Euterpe era la musa della musica, secondo la mitologia greca. Questo blog tratta di musica: classica, leggera, pop (come recitava Vanna Brosio presentando "Adesso musica"). Sono quindi presenti nel blog recensioni di dischi e di libri su argomenti musicali, accompagnate da immagini, con un occhio di riguardo (anche se non esclusivo) per la musica prodotta sotto la Mole.
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sabato 2 settembre 2017
Gipo Farassino - Per la mia gente (1977)
Da parecchio tempo il blog non si occupa di Gipo Farassino: lo facciamo nuovamente oggi parlando di un album del 1977 inciso per la Feeling Record di Renato Pent. Farassino è stato per Torino un po' quello che Jannacci è stato per Milano, con la differenza però che la sua fama è rimasta circoscritta, tranne poche eccezioni, al Piemonte, e questo è veramente un peccato.
"Per la mia gente", questo è il titolo del disco, è uno dei pochi interamente in italiano, vede la partecipazione come autori dei fratelli Conte, ha molti motivi di interesse ed è un peccato che invece sia sconosciuto o quasi. Nel 2011 il blog aveva ricordato il 45 giri tratto dall'LP con i brani "Girano" e "Cuore", le due canzoni più conosciute dell'album che si apre con "La mia gente", un ritratto dei Piemontesi musicato da Giorgio Conte, che sfata tanti luoghi comuni "Ci dicono che siamo musoni, / e ci dicono che odiamo i terroni, / e ci dicono che siam piemontesi, / falsi e cortesi". Torna sul tema anche "Monticone", che è uno dei più bei brani scritti da Paolo Conte, in cui parla proprio uno di questi piemontesi, con un tipico cognome di queste parti ("Io sono Monticone, Gianoglio o Montà / Ferrero, Marinengo,...di quei là").
"Valzer" è, come dice il titolo, un bel valzer così come l'intensa "Folk", mentre più ritmata è "Pierina", storia di un'impiegata che sogna di viaggiare tra il Sudamerica e la Polinesia ma intanto passa le vacanze ad Albisola.
"Per ogni cinquantennio" era già stata incisa dal suo autore nel suo album "Paolo Conte" del 1975, e nel 1980 Nanni Svampa la riprenderà nel suo disco "Riflusso riflesso" (prossimamente su questo blog); mentre è del fratello Giorgio "Virginia nel bagno".
Conclude il disco l'intensa "Corso Savona", brano nostalgico su una zona del lungo Dora vicino a quella via Cuneo dove Farassino è cresciuto ("Corso Savona, Lungo Dora, / chissà se ti ricordi ancora / di un ragazzo, uno dei tanti / che si nutrivano di te" " il chiodo fisso: un’occasione / che ci portasse oltre il rione").
Romano Farinatti, autore delle musiche di "Cuore" e "Pierina", si è occupato anche degli arrangiamenti; negli anni '90 Gipo reinciderà con nuovi arrangiamenti alcuni di questi brani nei dischi "1996" e "El 6 ed via Coni ed altre storie".
La copertina apribile contiene all'interno i testi.
