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domenica 12 novembre 2017

Salvatore Maddalena - Solo più che mai/Una cosa da nulla (1966)













Nulla so su Salvatore Maddalena, che pubblicò un 45 giri per la DKF Folklore, etichetta torinese del Maestro Happy Ruggiero, nel 1966: in copertina e sull'etichetta, chissà perchè, il nome e il cognome sono riportati all'inverso, quindi Maddalena Salvatore, con l'aggiunta "Da Formia", e quindi suppongo che il cantante provenisse dalla cittadina del Lazio: come mai era arrivato a incidere a Torino? Quando qualche anno fa ho fatto vedere a Ruggiero il 45 giri non ha saputo darmi nessuna informazione, non ricordava nulla di questo disco e delle canzoni. E allora ascoltiamole: il lato A è la cover di "Strangers in the night", già incisa da Johnny Dorelli con lo stesso testo (scritto da Ermanno Parazzini, il cui nome non è riportato sull'etichetta, chissà perchè). "Una cosa da nulla" vede lo stesso Ruggiero tra gli autori, ed è un brano melodico senza infamia e senza lode, con una chitarra acustica solista in evidenza e un testo d'amore. Il testo è firmato Perrera, autore sconosciuto: in Siae risulta iscritto un certo Salvatore Perrera, che sia lui? La voce di Salvatore Maddalena ha un'impostazione classica, da tenorino, pur con qualche incertezza qui e là. Sul retro copertina vi è la pubblicità dell'album "Centochitarre" di Peps Garino e i Cosacchi, una delle prime emissioni su LP della DKF.

1) Solo più che mai (Ermanno Parazzini-Bert Kaempfert-Charles Singleton-Eddie Snyder)
2) Una cosa da nulla (Perrera-Happy Ruggiero)

venerdì 26 luglio 2013

Johnny Dorelli - 30 anni di canzoni d'amore (1966)





Il post di oggi è dedicato ad un album del 1966 di Johnny Dorelli, in cui reinterpreta alcune tra le più note canzoni d'amore a partire dagli anni '30 fino ad arrivare agli anni '60, da cui il titolo "30 anni di canzoni d'amore".
Il disco si apre con la notissima "Parlami d'amore Mariù", che non ha certo bisogno di presentazioni, lanciata da Vittorio De Sica nel 1932 (e che quindi è la canzone più vecchia tra quelle di quest'album).
"Nostalgico slow" è un celebre brano scritto da Mario Bonavita (che si firmava Marf) per il testo e da Vittorio Mascheroni per la musica.
"Melodie al chiar di luna" è scritta da Eldo Di Lazzaro, che però per il testo usa uno pseudonimo, Dale.
Un piccolo mistero su "Il giovanotto matto": se controllate, in qualsiasi pubblicazione che questo brano ha avuto (dall'originale di Ernesto Bonino in avanti) vedrete che ha sempre avuto la firma del solo Lelio Luttazzi;: in Siae però alla sua firma si affianca, come compositore, quella di Stanislao Gastaldon: c'è un famoso compositore torinese (figlio di padre veneto, come testimonia il suo cognome), celebre per la romanza "Musica proibita", che ha questo nome, ma morì nel 1939, e peraltro è a lui che si riferisce il deposito SIAE visto e considerato che è l'unico iscritto con questo nome....rimane il fatto che Luttazzi ha sempre raccontato di aver composto la canzone quando ancora si trovava a Trieste.
Resta quindi il mistero sulla firma di Gastaldon, che risolviamo subito: avete presente il ritornello del brano di Luttazzi, ai versi "Vorrei baciare i tuoi capelli neri, le labbra tue, gli occhioni tuoi sinceri" che la nonna Carolina racconta che ai suoi tempi dicevano gli innamorati? Bene, quei versi (....e quella melodia) sono tratti proprio da "Musica proibita", e quindi Luttazzi per questa citazione ritenne di aggiungere alla sua firma quella di Gastaldon.
Vittorio Mascheroni firma il testo di "Quando piange il ciel" con lo pseudonimo Gargantino, mentre la musica di "Che musetto!" è del maestro Enzo Ceragioli, che è anche l'arrangiatore dell'album.
"T'ho voluto bene" è in realtà "Non dimenticar che ti ho voluto tanto bene", con il titolo accorciato forse per evitare confusione con la precedente "Non dimenticar le mie parole".
I tre brani conclusivi sono anche i più recenti e non hanno bisogno di presentazioni, essendo le celeberrime "Arrivederci Roma" e "Roma non far la stupida stasera", di Garinei e Giovannini, e una canzone dal repertorio di Tenco, "Angela".
Un disco sicuramente da riscoprire, e con cui inauguriamo la ricostruzione della discografia su LP di Johnny Dorelli, che riprenderemo tra qualche mese con un altro album degli anni '60.

