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giovedì 18 giugno 2015

Antonio Asquino - Canto bianconero-Juve bis '77 (1977)










 

Del cantautore torinese Toni Asquino abbiamo già parlato in questo post , in cui presentavamo un disco del Duo Fasano con due canzoni scritte anche da lui; oggi invece parliamo di un suo 45 giri, particolarmente d'attualità in questi giorni di sconfitte berlinesi....un disco che, come potete dedurre dalla copertina, fu pubblicato in occasione della mitica conquista della Coppa Uefa nel 1977 da parte della Juventus (nella cartina infatti sono localizzate le città delle squadre eliminate dai bianconeri in quel torneo, fino ad arrivare alle due finali contro i baschi dell'Atletico Bilbao).
Bei tempi e bei ricordi per me, almeno tanto belli quanto è invece tuttora negativo il ricordo di tal Magath.
Ma non divaghiamo e torniamo alla musica ed alle due canzoni di questo disco che il cantauore incise con il nome completo (e cioè Antonio Asquino).
Che dire di "Canto bianconero"? Si tratta di un inno che forse aveva l'ambizione di  sostituire quello che allora era l'inno della Juventus, il celebre "Juve Juve", ma è sicuro che l'andamento della canzone è molto...come dire? "paesano" (ricorda certe marcette estive pubblicate negli anni precedenti dalla Kansas, per capirci, stile "Militare non partire").
Nel testo vi è anche una citazione che, se fatta oggi, attirerebbe addosso a Toni le ire di qualche integralista: nella seconda strofa infatti si recita "Che venga anche Maometto vestito da portiere...."....ma pensate poi se al giorno d'oggi sarebbero ancora possibili canzoni come "Caravan petrol" di Carosone o "Allah! Allah" dei mitici Daniel Sentacruz Ensemble....
Forse è meglio il lato B, "Juve bis '77", con un arrangiamento musicale in cui sono presenti anche dei fiati....ma certo che, da juventino, devo ammettere che la vendittiana "Roma Roma (Roma non si discute, si ama)" è decidamente a un altro livello.

1) Canto bianconero (Tony Asquino)
2) Juve bis '77 (Tony Asquino)

martedì 28 maggio 2013

Domenico Serengay - Forza Juve/La ballata dei numeri (1962)













Quale occasione migliore per parlare di questo disco che il trentunesimo scudetto della Vecchia Signora? Forse qualcuno ricorderà che della canzone sul lato A abbiamo già parlato tempo fa in un altro post: la novità però è che oggi presentiamo l'edizione originale di questo brano, che risale al 1962 e che era stata pubblicata su 45 giri dalla Serma, l'etichetta fondata dallo stesso Seren Gay e da Mario Marcucci.
Come si può vedere, il fronte della copertina è uguale (nella ristampa cambia solo il numero di catalogo), mentre il retro è invece leggermente diverso (pur essendo la foto del cantante la stessa).
A proposito di Seren Gay, ho trovato alcune notizie su di lui in due numeri del 1958 di una rivista musicale, "Il mio club" (molto interessante perché non trattava dei "soliti noti" ma anche degli artisti minori"; nel primo, risalente a giugno del 1958, si racconta la sua carriera come attore di teatro, mentre nel secondo, che è invece di settembre dello stesso anno, si racconta che sta effettuando una serie di esibizioni con la sua orchestra (di cui viene pubblicata anche una fotografia) al Casinò de Paris di Amburgo.
Tornando invece alle due canzoni contenute in questo disco, come avevamo ricordato nel precedente post, "Forza Juve" (scritta da Seren Gay insieme a Marcucci) musicalmente ha un'aria un po' paesana, è una marcetta non particolarmente originale; più interessante è sicuramente il retro, "La ballata dei numeri", che ha un testo molto particolare in quanto è costituito proprio.....da numeri!
Un'idea demenziale ante litteram, insomma.
Come autore della musica si affianca a Marcucci il maestro Barimar, di cui abbiamo parlato più volte.
In entrambi i brani suona l'orchestra di Mario Marcucci.