LATO A
1) La mia gente (Gipo Farassino-Giorgio Conte)
2) Cuore (Gipo Farassino-Romano Farinatti)
3) Monticone (Paolo Conte)
4) Valzer (Gipo Farassino)
5) Girano (Gipo Farassino-Giorgio Conte)
LATO B
1) Folk (Gipo Farassino)
2) Pierina (Gipo Farassino-Romano Farinatti)
3) Per ogni cinquantennio (Paolo Conte)
4) VIrginia nel bagno (Giorgio Conte)
5) Corso Savona (Gipo Farassino)
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domenica 13 agosto 2017
Carla Boni - Piccola spiaggia/L'ultimo giorno (1964)

Quando nel 1964 Carla Boni partecipa alla prima edizione di "Un disco per l'estate", presentata da Pippo Baudo e Brunella Tocci (miss Italia 1955), la sua carriera sta attraversando un periodo di calo di popolarità, dopo i tanti successi del decennio precedente ("Viale d'autunno", con cui vinse Sanremo nel 1953, "Acque amare" del maestro Carlo Alberto Rossi, "Mambo italiano", la celeberrima "Casetta in Canada"): la Fonit-Cetra non le rinnova più il contratto dopo il flop del 1961 con "Tu con me", che non entra in finale al Festival di Sanremo, e dopo una parentesi alla Vis Radio nel 1963 firma con la Polydor. L'etichetta è disposta a credere in un suo rilancio e quindi, dopo due 45 giri pubblicati nello stesso anno, in quello successivo iscrive la Boni a "Un disco per l'estate" con "Piccola spiaggia", che presentiamo oggi più che altro per il suo lato B, "L'ultimo giorno", che è un brano interessante dal punto di vista storico, come vedremo. Scritta da Angelo De Lorenzo su musica di Giuseppe Cappelletti e Vittorio Buffoli, che dirige l'orchestra in entrambi i brani, "Piccola spiaggia" segue la moda yé-yé e la voce della Boni dimostra la sua duttilità, adattandosi al nuovo stile al punto che si fa fatica a riconoscere in lei la cantante degli anni '50: la canzone però viene eliminata e non accede alle fasi finali della manifestazione. Il retro invece è particolarmente importante in quanto vede il debutto come autori dei fratelli Conte, Paolo e Giorgio, e ovviamente la rilevanza è più che altro dal punto di vista storico visto che musicalmente "L'ultimo giorno", pur avendo delle particolarità nella linea melodica che riconducono a brani successivi e più maturi di Paolo Conte, non viene particolarmente valorizzata dall'arrangiamento dell'orchestra del Maestro Buffoli, che appiatisce un po' il tutto. In SIAE la musica risulta firmata oltre che da Paolo anche da Pino Massara, il cui nome però non appare sull'etichetta. Il testo di Giorgio Calabrese e Giorgio Conte descrive l'ultimo giorno di una vacanza, ed anche l'autore genovese ha in effetti scritto cose migliori. Pochi mesi dopo, a settembre, i fratelli Conte pubblicheranno un'altra canzone, "Ed ora te ne vai", incisa dalla brava ma sfortunata Vanna Brosio, il secondo passo di una carriera nel mondo musicale che per molti anni sarà solo come autori (con qualche piccolo excursus nel jazz).
1) Piccola spiaggia (Angelo De Lorenzo-Giuseppe Cappelletti-Vittorio Buffoli)
2) L'ultimo giorno (Giorgio Calabrese-Giorgio Conte-Pino Massara-Paolo Conte)
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sabato 4 luglio 2015
Bruno Lauzi - Persone (1977)

Nella discografia di Bruno Lauzi, "Persone", il 33 giri del 1977, è senza dubbio un episodio minore: sia per la qualità delle canzoni, che in poche occasioni raggiunge i livelli a cui Lauzi ci ha abituati, sia per gli arrangiamenti curati dal Maestro Pippo Caruso (tranne "Nani", arrangiata da Claudio Pascoli), non sempre del tutto riusciti, ed anche per la cover di Paolo Conte, "Wanda", sicuramente meno immediata rispetto a quelle presenti nei dischi precedenti di Lauzi (e cioè "Onda su onda" e "Genova per noi").
Il brano iniziale, "Un uomo che va", ha una musica che richiama uno degli amori musicali di Lauzi, il Brasile; nel finale vi è un brano recitato in cui vengono richiamate altre canzoni del disco.
"Navigatore solitario" ha qualcosa di irrisolto, sembra una canzone con delle ambizioni ma non sviluppate adeguatamente; meglio senza dubbio "Briccofiore", una marcetta senza pretese, o "Accontentase", in dialetto genovese e con la musica di Ennio Ceseri, che è uno dei brani migliori del disco insieme a "Io canterò politico".
Il lato A si conclude con la cover di Paolo Conte, che rispetto all'incisione del 1974 dell'astigiano ha il titolo, chissà perchè, allungato.
