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domenica 10 settembre 2017

Nanni Svampa - Io vado in banca/Ballata del metronotte (1964)













Dopo il primo 45 giri che avevamo già recensito nel blog, sempre nel 1964 Nanni Svampa pubblica con la Durium un altro 45 giri (che riprende la grafica del precedente), poco prima del debutto con i Gufi. E proprio con il gruppo Svampa riprenderà il lato A, "Io vado in banca", facendola diventare uno dei brani più noti del gruppo: in questa prima versione, oltre a mancare ovviamente l'introduzione parlata di Patruno e degli altri, la musica ha un arrangiamento più semplice, basato solo sulla chitarra, il contrabbasso e l'armonica a bocca; nell'intermezzo twist si aggiunge un pianoforte. Sono assenti i crediti sull'arrangiatore, ma potrebbe essere che il pianoforte sia suonato dall'autore della musica del brano, il Maestro Franco Cassano: la cosa curiosa è che nell'etichetta il suo nome tra gli autori è assente, e ci sono soltanto i due autori del testo, cioè lo stesso Svampa e Nuccio Ambrosino (che in seguito si dedicherà alla regia). Sul retro vi è invece "Ballata del metronotte", che non verrà ripresa dai Gufi (ma da Svampa da solista in uno dei suoi album), ed è la storia di un metronotte che pedala lento per la città con il pensiero che la moglie sola in casa lo possa tradire, ed allora trova la soluzione: porta la moglie con sè al lavoro, facendola oltretutto pedalare. Decisamente nel 1964 nessuno sapeva cosa fosse il "politically correct".

1) Io vado in banca (Nanni Svampa-Nuccio Ambrosino-Franco Cassano)
2) Ballata del metronotte (Nanni Svampa-Franco Cassano)



giovedì 19 maggio 2011

AA.VV - Cabaret (1981)












La K-Tel era un’etichetta discografica nata in Canada che, tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80, si specializzò nella pubblicazione di dischi antologici, le famose compilation (notissime le varie “Italian graffiti”); in Italia la distribuzione era affidata alla RCA.
Oggi parliamo di una di queste compilation, intitolata “Cabaret” e curata da Marco Gaido: una raccolta interessante, suddivisa in quattro parti, corrispondenti ai lati dei due dischi.
La prima, “Personaggi di vita e malavita” (in copertina però vi è solo scritto ‘’Vita e malavita’’, mentre il titolo completo è solo sull’etichetta), racchiude canzoni ambientate nel mondo della mala: non può mancare ovviamente la Vanoni, cantante della mala per eccellenza, con “Hanno ammazzato il Mario in bicicletta”, testo molto noto di Dario Fo su musica di Fiorenzo Carpi.
Vi sono poi “L’Armando” di Jannacci, “Veronica”, sempre del medico cantautore (ma nell’incisione di Lino Patruno) e “Il palo della banda dell’Ortica”, testo di Walter Valdi (pseudonimo di Walter Giovanni Nicola Pinnetti) qui con la musica originale di Jacqueline Perrotin (Jannacci la inciderà con una nuova musica ed alcune modifiche al testo).
Svampa è presente con “Porta Romana”, mentre Laura Troschel canta una canzone scritta dal gruppo del Bagaglino..
Il lato si conclude con “Paese” di Roberto Benigni, che non è certo una canzone sulla mala.
“Oggetti e cianfrusaglie” contiene invece canzoni varie che hanno appunto come tema oggetti: l’automobile (“La balilla”), il frigorifero (la bella “O frigideiro” di Lauzi), la cassaforte, la bambola gonfiabile, l’ascensore (nel celebre valzer lanciato nel 1949 da Aldo Donà e reinterpretato da Montesano) e le scarpe da tennis.
Nel lato intitolato “L’assurdo” è sicuramente da ricordare “Vademecum tango” di Franco Nebbia, con il testo (scritto da Enrico Vaime che si firma con lo pseudonimo ‘’Poppi’’) che cita vari modi di dire in latino, la notissima “Coccodì Coccodà” di Walter Valdi, qui cantata da Svampa, e la “Crapa pelada” scritta da Gorni Kramer per il Quartetto Cetra, basandosi su un canto popolare lombardo (e qui cantata da Svampa, Patruno e Franca Mazzola)
L’ultimo lato è intitolato “Si fa per dire”, e ritroviamo Jannacci, Pippo Franco, Cochi & Renato e Gabriella Ferri; vi sono inoltre “Far finta di essere sani”, unico brano di Gaber presente, e “Urca che bello”, canzone scritta da Daniele Pace, Lorenzo Pilat e Mario Panzeri per Enrico Beruschi.
In definitiva un doppio album divertente e che si lascia ascoltare con piacere.

