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venerdì 21 novembre 2025


INTERVISTA AD ALFREDO ROSSI

Una delle prime interviste che ho realizzato è stata, nel 2008, al discografico ed editore musicale Alfredo Rossi, che mi accolse nel suo ufficio pieno di dischi d'oro appesi al muro e foto con dedica, tra cui una di Nat King Cole, che trovate nell'articolo che venne pubblicato solo nel 2013, nel numero 5 di Nuovo Ciao Amici, quando ormai il signor Alfredo ci aveva lasciato. Credo che oggi avrei fatto altre domande, approfondendo di più certe questioni e chiedendo anche cose su altri artisti; ci fu solo una cosa che mi chiese di omettere, il nome dell'artista di cui si parla in occasione delle esibizioni a New York per gli emigranti italiani. In occasione dei due incontri a Milano in cui realizzammo l'intervista (il 13 febbraio e il 25 marzo 2008) Alfredo Rossi mi regalò un bel po' di 45 giri, alcuni particolari e rari (e che anni fa ho anche pubblicato in alcuni post) che, insieme alle cose che mi raccontò, mi rimangono come ricordo di un grande personaggio della nostra musica leggera.
































venerdì 3 gennaio 2014

Anna Identici - Apro gli occhi di donna su 'sta vita (1972)












Cominciamo l'anno con Anna.....un gioco di parole per presentare un album di Anna Identici, inciso nel 1972 dopo la svolta che la vide passare da cantante di musica leggera (peraltro spesso pregevole e di buona qualità) a cantante impegnata, con un repertorio che spaziava dalle canzoni popolari e di lavoro a canzoni moderne con tematiche politiche e sociali, come quelle contenute in questo disco.
Senza dubbio è vero che negli anni '70 certi temi andavano sicuramente di moda e che alcune carriere che ebbero in quel periodo una svolta forse la ebbero non tanto per convinzione....ma non è questo il caso di Anna Identici, persona che ho conosciuto anni e anni fa a Torino quando partecipava ad un programma televisivo che si registrava in via Verdi, e che sicuramente le scelte che ha fatto le ha fatte credendoci e mantenendo comunque un gusto ed una professionalità che non sempre si trovano negli interpreti di canzoni popolari (....quante volte ho ascoltato cantanti che, con il pretesto di cantare con lo stile delle mondine, inanellavano una stonatura dopo l'altra).
Passando all'album, la canzone di apertura, "E quando sarò ricca", è tra le migliori del disco: una specie di sogno ad occhi aperti di un'operaia che immagina un cambiamento nella sua vita, un po' come quando al bar si sogna con gli amici di far tredici al totocalcio e si immagina cosa si farà una volta diventati miliardari; recentemente il brano è stato ripreso da Paola Turci e da Tiziano Cantatore (in una versione con il titolo al maschile pubblicata nel suo album "Di parole e di musica" del 2011), ed è bello il fatto che venga riscoperta una cantante sicuramente oggi un po' dimenticata.
"Ci sono storie strane" è basato su un arpeggio di chitarra acustica, come del resto "Era bello il mio ragazzo", con cui Anna Identici partecipò quell'anno al Festival di Sanremo, canzone che raccontando di un caso di morte bianca è ancora tragicamente attuale; con il titolo "Dröm Är Dröm Och Saga Saga" ed un altro testo il brano era già stato inciso pochi mesi prima da Agnetha Fältskog, la bionda cantante svedese in seguito componente degli Abba, e questa versione (insieme alle due cover di "E quando sarò ricca") la trovate come bonus track al post.
Sottotono è "Se l'operaia non va in Paradiso", che musicalmente mi pare fintamente popolare, mentre "La nuova lega" richiama nel titolo e nei contenuti femministi, ma non nella musica, la celebre canzone popolare "La lega", che molti conoscono pur non sapendo che quello è il titolo (e riconoscendola invece per i versi iniziali "Sebben che siamo donne paura non abbiamo....").
"Amore stanco, amore d'officina" è una triste canzone d'amore, mentre "Il fumo" musicalmente si stacca dalle atmosfere del disco, con la batteria, il basso e la chitarra elettrica che arricchiscono il brano, in cui Anna Identici mette in luce molta grinta nella voce e nel modo di cantare rock.
"Lacrime dolci, lacrime salse" ritorna alle atmosfere acustiche ed è una ninna nanna per un bambino da parte di una mamma, ambientata durante una guerra, mentre "Il testamento dell'impiegata", un po' come "Se l'operaia non va in Paradiso", musicalmente suona un po' finta.
Sicuramente migliore "Amore da niente", un valzer lento che racconta una storia d'amore di due operai; "E adesso ch'è finita la vendemmia" ha un'inizio con una strofa quasi gucciniana, con un arpeggio in finger-picking, ma nel ritornello, con l'ingresso degli altri strumenti e dell'orchestra d'archi, l'atmosfera cambia.
Il disco si conclude con "Mi son sognata", altro valzer con la fisarmonica, con un testo che si collega a "E quando sarò ricca", poiché la protagonista immagina anche in questo brano un futuro migliore e pieno di cambiamenti, ma con il risveglio i sogni scompaiono.
Le musiche sono di Gianni Guarnieri, autore già di canzoni del primo periodo di Anna Identici (ad esempio "Una rosa da Vienna), mentre i testi sono di Pier Paolo Preti; gli arrangiamenti sono curati da Franco Orlandini, che come sappiamo era il chitarrista dei Mat 65, gruppo beat bergamasco.
Interessante la presentazione al disco, firmata da Franco Parenti.

