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domenica 24 aprile 2016

Rosemary & Garlic dal vivo a Torino




Segnalo per tutti gli amici del blog torinesi o che comunque hanno la possibilità i primi giorni di maggio di essere a Torino un concerto veramente interessante, soprattutto per gli amanti delle atmosfere acustiche, delicate ed intime: nella suggestiva cornice della Galleria Fogliato di via Mazzini 9 a Torino si esibirà il duo Rosemary & Garlic, composto dalla brava cantante Anne van den Hoogen e dal musicista Dolf Smolenaers.
L'Olanda è un paese lontano in genere dalle rotte della musica pop (credo che il gruppo più noto siano stati, ormai decenni fa, gli Shocking Blue di "Venus"), ma vi sono anche qui produzioni che non verranno mai trasmesse dalle varie radio ma che sono artisticamente rilevanti: di Rosemary & Garlic ho ascoltato sinora l'unico disco pubblicato, l'EP con cinque brani "The Kingfisher", e mi pare di individuare i loro riferimenti soprattutto in Donovan e Nick Drake, in misura minore anche in Leonard Cohen e nei primi album di Joni Mitchell.
Le canzoni sono accompagnate dalla chitarra acustica: in due brani, "California" e "Old now", c'è un accompagnamento leggero di percussioni, mentre nella title-track, che potete ascoltare qui, vi è il pianoforte (ed è questa la canzone che mi ricorda certe produzioni della cantante canadese).
Se vogliamo, certamente nulla di nuovo: ma piuttosto che fare cose nuove e brutte è meglio riferirsi ai grandi del passato, come dicevano gli Oasis quasi vent'anni fa (citando a loro volta Isaac Newton), "standing on the shoulder of giants".
Ricapitolando: il concerto si terrà martedì 3 maggio alle ore 21 alla Galleria Fogliato in via Mazzini 9, a Torino e presenteranno, oltre al loro minialbum, alcuni inediti del nuovo disco che verrà pubblicato in autunno; il duo sarà accompagnato da Laurens Neels al violoncello.
Rosemary & Garlic suoneranno il giorno prima, due maggio, a Genova, al Museo Lele Luzzati, Area del Porto Antico 6, alle 18.30.

domenica 27 dicembre 2015

Giusy Balatresi - Giusy Balatresi (1970)












 Una cantante che sicuramente avrebbe meritato maggior fortuna, Giusy Balatresi: un solo album inciso, quello di cui parliamo oggi, più tre 45 giri, tutti realizzati in un paio d'anni.
Pur non essendo una cantautrice, il suo 33 giri è però un disco che è dedicato alla canzone d'autore, italiana e straniera: il primo paragone che mi viene, pur nelle inevitabili differenze stilistiche, è con un LP di Donatella Moretti, "Storia di storie" (che però, al contrario di questo della Balatresi, è stato ristampato in CD).
Pisana, Giusy si mette in luce nel 1967 al Cantapiper, manifestazione organizzata dall'RCA Italiana per individuare nuovi talenti, ed ottiene un contratto con questa casa discografica; l'album arriva nel 1970, ed è prodotto da Vincenzo Micocci, che sappiamo attento alla canzone d'autore.
La canzone di apertura (che però ritorna nel corso del disco, anche se ciò non è indicato né nel retro di copertina né sull'etichetta) è una sorta di annuncio programmatico dell'album, scritta da Giuseppe Lo Bianco per il testo e dai fratelli De Angelis (che si occupano anche degli arrangiamenti del disco) per la musica, si intitola "Canzoni" e sfuma nel brano successivo, "Magnifica età" di Ugolino (con la musica del suo collaboratore dell'epoca, Pino Cappelletti), che fu pubblicato anche su 45 giri (sul retro "Mi piace la tua faccia"); l'altra canzone di Ugolino, il valzer "Come per miracolo", si trova sul lato B.
"Sola in città" è la versione (con testo di Lo Bianco, come peraltro quasi tutte le cover di canzoni straniere) di "I guess the Lord must be in New York City" di Harry Nillson, canzone che ricorda molto nell'arrangiamento un suo successo precedente, "Everybody's talking" (che però era stata scritta da Fred Neil), nota per essere stata inserita nella colonna sonora di "Un uomo da marciapiede".
"Sole", canzone scritta da Mickey Newbury, era stata incisa da Gene Vincent, mentre nel 1973 la inciderà anche il suo autore (nell'album "Heaven help the child") e nel 1975 Ray Charles ne darà una sua versione.
Con "Gira la terra" inizia una trilogia di canzoni di Donovan, il cui cognome sul retro di copertina è storpiato in Leitche: la prima è una versione di "Sun", mentre "Lo sai" è "Oh gosh!", entrambi i brani tratti dall'album del 1967 "A gift from a flower to a garde", uno dei dischi più belli dello scozzese; infine "Lalena", con il testo di Daniele Pace, sfuma nella ripresa di "Canzoni", mentre gli altri due brani di Donovan sono "il granchio e il vagabondo", cioè "The thinker and the crab" (dal già citato disco del 1967) e "Colori", cioè "Colours", con il testo di Herbert Pagani già inciso da altri artisti (i Corvi, ad esempio). 
Il lato B si apre con una cover di "Leabvin' on a jet plane", uno dei primi successi di John Denver, seguito dalla celeberrima "Amore che vieni, amore che vai", una delle poche canzoni di Fabrizio De André di cui è autore unico, sia del testo che della musica.
Il Don Powell autore della musica della bella "La donna del lago" non è il batterista degli Slade, ma un omonimo, cantante dei Folkstudio Singers, celebre gruppo gospel che partecipò anche al Festival delle Rose nel 1967 e che si dedicò poi alla carriera da solista.
Bob Dylan è presente con "Lay lady lay", su cui Luigi Albertelli scrive un testo che si allontana dall'originale e intitolato "Sei come sei"; il brano sfuma nella terza ed ultima parte di "Canzoni", che conclude il bel disco della Balatresi.