LATO A – PERSONAGGI DI VITA E MALAVITA

1) Enzo Jannacci – L’Armando (Dario Fo-Enzo Jannacci)
2) Ornella Vanoni – Hanno ammazzato il Mario in bicicletta (Dario Fo-Fiorenzo Carpi)
3) Walter Valdi – Il palo della banda dell’Ortica (Walter Valdi-Jacqueline Perrotin)
4) Laura Troschel – La poveraccia (Mario Castellacci-Pier Francesco Pingitore-Dimitri Gribanovski)
5) Nanni Svampa – Porta Romana (tradizionale; rielaborazione di Piero Santi)
6) Nanni Svampa & Lino Patruno – Veronica (Sandro Ciotti-Dario Fo-Enzo Jannacci)
7) Roberto Benigni – Paese (Roberto Benigni-Giuseppe Bertolucci-Roberto Benigni)

LATO B – OGGETTI E CIANFRUSAGLIE

1) Maria Monti & Giorgio Gaber - La Balilla (Giorgio Gaber-Renato Angiolini-Giorgio Gaber)
2) Bruno Lauzi - O frigideiro (Giorgio Calabrese-Bruno Lauzi-Gian Franco Reverberi)
3) Gabriella Ferri – A casciaforte (Alfonso Mangione-Nicola Valente)
4) Pino Caruso – La pupa di gomma - (Mario Castellacci-Pier Francesco Pingitore-Dimitri Gribanovski)
5) Dario Fo – La luna è una lampadina (Dario Fo-Fiorenzo Carpi)
6) Enrico Montesano – Il valzer dell’ascensore (Nisa-Nino Casiroli)
7) Enzo Jannacci – El portava i scarp del tennis (Enzo Jannacci)

LATO C – L’ASSURDO

1) Cochi & Renato – E la vita la vita (Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)
2) Dino Sarti – Tango imbezell (Dino Sarti-Corrado Castellari)
3) Bruno Lauzi – Garibaldi (Bruno Lauzi-Eddie Cooley-John Davenport)
4) Lino Patruno, Nanni Svampa & Franca Mazzola – Krapa pelada (Gorni Kramer)
5) Franco Nebbia – Vademecum tango (Enrico Vaime-Franco Nebbia)
6) Nanni Svampa & Lino Patruno – Coccodì coccodà (Walter Valdi-Armando Celso)
7) Beppe Grillo – Ma se ghe penso (Mario Cappello-Pino Amendola-Attilio Margutti)

LATO D – SI FA PER DIRE

1) Pippo Franco – Praticamente no (Franco Pippo)
2) Enrico Beruschi – Urca che bello (Daniele Pace-Mario Panzeri-Corrado Conti)
3) Enzo Jannacci – Vengo anch’io. No, tu no (Enzo Jannacci-Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci)
4) Giorgio Gaber – Far finta di essere sani (Giorgio Gaber)
5) Franca Rame – ‘nteressa a me (Leo Chiosso-Dario Fo-Fiorenzo Carpi)
6) Gabriella Ferri – La società dei magnaccioni (tradizionale)
7) Cochi & Renato – Bravo sette più (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)

martedì 11 gennaio 2011

Nanni Svampa - Si Può Morire/Il mio funerale (1964)













In corso Unione Sovietica c’era, negli anni ’60, un locale di cabaret che si chiamava “Los Amigos”: nel 1965 la parte del leone come numero di esibizioni in questo locale la fecero i Gufi, che proprio in quell’anno avevano anche debuttato sia discograficamente che in televisione.
Tutti e quattro avevano però alle spalle già varie attività nel mondo musicale, ad esempio Patruno come jazzista e Svampa come cantautore.
Tra i 45 giri che quest’ultimo aveva pubblicato vi è anche quello oggetto di questo post, che contiene due brani, “Si può morire” e “Il mio funerale”.
La prima canzone, scritta da Svampa ed arrangiata da Marcello Minerbi dei Los Marcellos Ferial (lo stesso Minerbi che troveremo anni dopo come arrangiatore di Claudio Lolli) è una ballata, ripresa in seguito anche dai Gufi, densa di riferimenti all’attualità storico-politico dell’epoca: e se “Si può morire facendo il presidente” è intuibile ancora oggi che si riferisca a John Kennedy, forse non sono più così immediati i riferimenti a Marcinelle (“Si può morire scavando una miniera”) o a Dag Hammarskjöld (“Si può morire attraversando il Congo”).
La canzone sul lato B era già stata incisa un paio d’anni prima dai Peos, gruppo lombardo ora dimenticato, che era composto da Enrico Amodio alla voce, Giampiero “Peo” Borella (che dava il nome al gruppo) al basso, Antonio Recchia alla batteria, Roberto Di Matteo al pianoforte e Lorenzo Longhini al sax e al flauto; e proprio Di Matteo e Borella sono gli autori della canzone, arrangiata dal Maestro Franco Cassano.

1) Si può morire (Nanni Svampa)
2) Il mio funerale (Roberto Di Matteo-Giampiero Borella)