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lunedì 31 gennaio 2011

Domi Serengay - Turin 'd seira-Gioanin Pet Pet Sigala (1967)












Di Domenico Seren Gay abbiamo parlato già alcune volte: personaggio che definire eclettico è poco, è stato il fondatore della casa discografica Kansas (agli inizi con Miki del Prete), compositore, autore, attore ed anche pittore; inoltre ha scritto nel 1971 il volume “Storia del teatro dialettale piemontese”, opera ancora oggi non superata per completezza.
Scomparso nel 2003, è uno dei tanti personaggi di cui Torino si dimentica in fretta, ed ovviamente nessuno pensa di dedicargli una via o un corso....ma non importa, noi intanto lo ricordiamo qui, postando un suo 45 giri con due canzoni tratte entrambe dall’album "Torino piange e ride", inciso con il complesso di Barimar (pseudonimo di Mario Barigazzi, fisarmonicista, compositore ed arrangiatore).
"Turin ‘d seira", di cui allego per tutti i Napuli (detto ironicamente, visto che chi scrive è uno dei cosiddetti "Piemontesi del tacco") una traduzione in italiano, descrive la nostra città in termini che tutto sommato potrebbero essere attuali ancora oggi, con un misto di malinconia che però, anche quando rievoca alcune cose del passato (dal Teatro Balbo alle sartine) non diventa mai rimpianto, apprezzando comunque la città del presente.
La canzone sul retro vede invece come protagonista Gioanin Pet Pet Sigala, che è un personaggio tipico della tradizione popolare piemontese: un tizio un po’ lento, che passeggia fumando il sigaro mentre passeggia…..c’è una nota filastrocca che recita "Gioanin Pet Pet Sigala a fasia l'aviator, mancaie la bensina pisaie nt'al motor" (….ma questa non ve la traduco!).
Mi rendo conto che oggi, in tempi in cui persino nelle fiction ambientate sotto la Mole ci sono attori con quel fastidioso accento romanesco (intendiamoci, mi riferisco all'accento televisivo, non certo al glorioso dialetto di Trilussa e Gabriella Ferri!), il piemontese possa sembrare un po’ ostico, ma penso che tuttavia sia invece necessario non disperdere (ed anzi, se possibile, rilanciare) tutto un patrimonio (culturale prima ancora che linguistico) su cui si basa la storia ed in cui affonda le radici questa città.

Torino di sera

Ai piedi di questa collina si stende la nostra città,
che assomiglia a una gran dama,
una dama ingioiellata.
Una stella, una gran stella sulla sua fronte,
una stella tutta illuminata.
Torino, Torino di sera,
tu ci fai sognare.
Al vecchio teatro Balbo c'era Isa Bluette,
con lei cantava anche un'altro bel musetto,
un musetto che ho rivisto per tanti anni
mentre vendeva i fiori agli angoli delle strade.
Torino, Torino di sera,
tu ci fai sognare.
Passeggio sotto i portici all'università:
purtroppo non c'è Dorina, e Mario non c'è più.
Gli studenti non guardano più le sartine,
ed io borbotto "Ciao gioventù".
Torino, Torino di sera,
tu ci fai sognare.
E quando vado al cine penso che un bel giorno
il cinema italiano è nato proprio qui,
e la Mole ha lanciato anche la Bertini,
e poi Maciste, Collo e Za la Mort.
Torino, Torino di sera,
tu ci fai sognare.
Ai piedi c'è un poeta che canta le canzoni:
è il fiume, che mai si stanca di cantare canzoni d'amor,
è il Po, che come noi è innamorato,
innamorato di questa gran città.
Torino, Torino di sera,
tu ci fai sognare,
Torino, Torino di sera,
tu ci fai sognare.

1) Turin ‘d seira (Domenico Serengay)
2) Gioanin Pet Pet Sigala (Domenico Serengay)

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