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mercoledì 10 luglio 2013

I Cugini di Campagna - Di di yammy/La ragazza italiana (1971)













Il secondo 45 giri dei Cugini di Campagna pre-Anima mia e pre-falsetto, dopo il celeberrimo "Il balllo di Peppe", è quello che presentiamo oggi, pubblicato a maggio del 1971.
La formazione, come potete vedere in copertina, non vede ancora la presenza di Giorgio Brandi alle tastiere ma quella di Gianni Fiori, il primo tastierista del gruppo; inoltre Flavio Paulin non si è ancora tinto i capelli di biondo.
Passando alle canzoni, "Di di Yammy" è una canzoncina in stile chewing-gum, ricorda certe cose dei Nuovi Angeli e il testo è poco più di un pretesto; curioso l'assolo di kazoo verso la metà del brano.
Il deposito SIAE riporta come autori del testo Gianni Meccia e Audrey Stainton (sull'etichetta è presente con lo pseudonimo Nohra), mentre la musica è di Giampaolo Donà e Fabio Germani (ma quest'ultimo, figlio del grande organista Fernando, è assente sull'etichetta).
"La ragazza italiana" ha per lo meno un testo più curioso: un elenco di varie ragazze con le loro caratteristiche ("La ragazza giapponese ti ama per un mese...la ragazza finlandese è piena di pretese....la ragazza americana non fila mai la lana...."), per arrivare alla conclusione che la migliore è, ovviamente, la ragazza italiana "che è quella che ti ama".
Che dire? L'autore, Giancarlo Guardabassi, sull'etichetta non si è firmato con il suo nome ma ha usato lo pseudonimo Anassandro, e il motivo mi pare evidente...forse peggio di loro hanno fatto i Pooh, con quell'obbrobrio intitolato "Le donne italiane".
La musica è ancora di Fabio Germani (che questa volta appare anche nella label) e di Bruno Zambrini, che era il titolare con Gianni Meccia della casa discografica Pull.
Entrambe le canzoni sono arrangiate dal riccioluto Ivano Michetti.

1) Di di yammy (Audrey Stainton-Gianni Meccia-Fabio Germani-Giampaolo Donà)
2) La ragazza italiana (Giancarlo Guardabassi-Fabio Germani-Bruno Zambrini)

venerdì 11 febbraio 2011

Bruno Filippini - Canzone d'amore-Hip, hip, hip, hurrah! (1968)












Mi ricordo che, alla fine degli anni ’70, andai a vedere in concerto Angelo Branduardi….e ad un certo punto cantò una canzone, accompagnandosi con la sola chitarra, i cui versi iniziali dicevano “Ai giochi addio, per sempre di’, non sono più cose per te…”.
Pensai che la canzone facesse parte di qualche LP del cantautore di Cuggiono che non avevo…provai a cercarla in giro, ma non era presente in nessun album di Branduardi, e mi convinsi che, probabilmente, fosse un lato B di qualche 45 giri pubblicato ad inizio carriera.
Solo dopo qualche anno scoprii che, in realtà, si trattava di una canzone tratta dalla colonna sonora del film “Romeo e Giulietta” di Franco Zeffirelli, cantata da Bruno Filippini (che conoscevo per “Sabato sera”), e che era stata scritta dal grande Nino Rota…e scoprii anche che Branduardi, amando questa canzone, la eseguiva spesso dal vivo.
In effetti, le atmosfere acustiche, con il flauto in evidenza, si adattano molto allo stile da menestrello medioevale del cantautore; qualche anno dopo ne incise una sua versione anche Luciano Pavarotti.
Tornando al post, Filippini, che fino a quel momento aveva inciso per lo più canzoni spensierate, se la cava egregiamente.
Una nota sull’autore del testo: l’etichetta riporta il cognome Caruso, tuttavia alla Siae le parole risultano essere depositate a nome di Giancarlo Guardabassi…..l’ennesima discrepanza tra vero autore e firme sull'etichetta.
La canzone sul retro, “Hip, hip, hip hurrah!”, è una cover di “1, 2, 3, red light” dei 1910 Fruitgum Co., che la incisero anche in italiano (così come i Quelli); la canzone dava il titolo al secondo album del gruppo americano.
L’orchestra nelle due canzoni è quella di Piero Pintucci.

1) Canzone d’amore (Caruso – Nino Rota)
2) hip, hip, hip, hurrah! (Gianni Sajust - Sal Trimachi - Bobbi Trimachi)