Apre l'altro lato del disco forse la canzone più brutta del disco, "Adriano", storia di un tizio che si innamora di una donna per scoprire poi che si tratta di un travestito: evidentemente era un argomento che in quegli anni era molto gettonato, perchè nello stesso anno Fabio Concato pubblica "A Dean Martin", mentre due anni dopo abbiamo "Avventura con un travestito" di Califano e "Sbattiamoci" del notoriamente eterosessuale Renato Zero.
Un po' meglio "Il dubbio e la certezza", con un testo interessante ma con una musica sottotono, una marcetta che nell'intermezzo tra le strofe pare citare "Il pescatore" di De André e Franco Zauli, mentre "Nani", su musica di Dario Farina, è un altro trascurabile episodio minore.
"Io canterò politico" è, come detto, il brano migliore del disco, sia per il testo, sincero e sentito, in cui Lauzi esprime tutto quello che pensava dei suoi "colleghi cantautori, eletta schiera" che in quel periodo erano riusciti ad affermarsi coniugando spesso la musica con la politica, non sempre sinceramente ma, a volte, per convenienza: essere da una certa parte voleva dire essere chiamati a suonare ai vari Festival delle Unità o ai vari Festival del Proletariato Giovanile.
Anni dopo ho avuto modo di conoscere Lauzi, quando con i Powerillusi siamo andati a suonare alla Fiera di Milano nel corso di una rassegna di cui non ricordo il nome: ho chiacchierato non più di cinque minuti, ma gli ho chiesto (era una curiosità che avevo da tanto) il perchè della citazione di Guccini, che io avevo sempre interpretato in modo ironico: Lauzi invece mi disse che era sincero, nel senso che pensava veramente che Guccini fosse candido e poetico, ed apprezzava molto soprattutto i testi del pavanate, mentre la sua critica era diretta verso altri colleghi, più giovani, che secondo lui erano meno dotati e meno convinti dal punto di vista politico (e mi fece i nomi di un cantautore romano del giro RCA e di uno milanese che, in seguito, aveva anche citato in una canzone di due o tre anni dopo).
"Amico brasiliano" è una cover di "O mestre-sala dos mares" ("Il maestro di cerimonie dei mari"): l'originale, scritto dal cantautore Joao Bosco su musica di Aldir Blanc nel 1973 e portata al succeso l'anno dopo da Elis Regina, racconta la storia vera del soldato João Cândido Felisberto che nel 1910 capeggiò una rivolta di marinai, per poi finire in carcere prima e poi in ospedale psichiatrico; il testo di Lauzi parla però di tutt'altro.
Conclude il disco una ripresa del brano iniziale.
LATO A
1) Un uomo che va (Bruno Lauzi)
2) Navigatore solitario (Bruno Lauzi)
3) Briccofiore (Bruno Lauzi)
4) Accontentase (Bruno Lauzi-Ennio Ceseri)
5) Wanda, stai seria con la faccia ma però... (Paolo Conte)
LATO B
1) Adriano (Bruno Lauzi)
2) Il dubbio e la certezza (Bruno Lauzi)
3) Nani (Bruno Lauzi-Dario Farina)
4) Io canterò politico (Bruno Lauzi)
5) Amico brasiliano (O mestre-sala dos mares) (Bruno Lauzi-Aldir Blanc-Joao Bosco)
6) Un uomo che va - II parte (Bruno Lauzi)
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domenica 9 marzo 2014
Bruno Lauzi - Alla grande... (1979)

Oggi presentiamo un altro album di Bruno Lauzi: siamo alla fine degli anni '70, e "Alla grande..." è il terzultimo LP inciso per la Numero Uno (seguiranno un Q disc e nel 1983 "Palla al centro", di cui prima o poi ci occuperemo).
Il disco contiene anche due brani pubblicati nel 1978 su 45 giri, "Ah l'amore" e "Sconosciuto amore mio": il primo aveva partecipato al Festivalbar in quell'anno, ed è forse la canzone più nota dell'album, insieme a "Canzone d'amore" e la divertente "L'uomo bamba", entrambe pubblicate anch'esse su 45 giri poco prima dell'uscita dell'album.
