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sabato 20 febbraio 2016

Quartetto Cetra - Le canzoni del Festival di Sanremo 1956 viste dal Quartetto Cetra (1956)












Questo post viene pubblicato in ritardo: infatti era pronto per la scorsa settimana, in pieno festival di Sanremo, ma poi a causa di sopraggiunti impegni non sono riuscito a inserirlo fino ad oggi.
Si tratta di un disco del Quartetto Cetra del 1956, pubblicato il 14 aprile, cioè circa un mese dopo l'edizione di quell'anno del festival, che si tenne dall'8 al 10 marzo (ah che bello quando Sanremo durava solo tre giorni).
I quattro scelgono otto delle sedici canzoni partecipanti e le reinterpretano secondo il loro stile umoristico e ironico, a volte con siparietti recitati, spesso riarrangiando le musiche ed adattando le parti vocali alle quattro voci.
Non è peraltro questo l'unico album dedicato dai Cetra a Sanremo, ma abbiamo scelto questo perchè di cinquant'anni fa esatti, ed ascoltarlo oggi ci fa rendere conto di quanti cambiamenti abbia vissuto la musica leggera da allora....e non certo in meglio.
Il disco si apre con la canzone vincitrice, interpretata da Franca Raimondi: Aprite le finestre" all'inizio viene eseguita dai quattro come se fosse cantata da uno di quei cantanti con l'organetto che percorrevano le strade delle città dell'800; una famiglia, infastidita dal girovago, chiude la finestra ed accende la radio, e così parte una versione swingata del brano. Alla fine della canzone la famiglia riapre le finestre e risentono nuovamente il cantante dell'organetto.
"Albero caduto" e "Lucia e Tobia" sono due canzoni gradevoli, la seconda nello stile tipico del suo autore Mario Panzeri.
Il lato A si conclude con l'atipica "Il bosco innamorato", che ai nostri tempi verrebbe definita "world music", grazie ai suoni orientali che accompagnano il racconto del bosco di Hong-Kong.
Non ha bisogno di presentazioni "Musetto", celeberrima canzone di Modugno che la parodia del Quartetto renderà ancora più celebre.
"Amami se vuoi" è la canzone che rivela Tonina Torrielli, una dei sei cantanti selezionati da un concorso nazionale che debuttano in questa edizione del festival (gli altri sono la già citata vincitrice Franca Raimondi, Gianni Marzocchi, Luciana Gonzales, Ugo Molinari e Clara Vincenzi).
Credo che "La colpa fu" sia una delle due canzoni italiane esistenti che nel testo citano Pieve di Cadore (ridente località nota per la casa natale di Tiziano Vecellio), l'altra è "Scalo a Grado" di Franco Battiato....non credo che ne esistano altre.
Coclude il disco la celeberrima "La vita è un paradiso di bugie", che nell'interpretazione di Luciana Gonzales si classificò al terzo posto.
In tutte e otto le canzoni l'orchestra è diretta dal maestro Francesco Ferrari

LATO A

1) Aprite le finestre (Pinchi-Virgilio Panzuti)
2) Albero caduto (Giuseppe Fiorelli-Mario Ruccione)
3) Lucia e Tobia (Mario Panzeri-Giovanni D'Anzi)
4) Il bosco innamorato (Gian Carlo Testoni-Gorni Kramer)

LATO B

1) Musetto (Domenico Modugno)
2) Amami se vuoi (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni)
3) La colpa fu (Gippi-Luciano Beretta-Eros Sciorilli)
4) La vita è un paradiso di bugie (Diego Calcagno-Nino Oliviero)

domenica 23 febbraio 2014

Lucia Rizzi - L'addio/Amore vero (1970)













Ultimo post sanremese di quest'anno (o quasi, come vedremo con il prossimo) per la cantante torinese (ma la famiglia è di origine pugliese, il padre è un pittore) Lucia Rizzi, che vince il festival di Castrocaro l'anno precedente (insieme a Dino Drusiani) e quindi ottiene il diritto di partecipare al Festival l'anno successivo

"L'addio" è un valzer lento scritto da Sergio Bardotti per il testo, mentre la musica è firmata da quattro musicisti, Andrea Lo Vecchio, Plinio Maggi, Giorgio Antola e Michele Francesio: questi ultimi due però nell'etichetta scompaiono, mentre per errore Maggi è riportato come Raggi.
Tante firme per una canzone decisamente non memorabile, che infatti non ottiene alcun riscontro di vendita.
Con "Amore vero" la Rizzi partecipa al programma televisivo condotto da Pippo Baudo "Settevoci": il brano è decisamente più moderno rispetto al lato A, e la musica è scritta da Laura Giordano e Gian Piero Reverberi (che però non appare sull'etichetta tra gli autori), mentre il testo è di Rosario Leva.

Entrambi i brani sono arrangiati da Gian Piero Reverberi, che cura anche la produzione del disco.
 La Rizzi, dotata di una buona voce, non continua la carriera nella musica leggera.

1) L'addio (Sergio Bardotti-Andrea Lo Vecchio-Plinio Maggi-Giorgio Antola-Michele Francesio)
2) Amore vero (Rosario Leva-Laura Giordano-Gian Piero Reverberi)

sabato 22 febbraio 2014

AA.VV. - Sucedio en...SanRemo '72 (1972)












Il post sanremese di oggi è un disco inciso in spagnolo con alcune canzoni del festival del 1972: pubblicato dalla RCA in Messico, non tutte le canzoni sono eseguite dall'interprete originale, ma, nei casi di cantanti non appartenenti alla casa discografica di via Tiburtina, sono sostituiti da interpreti dell'RCA o di etichette del gruppo.
"Jesahel" dei Delirium, ad esempio, è cantata dai "Capitolo 6", che incidevano per la IT, mentre "Mediterraneo" di Milva è interpretata da Louiselle, che in quel periodo se non erro incideva per la Erre, e "Non voglio innamorarmi mai" di Gianni Nazzaro è qui cantata da Claudio Baglioni, ancora pre-maglietta fina.
Non ho invece notizie su Graciela che canta "Montagne verdi" di Marcella: presumo che si tratti di una cantante latinoamericana.
Il disco è interessante proprio per il fatto di presentare versioni inconsuete di brani a volte anche molto noti.
Nicola Di Bari è l'unico artista presente due volte: infatti la sua, essendo la canzone vincitrice, è presente sia in italiano, "I giorni dell'arcobaleno", che in spagnolo come "Los dias del arco iris".
Per quel che riguarda gli autori, ci sono due particolarità legate a due canzoni: la prima è "Amici mai", cantata da Rita Pavone, il cui testo è di Fabio Massimo Cantini, che usa lo pseudonimo Argante, mentre Mario Vicari, autore della musica, si firma Caviri.
L'altro brano è "Vado a lavorare, che è firmato per il testo da Petaluma, che è lo pseudonimo di Mimma Gaspari; non propriamente un successo per Morandi, anzi potremmo quasi dire che con il flop di questo disco il cantante di Monghidoro iniziò un periodo di crisi che, come sappiamo, durò alcuni anni.
Tra le altre canzoni, vi sono le versioni spagnole di "Piazza Grande" di Lucio Dalla (che in copertina è fotografato mentre suona la chitarra, strumento per lui inconsueto tant'è che non ne ricordo altre sue con questo stumento), "Un calcio alla città" di Domenico Modugno, in versione ecologica, "Come le viole" del bravo Peppino Gagliardi e una decisamente trscurabile "Il re di denari" di Nada.


