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giovedì 21 settembre 2017

Ben Norman - Got to be/Too many lovers (1976)













Come si sa, Ben Norman è lo pseudonimo di Silvana Aliotta, la cantante dei Circus 2000: e non è il primo che ha usato perchè, come abbiamo già raccontato nel blog in un altro post, a inizio carriera usò quello di Silva Grissi.
Il disco di oggi venne pubblicato come 45 giri e come discomix nel 1976 dalla Shirak, l'etichetta fondata da Johnny Betti, ex batterista dei Circus 2000. Si tratta di due canzoni disco ben suonate: dalla testimonianza di Gigi Venegoni sappiamo che la chitarra e il basso sono suonati da lui, mentre alla batteria c'è il grande Louis Atzori; conosciamo inoltre il nome di una delle coriste, Sylvia Momilani Gazmen, moglie del pianista Nino La Piana, perché come ci ha raccontato Silvana durante l'intervista pubblicata nel numero 8 di settembre 2011 della rivista "BEATi voi!", in seguito la Aliotta si ricorderà di lei e la segnalerà per far parte de Le Streghe, il trio prodotto da Shel Shapiro e guidato dalla cantante torinese, che sarà ospite fisso nel programma televisivo abbinato alla Lotteria Italia nel 1977, "Secondo voi", presentato da Pippo Baudo (la terza strega è la brasiliana Luna Leso), "Got to be" è un brano dalla ritmica funky in cui all'inizio la voce di Silvana si lancia in alcuni acuti che mettono in luce le sue qualità vocali, con un bell'intermezzo centrale a basato sulla batteria, il basso e le percussioni, mentre "Too many lovers" ricalca lo schema del lato A, con la chitarra più in evidenza e una sezione fiati che suona un riff nelle strofe cantate.
Un bel prodotto disco che sicuramente non ha nulla da invidiare sia musicalmente che come realizzazione a tanti altri di discomusic realizzati in Italia e in Europa nello stesso periodo con più successo (dai Boney M alle Silver Convention, per esempio). Sulle due etichette i brani sono attribuiti a "Svengile", che è lo pseudonimo usato da Gigi Venegoni, che conosciamo per tutt'altro tipo di musica, quando si dedicava a cose più commerciali; di "Got to be" non c'è traccia in SIAE.

1) Got to be (Svengile)
2) Too many lovers (Svengile)



domenica 29 settembre 2013

Silvana dei Circus 2000 - Bugie/Tempo di sole (1973)













Ormai è da parecchio tempo che qui nel blog non parliamo più di Silvana Aliotta, la nota cantante torinese di cui abbiamo presentato tempo fa il disco di debutto del 1966, poi alcune incisioni realizzate per la DKF con lo pseudonimo Silva Grissi e qualche 45 giri dei Circus 2000.
Lo facciamo oggi, presentando quello che è il suo primo disco pubblicato dopo lo scioglimento del gruppo: in realtà, come sanno coloro che hanno letto l'intervista che le ho realizzato tempo fa e che è stata pubblicata nel numero 8 di settembre 2011 della rivista "BEATi voi!" (qui a destra ne trovate alcune pagine), il quartetto aveva iniziato ad incidere il terzo album, con il nuovo batterista Louis Atzori, ma la Ri-Fi (e in particolare il titolare Ansoldi) non era soddisfatta del risultato, e preferirono quindi puntare sulla sola Silvana, mentre i rimanenti Circus 2000 diventarono il suo gruppo di accompagnamento nelle serate.
La casa discografica decide di farla partecipare a "Un disco nell'estate" nel 1973 con una canzone, "Bugie", che è quella pubblicata nel lato A di questo 45 giri, datato aprile 1973.
Il brano è carino, anche se è molto lontano dallo stile del gruppo, a metà tra il prog e la psichedelia: si tratta di musica leggera ben realizzata e non di facile consumo, non è una delle tante canzonette orecchiabili che partecipavano a quella manifestazione.
Nell'intervista la Aliotta ha affermato che la canzone sia stata scritta dal maestro Intra (Enrico o Gianfranco?), ma la cosa non risulta né sull'etichetta né nel deposito SIAE (che per una volta coincidono): infatti il brano risulta scritto da Claudio Daiano per il testo e dallo stesso Daiano con Giuseppe Ronzullo per la musica; quest'ultimo è un musicista che, nel corso della sua carriera, ha lavorato tra gli altri con Gino Paoli, Fred Bongusto ed Iva Zanicchi (questi ultimi due durante alcune incisioni sempre per la Ri-Fi).
Inoltre nella stessa intervista la cantante afferma di aver partecipato con "Bugie" anche al Festivalbar, ma in realtà anche questo non risulta (probabilmente si trattava o di qualche manifestazione collaterale alla principale o di qualche altro festival estivo).
Mentre il lato A ha, sia in copertina che sull'etichetta, la denominazione "Silvana dei Circus 2000", per il retro si ha invece soltanto il nome "Silvana"; "Tempo di sole", questo il titolo della canzone, è scritta da Daiano per il testo, questa volta in collaborazione con Alessandro Colombini, mentre la musica è di Ronzullo.
Il bel brano verrà anche utilizzato come retro del 45 giri successivo (che sul lato A ha "Manie").
La produzione è curata da Colombini, che in seguito sarà anche il produttore delle Streghe, una delle esperienze successive della Aliotta, di cui sicuramente parleremo più avanti, così come presentermo un disco di una certa Ben Norman...

