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sabato 20 febbraio 2016

Quartetto Cetra - Le canzoni del Festival di Sanremo 1956 viste dal Quartetto Cetra (1956)












Questo post viene pubblicato in ritardo: infatti era pronto per la scorsa settimana, in pieno festival di Sanremo, ma poi a causa di sopraggiunti impegni non sono riuscito a inserirlo fino ad oggi.
Si tratta di un disco del Quartetto Cetra del 1956, pubblicato il 14 aprile, cioè circa un mese dopo l'edizione di quell'anno del festival, che si tenne dall'8 al 10 marzo (ah che bello quando Sanremo durava solo tre giorni).
I quattro scelgono otto delle sedici canzoni partecipanti e le reinterpretano secondo il loro stile umoristico e ironico, a volte con siparietti recitati, spesso riarrangiando le musiche ed adattando le parti vocali alle quattro voci.
Non è peraltro questo l'unico album dedicato dai Cetra a Sanremo, ma abbiamo scelto questo perchè di cinquant'anni fa esatti, ed ascoltarlo oggi ci fa rendere conto di quanti cambiamenti abbia vissuto la musica leggera da allora....e non certo in meglio.
Il disco si apre con la canzone vincitrice, interpretata da Franca Raimondi: Aprite le finestre" all'inizio viene eseguita dai quattro come se fosse cantata da uno di quei cantanti con l'organetto che percorrevano le strade delle città dell'800; una famiglia, infastidita dal girovago, chiude la finestra ed accende la radio, e così parte una versione swingata del brano. Alla fine della canzone la famiglia riapre le finestre e risentono nuovamente il cantante dell'organetto.
"Albero caduto" e "Lucia e Tobia" sono due canzoni gradevoli, la seconda nello stile tipico del suo autore Mario Panzeri.
Il lato A si conclude con l'atipica "Il bosco innamorato", che ai nostri tempi verrebbe definita "world music", grazie ai suoni orientali che accompagnano il racconto del bosco di Hong-Kong.
Non ha bisogno di presentazioni "Musetto", celeberrima canzone di Modugno che la parodia del Quartetto renderà ancora più celebre.
"Amami se vuoi" è la canzone che rivela Tonina Torrielli, una dei sei cantanti selezionati da un concorso nazionale che debuttano in questa edizione del festival (gli altri sono la già citata vincitrice Franca Raimondi, Gianni Marzocchi, Luciana Gonzales, Ugo Molinari e Clara Vincenzi).
Credo che "La colpa fu" sia una delle due canzoni italiane esistenti che nel testo citano Pieve di Cadore (ridente località nota per la casa natale di Tiziano Vecellio), l'altra è "Scalo a Grado" di Franco Battiato....non credo che ne esistano altre.
Coclude il disco la celeberrima "La vita è un paradiso di bugie", che nell'interpretazione di Luciana Gonzales si classificò al terzo posto.
In tutte e otto le canzoni l'orchestra è diretta dal maestro Francesco Ferrari

LATO A

1) Aprite le finestre (Pinchi-Virgilio Panzuti)
2) Albero caduto (Giuseppe Fiorelli-Mario Ruccione)
3) Lucia e Tobia (Mario Panzeri-Giovanni D'Anzi)
4) Il bosco innamorato (Gian Carlo Testoni-Gorni Kramer)

LATO B

1) Musetto (Domenico Modugno)
2) Amami se vuoi (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni)
3) La colpa fu (Gippi-Luciano Beretta-Eros Sciorilli)
4) La vita è un paradiso di bugie (Diego Calcagno-Nino Oliviero)

martedì 12 gennaio 2016

Bowie in Italia (Giganti, Computers, Profeti, Dawn Vinci)












