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domenica 7 febbraio 2016

I Brutos - Gina, amore mio.../Una bionda un po' scema per quattro scemi che vanno a remi (1970)












Oggi presentiamo un disco dei Brutos del 1970: si tratta dell'ultimo registrato da Gerry Bruno che, nello stesso anno, decide di lasciare il gruppo per recitare in "Alleluja brava gente", notissima commedia musicale di Garinei e Giovannini (con le musiche di Domenico Modugno), e da lì dedicarsi alla carriera solista.
Completano la formazione in questo disco il bello Nat Pioppi, Dino Cassio e Gianni Zullo.
Sul lato A vi è "Gina, amore mio", cover di "Gin gan goolie", successo degli Scaffold scritto come al solito dalla coppia Roger McGough e Mike McGear, con un testo in italiano di Leo Chiosso ed una musica molto allegra in levare.
Sul retro sempre Chiosso scrive il testo di una simpatica marcetta del maestro Mansueto De Ponti (che si firma come di consueto con lo pseudonimo Pontiack) e di Nino Tristano, cantautore (il cui vero nome è Nino Pirito) su cui avremo l'occasione di ritornare; la cosa particolare è che in SIAE la canzone porta anche la firma di un terzo musicista, Ico Cerutti (chissà se Gerry ci potrà chiarire questo punto).
In entrambi i brani l'orchestra è diretta da Angel "Pocho" Gatti, mentre la copertina , come si capisce dallo stile, è opera di Bruno Prosdocimi, conosciuto per le vignette degli album dei calciatori delle edizioni Panini di Modena.

1)  Gina, amore mio... (Leo Chiosso-Roger McGouch-Michael McGear)
2)  Una bionda un po' scema per quattro scemi che vanno a remi (Leo Chiosso-Pontiack-Nino Tristano-Ico Cerutti)


lunedì 1 aprile 2013

I Brutos - Vengo anch'io. No, tu no/Con due occhi così (1968) & Vanna Brosio - Una vita difficile-Una lettera (1975)













Il secondo post che dedichiamo ad Enzo Jannacci è in realtà una doppia riproposizione di due 45 giri torinesi già apparsi nel blog: il primo, del 1968, racchiude una versione del successo di quell'anno del cantautore, "Vengo anch'io. No, tu no", eseguita dai Brutos.
Come avevamo scritto nel post originale, la versione dei Brutos, ha una piccola differenza ad un certo punto del testo: nella strofa “Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale”, alla domanda “Vengo anch’io” la risposta è “Sì tu sì”, ed allo steso modo continua poi il ritornello successivo, mentre musicalmente si caratterizza per il violino, che sostituisce il trombone della versione di Jannacci.
Il secondo disco è invece di Vanna Brosio, la bella e sfortunata cantante torinese che nel 1975 pubblicò un 45 giri con due canzoni scritte entrambe da Jannacci, "Una vita difficile" e "Una lettera", ed arrangiate entrambe da Nando De Luca, collaboratore abituale di Jannacci.
Jannacci inciderà “Una vita difficile” nell’album “L’uomo a metà” del 2003 , mentre “Una lettera” era già conosciuta in quanto incisa da Nicola Arigliano nel 1971 nell’album “Una sera allo Studio 7 di Napoli”, ma con il titolo “La lettera”: entrambi i brani li trovate come bonus track in questo post.

1) I Brutos - Vengo anch’io. No, tu no (Enzo Jannacci-Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci)
2) I Brutos - Con due occhi così (Giuseppe Maniscalco-Alvaro Alvisi-Luciano Zotti)
3) Vanna Brosio - Una vita difficile (Enzo Jannacci)
4) Vanna Brosio - Una lettera (Enzo Jannacci)

Bonus tracks:

5) Enzo Jannacci - Una vita difficile (Enzo Jannacci)
6) Nicola Arigliano - La lettera (Enzo Jannacci)

mercoledì 11 luglio 2012

Dino Cassio e i Brutos - Uffà, nun me scuccià/Le mele (1971)












