Euterpe era la musa della musica, secondo la mitologia greca. Questo blog tratta di musica: classica, leggera, pop (come recitava Vanna Brosio presentando "Adesso musica"). Sono quindi presenti nel blog recensioni di dischi e di libri su argomenti musicali, accompagnate da immagini, con un occhio di riguardo (anche se non esclusivo) per la musica prodotta sotto la Mole.
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martedì 15 gennaio 2013
Rosanna Fratello - Rosanna (1970)
Non lo avrei mai detto, ma la cantante su cui sono arrivate più richieste al blog non è Mina, non è Rita Pavone, non è Patty Pravo, non è Gigliola Cinquetti, non è Mia Martini, ma è Rosanna Fratello: mi sono stati richiesti gli album folk, la compilation di Sanremo 1967, i dischi esteri....ed anche il primo album, che è quello a cui dedichiamo il post di oggi (.....pian pianino arriverà tutto).
Pubblicato nel 1970 dalla Ariston, racchiude quasi tutte le canzoni che la cantante pugliese aveva inciso dopo il passaggio a questa etichetta, a partire da "Il treno", scritta da Vito Pallavicini per il testo e dal Maestro Elio Isola per la musica, il brano che doveva essere presentato al Festival di Sanremo del 1969 da Anna Identici ma che poi, a causa del tentativo di suicidio della cantante lombarda per fortuna fallito, venne interpretato dalla Fratello, che quindi dopo due anni dal suo debutto alla Arlecchino in un disco in cui interpretava tre canzoni del Festival del 1967, si ritrovava su quel palcoscenico al suo debutto televisivo (manca però il retro de "Il treno", "La nostra città", e i due brani del 45 giri successivo "Lacrime nel mare" e "Dove finisce il mare").
Vi è poi "Non sono Maddalena", che apre il disco e che era la canzone scritta ancora da Pallavicini per il testo e da Giorgio Conte e Michele Nino Virano per la musica (anche se la firma di Virano, coautore di moltissime musiche dei fratelli astigiani, non appare) con cui la fratello partecipò alla "Mostra Internazionale di Musica Leggera" di Venezia, con il suo lato B "La vita è rosa" (ovviamente cover di "La vie en rose", con il testo di Piero Leonardi che sostituisce l'originale della Piaf).
Del 45 giri successivo è presente il lato A, "Piango d'amore" (testo di Antonio Balducci e musica di Guido Lombardi ed Ettore Lombardi D'Aquino, con però un solo Lombardi nell'etichetta), ma non il retro "La nostra città", così come per "Il mio sguardo è uno specchio" (manca "Pane e gioventù"), che era la sigla dello sceneggiato televisivo "I giovedì della signora Giulia" e che è firmata in SIAE da Luciano Rossi ma sull'etichetta dell'album (e del resto anche nel 45 giri) da Pietro Germi.
Con "Ciao anni verdi" (ancora un testo di Pallavicini con musica di Nando De Luca e Alessandro Celentano, fratello di Adriano) la cantante di San Severo partecipa nuovamente a Sanremo (il retro, "Il foulard blu", non è incluso), mentre con "Una rosa e una candela" è in gara a "Un disco per l'estate".
Quest'ultima canzone, come il suo retro "Io non so dirti di no", vede scomparire dall'etichetta e dalla copertina la firma della coautrice del testo, Flavia Arrigoni (che è poi l'autrice di "Fin che la barca va") e dei due coautori della musica, Pace e Panzeri.......ennesimo mistero della discografia italiana.
Completano l'album alcuni evergreen come "Fascination", "Il nostro concerto", "Avventura a Casablanca" (successo di Gino Latilla del 1954) e "Tornerai" (lanciata dal Trio Lescano: in quest'ultimo brano però il paragone con le Lescano non è a favore della Fratello).
Un disco piacevole e ben realizzato, anche dal punto di vista grafico: in copertina vi è un primo piano della bella cantante, ed all'interno una presentazione del disco opera di Emio Donaggio, il noto critico dell'epoca de "La Stampa".
Gli arrangiamenti sono curati da Pino Calvi, Massimo Salerno, Nando De Luca e Gianfranco Lombardi.