Come è giusto che sia, da ieri i giornali si sono riempiti di coccodrilli su David Bowie, rievocando le molteplici sfaccettature della sua arte.
E' giusto perchè indubbiamente con la scomparsa di David Jones il mondo è più povero: perde un artista che ha contribuito a rendere la vita e l'esistenza di tutti noi (anche di chi non lo ha mai ascoltato) migliore, creando melodie, armonie, ritmi e liriche che resteranno nel tempo perchè, come qualcuno ha detto, la musica classica del xx secolo è il rock, con il jazz, e come noi ricordiamo dopo secoli Bach, Vivaldi e Mozart come testimoni della loro epoca così tra secoli chi vorrà conoscere musicalmente il '900 dovrà farlo attraverso nomi come i Beatles, gli Stones, Miles Davis, Duke Ellington, ed anche David Bowie.
Personalmente sono contento di aver vissuto la mia giovinezza accompagnato da questi artisti, di aver vissuto in quell'epoca sicuramente tempi molto più interessanti di quelli attuali (che tristezza che mi fanno gli adolescenti di oggi, non certo per colpa loro)
Anche il blog vuole ricordare il Duca Bianco e, visto che in genere privilegiamo la musica italiana, presentiamo proprio alcuni dischi italiani legati a Bowie (e due canzoni straniere legate all'Italia).
Cominciamo partendo da un 45 giri dei Giganti datato 9 novembre 1970 che sul lato A riprende la notissima "Space oddity": come tutti sanno la canzone era stata incisa l'anno precedente dallo stesso autore con un testo scritto da Mogol e intitolato "Ragazzo solo ragazza sola", che trasformava il brano in una canzone d'amore non particolarmente originale, e la stessa versione venne anche incisa da un duo, i Computers (per notizie su di loro vi rimando al blog del Vampiro), versioni che trovate entrambe nel post.
La cosa particolare è che Mogol firma anche il testo cantato dai Giganti che, pur non essendo fedele letteralmente, mantiene il significato generale dell'originale; tra l'altro vi è anche un intermezzo
parlato con un dialogo tra la torre di controllo e il capitano John (che riprende il maggior Tom di Bowie): come sia possibile la stessa firma su testi diversi è un mistero che solo la SIAE potrebbe sciogliere...
Musicalemente l'arrangiamento ricalca quello originale, tranne nel finale con un assolo di organo suonato da Vince Tempera.
Sul retro vi sono due brani, il primo è "Mia cara ti odio", cover di "Little darling" dei "The Diamonds" (che a loro volta avevano ripreso un vecchio brano dei The Gladiolas (scritto dal pianista del gruppo Maurice Williams, autore qualche anno dopo della celeberrima "Stay" incisa anche dall'Equipe 84), mentre la secconda, "Tutta tutta", è una canzone di Fred Bongusto (tratta dal film dello stesso anno "Venga a prendere il caffé da noi" di Alberto Lattuada, autore del testo ) che i Giganti reinterpretano in maniera originale, con un inizio al limite del grottesco.
Un'altra cover in italiano di Bowie è "L'amore mi aiuterà", testo di Daniele Pace per "Starman", che viene incisa da Mara Cubeddu (che ricordiamo nei Flora Fauna Cemento e poi nei Daniel Sentacruz Ensemble) con lo pseudonimo Dawn Vinci e dai Profeti (che tra l'altro nello stesso periodo incidevano anche una cover in italiano di Hot Love dei T-Rex di Marc Bolan, tanto per rimanere in territori glam): anche in questo caso il testo italiano nulla ha in comune con l'originale.
Pochi sanno che, oltre a "Ragazzo solo ragazza sola" Bowie incise anche un altro brano in italiano, e cioè una deliziosa cover swing di "Nel blu dipinto di blu", inserita con il titolo "Volare" nella colonna sonora del film "Absolute beginners", con una pronuncia decisamente migliore rispetto a quella del 1969.
La canzone conclusiva è cantata dal chitarrista di Bowie, Mick Ronson, ed è tratta dal suo primo album da solista, si intitola "Music is lethal" e non è altro che una versione in inglese di "Io vorrei...non vorrei...ma se vuoi" di Lucio Battisti: il testo che sostituisce quello di Mogol è proprio opera di David Bowie, che peraltro nel corso degli anni ha sempre mostratto apprezzamento verso il musicista di Poggio Bustone.
I due in effetti, pur nelle evidenti diversità, sono accomunati da una cosa, e cioè dai "Changes", come cantava Bowie: provate ad ascoltare di seguito gli album "Ziggy Stardust", "Heroes" e "Let's dance": a parte la voce, sembrano l'opera di tre artisti diversi, e la stessa operazione si può fare, ad esempio, con "Umanamente uomo: il sogno", "Anima latina" e "Don Giovanni" (o con "A saucerful of secrets", "The dark side of the moon" e "The wall" o con "The freewhelin", "Blonde on blonde" e "Desire"): questo è quello che distingue gli artisti dagli imprenditori della canzone, che ogni due o tre anni pubblicano sempre lo stesso disco con la stessa musica con le stesse parole da quarant'anni di onesta professione.

