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domenica 14 luglio 2013

Alfredo Cohen - Valery/Roma (1979)












Il disco torinese di oggi è il 45 giri di Alfredo Cohen, che segue di due anni il suo unico album, "Come barchette dentro un tram".
Alfredo Cohen è lo pseudonimo di Alfredo D'Aloisio (Cohen è il cognome della madre), cantautore gay, direi con Ivan Cattaneo (che debutta nello stesso periodo) il primo che si caratterizza per la sua identità sessuale; inizia la sua attività artistica nel 1974 a Torino, proponendo uno spettacolo di cabaret intitiolato "Dove vai stasera amico?", in cui interpreta alcuni personaggi gay.
Continua poi per alcuni anni con spettacoli di teatro-canzone sempre su queste tematiche, fino ad arrivare all'incisione del già ricordato primo e unico album per la IT di Vincenzo Micocci, disco in cui collabora Franco Battiato, che ritroviamo (con Giusto Pio) anche nel 45 giri che proponiamo oggi.
"Valery" è una canzone che senza dubbio vi ricorderà qualcosa: infatti è la prima versione di "Alexander Platz", lanciata tre anni dopo da Milva, con un testo quasi del tutto diverso.
"Roma" invece, mai più riproposta, ricorda comunque lo stile del periodo di Battiato (che, in quell'anno, incideva l'album "L'era del cinghiale bianco").
Come bonus track, "Alexander Platz" sia cantata da Milva (anche in francese) che dal coautore.

1) Valery (Alfredo Cohen-Franco Battiato-Giusto Pio)
2) Roma (Alfredo Cohen-Franco Battiato-Giusto Pio)

Bonus track: 3) Milva - Alexander Platz (1982) (Alfredo Cohen-Franco Battiato-Giusto Pio)
                    4) Franco Battiato - Alexander Platz (1989) (Alfredo Cohen-Franco Battiato-Giusto Pio)
                    5) Milva - Alexander Platz (in francese; 1982) (Massimo Gallerani-Franco Battiato-Giusto Pio)

lunedì 24 giugno 2013

Claudio Rocchi - Rocchi (1975)












Pare proprio che questo 2013 sia un anno nefasto per la musica: sono scomparsi finora esponenti dei generi più diversi, nomi come Jannacci, Califano, Little Tony a cui dal 18 giugno si è aggiunto anche Claudio Rocchi, senza dubbio uno dei cantautori più atipici del panorama musicale italiano.
I suoi lavori migliori (che sono anche i suoi più noti) li aveva incisi nei primi anni '70, ma anche in seguito qui e là aveva seminato gemme interessanti, e dopo la parentesi di una quindicina d'anni come Hare Krishna aveva ripreso l'attività musicale realizando alcuni buoni album.
Non ricorderemo Rocchi con "Volo magico n° 1", "Viaggio" o "La norma del cielo" (sicuramente lo hanno fatto altri) ma con una trilogia di suoi dischi, per un motivo o per l'altro, particolari.
Quello di oggi è il disco del 1975, "Rocchi", un 33 giri decisamente sperimentale, con abbondanza di improvvisazioni ("Zen session") ed elettronica: un lavoro senza dubbio difficile, che ricorda a mio parere il Battiato di "Clic" o "Mademoiselle Le Gladiator".
Decisamente profondi e ricercati i testi, come al solito.
Come tutti i suoi primi dischi, anche questo è stato pubblicato dalla Ariston di Alfredo Rossi.
Namasté, Claudio.

LATO A
1) Zen session
2) Zero

LATO B
1) Aijdmal
2) Il giorno di Malcom Azul
3) Chota sa balma
4) Certa Puglia

martedì 8 marzo 2011

I Baronetti – Se le cose stanno così/E il treno va (1963)












Moltissimi sono i gruppi italiani che si sono chiamati Baronetti negli anni ’60: uno di questi, romano, aveva al sax un amico del blog, Michele Bovi…quelli di cui presentiamo oggi questo disco non sono i Baronetti romani (come ci conferma lo splendido doppio volume di Maurizio Maiotti).
Dal cognome del cantante riportato sull’etichetta, Bruno Schiavon (…chissà chi è dei quattro), direi che potrebbero essere veneti, ma non ho informazioni e non le ho reperite nemmeno nelle riviste di quegli anni che ho.
Passiamo alle canzoni: ‘’Se le cose stanno così’’ è notissima per l’incisione che ne ha fatto Sergio Endrigo, ed è uno dei pochissimi casi in cui il cantautore istriano è stato soltanto interprete; una bella canzone d’amore (il testo è del drammaturgo, attore e regista Alessandro Fersen, pseudonimo di Aleksander Fajrajzen), introdotta da una tromba solista.
La versione dei Baronetti è più che dignitosa, ricalca l’arrangiamento originale (vi è anche la tromba iniziale), e la voce di Schiavon è, a mio parere, di impostazione un po’ antica.
Molto nota è anche “E il treno va”, canzone che mi è sempre piaciuta molto, ma sull’etichetta il titolo perde la congiunzione: si tratta infatti della cover di ‘’500 miles’’’, scritta dal folksinger Hedy West insieme al cantante country Bobby Bare (…pare che si siano ispirati ad una brano folk americano intitolato ‘’900 miles’’) e lanciata dai Journeymen nel 1961, canzone che ha avuto nel corso degli anni innumerevoli versioni, da quella di Elvis nello stesso anno a quella del trio Peter, Paul & Mary nel 1962 (con il titolo ‘’Five Hundred’’) a quella del Kingston Trio dello stesso anno.
Hugues Aufray la incise in francese come ‘’J’entend siffler le train’’, con il testo scritto da Jacques Plante, e questa versione fu anche registrata da Richard Anthony con molto successo, e proprio quest’ultimo la lanciò in Italia, tradotta da Pace e Testoni (alla Siae però non risulta Pace come coautore del testo, bensì tale Roberta Leonardi, probabilmente legata all’omonima casa di edizioni musicali), come ‘’E il treno va’’; di recente la incisa Battiato, ma con il testo in francese.
Anche in questo caso i Baronetti non sfigurano, nell’arrangiamento si sente la presenza del sax; curiosamente sull’etichetta sono inseriti solo i nomi dei traduttori, quello francese e i due italiani, ma non i nomi degli autori originali.

1) Se le cose stanno così (Alessandro Fersen-Luis Enriquez Bacalov)
2) E il treno va (Daniele Pace-Gian Carlo Testoni-Hedy West-Bobby Bare)

Bonus track:
3) Peter, Paul & Mary - 500 miles (Hedy West-Bobby Bare) (1962)
4) Richard Anthony -  E il treno va (Hedy West-Bobby Bare) (1963)
5) Franco Battiato - J'entends siffler le train (Jacques Plante-Hedy West-Bobby Bare) (1999)