Non vi sono novità particolari nelle canzoni: lo stile è quello tipico di Lauzi, ma vi sono molti brani interessanti e piacevoli, tra cui (come è ormai abitudine nei dischi del cantautore genovese) una cover di Paolo Conte, "Bartali", in cui l'avvocato suona il pianoforte; ricordiamo che nello stesso anno era stata pubblicata sia la versione originale sia la celeberrima cover di Jannacci (nell'album "Fotoricordo").
La title track contiene una citazione polemica verso Eugenio Finardi: nel disco precedente, in "Io canterò politico", veniva citato Guccini (in modo, bisogna dire, molto più amichevole), ed è con questo brano che "Alla grande" si colloca in continuità.
Da citare inolte "Pensa per te", con musica di Simonluca, e "La balordaggine", scritta dai fratelli Camillo e Corrado Castellari (come sapete, quest'ultimo ci ha lasciato qualche mese fa).
Tra i coristi è da citare Marco Ferradini, che poco prima ha iniziato la carriera come solista.
Produce Alessandro Colombini, che si occupa anche degli arrangiamenti (tranne che per "Bartali", che arrangia con Conte, e "Pensa per te", in cui collabora con Simonluca).
LATO A
1) Canzone d'amore (Bruno Lauzi)
2) Bartali (Paolo Conte)
3) Sconosciuto amore mio (Bruno Lauzi)
4) L'uomo bamba (Bruno Lauzi)
5) Canzone disperata (Bruno Lauzi)
6) Alla grande (Bruno Lauzi)
LATO B
1) Ah...l'amore (Bruno Lauzi)
2) Marianna (Bruno Lauzi)
3) Pensa per te (Bruno Lauzi-Simonluca)
4) La macchina (Bruno Lauzi)
5) La balordaggine (Camillo e Corrado Castellari)
6) Passatempo (Bruno Lauzi)
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giovedì 11 aprile 2013
Paolo Conte - Uomo camion/Angiolino (1978) & Franco Califano canta Paolo Conte (1991)


Sicuramente Paolo Conte è, con Rita Pavone e Umberto Tozzi, il cantante piemontese più conosciuto nel mondo (anche se, in realtà, Tozzi è piemontese solo di nascita ma, come tutti sanno, è figlio di pugliesi), e questo 45 giri con due versioni di "Uomo camion" e "Angiolino" inedite su LP, poichè per l'album dell'anno successivo, "Un gelato al limon", vennero reincise, è stata una delle richieste più numerose che ho ricevuto da parte dei nuovi amici del blog.
Ed allora ho pensato, visto che Franco Califano ha espresso più volte la sua ammirazione per Paolo Conte e che nel suo album del 1991 "Se il teatro è pieno" aveva anche inciso due sue canzoni, "Si ta' vuo' scurdà" e "Spassiunatamente", di unire il post su Conte con il ricordo del Califfo, allegando questi due brani come bonus al 45 giri.....un abbinamento che a prima vista potrebbe sembrare tra due opposti, ma in definitiva la musica leggera è una, nonostante tutte le divisioni e le caselle che spesso i cosiddetti critici musicali costruiscono.
In realtà ricordo di aver sentito dal vivo Califano cantare anche una terza canzone dell'avvocato di Asti, "Naufragio a Milano", però non mi risulta che sia mai stata incisa....o ricordo male?
1) Uomo camion
2) Angiolino
Bonus tracks: 3) Uomo camion (versione 33 giri)
4) Angiolino (versione 33 giri)
5) Franco Califano - Si ta' vuo' scurdà (1991)
6) Franco Califano - Spassiunatamente (1991)
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sabato 30 marzo 2013
Enzo Jannacci - Duetti, rarità, curiosità & cover 1960-2008 - Vol. 1°


Ho sempre ritenuto Enzo Jannacci uno dei più importanti, se non il più importante in assoluto, tra i cantautori italiani: e con i Powerillusi abbiamo proposto in concerto sue canzoni sin dal 1987 (ed una l'abbiamo anche incisa nel 1989).
Da bambino mi aveva colpito, come molti nati come me negli anni '60, "Vengo anch'io.No tu no", e mi ricordo l'estate del 1968 a Cattolica in cui, bambino, con il mio amico Giulio Di Santo cantavamo in spiaggia la canzone dividendoci le parti a seconda dell'esecuzione ("Adesso io canto Vengo anch'io e tu dici No tu no, poi facciamo cambio").
