Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Enzo Jannacci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Enzo Jannacci. Mostra tutti i post

domenica 8 ottobre 2017

Massimo Boldi - Sei repellente Elisa/Mangiato le mele (1977)













Nel 1977 l'Ultima Spiaggia pubblica un 45 giri dell'ex batterista del gruppo beat Pattuglia Azzurra, in seguito batterista del cantante Claudio Lippi e poi del Derby, dove conosce Enzo Jannacci: si tratta di Massimo Boldi, che prima di debuttare come cabarettista a Canzonissima 1974, condotta da Cochi e Renato con Raffaella Carrà, ha lavorato per un decennio come sessionman. Proprio Jannacci è stato l'artefice del suo debutto nel cabaret, come ha raccontato lo stesso Boldi: «Ho conosciuto Jannacci facendo il batterista al Derby: legammo subito, lui era anche medico all'Ospedale Maggiore in via Francesco Sforza e a volte quando smontava veniva a pranzo a casa mia, mia moglie Marisa gli preparava la pasta. Divenne anche il mio medico. Comunque lui sosteneva che avessi una faccia comica, che la gente rideva solo a guardarmi, e mi spinse sul palco. In breve, quando ormai avevo deciso di diventare taxista, avevo anche già comprato la 124 bianca, mi chiamò e mi disse che avrei fatto Canzonissima con Cochi e Renato. Io ero preso dalla paura, ma alla fine da lì è cominciato tutto». E sempre Jannacci è il deus ex machina di questo 45 giri: in questo periodo anche lui infatti incide per l'Ultima Spiaggia. La canzone sul lato A verrà incisa anche da Jannacci nell'album "Discogreve", con il titolo “Zan Zan le belle rane” (con questo titolo sarà il lato B del successivo 45 giri di Boldi). Paolo Tomelleri ci ha raccontato che nella canzone la batteria è suonata da Ellade Bandini: «Per “Zan zan le belle rane” di Massimo Boldi le registrazioni furono fatte negli studi “La Basilica”, quelli che usava la EMI, io suono e alla batteria c'è Ellade Bandini, gli altri sono i soliti musicisti di Jannacci»  In “Mangiato le mele” collabora al testo il cantautore Gianfranco Manfredi (anche lui all'Ultima Spiaggia), mentre la musica è composta da Jannacci insieme a Roberto Colombo, e si tratta della prima collaborazione tra il tastierista milanese e il cantautore. Nel ritornello Boldi inserisce la frase “canta Onliù” nell'ultimo verso, come tre anni dopo farà Jannacci in “Quello che canta onliù”.

1) Sei repellente Elisa (Enzo Jannacci-Massimo Boldi-Enzo Jannacci)
2) Mangiato le mele (Gianfranco Manfredi-Massimo Boldi-Enzo Jannacci-Roberto Colombo)

giovedì 19 maggio 2016

Lino Toffolo - Lino Toffolo (1970)



Questo post dedicato al secondo LP di Lino Toffolo era programmato già da alcune settimane, e rientra nella serie di album mai ristampati in CD: il fato ha voluto che proprio ieri l'attore e cantautore veneziano ci abbia lasciato a ottantun'anni, compiuti a dicembre.
Ho intervistato Lino Toffolo cinque o sei anni fa per il libro su Enzo Jannacci: come spesso accade il dialogo aveva poi spaziato su tutta la sua carriera e non solo sulla collaborazione tra i due, e mi ricordo anche che mi era sembrato che fosse un po' malinconico per il fatto di ritenersi dimenticato, e non fosse così contento di ripercorrere i momenti principali della sua carriera, ma forse era solo una mia impressione.
Parlammo anche di questo disco pubblicato nel 1970 dalla RCA Italiana, che tra le altre contiene "Gastu ma pensà": questa canzone in origine era inserita nel primo album di Toffolo, intitolato anche questo con il suo nome e cognome e pubblicato nel 1966 dalla Fonit-Cetra, ma poi Enzo Jannacci, che aveva ascoltato il brano e se n'era innamorato, chiese a Toffolo di poterla incidere in italiano, cosa che fece nel 1968 nel suo 33 giri "Vengo anch'io. No, tu no", intitolandola "Hai pensato mai".
Vi riporto questa parte dell'intervista:
 
«”Hai pensato mai” è stato il primo punto di collaborazione tra Jannacci e me, perché con Enzo dopo abbiamo fatto anche serate in due, alla Capannina... anche con Gaber ho fatto serate. Io questa canzone la cantavo tutte le sere, ed era una canzone delicata, di quelle più incisive diciamo... ne avevo anche altre, ma questa aveva particolarmente successo. E una sera Enzo mi ha detto “Senti, ti dispiace se la incido in italiano?” “No, non mi dispiace, anzi mi fa piacere”. Mi era già capitato anche con Lauzi, che aveva inciso un altro mio brano, “Su le nuvole”, che è un po' più melodica: sono cose che fanno sempre piacere. Enzo mi ha detto appunto che la voleva fare in italiano: bisogna dire che il testo è in un veneziano facile, abbastanza comprensibile, quindi il testo lo ha scritto lui. Gli unici due punti che gli ho tradotto io sono stati proprio il titolo ed una riga in cui ci sono le parole “de bombaso”, che in veneto è il cotone idrofilo, e venne fuori “scalini di bambagia”. Non sapevo però che la cosa sarebbe stata depositata in SIAE, e così mi sono ritrovato in uno dei rendiconti semestrali “Hai pensato mai”, versione in italiano di “Gastu mai pensà”, ma in realtà l'ha tradotta lui. Poi in seguito, durante le serate insieme, me l'ha fatta cantare. Enzo era un grande artista ed era facile collaborare, c'era una stima reciproca massima ed infatti abbiamo fatto molte serate insieme: in genere io facevo una parte ed Enzo un'altra, ma c'è stato un pezzo che lui mi ha chiesto di fare insieme, si trattava di un duetto in cui facevamo due barboni che venivano assunti al Derby, infatti avevamo iniziato a farlo lì, poi lo facemmo in giro. In questo pezzo tra l'altro io suonavo il violino e lui suonava il trombone, ma davvero, ed andava sempre a finire che poi ci mandavano via. Io suonavo bene il violino ed un po' il pianoforte, Enzo invece suonava benissimo il piano mentre col trombone faceva giusto due o tre note.
Io invece facevo un brano da “Sherazade” di Rimskij Korsakov, che ha un pezzo di violino virtuosistico, facevo solo due battute ma faceva effetto sulla gente perché nessuno pensava che lo suonassi: ma anche se è un pezzetto corto per farlo devi saper suonare
».

