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martedì 12 gennaio 2016

Bowie in Italia (Giganti, Computers, Profeti, Dawn Vinci)












Come è giusto che sia, da ieri i giornali si sono riempiti di coccodrilli su David Bowie, rievocando le molteplici sfaccettature della sua arte.
E' giusto perchè indubbiamente con la scomparsa di David Jones il mondo è più povero: perde un artista che ha contribuito a rendere la vita e l'esistenza di tutti noi (anche di chi non lo ha mai ascoltato) migliore, creando melodie, armonie, ritmi e liriche che resteranno nel tempo perchè, come qualcuno ha detto, la musica classica del xx secolo è il rock, con il jazz, e come noi ricordiamo dopo secoli Bach, Vivaldi e Mozart come testimoni della loro epoca così tra secoli chi vorrà conoscere musicalmente il '900 dovrà farlo attraverso nomi come i Beatles, gli Stones, Miles Davis, Duke Ellington, ed anche David Bowie.
Personalmente sono contento di aver vissuto la mia giovinezza accompagnato da questi artisti, di aver vissuto in quell'epoca sicuramente tempi molto più interessanti di quelli attuali (che tristezza che mi fanno gli adolescenti di oggi, non certo per colpa loro)
Anche il blog vuole ricordare il Duca Bianco e, visto che in genere privilegiamo la musica italiana, presentiamo proprio alcuni dischi italiani legati a Bowie (e due canzoni straniere legate all'Italia).
Cominciamo partendo da un 45 giri dei Giganti datato 9 novembre 1970 che sul lato A riprende la notissima "Space oddity": come tutti sanno la canzone era stata incisa l'anno precedente dallo stesso autore con un testo scritto da Mogol e intitolato "Ragazzo solo ragazza sola", che trasformava il brano in una canzone d'amore non particolarmente originale, e la stessa versione venne anche incisa da un duo, i Computers (per notizie su di loro vi rimando al blog del Vampiro), versioni che trovate entrambe nel post.
La cosa particolare è che Mogol firma anche il testo cantato dai Giganti che, pur non essendo fedele letteralmente, mantiene il significato generale dell'originale; tra l'altro vi è anche un intermezzo
parlato con un dialogo tra la torre di controllo e il capitano John (che riprende il maggior Tom di Bowie): come sia possibile la stessa firma su testi diversi è un mistero che solo la SIAE potrebbe sciogliere...
Musicalemente l'arrangiamento ricalca quello originale, tranne nel finale con un assolo di organo suonato da Vince Tempera.
Sul retro vi sono due brani, il primo è "Mia cara ti odio", cover di "Little darling" dei "The Diamonds" (che a loro volta avevano ripreso un vecchio brano dei The Gladiolas (scritto dal pianista del gruppo Maurice Williams, autore qualche anno dopo della celeberrima "Stay" incisa anche dall'Equipe 84), mentre la secconda, "Tutta tutta", è una canzone di Fred Bongusto (tratta dal film dello stesso anno "Venga a prendere il caffé da noi" di Alberto Lattuada, autore del testo ) che i Giganti reinterpretano in maniera originale, con un inizio al limite del grottesco.
Un'altra cover in italiano di Bowie è "L'amore mi aiuterà", testo di Daniele Pace per "Starman", che viene incisa da Mara Cubeddu (che ricordiamo nei Flora Fauna Cemento e poi nei Daniel Sentacruz Ensemble) con lo pseudonimo Dawn Vinci e dai Profeti (che tra l'altro nello stesso periodo incidevano anche una cover in italiano di Hot Love dei T-Rex di Marc Bolan, tanto per rimanere in territori glam): anche in questo caso il testo italiano nulla ha in comune con l'originale.
Pochi sanno che, oltre a "Ragazzo solo ragazza sola" Bowie incise anche un altro brano in italiano, e cioè una deliziosa cover swing di "Nel blu dipinto di blu", inserita con il titolo "Volare" nella colonna sonora del film "Absolute beginners", con una pronuncia decisamente migliore rispetto a quella del 1969.
La canzone conclusiva è cantata dal chitarrista di Bowie, Mick Ronson, ed è tratta dal suo primo album da solista, si intitola "Music is lethal" e non è altro che una versione in inglese di "Io vorrei...non vorrei...ma se vuoi" di Lucio Battisti: il testo che sostituisce quello di Mogol è proprio opera di David Bowie, che peraltro nel corso degli anni ha sempre mostratto apprezzamento verso il musicista di Poggio Bustone.
I due in effetti, pur nelle evidenti diversità, sono accomunati da una cosa, e cioè dai "Changes", come cantava Bowie: provate ad ascoltare di seguito gli album "Ziggy Stardust", "Heroes" e "Let's dance": a parte la voce, sembrano l'opera di tre artisti diversi, e la stessa operazione si può fare, ad esempio, con "Umanamente uomo: il sogno", "Anima latina" e "Don Giovanni" (o con "A saucerful of secrets", "The dark side of the moon" e "The wall" o con "The freewhelin", "Blonde on blonde" e "Desire"): questo è quello che distingue gli artisti dagli imprenditori della canzone, che ogni due o tre anni pubblicano sempre lo stesso disco con la stessa musica con le stesse parole da quarant'anni di onesta professione.