LATO A

1) Parlami d'amore Mariù (Ennio Neri-Cesare Andrea Bixio)
2) Nostalgico slow (Marf-Vittorio Mascheroni)
3) Non dimenticar...(le mie parole) (Alfredo Bracchi-Giovanni D'Anzi)
4) Un giorno ti dirò (Umberto Bertini-Gorni Kramer)
5) Bambina innamorata (Alfredo Bracchi-Giovanni D'Anzi)
6) Silenzioso slow (Alfredo Bracchi-Giovanni D'Anzi)
7) Melodie al chiaro di luna (Eldo Di Lazzaro)
8) Il giovanotto matto (Lelio Luttazzi)

LATO B

1) Quando piange il ciel (Vittorio Mascheroni-Carlo Alberto Rossi)
2) Che musetto! (Giancarlo Testoni-Enzo Ceragioli)
3) Scalinatella (Enzo Bonagura-Giuseppe Cioffi)
4) Amore baciami (Giancarlo Testoni-Carlo Alberto Rossi)
5) T'ho voluto bene (Michele Galdieri-Gino Redi)
6) Arrivederci Roma (Pietro Garinei-Sandro Giovannini-Renato Rascel)
7) Angela (Luigi Tenco)
8) Roma non far la stupida stasera (Pietro Garinei-Sandro Giovannini-Armando Trovajoli)


venerdì 8 marzo 2013

AA.VV. - 7° Burlamacco d'oro (1964)