1) I Giganti - Corri uomo corri (Mogol-David Bowie) (1970)
2) I Giganti - Mia cara ti odio (Ermanno Parazzini-Maurice Williams) (1970)
3) I Giganti - Tutta tutta (Alberto Lattuada-Fred Bongusto) (1970)
4) David Bowie - Ragazzo solo ragazza sola (Mogol-David Bowie) (1969)
5) I Computers - Ragazzo solo ragazza sola (Mogol-David Bowie) (1969)
6) I Profeti - L'amore mi aiuterà (Daniele Pace-David Bowie) (1972)
7) Dawn Vinci - L'amore mi aiuterà (Daniele Pace-David Bowie) (1972)
8) David Bowie - Volare (Nel blu dipinto di blu) (Domenico Modugno-Franco Migliacci-Domenico Modugno)
9) David Bowie - Space oddity (David Bowie) (1969)
10) David Bowie - Space oddity (demo) (David Bowie) (1969)
11) David Bowie - Starman (David Bowie) (1972)
12) Mick Ronson - Music is lethal (David Bowie-Lucio Battisti) (1974)








mercoledì 26 febbraio 2014

AA.VV. - Triunfadores de San Remo '71 (1971)












Come avevano anticipato nell'ultimo post, c'era ancora un'appendice sanremese, ed è il disco di oggi che, pur essendo intitolato "Triunfadores de San Remo '71", in realtà contiene anche canzoni che con quell'edizione del festival non hanno nulla a che fare.
Ed anche sulla lingua non c'è uniformità: nel disco vi sono canzoni in italiano ed altre in spagnolo, ed inoltre alcune hanno in copertina e sull'etichetta il titolo in spagnolo, pur essendo in realtà in italiano.
Interessanti sono le traduzioni di brani come "Maravilloso" di Modugno (una canzone di quelle che non c'entravano con il festival) o "La cancion que trae la fortuna".
Sicuramente "Lo schiaffo", pur essendo un brano partecipante, non può certo essere annoverato tra quelli "trionfatori" di Sanremo, né nella versione dei Gens, presente nell'album, né in quella di Jordan.
Comunque un disco interessante e particolare.

LATO A

1) Nada - Il cuore è uno zingaro (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
2) José Feliciano - Que serà (Franco Migliacci-Carlo Pes-Jimmy Fontana)
3) Lucio Dalla - 4/3/1943 (Paola Pallottino-Lucio Dalla)
4) Domenico Modugno - Maravilloso (Lecha-Riccardo Pazzaglia-Domenico Modugno)
5) Nicola Di Bari - Agnese (Nicola Di Bari)
6) Tony Renis - La cancion que trae la fortuna (Medi Mandour-Alberto Testa-Orfelio Cesas-Tony Renis)

LATO B

1) Domenico Modugno - Como estas (S. Marauda-Riccardo Pazzaglia-Domenico Modugno)
2) Nicola Di Bari - Il cuore è uno zingaro (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
3) Nada - Insieme mai (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
4) Lucio Dalla - Il fiume e la città (Sergio Bardotti-Lucio Dalla)
5) Gens - Lo schiaffo (Giandiego Deriu-Vincenzo Barsanti)
6) José Feliciano - Pegao (José Feliciano)

sabato 22 febbraio 2014

AA.VV. - Sucedio en...SanRemo '72 (1972)