Con il passare degli anni l'ho poi riscoperto da adolescente, per la precisione nel 1979, con un album che si intitolava "Fotoricordo" e che fu il primo suo disco che comprai: naturalmente qui e là mi capitava ancora di ascoltare qualche suo brano in televisione (mi ricordo ad esempio "Secondo te che gusto c'è" sigla di un programma televisivo con un'animazione di Bruno Bozzetto), ospite di qualche programma che guardavano i miei genitori (da "Senza rete" a "Il poeta e il contadino"), ma fu "Fotoricordo" che mi fece scoprire la sua caratteristica principale, e cioè il suo cantare gli ultimi con uno sguardo che cercava di leggere la commozione e la pena per la condizione umana attraverso il filtro dell'ironia e della satira (pensate, per capirci, alla vicenda de "L'Armando" o a "La disperazione della pietà" o, per restare all'album "Fotoricordo", a "Io e te" o "Natalia").In pochi mesi, cercando tra le bancarelle di via Po riuscii a procurarmi qualche album precedente come "Quelli che..." (altro capolavoro), "O vivere o ridere" e l'antologia pubblicata dalla RCA Linea Tre "Così ride Enzo Jannacci", scoprendo gemme come "Vincenzina e la fabbrica", "Rido", "Il bonzo", "Ragazzo padre".
E a seguire fu pubblicato un altro album imperdibile, "Ci vuole orecchio".....anni dopo mi venne naturale, quando iniziai a muovere i primi passi su Internet, creare un sito (o meglio, un tentativo di sito....) dedicato a Jannacci: cercai con l'aiuto di amici (Franco Settimo, Enrico Bellino, Livio Benerecetti tra gli altri) di ricostruire la discografia del medico cantautore, direi per la prima volta: il frutto di quel lavoro si concretizzò anche in un articolo pubblicato da Fernando Fratarcangeli su "Raro!" (che riguardava i primi anni della sua discografia).Mi ricordo che quando feci vedere a Paolo, il figlio di Enzo che tutti conosciamo, alcuni 45 giri degli anni '60 incisi dal padre, mi aveva detto non solo che la maggior parte non li aveva conservati, ma che lui stesso girava tra i mercatini di dischi per cercare quelli incisi dal padre e che gli mancavano.
Con Franco Settimo e Michele Neri ho poi collaborato per la ricostruzione (questa volta completa temporalmente) della discografia pubblicata su "Musica leggera", e sempre con Franco abbiamo lavorato ad un libro direi molto completo che doveva essere pubblicato dalla Coniglio Editore ma che, per tanti motivi, è ancora inedito, ahimè.
E mi è sembrato naturale e ovvio, oggi, dare il mio ringraziamento a Enzo Jannacci ed alle emozioni che mi hanno procurato nel corso di questi anni le suo canzoni con questo post, in cui ho racchiuso alcune (non tutte, infatti si intitola volume 1....) rarità, curiosità, cover e duetti: non posso ovviamente per questioni di spazio dilungarmi su tutte come vorrei, ma possiamo ricordare che "Non occupatemi il telefono" è tratto da un flexi-disc allegato alla rivista "Il musichiere" ed eseguito con Giorgio Gaber (la canzone era stata incisa peraltro anche da Gino Paoli e da Sergio Endrigo con il complesso di Riccardo Rauchi, ed anche "L'ombrello di mio fratello" nella versione di Gionchetta era allegato ad una rivista, "Nuova Enigmistica Tascabile"."L'artista" è tratta dallo spettacolo "Milanin Milanon" del 1962, e si differenzia dalla versione che fu incisa sul 45 giri perché quest'ultima è in italiano.