Questo è il motivo per cui il cantautore e attore veneto decise di reinserire nuovamente la canzone in questo disco, che complessivamente si differenzia dal primo che era molto più vicino al folk ed era cantato tutto in lingua veneta perchè, oltre ad avere la maggioranza dei brani in italiano, ha anche arrangiamenti, curati da Luciano Michelini, più vicini al gusto dell'epoca.
Molto nota è la canzone che apre il disco, "Ah lavorare è bello", che Toffolo presentò anche in televisione e il cui testo mette alla berlina il consumismo, già allora dilagante; il brano seguente, "Tu sei", è una delicata canzone d'amore, con l'armonica in evidenza, mentre "I chierichetti" è un breve bozzetto tra i più conosciuti di Toffolo, con un testo poetico  e una musica da madrigale.
Con "Ma che vuoi Luisa" si torna al Toffolo spiritoso, che descrive una di quelle donne sempre insoddisfatte del loro uomo; "Voglio un sole che sia sole" è una canzone d'autore in cui Toffolo fa un'analisi della società dell'epoca mettendone in luce le ipocrisie; il testo risulta essere ancora attuale.
La bella "Senza dire una parola" ricorda certe tristi canzoni d'amore di Jannacci, mentre "E tu vuoi tu" è un dialogo di Toffolo con Dio, cantato con la voce da ubriaco. credo sia la prima canzone che parla (anche) delle truffe alimentari, profetizzando lo scandalo del vino al metanolo.
"Ciumbalailà" è l'unico brano con un testo non di Toffolo, è infatti una ripresa di alcune strofe tradizionali popolari ("chi vuol bere per dimenticare deve pagarmi prima di bere"), ed è seguito da una versione strumentale per flauto de "I chierichetti".
In "Già che son di passaggio" Toffolo ritorna ad interpretare l'ubriaco che si rivolge all'amata; di "Gastu mai pensà" abbiamo già parlato, mentre il conclusivo "Il tango dell'amore" è un tango che rifà il verso al folk da ballo ed è forse l'episodio più dimenticabile del disco.
Collaborano ai cori i "Cantori Moderni" di Alessandro Alessandroni e i "4+4" di Nora Orlandi, mentre Roberto Formentini è l'assistente musicale.
In definitiva un altro album che, se esistesse una discografia seria in Italia, sarebbe da ristampare subito in CD.

LATO A

1) Ah, lavorare è bello
2) Tu sei
3) I chierichetti
4) Ma che vuoi Luisa
5) voglio un sole che sia sole
6) Senza dire una parola

LATO B

1) E tu vedi tu
2) Ciumbailalà
3) I chierichetti (strumentale)
4) Già che son di passaggio
5) Gastu mai pensà
6) Il tango dell'amore

mercoledì 23 ottobre 2013

Enzo Jannacci - Jannacci Enzo (1972)



Continuiamo con la presentazione dei dischi di Jannacci inediti su CD con questo disco pubblicato a settembre del 1972 e che è sicuramente uno dei più rari tra quelli incisi dal cantautore, anche per le poche vendite, inferiori a quelle solitamente già basse degli altri album jannacciani.
Tre le canzoni nuove, mentre sei sono nuove versioni di vecchi brani: "La giostra" diventerà nota alcuni anni dopo cantata da Milva, con il titolo cambiato in "La rossa" ed alcune piccole modifiche al testo, "Una tristezza che si chiamasse Maddalena" (con un testo che fa riferimento alla strage di piazza Fontana) era già stata incisa da Nicola Arigliano e dai Domodossola, ed infine "Ragazzo padre", con il testo scritto da Bruno Lauzi, che è la canzone più nota, pubblicata anche su 45 giri, con un contrasto tra la strofa quasi tenchiana (....ascoltate in sequenza questa canzone e "Mi sono innamorato di te") ed il ritornello tipicamente jannacciano.
Le sei nuove versioni sono scelte tra il repertorio inciso per la Jolly, tralasciando quindi i primi brani per la Ricordi: sono canzoni storiche, da "Faceva il palo" a "El portava i scarp del tennis", ma in generale sono preferibili gli originali, specialmente per "Ti te se no" (con una tastierina di sottofondo spesso fastidiosa) e "Dona che te durmivet"; si tratta comunque in questi casi di un'opera di divulgazione che in altre occasioni Jannacci farà decisamente in modo migliore, e mi riferisco soprattutto al disco del 2004 "Milano 3.6.2005", arrangiato superbamente dal figlio Paolo.
Una citazione a parte per il brano di apertura, "E sapere", che è la traduzione in italiano di "E savè", tratta da "Sei minuti all'alba": Jannacci recita i versi mentre il coro in sottofondo canta la canzone in dialetto, come nell'originale.
Curata la grafica del disco, apribile, con una finestra vuota al centro che consente di vedere una parte dell'interno, con Jannacci in giacca e cravatta: aprendolo si scopre che il cantautore è in mutande.
La produzione è di Italo Greco e Paolo Dossena; Greco cura anche gli arrangiamenti con Alberto Baldan, e purtroppo non sono riportati i musicisti.

LATO A

1) E sapere (Enzo Jannacci)
2) La giostra (Enzo Jannacci)
3) El portava i scarp del tennis (Enzo Jannacci)
4) Dona che te durmivet (Enzo Jannacci)

LATO B

1) Una tristezza che si chiamasse Maddalena (Enzo Jannacci)
2) Faceva il palo (Walter Valdi-Enzo Jannacci)
3) Ti te se no (Enzo Jannacci)
4) Prendeva il treno (Enzo Jannacci)
5) Ragazzo padre (Bruno Lauzi-Enzo Jannacci)

mercoledì 14 agosto 2013

Enzo Jannacci - El me indiriss/Quelli che... (1975)












In Italia anche quei pochi discografici illuminati, sottolineo pochi, quando provano a ripubblicare vecchi album che hanno fatto la storia della canzone italiana non riescono a fare un'operazione che sia completa sotto tutti i punti di vista: prendiamo a mo' di esempio le ristampe, pubblicate anche in cofanetto, dei quattro album che Jannacci ha inciso per l'Ultima Spiaggia e curate dall'Ala Bianca di Toni Verona....bene, c'erano molte tracce che potevano essere inserite come bonus track, ad esempio la versione di "Vincenzia e la fabbrica" pubblicata nel 1974 su 45 giri.
Ebbene, nulla: a parte il lavoro di rimasterizzazione curato da Paolo Jannacci, effettivamente ben curato, i quattro dischi non hanno nessun inedito...allora cominciamo a rimediare noi, iniziando dalle versioni del 45 giri di due brani dal primo di questi album, "Quelli che...." del 1975.
La particolarità è che entrambe le canzoni sono diverse rispetto a quelle pubblicate sul 33 giri: "El me indiriss" è in italiano invece che in milanese, e "Quelli che..." ha un testo per la maggior parte diverso, con altre battute divertenti ("Quelli che ci sanno fare con le donne ma anche con gli uomini....Quelli che non hanno mai visto il primo uomo sulla luna....Quelli che si guardano allo specchio e non ci sembra vero").
Ma la celeberrima "Quelli che..." ha avuto anche una terza versione, quella inserita nella colonna sonora del film di Lina Wertmuller "Pasqualino Settebellezze", e la trovate come bonus track in questo post (insieme alle due versioni del 33 giri dei due brani); la versione dell'album è la più lunga, circa 8 minuti.
Ritornando a "El me indirizz" bisogna ammettere però che la versione in italiano perde in intensità ed in espressività, segno che a volte il dialetto (anche se in realtà per l'importanza che ha avuto dal punto di vista letterario e artistico il milanese è una lingua) è la forma migliore per esprimere certe realtà come, nel caso specifico della canzone, l'infanzia povera nelle periferie urbane nel secondo dopoguerra...sarebbe interessante farsi raccontare da Antonio Balducci come è nato il testo.
Buon ferragosto a tutti gli amici del blog che non sono in vacanza e che ci seguono anche nel pieno dell'estate.