Tutti quelli (specialmente giornalisti) che si lamentano oggi dei talent show e rimpiangono un passato in cui i cantanti venivano scoperti senza gare e competizioni ma basandosi su una valutazione oggettiva del talento eventualmente esistente dimostrano soltanto di non conoscere nulla del passato: i talent show sono sempre esisititi, solo che una volta non si chiamavano così.
Negli anni '60 l'Italia aveva un festival in ogni regione, ma che dico, uno in ogni provincia, e non erano altro che un modo per selezionare nuovi cantanti: oltre ai due maggiori, Castrocaro ed Ariccia, c'erano altri festival (Bellaria, Ancora, Pesaro, Rieti dedicato ai complessi) dove si avvicendavano nomi noti con debuttanti (e che quindi stavano a metà strada, diciamo così, tra quelli per cantanti affermati e quelli per giovani), ed altri ancora più piccoli solo per le voci nuove, come la "Fiera della Canzone Italiana" di Milano, a cui nel 1967 partecipa un certo Rosalino Cellamare, o il "Festival Internazionale dei Ragazzi" di Sanremo, che nell'edizione del 1965 vede tra i partecipanti una certa Carla Bissi di Forlì.
Pensate che un festival come la "Sei giorni della canzone" vedeva la partecipazione di ben cento cantanti in cinque giorni, e se è vero che tutti i partecipanti avevano già una casa discografica la maggior parte di essi erano comunque dei debuttanti.
Il disco che presentiamo oggi riguarda uno di questi festival per nomi però gia affermati o quasi, il "Burlamacco d'oro", noto anche come "Festival di Viareggio", nato nel 1958 per iniziativa del paroliere e compositore Aldo Valleroni come manifestazione musicale legata al Carnevale di Viareggio; l'edizione è quella del 1964, presentata da Johnny Dorelli, ed il disco doppio aveva finalità benefiche, in quanto era a sostegno della Croce Rossa Italiana.
Il vincitore quell'anno fu Gianni Morandi con "In ginocchio da te", ma molte altre canzoni raggiunsero la notorietà, come "Una rotonda sul mare", successo bandiera di Fred Bongusto (curiosamente qui intitolato "La rotonda sul mare"), "Dammi il numero di telefono" di Remo Germani o "Come ti vorrei" della Zanicchi.
Come al solito vi sono sulle etichette differenze tra gli autori presenti e le firme reali in Siae: in un caso, quello della canzone di Bongusto, ciò può essere spiegato con il fatto che non era forse considerato opportuno che la firma dell'organizzatore Valleroni apparisse anche come autore di un brano in gara.
Divertente l'ironica "Non gettarmi la sabbia negli occhi" di Bramieri, mentre la canzone di Gloria Christian, "C'era la luna" è da ricordare per il testo, di soli tre versi: "C'era la luna, c'era la luna, / era una notte d'estate, / era una notte d'estate": Marcello Zanfagna evidentemente si ispirava a Quasimodo e Ungaretti.
La canzone di Del Turco lo vede collaborare nella scrittura con il cognato Endrigo (presente anche come cantante con "Ora che sai") e con Gianni Meccia, e sicuramente la musica risente delle atmosfere del cantautore istriano; quella di Peppino Di Capri, "Piccatura", si fa invece notare per l'uso di uno scacciapensieri a richiamare, abbastanza ovviamente, la Sicilia (citata nel testo).
Alcuni dei cantanti partecipanti, come Tony Dallara (la cui canzone "Quattro parole" nel 1964 suonava sicuramente di maniera, in particolare per l'arrangiamento, così come quella di Elsa Quarta) o Betty Curtis, provenivano da anni di successo ma avevano imboccato da qualche tempo la strada per un declino più o meno lento, mentre altri si erano appena affacciati al mondo discografico, da poco più di un anno come lo stesso vincitore Morandi o da pochi mesi come la Cinquetti (con un brano scritto dal Guardiano del Faro pre-moog).
"C'è una cosa che non sai" di Gaber è interessante musicalmente: si tratta infatti di un bel blues con un assolo centrale di sax e, tra tante riscoperte del suo repertorio, meriterebbe anche questa di ritornare alla luce.
Tra le cover vi è "Perché l'ho fatto" di Fabrizio Ferretti, che è un successo di James Darren scritto da Fred Anisfield con il testo in italiano di Alberto Testa (il titolo originale è "Backstage"), inciso in seguito anche da Gene Pitney, "Sola nel sole" della brava Jenny Luna, versione italiana di "I wake up crying" di Burt Bacharach con il testo di Giorgio Salvioni e "Pagherai" di Cocky Mazzetti, incisa nello stesso periodo anche da Betty Curtis e Petula Clark, che è "Torture", lanciata da Kris Jensen e poi dagli Everly Brothers.
Non so invece quale sia la versione originale di "Non mi illudo più", la cui musica è di Frank Pourcel.
Un disco che restituisce intatto il clima dei festival degli anni '60, quando ancora esisteva la musica leggera italiana.

LATO A

1) La rotonda sul mare (Franco Migliacci-Aldo Valleroni-Fred Bongusto-Pietro Faleni)
2) Gino Bramieri - Non gettarmi la sabbia negli occhi (Leo Chiosso-Gigi Cichellero)
3) Gloria Christian - C'era la luna (Marcello Zanfagna-Gino Conte)
4) Gigliola Cinquetti - Il primo bacio che darò (Federico Monti Arduini-Pietro Orsini-Federico Monti Arduini)
5) Betty Curtis - Per te non riesco a dormire (Francesco Specchia-Oronzo Leuzzi)
6) Tony Dallara - Quattro parole (Aldo Locatelli-Sandro Taccani)

LATO B

1) Riccardo Del Turco - M'hanno detto che (Gianni Meccia-Riccardo Del Turco-Sergio Endrigo-Riccardo Del Turco)
2) Peppino Di Capri - Piccatura (Valerio Vancheri-A.Fange-Valerio Vancheri)
3) Johnny Dorelli - Era settembre (Daniele Pace-Johnny Dorelli)
4) Sergio Endrigo - Ora che sai (Sergio Endrigo-Luis Enriquez Bacalov-Sergio Endrigo)
5) Fabrizio Ferretti - Perché l'ho fatto (Alberto Testa-Fred Anisfield)
6) Giorgio Gaber - C'è una cosa (Giorgio Gaber-Renato Angiolini-Giorgio Gaber)
7) Remo Germani - Dammi il numero di telefono (Alessandro Colombini-Tullio Romano-Bruno De Filippi-Ezio Leoni)