Il post sanremese di oggi è un disco inciso in spagnolo con alcune canzoni del festival del 1972: pubblicato dalla RCA in Messico, non tutte le canzoni sono eseguite dall'interprete originale, ma, nei casi di cantanti non appartenenti alla casa discografica di via Tiburtina, sono sostituiti da interpreti dell'RCA o di etichette del gruppo.
"Jesahel" dei Delirium, ad esempio, è cantata dai "Capitolo 6", che incidevano per la IT, mentre "Mediterraneo" di Milva è interpretata da Louiselle, che in quel periodo se non erro incideva per la Erre, e "Non voglio innamorarmi mai" di Gianni Nazzaro è qui cantata da Claudio Baglioni, ancora pre-maglietta fina.
Non ho invece notizie su Graciela che canta "Montagne verdi" di Marcella: presumo che si tratti di una cantante latinoamericana.
Il disco è interessante proprio per il fatto di presentare versioni inconsuete di brani a volte anche molto noti.
Nicola Di Bari è l'unico artista presente due volte: infatti la sua, essendo la canzone vincitrice, è presente sia in italiano, "I giorni dell'arcobaleno", che in spagnolo come "Los dias del arco iris".
Per quel che riguarda gli autori, ci sono due particolarità legate a due canzoni: la prima è "Amici mai", cantata da Rita Pavone, il cui testo è di Fabio Massimo Cantini, che usa lo pseudonimo Argante, mentre Mario Vicari, autore della musica, si firma Caviri.
L'altro brano è "Vado a lavorare, che è firmato per il testo da Petaluma, che è lo pseudonimo di Mimma Gaspari; non propriamente un successo per Morandi, anzi potremmo quasi dire che con il flop di questo disco il cantante di Monghidoro iniziò un periodo di crisi che, come sappiamo, durò alcuni anni.
Tra le altre canzoni, vi sono le versioni spagnole di "Piazza Grande" di Lucio Dalla (che in copertina è fotografato mentre suona la chitarra, strumento per lui inconsueto tant'è che non ne ricordo altre sue con questo stumento), "Un calcio alla città" di Domenico Modugno, in versione ecologica, "Come le viole" del bravo Peppino Gagliardi e una decisamente trscurabile "Il re di denari" di Nada.


LATO A

1) Nicola Di Bari - Los dias del arco iris (Carmen Garcia Lecha-Dalmazio Masini-Nicola Di Bari-Piero Pintucci)
2) Nada - El rey de oros (Marauda-Franco Migliacci-Claudio Mattone)
3) Claudio Baglioni - No quiero enamorarme mas (Moreno Signorini-Giancarlo Bigazzi)
4) Louiselle - Mediterraneo (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi)
5) Capitolo 6 - Jesahel (Franco Terry-Ivano Fossati-Oscar Prudente)
6) Rita Pavone - Amigos no (Carmen Garcia Lecha-Fabio Massimo Cantini-Mario Vicari)
7) Gianni Morandi - Voy a trabajar (Marauda-Petaluma-Franco Migliacci-Vittorio Tariciotti-Marcello Marrocchi)

LATO B

1) Peppino Gagliardi - Como violetas (Gaetano Amendola-Peppino Gagliardi)
2) Lucio Dalla - Plaza Grande (Marauda-Giancarlo Baldazzi-Sergio Bardotti-Lucio Dalla-Rosalino Cellamare)
3) Graciela - Montañas verdes (Giancarlo Bigazzi-Gianni Bella)
4) Capitolo 6 - Te quiero (Franco Terry-Gian Pieretti-Ricky Gianco)
5) Louiselle - Gira el amor (Daniele Pace-Mario Panzeri-Lorenzo Pilat)
6) Domenico Modugno - Un puntapié a la ciudad (Carmen Garcia Lecha-Riccardo Pazzaglia-Mario castellacci-Domenico Modugno)
7) Nicola Di Bari - I giorni dell'arcobaleno (Dalmazio Masini-Nicola Di Bari-Piero Pintucci)

martedì 18 febbraio 2014

Lara Saint Paul - Il festival di Sanremo (1971)













Con l'inizio del Festival di Sanremo cominciamo la serie di post legati alla manifestazione, come facciamo ogni anno, e il primo disco presentato è una raccolta con sedici canzoni del festival di Sanremo del 1971 (su ventiquattro partecipanti) interpretate da Lara Saint Paul, la cantante italo-eritrea che a Sanremo aveva partecipato per la prima volta nel 1962, con lo pseudonimo Tanya.
Gli arrangiamenti sono curati dal Maestro Beppe Moraschi: alcune di queste versioni sono registrate in maniera alquanto affrettata, e sembrano più che altro dei provini, mentre altre sono un po' più decenti.
Il disco è però soprattutto una curiosità, e vale per questo più che per il valore musicale.

