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domenica 28 agosto 2016

The Ander's Quartet - Salomon/Quando la luna (1960)












Se vi ricordate, quasi un anno fa avevamo dedicato un post al primo 45 giri del The Ander's Quartet, il gruppo con cui ha debuttato Claudio Cavallaro, noto musicista autore di alcuni grandi successi come  "Lisa dagli occhi blu" per Mario Tessuto o "Applausi" per i Camaleonti.
Non avevamo notizie più precise sul gruppo, ma intervistando per il numero 2 di "Vinile" Louis Atzori il batterista mi ha parlato di Armandino, suo padre, batterista anche lui (entrambi hanno suonato nel secondo album di Paolo Conte); vi riporto il passo che ci interessa:

<<Tra i gruppi in cui ha suonato ricordo The Ander's Quartet di Sergio Andorno, pianoforte, con il veronese Claudio Cavallaro alla voce e alla chitarra (è poi diventato un compositore molto noto, ha scritto anche "Lisa dagli occhi blu"), mio padre alla batteria e un quarto elemento di cui non ricordo il nome al basso>>.

Sergio Andorno era il capoorchestra, come si diceva allora, e dal suo cognome ha preso il nome il gruppo; chissà se, con altre ricerche, non si riesca anche a risalire al nome del quarto componente, il bassista.
Presentiamo quindi oggi il secondo 45 giri dei quatto, pubblicato sempre a novembre del 1960 dall'etichetta torinese Excelsius. Passando all'analisi dei due brani, sul lato A troviamo un mambo, "Salomon", con il sassofono (evidentemente suonato da un quinto musicista) in evidenza; il brano era già stato inciso da Arturo Testa con il titolo "A las minas del roy Salomon" e, nonostante il titolo, è italianissimo in quanto in Siae il brano è firmato da Piero Soffici per la musica e dallo stesso Soffici con Aldo Locatelli per il testo. Nell'etichetta del disco è del resto riportato come autore Ardiente che, come sappiamo, è lo pseudonimo che Piero Soffici usava per "spacciarsi" come latinoamericano e depositare alla SIAE rumbe, mambi e cha cha cha.
Sul retro vi è "Quando la luna": anche questa canzone è già edita, era stata infatti già incisa da Rossella Masseglia Natali (come potete leggere nel blog di Christian il Vampiro qui) ed è scritta da Alberto Testa per le parole e da Piero Leonardi (che usa lo pseudonimo Deani) per la musica; l'etichetta riporta come genere "rumba rock", ed in effetti il ritmo è quello.
Ritorneremo su questo quartetto in occasione della presentazione dei dischi successivi.

1) Salomon (Ardiente)
2) Quando la luna (Alberto Testa-Deani)

lunedì 3 agosto 2015

Barbara Lory - La stagione dell'amore/Farò come te (1967)














E' da un po' di tempo che non ci occupiamo nel blog di Barbara Lory, la cantante lombarda che tra la fine degli anni '60 e i primi anni '70 incise alcuni 45 giri e un 33 per la Saint Martin Record, senza però riuscire a raggiungere il grande successo: riprendiamo oggi con un disco del 1967.
La canzone sul lato A ha lo stesso titolo di un classico di Franco Battiato, "La stagione dell'amore": si tratta di una canzone ben scritta e ben arrangiata (d'altronde Jan Langosz, il compositore e arrangiatore del brano, era un musicista molto preparato), con un inizio con la batteria e il vibrafono ed il sax che entra nella seconda strofa e che fa un assolo decisamente interessante: peccato non sapere chi sia il musicista, sicuramente uno dei tanti jazzisti milanesi che suonavano nei dischi di musica leggera in quegli anni (forse Eraldo Volontè?).
"Farò come te", il retro, è un brano più tradizionale, con un'orchestra d'archi e una melodia più convenzionale, scritta da due musicisti, Arrigo Amadesi (che abbiamo già incontrato) e Renato Martini, mentre il testo è di Alberto Testa (e non è certamente tra i suoi più ispirati).
Bella la voce della Lory (che in certi punti mi ricorda vagamente la Zanicchi), cantante che avrebbe meritato maggiore fortuna.