1) Bugie (Claudio Daiano-Giuseppe Ronzullo-Claudio Daiano)
2) Tempo di sole (Claudio Daiano-Alessandro.Colombini-Giuseppe Ronzullo)

giovedì 1 marzo 2012

Silvana Aliotta - Luglio e agosto-Se vuoi andare via (1966)












Di Silvana Aliotta abbiamo già parlato presentando due 45 giri di Silva Grissi….che non è altro che uno pseudonimo della futura cantante dei “Circus 2000”.
Questo è il suo secondo disco, e contiene sul lato A la canzone che Silvana presentò quell’anno a “Un disco per l’estate”, “Luglio e agosto”, spensierata ed orecchiabile canzone estiva (scritta da Vincenzo D’Acquisto per il testo e da Vittorio Sforzi e Gino Mazzocchi per la musica, anche se il nome di quest’ultimo manca sull’etichetta), dove però la Aliotta riesce a mettere in evidenza la sua notevole voce.
Più melodico il retro, “Se vuoi andare via”, scritta dall’insegnante di canto di Silvana, il maestro Cirulli (noto come Raf Cristiano), con Mazzocchi e con il testo scritto da due torinesi, Giovanni Vergnano e Remato Scala.

1) Luglio e agosto (Vincenzo D’Acquisto-Vittorio Sforzi-Gino Mazzocchi)
2) Se vuoi andare via (Renato Scala-Giovanni Vergnano-Raffaele Cirulli-Gino Mazzocchi)

mercoledì 18 maggio 2011

Circus 2000 (attribuito a) - Exotic nights/Il rosso (1972)












Questo disco dei Circus 2000 in realtà non è dei Circus 2000.
Ecco, immagino che a questo punto molti di voi staranno pensando che io sia impazzito: troppa musica gli ha fatto male, gli ha rovinato il cervello, poverino….!
Che senso ha questa frase? C’è scritto in copertina “Circus 2000”, ed anche sull’etichetta….in internet è pieno di siti che dicono che si tratta di un disco pubblicato in Turchia nel 1972 ed inedito in Italia (non è l’unico, c’è n’è un altro dello stesso anno con Mañana/Little bitty pretty one), ma….forse è meglio cedere la parola a Silvana Aliotta, riportando un passo della più volte citata intervista effettuata tempo fa.

Vito: Dopo i due album con i Circus 2000 hai ripreso la carriera da solista: come si è conclusa l'attività con il gruppo, e per quali motivi?