1) El me indiriss (Antonio Balducci-Enzo Jannacci)
2) Quelli che... (Enzo Jannacci)
Bonus track: 3) El me indiriss (versione 33 giri) (Antonio Balducci-Enzo Jannacci)
          4) Quelli che... (versione 33 giri) (Enzo Jannacci)
          5) Quelli che.... (Versione dal film "Pasqualino Settebellezze") (Enzo Jannacci)

sabato 4 maggio 2013

Pino Donaggio - Certe volte... (1976)


Nel 1979 Enzo Jannacci inserisce nel suo album “Fotoricordo” una canzone intitolata “Mario”, che viene anche promossa in alcuni passaggi televisivi e che ottiene successo, entrando a far parte del repertorio live del cantautore (nel 1989 verrà anche inserita nel doppio album dal vivo “30 anni senza andare fuori tempo” e nel 2002 nel cd tratto da un'esibizione alla televisione della Svizzera italiana).
Pochi però sanno che Jannacci è solo interprete del brano: gli autori sono infatti Danilo Franchi per il testo e Pino Donaggio per la musica, ed il cantautore veneziano ha già inciso “Mario” tre anni prima, in un 33 giri passato quasi inosservato ed intitolato “Certe volte....”, che è proprio il tema del post di oggi.
Dicevamo che il disco non ha avuto un gran riscontro: questo principalmente perché la Produttori Associati non si occupa più di tanto della promozione, essendo il suo titolare Tony Casetta occupato in quel periodo ad allestire gli Stone Castle Studio di Carimate (e di lì a poco la casa discografica infatti fallirà, nonostante la sua storia quasi ventennale pur con altre denominazioni).
L'LP però è molto interessante, e rispetto ad altri prodotti della canzone d'autore di quel periodo non sfigura per nulla: questo senza dubbio per le qualità di musicista di Donaggio che ben conosciamo (e che lo porteranno ad essere uno dei più noti autori di colonne sonore italiani), per l'attenzione ai testi di cui è autore (tranne che per tre casi, la citata “Mario” e “Disturno amore” di Danilo Franchi e “Naturale”, con il testo di un giovanissimo cantautore della stessa etichetta, Massimo Bubola) e per la cura nella realizzazione (partecipano all'incisione musicisti come Tullio De Piscopo, Andy Surdi, Gigi Cappellotto, Sergio Farina, Claudio Bazzari, lo stesso Bubola all'armonica a bocca, mentre l'ex ribelle Natala Massara si occupa degli arrangiamenti).
Tra le canzoni da ricordare, oltre a quelle citate, la quasi title track, “Certe volte a Venezia”, che risente di certe atmosfere della canzone francese, “Se fosse vostro padre” su un amore vissuto in terza età e “Disturbo, amore”.
Un disco da riscoprire, se vi riesce di trovarlo...!
Ovviamente la bonus track è la versione di "Mario" cantata da Jannacci.

LATO A

1) Certe volte a Venezia (Pino Donaggio)
2) Naturale (Massimo Bubola-Pino Donaggio)
3) L'equilibrista (Pino Donaggio)
4) Confusione di fiabe (Pino Donaggio)
5) Se fosse vostro padre (Pino Donaggio)

LATO B

1) Quando una stanza è una stanza (Pino Donaggio)
2) Fratello mio (Pino Donaggio)
3) Disturbo, amore (Danilo Franchi-Pino Donaggio)
4) Mario (Danilo Franchi-Pino Donaggio)

Bonus track: 1) Enzo Jannacci - Mario (Danilo Franchi-Pino Donaggio) (1979)

mercoledì 3 aprile 2013

Una canzone, una storia - Sfiorisci bel fiore












Concludiamo oggi la trilogia omaggio ad Enzo Jannacci (ma non i post a lui dedicati). Non è "Vengo anch'io.No, tu no" la canzone del medico cantautore più nota nel mondo, ma è "Sfiorisci bel fiore": questo grazie a Gigliola Cinquetti, come vedremo....ma andiamo per ordine.
Nella stagione teatrale 1964-65 Jannacci allestisce con Dario Fo uno spettacolo, "22 canzoni", che ottiene molto successo (come si può dedurre leggendo le varie recensioni sui quotidiani dell'epoca): in esso vengono presentate alcune canzoni scritte dai due e già incise in precedenza ("L'Armando", ad esempio), con altre inedite (di cui 3 o 4 scritte dal solo Jannacci ed una cover di Fausto Amodei, "Qualcosa da aspettare") che vengono poi inserite in un album, "Enzo Jannacci in teatro"....tra esse c'è "Sfiorisci bel fiore" che, poco dopo l'incisione dal vivo, viene pubblicata su 45 giri nell'aprile 1965.
In questo periodo le vendite dei dischi del cantautore milanese non sono certo esaltanti, e così sarà fino al boom di "Vengo anch'io. No, tu no" con l'eccezione di alcuni 45 giri che vendono qualche migliaia di copie in più della media ("L'Armando" e "Faceva il palo", ad esempio, grazie anche alle apparizioni televisive): anche "Sfiorisci bel fiore" quindi non entra in classifica.
 
Pochi mesi dopo, a settembre, Gigliola Cinquetti incide il brano in un 45 giri tris insieme ad altre due canzoni, "Un bel posto" (cover di "I know a place", successo di Petula Clark) e "Mille anni": tutte e tre le canzoni sono arrangiate da Gianfranco Monaldi; poco tempo dopo la cantante veronese pubblica la canzone in francese, con il testo di Françoise Dorin, paroliera francese autrice di molte canzoni per, tra gli altri, Line Renaud, Richard Anthony, Mireille Mathieu, Claude François, e questa versione vende circa due milioni di copie (anche in Canada, dove verrà pubblicato un 45 giri nel 1971 con sul retro "Vole, petite hirondelle", cover di "Volano le rondini" con il testo di Charles Level).

"Sfiorisci bel fiore" viene reinterpretata dai Nuovi Trovieri, gruppo folk lombardo, in un album molto raro pubblicato se non erro nel 1969, e viene poi ripresa da Mina in un album dedicato a Jannacci del 1977 ("Mina quasi Jannacci), da Pierangelo Bertoli nel 1987 (nel suo "Canzone d'autore",  in cui omaggia alcuni colleghi cantautori eletta schiera come Luigi Tenco in "Vedrai vedrai" o De André con "Un giudice"), e da Francesco De Gregori nel 1993 nel disco dal vivo "Il bandito e il campione"; in ultimo lo stesso Jannacci la reincide nel disco antologico "The best" del 2006.
Il brano sul lato B del 45 giri del 1965 di Jannacci,  "Non è vero", è una canzone d'amore con una tromba in evidenza nell'arrangiamento: curiosamente quando la Saar ha deciso di includerla in un antologia del 2005 intitolata "Le più belle canzoni di Enzo Jannacci" per errore è stato usato non il master originale ma quello di un provino, con il solo pianoforte: e chissà quante altre gemme sono nascoste negli archivi delle case discografiche.