1) Forza Juve (Domenico Serengay-Mario Marcucci)
2) La ballata dei numeri (Domenico Serengay-Mario Marcucci-Barimar)

martedì 15 maggio 2012

Juventus - Inni (1964-1972)













Giancarlo Chiaramello - Inno FC Juventus (1964)

Oggi concludiamo questa lunga parentesi bianconera con due dischi che contengono due inni della Juventus: il primo era l'inno della Juve quando ero bambino io, nella seconda metà degli anni '60, e lo fu fino all'avvento di “Juve Juve”.
La matrice del disco è datata settembre 1964, ma pare che comunque fosse l'inno anche negli anni precedenti (almeno mio padre ricorda così......).
Musicalmente si tratta di una marcia, con un andazzo un po' da banda di paese, mentre il testo ha nelle strofe il riferimento al significato del nome della squadra, gioventù; nell'etichetta non sono riportati gli autori.

1) Inno FC Juventus
2) Inno FC Juventus (strumentale)



 











Undici bianconeri - Juve Juve (1972)

Ho trovato scritto in alcuni siti internet che l'autore delle parole di questo inno sarebbe Mike Bongiorno: non so come sia nata questa leggenda metropolitana, ma tutti quelli che conoscono un po' di musica italiana sanno che dietro lo pseudonimo "Lubiak" si nascondeva in realtà Felice Piccarreda, paroliere e produttore che ha lavorato spesso alla Durium, etichetta per cui venne pubblicato questo disco con la copertina a forma di pallone.
Piccarreda lavorava tra gli altri con i Jet, il primo nucleo dei Matia Bazar, con Carlo Marrale, Piero Cassano ed Aldo Stellita; alla batteria non c'era ancora Golzi ma vi era Renzo Cochis, che è appunto l'autore della musica, secondo l'etichetta.
In realtà, se andiamo a verificare nel sito della SIAE, possiamo vedere che la musica, oltre che da Cochis, è firmata anche da Piero Cassano, e che a Piccarreda come autori del testo sono da aggiungere Paolo Limiti e Maurizio Seymandi: uno dei soliti misteri insoluti delle etichette dei dischi.....mah, c'era poco spazio per scriverli tutti?
A questo punto, niente di più probabile che a suonare nel disco ci siano tutti i Jet al completo: un disco quindi che oltre che essere oggetto di ricerca dei tifosi bianconeri può esserlo anche degli amanti del prog.
Per quel che riguarda la canzone, cantata da dei misteriosi "Undici bianconeri" (che non penso siano i calciatori juventini), aggiungo solo che sicuramente accompagnò le vittorie della Vecchia Signora per tutti gli anni '70 ed anche oltre, per quel che mi ricordo, finchè venne sostituito da nuovi inni più moderni ma che secondo me non ebbero lo stesso impatto di questo.
Dal prossimo ricominciamo con i post non sportivi....almeno fino alla (eventuale) promozione dei granata.

1) Juve Juve (Felice Piccarreda-Paolo Limiti-Maurizio Seymandi-Piero Cassano-Renzo Cochis)
2) Juve Juve (Strumentale) (Felice Piccarreda-Paolo Limiti-Maurizio Seymandi-Piero Cassano-Renzo Cochis)

lunedì 14 maggio 2012

José Altafini e Romano Farinatti - Juventus mia senhora (1975)













Nel 1975 il brasiliano José Altafini è a fine carriera, e dopo gli anni passati al Napoli è stato acquistato dalla Juventus; in quell'anno incide questa canzone, una bossa nova scritta da Gianni Mori, in cui si fa accompagnare dal Piccolo Coro del “Maffei”, che era una scuola privata in corso Regina angolo corso Potenza, che ormai non esiste più.
L'orchestra è diretta da Romano Farinatti, di cui abbiamo già parlato in questo blog, che esegue anche la versione strumentale sul retro.
In copertina il disco è presentato da Mori e da Beppe Barletti, l'indimenticato corrispondente da Torino per “90° minuto” di Paolo Valenti...eh sì, anche il calcio era migliore in quegli anni.

