Cerca nel blog

domenica 20 novembre 2011

Una canzone, una storia – Guarda












Per la serie “Una canzone, una storia” avevamo finora trattato solo de “I quattro ciucci”; oggi, nel secondo volume di questa speriamo lunga serie, parleremo di una canzone torinese, composta da autori torinesi e lanciata nel 1968 dai Rogers, complesso di Romano Canavese, in provincia di Torino, di cui abbiamo già parlato in questo blog.
La prima stampa di "Guarda"
I Rogers con Turi Golino (con il papillon) vincono il juke-box d'oro 
La canzone nasce da un’idea musicale molto semplice di Turi Golino, che ha raccontato in “Polvere di stelle”, la sua interessantissima autobiografia, la nascita del brano (alle pagine 93 e 94): «“Guarda” è una canzone che avevo scrito con Serengay e Scala. All’inizio era un semplice brano musicale senza parole; aveva persino un titolo diverso, “Siam ciai”, e l’avevo suonata qualche volta nei concerti da ballo senza grandi pretese. La deviazione di questo quieto itinerario arrivò il giorno in cui Serengay mi telefonò da Milano. Serengay era un bravo paroliere e un attento editore. “Caro Turi, ho una buona notizia: abbiamo inciso “Guarda”, è la facciata B di un disco dei Rogers”, disse. In quel momento i miei pensieri galoppavano assai lontani dalla musica che avevo scritto. Tant’è vero che, distratto, domandai: “E cos’è “Guarda”? Serengay rise un momento, poi con voce solenne annunciò: “E’ la nostra canzone!”. Il motivo, che era molto orecchiabile e di facile esecuzione, venne subito ripreso dai vari complessi che suonavano nei locali e, in breve tempo, passò dalla facciata B a quella A delle nuove incisioni. Fu la canzone più gettonata dell’anno, e alla IX Rassegna Musicale Premio Regia Televisiva di Salsomaggiore vinse il prestigioso “Juke-box d’oro”. Ritirai il premio da Daniele Piombi. “Guarda” la ritroviamo ancora oggi nel repertorio di musica da ballo».
Golino, come avete letto, racconta quasi  tutto... Integro con altre notizie: lo Scala che viene citato è Renato Scala, medico e paroliere scomparso nel 2006 e autore di molte canzoni per Vasso Ovale, Silva Grissi, Mariolino Barberis, Antonella Bellan, che è appunto l’autore del testo insieme a Domenico Serengay, di cui abbiamo già parlato spesso in altri post.
In Siae alla firma di Golino si affianca quella di Francesco Florio, il cantante dei Rogers, che probabilmente avrà fatto qualche modifica alla melodia di Golino (ma Florio è comunque assente sull’etichetta)..
Come ha scritto Golino, dapprima viene scelto come lato A “Cos’è l’amore” (canzone scritta da due musicisti che collaboravano spesso per la Bentler, Roberto Negri e Giuseppe Verdecchia, su testo di Antonio Marrapodi), e “Guarda” finisce sul retro, ma in breve tempo la Bentler ristampa il disco con una nuova copertina dove “Guarda” diventa il brano principale, viste appunto le richieste ricevute (anche se, sull'etichetta, i lati rimangono quelli della prima tiratura).
L’anno successivo alla pubblicazione dei Rogers “Guarda” (nel frattempo inclusa come brano d'apertura dell'unico 33 giri inciso dal gruppo torinese) viene incisa dai Raminghetti, un altro gruppo della Bentler (incidono per la sottoetichetta “Eldorado”), mentre nel 1972 i cremonesi Flashmen ne presentano una versione con sonorità più rock.
Nel 1976 invece i “Boccaccio 71”, orchestra torinese guidata da Luigi Boccaccio, con alla voce solista Carmen Rizzi (la moglie di Luciano Bonfiglioli) la incidono con un arrangiamento vicino alla discomusic nascente; l’anno dopo il cantante dei Rogers Florio la incide da solista.
Chiudiamo questa carrellata con la versione dei Rogers incisa più di dieci anni dopo l’originale; sul lato B “Donna per donna”, cioè “Stayin' alive” dei Bee Gees con un improbabile testo in italiano..

The Rogers (1968)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Cos'è l'amore (Antonio Marrapodi-Peppino Verdecchia-Roberto Negri)

I Raminghetti (1969)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Ragazza mia (Domenico Seren Gay-Roberto Nobile)

Flashmen (1972)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Ragazza mia (Domenico Seren Gay-Giorgio Seren Gay-Alfonso Corsini-Franco Zauli)

Carmen Rizzi e i Boccaccio '71 (1976)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Fontane bianche (Domenico Seren Gay-Giorgio Seren Gay-Turi Golino)

Frankie (1977)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Dammi un bacio qui (Franco Zauli-Francesco Florio-Turi Golino)

The Rogers (1979)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Donna per donna (Ermanno Capelli-Barry, Maurice e Robin Gibb)




5 commenti:

  1. Vito, tu sei pazzo, lo sai :P ...! Il miglior post finora (insieme a quello della "mia" Antonellina Bottazzi, dài).

    RispondiElimina
  2. Francesco Florio è colui che da solista ha inciso il brano "Questo è amore" nel 1976 (più o meno)?
    Davvero interessante questo post, grazie
    Roberto59

    RispondiElimina
  3. Sì Roberto, prima del suo disco da solista con la Ri-Fi e del successivo ritorno con i Rogers Florio pubblicò due 45 giri con la UP (etichetta del gruppo SAAR): il primo è quello che citi tu, "Questo è amore/Il tuo sorriso" (UP 10006) nel 1976, il secondo è "Dolcemente contro te/Come sempre" (UP 10009) del 1977.

    RispondiElimina
  4. ???Bla bla bla & bla bla bla?Where links????

    RispondiElimina
  5. Ricapitolando:

    Piacevolissimo e ricco di matrici soul il singolo dei Rogers del 1968;
    Dalle matrici pop quello dei Raminghetti (anche nel retro, Ragazza mia);
    Ottima (così come il retro, di cui tu giustamente hai segnalato i dovuti crediti) la versione dei Flashmen, che sicuramente risente dello specchio del tempo;
    Simpatica (ma non indimenticabile) quella fornita da Carmen Rizzi e i Boccaccio '71, così come il retro Fontane bianche;
    Stranissima la ripresa di Florio nel '77 che, così come il retro, sembra provenire da dieci anni prima...!
    Interessante la ripresa del gruppo del '79, in cui si sente comunque la mano di un orchestratore come Siani.

    Ps: ma vogliamo parlare di Donna per donna?!?

    RispondiElimina