LATO A
1) Non sono Maddalena (Vito Pallavicini-Giorgio Conte-Michele Virano)
2) Tornerai (Nino Rastelli-Dino Olivieri)
3) Piango d'amore (Antonio Balducci-Guido Lombardi-Ettore Lombardi D'Aquino)
4) La vita è rosa (Piero Leonardi-Luis Guglielmi)
5) Io non so dirti di no (Flavia Arrigoni-Gianni Argenio-Corrado Conti-Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) Il treno (Vito Pallavicini-Elio Isola)
LATO B
1) Il mio sguardo è uno specchio (Luciano Rossi-Carlo Rustichelli)
2) Il nostro concerto (Giorgio Calabrese-Umberto Bindi)
3) Ciao anni verdi (Vito Pallavicini-Nando De Luca-Alessandro Celentano)
4) Fascination (Giacomo Mario Gili-Dante Fermo Marchetti)
5) Una rosa e una candela (Flavia Arrigoni-Gianni Argenio-Corrado Conti-Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) Avventura a Casablanca (Nisa-Carlo Alberto Rossi)
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giovedì 14 giugno 2012
Luciano Rossi - Esaltarsi (1972)

Il blog si ferma per qualche settimana; riprenderà normalmente a fine giugno....ma prima di chiudere temporaneamente vi regaliamo un album di Luciano Rossi, e ne approfittiamo per aprire una parentesi. Non so se avete avuto modo di seguire, in questi giorni, uno scontro tra giganti, quello tra Vasco Rossi e il chitarrista Maurizio Solieri...il cantautore, piccato per alcune dichiarazioni rilasciate da Solieri in un'intervista, lo ha attaccato in uno di quei social network che non uso (non ricordo quale....) dicendo che, sostanzialmente, il chitarrista non si è rinnovato, non è cresciuto musicalmente, i suoi assoli sono sostanzialmente tutti uguali.....attenzione, tutto ciò scritto da Vasco Rossi: uno cioè che, se ascoltate una qualsiasi canzone dell'ultimo album e poi subito dopo una da un disco di vent'anni fa (che so, "Liberi liberi" o "Gli spari sopra"), potete credere che si tratti di due brani dello stesso LP....uno insomma che non si rinnova, né per i testi né per le musiche da decenni: insomma, la storia del bue che dà del cornuto all'asino. Intendiamoci, a volte ascolto anch'io Vasco, ma quando lo faccio mi sento canzoni come "Sono ancora in coma" o "Dimentichiamoci questa città", arrivo persino al 1986 di "Domani sì adesso no".....ma poi basta, vale per lui quello che aveva scritto Lucio Dalla in "Il cucciolo Alfredo": "la musica di Vasco Rossi, che noia mortale, sono più di vent'anni che si ripete sempre uguale....". Qualche canzone salvabile qui e là ci sarà anche (..."Vivere", ad esempio...), ma insomma, proprio lui che parla di rinnovarsi....che poi, sia detto, vale per quasi tutti quelli con carriere così lunghe, non è che gli ultimi album di Guccini, Ligabue, Baglioni o altri abbiamo chissà quali novità. Ed allora, visto che "la musica contemporanea mi butta giù" e siamo "sommersi soprattutto da immondizie musicali" (....tanto per citare Battiato), chiudiamo questa lunga parentesi e riscopriamo, a partire da oggi, la discografia
di uno dei cantautori dimenticati degli anni ’70, Luciano Rossi,
che ebbe alcuni anni di grande notorietà sia come autore per
altri artisti (con “Se mi lasci non vale” per Julio Iglesias o
“Un rapido per Roma” per Rosanna Fratello) che come interprete
con canzoni come “Ammazzate oh!”, “Senza parole” e “Bambola”,
che entrarono nelle posizioni alte delle classifiche tra il 1975 e il
1977; eppure oggi Rossi è ricordato da pochissimi, a parte
ovviamente gli addetti ai lavori.
Recuperando alcuni album della sua
discografia speriamo che si riaccenda un po’ di interesse verso
questo cantautore, sicuramente un po’ appartato rispetto ad altri
colleghi ma comunque dotato di buone doti come compositore e di una
vena che a volte riusciva anche ad essere ironica con intelligenza.
Comiciamo dal suo album di debutto,
“Esaltarsi”: il disco è datato novembre 1972 ed è
pubblicato dalla Ariston, la casa discografica di Alfredo Rossi.
La canzone che apre il disco è
anche quella che dà il titolo, ed il testo di “Esaltarsi”
è un po’ sulla falsariga della battistiana “Emozioni”,
descrivendo il vivere le esperienze della vita
In “Per i bambini si chiamano zio”
affiora l’ironia che caratterizzerà Luciano Rossi in altre
canzoni successive, anche di successo; il titolo è cantato da
un coro di bambini.