  1) Enzo Jannacci - Sfiorisci bel fiore (1965 - 45 giri) (Enzo Jannacci)
  2) Enzo Jannacci - Non è vero (1965 - 45 giri) (Enzo Jannacci)
  3) Enzo Jannacci - Non è vero (2005 - da "Le più belle canzoni di Enzo Jannacci) (Enzo Jannacci)
  4) Enzo Jannacci - Sfiorisci bel fiore (1965 - dal vivo da "In teatro") (Enzo Jannacci)
  4) Gigliola Cinquetti - Un bel posto (1965) Vito Pallavicini-Tony Hatch)
  5) Gigliola Cinquetti - Sfiorisci bel fiore (1965) (Enzo Jannacci)
  6) Gigliola Cinquetti - Mille anni (1965) (Daniele Pace-Roger Dumas-Jean-Jacques Debout)
  7) Gigliola Cinquetti - Les filles et le roses (1971) (Françoise Dorin-Enzo Jannacci)
  8) Gigliola Cinquetti - Vole, petite hirondelle (1971) (Charles Level-Daniele Pace-Mario Panzeri-Lorenzo Pilat)
  9) Mina - Sfiorisci bel fiore (1977) (Enzo Jannacci)
10) Pierangelo Bertoli - Sfiorisci bel fiore (1987) (Enzo Jannacci)
11) Francesco De Gregori - Sfiorisci bel fiore (1993) (Enzo Jannacci)
12) Enzo Jannacci - Sfiorisci bel fiore (2006) (Enzo Jannacci)

lunedì 1 aprile 2013

I Brutos - Vengo anch'io. No, tu no/Con due occhi così (1968) & Vanna Brosio - Una vita difficile-Una lettera (1975)













Il secondo post che dedichiamo ad Enzo Jannacci è in realtà una doppia riproposizione di due 45 giri torinesi già apparsi nel blog: il primo, del 1968, racchiude una versione del successo di quell'anno del cantautore, "Vengo anch'io. No, tu no", eseguita dai Brutos.
Come avevamo scritto nel post originale, la versione dei Brutos, ha una piccola differenza ad un certo punto del testo: nella strofa “Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale”, alla domanda “Vengo anch’io” la risposta è “Sì tu sì”, ed allo steso modo continua poi il ritornello successivo, mentre musicalmente si caratterizza per il violino, che sostituisce il trombone della versione di Jannacci.
Il secondo disco è invece di Vanna Brosio, la bella e sfortunata cantante torinese che nel 1975 pubblicò un 45 giri con due canzoni scritte entrambe da Jannacci, "Una vita difficile" e "Una lettera", ed arrangiate entrambe da Nando De Luca, collaboratore abituale di Jannacci.
Jannacci inciderà “Una vita difficile” nell’album “L’uomo a metà” del 2003 , mentre “Una lettera” era già conosciuta in quanto incisa da Nicola Arigliano nel 1971 nell’album “Una sera allo Studio 7 di Napoli”, ma con il titolo “La lettera”: entrambi i brani li trovate come bonus track in questo post.

1) I Brutos - Vengo anch’io. No, tu no (Enzo Jannacci-Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci)
2) I Brutos - Con due occhi così (Giuseppe Maniscalco-Alvaro Alvisi-Luciano Zotti)
3) Vanna Brosio - Una vita difficile (Enzo Jannacci)
4) Vanna Brosio - Una lettera (Enzo Jannacci)

Bonus tracks:

5) Enzo Jannacci - Una vita difficile (Enzo Jannacci)
6) Nicola Arigliano - La lettera (Enzo Jannacci)