1) La stagione dell'amore (Enzo Mazza-Jan Langosz)
2) Farò come te (Alberto Testa-Arrigo Amadesi-Renato Martini)


martedì 18 febbraio 2014

Lara Saint Paul - Il festival di Sanremo (1971)













Con l'inizio del Festival di Sanremo cominciamo la serie di post legati alla manifestazione, come facciamo ogni anno, e il primo disco presentato è una raccolta con sedici canzoni del festival di Sanremo del 1971 (su ventiquattro partecipanti) interpretate da Lara Saint Paul, la cantante italo-eritrea che a Sanremo aveva partecipato per la prima volta nel 1962, con lo pseudonimo Tanya.
Gli arrangiamenti sono curati dal Maestro Beppe Moraschi: alcune di queste versioni sono registrate in maniera alquanto affrettata, e sembrano più che altro dei provini, mentre altre sono un po' più decenti.
Il disco è però soprattutto una curiosità, e vale per questo più che per il valore musicale.

LATO A

1) Il cuore è uno zingaro (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
2) 4 marzo 1943 (Paola Pallottino-Lucio Dalla)
3) Bianchi cristalli sereni (Don Backy)
4) Che sarà (Franco Migliacci-Carlo Pes-Jimmy Fontana)
5) Come stai (Riccardo Pazzaglia-Domenico Modugno)
6) Rose nel buio (Daniele Pace-Mario Panzeri-Lorenzo Pilat)
7) L'ultimo romantico (Vito Pallavicini-Pino Donaggio)
8) Una storia (Sergio Endrigo)

LATO B

1) Ninna nanna (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi)
2) Sotto le lenzuola (Luciano Beretta-Miki Del Prete-Adriano Celentano)
3) 13, storia d'oggi (Vito Pallavicini-Albano Carrisi)
4) Com'è dolce la sera (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi-Giuliano Illiani)
5) La folle corsa (Mogol-Carlo Donida)
6) Occhi bianchi e neri (Miki Del Prete-Alberto Testa-Eros Sciorilli)
7) Non dimenticarti di me (Mogol-Mario Lavezzi)
8) I ragazzi come noi (Antonio Balducci-Guido Lombardi-Ettore Lombardi D'Aquino)

mercoledì 25 settembre 2013

Jimmy Fontana - Delilah/Cielo rojo (1968)












Per ricordare il grandissimo Jimmy Fontana abbiamo scelto di presentare un suo disco pubblicato in Argentina: si tratta di un'emissione strana, perché pur avendo il formato di un 45 giri si ascolta a 33 giri.
Non so se sia stato pubblicato con una copertina: la copia che ho io ha una classica standard RCA forata; la matrice del disco è datata 18 luglio 1968.
Le due canzoni, cantate in spagnolo (anche se immagino che la lingua iberica parlata in Sudamerica abbia alcune differenze rispetto a quella parlata in Spagna), sono due brani che in Italia erano stati pubblicati entrambi come lati A di due 45 giri di successo, soprattutto "Delilah", cioé "La nostra favola", con cui Jimmy Fontana aveva ottenuto il Disco d'Oro.
La canzone è la cover di un grande successo di Tom Jones, "Delilah" (il titolo spagnolo è lo stesso dell'originale), un valzerone decisamente adatto alla voce del gallese.
Molto bella anche "Cielo rojo", cioé "Cielo rosso"; la musica è scritta dallo stesso Fontana con Lilli Greco (il cui nome però appare solo nel deposito SIAE ma è assente nelle varie emissioni discografiche del brano), mentre il testo è di Alberto Testa.
Curiosamente nell'etichetta è assente il nome dell'autore del testo spagnolo.

1) Delilah (Paolo Dossena-Barry Mason-Les Reed)
2) Cielo rojo (Alberto Testa-Jimmy Fontana-Italo Greco)

mercoledì 13 febbraio 2013

Tonina Torrielli - I successi di Tonina Torrielli con l'orchestra Arcobaleno (1956)












Ritorniamo a parlare di Sanremo presentando il primo album di Tonina Torrielli, pubblicato subito dopo la sua partecipazione al Festival (la matrice è datata 18 marzo 1956, e quell'anno la manifestazione sanremese si era tenuta dall'8 al 10): ed è curioso che il titolo del disco sia "I successi", visto che fino a poche settimane prima la Torrielli era un'emerita sconosciuta, rivelatasi proprio a Sanremo.
E ben sei canzoni del disco provengono dal festival: alcune interpretate direttamente dalla caramellaia di Novi, come "Amami se vuoi", "Il cantico del cielo" (uno dei primi testi scritti da Alberto Testa), "Il bosco innamorato" e "Qualcosa è rimasto", altre invece lanciate da altre cantanti, come la vincitrice "Aprite le finestre", di Franca Raimondi o "Sogni d'or", sempre della Raimondi in coppia con Clara Vincenzi; quest'ultima canzone è "torinese", poichè i due autori sono entrambi nati sotto la mole (....ed uno di questi diventerà il cognato della Torrielli).
Per quel che riguarda gli pseudonimi, il Giari compositore di "Qualcosa è rimasto" è Luigi Spaggiari, mentre Pinchi non è il celebre coniglio rosa dei fumetti ma Giuseppe Perotti.
Completano il disco "Johnny Guitar", tradotta da Devilli (anche questo è uno pseudonimo, di Alberto Curci) e "Portami tante rose".
 Suona l'orchestra Arcobaleno, diretta da Gian Stellari.
In seguito mi è capitato a volte di vedere Tonina Torrielli, quando ancora gestiva con il marito il celebre negozio di dischi in piazza Castello, Maschio....che purtroppo ora non esiste più da alcuni anni.