1) José Altafini - Juventus mia senhora (Gianni Mori)
2) Romano Farinatti – Juventus mia senhora (Gianni Mori)

domenica 13 maggio 2012

Domenico Serengay - Juventus (1961 e 1973)













Domenico Serengay – Juventus/Maria (1961)

Penso che molti di voi avranno capito che in questi giorni sto usando la Juventus come "scusa" per presentare, come di consueto, alcuni dischi particolari accomunandoli da questo tema: un'occasione per fare post su John Charles, il Poker di Voci, Don Marino Barretto e Domenico Serengay, come ci apprestiamo a fare oggi con due 45 giri.
In realtà la canzone sul lato A è la stessa per entrambi, come vedremo.
Il primo disco risale al 1961 ed è pubblicato dalla Phonocolor, etichetta di cui era direttore artistico il Maestro Gino Mescoli e che si trasformerà alla fine di quell'anno nella Style.
Domenico Seren Gay (questo il suo vero nome e cognome) all'epoca non aveva ancora fondato la Kansas: aveva avuto un passato come attore dialettale in piemontese, sin dagli inizi degli anni '50, e dalla fine del decennio aveva intrapreso anche l'attività di cantante con il nome d'arte Domi Serengay.
Juventino (come abbiamo visto in un post di qualche giorno fa), questo è il suo primo disco dedicato alla bianca signora: “Juventus” è un brano introdotto da un finto cronista che annuncia l'ingresso in campo della Juventus; la musica è di Gino Mescoli, che si firma con lo pseudonimo “Sonago” (vi ricordate la firma in "Ho scritto t'amo sulla sabbia" di Franco IV e Franco I?).
Maria” cita all'inizio la celebre “Oi Marì”, un po' più avanti “'O surdato 'nnammurato”, ed è una canzone d'amore di stampo tradizionale, su musica di Giovanni Fiori.

1) Juventus (Domenico Seren Gay-Gino Mescoli)
2) Maria (Domenico Seren Gay-Giovanni Fiori)













 Domenico Serengay e Renzo Gallo - Juventus/Tango de carota (1973)

Questo invece è un disco del 1973 pubblicato dalla Kansas: “Juventus” è la stessa canzone del 45 giri precedente, e devo dire che anche la registrazione mi sembra uguale, con la sola sovrapposizione della ritmica: infatti batteria e basso sono, in questo disco, molto più in evidenza.
Mescoli qui usa un altro pseudonimo, Scotland.
Sul retro c'è Renzo Gallo, un personaggio su cui avremo sicuramente modo di ritornare, che è una delle colonne della musica folk piemontese di stampo comico: qui gioca a fare il pugliese, ma Gallo è un torinese doc.
Il testo è dello stesso Gallo con Giorgio Seren Gay, mentre la musica è di Gallo con Achille Ovale e Bernestin, pseudonimo di Domenico Serengay.

1) Juventus (Domenico Seren Gay-Gino Mescoli)
2) Tango de carota (Lorenzo Gallo-Giorgio Seren Gay-Bernestin-Achille Ovale-Lorenzo Gallo)

sabato 12 maggio 2012

Don Marino Barreto jr. - Sivori cha cha cha/Merengue bianco-nero (1960)












Di quale squadra è tifoso Giorgio Calabrese? Ho il sospetto che sia juventino, dopo aver ascoltato i testi che, nel 1960, scrisse per le canzoni del 45 giri che presentiamo oggi (con cui continuiamo questa lunga parentesi dedicata alla Vecchia Signora), inciso dal grande Marino Barreto.
Sul lato A vi è "Sivori cha cha cha": in quell'anno in Italia praticamente tutti ballavano questo ballo, dalle segretarie cantate da Michelino alla nonna di Mina, e sui campi di calcio era l'attaccante della Juventus, l'argentino Enrique Omar Sivori (soprannominato per la folta capigliatura "El Cabezon") che lo faceva ballare agli avversari. 
L'altro giorno abbiamo parlato di John Charles: Sivori arrivò a Torino con il gallese, e grazie ai due (e al resto della squadra raffigurato sulla copertina di questo disco) la Juve vinse il decimo scudetto nel campionato 1957-58 (con la prima delle tre stelle), l'undicesimo nel campionato 1959-60 e il dodicesimo nel 1960-61, oltre a due coppe Italia.
Passando alla musica, “Sivori cha cha cha” è scritta da Giorgio Calabrese per il testo e da Angelo Rossi (che come di consueto si firma usando lo pseudonimo “Matanzas”) per la musica, ed è un classico cha cha cha, con i fiati in evidenza racconta le vicende di questo calciatore, che "non è riuscito a fermarlo nemmeno un carro armato"...."ora si sente parlare di marcatura più stretta"...."Sivori, Sivori, giocherellando che male ci fa"...
Stessi autori per il retro, “Merengue bianco-nero”: che tra descrizioni di Torino, con la Mole dell'Antonelli, il Valentino e il Po, e "Forza Juve più di dieci gli scudetti sono già", racconta di questa squadra; "Hai visto che ha le striscie, non è una zebra a pois..." ha un riferimento alla nota canzone di quell'anno lanciata da Mina.