LATO A

1) E quando sarò ricca
2) Ci sono storie strane
3) Se l'operaia non va in Paradiso
4) Era bello il mio ragazzo
5) La nuova lega
6) Amore stanco, amore d'officina

LATO B

1) Il fumo
2) Lacrime dolci, lacrime salse
3) Il testamento dell'impiegata
4) Amore da niente
5) E adesso ch'è finita la vendemmia
6) Mi son sognata

Bonus track:
1) Paola Turci - E quando sarò ricca (2009)
2) Tiziano Cantatore - E quando sarò ricco (2011)
3) Agnetha Fältskog - Dröm Är Dröm Och Saga Saga (1971)

mercoledì 3 luglio 2013

Claudio Rocchi - Grazie/Cerchi (1971)












Concludiamo la trilogia di post dedicati a Claudio Rocchi con il 45 giri pubblicato ad aprile del 1971, tra il primo album "Viaggio" e il secondo, quel "Volo magico n° 1" che è sicuramente il suo migliore (nonchè una delle cose migliori della discografia italiana di quel periodo, arricchito da due bonus tracks su cui ritorneremo più avanti.
Le due canzoni sono entrambe scritte da Claudio Rocchi, mentre gli arrangiamenti e la direzione d'orchestra sono curati da Franco Orlandini, ex componente dei bergamaschi Mat 65, che in quel periodo lavorò per la Ariston come arrangiatore.
Sicuramente interessanti tutte e due, a mio parere "Grazie", sia per il testo che per la musica, è tra le migliori scritte da Rocchi.
Per completare il post abbiamo inserito due bonus track: la prima, "La morte, la porta", risale alle sessioni di "Volo magico" e non venne inserita né nell'album né in "La norma del cielo" (in cui alcuni brani risalivano al disco precedente); Rocchi la recuperò solo nel 1996, nella raccolta di inediti "I think you heard me right".
Completamente inedita è invece il quarto brano, che proviene da una lacca di test con quattro brani risalenti al 1970, dalle sessioni di "Viaggio" con Mauro Pagani al flauto: mentre le altre tre canzoni sono state pubblicate, questa che è intitolata "Fame di pane (la colomba bianca)" (ma probabilmente si tratta di un titolo provvisorio) no, e non mi risulta che sia stata recuperata in seguito: è un peccato, perché la canzone è comunque bella, nel suo stile di quegli anni.

1) Grazie
2) Cerchi
Bonus track: 3) La morte, la porta (1971)
                      4) Fame di pane (la colomba bianca)  (1970, inedito)

sabato 29 giugno 2013

Claudio Rocchi - Indiscutibilmente/La televisione accesa (1970) e il primo Claudio Rocchi












