Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Giancarlo Bigazzi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giancarlo Bigazzi. Mostra tutti i post

sabato 22 febbraio 2014

AA.VV. - Sucedio en...SanRemo '72 (1972)












Il post sanremese di oggi è un disco inciso in spagnolo con alcune canzoni del festival del 1972: pubblicato dalla RCA in Messico, non tutte le canzoni sono eseguite dall'interprete originale, ma, nei casi di cantanti non appartenenti alla casa discografica di via Tiburtina, sono sostituiti da interpreti dell'RCA o di etichette del gruppo.
"Jesahel" dei Delirium, ad esempio, è cantata dai "Capitolo 6", che incidevano per la IT, mentre "Mediterraneo" di Milva è interpretata da Louiselle, che in quel periodo se non erro incideva per la Erre, e "Non voglio innamorarmi mai" di Gianni Nazzaro è qui cantata da Claudio Baglioni, ancora pre-maglietta fina.
Non ho invece notizie su Graciela che canta "Montagne verdi" di Marcella: presumo che si tratti di una cantante latinoamericana.
Il disco è interessante proprio per il fatto di presentare versioni inconsuete di brani a volte anche molto noti.
Nicola Di Bari è l'unico artista presente due volte: infatti la sua, essendo la canzone vincitrice, è presente sia in italiano, "I giorni dell'arcobaleno", che in spagnolo come "Los dias del arco iris".
Per quel che riguarda gli autori, ci sono due particolarità legate a due canzoni: la prima è "Amici mai", cantata da Rita Pavone, il cui testo è di Fabio Massimo Cantini, che usa lo pseudonimo Argante, mentre Mario Vicari, autore della musica, si firma Caviri.
L'altro brano è "Vado a lavorare, che è firmato per il testo da Petaluma, che è lo pseudonimo di Mimma Gaspari; non propriamente un successo per Morandi, anzi potremmo quasi dire che con il flop di questo disco il cantante di Monghidoro iniziò un periodo di crisi che, come sappiamo, durò alcuni anni.
Tra le altre canzoni, vi sono le versioni spagnole di "Piazza Grande" di Lucio Dalla (che in copertina è fotografato mentre suona la chitarra, strumento per lui inconsueto tant'è che non ne ricordo altre sue con questo stumento), "Un calcio alla città" di Domenico Modugno, in versione ecologica, "Come le viole" del bravo Peppino Gagliardi e una decisamente trscurabile "Il re di denari" di Nada.


LATO A

1) Nicola Di Bari - Los dias del arco iris (Carmen Garcia Lecha-Dalmazio Masini-Nicola Di Bari-Piero Pintucci)
2) Nada - El rey de oros (Marauda-Franco Migliacci-Claudio Mattone)
3) Claudio Baglioni - No quiero enamorarme mas (Moreno Signorini-Giancarlo Bigazzi)
4) Louiselle - Mediterraneo (Luigi Albertelli-Enrico Riccardi)
5) Capitolo 6 - Jesahel (Franco Terry-Ivano Fossati-Oscar Prudente)
6) Rita Pavone - Amigos no (Carmen Garcia Lecha-Fabio Massimo Cantini-Mario Vicari)
7) Gianni Morandi - Voy a trabajar (Marauda-Petaluma-Franco Migliacci-Vittorio Tariciotti-Marcello Marrocchi)

LATO B

1) Peppino Gagliardi - Como violetas (Gaetano Amendola-Peppino Gagliardi)
2) Lucio Dalla - Plaza Grande (Marauda-Giancarlo Baldazzi-Sergio Bardotti-Lucio Dalla-Rosalino Cellamare)
3) Graciela - Montañas verdes (Giancarlo Bigazzi-Gianni Bella)
4) Capitolo 6 - Te quiero (Franco Terry-Gian Pieretti-Ricky Gianco)
5) Louiselle - Gira el amor (Daniele Pace-Mario Panzeri-Lorenzo Pilat)
6) Domenico Modugno - Un puntapié a la ciudad (Carmen Garcia Lecha-Riccardo Pazzaglia-Mario castellacci-Domenico Modugno)
7) Nicola Di Bari - I giorni dell'arcobaleno (Dalmazio Masini-Nicola Di Bari-Piero Pintucci)

sabato 18 maggio 2013

Umberto Tozzi - Dime que no/Parate al stop (1980)