1) I Giganti - Corri uomo corri (Mogol-David Bowie) (1970)
2) I Giganti - Mia cara ti odio (Ermanno Parazzini-Maurice Williams) (1970)
3) I Giganti - Tutta tutta (Alberto Lattuada-Fred Bongusto) (1970)
4) David Bowie - Ragazzo solo ragazza sola (Mogol-David Bowie) (1969)
5) I Computers - Ragazzo solo ragazza sola (Mogol-David Bowie) (1969)
6) I Profeti - L'amore mi aiuterà (Daniele Pace-David Bowie) (1972)
7) Dawn Vinci - L'amore mi aiuterà (Daniele Pace-David Bowie) (1972)
8) David Bowie - Volare (Nel blu dipinto di blu) (Domenico Modugno-Franco Migliacci-Domenico Modugno)
9) David Bowie - Space oddity (David Bowie) (1969)
10) David Bowie - Space oddity (demo) (David Bowie) (1969)
11) David Bowie - Starman (David Bowie) (1972)
12) Mick Ronson - Music is lethal (David Bowie-Lucio Battisti) (1974)








sabato 12 settembre 2015

Dik Dik - Storie e confessioni (1973)




Un altro album mai ripubblicato in CD (almeno in Italia, perchè mi risulta che ne esista una stampa giapponese) è questo "Storie e confessioni" dei Dik Dik, dell'agosto 1973, successivo quindi alla loro partecipazione a "Un disco per l'estate" con "Storia di periferia", inserita nell'album.
Lo stile del disco ricalca quello del brano presentato alla manifestazione, che è poi lo stesso dei loro successi dei primi anni '70, da "Viaggio di un poeta" ad "Help me": ormai staccatisi dal suono beat di "Sognando la California", con ancora qualche reminiscenza dei Procol Harum e gli influssi della nuova generazione di cantautori angloamericani come Elton John e Neil Young, di cui infatti nel disco sono presenti alcune cover.
E proprio del canadese, che l'anno prima aveva ottenuto un successo mondiale con "Harvest", è il brano che apre il lato A, "Che farei", che è "Tel me why" da "After the gold rush" (a mio parere il suo 33 giri migliore), del 1970, con un testo in italiano del cantante del gruppo Giancarlo Sbriziolo (che si firma con lo pseudonimo Sbrigo).
Sempre dallo stesso album è tratta "Birds", che diventa "Noi soli", mentre tra le due canzoni di Neil Young c'è "Tra i fiori rossi di un giardino", con la musica scritta dal chitarrista del complesso Erminio Salvaderi, detto Pepe, con l'ex Ribelle Natale Massara (che è anche il produttore e l'arrangiatore di tutto il 33 giri), gli stessi autori di "Ma perchè", il quarto brano, che pochi mesi dopo verrà pubblicato su 45 giri come retro dell'inedito su album "Il confine".
La prima cover di Elton John è "E ho bisogno di te": si tratta di "I need you to turn to", contenuta nell'album del 1970 Elton John, un capolavoro (conteneva tra le altre gli evergreen "Your song", "Sixty years on" ("Ala bianca" dei Nomadi e "Border song"....facciamo un gioco: prendete l'album di Angelo Branduardi "Cercando l'oro", ed ascoltate "La volpe", sul lato B, a partire più o meno dal primo minuto...ora ascoltatevi "I need you to turn to" al quarantesimo secondo....
Torniamo ai Dik Dik: furono i primi in Italia ad incidere una cover di Elton John, nel novembre 1969 nell'album "Il primo giorno di primavera", e cioè "Era lei" ("It's me that you need", con testo di Maurizio Vandelli, che la pubblicò nello stesso mese su 45 giri).
