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domenica 23 settembre 2012

AA.VV. - EP Phonogram (1971)












Negli anni d’oro dell’industria discografica italiana venivano spesso pubblicati dei dischi promozionali che, a volte, contenevano delle rarità: ad esempio versioni alternative di canzoni o addirittura inediti veri e propri: ne ho alcuni dell’RCA con brani di Tenco e Baglioni, ad esempio (e prima o poi ci ritorneremo).
Quello di cui parliamo oggi è del 1971 e racchiude cinque artisti del gruppo Phonogram; i brani non sono in versione intera, ed inoltre per ognuno di essi vi è un annuncio durante la canzone.
“Non ti bastavo più”, scritta da Shapiro e Pallavicini, è uno dei successi di Patty Pravo dopo l’abbandono dell’RCA ed il passaggio alla Philips, ed è un brano molto conosciuto.
“How can you mend a broken heart” è una delle canzoni più note dei Bee Gees, nonché la traccia di apertura di uno dei loro album migliori, “Trafalgar”; la canzone è firmata da Barry e Robin.
“Non fa primavera” è una piacevole ballata acustica, lo stile è quello di molte canzoni scritte da Gian Pieretti e potrebbe benissimo far parte del repertorio di cantanti come Laura Luca; la musica è di Roberto Soffici, agli inizi di carriera, mentre di Valentina, la cantante, non so nulla….
Notissimi invece sono gli Slade, su cui non mi soffermo.
Molto conosciuta è anche la versione originale della canzone che conclude il disco, “Joan of Arc” di Leonard Cohen: questa traduzione è di Carlo Alberto Contini, paroliere che ha lavorato spesso con i Nomadi, ed anche il cantante che incide questo brano, Kamsin Giordano Urzino, era modenese, nato il 9 marzo 1950 e morto il 21 ottobre del 2009: alcuni di voi lo ricorderanno sicuramente in una delle formazioni dei Tritons
Nel 1972 “Joan of Arc” fu tradotta ed incisa da Fabrizio De André; una terza versione è quella di Francesco De Gregori, reperibile in un bootleg dal vivo del 1970 realizzato con Giorgio Lo Cascio.

LATO A

1) Patty Pravo – Non ti bastavo più (Vito Pallavicini-Shel Shapiro)
2) Bee Gees – How can you mend a broken heart (Barry & Robin Gibb)
3) Valentina – Non fa primavera (Dante Pieretti-Roberto Soffici)

LATO B

1) Slade - Get down and get with it (Noddy Holder-Jim Lea-Dave Hill-Don Powell-Penniman
2) Kamsin – La ballata di Giovanna d’Arco (Carlo Alberto Contini-Leonard Cohen)

giovedì 17 febbraio 2011

Rita Pavone – Zucchero-Nostalgia (1969)












Molti sono stati i cantanti torinesi che, a partire dal 1951 con il Duo Fasano, hanno partecipato alle varie edizioni del Festival di Sanremo: per limitarci alle ultime edizioni, abbiamo avuto i Subsonica con “Tutti i miei sbagli” (2000), gli Statuto con “Abbiamo vinto il festival di Sanremo” (1992), gli Eiffel ’65 con “Quelli che non hanno età” (2003), i Dottor Livingstone con “Al centro del mondo” (1999)….insomma, c’era l’imbarazzo della scelta, ma alla fine è caduta su Rita Pavone, cioè sulla più celebre cantante nata sotto la Mole ed a cui il blog non aveva ancora dedicato un post, finora (anche se su di lei ne sono pronti alcuni su varie rarità).
La canzone presentata a Sanremo nel 1969 da Pel di carota è “Zucchero”, scritta da Mogol e Luigi Clausetti (che si firma usando lo pseudonimo Ascri) per il testo e da Roberto Guscelli con il maestro Piero Soffici ed il figlio Roberto Soffici per la musica….viene, in genere, considerata un pezzo minore nella discografia della Pavone ma, riascoltandola, non mi sembra per niente male….!
Merito anche dell’arrangiamento, curato da John Fiddy, bassista ed arrangiatore con nomi quali David Essex e Petula Clark, di cui potete vedere un'immagine qui mentre invece qui potete leggere alcune notizie biografiche su di lui.
Dimenticabile invece il lato B, “Nostalgia”, scritta da Luigi Claudio per il testo e da Vittorio Bezzi e Carlo Scartocci (che si firma con lo pseudonimo Arden, che usava anche per le sue incisioni) per la musica.

1) Zucchero (Mogol–Luigi Clausetti-Roberto Guscelli-Piero Soffici-Roberto Soffici)
2) Nostalgia (Luigi Claudio-Vittorio Bezzi-Carlo Scartocci)