LATO C

1) Fausto Leali - Ho perduto (Leda Ranzato-Eros Sciorilli)
2) Jenny Luna - Sola nel sole (Giorgio Salvioni-Hal David-Burt Bacharach)
3) Bruno Martino - Ciao notte (Bruno Brighetti-Bruno Martino)
4) Cocky Mazzetti - Pagherai (Leo Chiosso-John Loudermilk)
5) Gianni Morandi - In ginocchio da te (Franco Migliacci-Bruno Zambrini)
6) Gino Paoli - Vivere ancora (Gino Paoli)
7) Paola Penni - Non mi illudo più (Vito Pallavicini-Frank Pourcel)

LATO D

1) Elsa Quarta - Ero la più felice delle donne (Francesco Speccia-Gianfranco Monaldi)
2) I Quattro di Lucca - Soltanto tu (Aldo Valleroni-Francesco Arrighini-Giovanni Tommaso)
3) Renato Rascel - Non esitar (Renato Rascel)
4) Luciano Tajoli - Una notte è passata (Aldo Valleroni-Dino Bronzi-Aldo Valleroni)
5) Henry Wright - Fra le mie braccia (Alberico Gentile-Giuseppe Torrebruno-Calogero Lentini)
6) Iva Zanicchi - Come ti vorrei (Francesco Specchia-Bertrand Russell Berns)


lunedì 11 febbraio 2013

AA.VV. - Sanremo '68 (CGD)












Ed anche quest'anno, puntuale come il Natale, la Pasqua e il 25 aprile, è arrivato Sanremo, e come di consueto qui nel blog dedichiamo alcuni post, a partire da oggi, a dischi legati a questa manifestazione: dischi del passato che ci fanno rimpiangere quelle vecchie edizioni del festival.....o è solo il rimpianto per il tempo passato e per, come dice il poeta, "la gioventù che non torna più"? Mah....
Come sapete per molti anni ogni casa discografica pubblicava la sua raccolta sul festival, con le canzoni dei cantanti che incidevano per lei in versione originale, mentre gli altri brani erano interpretati da altri cantanti dell'etichetta, a volte minori: in molte di queste antologie si trovano rarità di nomi poi diventati molto noti, da Claudio Baglioni a Lucio Dalla.
Oggi presentiamo la raccolta della CGD relativa al festival del 1968, come ricorderete vinto da "Canzone per te", bel brano scritto da Sergio Bardotti ed Endrigo ed interpretato dal cantautore di Pola in abbinamento con Roberto Carlos: proprio quest'ultima è la versione qui presente, ed ha il testo con alcune variazioni rispetto a quello di Endrigo: lo stesso cantautore istriano, nel bel libro curato da Doriano Fasoli e Stefano Crippa, “Sergio Endrigo. La voce dell'uomo” (pubblicato dalle Edizioni Associate nel 2002) a pagina 65 racconta il perché:

Lui l'ha incisa seguendo come riferimento il testo del provino, mentre nel frattempo io e Bardotti avevamo leggermente modificato le parole, e così la sua versione su disco è diversa da quella che ho inciso io”.