LATO A

1) Nicola Di Bari - Los dias del arco iris (Carmen Garcia Lecha-Dalmazio Masini-Nicola Di Bari-Piero Pintucci)
2) Nada - El rey de oros (Marauda-Franco Migliacci-Claudio Mattone)
3) Claudio Baglioni - No quiero enamorarme mas (Moreno Signorini-Giancarlo Bigazzi)
4) Louiselle - Mediterraneo (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi)
5) Capitolo 6 - Jesahel (Franco Terry-Ivano Fossati-Oscar Prudente)
6) Rita Pavone - Amigos no (Carmen Garcia Lecha-Fabio Massimo Cantini-Mario Vicari)
7) Gianni Morandi - Voy a trabajar (Marauda-Petaluma-Franco Migliacci-Vittorio Tariciotti-Marcello Marrocchi)

LATO B

1) Peppino Gagliardi - Como violetas (Gaetano Amendola-Peppino Gagliardi)
2) Lucio Dalla - Plaza Grande (Marauda-Giancarlo Baldazzi-Sergio Bardotti-Lucio Dalla-Rosalino Cellamare)
3) Graciela - Montañas verdes (Giancarlo Bigazzi-Gianni Bella)
4) Capitolo 6 - Te quiero (Franco Terry-Gian Pieretti-Ricky Gianco)
5) Louiselle - Gira el amor (Daniele Pace-Mario Panzeri-Lorenzo Pilat)
6) Domenico Modugno - Un puntapié a la ciudad (Carmen Garcia Lecha-Riccardo Pazzaglia-Mario castellacci-Domenico Modugno)
7) Nicola Di Bari - I giorni dell'arcobaleno (Dalmazio Masini-Nicola Di Bari-Piero Pintucci)

giovedì 20 febbraio 2014

Franco Tozzi - Non a caso il destino ci ha fatto incontrare/Per questo amore (1965)













Prima di passare al post di oggi, due cose legate invece all'attualita: oggi ho ascoltato al TG2 delle 13 un servizio sulla serata di ieri del festival, e a un certo punto la giornalista, parlando di Baglioni, ha detto (più o meno testualmente): "Il cantautore ha presentato la canzone che, trent'anni fa, aveva lanciato proprio dal festival e che fu indicata in seguito come la canzone del secolo". Ora: tutti sappiamo che la canzone a cui si riferisce la giornalista, "Questo piccolo grande amore", è stata incisa nel 1972 (quindi non trent'anni fa ma quarantadue), non è stata lanciata dal festival poiché Baglioni non ha mai partecipato in gara e quando l'ha presentata come ospite, nel 1985, il brano era stranoto con varie incisioni dal vivo, in studio ed anche all'estero....ho cambiato canale, ho visto il TG1 e lì hanno dato la notizia della morte di Gianni Borgna a 76 anni (si sarà trattato di un lapsus, invertendo nella lettura le cifre, visto che è morto a 67 anni?).
Passiamo a Franco Tozzi, che è meglio....il secondo post sanremese di quest'anno, post che è anche torinese, secondo la regola del blog dell'alternanza.
Nel 1965 il fratello maggiore di Umberto partecipò al festival (in quanto vincitore di Castrocaro l'anno precedente) con una canzone scritta da Carlo Alberto Rossi con il testo della moglie Marisa Terzi, che usa lo pseudonimo "Antartide"; "Non a caso il destino ci ha fatto incontrare" non è certo tra i brani più memorabili del Bacharach italiano, anche se nello sviluppo melodico si riconosce il suo stile.
L'arrangiamento e la direzione d'orchestra sono di Enzo Ceragioli, celeberrimo direttore già attivo ai tempi dell'Eiar.
Sul lato B una canzone più ritmata, scritta per il testo dalla cantante calabrese Flora Gallo (anche lei usa come la Terzi uno pseudonimo, Flogal) e per la musica dal marito Virgilio Braconi.
L'arrangiamento e la direzione d'orchestra in questo brano sono curati dal Maestro Giancarlo Chiaramello.

1) Non a caso il destino ci ha fatto incontrare (Marisa Terzi-Carlo Alberto Rossi)
2) Per questo amore (Flora Gallo-Virginio Braconi)

martedì 18 febbraio 2014

Lara Saint Paul - Il festival di Sanremo (1971)













Con l'inizio del Festival di Sanremo cominciamo la serie di post legati alla manifestazione, come facciamo ogni anno, e il primo disco presentato è una raccolta con sedici canzoni del festival di Sanremo del 1971 (su ventiquattro partecipanti) interpretate da Lara Saint Paul, la cantante italo-eritrea che a Sanremo aveva partecipato per la prima volta nel 1962, con lo pseudonimo Tanya.
Gli arrangiamenti sono curati dal Maestro Beppe Moraschi: alcune di queste versioni sono registrate in maniera alquanto affrettata, e sembrano più che altro dei provini, mentre altre sono un po' più decenti.
Il disco è però soprattutto una curiosità, e vale per questo più che per il valore musicale.

LATO A

1) Il cuore è uno zingaro (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
2) 4 marzo 1943 (Paola Pallottino-Lucio Dalla)
3) Bianchi cristalli sereni (Don Backy)
4) Che sarà (Franco Migliacci-Carlo Pes-Jimmy Fontana)
5) Come stai (Riccardo Pazzaglia-Domenico Modugno)
6) Rose nel buio (Daniele Pace-Mario Panzeri-Lorenzo Pilat)
7) L'ultimo romantico (Vito Pallavicini-Pino Donaggio)
8) Una storia (Sergio Endrigo)

LATO B

1) Ninna nanna (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi)
2) Sotto le lenzuola (Luciano Beretta-Miki Del Prete-Adriano Celentano)
3) 13, storia d'oggi (Vito Pallavicini-Albano Carrisi)
4) Com'è dolce la sera (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi-Giuliano Illiani)
5) La folle corsa (Mogol-Carlo Donida)
6) Occhi bianchi e neri (Miki Del Prete-Alberto Testa-Eros Sciorilli)
7) Non dimenticarti di me (Mogol-Mario Lavezzi)
8) I ragazzi come noi (Antonio Balducci-Guido Lombardi-Ettore Lombardi D'Aquino)

lunedì 18 febbraio 2013

AA.VV. - Sanremo '68 (Cetra)












E finiamo oggi la parentesi sui post sanremesi ritornando dove siamo partiti, cioè al festival del 1968, presentando però questa volta la compilation della Fonit-Cetra.
Le canzoni le conosciamo, le canzoni sono quasi tutte quelle dell'altro disco, ma cambiano ovviamente le versioni: le "novità", se così vogliamo definirle, sono "Mi va di cantare" nella versione di Carmen Villani, "Tu che non sorridi mai", che a Sanremo venne presentata da Orietta Berti e Piergiorgio Farina e che in questo disco è cantata da Claudio Villa, e infine "Il posto mio", canzone presentata da Modugno con uno dei due autori, Tony Renis (l'altro era Alberto Testa) e qui interpretata da Graziella Marchi.
Mancano, peraltro, "La voce del silenzio", "Il re d'Inghilterra" e "Da bambino"....questi erano gli inconvenienti dell mancato accordo fra le varie case discografiche, cosa che ormai da anni è stata superata.
Tra gli interpreti è da citare fra gli altri la brava Aida Nola, che sicuramente molti ricorderanno dapprima corista di Loredana Berté e poi cantante solista negli anni '80.
Tolta "Casa bianca", in cui l'orchestra è diretta da Detto Mariano, in tutte le canzoni Giancarlo Chiaramello è il direttore d'orchestra.
Anche questa è una raccolta piacevole, in cui gli interpreti non originali forniscono comunque una versione all'altezza.

