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giovedì 17 novembre 2011

Concerto per Alberto Cesa - 4 dicembre 2011


Ci ha scritto Ita, sorella di Alberto Cesa, il leader dei Cantovivo di cui abbiamo già parlato nel blog, purtroppo scomparso quasi due anni fa.
Ita è anche lei un'artista come il fratello, si occupa tra le altre cose di regia, ma si dedica anche al ricordo delle ricerche musicali di suo fratello, con i Cantovivo e da solo, e proprio per questo motivo la serata pubblicizzata nella locandina qui sopra è particolarmente rilevante.

Ciao, 
spero di farti cosa gradita inviandoti la locandina del concerto dedicato ad Alberto il prossimo 4 dicembre al Conservatorio di Torino.
Spero che potrai partecipare e magari anche a diffondere la notizia...
Grazie, 
                                                              Ita

Gli amici del blog di Torino ci saranno....e spero che anche qualche non torinese riesca ad organizzarsi e ad esserci: con l'occasione verrà anche presentato il volume "Il Canzoniere del Piemonte".
Ci vediamo il 4 dicembre!

lunedì 17 ottobre 2011

Cantovivo - La luna e 'l sul (1983)


 
La luna....
Abbiamo già parlato dei Cantovivo, sicuramente il più importante gruppo di folk revival piemontese, quando alcuni mesi fa abbiamo presentato “Leva la gamba”, il secondo album del complesso.
“La luna e’l sul” viene pubblicato dopo più di tre anni dal precedente, ma si tratta di un disco doppio: la formazione è la stessa, con Alberto Cesa, Donata Pinti e Franco Lucà tra gli altri.
Anche questo disco, curatissimo non solo nella parte grafica e nel libretto interno ( che riporta i testi in piemontese, le traduzioni ed alcune note storico-filologiche sui brani), ma persino nelle quattro etcihette (che riproducono la luna e ‘l sul) è pubblicato dalla Ponzo Records.
L’album è stato registrato al “Dynamo Sound Studio” di Marco Cimino, il leader del gruppo di rock progressivo Errata Corrige.
...e 'l sul
Tra i brani contenuti sono da segnalare un arrangiamento strumentale della notissima “La bergera”, alcune ballate che, se cantate in italiano, potrebbero far parte del repertorio di cantautori come Branduardi e De André ( “El fiol del re”, “Gli anelli”, “Prinsi Rinald”), spesso con tematiche “noir” (stile “murder ballads” di Nick Cave) e qualche strumentale originale di Alberto Cesa.
Sarebbe ora che venissero riscoperti e riascoltati, dopo quasi trent’anni, questi dischi, specialmente (ma non solo) in Piemonte: vanno benissimo le notti della taranta, ma la nostra tradizione popolare offre anche altro, come i Cantovivo (ed altri gruppi, cito La Ciapa Rusa e la Lionetta) hanno dimostrato.

LATO A – DISCO UNO

1) A) La luna e ‘l sul B) Danza medievale: ductia
2) A) Ninna nanna del gatto B Ninna oh
3) Gigin
4) El fiol del barba Toni
5) Curente della Valle di Viù
6) El fiol del re

LATO B – DISCO UNO

1) Ben veni mag
2) Gli anelli
3) La bergera
4) Quand Maté nu va a vijé
5) Mazurka

LATO A – DISCO DUE

1) Prinsi Rinald
2) O bela fija
3) Sbrando
4) Pover suldà
5) Girumeta
6) Vostu chi giogu

LATO B – DISCO DUE

1) Le repliche di Marion
2) Curenta dei sette salti
3) Da ‘n tera an pianta
4) La barchetta
5) Magninà

lunedì 7 febbraio 2011

Cantovivo – Leva la gamba (1979)

 










Ho conosciuto Alberto Cesa nel 1990 o 1991, in occasione di alcuni concerti che abbiamo effettuato con altri artisti tra cui i Cantovivo, il gruppo fondato da Cesa, Donata Pinti e Franco Lucà nel 1974.
Non riesco a ricordarmelo senza ghironda: anche nei momenti in cui non si suonava, il suo strumento era sempre lì presente….una grande persona, oltre che un grande artista.
Purtroppo ci ha lasciati poco più di un anno fa, il 6 gennaio 2010, e sono sicuro che, come al solito, Torino lo dimenticherà in fretta, purtroppo.
Per ricordarlo nel blog, oggi parliamo di quello che forse è il disco più celebre dei Cantovivo, “Leva la gamba”, del 1979, l’album che vinse il Grand Prix International du Disque di Montreux e che consentì al gruppo di effettuare tournée in tutta Europa.
Nel 1979 Peter Gabriel non aveva ancora scoperto la world music, Paul Simon non aveva ancora inciso "Graceland" e, per rimanere in Italia, Fabrizio De André e Mauro Pagani non avevano ancora progettato “Creuza de ma”: ma c’era già qualcuno che stava percorrendo quella strada, riscoprendo le antiche melodie delle valli piemontesi e dell’Occitania e le musiche studiate nell’800 da Costantino Nigra.
Tutti i brani sono tradizionali, rielaborati dai Cantovivo; alla rielaborazione dei brani, per quel che riguarda la parte musicale, collabora Toni Asquino, cantautore torinese attivo dai primi anni ’70.
L’unica eccezione è ‘’Il disertore’’, traduzione della canzone francese ‘’Le deserteur” di Jean Loup Baly (da non confondere con l’omonimo brano di Boris Vian); la canzone più famosa dell’album è però “Barbagal”, riproposta in seguito dai Cantovivo in altre incisioni successive.
Il disco, pubblicato dalla Ponzo Records, etichetta torinese (di cui riparleremo in altri post) distribuita dalla CGD, è anche molto curato dal punto di vista grafico, con la copertina apribile e, all’interno, tutti i testi in piemontese con la traduzione.

LATO A

1) Giga
2) Diga janeta
3) La mau marideia
4) Danza dell’estate
5) Donna lombarda

LATO B

1) Bourreé
2) Barbagal
3) Il disertore
4) Danze di Bagolino
5) Questua delle uova
6) Leva la gamba