Il lato A si chiude con la già citata "Storia di periferia", canzone scritta dallo stesso autore di "Viaggio di un poeta", Riccardo Zara, questa volta con il testo scritto da Claudio Daiano e Sbriziolo (che però non appare sul disco, pur risultando regolarmente presente in SIAE).
Il lato B si apre invece con un'altra cover, questa volta dei Procol Harum: "Confessione" è infatti "Pilgrim's progress", da uno dei dischi migliori del gruppo britannico ("A salty dog") e l'autore del testo in italiano è Maurizio Vandelli, in quello che credo essere uno dei suoi  ultimi contributi per la Ricordi prima del passaggio alla Ariston.
Si torna ad Elton John con "Ma tu chi sei", con il testo in italiano di Maurizio Piccoli su "Bad side of the moon", pubblicata solo su 45 giri come retro di "Border song", mentre è invece una canzone dei Dik Dik "Libero", una "murder ballad" con la musica di Pepe e del tastierista Mario Totaro che racconta la triste storia di un vagabondo accusato innocente dell'omicidio di una donna, e che si suicida in carcere..
L'ultima cover del disco è tratta da "Footprint", il secondo album di Gary Wright, pubblicato nel 1971 e che vede la partecipazione di George Harrison: "Love to survive" diventa nella versione di Vandelli "Non si può", mentre conclude il disco "È nel mio cuore ancora" di Mogol e di Maurizio Fabrizio, ancora ad inizio carriera.
L'LP ha una copertina apribile in cinque strati, uno per ogni componente del complesso raffigurato: oltre ai già citati Lallo alla voce e al basso, Pepe alla voce e alla chitarra, Todaro alle tastiere, completano la formazione Pietruccio Montalbetti alla voce e alla chitarra e Sergio Panno alla batteria.


LATO A

1) Che farei (Sbrigo-Neil Young)
2) Tra i fiori rossi di un giardino (Sbrigo-Erminio Salvaderi-Natale Massara)
3) Noi soli (Sbrigo-Neil Young)
4) Ma perchè (Sbrigo-Erminio Salvaderi-Natale Massara)
5) E ho bisogno di te (Sbrigo-Elton John)
6) Storia di periferia (Sbrigo-Claudio Daiano-Riccardo Zara)

LATO B

1) Confessione (Maurizio Vandelli-Matthew Fisher)
2) Ma tu chi sei (Maurizio Piccoli-Elton John)
3) Libero (Sbrigo-Erminio Salvaderi-Mario Totaro)
4) Non si può (Maurizio Vandelli-Gary Wright)
5) È nel mio cuore ancora (Mogol-Maurizio Fabrizio)

martedì 18 febbraio 2014

Lara Saint Paul - Il festival di Sanremo (1971)













Con l'inizio del Festival di Sanremo cominciamo la serie di post legati alla manifestazione, come facciamo ogni anno, e il primo disco presentato è una raccolta con sedici canzoni del festival di Sanremo del 1971 (su ventiquattro partecipanti) interpretate da Lara Saint Paul, la cantante italo-eritrea che a Sanremo aveva partecipato per la prima volta nel 1962, con lo pseudonimo Tanya.
Gli arrangiamenti sono curati dal Maestro Beppe Moraschi: alcune di queste versioni sono registrate in maniera alquanto affrettata, e sembrano più che altro dei provini, mentre altre sono un po' più decenti.
Il disco è però soprattutto una curiosità, e vale per questo più che per il valore musicale.