LATO A

1) Il cuore è uno zingaro (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
2) 4 marzo 1943 (Paola Pallottino-Lucio Dalla)
3) Bianchi cristalli sereni (Don Backy)
4) Che sarà (Franco Migliacci-Carlo Pes-Jimmy Fontana)
5) Come stai (Riccardo Pazzaglia-Domenico Modugno)
6) Rose nel buio (Daniele Pace-Mario Panzeri-Lorenzo Pilat)
7) L'ultimo romantico (Vito Pallavicini-Pino Donaggio)
8) Una storia (Sergio Endrigo)

LATO B

1) Ninna nanna (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi)
2) Sotto le lenzuola (Luciano Beretta-Miki Del Prete-Adriano Celentano)
3) 13, storia d'oggi (Vito Pallavicini-Albano Carrisi)
4) Com'è dolce la sera (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi-Giuliano Illiani)
5) La folle corsa (Mogol-Carlo Donida)
6) Occhi bianchi e neri (Miki Del Prete-Alberto Testa-Eros Sciorilli)
7) Non dimenticarti di me (Mogol-Mario Lavezzi)
8) I ragazzi come noi (Antonio Balducci-Guido Lombardi-Ettore Lombardi D'Aquino)

giovedì 13 settembre 2012

Una canzone, una storia – L’anniversario (1973)












Torniamo alla serie "Una canzone, una storia" con questo post su una canzone di Domenico Modugno. Nel settembre del 1973 il cantautore pugliese pubblica un 45 giri con sul lato A una canzone, “L’anniversario”, il cui testo, scritto da Iaia Fiastri, è una sorta di manifesto delle cosiddette “coppie di fatto”, che vivono un “amore senza data, senza carta bollata”, come dicono i versi...forse un testo più attuale oggi che nel momento della sua uscita.
Sul lato B “Appendi un nastro giallo”, che è la cover di “Tie a yellow ribbon around the ole oak tree”, successo di Dawn e Tony Orlando, e racconta la vicenda di un carcerato che, dopo aver scontato la pena di tre anni, torna dalla donna amata a cui ha scritto di appendere un nastro giallo ad un albero se lo ama ancora; il testo è sostanzialmente simile all’originale.
Gli arrangiamenti dei due brani sono curati dal Maestro Piero Pintucci, ed alla registrazione partecipano i “Cantori Moderni” di Alessandro Alessandroni; il disco non riscuote comunque molto successo.
I due brani sono inseriti nel 33 giri “Il mio cavallo bianco”, pubblicato da Modugno nello stesso anno.

1) L’anniversario (Iaia Fiastri-Domenico Modugno)
2) Appendi un nastro giallo (Domenico Modugno-Irwin Levine-Lawrence Russel Brown)
 
 










L’anno successivo, il 12 maggio, si tiene il referendum per l’abolizione della legge Fortuna-Baslini sul divorzio, e Modugno si mobilita in favore del no, per mantenere questa conquista civile: realizza quindi una nuova versione del brano per il Partito Socialista, cambiando alcune frasi del testo (che, lo ricordiamo, non parla del divorzio ma delle coppie di fatto, quindi un argomento che è simile ma non è lo stesso del tema del referendum) adattandole alla campagna, ed introducendola con un recitato in cui spiega perché è a favore del divorzio.
Arnoldo Foà motiva sul retro il suo appoggio al no all’abolizione del divorzio.
In copertina vi è una foto della famiglia Modugno, con la moglie Franca Gandolfi e i due figli Marco e Massimo.

1) L’anniversario (Iaia Fiastri-Domenico Modugno)
2) Cosa ne pensa del divorzio (Arnoldo Foà)
 
 










Nel 1976 Modugno, che nel frattempo ha lasciato l’RCA per la Carosello ed ha ottenuto due grandi successi con “Piange il telefono” e “Il maestro di violino”, reincide “L’anniversario” e questa volta la canzone entra in hit parade; il nuovo arrangiamento è firmato sempre da Pintucci, e sul lato B viene realizzata una reincisione di “Resta cu ‘mme”, canzone che pochi mesi prima era tornata in classifica nella versione dance di Marcella Bella.

1) L’anniversario (Iaia Fiastri-Domenico Modugno)
2) Resta cu mme (Domenico Modugno-Dino Verde-Domenico Modugno)

 











Concludiamo quindi il post di oggi con una versione di “L’anniversario” in spagnolo: Carlos Ramòn-Amart è l’autore del testo di “El aniversario”, che dalla lettura sul retro di copertina mi pare aderente all’originale.
Modugno ha inciso moltissime sue canzoni in spagnolo, ottenendo molto successo anche in America Latina.
Sul retro “Mia figlia”, cover di “La confidence” di Jean Claude Pascal, in cui vengono esposti i dubbi di un padre di fronte alla figlia che gli confida di essere incinta.
Questo brano è inserito, con l'originale de "L'anniversario", nel 33 giri che il cantante pugliese pubblica in quell’anno e che si intitola, ovviamente, “L’anniversario”.