Silvana: Prima devo raccontarti alcune cose che non si sanno, o che comunque non vengono mai riportate nelle biografie o negli articoli.
Dopo Betti e Lo Previte, che suona nel secondo album, abbiamo avuto un terzo batterista, Louis Atzori, torinese molto preparato.
Con lui abbiamo iniziato a registrare le canzoni per il terzo album, che avevo finanziato io; poi venne Gian Battista Ansoldi ad ascoltare i brani, ma non gli piacquero.....lui e il figlio ci spingevano a passare ad un genere più rock, ma noi, soprattutto gli altri, non eravamo d'accordo e così i Circus 2000 finirono.
Alcune canzoni che abbiamo registrato, come Dove va la mia gente o L'ultimo paese, sono state pubblicate in seguito dall'Akarma, che non so dove abbia preso i nastri....comunque lì alla batteria c'è Atzori, anche se non c'è scritto, loro non l'hanno scritto ma è giusto che si sappia.
Colgo l'occasione inoltre per precisare una cosa: tutti i vari 45 giri usciti come Circus 2000 in Turchia e che ho letto in internet sono considerati nostri inediti, in realtà sono di qualcun altro, non sono nostri.....li hanno stampati con il nostro nome e la nostra foto in copertina, ma non siamo noi a suonare.

Vito: Parli di cose come “Exotic nights”, “Rosso” o “Mañana“?

Silvana: Proprio quelli! Mi stupisce questa cosa, che evidentemente è successa all'epoca....sarà stato qualche altro gruppo in forza alla Ri-Fi, forse...e chissà se l'errore l'hanno fatto i Turchi o se è stato fatto qui in Italia....c'è materia per investigare, se da qualche parte esiste un archivio dei nastri della Ri-Fi..

Ma se non sono i Circus 2000….chi sono quelli che cantano nel disco?
Non ne ho idea….sicuramente qualcuno sotto contratto alla Ri-Fi, all’epoca etichetta del complesso torinese, vista la citazione nell’etichetta di Augusto Martelli come arrangiatore dei due brani e la presenza di due autori come Stefano Scandolara e Corrado Castellari, legati all’etichetta di Ansoldi.
Chissà se si riuscirà, prima o poi, a risolvere anche questo nuovo mistero!
In ogni caso “Exotic nights” è una canzone piacevole, con un riff orientaleggiante in alcuni punti, senza testo, scritta da due autori francesi, Charles Gordanne e Ian Wira, mentre invece “Il rosso” è la storia di un personaggio strano, che vive da solo in un paesino di montagna ormai abbandonato, con una ritmica in levare quasi ska.
Questo brano risulta anche essere stato inciso (e pubblicato nel settembre 1971 dalla Ri-Fi, RFN NP 16457) da un duo chiamato, con molta fantasia, “La coppia”: se non ricordo male, dovrebbe essere composto da Corrado Castellari e da sua moglie Norina Piras, ma in questa versione l'arrangiamento è curato da Enrico Intra (e non da Martelli).

1) Exotic nights (Ian Wira-Charles Gordanne)
2) Il rosso (Stefano Scandolara-Corrado Castellari)

giovedì 28 aprile 2011

Circus 2000 - Regalami un sabato sera/Ho regalato i capelli (1971)













Dopo i dischi incisi come "Silva Grissi", Silvana Aliotta incontra allo "Swing Club" di Torino un gruppo di musicisti appassionati di jazz: Roberto Betti, detto "Johnny", alla batteria, Gianni Bianco al basso e Marcello Quartarone detto "Spooky" alla chitarra, tutti torinesi: in breve tempo decidono di formare un gruppo che all'inizio si chiama "Best Genius" e poi in seguito cambia il nome in "Circus 2000".
All'inizio infatti la Aliotta usa ancora il nome Silva per le esibizioni, come si può vedere ad esempio in un articolo pubblicato su "La Stampa" del marzo 1970.
Ora apro una parentesi, che ha come tema il modo in cui vengono scritti i libri musicali in Italia: un modo che spesso definire approssimativo è dir poco. Prendiamo ad esempio il "Dizionario della canzone italiana" pubblicato nel 1990 dalla Curcio, ed apriamo la pagina relativa ai Circus 2000, pagina 396....la voce è curata da "D.S.", e tutti sappiamo benissimo di chi si tratta.....giornalista musicale e televisivo molto noto, cosa scrive per i Circus 2000? "Gruppo vocale e strumentale nato a Genova intorno alla metà degli anni Sessanta". Non commento. Come ho detto, si tratta di un esempio, i due volumi sono pienissimi di errori di questo tipo.....ma chiudiamo la parentesi e torniamo ai Circus 2000.
Sulla nascita del gruppo mi hanno raccontato alcune notizie sia Silvana sia Johnny Betti, che ho intervistato entrambi (....e chissà se, quando e dove verranno pubblicate queste due interviste): di Johnny, padre di un noto batterista torinese, Elvin Betti, potete vedere l'autografo sul retro di copertina del disco.
Riporto un passo dell'intervista a Silvana:

Vito: Nel 1970 nascono invece i Circus 2000: come è avvenuto il passaggio dalla carriera solista a quella di componente di un gruppo?

Silvana: Loro esistevano già.....era successo questo: io avevo iniziato ad ascoltare la nuova musica inglese e americana, la psichedelia, queste cose qui, e non ero più così soddisfatta: mi sarebbe piaciuto fare altro.
Verso la fine del 1969 ascoltai in un locale un gruppo, che erano i Circus 2000, anche se allora si chiamavano “Best Genius”, un nome che aveva scelto Johnny Betti, il batterista....erano ragazzi molto bravi come musicisti, che amavano il jazz e si esibivano in genere allo “Swing Club”.
In breve, iniziai a cantare con loro ed insieme preparammo il materiale, che fu poi quello che costituì il primo album.

Vito: Come avvenne il passaggio alla Rifi?

Silvana: In modo molto semplice: all'epoca le etichette avevano ancora i talent scout, che andavano in giro ad ascoltare i gruppi nei locali per scegliere i migliori, e funzionava veramente, non come ora.
Venne ad ascoltarci Tonino Ansoldi, il marito di Iva, che ci propose un provino a Milano, che passammo e ci proposero il contratto: ma ad Ansoldi non piaceva il nome ed alla fine saltò fuori Circus 2000.

Vito: Come mai avete scelto di cantare in inglese?

Silvana: Fu una scelta mia....era una lingua più adatta a quello che volevamo fare, a quel tipo di musica. In seguito abbiamo anche cantato in italiano, da Regalami un sabato sera in poi, ma in generale la nostra musica aveva delle sonorità più adatte all'inglese.

Silvana cita "Regalami un sabato sera", ed è proprio questo il disco di cui parliamo oggi....con il gruppo Silvana si allontana dal tipo di sonorità dei suoi dischi precedenti da solista, e si avvicina ad un interessante mix di psichedelia e rock progressivo che fanno di lei la Grace Slick italiana (....io almeno ho sempre trovato similitudini tra le due voci, e devo dire che la cantante dei Jefferson Airplane è una delle mie cantanti preferite, personalmente l'ho sempre trovata migliore rispetto a Janis Joplin).
"Regalami un sabato sera" è però distante dal loro stile, anche perchè si tratta di una sigla televisiva, di "Teatro 10", scritta dal chierese Leo Chiosso per quel che riguarda il testo e dal maestro Gianni Ferrio per la musica: la canzone è piacevole e può ricordare i Matia Bazar dei primi tempi.
La canzone sul retro è anch'essa legata ai regali: si intitola infatti "Ho regalato i capelli": l'etichetta riporta come autori Bob Michaels e Vermar, ma in Siae non risulta con questo titolo...si tratta della versione in italiano di "Must walk forever", contenuto nel primo album del gruppo, ma la registrazione non è la stessa; questa in italiano risulta infatti essere più lunga di più di un minuto.
Michaels era l'ex-organista dei Dave Anthony's Moods, gruppo di rhythm 'n' blues attivo anche in Italia alla fine degli anni '60, sia in proprio che come session men, sostituito, al momento dell'abbandono del gruppo, dal futuro nomade Chris Dennis; ora Michaels vive in Svizzera.
Michaels e Vermar, uno pseudonimo dietro ci si celava Marinco Rigaldi (editore musicale legato alla Ri-Fi), avevano firmato anche tutte le canzoni contenute nel primo album dei Circus 2000: in realtà tutte le canzoni sono scritte dai componenti del gruppo, solo che nessuno di loro era iscritto, all'epoca alla Siae. 
Sui reali autori dei brani del loro album si può leggere un'interessante intervista al bassista Gianni Bianco.
La produzione del disco è curata da Enrico Intra.