LATO A

1) Gianni Pettenati - La tramontana (Daniele Pace-Mario Panzeri)
2) Marisa Sannia - Gli occhi miei (Mogol-Carlo Donida)
3) Claudio Villa - La siepe (Vito Pallavicini-Pino Massara)
4) Yoko Kishi - Stanotte sentirai una canzone (Tato Queirolo-Franco Bracardi)
5) Marisa Sannia - Quando m'innamoro (Mario Panzeri-Daniele Pace-Roberto Livraghi)
6) Alan Marrese - Canzone (Don Backy-Detto Mariano-Don Backy)
7) Aida Nola - Sera (Roberto Vecchioni-Andrea Lo Vecchio)



LATO B

1) Sergio Endrigo - Canzone per te (Sergio Endrigo-Sergio Bardotti-Sergio Endrigo)
2) Carmen Villani - Mi va di cantare (Vincenzo Buonassisi-Giorgio Bertero-Marino Marini-Aldo Valleroni)
3) Claudio Villa - Tu che non sorridi mai (Marisa Terzi-Sauro Sili)
4) Marisa Sannia - Casa bianca (Don Backy-Eligio La Valle-Don Backy)
5) Corrado Francia - La farfalla impazzita (Mogol-Lucio Battisti)
6) Gabriella Marchi - Il posto mio (Alberto Testa-Tony Renis)
7) Patrick Samson - Le opere di Bartolomeo (Sergio Bardotti- Ruggero Cini)

giovedì 14 febbraio 2013

AA.VV. - Le canzoni di Sanremo 1967 (Dischi Arlecchino)




Il debutto di Rosanna Fratello avviene nel 1967 in questa compilation sanremese della Arlecchino (disco tra i più richiesti al blog), l'etichetta milanese fondata dal cantante Enzo Amadori; la Fratello, pugliese di nascita, era cresciuta a Cinisello Balsamo, paese dell'hinterland milanese.
Non escludo che la cantante abbia inciso anche qualche 45 giri per questa casa discografica, che aveva una produzione abbondante (sia di cover di successi sia di brani originali): in questo doppio 33 giri canta tre canzoni di quell'edizione di Sanremo, "E' più forte di me" (in originale cantata da Tony Del Monaco e Betty Curtis), "Devi avere fiducia in me" (Carmelo Pagano e Roberta Amadei) e "Quando dico che ti amo" (Annarita Spinaci e Les Surf).
Gli altri cantanti sono quasi tutti sconosciuti, a parte ovviamente Enzo Amadori e Giancarlo Cajani, che parteciperà pochi anni dopo a Un disco per l'estate.
Le versioni delle canzoni sono più povere dal punto di vista degli arrangiamenti, segno dei pochi mezzi che l'Arlecchino aveva a disposizione: alcune comunque sono ugualmente piacevoli.
Particolare la versione di "Proposta", il brano dei Giganti, che si differenzia dall'originale per un'introduzione con un testo assente in quella del complesso; e sull'etichetta Lucio Battisti diventa...Battistini!
Più che altro una curiosità, che testimonia di quello che era il sottobosco discografico italiano negli anni '60.

LATO A

1) Enzo Amadori - Sopra i tetti azzurri del mio pazzo amore (Vito Pallavicini-Domenico Modugno)
2) Lella Ercoli - Ma piano (per non svegliarmi) (Gianni Meccia)
3) Vito Camarda - Non pensare a me (Alberto Testa-Eros Sciorilli)
4) Rosanna Fratello - E' più forte di me (Tony Del Monaco-Enrico Polito)
5) Carlo Biagi - E allora dai (Giorgio Gaber)
6) Maria De Andria - Io, tu e le rose (Daniele Pace-Mario Panzeri-Mario Giacomo Gili-Luigi Barazzetti)
7) Enzo Amadori - Quando vedrò (Marisa Terzi-Carlo Alberto Rossi)
8) Carlo Biagi - Uno come noi (Umberto Martucci-Giorgio Bertero-Marino Marini)

LATO B

1) Maria De Andria - Ciao amore, ciao (Luigi Tenco)
2) Enzo Amadori - Proposta (Alberto Carisch-Giordano Bruno Martelli)
3) Lella Ercoli - Per vedere quanto è grande il mondo (Mogol-Carlo Donida)
4) Carlo Biagi - Guardati alle spalle (Luciano Beretta-Daniele Pace-Mario Panzeri-Gianfranco Monaldi)
5) Paola Turchini - Gi (Vito Pallavicini-Antonio Amurri-Fred Bongusto)
6) Giancarlo Cajani - Nasce una vita (Sergio Bardotti-Jimmy Fontana)
7) Enzo Amadori - Bisogna saper perdere (Giuseppe Cassia-Ruggero Cini)

LATO C

1) Vito Camarda - Io per amore (Vito Pallavicini-Gino Paoli-Pino Donaggio)
2) Giancarlo Cajani - La rivoluzione (Mogol-Roberto Soffici)
3) Paola Turchini - Il cammino di ogni speranza (Umberto Napolitano)
4) Enzo Amadori - C'è chi spera (Daniele Pace-Mario Panzeri-Gene Colonnello)
5) Maria De Andria - Canta ragazzina (Claudio Marcello Depedrini-Iller Pattacini-Carlo Donida)
6) Carlo Biagi - Non prego per me (Mogol-Lucio Battisti)
7) Rosanna Fratello - Devi avere fiducia in me (Francesco Specchia-Renato Martini)
8) Enzo Amadori - Dove credi di andare (Sergio Endrigo)

LATO D

1) Rosanna Fratello - Quando dico che ti amo (Alberto Testa-Tony Renis)
2) Giancarlo Cajani - Dedicato all'amore (Alberto Testa-Daniele Pace-Flavio Carraresi)
3) Enzo Amadori - L'immensità (Mogol-Don Backy-Detto Mariano)
4) Lella Ercoli - La musica è finita (Nisa-Franco Califano-Umberto Bindi)
5) Enzo Amadori - Pietre (Ricky Gianco-Gian Pieretti)
6) Paola Turchini - Una ragazza (Vito Pallavicini-Bruno Pallesi-Walter Malgoni)
7) Carlo Biagi - Cuore matto (Armando Ambrosino-Totò Savio)

lunedì 11 febbraio 2013

AA.VV. - Sanremo '68 (CGD)