1) El aniversario (Carlos Ramòn-Amart-Domenico Modugno)
2) Mia figlia (Domenico Modugno-Julien Barnel-Gilbert Sinoue)

domenica 15 aprile 2012

Ugo Calise - Ugo Calise ed il suo complesso (1958)












Quando il 6 agosto del 1994 scompare Ugo Calise (in un vagone di un treno preso per errore) pochi ricordano chi sia questo musicista: eppure il suo nome è entrato nella storia della musica leggera italiana come autore di due evergreen come “Nun è peccato”, lanciata da Peppino Di Capri, e "Na voce, na chitarra e ‘o poco ‘e luna".
Calise, oltre che musicista, è noto anche per aver aperto nel 1953 a Ischia quello che in breve è diventato uno dei più interessanti locali notturni italiani, il “Rangio Fellone”, dove si esibivano tutti i più importanti cantanti del periodo (compreso il già citato Peppino).
L’EP che presentiamo oggi risale al 1958 (la matrice è datata 14 luglio) e raccoglie quattro interpretazioni di Calise di successi del periodo: notissime “Torero” di Carosone e “Resta cu’ mme” di Modugno, mentre “Vurria” è la canzone vincitrice del Festival di Napoli di quell’anno, presentata da Aurelio Fierro e Nunzio Gallo e scritta da Furio Rendine su testo di Antonio Pugliese.
Sempre da quella edizione del Festival di Napoli, dove si classifica al secondo posto, proviene “Tuppe tuppe mariscià”, lanciata da Maria Paris e Nicla Di Bruno, scritta da Ettore De Mura e Marcello Gigante, con il contributo alla musica di Domenico Aracri.
In tutte le canzoni Calise è accompagnato dal suo complesso.

LATO A

1) Torero (Nisa-Renato Carosone)
2) Vurria (Antonio Pugliese-Furio Rendine)

LATO B

1) Tuppe tuppe mariscià (Marcello Gigante-Ettore De Mura-Domenico Aracri-Marcello Gigante-Ettore De Mura)
2) Resta cu’ mme (Domenico Modugno-Dino Verde-Domenico Modugno)

sabato 18 febbraio 2012

Natalino Otto - VIII° Festival de San Remo (1958)












Negli anni ‘50 i cantanti erano soliti registrare, oltre alle canzoni con cui erano in gara, anche alcune versioni dei brani presentati dagli altri artisti: Natalino Otto incise vari album di questo tipo, e quello che presentiamo oggi è l’edizione brasiliana di uno di questi dischi, dedicato all’edizione del 1958 che è passata alla storia, come tutti sanno, per “Nel blu dipinto di blu”: nel retro di copertina vi è una frase tratta da “Musica e dischi” che definisce questa edizione come la più rivoluzionaria ed interessante.
In effetti molte sono le canzoni degne di nota che Natalino Otto ripropone: sicuramente da ricordare è “L’edera”, uno dei brani che era considerato tra i favoriti per la vittoria e che Modugno travolse, mentre “I trulli di Alberobello” ha come autore della musica un giovane Umberto Bindi (ed è obiettivamente molto distante dai capolavori che il cantautore genovese scriverà in coppia con Giorgio Calabrese).
Solo una canzone è stata presentata al festival da Natalino Otto, ed è “Fantastica”, canzone che è anche legata a Torino: infatti il testo è di Armando Costanzo, uno dei più noti parolieri torinesi, partecipante a tre festival (oltre a questo, anche nel 1953 e nel 1956), autore per Fred Buscaglione e Fiorella Giacon, e che qui sul blog abbiamo conosciuto presentando il disco dei fratelli Artero, “Good Bye, Sauze d’Oulx”.
Torniamo a Natalino Otto: in questo album è accompagnato da Alberto Semprini e dal suo sestetto, che era costituito da Pupo De Luca alla batteria, Walter Beduschi al basso, Mario Migliardi all’organo hammond, Bruno De Filippi alla chitarra, Ebe Mautino all’arpa e lo stesso Semprini al pianoforte.
Un album interessante, anche ascoltato oggi a distanza di più di cinquant’anni.
A fianco dei titoli e degli autori, abbiamo inserito gli esecutori originali dei brani riproposti da Natalino Otto, interprete su cui torneremo presto in altre occasioni.

