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lunedì 11 febbraio 2013

AA.VV. - Sanremo '68 (CGD)












Ed anche quest'anno, puntuale come il Natale, la Pasqua e il 25 aprile, è arrivato Sanremo, e come di consueto qui nel blog dedichiamo alcuni post, a partire da oggi, a dischi legati a questa manifestazione: dischi del passato che ci fanno rimpiangere quelle vecchie edizioni del festival.....o è solo il rimpianto per il tempo passato e per, come dice il poeta, "la gioventù che non torna più"? Mah....
Come sapete per molti anni ogni casa discografica pubblicava la sua raccolta sul festival, con le canzoni dei cantanti che incidevano per lei in versione originale, mentre gli altri brani erano interpretati da altri cantanti dell'etichetta, a volte minori: in molte di queste antologie si trovano rarità di nomi poi diventati molto noti, da Claudio Baglioni a Lucio Dalla.
Oggi presentiamo la raccolta della CGD relativa al festival del 1968, come ricorderete vinto da "Canzone per te", bel brano scritto da Sergio Bardotti ed Endrigo ed interpretato dal cantautore di Pola in abbinamento con Roberto Carlos: proprio quest'ultima è la versione qui presente, ed ha il testo con alcune variazioni rispetto a quello di Endrigo: lo stesso cantautore istriano, nel bel libro curato da Doriano Fasoli e Stefano Crippa, “Sergio Endrigo. La voce dell'uomo” (pubblicato dalle Edizioni Associate nel 2002) a pagina 65 racconta il perché:

Lui l'ha incisa seguendo come riferimento il testo del provino, mentre nel frattempo io e Bardotti avevamo leggermente modificato le parole, e così la sua versione su disco è diversa da quella che ho inciso io”.

La canzone che apre il disco è invece in versione originale: si tratta di "La farfalla impazzita", scritta da un Lucio Battisti ancora poco conosciuto, che Dorelli presentò in abbinamento con Paul Anka.
Un altro nome ancora poco noto ma che in seguito diventerà uno dei cantautori italiani più famosi è Roberto Vecchioni, autore del testo di "Sera", su musica di Andrea Lo Vecchio, interpretata da Giuliana Valci e Gigliola Cinquetti: ho sempre trovato divertente foneticamente la coppia di autori Vecchioni-Lo Vecchio, e sarebbe divertente se i due tornassero a collaborare insieme scrivendo una canzone con Jovanotti....Vecchioni inciderà solo il ritornello di "Sera", all'interno del brano "Lui se n'è andato" che apre il 33 giri "Parabola".
Altri brani originali sono "Quando m'innamoro" dei Sandpipers, "La voce del silenzio" (con l'introduzione ispirata a Bach) di Paolo Limiti e “Da bambino”, che chiude il lato B del disco, e che Massimo Ranieri presentò in abbinamento con i Giganti, sicuramente più nelle corde del cantante napoletano che in quelle del complesso.
Lo stesso Ranieri interpreta "Canzone" di Don Backy, presente anche con "Casa bianca" cantata dai Camaleonti, la canzone cioè che fu la goccia che fece traboccare il vaso della sua pazienza e che gli fece abbandonare il Clan Celentano, tra carte bollate e avvocati.
Betty Curtis canta "Stanotte sentirai una canzone", in originale interpretata da Annarita Spinaci e dalla giapponese Yoko Kishi, ed il bel blues "La siepe", successo di Al Bano (in abbinamento con Bobbie Gentry).
I Profeti cantano anche loro due canzoni, la bruttina "La tramontana" interpretata da Antoine e Gianni Pettenati, e "Le opere di Bartolomeo", secondo me migliore, presentata dai Rokes dai Cowsills, mentre i piemontesi (di Pinerolo) Roll's 33 cantano "Il re d'Inghilterra" di Nino Ferrer (che l'autore interpreta con Pilade).
"Gli occhi miei", di Dino e Wilma Goich, è una bella canzone e Riccardo Del Turco si trova perfettamente a suo agio nell'interpretarla. 

LATO A

1) Johnny Dorelli - La farfalla impazzita (Mogol-Lucio Battisti)
2) Tony Del Monaco - La voce del silenzio (Mogol-Paolo Limiti-Elio Isola)
3) Betty Curtis - Stanotte sentirai una canzone (Tato Queirolo-Franco Bracardi)
4) Massimo Ranieri - Canzone (Don Backy-Detto Mariano-Don Backy)
5) I Profeti - La tramontana (Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) I Camaleonti - Casa bianca (Don Backy-Eligio La Valle-Don Backy)
7) Gigliola Cinquetti - Sera (Roberto Vecchioni-Andrea Lo Vecchio)

LATO B

1) I Sandpipers - Quando m'innamoro (Mario Panzeri-Daniele Pace-Roberto Livraghi)
2) Betty Curtis - La siepe (Vito Pallavicini-Pino Massara)
3) I Roll's 33 - Il re d'Inghilterra (Agostino Ferrari)
4) I Profeti - Le opere di Bartolomeo (Sergio Bardotti- Ruggero Cini)
5) Riccardo Del Turco - Gli occhi miei (Mogol-Carlo Donida)
6) Roberto Carlos - Canzone per te (Sergio Endrigo-Sergio Bardotti-Sergio Endrigo)
7) Massimo Ranieri - Da bambino (Riccardo Pradella-Renato Angiolini)

domenica 9 settembre 2012

Riccardo Del Turco - Tanto non vinco mai (1973)


