Cerca nel blog

giovedì 29 dicembre 2011

Il Giardino dei Semplici – Il Giardino dei Semplici (1975)



Tra i gruppi melodici degli anni ’70, sicuramente i più preparati musicalmente furono gli Alunni del Sole e il Giardino dei Semplici: presentando l’album di debutto di questi ultimi, in effetti, si deve riconoscere ai quattro napoletani un’abilità strumentale che in molti brani viene alla luce…insomma, per capirci, c’è un abisso tra il Giardino dei Semplici e i Santo California.
Nati con la denominazione “Alti e Bassi”, il batterista Gianni Averardi proviene dall’ultima formazione dei Campanino, mentre gli altri musicisti hanno avuto, fino a quel momento, esperienze locali.
Vengono scoperti da Totò Savio, uno dei più grandi compositori che questo paese abbia avuto (e che non viene ricordato a sufficienza), che li ascolta durante un’esibizione allo “Shaker Club”, un locale napoletano, e che diventa loro produttore con Bigazzi.
Proprio quest’ultimo propone loro il cambio di nome, ispirandosi al noto “Giardino dei Semplici” della sua città, Firenze.
Il debutto avviene con “M’innamorai”, che è anche la canzone che apre il disco (e che lo conclude con un breve frammento), che ha subito successo: si sente lo zampino di Savio e Bigazzi, e per capirci provate ad immaginarla cantata da Massimo Ranieri, ad esempio….sicuramente sarebbe diventata un classico alla pari di “Erba di casa mia” o “Vent’anni”.
Il retro di “M’innamorai” è “Una storia”, anch’essa presente in questo disco.
In autunno il gruppo è di nuovo in hit parade con il rifacimento di “Tu ca nun chiagne”, il classico di Libero Bovio ed Ernesto De Curtis, che apre il lato B dell’album.
Oltre ai brani dei 45 giri completano l’album altri brani, tra cui sono da ricordare “Dal vivo”, che è un bel brano strumentale in cui Gianfranco Caliendo mette in luce le sue doti di chitarrista, e che si avvicina molto a certe sonorità progressive italiane di quegli anni; “New York”, a tutti gli effetti una canzone di rock italiano, con un bell’inizio di basso, scritta da tutto il gruppo; “Piazza medaglie d’oro” e “Basta avere lei”, che sono invece due canzoni melodiche con un bell’assolo finale di chitarra elettrica.
Tra gli autori, oltre ai componenti del gruppo e ai citati Bigazzi e Savio, vi è Aldo Roselli, autore con Savio della musica di “Una storia” (il cui testo è di Averardi e Bigazzi)
Il successo del gruppo continuerà ancora per tutto il decennio, con brani come “Vai”, “Miele” (presentata a Sanremo nel 1977) e “Concerto in la minore (dedicato a lei)” (con il ritornello un po’ troppo simile a “Se telefonando”); ma di queste canzoni parleremo in altri post.

LATO A

1) M’innamorai (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
2) Angela (Anonimo napoletano del 1700)
3) New York (Gianfranco Caliendo-Gianni Averardi-Andrea Arcella-Luciano Liguori)
4) Piazza medaglie d’oro (Gianfranco Caliendo)
5) La realtà (Gianfranco Caliendo-Andrea Arcella)

LATO B

1) Tu ca nun chiagne (Libero Bovio-Ernesto De Curtis)
2) Basta avere lei (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
3) Dal vivo (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
4) Donna di mille anni (Gianfranco Caliendo)
5) Una storia (Giancarlo Bigazzi-Gianni Averardi-Aldo Roselli-Toto Savio)
6) M’innamorai (ripresa) (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)

3 commenti:

  1. Concordo pienamente con te. Il gruppo era uno scalino sopra tanti altri e ho sentito dire che erano molto bravi anche dal vivo.
    "New York" è uno tra i miei brani preferiti di questo album, che conservo ancora gelosamente in vinile.
    Nella stampa su CD di una raccolta di successi, il brano "Una storia" viene malamente titolato "Una storta" (ma si può?).
    Grazie
    Roberto59

    RispondiElimina
  2. Concordo pienamente, Vito. Il Giardino dei Semplici non è solo M'innamorai, ma anche New York, la bella ripresa di Tu ca nun chiagne e la bella divagazione strumentale (che ricorda certe cose che i Pooh facevano in quegli anni) di Dal vivo, Una storia. Tutto sommato, un buon album.

    Ps: cosa c'è scritto nel retrocopertina, a parte i titoli dei brani?
    Pps: Donna di mille anni alla SIAE risulta depositata, per la composizione, anche da Eduardo Caliendo (suppongo fratello di Gianfranco).

    RispondiElimina
  3. Informazioni sui tecnici del suono (Marcotulli e Agazzi), sugli arrangiamenti e la direzione d'orchestra (Savio), e altro...in effetti la copertina non è molto leggibile, appena riprendo il disco lo scrivo.

    RispondiElimina