Ed anche quest'anno, puntuale come il Natale, la Pasqua e il 25 aprile, è arrivato Sanremo, e come di consueto qui nel blog dedichiamo alcuni post, a partire da oggi, a dischi legati a questa manifestazione: dischi del passato che ci fanno rimpiangere quelle vecchie edizioni del festival.....o è solo il rimpianto per il tempo passato e per, come dice il poeta, "la gioventù che non torna più"? Mah....
Come sapete per molti anni ogni casa discografica pubblicava la sua raccolta sul festival, con le canzoni dei cantanti che incidevano per lei in versione originale, mentre gli altri brani erano interpretati da altri cantanti dell'etichetta, a volte minori: in molte di queste antologie si trovano rarità di nomi poi diventati molto noti, da Claudio Baglioni a Lucio Dalla.
Oggi presentiamo la raccolta della CGD relativa al festival del 1968, come ricorderete vinto da "Canzone per te", bel brano scritto da Sergio Bardotti ed Endrigo ed interpretato dal cantautore di Pola in abbinamento con Roberto Carlos: proprio quest'ultima è la versione qui presente, ed ha il testo con alcune variazioni rispetto a quello di Endrigo: lo stesso cantautore istriano, nel bel libro curato da Doriano Fasoli e Stefano Crippa, “Sergio Endrigo. La voce dell'uomo” (pubblicato dalle Edizioni Associate nel 2002) a pagina 65 racconta il perché:

Lui l'ha incisa seguendo come riferimento il testo del provino, mentre nel frattempo io e Bardotti avevamo leggermente modificato le parole, e così la sua versione su disco è diversa da quella che ho inciso io”.

La canzone che apre il disco è invece in versione originale: si tratta di "La farfalla impazzita", scritta da un Lucio Battisti ancora poco conosciuto, che Dorelli presentò in abbinamento con Paul Anka.
Un altro nome ancora poco noto ma che in seguito diventerà uno dei cantautori italiani più famosi è Roberto Vecchioni, autore del testo di "Sera", su musica di Andrea Lo Vecchio, interpretata da Giuliana Valci e Gigliola Cinquetti: ho sempre trovato divertente foneticamente la coppia di autori Vecchioni-Lo Vecchio, e sarebbe divertente se i due tornassero a collaborare insieme scrivendo una canzone con Jovanotti....Vecchioni inciderà solo il ritornello di "Sera", all'interno del brano "Lui se n'è andato" che apre il 33 giri "Parabola".
Altri brani originali sono "Quando m'innamoro" dei Sandpipers, "La voce del silenzio" (con l'introduzione ispirata a Bach) di Paolo Limiti e “Da bambino”, che chiude il lato B del disco, e che Massimo Ranieri presentò in abbinamento con i Giganti, sicuramente più nelle corde del cantante napoletano che in quelle del complesso.
Lo stesso Ranieri interpreta "Canzone" di Don Backy, presente anche con "Casa bianca" cantata dai Camaleonti, la canzone cioè che fu la goccia che fece traboccare il vaso della sua pazienza e che gli fece abbandonare il Clan Celentano, tra carte bollate e avvocati.
Betty Curtis canta "Stanotte sentirai una canzone", in originale interpretata da Annarita Spinaci e dalla giapponese Yoko Kishi, ed il bel blues "La siepe", successo di Al Bano (in abbinamento con Bobbie Gentry).
I Profeti cantano anche loro due canzoni, la bruttina "La tramontana" interpretata da Antoine e Gianni Pettenati, e "Le opere di Bartolomeo", secondo me migliore, presentata dai Rokes dai Cowsills, mentre i piemontesi (di Pinerolo) Roll's 33 cantano "Il re d'Inghilterra" di Nino Ferrer (che l'autore interpreta con Pilade).
"Gli occhi miei", di Dino e Wilma Goich, è una bella canzone e Riccardo Del Turco si trova perfettamente a suo agio nell'interpretarla. 

LATO A

1) Johnny Dorelli - La farfalla impazzita (Mogol-Lucio Battisti)
2) Tony Del Monaco - La voce del silenzio (Mogol-Paolo Limiti-Elio Isola)
3) Betty Curtis - Stanotte sentirai una canzone (Tato Queirolo-Franco Bracardi)
4) Massimo Ranieri - Canzone (Don Backy-Detto Mariano-Don Backy)
5) I Profeti - La tramontana (Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) I Camaleonti - Casa bianca (Don Backy-Eligio La Valle-Don Backy)
7) Gigliola Cinquetti - Sera (Roberto Vecchioni-Andrea Lo Vecchio)

LATO B

1) I Sandpipers - Quando m'innamoro (Mario Panzeri-Daniele Pace-Roberto Livraghi)
2) Betty Curtis - La siepe (Vito Pallavicini-Pino Massara)
3) I Roll's 33 - Il re d'Inghilterra (Agostino Ferrari)
4) I Profeti - Le opere di Bartolomeo (Sergio Bardotti- Ruggero Cini)
5) Riccardo Del Turco - Gli occhi miei (Mogol-Carlo Donida)
6) Roberto Carlos - Canzone per te (Sergio Endrigo-Sergio Bardotti-Sergio Endrigo)
7) Massimo Ranieri - Da bambino (Riccardo Pradella-Renato Angiolini)

domenica 19 febbraio 2012

Gilda - Ragazza del sud/Nina la bionda (1975)












Come sapete, il festival è stato vinto quest'anno da Emma: ma qui sul blog parliamo invece di un'altra vincitrice, quella dell'edizione del 1975, Rosangela Scalabrino da Masserano, cioè Gilda. Di lei abbiamo già parlato in questo blog, raccontando gli inizi della sua carriera nel 1965, ed oggi presentiamo la sua canzone più nota, quella con con cui ha vinto Sanremo nel 1975, entrando comunque nella storia di questa manifestazione, “Ragazza del sud”.
Sicuramente in quell'anno il festival toccò il suo punto più basso per quel che riguarda il successo e il seguito del pubblico, anche a causa del boicottaggio di alcune case discografiche, che non iscrissero nessun loro artista, ed alla conseguente non copertura da parte della Rai proprio per la mancanza dei nomi di richiamo (l'artista più noto era Rosanna Fratello, seguita in misura minore da Angela Luce e poi da Nico dei Gabbiani ed il gruppo La Quinta Faccia).
Ma torniamo a Gilda ed alla sua "Ragazza del sud": la canzone ha un andamento un po’ da sagra paesana, e l’arrangiamento è curato dal maestro Raf Cristiano, che abbiamo già conosciuto sul blog.
Il brano sul lato B, “Nina la bionda”, è invece arrangiato da Mario Battaini ed ha un andamento che ricorda il sirtaki; il testo racconta la storia di una ragazza che abbandona il paese per andare a vivere in città, dove ahimè non troverà altro che dedicarsi al mestiere più antico del mondo.
Gilda è autrice di entrambi i brani.
Con questo chiudiamo la serie di post legati al Festival di Sanremo.