Il secondo post dell'omaggio a Claudio Rocchi è costituito dal suo 45 giri di debutto da solista, pubblicato all'inizio del 1970 (la data sulla matrice è quella del 26 marzo), e da altri brani risalenti al primo periodo della sua attività discografica, sia con gli Stormy Six che da solista.
Cominciamo dalle due canzoni del singolo, "Indiscutibilmente" e "La televisione accesa", firmate entrambe da Alberto Salerno con Rocchi per i testi e da Massimo Salerno, che si occupa anche degli arrangiamenti, per le musiche: il primo brano è abbastanza lontano dallo stile consueto del cantautore, ed inizia con una melodia fischiata accompagnata addirittura da uno scacciapensieri; il ritmo può ricordare "Una storia d'amore" di Celentano.
"La televisione accesa", acustica, è invece più simile ai brani del Rocchi del primo periodo, sia musicalmente, sia per il testo che è d'amore ma descrittivo di piccole cose e situazioni.
Seguono quattro canzoni tratte dal primo album degli Stormy Six, "Le idee di oggi per la musica di domani": sono i quattro brani cantati da Rocchi e firmati sul disco da lui e da Fabbri (che si erano comunque accordati per firmare insieme le canzoni scritte in realtà da soli, un po' come Lennon e McCartney); in SIAE alle loro si affianca anche la firma di Nisa, Nicola Salerno, noto paroliere che però qui firma le musiche.
Di queste sicuramente "Ramo" e "Sotto i portici di marmo" sono quelle più facilmente ricollegabili allo stile di Rocchi: la prima è accompagnata da un sitar suonato da Aruna, un musicista indiano, e dalla tabla suonata dal batterista degli Stormy Six Toto Zanuso, mentre la seconda si ricollega ad una canzone di Roy Harper (come nel suo sito racconta lo stesso cantautore); Rocchi si accompagna con la chitarra acustica e con gli archi suonati da Maria Derseta (violino), Anna Jacobi (viola) e Aldo Amadi (violoncello).
Gli altri brani sono invece delle registrazioni risalenti al primo album, "Viaggio", con Mauro Pagani al flauto, Eugenio Pezza al pianoforte, Gianfranco Lombardi al basso e sempre Zanuso alla batteria e alle percussioni, che non furono inclusi in quel disco; successivamente Rocchi li ha pubblicati negli anni '90 nei due album "Sulla soglia" e " I think you heard me right" insieme ad altro materiale.
Alcune di queste canzoni sono interessanti e tra le migliori della sua produzione: in particolare "Il mio esistere", "L'aquilone" e "Coscienza".
Come sappiamo, poco più di un anno dopo queste registrazioni, nel 1972 Mauro Pagani dedicherà a Rocchi il testo di "Per un amico".

1) Indiscutibilmente (Alberto Salerno-Claudio Rocchi-Massimo Salerno)
2) La televisione accesa (Alberto Salerno-Claudio Rocchi-Massimo Salerno)
Bonus tracks:
   3)  La storia più bella del mondo (Claudio Rocchi-Franco Fabbri-Nicola Salerno) (1969)
   4) Ramo (Claudio Rocchi-Franco Fabbri-Nicola Salerno) (1969)
   5) I tuoi occhi sono tristi (Claudio Rocchi-Franco Fabbri-Nicola Salerno) (1969)
   6) Sotto i portici di marmo (Claudio Rocchi-Franco Fabbri-Nicola Salerno) (1969)
   7) L'aquilone (Claudio Rocchi) (1970)
   8) Il mio esistere (Claudio Rocchi) (1970)
   9) Coscienza (Claudio Rocchi) (1970)
 10) I think you heard me right (Claudio Rocchi) (1970)
 11) Jane's lullaby (Claudio Rocchi) (1970)

martedì 9 aprile 2013

Franco Califano - Ti raggiungerò/Amica malinconia (1965) & Franco Califano - Io me 'mbriaco/E' la malinconia (1975)












Questo è un post doppio, costituito da due 45 giri di Franco Califano: il primo è anche il primo della sua carriera, pubblicato dalla Ariston (etichetta per cui lavorava come autore in quel periodo) nel 1965.
Si tratta di due canzoni scritte per la parte musicale da Gianni Guarnieri, che già fanno intravedere gli elementi della poetica del cantautore romano: gli amori, gli amici e di sottofondo la malinconia.
In "Ti raggiungerò" è presente una voce femminile non meglio precisata; in Siae alla firma di Guarnieri si affianca come autore della musica quella di Walter Baracchi.
Gli arrangiamenti dei due brani sono di Enrico Simonetti.

