leggermente diverse, nel relativo 45 giri "Mexico e nuvole" e "Pensare che...", pubblicato poco tempo dopo: la musica di "Mexico e nuvole" è attribuita da tutti a Paolo Conte, ma se si verifica nel sito SIAE si vedrà che è invece firmata dal fratello Giorgio e dal musicista astigiano Michele Virano.
Gli arrangiamenti sono curati da Nando De Luca, tranne "Il duomo di Milano", "70 persone" e "La mia gente", arrangiata da Luis Enriquez Bacalov, e "Gli zingari", curata dallo stesso Jannacci.

LATO A

1) Maria me porten via (Enzo Jannacci)
2) Il dritto (Enzo Jannacci-Anita Parenzo-Nando De Luca)
3) E la marcia va (Dario Fo-Enzo Jannacci)
4) Il duomo di Milano (Enzo Jannacci)
5) Il metrò (Bruno Lauzi)
6) 70 persone (Enzo Jannacci)

LATO B

1) Pensare che... (Enzo Jannacci)
2) La mia gente (Enzo Jannacci)
3) El carrete (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)
4) Gli zingari (Enzo Jannacci)
5) Il piantatore di pellame (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)
6) Mexico e nuvole (Vito Pallavicini-Giorgio Conte-Michele Virano)

martedì 19 marzo 2013

Seximama - Nepentha (1979)












Chi sono i componenti dell'estemporaneo gruppo torinese Seximama?
Chi segue il nostro blog non avrà difficoltà a riconoscerli dalla foto in copertina: da sinistra a destra Valerio Liboni (batteria, voce), Daniele Torchio (tastiere), Cristina Gazzera (voce, tastiere), Renata Attivissimo (voce) e Roger Riccobono (chitarre, basso); di essi, Torchio e Riccobono sono gli autori della musica di "Nepentha", mentre Liboni con Gualtiero Gatto (che è il produttore) firma il testo.
Si tratta di un brano di discomusic con le tipiche sonorità delle produzioni italiane del periodo, suddiviso in due parti: direi nulla di più che una curiosità.
L'etichetta è la F1 Team, distribuita dalla Panarecord, specializzata in dischi di questo tipo.
Un'ultima cosa: all'epoca c'era a Torino in corso Brescia una discoteca che si chiamava "Big Nepentha": chissà se l'idea per il titolo è nata a Liboni da questo locale.

1) Nepentha (part one) (Torchio-Riccobono-Gatto-Liboni)
2) Nepentha (part two) (Torchio-Riccobono-Gatto-Liboni)

venerdì 15 marzo 2013

Giorgio Lo Cascio - Il poeta urbano (1976)












Dopo quasi due anni torniamo a presentare un album di Giorgio Lo Cascio, il secondo, che segue di tre anni "La mia donna", pubblicato dalla IT; il cantautore romano passa alla Divergo, nuova etichetta fondata dal direttore di "Musica & Dischi", Mario De Luigi jr, e nella primavera del 1976 registra "Il poeta urbano".
L'album è composto da nove canzoni di impostazione acustica e da un brano strumentale, "Pegaso" (basato sul flauto e la chitarra classica); Lo Cascio è autore di tutte le musiche e di tutti i testi tranne uno, "La baracca del vino a via Imbonati", scritto da Arnaldo Picchi.
Tra i musicisti presenti nel disco è da citare Pablo Romero, collaboratore nello stesso periodo di Antonello Venditti, che suonando molti strumenti come la quena, il flauto di pan o il charango, arricchisce gli scarni arrangiamenti.
Apre il disco la title track, che penso sia l'unica canzone nella storia della musica leggera italiana in cui nel testo si cita la filologia romanza; segue "Primo messaggio", cantata insieme a Diana Corsini.
"Per te che mi sei compagna", dedicata alla moglie del cantautore Ivana Piacentini (autrice della foto di copertina) è l'unica canzone d'amore del disco, mentre "Sull'orlo del vulcano" ricorda un po' il primo De Gregori, con cui peraltro come sappiamo Lo Cascio aveva iniziato l'attività musicale.
"Rotolando per le scale" racconta di un uomo, un professore, che fugge dal suo paese (che potrebbe essere il Cile o l'Argentina di quegli anni, o anche la Grecia del 1967) in cui si è instaurata una dittatura militare: la canzone si collega alla successiva, "Lo stadio e l'isola", in cui il riferimento ai lupi dell'isola di Dawson fa capire che ci si riferisce al Cile, ed al brano conclusivo, "Per liberare la mia terra".
Al disco è allegato un inserto con i testi e gli spartiti delle canzoni.
Il limite del disco sta negli arrangiamenti dei brani, un po' troppo monocordi (tranne poche eccezioni) e nella voce di Lo Cascio, che è la tipica voce da cantautore italiano degli anni '70, più attento al contenuto dellle cose che sta cantando che non alla forma in cui le sta esprimendo.