 







Nel 2009 ho avuto l'occasione di incontrare Umberto Tozzi per un'intervista realizzata per "Musica Leggera" in occasione della pubblicazione dell'album "Superstar".
Come di consueto, il direttore Maurizio Becker mi aveva fornito i recapiti telefonici e i riferimenti, parlai quindi con il figlio (che fa da manager al padre) dopo avergli telefonato a Montecarlo e ci organizzammo in occasione di una presentazione del disco che Tozzi doveva effettuare alla Fnac.
Al termine di essa, dopo la consueta ressa con i fans che gli chiedevano autografi e foto, riuscimmo a ritagliarci un tre quarti d'ora, e la chiacchierata fu interessante.
Fu pubblicata nel numero di dicembre, dopo tre mesi quindi, con alcuni tagli dovuti da un lato alla lunghezza effettivamente superiore alle tre pagine a disposizione e dall'altro al fatto che il tema principale di quel numero era l'etichetta Numero Uno, e quindi si voleva privilegiare, nei limiti del possibile trattandosi di un artista con decenni di attività e successi mondiali, questo aspetto.
Anni e anni prima andavo alle medie e con il mangiadischi avevo consumato i solchi di "Ti amo" e del retro "Dimentica, dimentica", poi negli anni successivi ero passato ai 33 giri ed avevo continuato ad apprezzare il mio concittadino, certo non tutti i dischi ("Hurrah!" era francamente brutto, come lo stesso Tozzi ha ammesso nell'intervista...), e quindi intervistarlo mi ha fatto molto piacere.
Nei primi momenti ho notato che aveva una certa ritrosia, sembrava un po' scorbutico, ma poi si è subito sciolto e la chiacchierata è stata interessante (tra le parti tagliate, mi ricordo quando ha raccontato le gite in barca fatte con Ivano Fossati e Oscar Prudente per fare pesca subacquea, lui e Prudente, mentre Fossati non sapendo nuotare li aspettava in barca).
Tutta questa lunga introduzione per presentare un disco di Umberto Tozzi pubblicato in Spagna, con due canzoni tratte dall'album del 1980 "Tozzi", "Dimmi di no" e "Fermati allo stop", tradotte in castigliano da Oscar Gomez, che abbiamo visto ha collaborato anche in altre occasioni con il cantautore torinese.
Mentre "Dime que no" ha sonorità più rock, "Parate al stop" è invece un brano più lento.

1) Dime que no (Oscar Gomez-Giancarlo Bigazzi-Umberto Tozzi)
2) Parate al stop (Oscar Gomez-Giancarlo Bigazzi-Umberto Tozzi)

domenica 3 giugno 2012

Umberto Tozzi - Tu/Perdiendo a Ana (1978)












L’album di Umberto Tozzi del 1978, “Tu” (così come quello dell’anno precedente “E’ nell’aria…ti amo”) è realizzato con musicisti torinesi tranne uno, il batterista Euro Cristiani, triestino, ma che ha soggiornato a Torino per decenni, a partire dagli anni ’60 (in cui viveva a Pino Torinese e suonava con Patrick Samson): Guido Guglielminetti al basso, Roberto Zanaboni alle tastiere e Tore Melillo alla chitarra.
Il disco bissa il successo del precedente, grazie soprattutto al 45 giri contenente “Tu” e “Perdendo Anna”; la versione che presentiamo oggi è quella spagnola, con copertina diversa e con “Tu” tradotta in spagnolo, anzi in castigliano (come recita la copertina), da Oscar Gomez.
Il retro, “Perdendo Anna”, è invece in italiano, e si riferisce a quella che era all’epoca la ragazza di Umberto, la bolognese Annalisa, presentatagli da Valerio Liboni ai tempi della Strana Società.

