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domenica 16 gennaio 2011

Carlo Credi - Chi è Carlo Credi (1976)

 










Molti, davanti a questo post, si chiederanno: "Chi è Carlo Credi?".....e questo è anche il titolo di questo disco, l'unico album del cantautore torinese Carlo Credi, pseudonimo di Carlo Caddia, nato a Torino il 4 luglio del 1947.
In via Bogino, una traversa di via Po, esisteva (fino ai primi anni ’80, mi pare…) una piola (tipica osteria piemontese, molti forse ricorderanno le “Le canson dla piòla“di Roberto Balocco) che si chiamava “Da Betty”, dove si potevano incontrare personaggi come Maurizio Corgnati (noto ai più come ex marito di Milva).
In questo locale venne anche registrata una canzone di questo disco, quella che lo apre, "Shiva al metrò"; il resto dell'album è stato invece registrato allo studio "Format" di Happy Ruggiero, in via Ventimiglia, con Giancarlo Fracasso come tecnico del suono.
Due anni fa ho intervistato Johnny Betti, ex batterista dei Circus 2000 e dei Living Life nonché fondatore e titolare della Shirak, etichetta torinese attiva per una quindicina d’anni: Betti (che ora vive in Spagna) mi ha raccontato com’era nato l’album (il secondo pubblicato dalla casa discografica), e mi ha detto di essere in possesso di altre registrazioni inedite di Carlo Credi, chissà che, un giorno o l’altro, non decida di pubblicarle in qualche modo.
La Shirak, in questo periodo, era distribuita dall’Editoriale Sciascia di Armando Sciascia, il titolare della celeberrima Vedette.
Carlo Credi purtroppo è morto molto giovane, l'8 maggio del 1986 (è sepolto all'Ossario del Cimitero Monumentale di corso Novara): aveva dei seri problemi legati all’alcool ed alla droga; però, cercando in internet, mi è sembrato che qualcuno ancora se lo ricordi, almeno qui a Torino…..non parlo di ebay (dove ho visto quest’album in vendita a prezzi veramente assurdi…) ma di facebook, dove pare che ci sia una pagina a lui dedicata da alcuni fan.
Il disco è acustico, gli unici strumenti sono la chitarra, suonata dallo stesso cantautore, e le percussioni, solo in alcune canzoni, come la già citata “Shiva al metrò”, che apre il disco: questa potrebbe essere una canzone del Claudio Rocchi mistico (come del resto altri brani del disco come “Il Tao”, molto bella, con le strofe recitate), ma un po’ più ritmato.
“Il serraglio” e “La canzone del carceriere” sono tratte da due poesie di Jacques Prévert, in entrambe le canzoni hanno una rilevanza particolare i testi, come è ovvio.
Due le cover, non scontate, entrambe di Duilio Del Prete: “L’isola” è un racconto umoristico sulla colonizzazione da parte di un missionario di un’isola selvaggia, per portare la cosiddetta “civiltà”, che si conclude però con un colpo di scena, mentre “Dove correte”, che chiude l’album, dava il titolo all’album del 1968 di Del Prete pubblicato dalla Bluebell.
Tra le canzoni scritte da Credi, oltre a quelle già citate, molto particolare è “Giobbe”, che racconta la vicenda del personaggio biblico.
Il disco, ovviamente, non è mai stato ristampato in cd, ma sarebbe ora che qualcuno ci pensasse.

LATO A

1) Shiva al metrò (Carlo Credi)
2) Il serraglio (Jacques Prévert-Carlo Credi)
3) Giobbe (Carlo Credi)
4) L’isola (Duilio Del Prete)
5) La canzone del carceriere (Jacques Prévert-Carlo Credi)
6) La regina (Carlo Credi)

LATO B

7) Signore guardi (Carlo Credi)
8) Vaquità (Carlo Credi)
9) Il Tao (Carlo Credi)
10) Il tempo del vento (Carlo Credi)
11) La tosse (Carlo Credi)
12) Dove correte (Duilio Del Prete)

3 commenti:

  1. ho conosciuto Carlo Credi e mi è rimasto nel cuore.
    Su youtube c'è qualcosa
    http://www.youtube.com/watch?v=tZwOszkmajk

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    1. Quanto mi piacerebbe far 2 chiacchere con te...

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  2. ne ho due copie di questo disco insieme ad altri titoli della stessa casa discografica

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