"Passaggio a livello" venne incisa da Tenco durante il suo periodo Jolly e pubblicata postuma in una raccolta, mentre "Il gruista" è tratta da un programma televisivo del 1967 (Jannacci la inciderà solo più di vent'anni dopo nell'album "Guarda la fotografia"); "Bogo el loco", scritta da Luis Eduardo Aute per l'argentino Luis Aguilé è la versione originale di "Bobo Merenda", mentre "Il pacco", un recitato sulla base di "Ci vuole orecchio", fu pubblicata nell'album omonimo ma soltanto nella versione in cassetta (....ed ovviamente quando il disco fu ristampato in cd la Ricordi nemmeno si sognò di allegarlo come bonus track....)."Nustalgia de Milan" era contenuta in una raccolta omaggio a Giovanni D'Anzi, "Musical" in una delle raccolta pubblicate dal Club Tenco e la versione strumentale di "Tira a campà" era inserita nella colonna sonora del film di Lina Wertmuller "Pasqualino Settebellezze"; anche "Piccoli equivoci" faceva parte di una colonna sonora, quella del film omonimo di Ricky Tognazzi, mentre altre canzoni sono tratte da dischi di vari colleghi di Jannacci con cui ha, a volte, duettato (Baccini, Baglioni, il cabarettista Osvaldo Ardenghi), tranne "Bartali" che è invece tratto dalla raccolta del 2006 "The best".
Tra questi duetti mi piace ricordare quello con i Selton in "Pedro Pedreiro": il gruppo brasiliano ha dedicato al repertorio di Jannacci un intero album, intitolato "Banana à Milanesa".
Vi sono infine cover di canzoni di Jannacci eseguite da Drupi ("Senza parole"), ancora Baglioni ("Vengo anch'io. No, tu no") e i Powerillusi, come ho ricordato prima, e due omaggi che Jannacci ha voluto dedicare a due sue colleghi come Bindi ed Endrigo; anche "Via del Campo", canzone di cui Jannacci è autore della musica, è stato un omaggio per De André, l'autore del testo che l'aveva incisa nel 1967.
Apre il disco "L'uomo a metà" dall'album omonimo del 2003, che considero una delle canzoni più belle di Jannacci, mentre la chiusura è affidata a "Geppina", un divertissement che venne pubblicato solo nel sito ufficiale del cantante in formato mp3 scaricabile (e che ora è ovviamente introvabile).
Anche i prossimi due post saranno legati a Jannacci, mentre per il secondo volume di questa raccolta dovrete attendere un po'.
1) Enzo Jannacci - L'uomo a metà (Enzo & Paolo Jannacci) - 2003
2) I Due Corsari - Non occupatemi il telefono (Franco Franchi-Gianfranco Reverberi) - 1960
3) Rino Gionchetta - L'ombrello di suo fratello (Enzo Jannacci) - 1965
4) Luigi Tenco - Passaggio a livello (Enzo Jannacci) - 1972
5) Enzo Jannacci - Il gruista (Enzo Jannacci) - 1967
6) Enzo Jannacci - L'artista (Enzo Jannacci) - 1962
7) Luis Aguilé - Bogo el loco (Luis Eduardo Aute) - 1967
8) Enzo Jannacci e Osvaldo Ardenghi - Il bonzo (Dario Fo-Aurelio Ponzoni-Dario Fo) - 2004
9) Enzo Jannacci - Il pacco (Enzo Jannacci) - 1980
10) Enzo Jannacci - Nustalgia de Milan (Giovanni D'Anzi) - 1980
11) Enzo Jannacci - Musical (Enzo Jannacci) - 1993
12) Enzo Jannacci & Paolo Conte - Bartali (Paolo Conte) - 2004
13) Enzo Jannacci & Claudio Baglioni - E la vita la vita (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto) - 1997
14) Enzo Jannacci - Tira a campà (strumentale) (Lina Wertmüller-Beppe Viola-Enzo Jannacci) - 1975
15) Enzo Jannacci & Francesco Baccini - Canzone in allegria (Francesco Baccini) - 1997
16) Claudio Baglioni - Vengo anch'io.No, tu no (Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci) - 2006
17) Enzo Jannacci - Piccoli equivoci (Enzo Jannacci) - 1990
18) Powerillusi - Il monumento (Enzo Jannacci) - 1989
19) Drupi - Senza parole (Riccardo Piferi-Antonio Galbiati-Mark Harris-Enzo Jannacci) - 1990
20) Enzo Jannaci - Via del Campo (Fabrizio De André-Enzo Jannacci) - 2001
21) Enzo Jannacci - Io che amo solo te (Sergio Endrigo) - 2002
22) Enzo Jannacci & i Selton - Pedro Pedreiro (Enzo Jannacci-Giorgio Calabrese-Chico Buarque de Hollanda) - 2008
23) Enzo Jannacci - Arrivederci (Giorgio Calabrese-Umberto Bindi) - 2003
24) Enzo Jannacci - Geppina (Francesco Saverio Mangieri) - 2001
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giovedì 28 giugno 2012
Carmelita Gadaleta - Sandro trasportando/Naufragio a Milano (1976)

Due cantautori noti firmano le canzoni
contenute in questo 45 giri della cantante tarantina Carmelita
Gadaleta, una delle più importanti folksinger delle Puglie, Rino Gaetano e Paolo Conte.