sabato 30 marzo 2013

Enzo Jannacci - Duetti, rarità, curiosità & cover 1960-2008 - Vol. 1°












Ho sempre ritenuto Enzo Jannacci uno dei più importanti, se non il più importante in assoluto, tra i cantautori italiani: e con i Powerillusi abbiamo proposto in concerto sue canzoni sin dal 1987 (ed una l'abbiamo anche incisa nel 1989).
Da bambino mi aveva colpito, come molti nati come me negli anni '60, "Vengo anch'io.No tu no", e mi ricordo l'estate del 1968 a Cattolica in cui, bambino, con il mio amico Giulio Di Santo cantavamo in spiaggia la canzone dividendoci le parti a seconda dell'esecuzione ("Adesso io canto Vengo anch'io e tu dici No tu no, poi facciamo cambio").
Con il passare degli anni l'ho poi riscoperto da adolescente, per la precisione nel 1979, con un album che si intitolava "Fotoricordo" e che fu il primo suo disco che comprai: naturalmente qui e là mi capitava ancora di ascoltare qualche suo brano in televisione (mi ricordo ad esempio "Secondo te che gusto c'è" sigla di un programma televisivo con un'animazione di Bruno Bozzetto), ospite di qualche programma che guardavano i miei genitori (da "Senza rete" a "Il poeta e il contadino"), ma fu "Fotoricordo" che mi fece scoprire la sua caratteristica principale, e cioè il suo cantare gli ultimi con uno sguardo che cercava di leggere la commozione e la pena per la condizione umana attraverso il filtro dell'ironia e della satira (pensate, per capirci, alla vicenda de "L'Armando" o a "La disperazione della pietà" o, per restare all'album "Fotoricordo", a "Io e te" o "Natalia").
In pochi mesi, cercando tra le bancarelle di via Po riuscii a procurarmi qualche album precedente come "Quelli che..." (altro capolavoro), "O vivere o ridere" e l'antologia pubblicata dalla RCA Linea Tre "Così ride Enzo Jannacci", scoprendo gemme come "Vincenzina e la fabbrica", "Rido", "Il bonzo", "Ragazzo padre".
E a seguire fu pubblicato un altro album imperdibile, "Ci vuole orecchio".....anni dopo mi venne naturale, quando iniziai a muovere i primi passi su Internet, creare un sito (o meglio, un tentativo di sito....) dedicato a Jannacci: cercai con l'aiuto di amici (Franco Settimo, Enrico Bellino, Livio Benerecetti tra gli altri) di ricostruire la discografia del medico cantautore, direi per la prima volta: il frutto di quel lavoro si concretizzò anche in un articolo pubblicato da Fernando Fratarcangeli su "Raro!" (che riguardava i primi anni della sua discografia).
Mi ricordo che quando feci vedere a Paolo, il figlio di Enzo che tutti conosciamo, alcuni 45 giri degli anni '60 incisi dal padre, mi aveva detto non solo che la maggior parte non li aveva conservati, ma che lui stesso girava tra i mercatini di dischi per cercare quelli incisi dal padre e che gli mancavano.
Con Franco Settimo e Michele Neri ho poi collaborato per la ricostruzione (questa volta completa temporalmente) della discografia pubblicata su "Musica leggera", e sempre con Franco abbiamo lavorato ad un libro direi molto completo che doveva essere pubblicato dalla Coniglio Editore ma che, per tanti motivi, è ancora inedito, ahimè.
E mi è sembrato naturale e ovvio, oggi, dare il mio ringraziamento a Enzo Jannacci ed alle emozioni che mi hanno procurato nel corso di questi anni le suo canzoni con questo post, in cui ho racchiuso alcune (non tutte, infatti si intitola volume 1....) rarità, curiosità, cover e duetti: non posso ovviamente per questioni di spazio dilungarmi su tutte come vorrei, ma possiamo ricordare che "Non occupatemi il telefono" è tratto da un flexi-disc allegato alla rivista "Il musichiere" ed eseguito con Giorgio Gaber (la canzone era stata incisa peraltro anche da Gino Paoli e da Sergio Endrigo con il complesso di Riccardo Rauchi, ed anche "L'ombrello di mio fratello" nella versione di Gionchetta era allegato ad una rivista, "Nuova Enigmistica Tascabile".
"L'artista" è tratta dallo spettacolo "Milanin Milanon" del 1962, e si differenzia dalla versione che fu incisa sul 45 giri perché quest'ultima è in italiano.
"Passaggio a livello" venne incisa da Tenco durante il suo periodo Jolly e pubblicata postuma in una raccolta, mentre "Il gruista" è tratta da un programma televisivo del 1967 (Jannacci la inciderà solo più di vent'anni dopo nell'album "Guarda la fotografia"); "Bogo el loco", scritta da Luis Eduardo Aute per l'argentino Luis Aguilé è la versione originale di "Bobo Merenda", mentre "Il pacco", un recitato sulla base di "Ci vuole orecchio", fu pubblicata nell'album omonimo ma soltanto nella versione in cassetta (....ed ovviamente quando il disco fu ristampato in cd la Ricordi nemmeno si sognò di allegarlo come bonus track....).
"Nustalgia de Milan" era contenuta in una raccolta omaggio a Giovanni D'Anzi, "Musical" in una delle raccolta pubblicate dal Club Tenco e la versione strumentale di "Tira a campà" era inserita nella colonna sonora del film di Lina Wertmuller "Pasqualino Settebellezze"; anche "Piccoli equivoci" faceva parte di una colonna sonora, quella del film omonimo di Ricky Tognazzi, mentre altre canzoni sono tratte da dischi di vari colleghi di Jannacci con cui ha, a volte, duettato (Baccini, Baglioni, il cabarettista Osvaldo Ardenghi), tranne "Bartali" che è invece tratto dalla raccolta del 2006 "The best".
Tra questi duetti mi piace ricordare quello con i Selton in "Pedro Pedreiro": il gruppo brasiliano ha dedicato al repertorio di Jannacci un intero album, intitolato "Banana à Milanesa".
Vi sono infine cover di canzoni di Jannacci eseguite da Drupi ("Senza parole"), ancora Baglioni ("Vengo anch'io. No, tu no") e i Powerillusi, come ho ricordato prima, e due omaggi che Jannacci ha voluto dedicare a due sue colleghi come Bindi ed Endrigo; anche "Via del Campo", canzone di cui Jannacci è autore della musica, è stato un omaggio per De André, l'autore del testo che l'aveva incisa nel 1967.
Apre il disco "L'uomo a metà" dall'album omonimo del 2003, che considero una delle canzoni più belle di Jannacci, mentre la chiusura è affidata a "Geppina", un divertissement che venne pubblicato solo nel sito ufficiale del cantante in formato mp3 scaricabile (e che ora è ovviamente introvabile).
Anche i prossimi due post saranno legati a Jannacci, mentre per il secondo volume di questa raccolta dovrete attendere un po'.

  1) Enzo Jannacci - L'uomo a metà (Enzo & Paolo Jannacci) - 2003
  2) I Due Corsari - Non occupatemi il telefono (Franco Franchi-Gianfranco Reverberi) - 1960
  3) Rino Gionchetta - L'ombrello di suo fratello (Enzo Jannacci) - 1965
  4) Luigi Tenco - Passaggio a livello (Enzo Jannacci) - 1972
  5) Enzo Jannacci - Il gruista (Enzo Jannacci) - 1967
  6) Enzo Jannacci - L'artista (Enzo Jannacci) - 1962
  7) Luis Aguilé - Bogo el loco (Luis Eduardo Aute) - 1967
  8) Enzo Jannacci e Osvaldo Ardenghi - Il bonzo (Dario Fo-Aurelio Ponzoni-Dario Fo) - 2004
  9) Enzo Jannacci - Il pacco (Enzo Jannacci) - 1980
10) Enzo Jannacci - Nustalgia de Milan (Giovanni D'Anzi) - 1980
11) Enzo Jannacci - Musical (Enzo Jannacci) - 1993
12) Enzo Jannacci & Paolo Conte - Bartali (Paolo Conte) - 2004
13) Enzo Jannacci & Claudio Baglioni - E la vita la vita (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto) - 1997
14) Enzo Jannacci - Tira a campà (strumentale) (Lina Wertmüller-Beppe Viola-Enzo Jannacci) - 1975
15) Enzo Jannacci & Francesco Baccini - Canzone in allegria (Francesco Baccini) - 1997
16) Claudio Baglioni - Vengo anch'io.No, tu no (Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci) - 2006
17) Enzo Jannacci - Piccoli equivoci (Enzo Jannacci) - 1990
18) Powerillusi - Il monumento (Enzo Jannacci) - 1989
19) Drupi - Senza parole (Riccardo Piferi-Antonio Galbiati-Mark Harris-Enzo Jannacci) - 1990
20) Enzo Jannaci - Via del Campo (Fabrizio De André-Enzo Jannacci) - 2001
21) Enzo Jannacci - Io che amo solo te (Sergio Endrigo) - 2002
22) Enzo Jannacci & i Selton - Pedro Pedreiro (Enzo Jannacci-Giorgio Calabrese-Chico Buarque de           Hollanda) - 2008
23) Enzo Jannacci - Arrivederci (Giorgio Calabrese-Umberto Bindi) - 2003
24) Enzo Jannacci - Geppina (Francesco Saverio Mangieri) - 2001

venerdì 22 marzo 2013

Enzo Jannacci - La mia gente (1970)












