Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Picci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Picci. Mostra tutti i post

venerdì 3 giugno 2016

Carmelo Pagano - Io non vivrò/Tu sei lì che mi aspetti (1972)













Di Carmelo Pagano avevamo presentato, tempo fa, il suo disco di debutto (con la celeberrima "L'amore se ne va", vincitrice nel 1966 del Festival dellle Rose), mentre oggi invece parliamo dell'ultimo 45 giri che incise nel 1972, uno dei suoi dischi meno noti anche perché pubblicato da una piccola etichetta romana, la Picci, che era distribuita dalle Messaggerie Musicali ma sicuramente non aveva i mezzi delle precedenti etichette del cantante siciliano, l'RCA Italiana e l'Ariston.
Il brano sul lato A è "Io non vivrò", che inizia con un arpeggio di pianoforte a cui, dopo il rumore di un incidente, si aggiunge la batteria e poi gli altri strumenti; il testo racconta infatti di un'automobile che sbandando esce fuoristrada nel fiume, lasciando il protagonista solo poichè la compagna muore.
Una voce femminile, forse una corista, canta insieme a Carmelo in un dialogo fra i due in cui lui afferma di non poter più vivere senza di lei, che invece lo incoraggia a continuare.
Il brano sul retro è più ritmato, con i fiati in evidenza, e forse avrebbe funzionato di più come lato A; il testo racconta la fine di un amore.
Entrambi i brani sono arrangiati da Giacomo Dell'Orso; le parole sono di Giuseppe Cassia, che era anche il titolare della Picci, mentre le musiche sono dello stesso Pagano, che si firma, chissà perché, Victor.

1) Io non vivrò (Giuseppe Cassia-Carmelo Pagano)
2) Tu sei lì che mi aspetti (Giuseppe Cassia-Carmelo Pagano)

domenica 15 maggio 2011

Ernesto Bassignano – Guarda verso riva/Da terra arida (1972)












Oggi parliamo del primo 45 giri di Ernesto Bassignano, che fa seguito ad un EP "militante" pubblicato dal PCI, partito in cui militava il cantautore, sicuramente il più politicizzato tra quelli che hanno iniziato la loro carriera musicale al Folkstudio.
Questa volta il disco viene pubblicato da una piccola casa discografica romana, la Picci, attiva nei primi anni '70.
Chi legge “Musica leggera” sa che questo disco vede la partecipazione di Francesco De Gregori, come ha raccontato lo stesso Bassignano nell'intervista pubblicata nel numero 3 di marzo 2009 e di cui riportiamo alcuni passi:

Vito: Poi hai inciso un 45 giri per la Picci.....

Ernesto: Sì, nel frattempo loro (Venditti e De Gregori) avevano già firmato con Micocci. Un giorno venne al Folkstudio a vedermi questo paroliere, che aveva scritto delle cose abbastanza note...

Vito: Giuseppe Cassia. La Picci era sua e, se non erro, il nome dovrebbe derivare dalle iniziali, Pino Cassia....

Ernesto: sì, Cassia....mi ascoltò e mi propose di fare il 45 giri. Lo registrammo nello studio di Mario Cenci, il chitarrista di Peppino Di Capri, che produsse il disco ma non suonò la chitarra. Una cosa che nessuno sa è che la chitarra a 12 corde che si sente nel disco è quella di Francesco De Gregori, che venne con me a registrare e che non è indicato in copertina, mentre l'altra chitarra acustica è la mia.Cenci, se ricordo bene, dovrebbe aver fatto qualcosa al pianoforte.

In realtà, ascoltando le due canzoni (due brani nello stile tipico dei cantautori dell'epoca), il pianoforte non c'è, ma vi è invece un organo; inoltre sono presenti un flauto e, in “Da terra arida”, un'armonica a bocca (probabilmente anch'essa suonata da De Gregori).
In “Guarda verso riva” vi è nel testo un verso che è una sorta di risposta ad Orietta Berti, o meglio a Pace e Panzeri: “Se la barca va non lasciarla andare”.
Bassignano riprenderà “Da terra arida” nell'album del 1975, “Moby Dick”, di cui parleremo prossimamente.

1) Da terra arida (Leo Capello-Ernesto Bassignano)
2) Guarda verso riva (Leo Capello-Ernesto Bassignano)