Cerca nel blog

mercoledì 10 luglio 2013

I Cugini di Campagna - Di di yammy/La ragazza italiana (1971)













Il secondo 45 giri dei Cugini di Campagna pre-Anima mia e pre-falsetto, dopo il celeberrimo "Il balllo di Peppe", è quello che presentiamo oggi, pubblicato a maggio del 1971.
La formazione, come potete vedere in copertina, non vede ancora la presenza di Giorgio Brandi alle tastiere ma quella di Gianni Fiori, il primo tastierista del gruppo; inoltre Flavio Paulin non si è ancora tinto i capelli di biondo.
Passando alle canzoni, "Di di Yammy" è una canzoncina in stile chewing-gum, ricorda certe cose dei Nuovi Angeli e il testo è poco più di un pretesto; curioso l'assolo di kazoo verso la metà del brano.
Il deposito SIAE riporta come autori del testo Gianni Meccia e Audrey Stainton (sull'etichetta è presente con lo pseudonimo Nohra), mentre la musica è di Giampaolo Donà e Fabio Germani (ma quest'ultimo, figlio del grande organista Fernando, è assente sull'etichetta).
"La ragazza italiana" ha per lo meno un testo più curioso: un elenco di varie ragazze con le loro caratteristiche ("La ragazza giapponese ti ama per un mese...la ragazza finlandese è piena di pretese....la ragazza americana non fila mai la lana...."), per arrivare alla conclusione che la migliore è, ovviamente, la ragazza italiana "che è quella che ti ama".
Che dire? L'autore, Giancarlo Guardabassi, sull'etichetta non si è firmato con il suo nome ma ha usato lo pseudonimo Anassandro, e il motivo mi pare evidente...forse peggio di loro hanno fatto i Pooh, con quell'obbrobrio intitolato "Le donne italiane".
La musica è ancora di Fabio Germani (che questa volta appare anche nella label) e di Bruno Zambrini, che era il titolare con Gianni Meccia della casa discografica Pull.
Entrambe le canzoni sono arrangiate dal riccioluto Ivano Michetti.

1) Di di yammy (Audrey Stainton-Gianni Meccia-Fabio Germani-Giampaolo Donà)
2) La ragazza italiana (Giancarlo Guardabassi-Fabio Germani-Bruno Zambrini)

domenica 7 luglio 2013

AA. VV. - Sôta i pônt del Po (1964)












E' da un po' di tempo che non presentiamo dischi in lingua piemontese, per cui oggi rimediamo con un album pubblicato nel 1964 ma che racchiude canzoni pubblicate su EP e su vari 45 giri negli anni precedenti.
I cantanti sono quelli che, tra la fine degli anni '50 e i primi anni '60, riportarono in auge la canzone piemontese, prima di Balocco e Farassino, e cioè principalmente Carlo Pierangeli, Marta Tomelli e Franca Frati (quest'ultima avrà poi una discreta carriera come cantante di operetta), oltre al Duo Fasano.
L'orchestra è diretta per lo più dal Maestro Lorenzo Gardino, di cui abbiamo già parlato nel blog, e che è anche autore di due canzoni, “Sôta i pônt del Po”, che è un testo di Paolo Bernard (pseudonimo di Paolo Belfiore) e "Piemônt", con testo di Oger; in due canzoni, quella del Duo Fasano e "Turin, t'ën cônosse pi nen" di Carlo Pierangeli vi è inoltre Cinico Angelini
Vi sono nel disco anche alcuni brani tradizionali, come la celeberrima "La Monferrina", "Vinassa", "La villanella", ed una delle più note canzoni nate sotto la Mole, e cioè "Piemontesina", un valzer di Giovanni Raimondo con il testo di Enrico Frati (padre della cantante Franca), in cui vi è tutto ciò che caratterizzava una certa vita universitaria torinese descritta ad esempio in "Addio giovinezza!": il giovane studente universitario innamorato della sartina con cui passa le sere al Valentino, e che poi, diventato dottore, cura la povera gente ma non riesce a guarire il suo cuor...un classico.
“Me ciabôtin” è un testo del poeta Arnaldo Soddanino, uno dei più noti esponenti della poesia dialettale piemontese del '900, messo in musica da Rissone; un altro grande poeta piemontese è Nino Costa, autore del testo di “ La biondina d'la Val San Martin”.
Un disco che spero sia gradito non solo agli amici più anziani del blog ma anche ai più giovani (....e non necessariamente solo ai Torinesi!).