Bella musicalmente “Chissà
come andrà a finire”, con il flauto in evidenza; in altre
canzoni, come “Oggi…o al massimo domani” si sente l’influsso
dei cantautori della West Coast come James Taylor.
“Ritornerà” invece mi fa
venire in mente un suo omonimo (solo per il cognome), e cioè
Stefano Rosso (che come sappiamo di cognome in realtà si
chiamava Rossi): infatti la melodia ha una cadenza popolare simile a
quelle usate dal collega e concittadino.
“Amore bello” è l’unica
canzone in dialetto romanesco dell’album, mentre “Un rapido per
Roma”, come già scritto già interpretata da Rosanna
Fratello, è l’unica canzone non inedita.
I testi e le musiche sono tutti di
Luciano Rossi, con una collaborazione di Alessandro Colombini per i
testi di “Chissà come andrà a a finire” e “Senza
di te”
Gli arrangiamenti e la direzione
d’orchestra sono di Franco Orlandini e Gianfranco Lombardi.
LATO A
1) Esaltarsi (Luciano Rossi)
2) Per i bambini si chiamano zio
(Luciano Rossi)
3) Mediterraneo…paese mio (Luciano
Rossi)
4) Chissà come andrà a
finire (Luciano Rossi-Alessandro Colombini-Luciano Rossi)
5) Oggi…o al massimo domani (Luciano
Rossi)
LATO B
1) Ritornerà (Luciano Rossi)
2) Senza di te (Luciano Rossi-Alessandro
Colombini-Luciano Rossi)
3) Amore bello (Luciano Rossi)
4) Un rapido per Roma (Luciano Rossi)
5) Foglie foglie (Luciano Rossi)
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lunedì 2 aprile 2012
Wilma Goich - To Wilma G7 (1981)

Sicuramente qualcuno si stupirà nel vedere oggi, in cui dovrebbe esserci un post su un disco torinese, un album di Wilma Goich, che come tutti sanno è ligure: quest’album però è nato a Torino, con autori torinesi (Valerio Liboni, Roger Riccobono e Guido Guglielminetti), studio di registrazione torinese (il G7 di Gualtiero Gatto), etichetta torinese (la G&G, sempre di Gatto) e musicisti torinesi (oltre ai già citati Liboni, Guglielminetti e Riccobono è presente alle tastiere Roberto Zanaboni, già musicista di Umberto Tozzi nei primi album.
Il disco nasce dal fatto che nel 1981 Wilma Goich risiedeva stabilmente a Torino, dove conduceva un programma in una delle più note televisioni cittadine, GRP (programma che andò avanti fino ai primi del 1982), e proprio in questo periodo entrò in contatto con Liboni, che è l'artefice del progetto (con la produzione di Franco Stefanato).
La canzone più nota dell’album è sicuramente ‘’Allora prendi e vai”, cover di “The winner takes it all” degli Abba, che fu pubblicata su 45 giri, con il testo scritto dalla stessa Goich, che usa lo pseudonimo Vegoich e che firma anche i testi in italiano delle altre due cover dell’album, “Sorridevi” (ritratto di una mamma) e “Passatempo”: di nessuna delle due ho individuato quale sia l’originale, ed anzi si accettano notizie da parte da chi ne sa di più.
“Se ti dicessi” ha una melodia che mi fa venire in mente certe canzoni di Ivano Fossati del periodo (ed infatti la musica è di Guido Guglielminetti che era già da alcuni anni il bassista del cantautore genovese), mentre “Esser donna è difficile” e “Tu che fai…rimani?” sono entrambe scritte da Luciano Rossi, uno dei più sottovalutati cantautori degli anni ’70 (su cui ritorneremo, spero presto, iniziando un lavoro di ricostruzione dela sua discografia).
Nel complesso il disco è comunque piacevole e ben arrangiato,
LATO A
1) Lei (Valerio Liboni-Roger Riccobono)
2) Sorridevi (Vegoich-R. Bishop-M. Gwinn-L. Cohen)
3) Se ti dicessi(Valerio Liboni-Guido Guglielminetti)
4) Dimmelo (Valerio Liboni-Roger Riccobono)
5) Allora prendi e vai (Vegoich-Benny Anderson-Bjorn Ulvaeus)
LATO B
1) Esser donna è difficile (Luciano Rossi)
2) Passatempo (Vegoich- R. Hunter)
3) Tu che fai…rimani (Luciano Rossi)
4) Prima donna (Valerio Liboni-Roger Riccobono)
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