LATO A

1) Aprite le finestre (Pinchi-Virgilio Panzuti)
2) Il cantico del cielo (Alberto Testa-Carlo Alberto Rossi)
3) Il bosco innamorato (Giancarlo Testoni-Gorni Kramer)
4) Johnny Guitar (Devilli-Victor Young)

LATO B

1) Amami se vuoi (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni)
2) Qualcosa è rimasto (Pinchi-Giari)
3) Sogni d'or (Armando Costanzo-Paolo Maschio)
4) Portami tante rose (Michele Galdieri-Cesare Andrea Bixio)

martedì 8 gennaio 2013

Nino Ferrer - Che fine ha fatto Nino Ferrer? (1989)












Negli anni '80 gli appassionati di musica leggera si chiedevano che fine avesse fatto Nino Ferrer: dopo il periodo dei successi nella seconda metà degli anni '60, con frequenti apparizioni televisive e spettacoli da lui condotti (come il notissimo "Io, Agata e tu", con Raffaella Carrà), nei primi anni '70 aveva cambiato genere spostandosi verso il rock ed affrontando nei testi tematiche meno spensierate ed ironiche....ad un certo punto poi in Italia i suoi dischi, peraltro molto belli ed interessanti, non vennero più pubblicati, e lui si riavvicinò spesso al jazz (con cui aveva del resto mosso i suoi primi passi nel mondo musicale).
Nel 1989 però ritornò nei negozi di dischi un'incisione di Agostino Ferrari (nello stesso periodo in cui ritornava in televisione a "Una rotonda sul mare"), e si tratta dell'album di cui parliamo oggi, "Che fine ha fatto Nino Ferrer?", pubblicato dalla New Enigma, etichetta distribuita dalla CGD per cui in quel periodo incideva anche Ricky Gianco.
Apre il disco "Sigaro blu", che inizia con la frase che dà il titolo al disco e che cita nel testo (scritto da Ferrer in collaborazione con Delfina Metz) "Il barbiere di Siviglia"; con "Cita", il brano conclusivo, è uno dei due inediti (in Italia) del disco.
Seguono poi tutte le canzoni più famose di Ferrer, da "Il telefono" a "Viva la campagna", da "Il re d'Inghilterra" (con cui nel 1968 partecipa al Festival di Sanremo in abbinamento con Lorenzo Pilat) ad "Agata", celebre brano dal repertorio di Nino Taranto, da "La pelle nera" (che proprio l'anno precedente era stata incisa dagli Statuto nel loro LP di debutto "Vacanze") a "Un anno d'amore", che tradotta dal mio amico Alberto Testa e da Mogol venne lanciata da Mina, da "La rua Madureira" a "Una bambina bionda e blu" (che era il lato B di "Il re d'Inghilterra").
Vi è anche una canzone, "Il sud", del 1975 e che rappresenta la svolta verso la canzone d'autore di Agostino Ferrari.
La produzione è curata da Ezio Scimé, Amleto Silvestri e dallo stesso Ferrer, mentre gli arrangiamenti sono curati dai Cantautores, il gruppo che suona nel disco e di cui fanno parte tra gli altri Bernardo Lanzetti ed Alberto Radius, oltre al bassista Dino D'Autorio (il cui nome sul retro di copertina viene riportato erroneamente come Pino).
Le versioni originali sono senza dubbio preferibili come resa sonora, ma il disco fornisce in ogni caso a chi non conoscesse Nino Ferrer un'immagine completa di un artista sicuramente fuori dal suo tempo, un precursore e forse proprio per questo ancora molto attuale; è inoltre uno stimolo per andarsi a cercare gli originali e tutte le altre canzoni non incluse qui, come "Amsterdam", "Il re di cuori", "Mamadou Memè", "Mirza", "Chiamatemi don Giovanni", "Il baccalà", "Io tu e il mare", "Donna Rosa" e i vari 33 giri (che sicuramente non verranno mai ristampati, ahimè).