Il calabrese è l’autore della
musica di “Sandro trasportando”, il cui testo è scritto
dal marito della cantante, Eugenio Gadaleta, che solitamente la accompagnava alla chitarra.
“Naufragio a Milano” era invece già
stata incisa da Paolo Conte l’anno precedente, ed è una
canzone che affronta il tema dell’emigrazione, in modo comunque
ironico e con l’humor tipico del cantautore astigiano.
Come bonus tracks, le versioni di questi due brani cantate dai loro autori: ma devo dire che l'interpretazione della Gadaleta non sfigura affatto.
1) Sandro trasportando (Eugenio
Gadaleta-Rino Gaetano)
2) Naufragio a Milano (Paolo Conte)
Bonus tracks:
3) Rino Gaetano - Sandro trasportando (Eugenio Gadaleta-Rino Gaetano)
3) Rino Gaetano - Sandro trasportando (Eugenio Gadaleta-Rino Gaetano)
4) Paolo Conte - Naufragio a Milano (Paolo Conte)
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lunedì 11 giugno 2012
Erminio Macario - La recita è finita/Sanremo Sanremo (1976)

Torniamo ad occuparci di Macario con un 45 giri del 1976, che contiene la sigla della trasmissione televisiva "Macario 1 e 2", "La recita è finita", scritta da Leo Chiosso, Bruno Corbucci e Mario Amendola per il testo e dal noto direttore d'orchestra Mario Bertolazzi per la musica (curiosamente per la Siae Bertolazzi usava lo pseudonimo "J J Colt").
La canzone è la tipica sigla televisiva, il gradevole testo ripercorre la descrizione di un palcoscenico al momento della fine dello spettacolo, un palcoscenico come quello raffigurato in copertina, ed il protagonista è l'addetto alle pulizie, che raccoglie questi frammenti di show rimasti dopo la calata del sipario.
Sul retro "Sanremo Sanremo", una canzone scritta dai fratelli Conte in collaborazione: lo stile dei due è riconoscibilissimo, l'atmosfera retrò con la musica con i fiati in evidenza si accompagna a un testo che descrive il festival, in particolare quello degli anni '50: direi che è una canzone che non avrebbe sfigurato affatto in uno dei primi dischi del cantautore avvocato.
Gli arrangiamenti sono di Gianni Oddi, i cori di Nora Orlandi, mentre la produzione del disco è accreditata a un misterioso "Gewarsa"
1) La recita è finita (Leo Chiosso-Bruno Corbucci-Mario Amendola-Mario Bertolazzi)
2) Sanremo, Sanremo (Giorgio e Paolo Conte)
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sabato 3 dicembre 2011
Paolo Conte - Uomo camion/Angiolino (1978)

In questi giorni è stata pubblicata una raccolta di Paolo Conte, con un inedito. Non so quante antologie siano state pubblicate ormai su di lui, ma di una cosa sono abbastanza sicuro: in nessuna di queste antologie sono mai state inserite le due incisioni che presentiamo oggi. Si tratta di un 45 giri pubblicato nel 1978 con i brani “Uomo camion” e “Angiolino”. Le due canzoni, dopo la pubblicazione su 45 giri, furono l’anno successivo reincise per l’album “Un gelato al limon”, e in questa nuova veste sono facilmente reperibili, mentre invece le versioni originali, chissà perché, come al solito sono diventate introvabili.