LATO A

1) Marta Tomelli e Carlo Pierangeli - Viva Torino (tradizionale)
2) Franca Frati e Sante Andreoli – Piemontesina (Enrico Frati-Giovanni Raimondo)
3) Franca Frati e Carlo Pierangeli - Bela murfela (Prunotto-Secondo Gallizio)
4) Marta Tomelli e Carlo Pierangeli - La pulajera (la va al merca') (tradizionale)
5) Franca Frati - Turin, (t'ses la mia vita) (Enrico Maria Chiappo-Eugenio Testa)
6) Marta Tomelli e Carlo Pierangeli - La Monferrina (Maria Catlina) (tradizionale)
7) Marta Tomelli e Carlo Pierangeli - Vinassa (tradizionale)
8) Duo Fasano - Bôndì mia Turin (Bixio Cherubini-Carlo Concina)

LATO B

1) Coro Alpino Val Sangone - Maria Giôana (tradizionale)
2) Franca Frati e Carlo Pierangeli - Sôta i pônt del Po (Paul Bernard-Lorenzo Gardino)
3) Franca Frati e Carlo Pierangeli - Per 'na stra del Bôrg Vanchija (Claudio Provera)
4) Franca Frati e Carlo Pierangeli - La biondina d'la Val San Martin (Nino Costa-Croce)
5) Marta Tomelli e Carlo Pierangeli - Me ciabôtin (Arnaldo Soddanino-Rissone)
6) Marta Tomelli e Carlo Pierangeli – Piemônt (Oger-Lorenzo Gardino)
7) Franca Frati e Carlo Pierangeli - La villanella (tradizionale)
8) Carlo Pierangeli - Turin, t'ën cônosse pi nen (Armando Costanzo-Stefano Baima Besquet)

mercoledì 3 luglio 2013

Claudio Rocchi - Grazie/Cerchi (1971)












Concludiamo la trilogia di post dedicati a Claudio Rocchi con il 45 giri pubblicato ad aprile del 1971, tra il primo album "Viaggio" e il secondo, quel "Volo magico n° 1" che è sicuramente il suo migliore (nonchè una delle cose migliori della discografia italiana di quel periodo, arricchito da due bonus tracks su cui ritorneremo più avanti.
Le due canzoni sono entrambe scritte da Claudio Rocchi, mentre gli arrangiamenti e la direzione d'orchestra sono curati da Franco Orlandini, ex componente dei bergamaschi Mat 65, che in quel periodo lavorò per la Ariston come arrangiatore.
Sicuramente interessanti tutte e due, a mio parere "Grazie", sia per il testo che per la musica, è tra le migliori scritte da Rocchi.
Per completare il post abbiamo inserito due bonus track: la prima, "La morte, la porta", risale alle sessioni di "Volo magico" e non venne inserita né nell'album né in "La norma del cielo" (in cui alcuni brani risalivano al disco precedente); Rocchi la recuperò solo nel 1996, nella raccolta di inediti "I think you heard me right".
Completamente inedita è invece il quarto brano, che proviene da una lacca di test con quattro brani risalenti al 1970, dalle sessioni di "Viaggio" con Mauro Pagani al flauto: mentre le altre tre canzoni sono state pubblicate, questa che è intitolata "Fame di pane (la colomba bianca)" (ma probabilmente si tratta di un titolo provvisorio) no, e non mi risulta che sia stata recuperata in seguito: è un peccato, perché la canzone è comunque bella, nel suo stile di quegli anni.

1) Grazie
2) Cerchi
Bonus track: 3) La morte, la porta (1971)
                      4) Fame di pane (la colomba bianca)  (1970, inedito)

lunedì 1 luglio 2013

Loredana Faby - Non amo che te/Resta qui (1965)












Loredana Faby (pseudonimo di Loredana Favaretto) è una di quelle cantanti degli anni '60 di cui si hanno pochissime notizie, e che hanno avuto una carriera molto breve: torinese, incide per la Cromaphon, piccola etichetta che aveva sede a Torino in via Benevento 34.
Quello che presentiamo nel post di oggi sicuramente non è il suo primo 45 giri: infatti abbiamo trovato su "Stampa Sera" la notizia di un altro disco pubblicato a ottobre del 1964 per la stessa etichetta.
Ad aprile come potete vedere vengono pubblicizzate alcune sue esibizioni dal vivo con il complesso V.R.5, di cui non sappiamo nulla (ma che immaginiamo essere torinese): da notare come il suo nome sia più in evidenza rispetto a quello di Lauzi, che nello stesso giorno si esibiva in un altro locale e che era evidentemente più noto (tra l'altro aveva appena partecipato a Sanremo).
Nello stesso mese la Faby partecipa al "Festival Cento Torri", noto anche come "Festival di Chieri", che era noto a livello regionale e che aveva proprio la Cromaphon tra i promotori-organizzatori.
Qualche mese dopo infine troviamo la Faby al "Festival di Ancona" (su cui potete trovare qualche informazione in più in questo sito ), abbastanza noto a livello nazionale, in cui nella prima edizione si era messo in luce Adriano Celentano; a seguito di questa partecipazione ha anche un'apparizione televisiva....e questa è l'ultima notizia su di lei che abbiamo reperito.
Passando ora alle canzoni,  "Non amo che te" è una canzone orecchiabile e ben arrangiata, che però ricorda un po' lo stile che andava di moda due anni prima: ormai nel 1965 stava prendendo piede il beat con le nuove sonorità provenienti da oltremanica e da oltreoceano, ed in questo senso la canzone era sicuramente un po' fuori tempo, pur essendo comunque gradevole.
Mentre in SIAE il testo è firmato da Carmelo Alessi e la musica da Guido Bassetti e Alfonso Corsini, sull'etichetta non appare il nome di quest'ultimo e vi è due volte quello di Alessi.
Quest'ultimo è un compositore e paroliere calabrese, di Taurianova, titolare della casa discografica Colossal e delle edizioni musicali Bruzia; più noto Alfonso Corsini, fiorentino nato nel 1928, che ha usato spesso nella sua carriera lo pseudonimo "Agicor" e che, titolare di un negozio di dischi a Firenze e collaboratore di Carlo Alberto Rossi (come distributore in Toscana della casa discografica CAR Juke-Box), ha iniziato la carriera di compositore nel 1956.
Rodolfo Cirio nel 2006
"Resta qui" è invece di Gennaro Vassallo per il testo (con sull'etichetta lo pseudonimo Vassagen) mentre la musica è di Aldo Tonini; si tratta di un 3/4 orecchiabile.
Loredana Faby nel 2006
In entrambe le canzoni, l'orchestra è quella di Rodolfo Cirio: quest'ultimo è un personaggio interessante, perché era stato musicista dell'Orchestra della Rai (violinista e pianista), dopodichè aveva fondato il complesso Les Douphins con cui aveva suonato in tutto il mondo; negli anni '70 Rodolfo Cirio (tipico cognome piemontese, come si sa) si dedicherà alla radiofonia, e fu il fondatore di Radio Stereo Piemonte, di cui una delle voci principali sarà proprio la Favaretto, diventata nel frattempo la moglie del musicista.
Lo stile della Faby in queste due canzoni, entrambe con l'orchestra di Rodolfo Cirio, può far venire in mente la sua più illustre concittadina Rita Pavone.