LATO A

1) Il poeta urbano (Giorgio Lo Cascio)
2) Primo messaggio (Giorgio Lo Cascio)
3) Per te che mi sei compagna (Giorgio Lo Cascio)
4) Sull'orlo del vulcano (Giorgio Lo Cascio)
5) La baracca del vino a via Imbonati (Arnaldo Picchi-Giorgio Lo Cascio)

LATO B

1) Nebbia artificiale (Giorgio Lo Cascio)
2) Rotolando per le scale (Giorgio Lo Cascio)
3) Lo stadio e l'isola (Giorgio Lo Cascio)
4) Pegaso (Giorgio Lo Cascio)
5) Per liberare la mia terra (Giorgio Lo Cascio)

mercoledì 13 marzo 2013

Nuccio Nicosia - Ci saranno meno grida.../Chi sei (1967)












Quest'anno Gigi Meroni avrebbe compiuto settant'anni: era infatti nato a Como il 24 febbraio del 1943, e come si sa morì a Torino il 15 ottobre 1967 investito dal diciannovenne Attilio Romero, che curiosamente diventerà nel 2000 presidente del Torino, portando peraltro la squadra al fallimento cinque anni dopo.
Il 45 giri di oggi è proprio dedicato a Meroni, ed è inciso da Nuccio Nicosia, che abbiamo già presentato altre volte nel blog, ad esempio nel post sul suo 45 giri per l'Emanuela o per il disco inciso come Nuccio Nicosia e l'Industria Musicale.
Il testo racconta la vita e la morte di Gigi Meroni, su una musica melodica, mentre la canzone sul retro, "Chi sei", è un brano beat con un testo d'amore.
Il complesso è quello di Nuccio Nicosia, con un certo Dany Spray come voce solista sul lato A e un tale Nino Zanetti sul lato B. L'etichetta è la sconosciutissima Spring Record, che immagino essere torinese.
Come al solito vi è la consueta discrepanza tra l'etichetta e i dati in Siae: infatti il testo risulta depositato da Sergio Pasteris, assente sul disco e sostituito da tal Martucci: uno pseudonimo?

1) Ci saranno meno grida... (Sergio Pasteris-Giuseppe Nicosia)
2) Chi sei (Sergio Pasteris-Giuseppe Nicosia)

venerdì 8 marzo 2013

AA.VV. - 7° Burlamacco d'oro (1964)