Riprendiamo dopo qualche giorno di pausa…questo è un periodo in cui sono occupato da molte cose (e non tutte piacevoli, in verità...) e quindi sto un po’ tralasciando il blog, ma per qualche giorno dovrei farcela ad inserire nuovi post, e comincio con un disco per ricordare un amico che ci ha lasciato.
Come forse sapete, lunedì è morto a Roma Dino Cassio, uno dei componenti dei Brutos dal 1964 (aveva sostituito Giorgio Astore); da alcuni anni era malato e, alla fine di giugno, le sue condizioni si erano aggravate.
Cassio aveva anche una discreta carriera come attore comico: molti lo ricorderanno nei due film da regista di Renzo Arbore, “Il papocchio” del 1980, in cui cantava il celebre brano “Non correre papà”, e “FF.SS” del 1983 in cui, in coppia con Gigi Proietti nella parte di Curtatone, interpretava Montanara, ma aveva anche lavorato spesso con Lino Banfi.
Per ricordarlo, ecco un 45 giri inciso nel 1971, il primo dopo l’abbandono di Gerry Bruno (che aveva lasciato il gruppo per lavorare con Garinei e Giovannini in “Alleluja brava gente”): la canzone sul lato A, “Uffà nun me scuccià”, scritta da Alberto Petrucci per il testo e da Armando Romeo per la musica, avrebbe dovuto partecipare al Festival di Napoli del 1971 (in abbinamento con Gloriana) ma, come si sa, quell’edizione non venne disputata dopo l’intervento del sostituto procuratore della repubblica (a seguito dell’esposto di alcuni autori esclusi dalla manifestazione, che ipotizzavano presunti brogli in fase di selezione).
Non si tratta di un brano memorabile: il testo racconta di un conflitto generazionale tra un figlio e una mamma, mentre la musica è quella che uno si immaginerebbe per il “Festival di Napoli”.
La canzone sul retro, “Le mele”, ha gli stessi autori di “Uffà nun me scuccià”, con in più come paroliere Espedito Barrucci, il fondatore e titolare della Zeus, l'etichetta che pubblicò il 45 giri: cantata in italiano, passa in rassegna vari tipi di frutta, manifestando poi un'avversione verso le mele (e, se per caso c'è qualche doppio senso, devo dire che non l'ho colto...).
Come bonus track “Non correre papà”, scritta da Arbore in collaborazione con De Crescenzo per il testo e con il maestro Paolo Ormi e Adriano Fabi (che usa lo pseudonimo “Cashin”) per la musica, e che Dino Cassio canta con la bambina Marzia Tornari.

1) Uffà nun me scuccià (Alberto Petrucci-Armando Romeo)
2) Le mele (Alberto Petrucci-Espedito Barrucci-Armando Romeo)

Bonus track: 3) Non correre papà (Renzo Arbore-Luciano De Crescenzo-Paolo Ormi-Adriano Fabi-Renzo Arbore)

mercoledì 28 dicembre 2011

I Brutos a l'Olympia (1961)












Nel ripercorrere la discografia dei Brutos eravamo arrivati al 45 giri del 1968 pubblicato per la CAR Juke-Box; oggi però ritorniamo indietro per presentare un EP inedito in Italia e pubblicato solo all’estero.
Si tratta di un estratto di uno degli spettacoli tenuti dai cinque torinesi all’Olympia di Parigi, accompagnati dall’orchestra di Jacques Loussier e pubblicato a novembre del 1961, con quattro canzoni di cui due italiane, “Io” di Modugno e “Baby rock” di Carosone (in cui però inseriscono “See you later, alligator” di Bill Haley).
La copertina dell'edizione spagnola
Il retro dell'edizione spagnola
Apre il disco “Granada”, il celebre brano scritto dal compositore messicano Agustin Lara per il tenore Pedro Vargas nel 1932, e che ha avuto moltissime incisioni (in Italia la più nota è quella di Claudio Villa); sull’etichetta al nome di Lara si affianca quello del paroliere francese Jacques Larue (pseudonimo di Marcel Ageron), che è l’autore del testo francese della canzone (che però è eseguita dai Brutos in italiano).
La quarta canzone è “Little Darling”, successo del 1957 dei Gladiolas scritto da Maurice Williams e poi inciso anche, con maggior successo, dai Diamonds nello stesso anno e, in seguito, da altri artisti, che in una strofa i cinque torinesi eseguono in italiano.
Tornando ai Brutos, l’EP fu poi stampato anche in Spagna per l’America Latina. 
Potete leggere una recensione in francese del disco qui

LATO A
1) Granada (Agustín Lara)
2) Io (Domenico Modugno-Franco Migliacci-Domenico Modugno)