1) Ragazza del sud (Gilda)
2) Nina la bionda (Gilda)

sabato 18 febbraio 2012

Natalino Otto - VIII° Festival de San Remo (1958)












Negli anni ‘50 i cantanti erano soliti registrare, oltre alle canzoni con cui erano in gara, anche alcune versioni dei brani presentati dagli altri artisti: Natalino Otto incise vari album di questo tipo, e quello che presentiamo oggi è l’edizione brasiliana di uno di questi dischi, dedicato all’edizione del 1958 che è passata alla storia, come tutti sanno, per “Nel blu dipinto di blu”: nel retro di copertina vi è una frase tratta da “Musica e dischi” che definisce questa edizione come la più rivoluzionaria ed interessante.
In effetti molte sono le canzoni degne di nota che Natalino Otto ripropone: sicuramente da ricordare è “L’edera”, uno dei brani che era considerato tra i favoriti per la vittoria e che Modugno travolse, mentre “I trulli di Alberobello” ha come autore della musica un giovane Umberto Bindi (ed è obiettivamente molto distante dai capolavori che il cantautore genovese scriverà in coppia con Giorgio Calabrese).
Solo una canzone è stata presentata al festival da Natalino Otto, ed è “Fantastica”, canzone che è anche legata a Torino: infatti il testo è di Armando Costanzo, uno dei più noti parolieri torinesi, partecipante a tre festival (oltre a questo, anche nel 1953 e nel 1956), autore per Fred Buscaglione e Fiorella Giacon, e che qui sul blog abbiamo conosciuto presentando il disco dei fratelli Artero, “Good Bye, Sauze d’Oulx”.
Torniamo a Natalino Otto: in questo album è accompagnato da Alberto Semprini e dal suo sestetto, che era costituito da Pupo De Luca alla batteria, Walter Beduschi al basso, Mario Migliardi all’organo hammond, Bruno De Filippi alla chitarra, Ebe Mautino all’arpa e lo stesso Semprini al pianoforte.
Un album interessante, anche ascoltato oggi a distanza di più di cinquant’anni.
A fianco dei titoli e degli autori, abbiamo inserito gli esecutori originali dei brani riproposti da Natalino Otto, interprete su cui torneremo presto in altre occasioni.

LATO A

1) Nel blu dipinto di blu (Domenico Modugno-Franco Migliacci-Domenico Modugno) Johnny Dorelli e Domenico Modugno
2) Timida serenata (Nisa-Gino Redi) Carla Boni & Gino Latilla, e Aurelio Fierro & Gloria Christian
3) Cos’è un bacio (Vincenzo Rovi-Giampiero Boneschi) Claudio Villa & Gino Latilla e Gloria Christian
4) Fragole e cappellini (Mario Panzeri-Saverio Seracini) Claudio Villa & Duo Fasano; Aurelio Fierro & Trio Joyce
5) La canzone che piace a te (Raffaele Cutolo-Marino De Paolis-Mario Ruccione) Nilla Pizzi & Aurelio Fierro e Claudio Villa & Duo Fasano
6) Giuro d’amarti così (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Claudio Villa e Nilla Pizzi

LATO B

1) L’edera (Vincenzo D’Acquisto-Saverio Seracini) Nilla Pizzi e Tonina Torrielli
2) I trulli di Alberobello (Giovanni Ciocca-Umberto Bindi) Duo Fasano e Aurelio Fierro & Trio Joyce
3) Fantastica (Armando Costanzo-Coriolano Gori-Piero Bentivoglio) Johnny Dorelli e Natalino Otto
4) Campana di Santa Lucia (Bixio Cherubini-Carlo Concina) Claudio Villa e Giorgio Consolini
5) Amare un’altra (Riccardo Pazzaglia-Giorgio Fabor) Gino Latilla e Nilla Pizzi
6) Nozze d’oro (Franco Conti-Giorgio Cavalli-Enrico Canelli) Tonina Torrielli & Duo Fasano e Trio Joyce

venerdì 17 febbraio 2012

Marco Carena - Serenata/Accessori auto (1991)












Nel terzo post dedicato a Sanremo ritorniamo, dopo Antonella Bellan, ad un cantante torinese che ha partecipato al Festival, Marco Carena, che nel 1991, l’anno dopo aver vinto quello di Sanscemo, concorre a Sanremo: la canzone presentata, “Serenata”, si basa su una serie di doppi sensi generati dalla ripetizione della prima sillaba di una parola che richiama un'altra (da “chia…chia…chia…chiacchiera con me” a “tro….tro…tro….trovo che sia tardi”), secondo un uso tipico della canzone popolare.
Sul retro la già conosciuta “Accessori auto”, tratta dal primo album, che dopo Sanremo, secondo un abitudine deleteria che è una delle tante cause della crisi del mercato discografico, verrà ristampato con l’aggiunta di “Serenata” ed il titolo cambiato.

1) Serenata (Marco Carena)
2) Accessori auto (Marco Carena)

giovedì 16 febbraio 2012

AA.VV. - I cantanti stranieri al Festival di Sanremo (1964)












Questa raccolta pubblicata dalla Derby racchiude le interpretazioni di alcune canzoni presentate al festival di Sanremo del 1964 da artisti stranieri, con due eccezioni (cioè reinterpretazioni di canzoni cantate da altri).
Le versioni originali sono quelle di Gene Pitney, Patricia Carli, Bobby Rydell, Frida Boccara, Gil Fields e i Fraternity Brothers e Richard Moser jr.
Le due reinterpretazioni sono “Ieri ho incontrato mia madre” di Mike Clark (al festival presentata da Antonio Prieto e dal suo autore Gino Paoli) e “Motivo d’amore”, sempre cantata da Mike Clark (in originale interpretata da Frankie Avalon e da Pino Donaggio).
La pronuncia non è sempre impeccabile, e non tutte le canzoni sono allo stesso livello, ma certo impressiona la qualità degli autori di quel periodo (leggete i nomi: c’è la storia della musica leggera italiana, da Carlo Alberto Rossi a Mario Panzeri, da Giorgio Calabrese a Gorni Kramer, da Nisa a Bruno Pallesi), soprattutto se paragonata ai festival degli ultimi anni.

LATO A

1) Gene Pitney - Quando vedrai la mia ragazza (Carlo Rossi-Enrico Ciacci)
2) Patricia Carli – Non ho l’età (Mario Panzeri-Nisa-Gene Colonnello)
3) Bobby Rydell - Un bacio piccolissimo (Giovanni Ornati-Gino Mescoli)
4) Frida Boccara – L’ultimo tram (a mezzanotte) (Giorgio Calabrese-Eros Sciorilli)
5) Mike Clark - Ieri ho incontrato mia madre (Gino Paoli)
6) Gil Fields e i Fraternity Brothers - La prima che incontro (Vito Pallavicini-Gorni Kramer)

LATO B

1) Patricia Carli – Così felice (Giorgio Gaber)
2) Bobby Rydell – L’inverno cosa fai? (Nisa-Gene Colonnello)
3) Gene Pitney – E se domani (Giorgio Calabrese-Carlo Alberto Rossi)
4) Mike Clark – Motivo d’amore (Pino Donaggio)
5) Richard Moser jr - Tu piangi per niente (Vito Pallavicini-Piero Soffici)
6) Gil Fields e i Fraternity Brothers – Sabato sera (Bruno Pallesi-Gualtiero Malgoni)

mercoledì 15 febbraio 2012

Antonella Bellan – Lettera/Il regno d’amore (1975)