Tutti quelli (specialmente giornalisti) che si lamentano oggi dei talent show e rimpiangono un passato in cui i cantanti venivano scoperti senza gare e competizioni ma basandosi su una valutazione oggettiva del talento eventualmente esistente dimostrano soltanto di non conoscere nulla del passato: i talent show sono sempre esisititi, solo che una volta non si chiamavano così.
Negli anni '60 l'Italia aveva un festival in ogni regione, ma che dico, uno in ogni provincia, e non erano altro che un modo per selezionare nuovi cantanti: oltre ai due maggiori, Castrocaro ed Ariccia, c'erano altri festival (Bellaria, Ancora, Pesaro, Rieti dedicato ai complessi) dove si avvicendavano nomi noti con debuttanti (e che quindi stavano a metà strada, diciamo così, tra quelli per cantanti affermati e quelli per giovani), ed altri ancora più piccoli solo per le voci nuove, come la "Fiera della Canzone Italiana" di Milano, a cui nel 1967 partecipa un certo Rosalino Cellamare, o il "Festival Internazionale dei Ragazzi" di Sanremo, che nell'edizione del 1965 vede tra i partecipanti una certa Carla Bissi di Forlì.
Pensate che un festival come la "Sei giorni della canzone" vedeva la partecipazione di ben cento cantanti in cinque giorni, e se è vero che tutti i partecipanti avevano già una casa discografica la maggior parte di essi erano comunque dei debuttanti.
Il disco che presentiamo oggi riguarda uno di questi festival per nomi però gia affermati o quasi, il "Burlamacco d'oro", noto anche come "Festival di Viareggio", nato nel 1958 per iniziativa del paroliere e compositore Aldo Valleroni come manifestazione musicale legata al Carnevale di Viareggio; l'edizione è quella del 1964, presentata da Johnny Dorelli, ed il disco doppio aveva finalità benefiche, in quanto era a sostegno della Croce Rossa Italiana.
Il vincitore quell'anno fu Gianni Morandi con "In ginocchio da te", ma molte altre canzoni raggiunsero la notorietà, come "Una rotonda sul mare", successo bandiera di Fred Bongusto (curiosamente qui intitolato "La rotonda sul mare"), "Dammi il numero di telefono" di Remo Germani o "Come ti vorrei" della Zanicchi.
Come al solito vi sono sulle etichette differenze tra gli autori presenti e le firme reali in Siae: in un caso, quello della canzone di Bongusto, ciò può essere spiegato con il fatto che non era forse considerato opportuno che la firma dell'organizzatore Valleroni apparisse anche come autore di un brano in gara.
Divertente l'ironica "Non gettarmi la sabbia negli occhi" di Bramieri, mentre la canzone di Gloria Christian, "C'era la luna" è da ricordare per il testo, di soli tre versi: "C'era la luna, c'era la luna, / era una notte d'estate, / era una notte d'estate": Marcello Zanfagna evidentemente si ispirava a Quasimodo e Ungaretti.
La canzone di Del Turco lo vede collaborare nella scrittura con il cognato Endrigo (presente anche come cantante con "Ora che sai") e con Gianni Meccia, e sicuramente la musica risente delle atmosfere del cantautore istriano; quella di Peppino Di Capri, "Piccatura", si fa invece notare per l'uso di uno scacciapensieri a richiamare, abbastanza ovviamente, la Sicilia (citata nel testo).
Alcuni dei cantanti partecipanti, come Tony Dallara (la cui canzone "Quattro parole" nel 1964 suonava sicuramente di maniera, in particolare per l'arrangiamento, così come quella di Elsa Quarta) o Betty Curtis, provenivano da anni di successo ma avevano imboccato da qualche tempo la strada per un declino più o meno lento, mentre altri si erano appena affacciati al mondo discografico, da poco più di un anno come lo stesso vincitore Morandi o da pochi mesi come la Cinquetti (con un brano scritto dal Guardiano del Faro pre-moog).
"C'è una cosa che non sai" di Gaber è interessante musicalmente: si tratta infatti di un bel blues con un assolo centrale di sax e, tra tante riscoperte del suo repertorio, meriterebbe anche questa di ritornare alla luce.
Tra le cover vi è "Perché l'ho fatto" di Fabrizio Ferretti, che è un successo di James Darren scritto da Fred Anisfield con il testo in italiano di Alberto Testa (il titolo originale è "Backstage"), inciso in seguito anche da Gene Pitney, "Sola nel sole" della brava Jenny Luna, versione italiana di "I wake up crying" di Burt Bacharach con il testo di Giorgio Salvioni e "Pagherai" di Cocky Mazzetti, incisa nello stesso periodo anche da Betty Curtis e Petula Clark, che è "Torture", lanciata da Kris Jensen e poi dagli Everly Brothers.
Non so invece quale sia la versione originale di "Non mi illudo più", la cui musica è di Frank Pourcel.
Un disco che restituisce intatto il clima dei festival degli anni '60, quando ancora esisteva la musica leggera italiana.