LATO B

3) Baby rock (Nisa-Renato Carusone)
4) Little Darling (Jacques Plante-Maurice Williams)

giovedì 10 novembre 2011

Gerry Bruno - Senza Salomè/Quarry Gerry Quak Version (1982)












Questo è il secondo disco da solista inciso da Gerry dei Brutos, sempre per la G & G di Ezio Scimè: in realtà l'unico brano inedito è il lato A, "Senza Salomè", scritto da Lorenzo Raggi per il testo e da Bruno Pallini per la musica, mentre sul retro viene riproposto un brano del suo 45 giri precedente, cioè la versione del "Ballo del qua qua" intitolata "Quarry Gerry Quak Version".
"Senza Salomè" è la storia di un personaggio che si sente solo senza un'odalisca (che si chiama, appunto Salomè), mentre per quel che riguarda il retro andatevi a rileggere il vecchio post dedicato a quel 45 giri (con il commento dello stesso Gerry) .

1) Senza Salomè (Lorenzo Raggi-Bruno Pallini)
2) Quarry Gerry Quak Version (Lorenzo Raggi-Romina Power-Werner Thomas)

venerdì 16 settembre 2011

I Brutos - Vengo anch'io. No, tu no/Con due occhi così (1968)












Invito tutti i lettori del blog a visitare la nuova versione del sito di Gerry dei Brutos, www.gerrybruno.it: questo perché con la nuova versione sono stati inseriti molti video interessanti sul gruppo torinese, oltre che foto e ricordi di tanti anni di carriera: tutto veramente molto interessante….ed in occasione del nuovo sito presento un'altra incisione dei Brutos, risalente al 1968: sono cambiate molte cose, Jack Guerrini ha iniziato una carriera da solista, ahimé scarsa di soddisfazioni (e due anni dopo scomparirà in un tragico incidente), ed è stato sostituito da Nat Pioppi…inoltre anche Maccione, a causa di alcune tensioni interne, ha lasciato il gruppo e, dopo un tentativo malriuscito di creare un “clone” dei Brutos, i Divini, si è dedicato alla carriera di attore, che gli darà moltissime soddisfazioni (di recente Maccione ha interpretato la parte del boss mafioso in “La leggenda di Al, John e Jack” di Aldo, Giovanni e Giacomo); Maccione viene sostituito dapprima da Dante Cleri, poi da Tino Cervi ed infine da Alvaro Alvisi.
Infine anche Elio Piatti ha lasciato il gruppo, sostituito da Umberto Di Dario, poi da Giorgio Astore e, dal 1964, dal pugliese Dino Cassio, che sicuramente molti di voi ricorderanno nel “Pap’occhio” di Renzo Arbore (è il cantante di “Non correre papà”).
Discograficamente i Brutos hanno continuato ad incidere in Francia, mentre in Italia, oltre che in vari spettacoli televisivi, sono diventati anche testimonial della cera Grey a Carosello.
Il ritorno ai dischi avviene grazie a Carlo Alberto Rossi, che per la sua Car Juke-box pubblica una cover del successo di Jannacci dello stesso anno, “Vengo anch’io. No, tu no”.
Mi ha sempre incuriosito tra gli autori della canzone la presenza, tra i noti Fo e Fiorentini, di Core: in realtà in Siae questo nome (uno pseudonimo?) non c’è…ed anche nei dischi di Jannacci non sempre viene riportato.
La versione dei Brutos, rispetto all’originale, ha una piccola differenza ad un certo punto del testo,
nella strofa “Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale”, alla domanda “Vengo anch’io” la risposta è “Sì tu sì”, ed allo steso modo continua il ritornello successivo.
Musicalmente si caratterizza per il violino, che sostituisce il trombone della versione di Jannacci.
“Con due occhi così” ha un arrangiamento a metà tra il rhythm & blues e il beat; la canzone è seria, distante quindi dalla comicità tipica del gruppo torinese; è firmata anche dal nuovo arrivato Alvisi, che firma il testo insieme a Giuseppe Maniscalco, mentre la musica è del maestro Luciano Zotti, il musicista barese fondatore del gruppo “I cinque del sud”.
Gli arrangiamenti delle due canzoni sono del maestro Sauro Sili, e l’etichetta ci informa che le canzoni sono state registrate negli studi Fonorama di Milano (che erano di proprietà di Carlo Alberto Rossi).