Ieri è iniziato il Festival di Sanremo e quindi, a partire da oggi, il blog presenterà alcuni dischi legati a questa manifestazione, come al solito alternando artisti legati a Torino o al Piemonte con altri del resto del mondo....e cominciamo subito con il Festival del 1975, una di quelle edizioni considerate "minori" ma che aveva in realtà in gara alcune belle canzoni e molti artisti interessanti, come Antonella Bellan, di cui abbiamo già parlato presentando il suo 45 giri “Chitarra e blue-jeans”, pubblicato nell’autunno del 1975: oggi invece presentiamo la canzone che, qualche mese prima, aveva portato Antonella alla ribalta nazionale del festival di Sanremo.
Così aveva scritto lei stessa nel commento al disco nel blog, in merito a “Lettera”: “Io non entrai in finale essendo la prima esclusa della mia serata. Ero piccola e tutto mi sembrò come avvolto in una sfera magica. Esperienza indimenticabile anche se, in quel momento, mi faceva rabbia la canzone che portavo al Festival, assolutamente non adatta alla mia personalità. Ma tant'è, mi ha permesso di conoscere persone straordinarie che altrimenti non avrei mai conosciuto come il grande Enrico Simonetti che dirigeva l'orchestra, e moltissime altre che ricordo sempre con un una certa commozione”.
Devo dire che “Lettera” è comunque una canzone orecchiabile, certo senza pretese, che mette comunque in evidenza le doti vocali di Antonella che, ricordiamolo, al momento della partecipazione al festival aveva solo sedici anni; il testo di Renato Scala e Luciana Medini racconta di un amore a distanza.
Meno interessante il retro, “Il regno d’amore”.

1) Lettera (Renato Scala-Luciana Medini-Pier Benito Greco-Mario Mellier)
2) Il regno d’amore (Luciana Medini-Mario Mellier)

giovedì 17 novembre 2011

AA.VV. – Dal XVII Festival di Sanremo (1967)


 









Devo dire che il post dell’altro giorno, quello sulla raccolta di Sanremo 1967 della Fonit-Cetra, ha riscosso particolarmente successo, e mi sono arrivate molte mail di ringraziamento ed alcuni che chiedevano l’iscrizione al blog proprio a causa di quel disco….ed allora ho pensato di farne un altro sempre su una raccolta di quel tipo, questa volta però della Ri-Fi (che mentre in copertina si intitola  "XVII Festival di Sanremo", nelle due etichette invece il titolo è riportato come "Dal XVII Festival di Sanremo"): e così, se in quel disco la canzone vincente “Non pensare a me” era nell’interpretazione di Claudio Villa, qui la troviamo nella versione di Iva Zanicchi. Altre incisioni originali, quindi di artisti dell’etichetta, sono “Proposta” dei bravi Giganti, “E allora dai” di Giorgi Gaber e “Devi avere fiducia in me” di Roberta Amadei.
“Proposta”, pur essendo firmata da Alberto Carisch con lo pseudonimo Albula e da Giordano Bruno Martelli, era stata scritta invece dai Giganti, come del resto quasi tutto il loro repertorio: solo che nessuno del gruppo era iscritto alla Siae…nel caso specifico, la musica era di Mino Di Martino, mentre il testo era stato scritto con la collaborazione di tutto il gruppo.
“E allora dai” in Siae ha anche la firma di Renato Angiolini come collaboratore alla musica; in più occasioni comunque Gaber ha ricordato che alla scrittura del brano aveva collaborato Franco Battiato (anche lui però non ancora iscritto alla Siae).
Tra le canzoni interpretate dai big sono particolarmente interessanti “Cuore matto” cantata da Fausto Leali, “L’immensità”, notissima anche nell’interpretazione di Mina (e, per inciso, una delle canzoni di quel festival ancora oggi proposta da giovani cantanti come Francesco Renga o i Negramaro, segno evidentemente della modernità della scrittura di Don Backy) e le due canzoni del gruppo beat bergamasco dei Mat 65, “Pietre” e “Bisogna saper perdere” (che furono anche pubblicate su 45 giri).
Anche la Ri-Fi dà spazio ad alcuni giovanissimi che con il senno di poi possiamo dire che sono rimasti sconosciuti: ci riferiamo ad esempio a Gianni Imberti (“La rivoluzione”), il misterioso Paolo T. (“Dove credi di andare” e “Io per amore”), Frank Orlando (“Quando dico che ti amo”) e il gruppo “The Classics” (“Per vedere quanto è grande il mondo” e “Io, tu e le rose”).
Una nota: la copertina non riporta la sequenza corretta delle canzoni, che è invece giusta sulle due etichette.
E’ un peccato che questo tipo di raccolte, che quasi sempre contenevano delle chicche interessanti, con il passare degli anni, siano state messe da parte e sostituite da quelle con tutte le versioni originali dei brani.

LATO A
1) Iva Zanicchi - Non pensare a me (Alberto Testa-Eros Sciorilli)
2) The Classics - Per vedere quanto è grande il mondo (Mogol-Carlo Donida)
3) Giorgio Gaber - E allora dai (Giorgio Gaber)
4) Fausto Leali - Cuore matto (Armando Ambrosino-Toto Savio)
5) Roberta Amadei - Devi avere fiducia in me (Francesco Specchia-Renato Martini)
6) Mat 65 - Pietre (Ricky Gianco-Gian Pieretti)
7) Paolo T. - Dove credi di andare (Sergio Endrigo)

LATO B
1) Mina - L’immensità (Mogol-Don Backy-Detto Mariano)
2) Frank Orlando - Quando dico che ti amo (Alberto Testa-Tony Renis)
3) I Giganti - Proposta (Albula-Giordano Bruno Martelli)
4) Paolo T. - Io per amore (Vito Pallavicini-Pino Donaggio)
5) Mat 65 - Bisogna saper perdere (Pino Cassia-Ruggero Cini)
6) The Classics - Io, tu e le rose (Daniele Pace-Mario Panzeri-Luigi Barazzetti-Mario Giacomo Gili)
7) Gianni Imberti - La rivoluzione (Mogol-Piero Soffici)

martedì 15 novembre 2011

AA.VV. - 14 canzoni di Sanremo '67 (1967)