LATO A

1) Il cuore è uno zingaro (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
2) 4 marzo 1943 (Paola Pallottino-Lucio Dalla)
3) Bianchi cristalli sereni (Don Backy)
4) Che sarà (Franco Migliacci-Carlo Pes-Jimmy Fontana)
5) Come stai (Riccardo Pazzaglia-Domenico Modugno)
6) Rose nel buio (Daniele Pace-Mario Panzeri-Lorenzo Pilat)
7) L'ultimo romantico (Vito Pallavicini-Pino Donaggio)
8) Una storia (Sergio Endrigo)

LATO B

1) Ninna nanna (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi)
2) Sotto le lenzuola (Luciano Beretta-Miki Del Prete-Adriano Celentano)
3) 13, storia d'oggi (Vito Pallavicini-Albano Carrisi)
4) Com'è dolce la sera (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi-Giuliano Illiani)
5) La folle corsa (Mogol-Carlo Donida)
6) Occhi bianchi e neri (Miki Del Prete-Alberto Testa-Eros Sciorilli)
7) Non dimenticarti di me (Mogol-Mario Lavezzi)
8) I ragazzi come noi (Antonio Balducci-Guido Lombardi-Ettore Lombardi D'Aquino)

giovedì 21 novembre 2013

Lillian - Un giorno come un altro/Cielo azzurro (1969)












Ritorniamo a parlare della cantante torinese (ma veneta di nascita) Lillian, di cui avevamo presentato il disco di debutto, e l'occasione è un'intervista alla cantante che è stata pubblicata nel nuovo numero, appena uscito, della di "BEATi voi!" (n° 15), la rivista sul beat e prog italiano anni '60 e '70 edita dal Centro Studi sul Beat Italiano "Beat Boutique 67" di Alessio Marino; oltre a lei vi sono interessanti interviste a  Giuseppe Ferrari dei New Villa o Giovanni Poggio dei Ragazzi della Via Gluck, ed articoli su gruppi meno noti ma altrettanto interessanti come i Moon Boys e gli Astor o solisti come Il Gatto, alias Nedo Del Gratta (per informazioni e ordini: allllessio@tiscali.it - htttp://beatboutique67.xoom.it).
La canzone sul lato A, "Un giorno come un altro", era stata in realtà incisa in contemporanea con "Tutto il mio mondo", che poi era stata pubblicata insieme a "Musica di stelle" ed aveva partecipato alla "Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia" nel settembre 1969., e la cosa è testimoniata (oltre che dal racconto di Lillian nell'intervista) anche da un provino di cui siamo in possesso e che, come si può vedere, contiene proprio le due canzoni.
"Un giorno come un altro" è la cover di "First of May" dei Bee Gees, e l'autore del testo in italiano è il torinese Luciano Giacotto che, insieme a Giampiero Scussel (che sull'etichetta è citato da solo come produttore), seguiva l'attività artistica di Lillian; la canzone è stata incisa anche da altri artisti, tra cui Patty Pravo.
L'arrangiamento è curato da Marcello Minerbi, che del resto aveva anche arrangiato "Tutto il mio mondo".
Sul retro invece troviamo un'altra cover, "Cielo azzurro": Mogol e Alessandro Colombini scrivono il testo in italiano di "South Carolina" dei Flirtations, che erano un gruppo femminile proprio della Carolina del Sud.
Come ha raccontato Lillian nell'intervista a cui vi rimando, il lavoro dei due parolieri soci della Numero Uno nasce da un contatto che poi non ha avuto ulteriori sviluppi tra questa casa discografica e la cantante di Nichelino.
L'arrangiamento del brano è del torinese Claudio Valle, che abbiamo già avuto occasione di conoscere parlando di altri artisti.
Infine una nota sulle qualità vocali di Lillian, che era sicuramente dotata e che avrebbe meritato ben altro successo.

1) Un giorno come un altro (Luciano Giacotto-Barry Gibb-Maurice Gibb-Robin Gibb)
2) Cielo azzurro (Mogol-Alessandro Colombini-Wayne Bickerton-Tony Weddington)


martedì 18 giugno 2013

Bruno Lauzi - Amore caro amore bello...(1971)