LATO A

1) Nel blu dipinto di blu (Domenico Modugno-Franco Migliacci-Domenico Modugno) Johnny Dorelli e Domenico Modugno
2) Timida serenata (Nisa-Gino Redi) Carla Boni & Gino Latilla, e Aurelio Fierro & Gloria Christian
3) Cos’è un bacio (Vincenzo Rovi-Giampiero Boneschi) Claudio Villa & Gino Latilla e Gloria Christian
4) Fragole e cappellini (Mario Panzeri-Saverio Seracini) Claudio Villa & Duo Fasano; Aurelio Fierro & Trio Joyce
5) La canzone che piace a te (Raffaele Cutolo-Marino De Paolis-Mario Ruccione) Nilla Pizzi & Aurelio Fierro e Claudio Villa & Duo Fasano
6) Giuro d’amarti così (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Claudio Villa e Nilla Pizzi

LATO B

1) L’edera (Vincenzo D’Acquisto-Saverio Seracini) Nilla Pizzi e Tonina Torrielli
2) I trulli di Alberobello (Giovanni Ciocca-Umberto Bindi) Duo Fasano e Aurelio Fierro & Trio Joyce
3) Fantastica (Armando Costanzo-Coriolano Gori-Piero Bentivoglio) Johnny Dorelli e Natalino Otto
4) Campana di Santa Lucia (Bixio Cherubini-Carlo Concina) Claudio Villa e Giorgio Consolini
5) Amare un’altra (Riccardo Pazzaglia-Giorgio Fabor) Gino Latilla e Nilla Pizzi
6) Nozze d’oro (Franco Conti-Giorgio Cavalli-Enrico Canelli) Tonina Torrielli & Duo Fasano e Trio Joyce

martedì 7 febbraio 2012

Mariolino Barberis - Il posto mio/Agnese (1968)












Si avvicina Sanremo, ed anche noi ci avviciniamo al festival: lo facciamo con un disco che contiene sì una canzone presentata a Sanremo nel 1968, ma non in questa versione: si tratta di "Il posto mio", bella canzone scritta da Alberto Testa e Tony Renis e cantata da quest'ultimo in abbinamento con Modugno.
Sicuramente queste due versioni le conoscerete già, mentre meno nota è l'incisioe che ne fece il cantante torinese Mariolino Barberis che, dopo i due dischi pubblicati con l’RCA Italiana (con cui vince per due anni di seguito il Cantagiro nella sezione Giovani), lascia l’etichetta romana (a causa dei motivi che Happy Ruggiero ci ha raccontato nell’intervista realizzata due anni fa) e passa alla DKF, con cui pubblica nella primavera del 1968 (dopo un 45 giri diviso a metà con Lina Chiusso) questo disco.
Una recensione del disco tratta da "Giovani"
“Il posto mio” nulla aggiunge e nulla toglie, in questa versione, a quelle più note, ed Happy Ruggiero non stravolge per nulla l’arrangiamento.
“Agnese” è una canzone melodica con sul sottofondo un’armonica a bocca che dà al brano un’atmosfera quasi country; Ruggiero è l’autore della musica con Luigi Ferracioli, mentre le parole sono di Bruna Giorgini Dunn, che abbiamo già incontrato come autrice del testo di Gina Gey, e raccontano il rimpianto per un amore del passato.
Torneremo sicuramente su Mariolino in altri post.

1) Il posto mio (Alberto Testa-Tony Renis)
2) Agnese (Bruna Giorgini Dunn-Happy Ruggiero-Luigi Ferracioli)

mercoledì 11 gennaio 2012

Jimmy Fontana con la Roman New Orleans Jazz Band - There's a small hotel/Piove (1959)