Recentemente sono stati ristampati in cd i quattro album di Jannacci incisi per l'Ultima Spiaggia dal 1975 al 1979; mancano però ancora all'appello molti LP, in particolare quelli del periodo Jolly e quelli incisi per la ARC e l'RCA, come il disco che presentiamo oggi, "La mia gente", pubblicato a marzo del 1970 e prodotto da Nanni Ricordi.
Il 33 giri è costituito tutto da canzoni inedite (tranne "Gli zingari", canzone che Jannacci aveva presentato a Canzonissima e che era stata già pubblicata su 45 giri l'anno precedente come retro di "Il terzino d'Olanda") ed è uno dei più interessanti del cantautore milanese, con alcuni piccoli capolavori quali "Il duomo di Milano", ingiustamente dimenticata.
"Il dritto", con musica scritta da Nando De Luca e con la collaborazione al testo di Anita Parenzo, verrà reincisa anni dopo nell'LP "Ci vuole orecchio" e da Milva nell'album "La rossa"; è una canzone in cui emerge la sarcastica rassegnazione al fato (il protagonista finisce la sua vita in un incidente d'auto contro un muro, ma la musica che accompagna il triste testo è allegra e ritmata). 
"E la marcia va" è uno dei brani, non inciso prima, dello spettacolo 22 canzoni, scritto da Fo e Jannacci e presentato dal cantautore nel 1965, mentre "El carrete" e "Il piantatore di pellame" sono state scritte insieme a Cochi e Renato (che le incideranno in seguito, e durante alcune partecipazioni televisive sono state eseguite dai tre insieme), e sono le due canzoni più nonsense dell'intero disco.
Altro brano divertente è "Il metrò" (poi inserito nel 1974 nella ristampa di "Vengo anch'io. No, tu no"): sia il testo, sia la musica de "Il metrò" sono di Bruno Lauzi, che la incise con il titolo "Sul metrò".
Completano il disco le due canzoni incluse, in versioni leggermente diverse, nel relativo 45 giri "Mexico e nuvole" e "Pensare che...", pubblicato poco tempo dopo: la musica di "Mexico e nuvole" è attribuita da tutti a Paolo Conte, ma se si verifica nel sito SIAE si vedrà che è invece firmata dal fratello Giorgio e dal musicista astigiano Michele Virano.
Gli arrangiamenti sono curati da Nando De Luca, tranne "Il duomo di Milano", "70 persone" e "La mia gente", arrangiata da Luis Enriquez Bacalov, e "Gli zingari", curata dallo stesso Jannacci.

LATO A

1) Maria me porten via (Enzo Jannacci)
2) Il dritto (Enzo Jannacci-Anita Parenzo-Nando De Luca)
3) E la marcia va (Dario Fo-Enzo Jannacci)
4) Il duomo di Milano (Enzo Jannacci)
5) Il metrò (Bruno Lauzi)
6) 70 persone (Enzo Jannacci)

LATO B

1) Pensare che... (Enzo Jannacci)
2) La mia gente (Enzo Jannacci)
3) El carrete (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)
4) Gli zingari (Enzo Jannacci)
5) Il piantatore di pellame (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)
6) Mexico e nuvole (Vito Pallavicini-Giorgio Conte-Michele Virano)

lunedì 30 luglio 2012

AA.VV. - Ospedali & malattie

SERIE “LE GRANDI RACCOLTE PER LA GIOVENTU' “ - VOL. 7

Il blog riapre oggi, dopo qualche giorno di assenza per i motivi che sapete....ed a questo proposito ho pensato di ricominciare con il settimo volume della serie “Le grandi raccolte per la gioventù” (dal celebre slogan delle figurine Panini), raccolte (e non compilation, come si usa oggi) musicali virtuali, compilate in maniera tematica, per la gioventù in quanto si spera che possano essere utili per i più giovani lettori del blog....e, per rimanere in tema con l'assenza, ho pensato di trattare le canzoni che, in un modo o nell'altro, hanno a che fare con gli ospedali e le malattie.
Per chi fosse interessato, comunque: tutto è andato bene, c'erano più di cento calcoli, ed ora sono in convalescenza.












OSPEDALI & MALATTIE

La raccolta si apre con “L'amico” di Giorgio Gaber, tratto dall'album “I borghesi” del 1971, e racconta un dialogo con un amico malato terminale in ospedale; la canzone verrà ripresa anche dal vivo nello spettacolo “Dialogo tra un impiegato e un non so” l'anno successivo.
Gaber è l'unico autore di cui sono presenti due canzoni: l'altra è “Gildo”, successiva di dieci anni, in cui viene descritto il rapporto con un vicino di letto in ospedale.
Fabrizio De André è presente anch'egli come autore con due canzoni, “Un medico” e “Un malato di cuore”, ma di quest'ultima ho inserito la versione di Morgan nella reincisione dell'album “Non al denaro, non all'amore né al cielo”.
Jannacci, con "Natalia" (tratta da uno dei suoi capolavori, "Fotoricordo", del 1979) descrive un episodio di quella che è stata per anni la sua vera professione, il chirurgo, con un'operazione al cuore ad una bambina torinese.
In realtà non tutte le canzoni parlano di malattie in senso letterale: “Malatia” di Peppino Di Capri è, ad esempio, una canzone d'amore.
Pierdavide Carone e Dente sono due rappresentanti della nuova generazione della canzone d'autore, e la canzone di Carone in particolare ha un testo molto azzeccato; i Litfiba e i Prozac + sono due esponenti del rock italiano a cavallo tra gli '80 e i '90.
“No dottore” è uno dei testi di Mogol più particolari, trattando (seppur in maniera velata) di un omicidio, mentre il duetto di Mina e Beppe Grillo “Dottore” ha un elenco di medicinali (un ansiolitico, omeopatico, ecc...) che ben si adatta al tema.
Non poteva mancare “Pigliate 'na pastiglia” di Carosone (canta Napoli, Napoli in farmacia), mentre “Angelo Raffaeele” di Al Bano è l'inno ufficiale dell'ospedale San Raffaele di Milano (quello di don Verzé, per intenderci...).Completano la raccolta l'Equipe 84, la Berté, la Vanoni e Mal (quest'ultimo con una canzone tratta da un album del 1976), mentre la conclusione in chiave comica è affidata a Walter Chiari.

  1) Giorgio Gaber - L'amico (1971)
  2) Peppino Di Capri - Malatia (1958)
  3) Pierdavide Carone - La ballata dell'ospedale (2010)
  4) Equipe 84 - Clinica Fior di Loto SPA (1973)
  5) Enzo Jannacci - Natalia (1979)
  6) Fabrizio De André - Un medico (1971)
  7) Morgan - Un malato di cuore (2005)
  8) Litfiba - Febbre (1986).
  9) Lucio Battisti - No dottore (1976)
10) Mina & Beppe Grillo - Dottore (1996)
11) Giorgio Gaber - Gildo (1981)
12) Ornella Vanoni - Sto male (1973)
13) Renato Carosone - Pigliate 'na pastiglia (1958)
14) Mal - Una malattia (1976)
15) Prozac + - Pastiglie (1996)
16) Loredana Bertè - Quanto costa dottore (1983)
17) Dente - Pastiglie (2003)
18) Al Bano - Angelo Raffaele (2001)
19) Walter Chiari - La strana malattia di Ciccio (1963)

martedì 29 novembre 2011

Vanna Brosio - Una vita difficile/Una lettera (1975)