LATO A

1) Sigaro blu (Nino Ferrer-Delfina Metz-Nino Ferrer)
2) La pelle nera (Nino Ferrer)
3) Il telefono (Nino Ferrer)
4) Una bambina bionda e blu (Nino Ferrer)
5) Il sud (Nino Ferrer)
6) Un anno d'amore (Nino Ferrer)

LATO B

1) Agata (Egidio Pisano-Giuseppe Cioffi)
2) Il re d'Inghilterra (Nino Ferrer)
3) Viva la campagna (Nino Ferrer-Dino Verde-Nino Ferrer)
4) Un giorno come un altro (Nino Ferrer)
5) La rua Madureira (Nino Ferrer-Luciano Beretta-Nino Ferrer)
6) Cita  (Nino Ferrer)

martedì 27 novembre 2012

Beppe Grillo - Te la dò io l'America/Te la dò io l'America (strumentale) (1981)












Anni e anni fa, quando ancora non aveva fondato i Pentastellati, Beppe Grillo era un comico. Nel 1981 condusse un varietà televisivo, "Te la dò io l'America", in cui presentava in maniera simpatica e ironica alcuni filmati e reportages che mettevano in luce vari aspetti curiosi e a volte contraddittori della vita statunitense.
Oggi presentiamo la sigla, cantata dallo stesso Grillo che è uno degli autori, insieme agli autori del programma Antonio Ricci  e il mio amico Alberto Testa, mentre le musiche sono del Maestro Tony De Vita; la canzone però non risulta depositata in SIAE.
Devo dire che Grillo fa una buona figura come cantante, con una voce un po' nera; anni dopo, avrà l'occasione di duettare con Mina nella canzone "Dottore", dall'album "Cremona" del 1996 (un testo di Gianluca Martinelli su musica di Carlo Fava, che troviamo nel post come bonus track).
Sul retro la versione strumentale del brano.

1) Te la dò io l'America (Beppe Grillo-Antonio Ricci-Alberto Testa-Tony De Vita)
2) Te la dò io l'America (strumentale) (Tony De Vita)
3) Bonus track: 3) Dottore (Gianluca Martinelli-Carlo Fava)

martedì 13 marzo 2012

Michele Accidenti - Adesso comincia la vita/Non ho che un canto (1964)

 










Chissà se gli allievi dell’”Officina Musicale” di Chieri sanno che il docente di composizione, Michele Accidenti-Dentis ha avuto un passato come cantante di musica leggera..!
Natoa Torino il 14 febbraio 1945 (ma figlio di padre siciliano), nel 1964, a 19 anni, dopo aver vinto il concorso “Voci Nuove” di Verbania, si mette in evidenza vincendo il festival di Zurigo con “Adesso comincia la vita”, una delle due canzoni di cui parliamo oggi, scritta da Alberto Testa su musica di Vittorio Giuliani, una canzone melodica tradizionale d’amore, con un’abbondanza di violini nell’arrangiamento.
Violini che abbondano anche in “Non ho che un canto”, canzone molto nota perché tratta dalla colonna sonora di “Biancaneve e i sette nani”, con il testo italiano scritto da Umberto Bertini e Devilli, pseudonimo di Alberto Curci.
La voce di Michele Accidenti è di stampo antico, si rifà ai vari Tajoli e Claudio Villa invece che alle mode beat del momento, e in quegli anni risulta forse fuori tempo (senza nulla togliere, intendiamoci, alla bravura tecnica di Michele): l’anno successivo torna a Zurigo, ma non ripete la vittoria (nel 1965 vince infatti Anna Identici).
Dopo alcuni 45 giri e partecipazioni a varie manifestazioni musicali (tra cui il Festival di Napoli e Napoli contro tutti) e a un film, “Venere in collegio”, Michele nel 1969 si ritirerà dal mondo della musica leggera, riprendendo gli studi lirici (è diplomato al Conservatorio di Torino) e debuttando nel 1973 come tenore, ottenendo lusinghieri successi fino al ritiro definitivo nel 2001, anno in cui decide di dedicarsi all’insegnamento.

