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sabato 19 novembre 2011

Chicco - Se tu mi vuoi avere per te/Non mi pentirò (1966)












Nel 1966, vicino ormai al fallimento, Pulvirenti unisce le sue due etichette, la Ariel e la Karim (da cui si sono tolti nell’ultimo periodo i soci genovesi), e pubblica due 45 giri in cui nell’etichetta vi sono i due marchi insieme, con una nuova sigla di catalogo, KA: si tratta di un 45 giri di Plinio Maggi e di uno di Chicco, una cantante emiliana (su cui nel retro di copertina vi è qualche notizia).
Quest’ultimo disco è quello di cui parliamo oggi: molto ricercato dai collezionisti di Burt Bacharach perché contiene una cover di “Walk on by” con il testo italiano di Cassia (e diventa “Non mi pentirò”).
Anche la canzone sul lato A è una cover, di “My last date” , successo della cantante country Skeeter Davis del 1961, che Umberto Bertini traduce in “Se tu mi vuoi avere per te”.
Pochi mesi dopo la pubblicazione di questo disco le due etichette chiudono per fallimento e di questa Chicco si perdono le tracce: sarà ritornata a Finale Emilia?

1) Se tu mi vuoi avere per te (Umberto Bertini-Floyd Cramer jr-Boudleaux Bryant)
2) Non mi pentirò (Pino Cassia-Burt Bacharach)

venerdì 4 marzo 2011

Stella Dizzy – Sabato il sole/Non fa nulla (1964)



Stella Dizzy nasce a Torino il 24 novembre del 1940 (nel Dizionario della Canzone Italiana edito da Curcio nel 1990 c'è scritto Milano, ma è uno dei tanti errori presenti nei due volumi): il suo vero nome è Maristella Ida Di Cunzolo, ed è la figlia di Mario Di Cunzolo, sassofonista nei primi anni '40 con il pianista Cellini e poi nelle orchestre di Cinico Angelini, Pippo Barzizza ed Armando Trovajoli.
Mario Di Cunzolo era nato a Salerno nel 1914, aveva iniziato a suonare il sassofono in varie orchestre campane finchè nel 1939, ricevuta la proposta di entrare nell'orchestra di Angelini, si era trasferito a Torino, città in cui, oltre a suonare con le varie orchestre legate all'E.I.A.R., fu tra i fondatori dell'"Hot Club", celebre circolo jazzistico cittadino; inoltre aveva anche un complesso a suo nome con cui si esibiva principalmente alla Sala Gay di via Pomba.
Ma torniamo alla figlia.....dotata di bella presenza, terminati gli studi si trasferisce a Milano, città in cui inizia la carriera di indossatrice, per poi debuttare (dopo aver adottato lo pseudonimo) nel 1958 in televisione nella trasmissione “Un due tre”, con Raimondo Vianello ed Ugo Tognazzi.
Ma ha la passione per la musica, ed ottenuto un contratto con l’RCA partecipa al “Rally della canzone” ed incide una serie di 45 giri per poi passare alla Fonit-Cetra, etichetta per cui pubblica altri dischi fino al ritiro ed al trasferimento negli Stati Uniti, dopo il matrimonio con un ricco americano.
Stella Dizzy era comunque dotata di una voce bella e gradevole, per certe cose mi ricorda un po’ Jula de Palma, ed anche la Dizzy era portata verso il jazz, cosa evidente in alcune sue canzoni.
Il disco che presentiamo ha, sul lato A, una cover di “Saturday Sunshine”, un brano di Burt Bacharach con il testo in italiano scritto da Mogol.
Il lato B di questo disco è “Non fa nulla”, scritta da Gualtiero Malgoni (nell’etichetta è riportata anche la firma della Dizzy, che probabilmente aveva collaborato alla stesura della canzone senza però effettuare il deposito).
Dirige l’orchestra il maestro Enrico Simonetti.

1) Sabato il sole (Mogol-Burt Bacharach)
2) Non fa nulla (Stella Dizzy-Gualtiero Malgoni)