A settembre del 1971, dopo il successo di "Amore caro, amore bello", Bruno Lauzi pubblica un doppio album intitolato quasi come il brano di Mogol e Battisti, con l'aggiunta di alcuni puntini di sospensione, e proprio da questo 33 giri riprendiamo la presentazione della discografia del cantautore genovese (ma nato, come sappiamo, ad Asmara).
Il primo disco è dal vivo, registrato al Teatro Filodrammatico di Milano con l'accompagnamento di Andrea Sacchi alla chitarra, e raccoglie alcune vecchie canzoni di Lauzi del periodo CGD e Ariston, con due inediti, "Coccodì coodà", canzone scritta da Walter Valdi e Armando Celso e "La mia solitudine", che Lauzi aveva tradotto qualche mese prima per l'album in italiano di Georges Moustaki (recentemente scomparso).
Tra gli altri brani d aricordare "Ritornerai", "Il tuo amore", "O frigideiro" (con il testo di Giorgio Calabrese) e "Menica, menica", a cui sicuramente si è ispirato Guccini per "Il bello".
Ovviamente, essendo la registrazione di uno spettacolo, vi sono anche alcuni interventi parlati, tra cui uno che è diventato particolarmente noto e che viene spesso citato anche da chi, magari, non sa che proviene da questo disco: "Mi chiedono perché io scrivo delle canzoni così serie e così tristi, la ragione è semplicissima perché quando sono allegro esco" (prima di "Il tuo amore").
Il secondo disco invece racchiude tutte canzoni nuove, compresa la già nota "Amore caro, amore bello"; altri due brani inoltre vengono pubblicati su 45 giri, "L'aquila" (ancora di Mogol e Lucio Battisti, che un anno dopo la includerà nell'LP "Il mio canto libero") e "Devo assolutamente sapere".
Tra le altre canzoni, da ricordare "Lei non è qui...non è là", in cui alla registrazione partecipa all'armonica a bocca e alla chitarra il coautore Edoardo Bennato (che la inciderà nel 1973 nel suo primo album, "Non farti cadere le braccia"), "Al mercato dei fiori" e "Il coniglio rosa" (che i fratelli La Bionda incideranno nel loro album di debutto "Fratelli La Bionda s.r.l."), "Un buon matrimonio" (scritta con Pino Donaggio) e "Stella, Stella" (su musica di Massimo Salerno); inoltre "Il tuo amore" è presente, oltre che dal vivo, anche in versione studio.
Tra i musicisti che partecipano alle registrazioni vi sono Di Cioccio e Mussida della Premiata Forneria Marconi, Damiano Dattoli, Ellade Bandini, Gianni Dall'Aglio, Mario Lavezzi, Claudio Fabi e Dario Baldan Bembo.
La copertina è realizzata da Caesar Monti (alias Cesare Montalbetti), che in quel periodo collaborava spesso con la Numero Uno, e di sua moglie Wanda Spinello.

LATO A
1) Menica, menica (Bruno Lauzi)
2) Vecchio paese (Bruno Lauzi)
3) La banda (Bruno Lauzi)
4) Gli acrobati (Bruno Lauzi)
5) La mia solitudine (Bruno Lauzi-Georges Moustaki)

LATO B
1) O frigideiro (Bruno Lauzi)
2) Il tuo amore (Bruno Lauzi)
3) Ritornerai (Bruno Lauzi)
4) When I meet Connie in cornfield (Harry Tilsley-Robert Hargreaves-Stanley Damerell)
5) Coccodì coccodà (Walter Valdi-Armando Celso)

LATO C 
1) Amore caro, amore bello (Mogol-Lucio Battisi)
2) Al mercato dei fiori (Bruno Lauzi-Carmelo e Michelangelo la Bionda)
3) 4.000.000 di anni fa (Bruno Lauzi-Carmelo e Michelangelo la Bionda)
4) Lei non è qui, non è là (Bruno Lauzi-Edoardo Bennato)
5) Il costruttore (Bruno Lauzi)
6) Giovedì speciale (Bruno Lauzi-Tito Fontana)

LATO D
1) L'aquila (Mogol-Lucio Battisi)
2) Un buon matrimonio (Pino Donaggio-Bruno Lauzi-Pino Donaggio)
3) Il coniglio rosa (Bruno Lauzi-Carmelo e Michelangelo la Bionda)
4) Stella, Stella (Bruno Lauzi-Massimo Salerno)
5) Devo assolutamente sapere (Bruno Lauzi)
6) Il tuo amore (Bruno Lauzi)

lunedì 11 febbraio 2013

AA.VV. - Sanremo '68 (CGD)