1) Ti raggiungerò (Franco Califano-Gianni Guarnieri)
2) Amica malinconia (Franco Califano-Gianni Guarnieri)














La malinconia della canzone del primo 45 giri ritorna sul retro di questo disco: "E' la malinconia" è sicuramente una delle canzoni di Califano più riuscite, sia per il testo che per la musica.
Bella è anche "Io me 'mbriaco", introdotta da un assolo di violino, la cui musica è scritta da Toto Savio, di cui abbiamo già parlato nel blog.
Tutte e due le canzoni sono cantate in dialetto romanesco, che ha comunque la fortuna di essere, con il toscano, sicuramente il più comprensibile in tutta Italia.
La produzione è di Achille Manzotti; gli arrangiamenti e la direzione d'orchestra sono di Danilo Vaona, mentre la realizzazione è di Claudio Cavallaro: su entrambi questi musicisti ritorneremo prossimamente.

1) Io me 'mbriaco(Franco Califano-Toto Savio)
2) E' la malinconia (Franco Califano)

martedì 26 febbraio 2013

Anna Identici & Stormy Six - EP (P.C.I. - 1972)













Concludiamo i post elettorali con un EP pubblicato dal P.C.I. nel 1972, che nasconde come vedremo un piccolo mistero.
Il disco contiene quattro brani: apre il lato A "Era bello il mio ragazzo", canzone che racconta di una morte causata da un incidente sul lavoro e che Anna Identici aveva presentato al Festival di Sanremo quell'anno; l'etichetta riporta "per gentile concessione della Ariston records", e la versione è in effetti quella ufficiale.
"La birindelleide" è invece un brano degli Stormy Six che non risulta depositato alla Siae e che prende il titolo dall'ammiraglio Gino Birindelli, esponente di primo piano del M.S.I., sulla falsariga de "La badoglieide" di Fausto Amodei e Michele Luciano Straniero: si tratta di una canzone irreperibile nella discografia ufficiale del gruppo milanese.
Il mistero riguarda le due canzoni sul lato B, "Quando s'era diplomato..." e "La ballata della D.C." (entrambe non depositate alla SIAE): infatti pur essendo attribuite in copertina e sull'etichetta agli Stormy Six non risultano incise dal gruppo (come potete leggere qui ).
Chi sarà quindi il misterioso esecutore (....o gli esecutori)? Se qualcuno ha notizie in merito, ce le comunichi.

LATO A

1) Anna Identici - Era bello il mio ragazzo (Pier Paolo Preti-Gianluigi Guarnieri)
2) Stormy Six - La birindelleide

LATO B

1) Anonimo - Quando s'era diplomato...
2) Anonimo - La ballata della D.C.

martedì 15 gennaio 2013

Rosanna Fratello - Rosanna (1970)





Non lo avrei mai detto, ma la cantante su cui sono arrivate più richieste al blog non è Mina, non è Rita Pavone, non è Patty Pravo, non è Gigliola Cinquetti, non è Mia Martini, ma è Rosanna Fratello: mi sono stati richiesti gli album folk, la compilation di Sanremo 1967, i dischi esteri....ed anche il primo album, che è quello a cui dedichiamo il post di oggi (.....pian pianino arriverà tutto).
Pubblicato nel 1970 dalla Ariston, racchiude quasi tutte le canzoni che la cantante pugliese aveva inciso dopo il passaggio a questa etichetta, a partire da "Il treno", scritta da Vito Pallavicini per il testo e dal Maestro Elio Isola per la musica, il brano che doveva essere presentato al Festival di Sanremo del 1969 da Anna Identici ma che poi, a causa del tentativo di suicidio della cantante lombarda per fortuna fallito, venne interpretato dalla Fratello, che quindi dopo due anni dal suo debutto alla Arlecchino in un disco in cui interpretava tre canzoni del Festival del 1967, si ritrovava su quel palcoscenico al suo debutto televisivo (manca però il retro de "Il treno", "La nostra città", e i due brani del 45 giri successivo "Lacrime nel mare" e "Dove finisce il mare").
Vi è poi "Non sono Maddalena", che apre il disco e che era la canzone scritta ancora da Pallavicini per il testo e da Giorgio Conte e Michele Nino Virano per la musica (anche se la firma di Virano, coautore di moltissime musiche dei fratelli astigiani, non appare) con cui la fratello partecipò alla "Mostra Internazionale di Musica Leggera" di Venezia, con il suo lato B "La vita è rosa" (ovviamente cover di "La vie en rose", con il testo di Piero Leonardi che sostituisce l'originale della Piaf).
Del 45 giri successivo è presente il lato A, "Piango d'amore" (testo di Antonio Balducci e musica di Guido Lombardi ed Ettore Lombardi D'Aquino, con però un solo Lombardi nell'etichetta), ma non il retro "La nostra città", così come per "Il mio sguardo è uno specchio" (manca "Pane e gioventù"), che era la sigla dello sceneggiato televisivo "I giovedì della signora Giulia" e che è firmata in SIAE da Luciano Rossi ma sull'etichetta dell'album (e del resto anche nel 45 giri) da Pietro Germi.
Con "Ciao anni verdi" (ancora un testo di Pallavicini con musica di Nando De Luca e Alessandro Celentano, fratello di Adriano) la cantante di San Severo partecipa nuovamente a Sanremo (il retro, "Il foulard blu", non è incluso), mentre con "Una rosa e una candela" è in gara a "Un disco per l'estate".
Quest'ultima canzone, come il suo retro "Io non so dirti di no", vede scomparire dall'etichetta e dalla copertina la firma della coautrice del testo, Flavia Arrigoni (che è poi l'autrice di "Fin che la barca va") e dei due coautori della musica, Pace e Panzeri.......ennesimo mistero della discografia italiana.
Completano l'album alcuni evergreen come "Fascination", "Il nostro concerto", "Avventura a Casablanca" (successo di Gino Latilla del 1954) e "Tornerai" (lanciata dal Trio Lescano: in quest'ultimo brano però il paragone con le Lescano non è a favore della Fratello).
Un disco piacevole e ben realizzato, anche dal punto di vista grafico: in copertina vi è un primo piano della bella cantante, ed all'interno una presentazione del disco opera di Emio Donaggio, il noto critico dell'epoca de "La Stampa".
Gli arrangiamenti sono curati da Pino Calvi, Massimo Salerno, Nando De Luca e Gianfranco Lombardi.