Pubblicato ad ottobre del 1973, “Tanto non vinco mai” di Riccardo Del Turco è uno dei miei album preferiti di musica italiana: all’epoca della sua uscita passò più o meno inosservato, ma se venisse pubblicato oggi un disco del genere sicuramente verrebbe osannato dalla critica.
Le canzoni infatti sono curate sia musicalmente (con molti influssi sudamericani, visto l’amore che Del Turco ha verso quel tipo di sonorità sin dai tempi di “Figlio unico”) sia nei testi, scritti da Alessandro Bencini: come mai quindi all’epoca la critica musicale non si accorse del valore del disco?
Probabilmente penso che la quasi totalità dei critici identificasse il cantautore fiorentino con “Luglio” e quindi, sbagliando, con i cosiddetti tormentoni estivi, non accorgendosi peraltro che “Luglio” era una signora canzone che, come ha fatto giustamente notare Franco Zanetti nella scheda sul brano pubblicata in “Da Mameli a Vasco – 150 canzoni che hanno unito gli italiani” (Coniglio editore, 2011), non ha la classica suddivisione strofa-ritornello ma ha una struttura a ballad e con un testo non banale ma anche ricercato (versi come “luglio si veste di novembre” o vocaboli come “abbaglio”)….poi, forse, anche il carattere schivo di Del Turco ha avuto la sua parte.
Passando alle canzoni, quella che apre il disco da anche quasi il titolo all’album (con la sola assenza del pronome “io”), e potrei dire che l’ho adottata come inno: le situazioni descritte nelle tre strofe si adattano alla perfezione alla mia vita…la musica è una samba ben arrangiata e il testo è ironico e ben scritto, e prende in giro un atteggiamento pessimista e rinunciatario tipico degli italiani.
“Tanto io non vinco mai” è stata anche pubblicata su due 45 giri, con due retri diversi: “L’appartamento” (PM 3732) e “La musica sta arrivando” (PM 3733), entrambi tratti da questo disco; “L’appartamento” è una canzone acustica che traendo spunto dall’abbandono di un appartamento monovano al sesto piano racconta in realtà delle difficoltà di una storia d’amore.
“Camminando camminando” ha tra gli autori sull’etichetta e in copertina la firma di un tal Nannucci, assennte nel deposito SIAE; in un’altra canzone di Del Turco precedente di qualche anno “Nannucci” era lo pseudonimo usato da Giorgio Antola…può essere possibile che abbia in qualche modo collaborato anche alla musica di questa canzone senza però firmare il deposito? La canzone comunque racconta (nuovamente su un ritmo sudamericano) la rinuncia alla proprietà privata dei beni (ma non nell’amore).
“Quando è sera” è una canzone malinconica che ricorda alcune cose del cognato di Del Turco, Sergio Endrigo, mentre “E la musica sta arrivando” è invece ritmata ed allegra.
Molto moderno è l’arrangiamento di “Il tranquillante”, con un inizio basato sulle percussioni e sul pianoforte ed una ritmica nuovamente latinoamericana che accompagna un testo ironico.
La canzone successiva “Siamo diventati tutti buoni” è invece attuale per il testo, sicuramente più oggi in epoca di buonismo dilagante che nel 1973, anche se, ascoltando le parole con attenzione si coglie perfettamente la satira sociale sul modo di affrontare problemi come la povertà o la situazione degli anziani.
“Sandra mia”, che racconta di un amore con una forte differenza di età, è a mio parere la canzone più debole del disco (ed è anche distante come atmosfere musicali dagli altri brani).
Conclude il disco la bella “E la vita va”, riflessione sull’esistenza.
Gli arrangiamenti sono curati da Renato Serio, tranne che per “Il tranquillante” e “Sandra mia”, che sono arrangiate da Luis Enriquez Bacalov, anche coautore delle due musiche nonché produttore del disco; da ricordare anche la presenza di Roberto Rosati come assistente musicale (negli anni seguenti chitarrista per De Gregori e Baglioni)..
Ovviamente nessuno si sogna minimamente di ristampare questo album in CD…

LATO A

1) Tanto io non vinco mai (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
2) L’appartamento (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
3) Camminando camminando (Alessandro Bencini-Nannucci-Riccardo Del Turco)
4) Quando è sera (Alessandro Bencini-Luis Enriquez Bacalov-Riccardo Del Turco)

LATO B

1) E la musica sta arrivando (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
2) Il tranquillante (Alessandro Bencini-Luis Enriquez Bacalov-Riccardo Del Turco)
3) Siamo diventati tutti buoni (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
4) Sandra mia (Alessandro Bencini-Luis Enriquez Bacalov-Riccardo Del Turco)
5) E la vita va (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)