Prima o poi il blog doveva presentare un 45 giri di Vanna Brosio, la bella cantante e showgirl torinese, purtroppo scomparsa prematuramente, che viene citata anche nel testo introduttivo dell’homepage (ricordando la trasmissione “Adesso musica”): parlando, come facciamo spesso, di personaggi musicali legati a Torino e al Piemonte la Brosio non poteva mancare.
E ne parliamo con questo disco del 1975, che ha la particolarità che le due canzoni sono scritte da Enzo Jannacci (ed arrangiate entrambe da Nando De Luca, collaboratore abituale di Jannacci).
Nell’album “L’uomo a metà” del 2003 Jannacci inciderà “Una vita difficile”, mentre invece “Una lettera” era già conosciuta in quanto incisa da Nicola Arigliano nel 1971 nell’album “Una sera allo Studio 7 di Napoli”, ma con il titolo “La lettera”.
Vanna Brosio faceva parte di quella schiera di cantanti come Romina Power o Viola Valentino che si caratterizzano per il tono “flebile” della loro voce, diciamo così….la Brosio ha inciso dischi per anni, senza raggiungere mai veramente il successo come cantante, ma ha saputo comunque reinventarsi come presentatrice, quasi mai però in ruoli di primo piano (qualche anno fa ha lavorato anche in un programma sportivo con Biscardi).
Negli ultimi anni era un po’ sparita dalle scene, ritirandosi qui vicino, a Piossasco, dove è scomparsa a soli 67 anni.

1) Una vita difficile (Enzo Jannacci)
2) Una lettera (Enzo Jannacci)

Bonus tracks:

3) Enzo Jannacci - Una vita difficile (Enzo Jannacci)
4) Nicola Arigliano - La lettera (Enzo Jannacci)

venerdì 28 ottobre 2011

Enzo Jannacci e Giorgio Gaber (1972)


 







Il post di oggi nasce da una richiesta di Alessandro Bellapasta di Pontedera, un amico del blog: si tratta di un album pubblicato nel 1972 dalla Family Records, che era l'antenata della serie Orizzonte, e quindi la collana economica della Dischi Ricordi.
Il disco raccoglie tutta (o quasi, come vedremo) la produzione realizzata da Gaber e Jannacci nel biennio 1959-1960 con la denominazione “I Due Corsari”...ho scritto “quasi” perché, oltre alle 12 canzoni del 33 giri, i due incisero altri due brani per la rivista “Il Musichiere”, “Non occupatemi il telefono” e “Comme facette mammeta”, che furono stampati solo su flexy disc (ma qui li trovate come bonus tracks).
Ho esaudito oggi la richiesta di Alessandro perchè due giorni fa è stata pubblicata (finalmente, è proprio il caso di dirlo!!) la ristampa in cd dello storico album “Quelli che...”, inciso da Jannacci nel 1975 per l'Ultima Spiaggia....e non è tutto: è prevista per il 22 novembre la pubblicazione di un cofanetto quadruplo che racchiuderà tutti e quattro i dischi incisi per quell'etichetta, compreso il bellissimo “Fotoricordo”.....tutto ciò a cura dell'Ala Bianca di Tony Verona, che da ormai un decennio segue il cantautore milanese.
In un mondo discografico allo sbando, quando c'è una buona notizia, è bello e giusto farla conoscere il più possibile.
Il disco è stato ristampato più volte nella serie Orizzonte, ma mai in CD.
Tra gli autori dei brani, da citare Franco Franchi, di cui abbiamo parlato già in passato, il maestro Mario Bertolazzi, Mogol (il cui nome però è assente sull'etichetta, pur essendo in realtà presente in Siae), il doppiatore e attore Nino Scardina, Gian Franco Reverberi, Migliacci, Bruno De Filippi, all'epoca nei Campioni, Luciano Beretta, Ezio Leoni e, in due brani, il papà del Vampiro.

LATO A

1) Una fetta di limone (Umberto Simonetta-Giorgio Gaber)
2) Corsari scozzesi (Franco Franchi-Gian Franco Reverberi)
3) Dormi piccino (Umberto Simonetta-Mario Bertolazzi)
4) Ehi!...Stella (Giorgio Calabrese-Gian Franco Reverberi)
5) Una fiaba (Mogol-Davide Pennati-Giorgio Gaber)
6) 24 ore (Giorgio Calabrese-Gian Franco Reverberi)

LATO B

1) Zitto prego (Giorgio Gaber-Enzo Jannacci)
2) Birra (Franco Franchi-Gian Franco Reverberi)
3) Il cane e la stella (Nino Scardina-Enzo Jannacci)
4) Teddy girl (Luciano Beretta-Ezio Leoni)
5) Perchè non con me (Franco Franchi-Gino Paoli-Gian Franco Reverberi)
6) Tintarella di luna (Franco Migliacci-Bruno De Filippi)

BONUS TRACKS:

1) Non occupatemi il telefono
2) Comme facette mammeta

venerdì 16 settembre 2011

I Brutos - Vengo anch'io. No, tu no/Con due occhi così (1968)












Invito tutti i lettori del blog a visitare la nuova versione del sito di Gerry dei Brutos, www.gerrybruno.it: questo perché con la nuova versione sono stati inseriti molti video interessanti sul gruppo torinese, oltre che foto e ricordi di tanti anni di carriera: tutto veramente molto interessante….ed in occasione del nuovo sito presento un'altra incisione dei Brutos, risalente al 1968: sono cambiate molte cose, Jack Guerrini ha iniziato una carriera da solista, ahimé scarsa di soddisfazioni (e due anni dopo scomparirà in un tragico incidente), ed è stato sostituito da Nat Pioppi…inoltre anche Maccione, a causa di alcune tensioni interne, ha lasciato il gruppo e, dopo un tentativo malriuscito di creare un “clone” dei Brutos, i Divini, si è dedicato alla carriera di attore, che gli darà moltissime soddisfazioni (di recente Maccione ha interpretato la parte del boss mafioso in “La leggenda di Al, John e Jack” di Aldo, Giovanni e Giacomo); Maccione viene sostituito dapprima da Dante Cleri, poi da Tino Cervi ed infine da Alvaro Alvisi.
Infine anche Elio Piatti ha lasciato il gruppo, sostituito da Umberto Di Dario, poi da Giorgio Astore e, dal 1964, dal pugliese Dino Cassio, che sicuramente molti di voi ricorderanno nel “Pap’occhio” di Renzo Arbore (è il cantante di “Non correre papà”).
Discograficamente i Brutos hanno continuato ad incidere in Francia, mentre in Italia, oltre che in vari spettacoli televisivi, sono diventati anche testimonial della cera Grey a Carosello.
Il ritorno ai dischi avviene grazie a Carlo Alberto Rossi, che per la sua Car Juke-box pubblica una cover del successo di Jannacci dello stesso anno, “Vengo anch’io. No, tu no”.
Mi ha sempre incuriosito tra gli autori della canzone la presenza, tra i noti Fo e Fiorentini, di Core: in realtà in Siae questo nome (uno pseudonimo?) non c’è…ed anche nei dischi di Jannacci non sempre viene riportato.
La versione dei Brutos, rispetto all’originale, ha una piccola differenza ad un certo punto del testo,
nella strofa “Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale”, alla domanda “Vengo anch’io” la risposta è “Sì tu sì”, ed allo steso modo continua il ritornello successivo.
Musicalmente si caratterizza per il violino, che sostituisce il trombone della versione di Jannacci.
“Con due occhi così” ha un arrangiamento a metà tra il rhythm & blues e il beat; la canzone è seria, distante quindi dalla comicità tipica del gruppo torinese; è firmata anche dal nuovo arrivato Alvisi, che firma il testo insieme a Giuseppe Maniscalco, mentre la musica è del maestro Luciano Zotti, il musicista barese fondatore del gruppo “I cinque del sud”.
Gli arrangiamenti delle due canzoni sono del maestro Sauro Sili, e l’etichetta ci informa che le canzoni sono state registrate negli studi Fonorama di Milano (che erano di proprietà di Carlo Alberto Rossi).

