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martedì 13 settembre 2016

Nilla Pizzi - Dopo di noi/Resta come sei (1966)












Nel 1966 Nilla Pizzi era un nome di secondo piano nella musica leggera italiana: pur continuando ad incidere con continuità per varie etichette (dal 1960, al termine del contratto con l'RCA, per la Titanus, la Sprint, la SIR e la Pig) i suoi dischi non entrano più in classifica.
Come per altri cantanti melodici italiani, il successo invece continua in Sudamerica, dove la cantante effettuerà numerose tournée; in Messico, ad Acapulco, la Pizzi apre anche un night chiamandolo "Portofino".
Nel 1966 firma un contratto con un'etichetta fondata l'anno precedente dal celebre pianista Arturo Benedetti Michelangeli con due soci, Giuseppe Boccanegra e Nicola Di Matteo, la BDM (dalle iniziali dei tre fondatori), con cui pubblicherà due 45 giri che sostanzialmente passano inosservati.
Il primo di essi lo presentiamo oggi: le due canzoni sono entrambe scritte per quel che riguarda la musica da Ettore Ballotta, pianista di estrazione jazzistica che si occupa anche degli arrangiamenti: "Dopo di noi", con il testo di Giorgio Calabrese, è sì una canzone melodica ma è moderna nelle sonorità, lontana dai brani del passato della Pizzi ("L'edera" o "Grazie dei fior"), e avrebbe meritato maggiori riscontri, così come "Resta come sei", meno interessante.
Anche nell'uso della voce la cantante cerca di staccarsi dagli stereotipi del suo stesso repertorio, con buoni risultati.


1) Dopo di noi (Giorgio Calabrese-Ettore Ballotta)
2) Resta come sei (Gualdi-Ettore Ballotta)

sabato 18 febbraio 2012

Natalino Otto - VIII° Festival de San Remo (1958)












Negli anni ‘50 i cantanti erano soliti registrare, oltre alle canzoni con cui erano in gara, anche alcune versioni dei brani presentati dagli altri artisti: Natalino Otto incise vari album di questo tipo, e quello che presentiamo oggi è l’edizione brasiliana di uno di questi dischi, dedicato all’edizione del 1958 che è passata alla storia, come tutti sanno, per “Nel blu dipinto di blu”: nel retro di copertina vi è una frase tratta da “Musica e dischi” che definisce questa edizione come la più rivoluzionaria ed interessante.
In effetti molte sono le canzoni degne di nota che Natalino Otto ripropone: sicuramente da ricordare è “L’edera”, uno dei brani che era considerato tra i favoriti per la vittoria e che Modugno travolse, mentre “I trulli di Alberobello” ha come autore della musica un giovane Umberto Bindi (ed è obiettivamente molto distante dai capolavori che il cantautore genovese scriverà in coppia con Giorgio Calabrese).
Solo una canzone è stata presentata al festival da Natalino Otto, ed è “Fantastica”, canzone che è anche legata a Torino: infatti il testo è di Armando Costanzo, uno dei più noti parolieri torinesi, partecipante a tre festival (oltre a questo, anche nel 1953 e nel 1956), autore per Fred Buscaglione e Fiorella Giacon, e che qui sul blog abbiamo conosciuto presentando il disco dei fratelli Artero, “Good Bye, Sauze d’Oulx”.
Torniamo a Natalino Otto: in questo album è accompagnato da Alberto Semprini e dal suo sestetto, che era costituito da Pupo De Luca alla batteria, Walter Beduschi al basso, Mario Migliardi all’organo hammond, Bruno De Filippi alla chitarra, Ebe Mautino all’arpa e lo stesso Semprini al pianoforte.
Un album interessante, anche ascoltato oggi a distanza di più di cinquant’anni.
A fianco dei titoli e degli autori, abbiamo inserito gli esecutori originali dei brani riproposti da Natalino Otto, interprete su cui torneremo presto in altre occasioni.

LATO A

1) Nel blu dipinto di blu (Domenico Modugno-Franco Migliacci-Domenico Modugno) Johnny Dorelli e Domenico Modugno
2) Timida serenata (Nisa-Gino Redi) Carla Boni & Gino Latilla, e Aurelio Fierro & Gloria Christian
3) Cos’è un bacio (Vincenzo Rovi-Giampiero Boneschi) Claudio Villa & Gino Latilla e Gloria Christian
4) Fragole e cappellini (Mario Panzeri-Saverio Seracini) Claudio Villa & Duo Fasano; Aurelio Fierro & Trio Joyce
5) La canzone che piace a te (Raffaele Cutolo-Marino De Paolis-Mario Ruccione) Nilla Pizzi & Aurelio Fierro e Claudio Villa & Duo Fasano
6) Giuro d’amarti così (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Claudio Villa e Nilla Pizzi

LATO B

1) L’edera (Vincenzo D’Acquisto-Saverio Seracini) Nilla Pizzi e Tonina Torrielli
2) I trulli di Alberobello (Giovanni Ciocca-Umberto Bindi) Duo Fasano e Aurelio Fierro & Trio Joyce
3) Fantastica (Armando Costanzo-Coriolano Gori-Piero Bentivoglio) Johnny Dorelli e Natalino Otto
4) Campana di Santa Lucia (Bixio Cherubini-Carlo Concina) Claudio Villa e Giorgio Consolini
5) Amare un’altra (Riccardo Pazzaglia-Giorgio Fabor) Gino Latilla e Nilla Pizzi
6) Nozze d’oro (Franco Conti-Giorgio Cavalli-Enrico Canelli) Tonina Torrielli & Duo Fasano e Trio Joyce

domenica 13 marzo 2011

Nilla Pizzi – Ninna nanna delle 12 mamme/Sotto il cielo delle Antille (1969)