1) Regalami un sabato sera (Leo Chiosso-Gianni Ferrio)
2) Ho regalato i capelli (Bob Michaels-Vermar)
Bonus track: 3) Must walk forever (Bob Michaels-Vermar)

martedì 19 aprile 2011

Silva Grissi - Il processo-Dea dei giovani (1968)












Ritorniamo a parlare di Silvana Aliotta (su cui non mi dilungo, essendomi già nel post precedente su di lei soffermato sulle sue qualità vocali) con questo secondo disco inciso per la DKF di Happy Ruggiero, sempre nel 1968.
La canzone sul lato A è la cover della notissima “End of the world” degli Aphrodite’s Child, ed il testo italiano è di Luciano Beretta.
Anche “Dea dei giovani” è una cover di una canzone greca, con testo sempre di Beretta, ma non sono riuscito a risalire al titolo dell’originale: nell’etichetta del disco c’è un errore di stampa, e tra gli autori è riportato “Pistiladis” al posto di “Pitsiladis”, cioè Evangelis Pitsiladis, mentre l’altro autore originale è Eleuteris Papadopoulos (…insomma, la translitterazione dall’alfabeto greco a quello latino, come sa chi ha studiato il greco, si presta ad alcune “interpretazioni”, ad esempio per quel che riguarda la v e la u).
In ogni caso si tratta di un brano piacevole ed orecchiabile.
In entrambe le canzoni suona l’orchestra di Happy Ruggiero

1) Il processo (Luciano Beretta-Boris Bergman-Vangelis Papathanassiou)
2) Dea dei giovani (Luciano Beretta – E. Pistiladis – E. Papadopoulos)

sabato 26 febbraio 2011

Silva Grissi – Vorrei/Sopra le nuvole-Γιατί/Panteboy (1968)