Questa è una delle prime incisioni di Jimmy Fontana, quando si dedicava ancora al jazz e non alla canzone (come farà in seguito con la Hollywood), ed è pubblicato da un’etichetta romana, la Consorti, legata ad un famoso negozio di dischi; non ho la copertina di questo disco, e non sono nemmeno in grado di dire se sia mai stato pubblicato, in effetti, con una copertina perchè tutte le copie che ho visto finora di questo disco erano in buste bianche forate.
Il cantante marchigiano è presente solo nel lato A, poiché il lato B è la versione strumentale del celebre brano presentato da Modugno a quella edizione di Sanremo, eseguito dalla Roman New Orleans Jazz Band (che accompagna anche Fontana).
“There’s a small hotel” è una canzone del 1935, scritta da Richard Rodgers per il musical "Billy Rose's Jumbo" (con testo di Lorenz Hart) ed in seguito ripreso da moltissimi jazzisti, tra cui Ella Fitzgerald, Benny Goodman, Chet Baker.
Bisogna dire che Fontana non sfigura affatto, anzi: se avesse deciso di continuare su questa strada giovanile e di non passare alla musica leggera, sarebbe sicuramente diventato uno dei più interessanti e importanti cantanti jazz italiani….ma la storia è andata diversamente.

1) There's a small hotel (Lorenz Hart-Richard Rodgers)
2) Piove (Domenico Modugno-Dino Verde-Domenico Modugno)

mercoledì 28 dicembre 2011

I Brutos a l'Olympia (1961)












Nel ripercorrere la discografia dei Brutos eravamo arrivati al 45 giri del 1968 pubblicato per la CAR Juke-Box; oggi però ritorniamo indietro per presentare un EP inedito in Italia e pubblicato solo all’estero.
Si tratta di un estratto di uno degli spettacoli tenuti dai cinque torinesi all’Olympia di Parigi, accompagnati dall’orchestra di Jacques Loussier e pubblicato a novembre del 1961, con quattro canzoni di cui due italiane, “Io” di Modugno e “Baby rock” di Carosone (in cui però inseriscono “See you later, alligator” di Bill Haley).
La copertina dell'edizione spagnola
Il retro dell'edizione spagnola
Apre il disco “Granada”, il celebre brano scritto dal compositore messicano Agustin Lara per il tenore Pedro Vargas nel 1932, e che ha avuto moltissime incisioni (in Italia la più nota è quella di Claudio Villa); sull’etichetta al nome di Lara si affianca quello del paroliere francese Jacques Larue (pseudonimo di Marcel Ageron), che è l’autore del testo francese della canzone (che però è eseguita dai Brutos in italiano).
La quarta canzone è “Little Darling”, successo del 1957 dei Gladiolas scritto da Maurice Williams e poi inciso anche, con maggior successo, dai Diamonds nello stesso anno e, in seguito, da altri artisti, che in una strofa i cinque torinesi eseguono in italiano.
Tornando ai Brutos, l’EP fu poi stampato anche in Spagna per l’America Latina. 
Potete leggere una recensione in francese del disco qui

LATO A
1) Granada (Agustín Lara)
2) Io (Domenico Modugno-Franco Migliacci-Domenico Modugno)

LATO B

3) Baby rock (Nisa-Renato Carusone)
4) Little Darling (Jacques Plante-Maurice Williams)

lunedì 12 settembre 2011

Francesco - Taxi, taxi italiano/You want to be americano (1969)












Nulla so di Francesco, che nel 1969 ha pubblicato questo 45 giri per la CBS; sicuramente non ha nulla a che vedere con il Francesco che incideva per La voce del padrone nello stesso periodo.....
Ascoltando “Taxi, taxi italiano” la musica rimane impressa, sembra già conosciuta: è infatti “Marinai donne e guai” di Domenico Modugno, però con un altro testo in inglese….e ad un certo punto in effetti viene cantata la strofa originale in italiano.
Nel sito Siae la canzone "Taxi, taxi italiano" risulta firmata dal solo Modugno, sia per il testo che per la musica, ma sull’etichetta vi è anche la firma di un certo G. Brown, evidentemente autore del testo in inglese (non depositato).
Questo Francesco evidentemente apprezzava le traduzioni di canzoni italiane in inglese: infatti sul retro vi è “You want to be americano”, cover del successo di Carosone, tradotta da Wandra Merrell (che abbiamo incontrato qualche giorno fa) & Ray Allen.
Entrambe le canzoni hanno un arrangiamento vivace e ritmato, ma un po’ fuori tempo per il 1969: ricordano certe cose di Lou Monte....il disco incuriosisce sia per il repertorio sia per la totale mancanza di informazioni su questo esecutore.
Chissà che, magari, qualche lettore amico del blog possa venirci in aiuto.....

1) Taxi, taxi giallo (G. Broiwn-Domenico Modugno)
2) You want to be Americano (Wandra Merrell-Ray Allen-Nisa-Renato Carusone)