Per la scomparsa della Regina della canzone, avvenuta ieri, abbiamo pensato di postare un 45 giri “minore” nella discografia della cantante, ed un ricordo di un musicista….cominciamo dal disco.
Negli anni ’60 Nilla Pizzi attraversa un periodo di decadenza, dal punto di vista del successo, come molti altri artisti suoi coetanei, e ciò la porta a passare da una casa discografica all’altra, sempre comunque minori: la Titanus (1960-1962), SIR (1963-1964), PIG (1964-1966), Equipe (1968-1971), per poi approdare negli anni ’70 alla più prestigiosa Ariston. Per queste etichette, oltre a nuovi brani inediti, inciderà sia rivisitazioni dei suoi vecchi successi, sia interpretazioni di canzoni già note di altri artisti, ed in questo contesto si colloca l’album “Le canzoni degli anni ‘20”, inciso nel 1969 per l’Equipe, l’etichetta di Italo Allione, con gli arrangiamenti del maestro Vittorio Sforzi, e che racchiude appunto 12 canzoni di quel decennio, tra cui le due pubblicate in questo 45 giri (la cui foto di copertina riprende un particolare di quella del 33).
“Ninna nanna delle 12 mamme” è una canzone celeberrima, scritta da Odoardo Spadaro nel 1919, che risente del clima bellico, visto che la Grande Guerra era terminata da pochi mesi: infatti il testo, molto triste, racconta le vicende di dodici mamme che crescono i loro figliuoli i quali, divenuti adulti, partono per la guerra per non ritornare mai più.
“Sotto il cielo delle Antille” è invece scritta da Ripp, pseudonimo di Luigi Miaiglia, autore di molte canzoni (tra cui “Creola”, su testo di Bel Amì, alias Anacleto Francini).
Ma veniamo ora al ricordo del musicista, di cui ho parlato all’inizio: si tratta del mio concittadino Guido Guglielminetti, e so già che molti si staranno chiedendo che cosa c’entri mai l’attuale bassista di Francesco De Gregori, nonché autore della musica di “Un’emozione da poco” per Anna Oxa (su testo di Ivano Fossati), con Nilla Pizzi. Più di un anno fa ho intervistato Guglielminetti per “Musica leggera”; poi per vari motivi (legati, se ricordo bene, alla sovrabbondanza di materiale per quel numero) l’intervista non è stata pubblicata. Guglielminetti in essa raccontava molte cose interessanti, tra cui questa che vi copio ed incollo:

VV: Come mai hai smesso nel 1974 di suonare per la Numero Uno?

GG: Perché è successo che nel 1974 io sono stato assunto dalla Ariston come session man nei loro studi, fui contattato da un musicista ora scomparso, che prima di diventare direttore artistico della Ariston era stato uno dei componenti del Quartetto Radar, Gianni Guarnieri, ed io accettai, perchè era una specie di impiego, con uno stipendio ed un impegno fissi, e parallelamente lo propose anche a Ricky Belloni e a Paolo Siani...uno dei primi lavori che feci, ed è proprio un bel ricordo,furono due dischi registrati tutti e due dal vivo in studio, che ho registrato con una grandissima professionista che è Nilla Pizzi (e non so se in copertina sono accreditato oppure no). 
Me li ricordo bene perché, io ero ancora un ragazzino, avrò avuto 22 anni, con una signora grande, eravamo negli studi della Ariston a Milano, oltre a me c’erano un pianista ed un batterista che all’epoca dovevano avere già sessant’anni, e di cui non mi ricordo assolutamente i nomi…la signora non so quanti anni avesse, ma comunque era già grande…e dovevamo suonare tutto in diretta, in modo così scoperto.
Abbiamo fatto un disco tutto di tanghi ed un altro dei suoi successi, ed al di là del genere, per cui io all’inizio l’avevo presa anche un po’ sul ridere, poi quando mi sono ritrovato a lavorare con questi professionisti ho detto “Signori miei…!”, ed infatti io di questa esperienza ne parlo con fierezza, oltre che con affetto, perché ho visto una professionista al lavoro.
E poi una persona di una simpatia, di un’umanità unica….e poi io ero piccolo, mi trattavano benissimo.
Per me è stato un grande risultato, perché trovarmi a suonare, e a suonare a quanto pare bene, delle cose di cui io neanche forse conoscevo l’esistenza…..ed infatti questi due signori mi hanno fatto poi fatto anche i complimenti.

I due dischi in cui ha suonato Guglielminetti sono “Nilla Tango”, pubblicato dalla Ariston alla fine del 1974 (AR/LP 12177) e “Nilla Pizzi e i suoi grandi successi”, pubblicato l’anno successivo (evidentemente la Ariston scelse di distanziare le uscite dei due dischi, pur essendo entrambi registrati nelle stesse sessioni).
Ecco, ricordiamo Nilla Pizzi con le parole di Guido Guglielminetti:  una professionista ed una persona di una simpatia e di un’umanità unica.

1) Ninna nanna delle 12 mamme (Odoardo Spadaro)
2) Sotto il cielo delle Antille (Ripp)