
Nel 1965 Torino, come del resto tutta Italia, era piena di complessi: alcuni duravano lo spazio di un mattino, altri invece riuscivano ad andare avanti qualche anno, suonando non solo nei locali cittadini ma anche in altre regioni; pochi poi riuscivano ad arrivare anche all’incisione di un disco, spesso spostandosi a Milano.
E’ questo il caso dei Cocks, formati dai fratelli Giorgio e Paolo Marotti, chitarristi, Luigi Guerrieri al basso e Piero Fanelli alla batteria: dopo aver partecipato al Rapallo Davoli nel 1966, ottennero un contratto con la CMS, etichetta milanese di proprietà di Renato Carosone, ed incisero un 45 giri, “Non pianger più/Sai che tornerò”; subito dopo ne incisero un altro, usando però la denominazione “The Clippers”, ed è questo il disco che presentiamo oggi (che, ahimè, possiedo senza copertina).
Si tratta di due brani strumentali, il primo tratto dal “Barbiere di Siviglia” di Rossini ed il secondo dalla “Carmen” di Bizet: una rivisitazione quindi di due brani di musica classica con strumenti moderni (in particolare l’organo e la chitarra elettrica) e sonorità beat, per un’operazione tutto sommato abbastanza originale per quegli anni.
L’etichetta non riporta però gli autori originali ma un misterioso pseudonimo palindromo, Neuquen.
Gigi Guerrieri in seguito aprirà uno dei più noti studi di registrazione torinesi, il “Minirec” di via Nicola Fabrizi, tuttora in attività, usato spesso dalla Toast di Giulio Tedeschi: anche i Powerillusi hanno registrato al “Minirec”, ed in quella occasione ho avuto modo di conoscere Gigi Guerrieri, uno di quei personaggi che hanno fatto la storia del beat torinese e che non ci si stanca mai di ascoltare, quando racconta le vicende di quegli anni.
1) Barber shop shake
2) Carmen’s shake