Come si sa, dagli anni ’50 fino ai primi anni ’70 non esistevano le raccolte con le canzoni di Sanremo come oggi, ma ogni casa discografica pubblicava la sua raccolta, inserendo quindi in originale le canzoni presentate dai suoi cantanti, e facendo eseguire le altre da cantanti della propria scuderia.
In alcuni casi questi dischi sono diventati molto richiesti dai collezionisti perché, a volte, sono presenti versioni di canzoni eseguite da personaggi magari al momento non molto conosciuti ma destinati, nel giro di due o tre anni, a scalare le classifiche: e così, ad esempio, nella raccolta del 1966 della Dischi Ricordi troviamo Lucio Battisti che canta “Adesso sì” di Endrigo, mentre in quella dell’RCA del 1971 c’è Claudio Baglioni con “13 storia d’oggi” di Al Bano.
Quello che presentiamo oggi è il disco della Cetra sul festival di Sanremo del 1967: le versioni originali presenti sono “Non pensare a me” di Claudio Villa, che è la canzone vincitrice, “Dove credi di andare” di Sergio Endrigo, “La rivoluzione” di Gianni Pettenati (una delle due canzoni citate da Tenco nel suo biglietto d’addio) , “Gi” di Fred Bongusto (sicuramente non tra i suoi brani memorabili) e “Io per amore” di Carmen Villani.
A proposito di quest’ultimo brano, una curiosità: in Siae la canzone risulta scritta da Donaggio per la musica e da Vito Pallavicini in collaborazione con Gino Paoli per il testo, ma nelle varie etichette delle pubblicazioni di questa canzone, il nome di Paoli scompare.
Tra le altre canzoni, sono da ricordare “C’è chi spera”, ben eseguita dalla Sannia (in origine era stata presentata da Riki Maiocchi e da Marianne Fatithfull); gli Juniors, di cui abbiamo parlato già in un altro post, eseguono una versione accelerata di “Bisogna saper perdere” (Lucio Dalla e i Rokes) e “Uno come noi” (Milva e Los Bravos), mentre Franco Tozzi canta la celeberrima “Cuore matto”.
Alcuni brani sono affidati a giovani promesse che si riveleranno essere delle meteore: mi riferisco ad Antonio Marchese che canta “E’ più forte di me”, Gabriella Marchi (pochi mesi dopo sarà a “Un disco per l’estate”) , che passa da “Ciao amore ciao” a “Io, tu e le rose”, e Mara Danesi (che aveva partecipato qualche mese prima a “Un disco per l’estate”), che interpreta “Per vedere quanto è grande il mondo”.
Una curiosità su “Io, tu e le rose”: nei dischi appaiono le firme di Pace, Panzeri e Brinniti, ma quest’ultimo è uno pseudonimo…solo che non so di chi, perché in Siae le firme sono quattro e non tre, ed oltre a Pace e Panzeri ci sono Luigi Barazzetti e Mario Giacomo Gili: uno di questi due è Brinniti, ma chi?
Anche in “Canta ragazzina”, interpretata dalla storica Marisa Brando, cantante attiva soprattutto nella seconda metà degli anni ’50, vi è uno pseudonimo tra le firme, Prog, forse usato dal paroliere Claudio Marcello Depedrini (e non dal coautore della musica Donida).
I vari arrangiamenti sono curati da Giancarlo Chiaramello e Augusto Martelli, tranne “Canta ragazzina”, arrangiata da Alberto Pizzigoni (l’ex componenter del quartetto di Renato Carosone, nonché figlio del Maestro Pietro Pizzigoni), e “Ciao amore ciao”, arrangiata da Luciano Zuccheri.

LATO A

1) Claudio Villa - Non pensare a me (Alberto Testa-Eros Sciorilli)
2) Gianni Pettenati - La rivoluzione (Mogol-Piero Soffici)
3) Marisa Sannia - C’è chi spera (Daniele Pace-Gene Colonnello-Mario Panzeri)
4) Fred Bongusto - Gi (Vito Pallavicini-Antonio Amurri-Fred Bongusto)
5) Gabriella Marchi - Ciao amore ciao (Luigi Tenco)
6) Antonio Marchese - E’ più forte di me (Tony Del Monaco-Enrico Polito)
7) The Juniors - Bisogna saper perdere (Pino Cassia-Ruggero Cini)

LATO B

1) Sergio Endrigo - Dove credi di andare (Sergio Endrigo)
2) Carmen Villani - Io per amore (Vito Pallavicini-Pino Donaggio)
3) Franco Tozzi - Cuore matto (Armando Ambrosino-Toto Savio)
4) Gabriella Marchi - Io, tu e le rose (Daniele Pace-Mario Panzeri-Luigi Barazzetti-Mario Giacomo Gili)
5) The Juniors - Uno come noi (Marino Marini - Giorgio Bertero-Umberto Martucci)
6) Mara Danesi - Per vedere quanto è grande il mondo (Mogol-Carlo Donida)
7) Marisa Brando - Canta ragazzina (Claudio Marcello Depedrini-Iller Pattacini-Carlo Donida)

lunedì 21 febbraio 2011

Gianni Morandi – EP flexy












In appendice ai post sanremesi, oggi presentiamo un disco del presentatore del festival, Gianni Morandi: è un disco stranissimo, innanzitutto perché si tratta di un flexy celeste inciso da entrambi i lati, ed è l’unico che ho di questo tipo: gli altri hanno soltanto un lato inciso (non sono a conoscenza di altri flexy incisi da tutti e due i lati, se qualcuno ne sa qualcosa in più mi faccia sapere).
Ma non basta: è anche l’unico che ho che contiene quattro canzoni (gira a 33 giri).
Si tratta di una stampa russa, anzi per meglio dire sovietica, visto che l’etichetta è la Melòdia, la casa discografica di stato dell’Urss, nonché l’unica esistente fino alla caduta del muro di Berlino (caduta che ha causato tra l’altro la diffusione in Europa dei dischi delle t.A.T.u.).
Le quattro canzoni presenti sono tutte già edite in Italia, e le versioni mi paiono, ad un primo ascolto, le stesse: si tratta di “Fumo negli occhi” (versione in italiano di “Smoke gets in your eyes”, con il testo di Calibi, pseudonimo di Mariano Rapetti, padre di Mogol) , “Il giocattolo”, “La mia ragazza sa” e “In cerca di te”, successo di Nella Colombo del 1945.
Non vi è riportata la data ma, dalle canzoni inserite, tutte tratte da "Gianni 5", sicuramente è posteriore al 1968.

1) In cerca di te (solo me ne vo per la città) (Gian Carlo Testoni-Eros Sciorilli)
2) La mia ragazza sa (Franco Migliacci-Dario Farina-Piero Pintucci)
3) Il giocattolo (Franco Migliacci-Ubaldo Continiello-Bruno Zambrini-Luis Enriquez Bacalov)
4) Fumo negli occhi (Calibi-Jerome Kern-Otto Harbach)

sabato 19 febbraio 2011

La Strana Società – Andiamo via/Ma che ragione hai (1976)













E concludiamo questo excursus di quattro giorni su Sanremo con un complesso torinese, "La Strana Società", che partecipò al festival due anni di seguito, nel 1976 e nel 1977: ci soffermiamo sulla prima partecipazione, con “Andiamo via”, una canzone melodica che ricorda i Santo California, con una musica decisamente non memorabile, al confine con la banalità….e dire che tra gli autori ci sono nomi come Luigi Albertelli, Corrado Conti ed il maestro Franco Cassano.
Il maestro Cassano è autore anche della musica di “Ma che ragione hai” (pur firmandosi con lo pseudonimo Vostock), mentre il testo è del cantante della "Strana Società", Celestino Scaringella, e di Valerio Liboni; la canzone risale in realtà all’anno prececedente, infatti era già stata inserita come lato B del 45 giri “Cucciolo di donna”.
Ne approfitto per chiarire alcune cose sul gruppo, correggendo alcune imprecisioni lette qui e là, in libri e siti: la prima cosa è che il gruppo nasce da alcuni elementi che avevano suonato in precedenza nella seconda formazione dei "Ragazzi del Sole", storico gruppo beat torinese, che in vari momenti avevano abbandonato il gruppo originale (tra la fine del 1969 e i primi mesi del 1971), gruppo che NON si era sciolto (visto che continuò l'attività fino al 1983) ma aveva solo cambiato elementi....ma ai "Ragazzi del Sole" dedicheremo molti post in seguito, visto che l'intenzione è quella di ripercorrere la loro discografia completa.
Torniamo a "La Strana Societa": i primi componenti erano Valerio Liboni (batteria, ideatore del complesso), Gianni Foresti (basso), Carlo Lena (tastiere e chitarre) Cesare Gianotti (tastiere) e Celestino Scaringella (voce solista).
Foresti è il primo che lascia il gruppo, sostituito da Alfonso Dalicco nel 1973; nel 1974 Lena abbandona La Strana Società (oggi vive in Liguria, e qui potete visitare il suo sito), ed è sostituito da Roger Riccobono, mentre l'anno dopo è lo stesso Riccobono a lasciare il gruppo, sostituito da Umberto Tozzi (che registra due 45 giri), tra cui il citato "Cucciolo di donna/Ma che ragione hai", e che a sua volta è sostituito da Luigi Catalano.
La formazione quindi di Sanremo (e del lato A di questo disco) è Scaringella, Liboni, Dalicco, Gianotti e Catalano (come del resto si può vedere dalle cinque fotografie in copertina).