Ed anche quest'anno, puntuale come il Natale, la Pasqua e il 25 aprile, è arrivato Sanremo, e come di consueto qui nel blog dedichiamo alcuni post, a partire da oggi, a dischi legati a questa manifestazione: dischi del passato che ci fanno rimpiangere quelle vecchie edizioni del festival.....o è solo il rimpianto per il tempo passato e per, come dice il poeta, "la gioventù che non torna più"? Mah....
Come sapete per molti anni ogni casa discografica pubblicava la sua raccolta sul festival, con le canzoni dei cantanti che incidevano per lei in versione originale, mentre gli altri brani erano interpretati da altri cantanti dell'etichetta, a volte minori: in molte di queste antologie si trovano rarità di nomi poi diventati molto noti, da Claudio Baglioni a Lucio Dalla.
Oggi presentiamo la raccolta della CGD relativa al festival del 1968, come ricorderete vinto da "Canzone per te", bel brano scritto da Sergio Bardotti ed Endrigo ed interpretato dal cantautore di Pola in abbinamento con Roberto Carlos: proprio quest'ultima è la versione qui presente, ed ha il testo con alcune variazioni rispetto a quello di Endrigo: lo stesso cantautore istriano, nel bel libro curato da Doriano Fasoli e Stefano Crippa, “Sergio Endrigo. La voce dell'uomo” (pubblicato dalle Edizioni Associate nel 2002) a pagina 65 racconta il perché:

Lui l'ha incisa seguendo come riferimento il testo del provino, mentre nel frattempo io e Bardotti avevamo leggermente modificato le parole, e così la sua versione su disco è diversa da quella che ho inciso io”.

La canzone che apre il disco è invece in versione originale: si tratta di "La farfalla impazzita", scritta da un Lucio Battisti ancora poco conosciuto, che Dorelli presentò in abbinamento con Paul Anka.
Un altro nome ancora poco noto ma che in seguito diventerà uno dei cantautori italiani più famosi è Roberto Vecchioni, autore del testo di "Sera", su musica di Andrea Lo Vecchio, interpretata da Giuliana Valci e Gigliola Cinquetti: ho sempre trovato divertente foneticamente la coppia di autori Vecchioni-Lo Vecchio, e sarebbe divertente se i due tornassero a collaborare insieme scrivendo una canzone con Jovanotti....Vecchioni inciderà solo il ritornello di "Sera", all'interno del brano "Lui se n'è andato" che apre il 33 giri "Parabola".
Altri brani originali sono "Quando m'innamoro" dei Sandpipers, "La voce del silenzio" (con l'introduzione ispirata a Bach) di Paolo Limiti e “Da bambino”, che chiude il lato B del disco, e che Massimo Ranieri presentò in abbinamento con i Giganti, sicuramente più nelle corde del cantante napoletano che in quelle del complesso.
Lo stesso Ranieri interpreta "Canzone" di Don Backy, presente anche con "Casa bianca" cantata dai Camaleonti, la canzone cioè che fu la goccia che fece traboccare il vaso della sua pazienza e che gli fece abbandonare il Clan Celentano, tra carte bollate e avvocati.
Betty Curtis canta "Stanotte sentirai una canzone", in originale interpretata da Annarita Spinaci e dalla giapponese Yoko Kishi, ed il bel blues "La siepe", successo di Al Bano (in abbinamento con Bobbie Gentry).
I Profeti cantano anche loro due canzoni, la bruttina "La tramontana" interpretata da Antoine e Gianni Pettenati, e "Le opere di Bartolomeo", secondo me migliore, presentata dai Rokes dai Cowsills, mentre i piemontesi (di Pinerolo) Roll's 33 cantano "Il re d'Inghilterra" di Nino Ferrer (che l'autore interpreta con Pilade).
"Gli occhi miei", di Dino e Wilma Goich, è una bella canzone e Riccardo Del Turco si trova perfettamente a suo agio nell'interpretarla. 