1) Vengo anch’io. No, tu no (Enzo Jannacci-Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci)
2) Con due occhi così (Giuseppe Maniscalco-Alvaro Alvisi-Luciano Zotti)

venerdì 27 maggio 2011

Gerry Bruno - Il ballo del qua qua/Il ballo del qua qua (Quarry Gerri Quack Version) (1981)












Nella ricostruzione della discografia dei Brutos, oltre che di due incisioni come gruppo, ci siamo occupati di un 45 giri da solista del cantante Jack Guerrini; oggi invece presentiamo un 45 giri da solista di Gerry Bruno...la canzone la conoscete tutti nella notissima versione di Romina Power, quindi non mi sto a dilungare: il brano, in origine, era uno strumentale del compositore svizzero Werner Thomas, noto come "The chicken dance" e ripreso anche in alcune colonne sonore.
Terry Rendall (pseudonimo del produttore belga Louis van Rijmenant) scrisse negli anni '70 un testo, ed il brano divenne la canzone "Dance little bird"; Lorenzo Raggi è l'autore del testo in italiano con Romina Power.
Ecco cosa ci racconta Gerry sul disco:


Sin dal settembre del 1981 lanciavo, in ogni puntata della trasmissione "Lo Squizzofrenico" di Gino & Michele per la regia di Beppe Recchia, la canzone "Il ballo del qua qua" (brano popolare acquistato per due lire da due cantastorie belgi in quel di Cannes durante il Festival du Cinema), con tanto di paperette (costruite per l'occasione dallo stesso mago che aveva fatto-e che ancora faceva- Topo Gigio e che collaborava all'epoca con Antenna 3.
Ezio Scimè, che era all'epoca il titolare dei dischi di Sacha Distel, con l'etichetta  G&G Records distribuita dalla Ricordi, mi chiede se voglio far parte del gruppo proponendomi l'affare del secolo e cioè questa ballata popolare che all'estero riscuote un notevole successo specie in Francia...e nel nord della Germania. Spinto anche da Sacha che trova buona l'idea (che in seguito potrebbe anche servire per il Sacha Show nei programmi televisivi) accetto di buon grado l'offerta e nel giro di 10 settimane di martellanti promozioni televisive (Antenna 3) e serate in tutta la Lombardia, riesco a vendere quasi 30.000 copie...Scimè raggiante di gioia mi consiglia di battere il ferro sin che è caldo e mi convince a registrare un secondo 45 giri dal titolo "Senza Salomè", che mio malgrado porto in televisione (in Rai a Blitz con Gianni Minà) e in diverse serate che a quell'epoca certo non mi mancavano.  Quando ormai s'era capito che il "pilota" aveva funzionato la canzone venne incisa da Romina Power....in un paio di settimane la sua versione, secondo il settimanale "Sorrisi & Canzoni", era già al n.1 in classifica per rimanerci in seguito per diverse settimane, mentre io avendo sino a quel momento venduto discretamente (a porta a porta) quelle famose 30.000 copie non entrai nemmeno negli ultimi posti delle vendite di quel settimanale.....Nel retro c'è una mia versione tutta particolare del qua qua fatta alla maniera di Barry White intitolati Quarry Gerry Quack Version.

Ringraziamo Gerry per questo ricordo (prossimamente proporremo anche "Senza Salomé"), e vi auguriamo buon ascolto!
1) Il ballo del qua qua (Dance little bird) (Lorenzo Raggi-Romina Power-Werner Thomas)
2) Il ballo del qua qua (Quarry Gerri Quack Version)  (Lorenzo Raggi-Romina Power-Werner Thomas)

martedì 10 maggio 2011

I Brutos – I gangsters della quinta strada/Destinazione luna (1961)












