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domenica 7 febbraio 2016

I Brutos - Gina, amore mio.../Una bionda un po' scema per quattro scemi che vanno a remi (1970)












Oggi presentiamo un disco dei Brutos del 1970: si tratta dell'ultimo registrato da Gerry Bruno che, nello stesso anno, decide di lasciare il gruppo per recitare in "Alleluja brava gente", notissima commedia musicale di Garinei e Giovannini (con le musiche di Domenico Modugno), e da lì dedicarsi alla carriera solista.
Completano la formazione in questo disco il bello Nat Pioppi, Dino Cassio e Gianni Zullo.
Sul lato A vi è "Gina, amore mio", cover di "Gin gan goolie", successo degli Scaffold scritto come al solito dalla coppia Roger McGough e Mike McGear, con un testo in italiano di Leo Chiosso ed una musica molto allegra in levare.
Sul retro sempre Chiosso scrive il testo di una simpatica marcetta del maestro Mansueto De Ponti (che si firma come di consueto con lo pseudonimo Pontiack) e di Nino Tristano, cantautore (il cui vero nome è Nino Pirito) su cui avremo l'occasione di ritornare; la cosa particolare è che in SIAE la canzone porta anche la firma di un terzo musicista, Ico Cerutti (chissà se Gerry ci potrà chiarire questo punto).
In entrambi i brani l'orchestra è diretta da Angel "Pocho" Gatti, mentre la copertina , come si capisce dallo stile, è opera di Bruno Prosdocimi, conosciuto per le vignette degli album dei calciatori delle edizioni Panini di Modena.

1)  Gina, amore mio... (Leo Chiosso-Roger McGouch-Michael McGear)
2)  Una bionda un po' scema per quattro scemi che vanno a remi (Leo Chiosso-Pontiack-Nino Tristano-Ico Cerutti)


sabato 4 giugno 2011

Silvia Oggioni – Se ascolto quel disco/Se tu non vuoi (1964)












Non so nulla di Silvia Oggioni: non so nemmeno se abbia inciso altri dischi oltre a quello di cui parliamo oggi, pubblicato ad ottobre del 1964 dalla Pathé.
Sul lato A vi è un twist scritto da Nisa insieme ad uno dei due figli, Massimo, e la voce della Oggioni mi ricorda un po’ Rita Pavone, come del resto anche nel retro….non è Francesco Guccini l’autore di “Se tu non vuoi”, come alcuni sarebbero indotti a credere dalla firma “Pontiack” sull’etichetta; in realtà questo era lo pseudonimo del maestro Mansueto De Ponti, che fece da prestanome a Guccini nel periodo in cui il pavanate non era ancora iscritto alla Siae.
“Se tu non vuoi” ricorda le canzoni lente della già citata Pavone....insomma, questa Silvia Oggioni non brillava per originalità: era bravina, ma forse il mancato successo è spiegabile con la mancanza di personalità artistica.
Entrambi i brani sono arrangiati dal maestro Tullio Gallo.

1) Se ascolto quel disco (Nisa-Massimo Salerno)
2) Se tu non vuoi (Giovanni Maiocchi-Mansueto De Ponti)