Nell’intervista a Giancarlo Golzi pubblicata sul nuovo numero di “Musica Leggera” (che vi consiglio di acquistare…) a pagina 30, il batterista dei Matia Bazar ad un certo punto dice che l’unico gruppo in Italia precedente al loro che aveva avuto una cantante come solista, sul modello di Grace Slick dei Jefferson Airplane (ma anche di Julie Driscoll e dei Trinity), erano stati i Circus 2000 di Silvana Aliotta.
Io credo che Silvana sia una delle voci femminili migliori della musica italiana: certo, non nel post che presentiamo oggi, in cui è ancora giovanissima e con la voce immatura, ma certamente nelle incisioni del gruppo torinese, dalla vita troppo breve (nascono alla fine del 1969 e si sciolgono alla fine del 1972, con circa 3 anni di attività).
Il disco che presentiamo oggi è però interessante: e forse sarebbe meglio scrivere ‘’i dischi’’.
Partiamo dall’inizio….Silvana Aliotta, nata a Reggio Calabria il 21 agosto 1949 da una famiglia siciliana ma cresciuta a Torino, dove i suoi si trasferiscono nel 1951, è una bambina prodigio: debutta infatti a soli 9 anni in uno spettacolo al Teatro Alfieri di piazza Solferino, dove si presenta come sosia di Betty Curtis cantando alcune canzoni della brava cantante milanese.
A 16 anni partecipa al Festival di Castrocaro con le canzoni “Caro Johnny” (che poi inciderà) e “I tuoi anni più belli”, e firma un contratto con la Odeon che l’anno successivo, nel 1966, la fa partecipare a “Un disco per l’estate” con “Luglio e agosto” ed alla “Mostra Internazionale di Musica Leggera” con “Goodbye Venezia”….ma non succede molto, e Silvana, lasciata libera dalla sua etichetta, firma con la DKF, casa discografica torinese distribuita dalla Phonogram fondata l’anno precedente dal maestro Happy Ruggiero….la denominazione precisa dell’etichetta è “DKF-Folklore”, in quanto nasce in origine per la pubblicazione di dischi di cantanti folk (uno di essi, Tony Pagliaro, vince nel 1966 un premio internazionale per il miglior disco folk con un suo album di brani tradizionali siciliani), ma presto incidono per la DKF molti cantanti torinesi, dai Ragazzi del Sole a Mariolino Barberis, dai The Juniors alla Gina Gey (a cui abbiamo dedicato uno dei primi post).
Ruggiero le fa scegliere come nome d’arte ‘’Silva Grissi’’: curiosamente, da me intervistati, nessuno dei due si ricorda come nacque il cognome d’arte (…ipotizzo che Silva fosse stato scelto come diminutivo di Silvana).
Il primo 45 giri inciso per la DKF dalla cantante contiene due canzoni, “Vorrei” e “Sopra le nuvole”: mentre la prima è una rielaborazione del celebre “Adagio in sol minore” attribuito a Tomaso Albinoni (in Siae però la musica è depositata, con il titolo “Vorrei andare lontano”, a nome di Raffaele Cirulli, vero nome di Raf Cristiano, oggi insegnante al Conservatorio di Alessandria ma con un lungo passato nella musica leggera) con il testo di Luciana Medini e del medico Renato Scala, la seconda è invece sicuramente una cover, viste le firme degli autori, ma non è riportato il titolo della canzone originale (ed io, dall’ascolto, non l’ho riconosciuta).
Un articolo di Stampa Sera su Silvia Grissi
In entrambe le canzoni suona l’orchestra di Happy Ruggiero.
Sull’”Adagio” apro una parentesi: pare che in realtà non sia affatto di Albinoni, ma del musicologo Remo Giazotto, che lo pubblicò nel 1958 ricostruendolo sulla base di alcuni frammenti di spartiti di Albinoni trovati alla Biblioteca Musicale di Dresda….spartiti che però, ricercati da alcuni studiosi, non sono mai stati ritrovati, per cui molti ipotizzano che sia tutto opera di Giazotto: ma se fosse così perché non rivelarlo, prima di morire (nel 1998)? Forse per fare uno scherzo tipo quello dei falsi Modigliani? Oppure dopo il 1958 i frammenti di spartiti sono stati distrutti o rubati? Mah…ritorniamo alla Aliotta.
L'edizione greca del disco in italiano - lato A
L'edizione greca del disco in italiano - lato B
Silvana presenta “Vorrei” alla “Sei giorni della canzone” di Milano, dove ottiene un buon successo, come raccontano i giornali dell’epoca, dopodiché parte per un tour in Grecia.
Come ho scritto, la DKF era distribuita dalla Phonogram, che decide, con l’occasione della tournée, di pubblicare il disco per il mercato ellenico, su etichetta Polydor: il disco entra in classifica e si vende abbastanza bene, per cui si decide di realizzare anche la versione in greco (il testo è firmato Ελλήναιος , sicuramente uno pseudonimo); nel frammento di intervista ad Happy Ruggiero e che riporto in basso, il Maestro sostiene di aver riregistrato le canzoni ad Atene con un’orchestra greca, devo però dire che, ad un ascolto comparato dei due brani, le versioni mi sembrano identiche.
Anche la Aliotta, intervistata, ci ha raccontato alcuni particolari su “Γιατί”, questo il titolo in greco di “Vorrei”, e sulla tournée, in cui era accompagnata dal gruppo di Ronnie Jones.
Tutti quelli che, avendo fatto il classico, volessero provare a leggere il testo in greco (o magari a cantarlo insieme a Silvana) possono trovarlo in questo sito: http://www.inout.gr/showthread.php?t=44197
La carriera dell’Aliotta continua con altri 45 giri, fino all’incontro, allo Swing di Torino, con un gruppo di ragazzi appassionati di jazz: Johnny Betti, Marcello Quartarone e Gianni Bianco….ma questa è un’altra storia (….e un altro post).
L'edizione greca del disco in greco - lato B
L'edizione greca del disco in greco - lato A













FRAMMENTO DELL’INTERVISTA A SILVANA ALIOTTA

Come avvenne il passaggio alla DKF? Era un’etichetta torinese, quindi più piccola della Carisch…