1) Sivori cha cha cha (Giorgio Calabrese-Angelo Rossi)
2) Merengue bianco-nero (Giorgio Calabrese-Angelo Rossi)

venerdì 11 maggio 2012

Poker di Voci e Pier Benito Greco













Poker di voci & Pier Benito Greco - Cara Juventus-Cara Juventus (strumentale) (1970)

Nel 1970 (la matrice del disco è datata 25 settembre) il Poker di Voci, quartetto che aveva avuto un briciolo di notorietà a cavallo tra la fine degli anni '50 e i primi anni '60, per poi dedicarsi alla musica folk, incide la versione cantata di questa canzone, scritta dal Maestro Pier Benito Greco (che si occupa degli arrangiamenti e dirige l'orchestra).
“Cara Juventus” è un samba orecchiabile il cui testo, come è giusto che sia per un inno, esalta le gesta della più importante e della più forte squadra di calcio italiana.
Interessante la copertina, con alcune fotografie delle formazioni bianconere del passato.

1) Cara Juventus (Pier Benito Greco)
2) Cara Juventus (strumentale) (Pier Benito Greco)













 Pier Bento Greco – Juventus-Juventus (strumentale) (1975)

Cinque anni dopo il disco che abbiamo già presentato, Pier Benito Greco torna sul luogo del delitto e scrive un altro brano sulla squadra bianconera, "Juventus" (in realtà è il terzo perchè Greco è anche autore di "Juventus, la fidanzata d'Italia", di cui parleremo comunque, prima o poi); la matrice è datata 18 marzo 1975, e se per l'altra canzone si era affidato al Poker di Voci, qui il cantante è un giovane e sconosciuto Fabio Montiglio (che immagino sia il ragazzo sul retro di copertina), con un'impostazione melodica e tradizionale; il testo gioca sul significato del nome della squadra, gioventù.
Ad un certo punto la canzone diventa un dixieland, e questa soluzione sembra un po' senza né capo né coda, anche nella versione strumentale sul retro.

1) Juventus (Pier Benito Greco)
2) Juventus (strumentale) (Pier Benito Greco)

mercoledì 9 maggio 2012

John Charles - Discografia completa













John Charles - Love in Portofino-Sixteen tons (1960)

Molti sono stati i calciatori che, durante la loro attività calcistica, si sono dedicati alla musica ed hanno provato a incidere un disco: da Beppe Savoldi a José Altafini, dal recentemente scomparso Giorgione Chinaglia a Juary, il brasiliano dell'Avellino dei tempi d'oro...ed oggi continuiamo la parentesi juventina con due 45 giri incisi nel 1960 dall'attaccante gallese John Charles, soprannominato "Il gigante buono" a causa dei suoi quasi due metri di altezza, che a cavallo tra la fine degli anni '50 e i primi anni del decennio successivo fu, insieme ad Omar Sivori e a Giampiero Boniperti, una delle bandiere della Juve.
Il primo 45 giri, in ordine di numero di catalogo, propone due canzoni celeberrime, "Love in Portofino", successo di Fred Buscaglione, e "Sixteen tons".
John Charles ha una voce intonata e calda, a proprio agio in “Love in Portofino”, che canta per buona parte in inglese: nell'etichetta non è però indicato l'autore del testo tradotto.
“Sixteen tons” è ancora più adatta alla sua voce, per via della tonalità decisamente bassa: come molti di voi sanno questo brano fu anche inciso dai Giganti, e la voce di Enrico Maria Papes ha molte similitudini con quella del calciatore gallese.
Il brano, scritto ed interpretato nel 1947 dal cantante country Merle Travis racconta la vita di un minatore di carbone, ed ha avuto innumerevoli cover, da Tennessee Ernie Ford (1955) a Frankie Laine (1956) ai Platters (1957)....e poi Nicola Arigliano, Lou Monte (...in napoletano!!), Johnny Cash, Adriano Celentano (in italiano), Renzo Arbore...
Carichi sedici tonnellate e cosa ottieni?
Un altro giorno più vecchio e pieno di debiti.
San Pietro non chiamarmi perché non posso andare
Devo la mia anima al deposito aziendale.
In entrambi i brani dirige l'orchestra William Galassini.

