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venerdì 28 agosto 2015

Rosalino Cellamare - Dal nostro livello (1973)













Sicuramente uno dei dischi più rari di Ron, ancora Rosalino in copertina (mentre sull'etichetta appare anche il cognome) è il suo secondo 33 giri, "Dal nostro livello", inciso come il primo "Il bosco degli amanti" (ancora più raro) nel 1973 e pubblicato ad ottobre, il primo per l'RCA Italiana dopo il debutto alla IT.
Come molti sanno, la particolarità di questo disco è che i testi di Gianfranco Baldazzi sono basati su alcuni componimenti di bambini di scuola elementare e media di Cinisello Balsamo, come spiegato nel retro di copertina.
Le tematiche del disco, dall'immigrazione al razzismo, sono quindi filtrate dalla sensibilità dei bambini, e Baldazzi è particolarmente bravo ad adattarle in forma metrica per le canzoni senza stravolgerne il significato; Rosalino, dal suo canto, scrive delle musiche molto mature (che tra l'altro arrangia), certamente tra le sue migliori in certi casi, tant'è che del suo primo periodo, a parte "Il gigante e la bambina", ancora oggi ripropone dal vivo quella che è sicuramente la migliore di questo disco, "Era la terra mia", che si ispira a certe atmosfere del Neil Young di quegli anni.
Molti brani hanno un'atmosfera west-coast, ad esempio "La grande città industriale" o "Quelli delle medie", ma d'altronde anche in seguito Ron dimostrerà di apprezzare questo stile (tutti sappiamo chi ha scritto e chi ha lanciato la versione originale di "Una città per cantare").
"I bimbi neri non san di liquerizia" è invece la canzone su cui si puntava per la promozione del disco, e Rosalino la presentò un sabato pomeriggio a "Chissà chi lo sa", la celebre trasmissione condotta da Febo Conti che molti di voi ricorderanno.
"Il mio papà ed io" è invece una ballata basata sul pianoforte, che nella melodia ricorda alcune cose successive di Ron, mentre "Il carrarmato disarmato" affronta il tema della guerra.
La scuola è un argomento presente in quattro dei cinque brani del lato B, sebbene in modo diverso, "Quelli delle medie" (sulle proteste studentesche), "Alla fine della scuola" (la cui linea melodica iniziale ricorda un po' quella de "I giardini di marzo"), "Da grande farò il maestro" (sulle disuguaglianze sociali, in cui pare emergere tra le righe quello che era il pensiero di don Lorenzo Milani, il celebre priore di Barbiana) e "La scuola che vorrei".
Alla realizzazione musicale del disco contribuiscono Italo Cellamare, fratello di Rosalino, all'organo, al flauto e al coro, Daniele Bergatin al basso, Tita Bonfico alla batteria, Patrizio Diana alla chitarra a 12 corde e lo stesso Rosalino al pianoforte e al coro.
Tanto per cambiare, anche questo disco (come il primo e il terzo, "Esperienze") non è mai stato stampato su CD....ancora un grazie ai discografici italiani (se ancora esistono....).

LATO A

1) I bimbi neri non san di liquerizia
2) Era la terra mia
3) Il mio papà ed io
4)) Disegno libero
5) Il carrarmato disarmato

LATO B

1) La grande città industriale
2) Quelli delle medie
3) Alla fine della scuola
4) Da grande farò il maestro
5) La scuola che vorrei

giovedì 8 marzo 2012

Lucio Dalla - Piazza Grande/Convento di pianura (1972)











Di tutte le canzoni incise da Lucio Dalla, ad oggi mi sembra che solo due siano rimaste inedite: una è "Ma questa sera", il lato B del primo 45 giri, che potete trovare qui e l'altra è "Convento di pianura"; retro di "Piazza Grande", di cui parliamo oggi.
Sul lato A penso che non ci sia nulla da dire, è una delle canzoni più note di Dalla, sicuramente anche una delle più belle, e dopo il "prestito" che l'anno precedente Dalla aveva fatto a Rosalino con "Il gigante e la bambina", la musica di "Piazza Grande" è il risarcimento del cantante di Garlasco al bolognese, una musica che ha molte reminiscenze mediterranee, a metà tra Atene e Lisbona.
"Convento di pianura" invece musicalmente mi fa venire in mente "Anna bell'Anna", ed anche questa è un testo di Paola Pallottino; prelude all'esperienza con Roversi, a metà tra il vecchio stile di Dalla e quello nuovo che stava preparando.
Chissà perchè, tra le tante antologie pubblicate, non si sia trovato spazio per questa canzone.

1) Piazza Grande (Sergio Bardotti-Gianfranco Baldazzi-Rosalino Cellamare-Lucio Dalla)
2) Convento di pianura (Paola Pallottino-Lucio Dalla)