1) Non amo che te (Carmelo Alessi-Guido Bassetti-Alfonso Corsini)
2) Resta qui (Gennaro Vassallo-Aldo Tonini)

sabato 29 giugno 2013

Claudio Rocchi - Indiscutibilmente/La televisione accesa (1970) e il primo Claudio Rocchi












Il secondo post dell'omaggio a Claudio Rocchi è costituito dal suo 45 giri di debutto da solista, pubblicato all'inizio del 1970 (la data sulla matrice è quella del 26 marzo), e da altri brani risalenti al primo periodo della sua attività discografica, sia con gli Stormy Six che da solista.
Cominciamo dalle due canzoni del singolo, "Indiscutibilmente" e "La televisione accesa", firmate entrambe da Alberto Salerno con Rocchi per i testi e da Massimo Salerno, che si occupa anche degli arrangiamenti, per le musiche: il primo brano è abbastanza lontano dallo stile consueto del cantautore, ed inizia con una melodia fischiata accompagnata addirittura da uno scacciapensieri; il ritmo può ricordare "Una storia d'amore" di Celentano.
"La televisione accesa", acustica, è invece più simile ai brani del Rocchi del primo periodo, sia musicalmente, sia per il testo che è d'amore ma descrittivo di piccole cose e situazioni.
Seguono quattro canzoni tratte dal primo album degli Stormy Six, "Le idee di oggi per la musica di domani": sono i quattro brani cantati da Rocchi e firmati sul disco da lui e da Fabbri (che si erano comunque accordati per firmare insieme le canzoni scritte in realtà da soli, un po' come Lennon e McCartney); in SIAE alle loro si affianca anche la firma di Nisa, Nicola Salerno, noto paroliere che però qui firma le musiche.
Di queste sicuramente "Ramo" e "Sotto i portici di marmo" sono quelle più facilmente ricollegabili allo stile di Rocchi: la prima è accompagnata da un sitar suonato da Aruna, un musicista indiano, e dalla tabla suonata dal batterista degli Stormy Six Toto Zanuso, mentre la seconda si ricollega ad una canzone di Roy Harper (come nel suo sito racconta lo stesso cantautore); Rocchi si accompagna con la chitarra acustica e con gli archi suonati da Maria Derseta (violino), Anna Jacobi (viola) e Aldo Amadi (violoncello).
Gli altri brani sono invece delle registrazioni risalenti al primo album, "Viaggio", con Mauro Pagani al flauto, Eugenio Pezza al pianoforte, Gianfranco Lombardi al basso e sempre Zanuso alla batteria e alle percussioni, che non furono inclusi in quel disco; successivamente Rocchi li ha pubblicati negli anni '90 nei due album "Sulla soglia" e " I think you heard me right" insieme ad altro materiale.
Alcune di queste canzoni sono interessanti e tra le migliori della sua produzione: in particolare "Il mio esistere", "L'aquilone" e "Coscienza".
Come sappiamo, poco più di un anno dopo queste registrazioni, nel 1972 Mauro Pagani dedicherà a Rocchi il testo di "Per un amico".

