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sabato 13 agosto 2011

Mario Scrivano - Lido di Andora/Sole in città (1965)













Prima di ferragosto continuiamo con le nostre "canzoni turistiche" e, dopo Diano Marina con Giorgio Santiano e Riccione con Franco Franchi, eccoci nuovamente in Liguria, e più precisamente ad Andora, con Mario Scrivano, cantante e compositore pinerolese di cui abbiamo già parlato nel blog.
In “Lido di Andora” c'è, in realtà, nuovamente lo zampino di Giorgio Santiano, artista che evidentemente amava molto la riviera ligure di ponente, e che ha scritto la musica dei due brani in collaborazione con Scrivano, mentre Claudio Nobbio, spesso collaboratore di Santiano, è l'autore dei testi.
La canzone sul retro, “Sole in città”, verrà reincisa da Scrivano nel 1969 per il suo album inciso per la Kansas (e questa versione è presente come bonus nel post di oggi)
Il disco è pubblicato dalla Artis, etichetta piemontese, ed attribuito a Mario Scrivano e ''l'Ekimen'', probabilmente il nome del gruppo di accompagnamento.
Non è riportata la data, ma presumibilmente deve risalire al 1964 o 1965: Scrivano infatti in seguito incide per la Saphir e poi per la Kansas.

1) Lido di Andora (Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano)
2) Sole in città (Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano)
3) Bonus track: Sole in città - versione 1969 (Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano)

lunedì 1 agosto 2011

Franco Franchi - Riccione cha cha cha/Ho perduto il mio amor (1960)












Poiché so che molti di voi in agosto saranno in vacanza, in questo mese i post si diraderanno un po', per riprendere poi in settembre con la consueta cadenza....continuiamo quindi, come avevamo anticipato due giorni fa, con le canzoni turistiche, spostandoci dalla riviera ligure a quella romagnola, e precisamente a Riccione, raffigurata anche in copertina del disco oggetto del post di oggi.
Si tratta di due canzoni interpretate da Franco Franchi, che  non è l’attore siciliano, ma l’omonimo cantante e autore genovese (in realtà però l’attore si chiamava all’anagrafe Franco Benenato), in seguito anche autore televisivo (…qualcuno di voi si ricorda “La Filibusta”?).
Su Franco Franchi so che il Vampiro sta preparando un post, quindi non mi dilungo più di tanto.
Il disco non è datato, ma dal tipo di sonorità e dai ritmi presumo che sia del 1960-1961: “Riccione cha cha cha” è ovviamente un cha cha cha che parla di una ragazza allegra che gira per la spiaggia di Riccione, mentre “Ho perduto il mio amor” è una canzone d’amore anch’essa ambientata a Riccione; nei due brani suona il complesso di Marcello Minerbi, non ancora Marcellos Ferial, e Luigi Bettoni.
Come scritto sul retro di copertina, le due canzoni sono state scritte da un maestro di musica di Riccione, Federico Pullé; sull’etichetta per “Riccione cha cha cha” vi è anche la firma di un tale N. Fabbri, che non risulta iscritto alla Siae (e nemmeno i due brani risultano del resto depositati).
L’etichetta è una sconosciutissima California, e la distribuzione di un ancor più sconosciuto Centro Musicale Adriatico.

1) Riccione cha cha cha (N. Fabbri-Federico Pullé)
2) Ho perduto il mio amor (Federico Pullé)