1) Tu (Oscar Gomez-Giancarlo Bigazzi-Umberto Tozzi)
2) Perdendo Anna (Giancarlo Bigazzi-Umberto Tozzi)

domenica 18 marzo 2012

I Cetra - ''Bambino mio''...e i più grandi successi (1989)












La scomparsa di Lucia Mannucci ha avuto sicuramente meno risonanza sui media di quella di Lucio Dalla, per tanti motivi: sicuramente ha giocato il fatto che il nostro è un paese senza memoria, per cui è più facile ricordare un'artista che ha avuto il suo momento d'oro negli anni '70 e '80 piuttosto che uno che lo ha avuto nei tre decenni precedenti (''....questo mondo che brucia in fretta quello che ieri era vero....''), ma anche altre motivazioni hanno avuto il loro peso: l'età dei protagonisti (Lucio Dalla aveva 69 anni, quindi un'età in cui, oggi giorno, si è ancora in piena attività) ed il fatto che uno era un solista mentre l'altra, pur avendo una grande statura artistica, l'aveva sempre condivisa con altri tre grandi come Chiusano, Giacobetti e Savona (e con quest'ultimo aveva anche condiviso la vita).
Ricorderemo la Mannucci con alcuni post che coinvolgeranno ovviamente tutto il Quartetto, ed il primo è questo album del 1989 inciso in tre, dopo la scomparsa di Tata Giacobetti e poco prima della morte di Chiusano.
Il disco, intitolato "Bambino mio e i più grandi successi'' ci dà anche l'occasione di ricordare Giancarlo Bigazzi, anche lui un grande della musica leggera italiana, che in questo disco è tra gli autori dell'inedito "Bambino mio", oltre che il supervisore dell'intero progetto.
L'album racchiude alcuni dei più famosi successi del gruppo, dalla notissima "Nella vecchia fattoria" alla divertente "Però mi vuole bene", dalla malinconica "I ricordi della sera" al tradizionale "Mamma mia dammi cento lire", e gli arrangiamenti (curati da Dado Parisini, Gianni Ferrio e Alberto Baldan) sono rispettosi delle incisioni originali, come è giusto che sia.
L'inedito "Bambino mio" è firmato in SIAE da Beppe Dati per il testo e da Bigazzi e Manzani per la musica; tuttavia nell'etichetta il nome di Dati compare due volte.
Un ringraziamento ad Alessandra Vita per l'elaborazione delle due immagini.

LATO A

1) Bambino mio (Beppe Dati-Mario Manzani-Giancarlo Bigazzi)
2) Voglia di swing (Lucia Mannucci-Virgilio Savona)
3) I ricordi della sera (Tata Giacobetti-Virgilio Savona)
4) Du du du da da (Alfredo Danti-Giampiero Boneschi)
5) Mamma mia dammi cento lire (tradizionale; adattamento di Tata Giacobetti, Virgilio Savona e Alberto Baldan)
6) Vecchia America (Lelio Luttazzi)
7) Un bacio a mezzanotte (Pietro Garinei-Sandro Giovannini-Gorni Kramer)
8) Però mi vuole bene (Tata Giacobetti-Gigi Cichellero-Virgilio Savona)

LATO B

1) Nella vecchia fattoria (Tata Giacobetti-Virgilio Savona-Gorni Kramer)
2) Donna (Pietro Garinei-Sandro Giovannini-Gorni Kramer)
3) In un palco della scala (Pietro Garinei-Sandro Giovannini-Gorni Kramer)
4) Musetto (Domenico Modugno)
5) La ballata del west (Leo Chiosso-Tata Giacobetti-Gianni Ferrio-Virgilio Savona)
6) La ballata del soldato (Tata Giacobetti-Barry Sadler-Robert Moore)
7) Cinderella Rockefella (Tata Giacobetti-Mason Williams)
8) Juanita Banana (Luciano Beretta-Tash Howard-Murray Kenton)

giovedì 29 dicembre 2011

Il Giardino dei Semplici – Il Giardino dei Semplici (1975)