La canzone che apre il disco è invece in versione originale: si tratta di "La farfalla impazzita", scritta da un Lucio Battisti ancora poco conosciuto, che Dorelli presentò in abbinamento con Paul Anka.
Un altro nome ancora poco noto ma che in seguito diventerà uno dei cantautori italiani più famosi è Roberto Vecchioni, autore del testo di "Sera", su musica di Andrea Lo Vecchio, interpretata da Giuliana Valci e Gigliola Cinquetti: ho sempre trovato divertente foneticamente la coppia di autori Vecchioni-Lo Vecchio, e sarebbe divertente se i due tornassero a collaborare insieme scrivendo una canzone con Jovanotti....Vecchioni inciderà solo il ritornello di "Sera", all'interno del brano "Lui se n'è andato" che apre il 33 giri "Parabola".
Altri brani originali sono "Quando m'innamoro" dei Sandpipers, "La voce del silenzio" (con l'introduzione ispirata a Bach) di Paolo Limiti e “Da bambino”, che chiude il lato B del disco, e che Massimo Ranieri presentò in abbinamento con i Giganti, sicuramente più nelle corde del cantante napoletano che in quelle del complesso.
Lo stesso Ranieri interpreta "Canzone" di Don Backy, presente anche con "Casa bianca" cantata dai Camaleonti, la canzone cioè che fu la goccia che fece traboccare il vaso della sua pazienza e che gli fece abbandonare il Clan Celentano, tra carte bollate e avvocati.
Betty Curtis canta "Stanotte sentirai una canzone", in originale interpretata da Annarita Spinaci e dalla giapponese Yoko Kishi, ed il bel blues "La siepe", successo di Al Bano (in abbinamento con Bobbie Gentry).
I Profeti cantano anche loro due canzoni, la bruttina "La tramontana" interpretata da Antoine e Gianni Pettenati, e "Le opere di Bartolomeo", secondo me migliore, presentata dai Rokes dai Cowsills, mentre i piemontesi (di Pinerolo) Roll's 33 cantano "Il re d'Inghilterra" di Nino Ferrer (che l'autore interpreta con Pilade).
"Gli occhi miei", di Dino e Wilma Goich, è una bella canzone e Riccardo Del Turco si trova perfettamente a suo agio nell'interpretarla. 

LATO A

1) Johnny Dorelli - La farfalla impazzita (Mogol-Lucio Battisti)
2) Tony Del Monaco - La voce del silenzio (Mogol-Paolo Limiti-Elio Isola)
3) Betty Curtis - Stanotte sentirai una canzone (Tato Queirolo-Franco Bracardi)
4) Massimo Ranieri - Canzone (Don Backy-Detto Mariano-Don Backy)
5) I Profeti - La tramontana (Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) I Camaleonti - Casa bianca (Don Backy-Eligio La Valle-Don Backy)
7) Gigliola Cinquetti - Sera (Roberto Vecchioni-Andrea Lo Vecchio)

LATO B

1) I Sandpipers - Quando m'innamoro (Mario Panzeri-Daniele Pace-Roberto Livraghi)
2) Betty Curtis - La siepe (Vito Pallavicini-Pino Massara)
3) I Roll's 33 - Il re d'Inghilterra (Agostino Ferrari)
4) I Profeti - Le opere di Bartolomeo (Sergio Bardotti- Ruggero Cini)
5) Riccardo Del Turco - Gli occhi miei (Mogol-Carlo Donida)
6) Roberto Carlos - Canzone per te (Sergio Endrigo-Sergio Bardotti-Sergio Endrigo)
7) Massimo Ranieri - Da bambino (Riccardo Pradella-Renato Angiolini)

mercoledì 17 ottobre 2012

Tony Pagliano - L'immensità/Maria...ti prego (1967)












Pur essendo nato in Sicilia, Tony Pagliaro ha vissuto sin dagli anni ’50 a Torino, dove ha debuttato come cantante incidendo per la Fonit Cetra; passato nel decennio successivo alla DKF si è dedicato al folklore, incidendo nel 1966 un album che venne anche premiato come miglior disco folk dell’anno.
Non so perché nel 1967, incidendo il 45 giri che presentiamo ogi, adottò il cognome di Pagliano al posto del suo (e quando l’ho chiestoal titolare della DKF, Happy Ruggiero, non ha saputo rispondermi).
“L’immensità” è la nota canzone scritta da Don Backy e lanciata anche da Johnny Dorelli; la versione qui presente, nonostante i mezzi decisamente ridotti dell’etichetta, è ben realizzata.
Il retro è “Maria…ti prego”, una preghiera scritta da Ruggiero con Domenico Ravizza, mentre il testo è di Luciano Beretta: si tratta di una canzone melodica forse un po’ fuori tempo nel 1967.
Entrambe le canzoni sono realizzate con l’orchestra del Maestro Happy Ruggiero.