1) Andiamo via (Luigi Albertelli-Corrado Conti-Franco Cassano)
2) Ma che ragione hai (Valerio Liboni-Celestino Scaringella-Franco Cassano)

venerdì 18 febbraio 2011

Paolo Mengoli – Ahi! Che male che mi fai-Io senza te (1970)













Nel 1970 il festival viene vinto dalla celeberrima “Chi non lavora non fa l’amore”, che non è certamente la canzone migliore (come spesso succede....) : a mio parere sono sicuramente meglio la seconda e la terza, e cioè “La prima cosa bella” e “L’arca di Noè”.
Ma non parleremo delle canzoni famosissime (da “Eternità” a “La spada nel cuore”, da “Tipitipitì” a “Pa’ diglielo a ma’”), bensì, come al solito, di una scelta tra quelle dimenticate o quasi…..ed ho pensato ad “Ahi! Che male che mi fai”, la canzone che è presentata da Mengoli in abbinamento con “I Ragazzi della via Gluck”, e viene eliminata.
Mengoli è noto soprattutto per una canzone, “Perché l’hai fatto” (scritta da Mino Reitano) e per essere stato uno dei componenti della Nazionale Italiana Cantanti (…mi pare nel ruolo di portiere); in realtà ha inciso molte altre canzoni, e per due o tre anni ha frequentato le manifestazioni musicali dell’epoca come il “Cantagiro” o “Un disco per l’estate”.
Tornando ad “Ahi! Che male che mi fai”, la musica è scritta da Toto Cutugno (questo è il suo primo festival come autore), su testo di Cristiano Minellono, ed è sicuramente valorizzata dall’arrangiamento curato da Nando De Luca.
Mengoli, a mio parere, ricorda in certi momenti Gianni Morandi, suo conterraneo.
Il brano sul retro, “Io senza te”, ha una linea melodica più originale, scritta da Alfredo Ferrari, autore che ha lavorato spesso per il gruppo Ariston; l’arrangiamento di Massimo Salerno (fratello di Alberto, autore del testo, e figlio di Nicola Salerno, noto con lo pseudonimo Nisa e autore di molti testi per Carosone) è basato sul contrasto tra la strofa, con le percussioni, la batteria e l’organo in evidenza, ed il ritornello più tradizionale, con l’orchestra d’archi.

1) Ahi! Che male mi fai (Cristiano Minellono-Toto Cutugno)
2) Io senza te (Alberto Salerno-Alberto Ferrari)

giovedì 17 febbraio 2011

Rita Pavone – Zucchero-Nostalgia (1969)












Molti sono stati i cantanti torinesi che, a partire dal 1951 con il Duo Fasano, hanno partecipato alle varie edizioni del Festival di Sanremo: per limitarci alle ultime edizioni, abbiamo avuto i Subsonica con “Tutti i miei sbagli” (2000), gli Statuto con “Abbiamo vinto il festival di Sanremo” (1992), gli Eiffel ’65 con “Quelli che non hanno età” (2003), i Dottor Livingstone con “Al centro del mondo” (1999)….insomma, c’era l’imbarazzo della scelta, ma alla fine è caduta su Rita Pavone, cioè sulla più celebre cantante nata sotto la Mole ed a cui il blog non aveva ancora dedicato un post, finora (anche se su di lei ne sono pronti alcuni su varie rarità).
La canzone presentata a Sanremo nel 1969 da Pel di carota è “Zucchero”, scritta da Mogol e Luigi Clausetti (che si firma usando lo pseudonimo Ascri) per il testo e da Roberto Guscelli con il maestro Piero Soffici ed il figlio Roberto Soffici per la musica….viene, in genere, considerata un pezzo minore nella discografia della Pavone ma, riascoltandola, non mi sembra per niente male….!
Merito anche dell’arrangiamento, curato da John Fiddy, bassista ed arrangiatore con nomi quali David Essex e Petula Clark, di cui potete vedere un'immagine qui mentre invece qui potete leggere alcune notizie biografiche su di lui.
Dimenticabile invece il lato B, “Nostalgia”, scritta da Luigi Claudio per il testo e da Vittorio Bezzi e Carlo Scartocci (che si firma con lo pseudonimo Arden, che usava anche per le sue incisioni) per la musica.

1) Zucchero (Mogol–Luigi Clausetti-Roberto Guscelli-Piero Soffici-Roberto Soffici)
2) Nostalgia (Luigi Claudio-Vittorio Bezzi-Carlo Scartocci)

mercoledì 16 febbraio 2011

Angelica – Portami via-...e suonavano così (1972)












Come tutti sapete, è iniziato il Festival di Sanremo….e quindi, come avevo anticipato ieri, mi pareva giusto ricordarlo nel blog con un post, cercando però non uno dei “soliti” cantanti, ma tra i personaggi minori (spesso solo per fama e non per meriti artistici).
Ed ho pensato ad Angelica, una ragazza che come tante altre (Dominga, Niki, Barbara Lory, Lillian, per citarne alcune) ha tentato di emergere nel periodo a cavallo tra gli anni ’60 e i ’70, partecipando anche a molte manifestazioni musicali dell’epoca, senza però riuscire a fare il grande salto sul carrozzone della celebrità.
Angelica partecipa al Festival del 1972, vinto da Nicola Di Bari, che vede la partecipazione tra gli altri dei Delirium di Ivano Fossati con la celeberrima “Jesahel”, di Marcella con “Montagne verdi”, di Lucio Dalla con “Piazza Grande”, di Anna Identici con “Era bello il mio ragazzo” e di Gianni Morandi con quella che, a mio parere, è forse la sua canzone più brutta: “Vado a lavorare”.
Angelica non riesce ad andare in finale ed è eliminata, in buona compagnia: ci sono artisti come Pino Donaggio, Bobby Solo, i Nuovi Angeli, Michele, Fausto Leali ed una certa Carla Bissi (futura vincitrice).
Ma passiamo alla canzone: “Portami via” ha un andamento da sirtaki che mi ricorda certe canzoni di Iva Zanicchi del periodo (da “Fiume amaro” a “La riva bianca, la riva nera”), e devo dire che anche la voce di Angelica ha delle similitudini con quella dell’Aquila di Ligonchio: ovviamente si parva licet (la Zanicchi è ad un livello superiore).
Sul retro viene invece riciclata “…e suonavano così”, già pubblicata su 45 giri nel 1970, canzone gradevole ed orecchiabile.
Tutto sommato Angelica (al secolo Donatella Farinelli, nata a Castelleone, in provincia di Cremona, il 14 giugno 1947) avrebbe meritato maggior fortuna:

1) Portami via (Luciana Medini-Mario Mellier)
2) …e suonavano così (Luciana Medini-Mario Mellier)