LATO A

1) La rotonda sul mare (Franco Migliacci-Aldo Valleroni-Fred Bongusto-Pietro Faleni)
2) Gino Bramieri - Non gettarmi la sabbia negli occhi (Leo Chiosso-Gigi Cichellero)
3) Gloria Christian - C'era la luna (Marcello Zanfagna-Gino Conte)
4) Gigliola Cinquetti - Il primo bacio che darò (Federico Monti Arduini-Pietro Orsini-Federico Monti Arduini)
5) Betty Curtis - Per te non riesco a dormire (Francesco Specchia-Oronzo Leuzzi)
6) Tony Dallara - Quattro parole (Aldo Locatelli-Sandro Taccani)

LATO B

1) Riccardo Del Turco - M'hanno detto che (Gianni Meccia-Riccardo Del Turco-Sergio Endrigo-Riccardo Del Turco)
2) Peppino Di Capri - Piccatura (Valerio Vancheri-A.Fange-Valerio Vancheri)
3) Johnny Dorelli - Era settembre (Daniele Pace-Johnny Dorelli)
4) Sergio Endrigo - Ora che sai (Sergio Endrigo-Luis Enriquez Bacalov-Sergio Endrigo)
5) Fabrizio Ferretti - Perché l'ho fatto (Alberto Testa-Fred Anisfield)
6) Giorgio Gaber - C'è una cosa (Giorgio Gaber-Renato Angiolini-Giorgio Gaber)
7) Remo Germani - Dammi il numero di telefono (Alessandro Colombini-Tullio Romano-Bruno De Filippi-Ezio Leoni)

LATO C

1) Fausto Leali - Ho perduto (Leda Ranzato-Eros Sciorilli)
2) Jenny Luna - Sola nel sole (Giorgio Salvioni-Hal David-Burt Bacharach)
3) Bruno Martino - Ciao notte (Bruno Brighetti-Bruno Martino)
4) Cocky Mazzetti - Pagherai (Leo Chiosso-John Loudermilk)
5) Gianni Morandi - In ginocchio da te (Franco Migliacci-Bruno Zambrini)
6) Gino Paoli - Vivere ancora (Gino Paoli)
7) Paola Penni - Non mi illudo più (Vito Pallavicini-Frank Pourcel)

LATO D

1) Elsa Quarta - Ero la più felice delle donne (Francesco Speccia-Gianfranco Monaldi)
2) I Quattro di Lucca - Soltanto tu (Aldo Valleroni-Francesco Arrighini-Giovanni Tommaso)
3) Renato Rascel - Non esitar (Renato Rascel)
4) Luciano Tajoli - Una notte è passata (Aldo Valleroni-Dino Bronzi-Aldo Valleroni)
5) Henry Wright - Fra le mie braccia (Alberico Gentile-Giuseppe Torrebruno-Calogero Lentini)
6) Iva Zanicchi - Come ti vorrei (Francesco Specchia-Bertrand Russell Berns)


lunedì 4 marzo 2013

Carlo Credi - Chi è Carlo Credi (1976)

 




L'occcasione di questo repost di un disco di cui abbiamo parlato nel lontano gennaio 2011 mi è stata data (oltre che dalle molte richieste ricevute in tal senso) dalla lettura di un libro di Sergio Astrologo intitolato "Briciole sparse su una tovaglia da scuotere", che mi è stato prestato da Andrea, un mio amico (e un amico del blog).
Si tratta di un romanzo ambientato negli anni '70 a Torino, e ricostruisce in maniera dettagliata un certo clima e un modo di vivere dei giovani del periodo; ad un certo punto la protagonista ha modo di conoscere Carlo, un cantautore che suona nei locali cittadini canzoni sue e cover di Brassens e Brel, e questo Carlo non è altro che Carlo Credi.
Per una recensione approfondita del disco vi rimando alla prima presentazione di due anni fa; spero che chi non lo conosce ancora riesca a scoprire piccoli gioielli come la psichedelica "Shiva al metrò" e come le altre canzoni dell'album..