1) Vengo anch’io. No, tu no (Enzo Jannacci-Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci)
2) Con due occhi così (Giuseppe Maniscalco-Alvaro Alvisi-Luciano Zotti)

giovedì 19 maggio 2011

AA.VV - Cabaret (1981)












La K-Tel era un’etichetta discografica nata in Canada che, tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80, si specializzò nella pubblicazione di dischi antologici, le famose compilation (notissime le varie “Italian graffiti”); in Italia la distribuzione era affidata alla RCA.
Oggi parliamo di una di queste compilation, intitolata “Cabaret” e curata da Marco Gaido: una raccolta interessante, suddivisa in quattro parti, corrispondenti ai lati dei due dischi.
La prima, “Personaggi di vita e malavita” (in copertina però vi è solo scritto ‘’Vita e malavita’’, mentre il titolo completo è solo sull’etichetta), racchiude canzoni ambientate nel mondo della mala: non può mancare ovviamente la Vanoni, cantante della mala per eccellenza, con “Hanno ammazzato il Mario in bicicletta”, testo molto noto di Dario Fo su musica di Fiorenzo Carpi.
Vi sono poi “L’Armando” di Jannacci, “Veronica”, sempre del medico cantautore (ma nell’incisione di Lino Patruno) e “Il palo della banda dell’Ortica”, testo di Walter Valdi (pseudonimo di Walter Giovanni Nicola Pinnetti) qui con la musica originale di Jacqueline Perrotin (Jannacci la inciderà con una nuova musica ed alcune modifiche al testo).
Svampa è presente con “Porta Romana”, mentre Laura Troschel canta una canzone scritta dal gruppo del Bagaglino..
Il lato si conclude con “Paese” di Roberto Benigni, che non è certo una canzone sulla mala.
“Oggetti e cianfrusaglie” contiene invece canzoni varie che hanno appunto come tema oggetti: l’automobile (“La balilla”), il frigorifero (la bella “O frigideiro” di Lauzi), la cassaforte, la bambola gonfiabile, l’ascensore (nel celebre valzer lanciato nel 1949 da Aldo Donà e reinterpretato da Montesano) e le scarpe da tennis.
Nel lato intitolato “L’assurdo” è sicuramente da ricordare “Vademecum tango” di Franco Nebbia, con il testo (scritto da Enrico Vaime che si firma con lo pseudonimo ‘’Poppi’’) che cita vari modi di dire in latino, la notissima “Coccodì Coccodà” di Walter Valdi, qui cantata da Svampa, e la “Crapa pelada” scritta da Gorni Kramer per il Quartetto Cetra, basandosi su un canto popolare lombardo (e qui cantata da Svampa, Patruno e Franca Mazzola)
L’ultimo lato è intitolato “Si fa per dire”, e ritroviamo Jannacci, Pippo Franco, Cochi & Renato e Gabriella Ferri; vi sono inoltre “Far finta di essere sani”, unico brano di Gaber presente, e “Urca che bello”, canzone scritta da Daniele Pace, Lorenzo Pilat e Mario Panzeri per Enrico Beruschi.
In definitiva un doppio album divertente e che si lascia ascoltare con piacere.

LATO A – PERSONAGGI DI VITA E MALAVITA

1) Enzo Jannacci – L’Armando (Dario Fo-Enzo Jannacci)
2) Ornella Vanoni – Hanno ammazzato il Mario in bicicletta (Dario Fo-Fiorenzo Carpi)
3) Walter Valdi – Il palo della banda dell’Ortica (Walter Valdi-Jacqueline Perrotin)
4) Laura Troschel – La poveraccia (Mario Castellacci-Pier Francesco Pingitore-Dimitri Gribanovski)
5) Nanni Svampa – Porta Romana (tradizionale; rielaborazione di Piero Santi)
6) Nanni Svampa & Lino Patruno – Veronica (Sandro Ciotti-Dario Fo-Enzo Jannacci)
7) Roberto Benigni – Paese (Roberto Benigni-Giuseppe Bertolucci-Roberto Benigni)

LATO B – OGGETTI E CIANFRUSAGLIE

1) Maria Monti & Giorgio Gaber - La Balilla (Giorgio Gaber-Renato Angiolini-Giorgio Gaber)
2) Bruno Lauzi - O frigideiro (Giorgio Calabrese-Bruno Lauzi-Gian Franco Reverberi)
3) Gabriella Ferri – A casciaforte (Alfonso Mangione-Nicola Valente)
4) Pino Caruso – La pupa di gomma - (Mario Castellacci-Pier Francesco Pingitore-Dimitri Gribanovski)
5) Dario Fo – La luna è una lampadina (Dario Fo-Fiorenzo Carpi)
6) Enrico Montesano – Il valzer dell’ascensore (Nisa-Nino Casiroli)
7) Enzo Jannacci – El portava i scarp del tennis (Enzo Jannacci)

LATO C – L’ASSURDO

1) Cochi & Renato – E la vita la vita (Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)
2) Dino Sarti – Tango imbezell (Dino Sarti-Corrado Castellari)
3) Bruno Lauzi – Garibaldi (Bruno Lauzi-Eddie Cooley-John Davenport)
4) Lino Patruno, Nanni Svampa & Franca Mazzola – Krapa pelada (Gorni Kramer)
5) Franco Nebbia – Vademecum tango (Enrico Vaime-Franco Nebbia)
6) Nanni Svampa & Lino Patruno – Coccodì coccodà (Walter Valdi-Armando Celso)
7) Beppe Grillo – Ma se ghe penso (Mario Cappello-Pino Amendola-Attilio Margutti)

LATO D – SI FA PER DIRE

1) Pippo Franco – Praticamente no (Franco Pippo)
2) Enrico Beruschi – Urca che bello (Daniele Pace-Mario Panzeri-Corrado Conti)
3) Enzo Jannacci – Vengo anch’io. No, tu no (Enzo Jannacci-Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci)
4) Giorgio Gaber – Far finta di essere sani (Giorgio Gaber)
5) Franca Rame – ‘nteressa a me (Leo Chiosso-Dario Fo-Fiorenzo Carpi)
6) Gabriella Ferri – La società dei magnaccioni (tradizionale)
7) Cochi & Renato – Bravo sette più (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)