Ritorniamo a parlare dei Brutos con questo 45 giri, pubblicato dalla Emanuela Records nel 1961 (la data sul vinile è 2 febbraio 1961), quindi proprio nel momento di massima notorietà per i cinque torinesi: parliamo di “I gangsters della quinta strada”.
Tanto per cambiare, anche di questo brano non esiste traccia di deposito Siae, come succede del resto quasi sempre per le canzoni incise su etichetta “Emanuela records”; nell’etichetta è scritto Coppola-Cherubini, ma non penso che si tratti di Bixio Cherubini, bensì di un omonimo.
All’inizio del brano i cinque si presentano (“Io sono Jack il capobanda, sono Aldo mascella d’acciaio, sono Gerry dall’occhio di lince, sono Elio il re del whisky, sono Gianni la pantera”); la musica passa dal blues dell’inizio al rock’n’roll, ed il complesso è come sempre quello di Arrigo Amadesi.
Verso il finale della canzone i Brutos accennano anche il canto di montagna “E la violeta la va, la va”.
Nel complesso “I gangsters della quinta strada” avrebbe potuto essere inserita nel repertorio di Fred Buscaglione sia per la musica che per le atmosfere del testo.
Un'ultima cosa sul brano: in rete si trova un video del brano attribuito ai Brutos, ma in realtà non sono loro! Si tratta dei Divini, un complesso formato da Aldo Maccione in una delle sue tante dipartite dai Brutos, e d'altronde se ascoltate l'inizio del brano con la presentazione vi renderete conto che i nomi, a parte Aldo, sono tutti diversi (Tommy, Teddy ed altri).....Maccione formerà anche, in seguito, i Los Tontos, ma nessuna di queste copie avrà il successo degli originali.
Sul lato B la già nota “Destinazione Luna”, pubblicata l’anno prima su EP.

1) I gangsters della quinta strada (Coppola-Cherubini)
2) Destinazione Luna (Giampiero Barone-Giovanni Marabotto)

giovedì 10 marzo 2011

Torquato e i Quattro - Fotografie

La foto di Torquato e i 4 che ci è stata gentilmente mandata da Daniele Duchi, figlio di Giorgio. Da sinistra a destra: Piero Parodi (batteria), Mauro Sacchini (voce e contrabbasso) e Giulio Franzini (chitarra); dietro i tre Giorgio Duchi (tastirere)

 A seguito della mail di Daniele, che ci ha anche mandato la foto del complesso che trovate in apertura di questo post, ci ha scritto Gerry dei Brutos, mandandoci un'ulteriore foto (che potete vedere qui a destra).

Ciao Vito,
Giorgio Duchi e Mauro Sacchini con Gerry Bruno  


sono appena tornato da una breve e alquanto gelida vacanza in quel di Rimini, dove speravo di trovare luoghi e persone del passato, ma, ahimè! come succede per la musica con i suoi mirabolanti personaggi del passato,anche li nulla più è rimasto se non il proprio ricordo personale legato soltanto a qualche aneddoto, e a tutti quegli amiciche o per un motivo o per un altro, non ci sono più, essendo passati a miglior vita....E leggere su Euterpe che proprio il figlio di uno di quegli amici, tramite i tuoi post, si fa vivo per onorare il passato artististico di suo padre a quasi 50 anni dalla sua scomparsa, è inutile dirti che mi ha commosso dandomi una forte stretta al cuore. Mi riferisco naturalmente a Giorgio Duchi, pianista dei Torquato e i Quattro (e a suo figlio Daniele) gruppo con il quale, come ebbi già a dire qualche tempo fa e da te riportato in un tuo post a loro dedicato, avevoavuto modo di lavorare in quel di Alassio al Roof Garden del Caffè Roma verso la metà degli anni '50. Non sapevo della sua scomparsa e, anche se "parecchio" in ritardo vorrei esprimere, attraverso il tuo operato, a suo figlio Daniele le mie più sentite condoglianze e dedicargli, a ricordo di quelli che per me furono dei momenti indimenticabili, una immagine che mi ritrae in compagnia di suo padre Giorgio (io sono quello più magro, solo perchè ballavo di più)in uno di quei momenti di relax sulla spiaggia di Alassio tra una serata e l'altra. Con noi altri componenti del mio gruppo i Rock Stars Boys e il bassista Mauro detto "Torquato". Spero che il rivedere suo padre in una "posa" così, un po' fuori dalle tastiere, riesca farlo sorridere ancora, dopo così tanto tempo. A te Vito, come sempre, un ringraziamento per l'enorme mole di sensazioni che ogni giorni ci vuoi regalare con il tuo splendido lavoro, con la speranza che tu riesca a non perdere mai il bandolo della matassa dei meravigliosi ricordi musicali ma non solo....
A presto e un caro saluto a tutti,
Gerry Bruno.

martedì 1 marzo 2011

Jacques Guerrini - Qui doit mourir/Sans une larme (1968)