I musicisti che suonano in “Uomo camion” e “Angiolino” sono i Cyan, gruppo italo-inglese che negli anni ’70 suonava spesso in dischi di cantautori italiani dell’RCA (da Venditti a De Gregori), e proprio negli studi romani dell’etichetta è registrato il disco.
Il 45 giri è prodotto da Lilli Greco, e in “Uomo camion” collabora alla realizzazione ritmica Giacomo Tosti; l’album invece sarà prodotto da Nanni Ricordi e registrato agli “Stone Castle Studios” di Carimate.
Come bonus tracks le versioni del 33 giri, così si può effettuare il confronto; voglio comunque far notare in "Uomo camion" gli interventi al clarinetto di Salvatore Giumento, importante musicista siciliano (ma che intorno ai vent'anni si trasferì a Milano) con lunghe collaborazioni sia in campo jazzistico che nella musica leggera (da Nanni Svampa ad Alice, da Fausto Papetti a Paolo Conte), virtuoso oltre che del clarinetto del sax.
1) Uomo camion
2) Angiolino
Bonus tracks
3) Uomo camion (versione 33 giri)
sabato 23 aprile 2011
Bruno Lauzi - Genova per noi (1975)

Una delle (tante) vergogne della discografia italiana è, senza alcun dubbio, la mancata ristampa su CD degli album di Bruno Lauzi.
Bisogna dire che il cantautore nato ad Asmara è in buona compagnia: non sono mai stati ristampati, ad esempio, gli album di Rosalino Cellamare, quelli di Modugno per la Curci e la Carosello, molti di Endrigo (tanto per citarne alcuni).
Per questo motivo oggi parliamo di un album di Bruno Lauzi, del 1975, intitolato "Genova per noi" (dall'omonima celeberrima canzone di Paolo Conte che apre il disco).
Si tratta di un album in cui Lauzi rivisita alcuni suoi vecchi brani in genovese, aggiungendo alcuni inediti: oltre alla canzone scritta dal cantautore astigiano (che la incide nello stesso anno nel suo secondo album), che descrive come i Piemontesi vedono Genova, possiamo ricordare due canzoni scritte dal bravo cantautore dialettale ligure Sergio Alemanno (insieme a Franco Piccolo), "O strassé" e "Ostaie", e "La nostra spiaggia", cover di "C'était notre plage" di Frank Thomas (in copertina uno degli autori della canzone, Sainturat, viene trasformato in "Saintura".
Tra i vecchi brani riarrangiati meritano una citazione "O frigideiro" e "A bertoela", in assoluto le prime due incisioni effettuate da Lauzi come cantautore, pubblicate nel 1963 con lo pseudonimo "Miguel e i Caravana", con i testi scritti da Giorgio Calabrese.
Conclude l'album una rivisitazione del classico genovese "Ma se ghe penso".
LATO A
1) Genova per noi (Paolo Conte)
2) A bertoela (Giorgio Calabrese-Bruno Lauzi-Gian Franco Reverberi)
3) O scioco(Giorgio Calabrese-Bruno Lauzi-Gian Franco Reverberi)
4) Ostaie (Sergio Alemanno-Franco Piccolo)
5) Sto ciccheton de un Gioan (Franco Franchi-Gian Franco Reverberi )
6) Vicoli (Bruno Lauzi)
LATO B
1) La nostra spiaggia (C’ètait notre plage) (Bruno Lauzi-Frank Thomas-Christian Charles Sainturat)
2) A ‘rappa (Giorgio Calabrese-Roberto Livraghi)
3) Mae ben (Giorgio Calabrese-Roberto Livraghi)
4) O strasse (Sergio Alemanno-Franco Piccolo)
5) O frigideiro (Giorgio Calabrese-Bruno Lauzi-Gian Franco Reverberi)
6) Ma se ghe penso (Mario Cappello-Attilio Margutti)
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