1) Indiscutibilmente (Alberto Salerno-Claudio Rocchi-Massimo Salerno)
2) La televisione accesa (Alberto Salerno-Claudio Rocchi-Massimo Salerno)
Bonus tracks:
   3)  La storia più bella del mondo (Claudio Rocchi-Franco Fabbri-Nicola Salerno) (1969)
   4) Ramo (Claudio Rocchi-Franco Fabbri-Nicola Salerno) (1969)
   5) I tuoi occhi sono tristi (Claudio Rocchi-Franco Fabbri-Nicola Salerno) (1969)
   6) Sotto i portici di marmo (Claudio Rocchi-Franco Fabbri-Nicola Salerno) (1969)
   7) L'aquilone (Claudio Rocchi) (1970)
   8) Il mio esistere (Claudio Rocchi) (1970)
   9) Coscienza (Claudio Rocchi) (1970)
 10) I think you heard me right (Claudio Rocchi) (1970)
 11) Jane's lullaby (Claudio Rocchi) (1970)

venerdì 28 giugno 2013

BEATi voi! n.14

L'amico del blog Alessio Marino, ci informa che da qualche giorno è uscito il n° 14 della rivista "BEATi voi!", completamente incentrata su interviste, reportages e discografie sui complessi italiani anni 50/60/70 (rock and roll, beat, progressive, psichedelia, pop...); scritta e diretta dallo stesso Alessio Marino con alcuni collaboratori ed edita dalla Beat Boutique 67 al prezzo di 13 euro.
In questo numero, tra le altre cose, potete trovare interviste a Le Sensazioni, Richard Last Group, i Nuovi Laser, Vasso Ovale ed altri articoli interessanti su Massimo Boldi batterista, sulla scena hard rock italiana, sulla scena psichedelica e molto altro.
Per ordini o maggiori informazioni potete visitare il sito della BEAT BOUTIQUE 67:http://xoomer.virgilio.it/bvfvma/index_file/Page351.htm

mercoledì 26 giugno 2013

I Ragazzi del Sole - Il suono del sole (1970)












Prima di continuare con la trilogia dedicata a Claudio Rocchi, presentiamo il secondo album dei Ragazzi del Sole, che vede solo Danilo Pennone ancora presente tra i componenti originali del complesso: vi era stata infatti, a seguito di alcuni dissidi, una causa giudiziaria sull'utilizzo del nome, vinta proprio da Pennone, che come abbiamo visto in altri post aveva formato il gruppo con dei nuovi elementi.
Il disco è interamente strumentale (anche se in SIAE pare che i testi siano depositati...), con qualche vocalizzo qui e là (ad esempio in "Black label" e "Rally").
Lo stile è tra il rock psichedelico e il progressivo, e i brani musicali potrebbero benissimo far parte di una colonna sonora di uno dei tanti film di serie B del periodo.
Come si può leggere nelle note di copertina, partecipano alla registrazione due batteristi, Valerio Liboni e Cesare Plantulli: nella sua autobiografia "Crash! Storie e curiosità dell'Italia della canzone a ritmo di musica, viaggi e amore" Liboni ha spiegato che, mentre stavano registrando l'album fu chiamato per il serivizio militare, e quindi lasciò il posto nel gruppo a Piantuilli, e una volta congedato poi fondò, con altri ex componenti dei Ragazzi del Sole, un nuovo complesso, la Strana Società.
Tra i brani (tutti firmati da Pennone con Vic Nocera ed Happy Ruggiero, tranne "Summertime"), oltre a quelli già citati, possiamo ricordare "Color sound" e "Underground" , due brani rock, "With you", più melodico e lo psichedelico "Neige".
Il disco è introvabile e rarissimo, e quindi le poche volte che lo si vede in vendita in genere ha dei prezzi abbastanza alti.

LATO A
1) Voom-Voom (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
2) Color sound (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
3) Black label (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
4) Underground (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
5) With you (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
6) Rally (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)

LATO B
1) Summertime (George Gershwin)
2) Neige (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
3) Psycology (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
4) Schun schun schun (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
5) ...in life (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
6) Warm (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)

lunedì 24 giugno 2013

Claudio Rocchi - Rocchi (1975)












Pare proprio che questo 2013 sia un anno nefasto per la musica: sono scomparsi finora esponenti dei generi più diversi, nomi come Jannacci, Califano, Little Tony a cui dal 18 giugno si è aggiunto anche Claudio Rocchi, senza dubbio uno dei cantautori più atipici del panorama musicale italiano.
I suoi lavori migliori (che sono anche i suoi più noti) li aveva incisi nei primi anni '70, ma anche in seguito qui e là aveva seminato gemme interessanti, e dopo la parentesi di una quindicina d'anni come Hare Krishna aveva ripreso l'attività musicale realizando alcuni buoni album.
Non ricorderemo Rocchi con "Volo magico n° 1", "Viaggio" o "La norma del cielo" (sicuramente lo hanno fatto altri) ma con una trilogia di suoi dischi, per un motivo o per l'altro, particolari.
Quello di oggi è il disco del 1975, "Rocchi", un 33 giri decisamente sperimentale, con abbondanza di improvvisazioni ("Zen session") ed elettronica: un lavoro senza dubbio difficile, che ricorda a mio parere il Battiato di "Clic" o "Mademoiselle Le Gladiator".
Decisamente profondi e ricercati i testi, come al solito.
Come tutti i suoi primi dischi, anche questo è stato pubblicato dalla Ariston di Alfredo Rossi.
Namasté, Claudio.