1) Adesso comincia la vita (Alberto Testa-Vittorio Giuliani)
2) Non ho che un canto (Umberto Bertini-Alberto Curci-Larry Morey-Frank Churchill)

martedì 7 febbraio 2012

Mariolino Barberis - Il posto mio/Agnese (1968)












Si avvicina Sanremo, ed anche noi ci avviciniamo al festival: lo facciamo con un disco che contiene sì una canzone presentata a Sanremo nel 1968, ma non in questa versione: si tratta di "Il posto mio", bella canzone scritta da Alberto Testa e Tony Renis e cantata da quest'ultimo in abbinamento con Modugno.
Sicuramente queste due versioni le conoscerete già, mentre meno nota è l'incisioe che ne fece il cantante torinese Mariolino Barberis che, dopo i due dischi pubblicati con l’RCA Italiana (con cui vince per due anni di seguito il Cantagiro nella sezione Giovani), lascia l’etichetta romana (a causa dei motivi che Happy Ruggiero ci ha raccontato nell’intervista realizzata due anni fa) e passa alla DKF, con cui pubblica nella primavera del 1968 (dopo un 45 giri diviso a metà con Lina Chiusso) questo disco.
Una recensione del disco tratta da "Giovani"
“Il posto mio” nulla aggiunge e nulla toglie, in questa versione, a quelle più note, ed Happy Ruggiero non stravolge per nulla l’arrangiamento.
“Agnese” è una canzone melodica con sul sottofondo un’armonica a bocca che dà al brano un’atmosfera quasi country; Ruggiero è l’autore della musica con Luigi Ferracioli, mentre le parole sono di Bruna Giorgini Dunn, che abbiamo già incontrato come autrice del testo di Gina Gey, e raccontano il rimpianto per un amore del passato.
Torneremo sicuramente su Mariolino in altri post.

1) Il posto mio (Alberto Testa-Tony Renis)
2) Agnese (Bruna Giorgini Dunn-Happy Ruggiero-Luigi Ferracioli)

martedì 3 gennaio 2012

Marius - Chiaro di luna a Paullo/Cocotte tango (1962)












Tempo fa abbiamo presentato uno dei due 45 giri incisi da Alberto Testa come cantante, “Chiaro di luna a Paullo”: oggi proponiamo un disco con un’altra versione di questa canzone, presentata da un certo Marius (di cui non so nulla) con il gruppo “Les Blousons Rouges”, pubblicato nel 1962 (la data sulla matrice è 26 giugno). .
La canzone la conosciamo e ne abbiamo già parlato; l’andazzo è quello simil-liscio dell’incisione di Testa, senza grandi differenze nell'arrangiamento.
“Cocotte tango”, sul lato B, è scritta da Piero Soffici che sull’etichetta usa lo pseudonimo “Ardiente”, ed è ovviamente un tango, non particolarmente rilevante.

1) Chiaro di luna a Paullo (Alberto Testa-Pierre Perrin-Jacqueline Claude Blondy)
2) Cocotte tango (Luciano Beretta-Piero Soffici)

sabato 22 ottobre 2011

Alberto Testa - Chiaro di luna a Paullo/Due (1962)












Due anni fa, il 19 ottobre 2009, scomparve uno dei più grandi autori di testi italiano, Alberto Testa, di cui mi onoro di essere stato amico.
Alberto mi aveva contattato su wikipedia, a cui si era iscritto per scrivere la pagina sulla sua vita: io ero intervenuto effettuando modifiche e aggiunte che, evidentemente, aveva apprezzato perché un giorno mi telefonò (dopo aver trovato il mio numero nell'elenco telefonico di Torino) per chiedermi non solo di mettere a posto la sua biografia, fornendomi varie notizie, ma anche, se ero d'accordo, di effettuare alcune interviste per ricostruire le sue vicende artistiche e professionali.....cosa che in effetti abbiamo fatto per lo più via mail e telefonicamente.
Questo lavoro non si è mai completato, ahimè, per via dei suoi progressivi problemi di salute e della sua scomparsa....conservo però le cose che mi ha raccontato, e magari qualcosa, se capita l'occasione, la pubblicherò sul sito.
Per ricordare Alberto (che vedete qui a destra insieme a me a casa sua pochi mesi prima della sua scomparsa) oggi presentiamo uno dei due 45 giri incisi come cantautore.
“Chiaro di luna a Paullo” è un tango, e la musica accompagna bene l’umorismo e l’ironia del testo (che solo chi è mai passato per Paullo ed ha respirato l’aria di Pero può apprezzare); maggiori notizie sull’originale francese e sulla nascita di questa versione le potete leggere sul retro di copertina.
“Due” invece è una canzone più melodica: non sono riuscito a risalire dal sito Siae agli autori. Celli e Casadei, e non ho fatto in tempo a chiedergli notizie su di loro.

1) Chiaro di luna a Paullo (Alberto Testa-Pierre Perrin-Jacqueline Claude Blondy)
2) Due (Casadei-Celli)