LATO A

1) Johnny Dorelli - La farfalla impazzita (Mogol-Lucio Battisti)
2) Tony Del Monaco - La voce del silenzio (Mogol-Paolo Limiti-Elio Isola)
3) Betty Curtis - Stanotte sentirai una canzone (Tato Queirolo-Franco Bracardi)
4) Massimo Ranieri - Canzone (Don Backy-Detto Mariano-Don Backy)
5) I Profeti - La tramontana (Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) I Camaleonti - Casa bianca (Don Backy-Eligio La Valle-Don Backy)
7) Gigliola Cinquetti - Sera (Roberto Vecchioni-Andrea Lo Vecchio)

LATO B

1) I Sandpipers - Quando m'innamoro (Mario Panzeri-Daniele Pace-Roberto Livraghi)
2) Betty Curtis - La siepe (Vito Pallavicini-Pino Massara)
3) I Roll's 33 - Il re d'Inghilterra (Agostino Ferrari)
4) I Profeti - Le opere di Bartolomeo (Sergio Bardotti- Ruggero Cini)
5) Riccardo Del Turco - Gli occhi miei (Mogol-Carlo Donida)
6) Roberto Carlos - Canzone per te (Sergio Endrigo-Sergio Bardotti-Sergio Endrigo)
7) Massimo Ranieri - Da bambino (Riccardo Pradella-Renato Angiolini)

mercoledì 17 ottobre 2012

Tony Pagliano - L'immensità/Maria...ti prego (1967)












Pur essendo nato in Sicilia, Tony Pagliaro ha vissuto sin dagli anni ’50 a Torino, dove ha debuttato come cantante incidendo per la Fonit Cetra; passato nel decennio successivo alla DKF si è dedicato al folklore, incidendo nel 1966 un album che venne anche premiato come miglior disco folk dell’anno.
Non so perché nel 1967, incidendo il 45 giri che presentiamo ogi, adottò il cognome di Pagliano al posto del suo (e quando l’ho chiestoal titolare della DKF, Happy Ruggiero, non ha saputo rispondermi).
“L’immensità” è la nota canzone scritta da Don Backy e lanciata anche da Johnny Dorelli; la versione qui presente, nonostante i mezzi decisamente ridotti dell’etichetta, è ben realizzata.
Il retro è “Maria…ti prego”, una preghiera scritta da Ruggiero con Domenico Ravizza, mentre il testo è di Luciano Beretta: si tratta di una canzone melodica forse un po’ fuori tempo nel 1967.
Entrambe le canzoni sono realizzate con l’orchestra del Maestro Happy Ruggiero.

1) L'immensità (Mogol-Don Backy-Detto Mariano)
2) Maria...ti prego (Luciano Beretta-Domenico Ravizza-Happy Ruggiero)

lunedì 13 agosto 2012

Giulia Shell - Vorrei, io vorrei/Stasera o mai (1965)












Giulia Shell, pseudonimo di Maria Giulia Valli (nata a Modena nel 1948) fa parte di quella folta schiera di personaggi che negli anni ’60 tentarono di entrare nel mondo dello spettacolo, dapprima come valletta nel programma di Mike Bongiorno "La fiera dei sogni", e poi come cantante, senza però alla fine riuscirci più di tanto e ritornando quindi nell'anonimato dopo qualche anno di attività.
Non si trattava sempre di demeriti in confronto ai colleghi vip, ma spesso di sovraffollamento perché in quel periodo esistevano così tante case discografiche, concorsi, manifestazioni (…nonché tantissimi aspiranti cantanti) che diventava veramente difficile riuscire a farsi notare ed apprezzare dal pubblico
Quello che presentiamo oggi è il suo primo 45 giri della Shell; la canzone sul lato A “Vorrei, io vorrei” è la cover di “I don’t understand” successo del 1962 di Nola York (anche coautrice della canzone), ed è il brano con cui nel 1965 partecipò alla "Caravella dei Successi", celebre manifestazione canora che si teneva a Bari.
“Stasera o mai” è invece una canzone italiana, firmata da Nisa, Pontiack (che non è lo pseudonimo di Guccini (come credono alcuni) ma del Maestro Mansueto De Ponti) e Tamburini, e non risulta il deposito SIAE.
In entrambi i brani l’orchestra è diretta da Tony De Vita.
Questo mese il blog proseguirà, anche se con una cadenza rallentata.

1) Vorrei, io vorrei (Mogol-Vito Pallavicini-Christian Nola York-Glen Stuart)
2) Stasera o mai (Nisa-Pontiack-Tamburini)