LATO A
1) Zen session
2) Zero

LATO B
1) Aijdmal
2) Il giorno di Malcom Azul
3) Chota sa balma
4) Certa Puglia

venerdì 21 giugno 2013

Vasso & Father - Hawayan guitars (1972)













Ascoltando questo disco, pubblicato nel 1972 dalla Napoleon (piccola etichetta milanese distribuita dalla Durium) non possono che venire in mente Santo & Johnny: quest'album strumentale è infatti basato sulla slide guitar (e del resto il titolo, riportato solo nell'etichetta e non in copertina, è appunto "Hawayan guitars") suonata dal maestro torinese (che, come sapete, ha inciso alcuni dischi per la Ariston con lo pseudonimo The Guitar Men).
Come in genere si usava in questo tipo di dischi, per lo più i brani sono riproposizioni di classici della musica del passato, da "Cuando calienta el sol" a "Love is a many splendoured thing", da "Over the rainbow" a "Ebb tide", con l'aggiunta di qualche successo più recente come "Love story" e di tre brani inediti.
La voce di Vasso si ascolta in "Santa Monica", canzone che è stata poi reincisa nel 1983 dai Ragazzi del Sole, e in "Sogno californiano"; entrambi i brani sono firmati sull'etichetta da Cherchireos, che altro non è che uno pseudonimo di Achille Ovale.

LATO A

1) I'm in the mood for love (Jimmy McHugh)
2) Ebb tide (Robert Maxwell)
3) Cuando calienta el sol (Carlos Rodriguez Rigual-Carlos Alberto Martinoli)
4) Santa Monica (Achille Ovale)
5) Green leaves of summer (Dimitri Tiomkin)
6) Sogno californiano (Achille Ovale)

LATO B

1) Over the rainbow (Harold Arlen-E. Y. Hamburg)
2) The shadow of your smile (Johnny Mandell)
3) Love is a many splendoured thing (Sammy Fain)
4) Love story (Francis Lai)
5) Three coins in the fountain (Jule Styne)
6) E' inutile (Achille Ovale)

martedì 18 giugno 2013

Bruno Lauzi - Amore caro amore bello...(1971)


A settembre del 1971, dopo il successo di "Amore caro, amore bello", Bruno Lauzi pubblica un doppio album intitolato quasi come il brano di Mogol e Battisti, con l'aggiunta di alcuni puntini di sospensione, e proprio da questo 33 giri riprendiamo la presentazione della discografia del cantautore genovese (ma nato, come sappiamo, ad Asmara).
Il primo disco è dal vivo, registrato al Teatro Filodrammatico di Milano con l'accompagnamento di Andrea Sacchi alla chitarra, e raccoglie alcune vecchie canzoni di Lauzi del periodo CGD e Ariston, con due inediti, "Coccodì coodà", canzone scritta da Walter Valdi e Armando Celso e "La mia solitudine", che Lauzi aveva tradotto qualche mese prima per l'album in italiano di Georges Moustaki (recentemente scomparso).
Tra gli altri brani d aricordare "Ritornerai", "Il tuo amore", "O frigideiro" (con il testo di Giorgio Calabrese) e "Menica, menica", a cui sicuramente si è ispirato Guccini per "Il bello".
Ovviamente, essendo la registrazione di uno spettacolo, vi sono anche alcuni interventi parlati, tra cui uno che è diventato particolarmente noto e che viene spesso citato anche da chi, magari, non sa che proviene da questo disco: "Mi chiedono perché io scrivo delle canzoni così serie e così tristi, la ragione è semplicissima perché quando sono allegro esco" (prima di "Il tuo amore").
Il secondo disco invece racchiude tutte canzoni nuove, compresa la già nota "Amore caro, amore bello"; altri due brani inoltre vengono pubblicati su 45 giri, "L'aquila" (ancora di Mogol e Lucio Battisti, che un anno dopo la includerà nell'LP "Il mio canto libero") e "Devo assolutamente sapere".
Tra le altre canzoni, da ricordare "Lei non è qui...non è là", in cui alla registrazione partecipa all'armonica a bocca e alla chitarra il coautore Edoardo Bennato (che la inciderà nel 1973 nel suo primo album, "Non farti cadere le braccia"), "Al mercato dei fiori" e "Il coniglio rosa" (che i fratelli La Bionda incideranno nel loro album di debutto "Fratelli La Bionda s.r.l."), "Un buon matrimonio" (scritta con Pino Donaggio) e "Stella, Stella" (su musica di Massimo Salerno); inoltre "Il tuo amore" è presente, oltre che dal vivo, anche in versione studio.
Tra i musicisti che partecipano alle registrazioni vi sono Di Cioccio e Mussida della Premiata Forneria Marconi, Damiano Dattoli, Ellade Bandini, Gianni Dall'Aglio, Mario Lavezzi, Claudio Fabi e Dario Baldan Bembo.
La copertina è realizzata da Caesar Monti (alias Cesare Montalbetti), che in quel periodo collaborava spesso con la Numero Uno, e di sua moglie Wanda Spinello.