LATO A

1) Canzoni (Giuseppe Lo Bianco-Guido e Maurizio De Angelis)
2) Magnifica età (Guido Lamberti-Giuseppe Cappelletti)
3) Sola in città (Giuseppe Lo Bianco-Harry Nillson)
4) Sole (Giuseppe Lo Bianco-Mickey Newbury)
5) Gira la terra (Giuseppe Lo Bianco-Donovan Leitch)
6) Lo sai (Giuseppe Lo Bianco-Donovan Leitch)
7) Lalena (Daniele Pace-Donovan Leitch)
8) Canzoni (ripresa) (Giuseppe Lo Bianco-Guido e Maurizio De Angelis)

LATO B

1) Tra poco volerò via (Giuseppe Lo Bianco-John Denver)
2) Amore che vieni, amore che vai (Fabrizio De André)
3) Il granchio e il vagabondo (Giuseppe Lo Bianco-Donovan Leitch)
4) La donna del lago (Giuseppe Lo Bianco-Don Powell)
5) Colori (Herbert Pagani-Donovan Leitch)
6) Come per miracolo (Guido Lamberti-Giuseppe Cappelletti)
7) Sei come sei (Luigi Albertelli-Bob Dylan)
8) Canzoni (finale) (Giuseppe Lo Bianco-Guido e Maurizio De Angelis)

sabato 21 aprile 2012

Donovan - Love is only feeling (1982)












L’ultima volta che ho visto il Vampiro Verdier, in una pizzeria in centro qui a Torino, mi ha chiesto come mai non parlassi mai nel blog di dischi stranieri: in effetti è vero, finora abbiamo solo parlato di musica italiana, ma la cosa è casuale e non voluta, non c'è un motivo preciso...e per questo motivo rimediamo oggi con un album di Donovan, il celebre menestrello nato come emulo inglese di Dylan e poi avvicinatosi nel suo percorso musicale dapprima al “flower power” e poi alla tradizione celtica.
Negli anni ’70 la stella di Donovan è in piena decadenza: colpa di qualche disco non proprio azzeccato ma anche del cambiamento di gusti del pubblico, per cui passano sotto silenzio anche le cose valide…e la mancanza di successo lascia il cantautore senza contratto discografico.
Firma quindi nel 1980 con l’RCA tedesca, e pubblica due dischi solo in Germania, “Neutronica” nello stesso anno e questo “Love is only feeling” nel 1981, ad ottobre.
In Italia l’album viene pubblicato dalla Bubble, etichetta fondata dai fratelli Franco e Carlo Bixio, figli del celebre Cesare Andrea, e distribuita dalla Dischi Ricordi, nel 1982 (la matrice riporta la data del 16 gennaio), e a tutt’oggi non è mai stato ristampato in cd; per inciso non è l'unico, anche altri dischi di Donovan sono tuttora inediti in digitale.
Per promuovere il disco Donovan partecipa come ospite al Festival di Sanremo, dove canta la title track insieme alla figlia Astrella (che da sola canta invece la sigla, “Ci siamo anche noi”); in realtà “Love is only feeling” è l’unica canzone già nota, poiché è una rielaborazione di “Someone's Singing”, canzone inclusa nell’album “A gift from a flower to a garden” del 1967.
Il front del 45 giri
Il retro del 45 giri
"Love is only feeling" viene pubblicata anche su 45 giri, con sul retro "The hills of Tuscany" ed una copertina con il cantautore e la figlia.
L’album è per certi versi un ritorno alle atmosfere acustiche e sognanti del primo Donovan: tutte le canzoni sono scritte dal cantautore ed il disco è interessante, con alcune perle come “The hills of Tuscany”, “Lady of the flowers” (scritta per la moglie Linda), "She" e “Marjorie Margerine”.
Insomma un album da riscoprire.

LATO A

1) Lady of the flowers
2) Lover o lover
3) The actor
4) Half moon bay
5) The hills of Tuscany

LATO B

1) Lay down Lassie
2) She
3) Johnny Tuff
4) Love is only feeling
5) Marjorie Margerine