Tra i gruppi melodici degli anni ’70, sicuramente i più preparati musicalmente furono gli Alunni del Sole e il Giardino dei Semplici: presentando l’album di debutto di questi ultimi, in effetti, si deve riconoscere ai quattro napoletani un’abilità strumentale che in molti brani viene alla luce…insomma, per capirci, c’è un abisso tra il Giardino dei Semplici e i Santo California.
Nati con la denominazione “Alti e Bassi”, il batterista Gianni Averardi proviene dall’ultima formazione dei Campanino, mentre gli altri musicisti hanno avuto, fino a quel momento, esperienze locali.
Vengono scoperti da Totò Savio, uno dei più grandi compositori che questo paese abbia avuto (e che non viene ricordato a sufficienza), che li ascolta durante un’esibizione allo “Shaker Club”, un locale napoletano, e che diventa loro produttore con Bigazzi.
Proprio quest’ultimo propone loro il cambio di nome, ispirandosi al noto “Giardino dei Semplici” della sua città, Firenze.
Il debutto avviene con “M’innamorai”, che è anche la canzone che apre il disco (e che lo conclude con un breve frammento), che ha subito successo: si sente lo zampino di Savio e Bigazzi, e per capirci provate ad immaginarla cantata da Massimo Ranieri, ad esempio….sicuramente sarebbe diventata un classico alla pari di “Erba di casa mia” o “Vent’anni”.
Il retro di “M’innamorai” è “Una storia”, anch’essa presente in questo disco.
In autunno il gruppo è di nuovo in hit parade con il rifacimento di “Tu ca nun chiagne”, il classico di Libero Bovio ed Ernesto De Curtis, che apre il lato B dell’album.
Oltre ai brani dei 45 giri completano l’album altri brani, tra cui sono da ricordare “Dal vivo”, che è un bel brano strumentale in cui Gianfranco Caliendo mette in luce le sue doti di chitarrista, e che si avvicina molto a certe sonorità progressive italiane di quegli anni; “New York”, a tutti gli effetti una canzone di rock italiano, con un bell’inizio di basso, scritta da tutto il gruppo; “Piazza medaglie d’oro” e “Basta avere lei”, che sono invece due canzoni melodiche con un bell’assolo finale di chitarra elettrica.
Tra gli autori, oltre ai componenti del gruppo e ai citati Bigazzi e Savio, vi è Aldo Roselli, autore con Savio della musica di “Una storia” (il cui testo è di Averardi e Bigazzi)
Il successo del gruppo continuerà ancora per tutto il decennio, con brani come “Vai”, “Miele” (presentata a Sanremo nel 1977) e “Concerto in la minore (dedicato a lei)” (con il ritornello un po’ troppo simile a “Se telefonando”); ma di queste canzoni parleremo in altri post.

LATO A

1) M’innamorai (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
2) Angela (Anonimo napoletano del 1700)
3) New York (Gianfranco Caliendo-Gianni Averardi-Andrea Arcella-Luciano Liguori)
4) Piazza medaglie d’oro (Gianfranco Caliendo)
5) La realtà (Gianfranco Caliendo-Andrea Arcella)

LATO B

1) Tu ca nun chiagne (Libero Bovio-Ernesto De Curtis)
2) Basta avere lei (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
3) Dal vivo (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
4) Donna di mille anni (Gianfranco Caliendo)
5) Una storia (Giancarlo Bigazzi-Gianni Averardi-Aldo Roselli-Toto Savio)
6) M’innamorai (ripresa) (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)