LATO A

1) Shiva al metrò (Carlo Credi)
2) Il serraglio (Jacques Prévert-Carlo Credi)
3) Giobbe (Carlo Credi)
4) L’isola (Duilio Del Prete)
5) La canzone del carceriere (Jacques Prévert-Carlo Credi)
6) La regina (Carlo Credi)

LATO B

7) Signore guardi (Carlo Credi)
8) Vaquità (Carlo Credi)
9) Il Tao (Carlo Credi)
10) Il tempo del vento (Carlo Credi)
11) La tosse (Carlo Credi)
12) Dove correte (Duilio Del Prete)

martedì 26 febbraio 2013

Anna Identici & Stormy Six - EP (P.C.I. - 1972)













Concludiamo i post elettorali con un EP pubblicato dal P.C.I. nel 1972, che nasconde come vedremo un piccolo mistero.
Il disco contiene quattro brani: apre il lato A "Era bello il mio ragazzo", canzone che racconta di una morte causata da un incidente sul lavoro e che Anna Identici aveva presentato al Festival di Sanremo quell'anno; l'etichetta riporta "per gentile concessione della Ariston records", e la versione è in effetti quella ufficiale.
"La birindelleide" è invece un brano degli Stormy Six che non risulta depositato alla Siae e che prende il titolo dall'ammiraglio Gino Birindelli, esponente di primo piano del M.S.I., sulla falsariga de "La badoglieide" di Fausto Amodei e Michele Luciano Straniero: si tratta di una canzone irreperibile nella discografia ufficiale del gruppo milanese.
Il mistero riguarda le due canzoni sul lato B, "Quando s'era diplomato..." e "La ballata della D.C." (entrambe non depositate alla SIAE): infatti pur essendo attribuite in copertina e sull'etichetta agli Stormy Six non risultano incise dal gruppo (come potete leggere qui ).
Chi sarà quindi il misterioso esecutore (....o gli esecutori)? Se qualcuno ha notizie in merito, ce le comunichi.

LATO A

1) Anna Identici - Era bello il mio ragazzo (Pier Paolo Preti-Gianluigi Guarnieri)
2) Stormy Six - La birindelleide

LATO B

1) Anonimo - Quando s'era diplomato...
2) Anonimo - La ballata della D.C.

domenica 24 febbraio 2013

Renato Rascel - Bambina dagli occhi neri/Renatino e la coscienza (DC - 1970)












Ritorniamo alla Democrazia Cristiana (e al 1970) con un 45 giri di Renato Rascel pubblicato dalla Spes (parola latina che significa "speranza" e che è l'acronimo di Servizio di Propaganda E Stampa), che era l'Ufficio Stampa della DC.
II disco, datato maggio 1970, è uno dei più diffusi tra quelli di questo tipo, e si trova comunemente in giro; contiene sul lato A una canzone melodica dedicata ad una ragazzina, "Bambina dagli occhi neri"; l'arrangiamento è di Gino Conte (noto direttore d'orchestra di Gaeta), e all'incisione partecipano "I Cantori Moderni" di Alessandro Alessandroni.
Il testo è firmato da Antonietta Pennarola, collaboratrice abituale di Gino Conte, mentre gli altri due autori, L. Perucci e L. De Mari, non risultano iscritti alla Siae (...e peraltro nessuno dei due brani è depositato).
Sul retro vi è un monologo sul dovere di votare, sempre firmato dagli stessi autori.

1) Bambina dagli occhi neri (Antonietta Pennarola-L.Perucci-L.De Mari)
2) Renatino e la coscienza (Antonietta Pennarola-L.Perucci-L.De Mari)