LATO A

1) Non sono Maddalena (Vito Pallavicini-Giorgio Conte-Michele Virano)
2) Tornerai (Nino Rastelli-Dino Olivieri)
3) Piango d'amore (Antonio Balducci-Guido Lombardi-Ettore Lombardi D'Aquino)
4) La vita è rosa (Piero Leonardi-Luis Guglielmi)
5) Io non so dirti di no (Flavia Arrigoni-Gianni Argenio-Corrado Conti-Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) Il treno (Vito Pallavicini-Elio Isola)

LATO B

1) Il mio sguardo è uno specchio (Luciano Rossi-Carlo Rustichelli)
2) Il nostro concerto (Giorgio Calabrese-Umberto Bindi)
3) Ciao anni verdi (Vito Pallavicini-Nando De Luca-Alessandro Celentano)
4) Fascination (Giacomo Mario Gili-Dante Fermo Marchetti)
5) Una rosa e una candela (Flavia Arrigoni-Gianni Argenio-Corrado Conti-Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) Avventura a Casablanca (Nisa-Carlo Alberto Rossi)

venerdì 28 settembre 2012

Gerardo Carmine Gargiulo - Maria la bella/Per quattro soldi (1973)












Abbiamo già parlato di Gerardo Carmine Gargiulo, presentando il suo album (con la celeberrima “Una gita sul Po”, qui potete trovare il link al post), ed oggi ritorniamo sul cantautore avellinese spostandoci però quasi all’inizio della sua carriera (cominciata nel 1970 con le canzoni “Io vendo tutto e compro il sole” e “È soltanto illusione”), con questo 45 giri dell’aprile 1973, pubblicato con il solo cognome.
“Maria la bella” vede la collaborazione di Bruno Lauzi come coautore del testo, ed è una ballata d’amore che inizia con la chitarra acustica a cui si aggiunge presto l’orchestra d’archi; la melodia a mio parere ha in alcuni punti alcune reminiscenze battistiane (in particolare di “Anna”).
“Per quattro soldi” invece fa venire in mente certe cose dei Delirium con Fossati, a metà tra “Canto di Osanna” e “Jesahel”, forse anche per il flauto in evidenza; è comunque un brano piacevole, come del resto “Maria la bella”.
Ninni Carucci arrangia e dirige l’orchestra in entrambi i brani.