1) Love in Portofino (Leo Chiosso-Fred Buscaglione)
2) Sixteen tons (Merle Travis)












John Charles - Non dimenticar-La fine (1960)

Questo disco esce in contemporanea con il precedente, ed infatti i numeri di catalogo sono uno successivo all'altro; anche la copertina è praticamente la stessa, cambiano ovviamente solo i titoli delle canzoni..
“Non dimenticar” è una cover del successo del 1952 di Flo Sandon's scritto da Gino Redi (pseudonimo di Luigi Pulci) per la musica e dal napoletano Michele Galdieri per il testo; il gallese la canta quasi tutta in inglese, con il testo di Shelley Dobbins scritto per Nat King Cole pochi anni prima.
“La fine” è la cover di un brano inglese, ''The End (Of the Rainbow)'', portato al successo da Earl Grant nel 1958, ma nell'etichetta non è indicato chi sia il traduttore in italiano; nel 1966 verrà inciso da Amedeo Minghi, al suo debutto, con un altro testo scritto da Mogol ed il titolo “Alla fine”, mentre nel 1968 Udo Jurgens userà il testo inciso da John Charles.
Anche in queste due canzoni dirige l'orchestra il Maestro Galassini.

1) Non dimenticar (Dobbins - Michele Galdieri-Gino Redi)
2) La fine (Jimmy Rotella-Jimmy Krondes-Sid Jacobson)

martedì 8 maggio 2012

Domenico Serengay - Forza Juve/Gioanin Pet Pet Sigàla (1968)












Finalmente ce l'abbiamo fatta: dopo anni di vicende alterne, che ci hanno visti anche, purtroppo, finire in serie B, siamo ritornati alla vittoria, ed abbiamo vinto il trentesimo scudetto, che ci consentirà di appuntare sulla gloriosa maglia bianconera la terza stella.
Come molti di voi sanno, sono juventino dalla nascita, anzi direi già da prima...figlio di juventini, ho avuto la fortuna di vivere i gloriosi anni '70, in particolare la seconda metà, quella della vittoria in coppa Uefa contro l'Atletico Bilbao e degli scudetti disputati fino all'ultimo minuto con i cugini granata (a cui auguro, veramente, di riuscire a tornare in serie A)....e sono sicuro che, per tutta la vita, sicuramente non cambierò mai per quel che riguarda il tifo: nella vita si può cambiare tutto, dalle idee politiche alle mogli, ma non la squadra di calcio, e bisogna diffidare di chi, nella propria vita, cambia passando, che so, dalla Juventus al Milan...
Per festeggiare il trentesimo scudetto nel blog, a partire da oggi parleremo di alcuni dischi legati in qualche modo alla Vecchia Signora, sempre cercando di alternare dischi "torinesi" (come quello di oggi) a dischi di artisti non torinesi e in alcuni casi, come vedremo, non italiani.
Ed iniziamo questa parentesi con questo disco di Domenico Serengay, il titolare della Kansas che, come sappiamo, era anche cantante in proprio, per lo più dialettale.
Questa "Forza Juve", che musicalmente ha un'aria un po' paesana, risale al 1968: in quell'anno l'allenatore era il paraguayano Heriberto Herrera, e nella formazione vi erano nomi come Sandro Salvatore, Castano, Roveta, Del Sol, Cinesinho, Zigoni....i primi giocatori bianconeri che ricordo, grazie alle mitiche figurine Panini.
Tornando a "Forza Juve", mentre il testo è dello stesso Serengay, la musica è di Mario Marcucci, che si occupa della direzione d'orchestra.
Sul retro c'è una canzone che già conosciamo, perchè ne abbiamo parlato qui : infatti "Gioanin Pet Pet Sigala", personaggio tipico della tradizione piemontese, era già stata pubblicata come lato B di "Turin 'd seira"; qui la direzione d'orchestra è di Barimar.

1) Forza Juve (Domenico Serengay-Mario Marcucci)
2) Gioanin Pet Pet Sigala (Domenico Serengay)