LATO A
1) Menica, menica (Bruno Lauzi)
2) Vecchio paese (Bruno Lauzi)
3) La banda (Bruno Lauzi)
4) Gli acrobati (Bruno Lauzi)
5) La mia solitudine (Bruno Lauzi-Georges Moustaki)

LATO B
1) O frigideiro (Bruno Lauzi)
2) Il tuo amore (Bruno Lauzi)
3) Ritornerai (Bruno Lauzi)
4) When I meet Connie in cornfield (Harry Tilsley-Robert Hargreaves-Stanley Damerell)
5) Coccodì coccodà (Walter Valdi-Armando Celso)

LATO C 
1) Amore caro, amore bello (Mogol-Lucio Battisi)
2) Al mercato dei fiori (Bruno Lauzi-Carmelo e Michelangelo la Bionda)
3) 4.000.000 di anni fa (Bruno Lauzi-Carmelo e Michelangelo la Bionda)
4) Lei non è qui, non è là (Bruno Lauzi-Edoardo Bennato)
5) Il costruttore (Bruno Lauzi)
6) Giovedì speciale (Bruno Lauzi-Tito Fontana)

LATO D
1) L'aquila (Mogol-Lucio Battisi)
2) Un buon matrimonio (Pino Donaggio-Bruno Lauzi-Pino Donaggio)
3) Il coniglio rosa (Bruno Lauzi-Carmelo e Michelangelo la Bionda)
4) Stella, Stella (Bruno Lauzi-Massimo Salerno)
5) Devo assolutamente sapere (Bruno Lauzi)
6) Il tuo amore (Bruno Lauzi)

venerdì 14 giugno 2013

Giorgio Santiano, canta Paolo Comorio - Basta con le donne/Non parlar (1961)













Ritorniamo, dopo due anni, a parlare del complesso di Giorgio Santiano, il musicista pinerolese di "Auf Wiedersehen a Diano Marina" , con alla voce solista Paolo Comorio, presentando un disco di poco successivo a quello del post precedente a lui dedicato e di cui, purtroppo, non ho la copertina.
Mentre la matrice del lato A è datata è datata 3 novembre 1960, il retro ha la data del 28 dicembre, per cui è presumibile che il disco sia stato pubblicato i primi giorni del nuovo anno.
Passando alle canzoni, "Basta con le donne" è un rock'n'roll che suona molto moderno: Paolo Comorio, che è anche l'autore del testo, durante l'assolo centrale di sax, si scatena anche in una serie di urletti degni di un "Little Richard di Pinerolo"....!
Più melodica invece "Non parlar", il classico lento terzinato con un testo d'amor: il testo è di un certo Trombotto, di cui non sappiamo nulla; il brano, peraltro, non risulta depositato in SIAE:

1) Basta con le donne (Paolo Comorio-Giorgio Santiano)
2) Non parlar (Trombotto-Giorgio Santiano)


sabato 8 giugno 2013

Alessandro Carrera - Le cartoline (1981)














Negli anni '70, soprattutto nella seconda metà,  i cantautori nascevano come funghi, e molti di essi sono arrivati ad incidere almeno un album, grazie anche al proliferare di molte piccole case discografiche, spesso indipendenti (Ultima Spiaggia, Intingo, Divergo, ecc....) con distribuzione curata dalle grandi etichette nazionali o multinazionali: Alessandro Carrera, oggi conosciuto come saggista e scrittore, è uno di questi.
Nato a Lodi nel 1954, debutta nel 1978 in un disco collettivo (di cui presto ci occuperemo nel blog) intitolato "Punto a capo" e curato dal direttore di "Musica e dischi", Mario De Luigi, che vede anche la partecipazione di Giorgio Lo Cascio; l'album è pubblicato dalla casa discografica di De Luigi, la Divergo.
Qualche anno dopo Carrera, passato nel frattempo all'Orchestra, cooperativa fondata da alcuni musicisti tra cui Fabbri e Fiori degli Stormy Six, il batterista  Andrea Centazzo, Moni Ovadia ed altri, pubblica il suo unico 33 giri come solista, intitolato "Le cartoline" (come uno dei brani più significativi contenuti in esso).
Sicuramente la qualità maggiore del disco è la scrittura dei testi, effettivamente ben curati; le musiche, come succede spesso per alcuni cantautori, sono meno curate dal punto di vista melodico, ma vengono sorrette dagli arrangiamenti di Marco Milanese, che in certi brani si affidano anche a soluzioni sperimentali grazie anche al contributo di musicisti come Mario Arcari, Aldo De Scalzi (fratello del più noto Vittorio), Piero Milesi, oltre allo stesso Milanese.
Il vero punto debole del disco è, a mio parere, la voce dello stesso Carrera (autore dei testi e delle musiche di tutti i brani), monocorde e a volte decisamente inespressiva; forse è proprio per questo motivo che l'accoglienza del pubblico è stata quasi nulla e che Carrera ha abbandonato l'attività di cantautore.