1) Maria la bella (Gerardo Carmine Gargiulo-Bruno Lauzi-Gerardo Carmine Gargiulo)
2) Per quattro soldi (Gerardo Carmine Gargiulo)


giovedì 14 giugno 2012

Luciano Rossi - Esaltarsi (1972)













Il blog si ferma per qualche settimana; riprenderà normalmente a fine giugno....ma prima di chiudere temporaneamente vi regaliamo un album di Luciano Rossi, e ne approfittiamo per aprire una parentesi. Non so se avete avuto modo di seguire, in questi giorni, uno scontro tra giganti, quello tra Vasco Rossi e il chitarrista Maurizio Solieri...il cantautore, piccato per alcune dichiarazioni rilasciate da Solieri in un'intervista, lo ha attaccato in uno di quei social network che non uso (non ricordo quale....) dicendo che, sostanzialmente, il chitarrista non si è rinnovato, non è cresciuto musicalmente, i suoi assoli sono sostanzialmente tutti uguali.....attenzione, tutto ciò scritto da Vasco Rossi: uno cioè che, se ascoltate una qualsiasi canzone dell'ultimo album e poi subito dopo una da un disco di vent'anni fa (che so, "Liberi liberi" o "Gli spari sopra"), potete credere che si tratti di due brani dello stesso LP....uno insomma che non si rinnova, né per i testi né per le musiche da decenni: insomma, la storia del bue che dà del cornuto all'asino. Intendiamoci, a volte ascolto anch'io Vasco, ma quando lo faccio mi sento canzoni come "Sono ancora in coma" o "Dimentichiamoci questa città", arrivo persino al 1986 di "Domani sì adesso no".....ma poi basta, vale per lui quello che aveva scritto Lucio Dalla in "Il cucciolo Alfredo": "la musica di Vasco Rossi, che noia mortale, sono più di vent'anni che si ripete sempre uguale....". Qualche canzone salvabile qui e là ci sarà anche (..."Vivere", ad esempio...), ma insomma, proprio lui che parla di rinnovarsi....che poi, sia detto, vale per quasi tutti quelli con carriere così lunghe, non è che gli ultimi album di Guccini, Ligabue, Baglioni o altri abbiamo chissà quali novità. Ed allora, visto che "la musica contemporanea mi butta giù" e siamo "sommersi soprattutto da immondizie musicali" (....tanto per citare Battiato), chiudiamo questa lunga parentesi e riscopriamo, a partire da oggi, la discografia di uno dei cantautori dimenticati degli anni ’70, Luciano Rossi, che ebbe alcuni anni di grande notorietà sia come autore per altri artisti (con “Se mi lasci non vale” per Julio Iglesias o “Un rapido per Roma” per Rosanna Fratello) che come interprete con canzoni come “Ammazzate oh!”, “Senza parole” e “Bambola”, che entrarono nelle posizioni alte delle classifiche tra il 1975 e il 1977; eppure oggi Rossi è ricordato da pochissimi, a parte ovviamente gli addetti ai lavori.
Recuperando alcuni album della sua discografia speriamo che si riaccenda un po’ di interesse verso questo cantautore, sicuramente un po’ appartato rispetto ad altri colleghi ma comunque dotato di buone doti come compositore e di una vena che a volte riusciva anche ad essere ironica con intelligenza.
Comiciamo dal suo album di debutto, “Esaltarsi”: il disco è datato novembre 1972 ed è pubblicato dalla Ariston, la casa discografica di Alfredo Rossi.
La canzone che apre il disco è anche quella che dà il titolo, ed il testo di “Esaltarsi” è un po’ sulla falsariga della battistiana “Emozioni”, descrivendo il vivere le esperienze della vita
In “Per i bambini si chiamano zio” affiora l’ironia che caratterizzerà Luciano Rossi in altre canzoni successive, anche di successo; il titolo è cantato da un coro di bambini.
Bella musicalmente “Chissà come andrà a finire”, con il flauto in evidenza; in altre canzoni, come “Oggi…o al massimo domani” si sente l’influsso dei cantautori della West Coast come James Taylor.
“Ritornerà” invece mi fa venire in mente un suo omonimo (solo per il cognome), e cioè Stefano Rosso (che come sappiamo di cognome in realtà si chiamava Rossi): infatti la melodia ha una cadenza popolare simile a quelle usate dal collega e concittadino.
“Amore bello” è l’unica canzone in dialetto romanesco dell’album, mentre “Un rapido per Roma”, come già scritto già interpretata da Rosanna Fratello, è l’unica canzone non inedita.
I testi e le musiche sono tutti di Luciano Rossi, con una collaborazione di Alessandro Colombini per i testi di “Chissà come andrà a a finire” e “Senza di te”
Gli arrangiamenti e la direzione d’orchestra sono di Franco Orlandini e Gianfranco Lombardi.