Forse a molti il nome di Jacques Guerrini non dirà nulla, ma qualcuno lo collegherà a Jack Guerrini: infatti si tratta proprio dell'ex bello dei Brutos, che nel 1964 aveva abbandonato il gruppo dopo aver conosciuto Viviane, una ragazza italofrancese, ed essersi trasferito in Francia, dove per qualche anno avrà una carriera solista con poco successo.
Giacomo Guerrini è un figlio d'arte: infatti suo padre e sua madre (Dina Panerai) da giovani cantano come coristi nelle opere che si rappresentavano in Toscana, la loro regione di origine; all'età di 14 anni Jack inizia ad esibirsi nel cortile delle case popolari di corso Racconigi 60 a  dove abita, intrattenendo tutte le sere una platea di amici che lo vengono ad ascoltare cantare le canzoni esotiche dei film in voga in quegli anni: "Granada", "Malaguena", "La Galopera", ecc.
Incomincia poi a strimpellare la chitarra nelle sale da ballo torinesi, facendo coppia con l'amico Gerry Bruno,
Jack Guerrini (a destra) con Gerry Bruno e Bruno Martino
lavorando di giorno in un negozio di fotografie in via San Secondo, lavoro che abbandona per per presentarsi con Gerry ad un'audizione al teatro Alcione di corso Regina Margherita come cantanti-fantasisti. Il commendator Aldo Zanfrognini, titolare dell'Alcione, dopo averli visti li scrittura seduta stante con un contratto della durata di 10 anni. ed intorno a loro costruisce una compagnia di giro d'avanspettacolo chiamata "Il Teatro dei Pazzi", con la quale gireranno tutta l'Italia da nord a sud riscuotendo successo in ogni città.
Una cartolina di Jacques Guerrini
Ed è proprio all'interno di questa compagnia di svitati che i due conoscono altri tre elementi, Gianni Zullo, Aldo Maccione ed Elio Piatti, con cui daranno vita ai Brutos.
Come abbiamo detto, nel 1964 Guerrini lascia il gruppo, e pubblica alcuni dischi in Francia.
Torna a Torino alla fine degli anni '60, riprendendo ad esibirsi in vari locali cittadini; purtroppo, la sua vicenda si conclude tragicamente: alle ore 01.30 del 16 marzo 1970, mentre sta ritornando a casa sulla sua Giulia 1600, Jack Guerrini ha un incidente stradale e finisce sotto un TIR fermo, parcheggiato nelle vicinanze dei Mercati Generali, in via Giordano Bruno a Torino
L'articolo de La Stampa sulla morte di Jack
Le due canzoni qui presentate, a metà tra il melodico e il beat, sono distanti da quello che era lo stile dei Brutos, e non brillano particolarmente per originalità: la voce di Guerrini è ben impostata, forse quello che gli è mancato per il successo da solista è stato il repertorio.
Per il post di oggi, in particolare per le fotografie e le notizie sugli inizi di Jack, ringraziamo Gerry, disponibile come sempre.



1) Qui doit mourir (Yves Eychen-G. Perrier-Renny Corbanesi-Jacques Guerrini)
2) Sans une larme (Yves Eychen-G. Perrier-Renny Corbanesi-Jacques Guerrini)

mercoledì 19 gennaio 2011

I Brutos – EP (1960)

 