LATO A
1) Piazza Sant'Ambrogio
2) La collina dei treni
3) Le cartoline
4) I miei cani

LATO B

1) Aznavour (popolo sogna)
2) La divisa
3) Aspettando i barbari
4) La traversata del disattento

lunedì 3 giugno 2013

Alberto Fortis - La sedia di lillà/L'amicizia (1979)












Il piemontese di Domodossola Alberto Fortis ha avuto il suo momento di massima notorietà tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80, con alcuni album veramente azzeccatti, da "La grande grotta" a "Fragole infinite", a partire dall'omonimo album di esordio con le celeberrime "Milano e Vincenzo", "A voi romani" e "La sedia di lillà".
Quest'ultima canzone è stata pubblicata su 45 giri in una versione diversa rispetto all'album per quel che riguarda l'arrangiamento: in particolare vi è la presenza di un violino solista e la traccia vocale è stata ricantata.
La canzone sul retro, "L'amicizia", è invece nella stessa versione del 33 giri, e si tratta di una delle più belle canzoni del repertorio di Fortis, nonché di uno dei più bei brani sul tema dell'amicizia ("se con l'età ti uccideranno l'amicizia / che dell'anno che va è la stagone più bella / ha la luce di una stella che muore / e vorresti fosse lei l'amore / ma il tempo che passa porta guerra e falsità....").
I musicisti dei due brani sono i componenti dell'epoca della PFM (Di Cioccio, Mussida, Premoli, Djivas) più Claudio Fabi al pianoforte e Claudio Pascoli al sax.

1) La sedia di lillà
2) L'amicizia
3) Bonus track: La sedia di lillà (versione 33 giri)

giovedì 30 maggio 2013

Katyna Ranieri - Amanti e briganti-Fatti e canzoni di casa mia (1972)

 
Una delle interpreti italiane dimenticate e meritevoli di essere riscoperta è senza dubbio la toscana Katyna Ranieri: in questo paese senza memoria gli artisti che dovrebbero essere ricordati e magari anche studiati vengono invece ignorati del tutto.
L’album che presentiamo si intitola “Amanti e briganti-Fatti e canzoni di casa mia”, è stato pubblicato dall’RCA Italiana ad ottobre del 1972 in una bella confezione apribile, con all’interno una foto della cantante mentre in copertina vi è un disegno realizzato dallo studio “Up and Down” che riassume un po’ l’atmosfera del disco; sul retro una presentazione dell’album opera di Cesare Zavattini ed alcune note che spiegano la nascita delle canzoni ed il contesto in cui questi brani si sono diffusi.
Per lo più si tratta di canti popolari rielaborati per quel che riguarda le musiche da Riz Ortolani, che come sappiamo è il marito della cantante, e da padre Jean Marie Benjamin, sacerdote francese che aveva collaborato con Ortolani anche per la colonna sonora di “Fratello Sole, Sorella Luna” di Zeffirelli; in “Picchia picchia” e “Chi vuol esser lieto sia” collabora anche alle musiche Luciano Raggi. Nonostante in copertina venga riportata correttamente la dicitura “Anonimo” come autore dei testi, in SIAE essi risultano tutti depositati a nome della stessa Ranieri.
Il disco è veramente piacevole e curato, e molte sono le canzoni degne di nota, da “Il maschio di Volterra” alla notissima “Maremma amara”, da “Chi vuol esser lieto sia” (tratta dal “Trionfo di Bacco e Arianna” di Lorenzo de’ Medici, che musicalmente richiama le atmosfere rinascimentali tipiche di Branduardi) all’”Addio del volontario”, fino alla conclusiva “La Fedora”, una “Murder Ballad” che se fosse tradotta in inglese potrebbe essere cantata con risultati notevoli da Nick Cave.
Un disco, ovviamente, mai ristampato in cd.

LATO A
1) Il maschio di Volterra (Katyna Ranieri-Riz Ortolani)
2) Picchia picchia (Katyna Ranieri-Riz Ortolani-Jean Marie Benjamin-Luciano Raggi)
3) Maremma amara (Katyna Ranieri-Riz Ortolani-Jean Marie Benjamin)
4) Lamento del contadino (Katyna Ranieri-Jean Marie Benjamin)
5) Colgo la rosa (Katyna Ranieri-Riz Ortolani-Jean Marie Benjamin)