LATO A

1) Esaltarsi (Luciano Rossi)
2) Per i bambini si chiamano zio (Luciano Rossi)
3) Mediterraneo…paese mio (Luciano Rossi)
4) Chissà come andrà a finire (Luciano Rossi-Alessandro Colombini-Luciano Rossi)
5) Oggi…o al massimo domani (Luciano Rossi)

LATO B

1) Ritornerà (Luciano Rossi)
2) Senza di te (Luciano Rossi-Alessandro Colombini-Luciano Rossi)
3) Amore bello (Luciano Rossi)
4) Un rapido per Roma (Luciano Rossi)
5) Foglie foglie (Luciano Rossi)

lunedì 24 gennaio 2011

Ernesto Bassignano – Ma... (1973)

 










Nel numero 3 di “Musica leggera”, di marzo/aprile 2009, vi è un'intervista che ho realizzato ad Ernesto Bassignano (uno dei quattro ragazzi con la chitarra e il pianoforte sulla spalla di “Notte prima degli esami”) in cui viene ripercorsa tutta la sua carriera.
Bassignano, storico cantautore romano (ma di famiglia piemontese, e vissuto in provincia di Cuneo durante l'infanzia e l'adolescenza), ha iniziato al Folkstudio, nel gruppo “I giovani del folk” (con Venditti, De Gregori e Giorgio Lo Cascio), ed ha avuto sicuramente meno fortuna commerciale rispetto a quella che avrebbe meritato.
Tornando all'intervista, vi riporto la parte di essa in cui Ernesto parla del suo primo album (che è poi il post di oggi).

V: Questa con la Picci rimase un'esperienza isolata (mi riferisco ad un 45 giri precedente, N.d.V), perchè l'album lo pubblicasti con l'Ariston...
E: Sì, ma anche questo è un disco militante, a parte le canzoni ovviamente: era stato fatto per venderlo alle feste dell'Unità, perchè il partito era interessato. Il produttore era Leo Capello, un amico di Enrico Manca che lavorava per il P.S.I. L'aspetto musicale, durante le registrazioni fatte in uno studio della Ariston a Milano, fu seguito dal maestro Gianni Guarnieri, che suonò anche il pianoforte.Ma a quelli della Ariston del mio disco non gliene fregava niente, puntavano a cose con più mercato. Quindi la promozione fu inesistente, a parte quella che io mi facevo per conto mio alle feste dell'Unità.
V: Nel tuo primo album c'è “La mia scuola”, una canzone che è ritornata d'attualità ultimamente....
E: “La mia scuola”? Ma davvero l'ho incisa?
V: Certo, è la terza del lato 2. Ci sono quei versi “Spariranno le classi speciali per i bimbi che non sanno capire / Scuola di tutti, scuola di domani, / gli stessi diritti per tutti gli umani”....E ora invece le classi speciali ritornano, solo che si chiamano classi ponte.....
E: Non mi ricordavo assolutamente. Io il disco non ce l'ho, è introvabile. Pensavo di averla cantata solo dal vivo e non averla mai incisa. Dovrei riascoltarla, ma hai ragione.

Tutti quelli interessati a leggere il resto dell'intervista possono comprare il numero arretrato di "Musica leggera" dal sito
Ma....cosa è successo dopo la pubblicazione? Bassignano, rispondendomi, affermava di non avere “Ma...”, e che è un disco introvabile....sì, ma non per me, che ce l'avevo e ce l'ho tuttora.
Quindi l'ho riversato su CD, creando i file audio di ogni canzone e masterizzandoli, poi ho cercato di fotocopiare rimpicciolendola ed adattandola alla custodia del cd la copertina ed infine gliel'ho spedito.
Qualche giorno dopo Ernesto mi ha ringraziato in diretta radiofonica dai microfoni della Rai, durante la trasmissione “Ho perso il trend”, che conduce da anni con Ezio Luzi (e poi anche in privato, via mail).
E queste sono soddisfazioni, per un appassionato di musica...!

LATO A

1) Veniamo da lontan
2) Compagni compagni
3) Compagno dove vai
4) Hai voluto dire basta
5) Le bombe
6) Giovani del sud

LATO B

1) Case
2) Girotondo O.N.M.I.
3) La mia scuola
4) Centro
5) Militar soldato
6) Ma...
7) Gli anni '60