1) L'immensità (Mogol-Don Backy-Detto Mariano)
2) Maria...ti prego (Luciano Beretta-Domenico Ravizza-Happy Ruggiero)

sabato 18 febbraio 2012

Natalino Otto - VIII° Festival de San Remo (1958)












Negli anni ‘50 i cantanti erano soliti registrare, oltre alle canzoni con cui erano in gara, anche alcune versioni dei brani presentati dagli altri artisti: Natalino Otto incise vari album di questo tipo, e quello che presentiamo oggi è l’edizione brasiliana di uno di questi dischi, dedicato all’edizione del 1958 che è passata alla storia, come tutti sanno, per “Nel blu dipinto di blu”: nel retro di copertina vi è una frase tratta da “Musica e dischi” che definisce questa edizione come la più rivoluzionaria ed interessante.
In effetti molte sono le canzoni degne di nota che Natalino Otto ripropone: sicuramente da ricordare è “L’edera”, uno dei brani che era considerato tra i favoriti per la vittoria e che Modugno travolse, mentre “I trulli di Alberobello” ha come autore della musica un giovane Umberto Bindi (ed è obiettivamente molto distante dai capolavori che il cantautore genovese scriverà in coppia con Giorgio Calabrese).
Solo una canzone è stata presentata al festival da Natalino Otto, ed è “Fantastica”, canzone che è anche legata a Torino: infatti il testo è di Armando Costanzo, uno dei più noti parolieri torinesi, partecipante a tre festival (oltre a questo, anche nel 1953 e nel 1956), autore per Fred Buscaglione e Fiorella Giacon, e che qui sul blog abbiamo conosciuto presentando il disco dei fratelli Artero, “Good Bye, Sauze d’Oulx”.
Torniamo a Natalino Otto: in questo album è accompagnato da Alberto Semprini e dal suo sestetto, che era costituito da Pupo De Luca alla batteria, Walter Beduschi al basso, Mario Migliardi all’organo hammond, Bruno De Filippi alla chitarra, Ebe Mautino all’arpa e lo stesso Semprini al pianoforte.
Un album interessante, anche ascoltato oggi a distanza di più di cinquant’anni.
A fianco dei titoli e degli autori, abbiamo inserito gli esecutori originali dei brani riproposti da Natalino Otto, interprete su cui torneremo presto in altre occasioni.

LATO A

1) Nel blu dipinto di blu (Domenico Modugno-Franco Migliacci-Domenico Modugno) Johnny Dorelli e Domenico Modugno
2) Timida serenata (Nisa-Gino Redi) Carla Boni & Gino Latilla, e Aurelio Fierro & Gloria Christian
3) Cos’è un bacio (Vincenzo Rovi-Giampiero Boneschi) Claudio Villa & Gino Latilla e Gloria Christian
4) Fragole e cappellini (Mario Panzeri-Saverio Seracini) Claudio Villa & Duo Fasano; Aurelio Fierro & Trio Joyce
5) La canzone che piace a te (Raffaele Cutolo-Marino De Paolis-Mario Ruccione) Nilla Pizzi & Aurelio Fierro e Claudio Villa & Duo Fasano
6) Giuro d’amarti così (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Claudio Villa e Nilla Pizzi

LATO B

1) L’edera (Vincenzo D’Acquisto-Saverio Seracini) Nilla Pizzi e Tonina Torrielli
2) I trulli di Alberobello (Giovanni Ciocca-Umberto Bindi) Duo Fasano e Aurelio Fierro & Trio Joyce
3) Fantastica (Armando Costanzo-Coriolano Gori-Piero Bentivoglio) Johnny Dorelli e Natalino Otto
4) Campana di Santa Lucia (Bixio Cherubini-Carlo Concina) Claudio Villa e Giorgio Consolini
5) Amare un’altra (Riccardo Pazzaglia-Giorgio Fabor) Gino Latilla e Nilla Pizzi
6) Nozze d’oro (Franco Conti-Giorgio Cavalli-Enrico Canelli) Tonina Torrielli & Duo Fasano e Trio Joyce

domenica 8 gennaio 2012

AA.VV. - Cantagiro 1969 & Casatschok (1969)