LATO B
1) Lettere del brigante Tiburzi (Katyna Ranieri-Jean Marie Benjamin)
2) Giovanottino mi piacete tanto (Katyna Ranieri-Riz Ortolani)
3) Addio del volontario (G. Malenchini-Carlo Romani)
4) Mia bella Annina (Katyna Ranieri-Riz Ortolani)
5) Chi vuol esser lieto sia (Lorenzo il Magnifico-Riz Ortolani-Luciano Raggi)
6) La Fedora (Katyna Ranieri-Riz Ortolani-Jean Marie Benjamin-Luciano Raggi)

martedì 28 maggio 2013

Domenico Serengay - Forza Juve/La ballata dei numeri (1962)













Quale occasione migliore per parlare di questo disco che il trentunesimo scudetto della Vecchia Signora? Forse qualcuno ricorderà che della canzone sul lato A abbiamo già parlato tempo fa in un altro post: la novità però è che oggi presentiamo l'edizione originale di questo brano, che risale al 1962 e che era stata pubblicata su 45 giri dalla Serma, l'etichetta fondata dallo stesso Seren Gay e da Mario Marcucci.
Come si può vedere, il fronte della copertina è uguale (nella ristampa cambia solo il numero di catalogo), mentre il retro è invece leggermente diverso (pur essendo la foto del cantante la stessa).
A proposito di Seren Gay, ho trovato alcune notizie su di lui in due numeri del 1958 di una rivista musicale, "Il mio club" (molto interessante perché non trattava dei "soliti noti" ma anche degli artisti minori"; nel primo, risalente a giugno del 1958, si racconta la sua carriera come attore di teatro, mentre nel secondo, che è invece di settembre dello stesso anno, si racconta che sta effettuando una serie di esibizioni con la sua orchestra (di cui viene pubblicata anche una fotografia) al Casinò de Paris di Amburgo.
Tornando invece alle due canzoni contenute in questo disco, come avevamo ricordato nel precedente post, "Forza Juve" (scritta da Seren Gay insieme a Marcucci) musicalmente ha un'aria un po' paesana, è una marcetta non particolarmente originale; più interessante è sicuramente il retro, "La ballata dei numeri", che ha un testo molto particolare in quanto è costituito proprio.....da numeri!
Un'idea demenziale ante litteram, insomma.
Come autore della musica si affianca a Marcucci il maestro Barimar, di cui abbiamo parlato più volte.
In entrambi i brani suona l'orchestra di Mario Marcucci.

1) Forza Juve (Domenico Serengay-Mario Marcucci)
2) La ballata dei numeri (Domenico Serengay-Mario Marcucci-Barimar)

mercoledì 22 maggio 2013

Rinaldo Del Monte – E’ morta la paura (1979)



Dopo aver raggiunto una certa notorietà con "Bonnie & Clyde" Rinaldo Ebasta continua ad incidere alcuni 45 giri per la Ariston e per la sua sottoetichetta First, per passare poi alla Durium, alla Bentler ed alla Ricordi, ma finendo lentamente nel dimenticatoio.
Decide allora di riappropriarsi del suo vero cognome, Del Monte, e di avvicinarsi alla canzone con tematiche religiose: pubblica così nel 1979 per la Monitor (etichetta distribuita dalla RCA Italiana) un’album intitolato “E’ morta la paura”, con canzoni di questo tipo, e quasi tutti i testi sono scritti infatti da padre Claudio Sorgi, giornalista Apre il disco la title track, che è una ballata in stile cantautorale che racconta di Gesù che non viene riconosciuto nella società contemporanea.
Tra gli autori di “Il gallo” c’è anche Adelmo Fornaciari, il futuro Zucchero, che scrive il testo sulla musica di del Monte e di Giancarlo Lazzini; questa canzone e la precedente vengono anche pubblicate su 45 giri. "Grida" ha un inizio in stile progressive, con il flauto e il pianoforte, per poi diventare una ballata rock. “Il funerale del lavoratore” è la cover di “Funeral de um labrador” di Chico Buarque de Hollanda, con il testo di Sergio Bardotti già inciso anni prima da altri artisti (nell'etichetta vi è anche un'altra firma, Panvini)
Conclude il disco “L’umanità corre”, che inizia con un recitato su una chitarra arpeggiata; dopodiché entra l’orchestra d’archi ed il cantato descrive la bellezza della vita con varie immagini evocative.

LATO A
1) E’ morta la paura (Claudio Sorgi-Rinaldo Del Monte)
2) Il gallo (Adelmo Fornaciari-Giancarlo Lazzini-Rinaldo Del Monte)
3) Addio professore (Rinaldo Del Monte-Mario Rusca-Rinaldo Del Monte)
4) I sapienti del nulla (Claudio Sorgi-Rinaldo Del Monte-Mario Rusca-Rinaldo Del Monte)
5) Grida (Rinaldo Del Monte)

LATO B<
1) Il funerale del lavoratore (Sergio Bardotti-Chico Buarque de Hollanda-Joao Cabral de Melo Neto)
2) Il Natale del mondo (Claudio Sorgi-Rinaldo Del Monte)
3) Colori (Rinaldo Del Monte-Mario Rusca-Rinaldo Del Monte)
4) L’umanità corre (Rinaldo Del Monte-Mario Rusca-Rinaldo Del Monte)