Se questo post avesse un titolo, potrebbe essere “Da Torino alla conquista del mondo”.
Gerry Bruno, intervistato dal mio amico Vito Vita per “Musica Leggera” (intervista pubblicata nel numero 10; chi lo avesse perso può acquistarlo qui), ha raccontato come i cinque Brutos, nati come gruppo sui palchi del Teatro Alcione di corso Regina alla fine del 1958, nel giro di due anni arrivarono ad esibirsi, oltre che nelle principali città italiane, anche all’estero, dagli Stati Uniti all’Asia, dall’America Latino fino alla consacrazione all’Olympia di Parigi....un successo impensabile per un gruppo torinese ai giorni nostri (....altro che i Subsonica! Ma erano altri tempi.....).
Questo è l’unico EP inciso in Italia dal gruppo (un altro è stato stampato solo in Francia), pubblicato dalla Emanuela Records di cui abbiamo già parlato nel post di Fiorella Bini; e ritroviamo anche qui gli autori delle canzoni della Bini, e cioè Barone e Giovanni Marabotto.
“Destinazione luna” è un esempio di come i cinque eseguissero le canzoni: con Jack Guerrini, il bello, cantante solista, e gli altri quattro che, impeccabili nei cori, arricchiscono la canzone con gag e battute; il brano venne anche inciso dal quartetto “Poker di voci”.
“Desiderio di un giorno”, canzone d’amore, è cantata dal solo Guerrini.
“Zappa John”, di ambientazione western, inizia con una citazione musicale di “Oh Susanna”, e racconta le vicende di un cercatore d’oro del Missouri, incitato a scavare dalla moglie (il ritornello recita “Zappa John, l’oro c’è….”); nella canzone viene anche citata la celeberrima “Nella vecchia fattoria dei Cetra”….ma l’ambientazione torinese viene fuori quando John racconta di essere stato, la mattina, sotto i portici…e sinceramente riesce difficile immaginare dei portici stile quelli di via Po nel Far-West!
Il brano conclusivo, “Voglio spegnere il sole”, vede nuovamente Guerrini alla voce solista, ed è scritto per quel che riguarda la musica dal maestro Piero Pasero.
L’orchestra che suona nelle quattro canzoni è quella di Arrigo Amadesi, che è poi quella che è presente in quasi tutte le incisioni della Emanuela Records.
Due di queste canzoni, "Destinazione luna" e "Zappa John", furono anche pubblicate su 45 giri.
Infine una curiosità: il disco venne anche pubblicato in Spagna, dall’etichetta Discophon.
La bonus track è "Destinazione luna" nella versione del quartetto Poker di voci.

1) Destinazione luna
2) Desiderio di un giorno
3) Zappa John
4) Voglio spegnere il sole

5) Bonus track: Poker di voci - Destinazione luna

venerdì 14 gennaio 2011

Ci scrive Gerry dei Brutos a proposito di Torquato e i Quattro....

Tra le persone che si sono iscritte alla mailing list e che seguono il blog ci sono anche alcuni personaggi noti, ed uno di questi è il leader dei Brutos, Gerry Bruno....ai Brutos, uno dei più noti gruppi musicali torinesi, dedicheremo un post speciale tra qualche giorno.
Gerry ci ha scritto oggi, a proposito del gruppo di cui si parlava nel post di ieri, Torquato e i Quattro....ecco la sua mail:

Ciao Vito,
come sempre...OTTIMO LAVORO!
Questa volta però...ancora di più...perchè con la musica e le immagini di "Torquato e i 4" mi hai fatto tornare indietro di ben 53 anni quando, a quell'epoca per sbarcare il lunario e per una grande passione che mi coinvolgeva sino alle viscere, con altri tre "disgraziati" come me, si girava per il nord Italia in cerca di scritture con il nostro numero di Rock'n'Roll ballato e cantato dal nostro solista (che in realtà all'epoca lavorava ufficialmente alla Centrale del Latte di Torino) Nick Ambros, al secolo Nicola Ambrosacchio. Le foto allegate ti mostrano una delle nostre tante esibizioni al
"Roof Garden" di Alassio (Bar-Pasticceria della famiglia Berrino, uno dei quali padre delle mitica Luisella di Radio Montecarlo) che, in quella occasione ci vedeva accompagnati proprio da loro..i Torquato...Ma non solo. Come vedi, vista la somiglianza fra me, il cantante e Jerry Lewis, io e Mauro, il bassista, eravamo diventati amici anche fuori dal "lavoro" per cui durante i lunghi pomeriggi di sole si andava molto spesso insieme a prendere la tintarella.
Poi, di sera, all'aperto si prendeva anche quella chiamata "Tintarella di Luna"!!! (Sob!).
Ti mando questo documento nella speranza che ti faccia piacere (nella continuità della nostra lunga chiacchierata iniziata qualche tempo fa e mai finita) il sapere che hai un amico che ti stima, non solo per il lavoro che  diligentemente porti avanti con così tanto amore ma che, malgrado la tua "giovane età", tu riesca a capirlo e spiegarlo così bene sino in fondo. Per questo, e anche per altre ragioni, continuerò a seguirti e donarti elementi utili, e a volte anche piacevoli, per le tue ricerche, affinché anche tu possa vivere in qualche modo attraverso quelle foto quegli anni fantastici ma, ahimè!...irripetibili.
A presto con altre emozioni,
ciao


Gerry B.