venerdì 29 luglio 2011

Giorgio Santiano - Auf Wiedersehen a Diano Marina


 "Son finite le vacanze", come cantava Rita Pavone...e dal 1975 per me la parola vacanza coincide con San Bartolomeo al Mare, ridente paese in provincia d'Imperia, attaccato a Cervo e a Diano Marina...per questo motivo il post di oggi è dedicato ad una canzone ambientata a Diano. In realtà questa sarà la prima di una piccola serie di post dedicati a luoghi turistici, da Andora a Riccione, che verranno pubblicati nelle prossime settimane, in alternanza con altri di argomento diverso.
Ma torniamo a Diano Marina: come molti sanno, questa cittadina ha dato il titolo ad una canzone di Bruno Lauzi, ma due decenni prima, nel 1960, era già stata inserita nel titolo di un brano di Giorgio Santiano, intitolato appunto "Auf  Wiedersehen a Diano Marina".
Giorgio Santiano era un musicista di Pinerolo, che aveva però studiato a Torino al Conservatorio Giuseppe Verdi, come potete leggere nell'articolo di Stampa Sera pubblicato nel 1960 e riprodotto qui a destra (dove viene citato anche un altro musicista piemontese citato dal blog, Giovanni Rosaclot): nello stesso articolo viene ricordata anche la canzone "Auf  Wiedersehen a Diano Marina", pubblicata su 45 giri dalla Cetra (la data sul vinile è 12 luglio 1960).
Sul retro "Amore e rock", scritta come il lato A da Santiano; la voce solista in entrambe le canzoni è di Paolo Comorio.
Tre anni dopo "Auf  Wiedersehen a Diano Marina" venne reincisa dal gruppo di Santiano su un 45 giri pubblicato dalla piccola etichetta piemontese Artis; in questo caso la data sul vinile è 20 febbraio 1963.
La registrazione mi pare differente, anche se l'arrangiamento è simile; la voce è sempre quella di Comorio, anche sulla canzone sul retro, "Buonanotte Monaco" (di Baviera, e non l'omonimo principato).
Sul retro di copertina è possibile vedere un'immagine di Giorgio Santiano con i musicisti del suo complesso.
Per la Artis incise anche Mario Scrivano, di cui ci siamo già occupati su questo blog (e di cui ci occuperemo ancora), e che collaborò anche con Santiano.
Concludiamo con un ricordo di Alberto Fortis, che sin da bambino frequentò ogni anno Diano Marina in vacanza, riportato nella sua autobiografia "Al, che fine ha fatto Yude?", pubblicata nel 2009 da Aliberti, alle pagine 42 e 43: "...i concerti nel locale di mia zia Dina, la taverna Fieramosca, che esiste tuttora, gestito da lei e dal maestro Giorgio Santiano con la sua orchestra, molto conosciuta a Diano Marina, che negli anni sessanta accompagnò per una stagione intera Lucio Battisti, alla vigilia del suo boom discografico. Giorgio Santiano era un musicista preparatissimo, diplomato al Conservatorio, con grande passione per la musica americana, jazz, orchestrale. Fu lui a trascrivere in musica la mia prima melodia, intitolata "E' forse vita", al pianoforte, diventata poi il mio secondo album "Tra demonio e santità". Un pianista che mi sono bevuto quando, seduto dietro al palcoscenico del Fieramosca, lo osservavo con ammirazione nelle sue performance: una grande scuola!".

1) Auf  Wiedersehen a Diano Marina
2) Amore e rock
3) Auf  Wiedersehen a Diano Marina
4) Buonanotte Monaco



lunedì 16 maggio 2011

Artero – Concerto d’amore/Good Bye, Sauze d’Oulx (1968)












Se Giorgio Santiano aveva lanciato la celeberrima “Aufwiedersehen a Diano Marina”, il paroliere torinese Armando Costanzo scrisse invece, su musica di Carlo Artero, “Good Bye, Sauze d’Oulx”, con cui inauguriamo una serie di dischi che potremmo definire "turistici"....
Mi ricordo che mia mamma, che era nata nel 1940, chiamava il ridente paesino della Val di Susa “Salice d’Ulzio”: un retaggio delle modifiche toponomastiche effettuate dal fascismo, che aveva italianizzato i nomi di tutti i paesi con nome francese, per cui Venaus era diventato Venalzio, Salbertrand Salabertano, e così via….ripensandoci, mi pare che alla fine l’italianizzazione fosse, in questo caso, una buona idea: perché tornare ai nomi francesi?
In fondo Brianzone è diventata, giustamente, Briançon….
Ma torniamo al disco, pubblicato nel 1968 (la data sul bordo del vinile riporta il 21 novembre di quell'anno), e alla musica….”Good Bye, Sauze d’Oulx” è la canzone sul lato B, ed è anche quella più interessante tra le due; “Concerto d’amore” , anch’essa scritta da Armando Costanzo e Carlo Artero, è un brano melodico ed abbastanza melenso.
Carlo Artero è la persona sulla sinistra in copertina, e negli anni seguenti diventerà abbastanza noto; ignoro chi sia invece il personaggio sulla destra……forse un suo fratello musicista? Ipotizzo ciò perchè, al contrario di altri dischi pubblicati in seguito a nome di Carlo Artero, in questo vi è solo il cognome.
Due parole sulla Excelsius: si tratta di una piccola etichetta torinese che, nella seconda metà degli anni '50, era stata comprata dalla Cetra e poi, dopo la fusione con la Fonit, usata dalla casa madre per pubblicare dischi di giovani talenti, alcuni come Ricky Gianco diventati poi molto noti, altri come Johnny Baldini o Fiorella Giacon rimasti nel limbo delle giovani promesse non sbocciate, spesso non per demeriti proprii.
L'Excelsius continuerà a pubblicare dischi per tutti gli anni '70, fino allo smantellamento in occasione della chiusura dei mitici uffici di via Bertola e del trasferimento della Fonit-Cetra, ahimè, a Milano....senza che nessuno degli amministratori della città dell'epoca abbia mosso un dito.
Ma si sa: che se ne faceva Torino di una casa discografica con annessi studi di registrazione? Bastava e avanzava la Fiat per lavorare, no? Almeno in quell'epoca così lontana...

1) Concerto d’amore (Armando Costanzo-Carlo Artero)
2) Good Bye Sauze d’Oulx (Armando Costanzo-Carlo Artero)