Sì, è vero, anche se poi la distribuzione era affidata alla Phonogram. All’epoca era mio padre che si occupava di me, quindi avranno contattato lui…non seguii molto la cosa. La DKF Folklore era una casa discografica torinese, il capo era un direttore d’orchestra, Happy Ruggiero, e mi ricordo anche che avevano degli studi di registrazione dalle parti di via Ventimiglia, si registrava lì.
Dicevo che la nuova etichetta mi portò fortuna: infatti il primo disco, Vorrei, fece la “Sei giorni della canzone”, una gara canora abbinata al ciclismo, e nello stesso anno feci anche un tour insieme a Milva e ai Giganti.Vorrei era una rielaborazione dell'Adagio di Tomaso Albinoni, che non era citato nell'etichetta, rielaborato e firmato da Raf Cristiano, un direttore d'orchestra e concertista della Rai di Torino, insegnante di pianoforte al conservatorio (e che in realtà si chiamava Raffaele Cirulli), che è stato anche il mio maestro di canto.
Ma la cosa più importante è che arrivò al primo posto in classifica in Grecia, per cui mi venne organizzata in fretta e furia una tournée....pazzesco, sono arrivata ad Atene e vi erano i manifesti con la mia faccia, una situazione incredibile, feci subito spettacoli televisivi, realizzarono anche un video.
Il gruppo che mi accompagnava era quello di Ronnie Jones, all'avanguardia all'epoca....mi ricordo che suonammo allo “Stork Club” di Atene e venne a sentirci il principe d'Arabia che si trovava in Grecia in quel periodo.
La Phonogram mi fece registrare una versione di Vorrei in greco, intitolata Jaty, che significa Perchè, e fu prodotta da Niko Papathanassiou, fratello di Vangelis: e Jaty sostituì Vorrei in testa alle classifiche.
Pensa che io questi dischi nemmeno li ho; mi ha fatto molto piacere quindi qualche tempo fa trovare le due canzoni su You Tube, sia in italiano che in greco.....qualcuno evidentemente si ricorda ancora di Silva Grissi.

Poi però tornasti in Italia.....

Sì, per realizzare il secondo disco, Il processo, con cui partecipai a “Settevoci” di Baudo.....persona che poi ritornerà nella mia vita in seguito. Questa canzone era la versione italiana di End of the world degli Aphrodite's Child. Poi registrai anche Comme d'abitude, versione originale di My way, che uscì ma forse solo in Grecia....non mi ricordo.

FRAMMENTO DELL’INTERVISTA AD HAPPY RUGGIERO

Un'altra cantante della DKF è Silva Grissi, cioè Silvana Aliotta, che pochi anni dopo diventerà nota come cantante dei Circus 2000....come mai questo pseudonimo, visto che lei già aveva inciso con la Odeon con il suo vero nome?

Il perchè non lo ricordo, si usavano spesso degli pseudonimi se il nome non aveva, diciamo così, un bel suono.....forse abbiamo pensato che Aliotta suonasse male, chissà, o forse volevamo distaccarci dalla produzione precedente....comunque con lei abbiamo avuto un bel successo in Grecia, con una canzone, Vorrei, che era una rielaborazione dell’Adagio di Albinoni: successe che la Phonogram, che distribuiva la DKF, aveva stampato il disco in Grecia, ed aveva avuto un grande successo arrivando al primo posto in hit parade….per cui andammo ad Atene, si fece qualche televisione, e poi preparammo una versione della canzone tradotta in greco, che divenne Jatì e fu stampata dalla Phonogram su etichetta Polydor, ottenendo un nuovo successo….la registrammo con un’orchestra ad Atene, io la dirigevo, era una cosa anche emozionante.
E poi si fecero le serate.

Dopo quel disco la Aliotta pubblicò Il processo, che era una cover di “End of the world” degli Aphrodite’s Child….

Sì, una canzone ed un gruppo che avevamo conosciuto lì ad Atene; e poi se non vado errato deve aver fatto qualche altro 45 giri prima dei Circus 2000 sempre con la DKF, ma non ricordo i titoli.


1) Vorrei (Luciana Medini-Renato Scala-Raffaele Cirulli)
2) Sopra le nuvole (Savelli-Williams-Harrison)
3) Γιατί (N. Ελλήναιος - Raffaele Cirulli)
4) Panteboy (N. Ελλήναιος -Williams