Come già sapete, negli anni '60 e '70, in occasione delle varie manifestazioni musicali, ogni casa discografica preparava la propria compilation, e quindi per un festival come quello di Sanremo c'era l'album dell'RCA, quello della Ri-Fi, e così via.
Abbiamo già presentato dischi di questo tipo, ed oggi parliamo del 33 giri della CGD legato al Cantagiro del 1969, che ha inserito nel titolo anche la canzone “Casatschok” che di quella manifestazione era stato uno dei maggiori successi, interpretato da Dori Ghezzi che però incideva per la Durium: quindi qui viene riproposta da Rika Zarai, cantante israeliana che oggi fa la scrittrice, e che del resto aveva lanciato in Francia questo brano, ricalcato sulla canzone russa “Katyusha” di Matvey Blanter (che non è citato tra gli autori in questa antologia).
Le altre canzoni sono presenti nella versione originale, cioè quella presentata al Cantagiro: vi è anche una canzone di Dorelli, “Addio”, che non mi risulta essere tra quelle partecipanti quell'anno alla manifestazione.
Sicuramente le canzoni più note sono “Rose rosse” e “Viso d'angelo”, oltre a “Grazie dei fiori”, incisa da Paolo Simone in una versione sinceramente trascurabile; Marcella, quasi agli esordi, con “Il pagliaccio” (cover di una canzone tedesca intitolata “Sì sì signorina”, incisa anche dalla Caselli) passa inosservata, in attesa dell'exploit di “Montagne verdi”.
Curiosamente in questa edizione del Cantagiro sono presenti gli Anonima Sound, con Ivan Graziani alla voce solista, e i Baci, con alla batteria Gilberto Rossi detto “Attila” che, pochi anni dopo, diventerà il batterista “storico” di Ivan Graziani.
Apro una parentesi raccontando una cosa (su cui però, ovviamente, non ho nessuna prova): tanti anni fa parlando con Ivan Graziani dopo un concerto e chiedendogli come mai nell'album “Parla tu” la canzone omonima aveva anche la sua firma mentre nel 45 giri originale no, il cantautore mi aveva detto che, in realtà, il repertorio dell'Anonima Sound era praticamente tutto scritto da lui, con qualche contributo minimo di Gualazzi e Monacchi, ma che non le aveva potute depositare perchè non era ancora iscritto alla SIAE.
Provate ad ascoltare “Josephine”: vengono in effetti in mente i tanti ritratti femminili che Graziani dipingerà in seguito (la canzone, peraltro, non risulta depositata in SIAE).
Brave Giuliana Valci (che esegue una cover di “Les roses du Brouillard”) e Paola Musiani, e bella la canzone dei Profeti, “La mia voce”, in cui si riconosce lo stile personale del grande Totò Savio, mentre mi pare decisamente sottotono la Caselli con “Emanuel”, nonostante gli acuti, o meglio i tentativi di acuti (direi che la Caselli comincia qui la sua parabola discendente).

LATO A

1) Caterina Caselli – Emanuel (Daniele Pace-Mario Panzeri-Lorenzo Pilat)
2) Anonima Sound – Josephine (Herbert Pagani-Enzo Bonagura)
3) Giuliana Valci – Le rose nella nebbia (Claudio Daiano-Guy Dubeau-Pascal Auriat )
4) I Baci – Il successo della vita (Luciano Beretta-Claudio Cavallaro)
5) Paolo Simone – Grazie dei fiori (Mario Panzeri-Giancarlo Testoni-Saverio Seracini)
6) Marcella - Il pagliaccio (Mogol-Ralph Dokin-Günter Loose)

LATO B

1) Rika Zarai – Casatschok (Giancarlo Guardabassi-Danilo Alberto Ciotti-Boris Rubaschkin-Tony Perdone)
2) I Profeti – La mia voce (Daniele Pace-Totò Savio)
3) Paola Musiani – Deserto (Giancarlo Bigazzi-Claudio Cavallaro)
4) Johnny Dorelli – Addio (Giancarlo Bigazzi-Claudio Cavallaro)
5) Massimo Ranieri – Rose rosse (Giancarlo Bigazzi-Enrico Polito)
6) I Camaleonti – Viso d’angelo (Daniele Pace-Mario Panzeri-Flavio Carraresi-Elio Isola)