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mercoledì 19 settembre 2012

Andro Cecovini - Canzone d'autore (1978)













Continuando a prendere spunto dal Club Tenco, che quest'anno è saltato, parliamo di un altro cantautore, uno di quelli che non hanno raggiunto il successo per vari motivi, come vedremo (e in questo periodo parleremo anche di altri nomi sconosciuti)....i pregi e i difetti che ha questo disco del triestino Andro Cecovini, figlio di Manlio Cecovini (sindaco di Trieste dal 1978 al 1983), sono quelli simili di molti dischi di cantautori minori dei tardi anni ’70: una poca originalità espressiva con un rifarsi a modelli già affermati (in questo caso, soprattutto a Francesco De Gregori, che collabora anche al disco), ed una sottovalutazione dell’aspetto musicale (basato per lo più su chitarre arpeggiate, peraltro suonate molto bene, e poco altro), mentre un pregio è senza dubbio l’abilità di Cecovini nello scrivere i testi.
Gli inizi artistici del cantautore triestino, ma trasferitosi a Roma nella seconda metà degli anni ’60, furono in realtà non nel mondo musicale ma nel teatro: nella stagione 1968-1969 aveva recitato con Edmonda Aldini in “Un quarto di vita”, spettacolo di Giorgio Gaslini con i Nuovi Angeli e i Funamboli di cui abbiamo già parlato in un altro post, e nel 1970 era entrato nel cast di “Orfeo 9 “ di Tito Schipa jr”.
Ritornando al disco, tra le canzoni più interessanti vi sono “Il tavolino", "Clementina” e “Sogni diurni”; Cecovini è autore di tutti i testi e le musiche, e suona le chitarre, mentre De Gregori suona le percussioni e, in "Clementina", il pianoforte, e due musicisti collaboratori del periodo del cantautore romano, Mario Scotti e Alberto Visentin dei Cyan suonano rispettivamente il basso e le tastiere.
Un disco che si fa ascoltare come specchio di "un periodo in cui tutto era cantautore, non si poteva neanche camminare che inciampavi su uno che aveva scritto una canzone" (cit.)

LATO A

1) Il tavolino
2) Carillon
3) Notte stellata
4) Serenate

LATO B

1) Per le tue dolci labbra
2) Clementina
3) I tuoi colori
4) Sogni diurni
5) Porta alle spall




3 commenti:

  1. ... "Un periodo in cui tutto era cantautore, non si poteva neanche camminare che inciampavi su uno che aveva scritto una canzone" (cit.)..."
    Periodo deleterio, a mio parere, che - al di là di alcuni bei brani - ha portato un gran nocumento alla musica e allo spettacolo italiano. E oggi i cantautori tanto retti e puri che hanno avuto successo si godono i miliardi (in euro) e vanno in tv dalla De Filippi, magari a fare anche gli "insegnanti", tipo Vecchioni, alla facciaccia di quelli che invece il successo non l'hanno neanche sfiorato e del pubblico che credeva di essere più intelligente se comprava i loro album.


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