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venerdì 21 novembre 2025


INTERVISTA AD ALFREDO ROSSI

Una delle prime interviste che ho realizzato è stata, nel 2008, al discografico ed editore musicale Alfredo Rossi, che mi accolse nel suo ufficio pieno di dischi d'oro appesi al muro e foto con dedica, tra cui una di Nat King Cole, che trovate nell'articolo che venne pubblicato solo nel 2013, nel numero 5 di Nuovo Ciao Amici, quando ormai il signor Alfredo ci aveva lasciato. Credo che oggi avrei fatto altre domande, approfondendo di più certe questioni e chiedendo anche cose su altri artisti; ci fu solo una cosa che mi chiese di omettere, il nome dell'artista di cui si parla in occasione delle esibizioni a New York per gli emigranti italiani. In occasione dei due incontri a Milano in cui realizzammo l'intervista (il 13 febbraio e il 25 marzo 2008) Alfredo Rossi mi regalò un bel po' di 45 giri, alcuni particolari e rari (e che anni fa ho anche pubblicato in alcuni post) che, insieme alle cose che mi raccontò, mi rimangono come ricordo di un grande personaggio della nostra musica leggera.
































giovedì 20 febbraio 2014

Franco Tozzi - Non a caso il destino ci ha fatto incontrare/Per questo amore (1965)













Prima di passare al post di oggi, due cose legate invece all'attualita: oggi ho ascoltato al TG2 delle 13 un servizio sulla serata di ieri del festival, e a un certo punto la giornalista, parlando di Baglioni, ha detto (più o meno testualmente): "Il cantautore ha presentato la canzone che, trent'anni fa, aveva lanciato proprio dal festival e che fu indicata in seguito come la canzone del secolo". Ora: tutti sappiamo che la canzone a cui si riferisce la giornalista, "Questo piccolo grande amore", è stata incisa nel 1972 (quindi non trent'anni fa ma quarantadue), non è stata lanciata dal festival poiché Baglioni non ha mai partecipato in gara e quando l'ha presentata come ospite, nel 1985, il brano era stranoto con varie incisioni dal vivo, in studio ed anche all'estero....ho cambiato canale, ho visto il TG1 e lì hanno dato la notizia della morte di Gianni Borgna a 76 anni (si sarà trattato di un lapsus, invertendo nella lettura le cifre, visto che è morto a 67 anni?).
Passiamo a Franco Tozzi, che è meglio....il secondo post sanremese di quest'anno, post che è anche torinese, secondo la regola del blog dell'alternanza.
Nel 1965 il fratello maggiore di Umberto partecipò al festival (in quanto vincitore di Castrocaro l'anno precedente) con una canzone scritta da Carlo Alberto Rossi con il testo della moglie Marisa Terzi, che usa lo pseudonimo "Antartide"; "Non a caso il destino ci ha fatto incontrare" non è certo tra i brani più memorabili del Bacharach italiano, anche se nello sviluppo melodico si riconosce il suo stile.
L'arrangiamento e la direzione d'orchestra sono di Enzo Ceragioli, celeberrimo direttore già attivo ai tempi dell'Eiar.
Sul lato B una canzone più ritmata, scritta per il testo dalla cantante calabrese Flora Gallo (anche lei usa come la Terzi uno pseudonimo, Flogal) e per la musica dal marito Virgilio Braconi.
L'arrangiamento e la direzione d'orchestra in questo brano sono curati dal Maestro Giancarlo Chiaramello.

1) Non a caso il destino ci ha fatto incontrare (Marisa Terzi-Carlo Alberto Rossi)
2) Per questo amore (Flora Gallo-Virginio Braconi)

venerdì 26 luglio 2013

Johnny Dorelli - 30 anni di canzoni d'amore (1966)





Il post di oggi è dedicato ad un album del 1966 di Johnny Dorelli, in cui reinterpreta alcune tra le più note canzoni d'amore a partire dagli anni '30 fino ad arrivare agli anni '60, da cui il titolo "30 anni di canzoni d'amore".
Il disco si apre con la notissima "Parlami d'amore Mariù", che non ha certo bisogno di presentazioni, lanciata da Vittorio De Sica nel 1932 (e che quindi è la canzone più vecchia tra quelle di quest'album).
"Nostalgico slow" è un celebre brano scritto da Mario Bonavita (che si firmava Marf) per il testo e da Vittorio Mascheroni per la musica.
"Melodie al chiar di luna" è scritta da Eldo Di Lazzaro, che però per il testo usa uno pseudonimo, Dale.
Un piccolo mistero su "Il giovanotto matto": se controllate, in qualsiasi pubblicazione che questo brano ha avuto (dall'originale di Ernesto Bonino in avanti) vedrete che ha sempre avuto la firma del solo Lelio Luttazzi;: in Siae però alla sua firma si affianca, come compositore, quella di Stanislao Gastaldon: c'è un famoso compositore torinese (figlio di padre veneto, come testimonia il suo cognome), celebre per la romanza "Musica proibita", che ha questo nome, ma morì nel 1939, e peraltro è a lui che si riferisce il deposito SIAE visto e considerato che è l'unico iscritto con questo nome....rimane il fatto che Luttazzi ha sempre raccontato di aver composto la canzone quando ancora si trovava a Trieste.
Resta quindi il mistero sulla firma di Gastaldon, che risolviamo subito: avete presente il ritornello del brano di Luttazzi, ai versi "Vorrei baciare i tuoi capelli neri, le labbra tue, gli occhioni tuoi sinceri" che la nonna Carolina racconta che ai suoi tempi dicevano gli innamorati? Bene, quei versi (....e quella melodia) sono tratti proprio da "Musica proibita", e quindi Luttazzi per questa citazione ritenne di aggiungere alla sua firma quella di Gastaldon.
Vittorio Mascheroni firma il testo di "Quando piange il ciel" con lo pseudonimo Gargantino, mentre la musica di "Che musetto!" è del maestro Enzo Ceragioli, che è anche l'arrangiatore dell'album.
"T'ho voluto bene" è in realtà "Non dimenticar che ti ho voluto tanto bene", con il titolo accorciato forse per evitare confusione con la precedente "Non dimenticar le mie parole".
I tre brani conclusivi sono anche i più recenti e non hanno bisogno di presentazioni, essendo le celeberrime "Arrivederci Roma" e "Roma non far la stupida stasera", di Garinei e Giovannini, e una canzone dal repertorio di Tenco, "Angela".
Un disco sicuramente da riscoprire, e con cui inauguriamo la ricostruzione della discografia su LP di Johnny Dorelli, che riprenderemo tra qualche mese con un altro album degli anni '60.

LATO A

1) Parlami d'amore Mariù (Ennio Neri-Cesare Andrea Bixio)
2) Nostalgico slow (Marf-Vittorio Mascheroni)
3) Non dimenticar...(le mie parole) (Alfredo Bracchi-Giovanni D'Anzi)
4) Un giorno ti dirò (Umberto Bertini-Gorni Kramer)
5) Bambina innamorata (Alfredo Bracchi-Giovanni D'Anzi)
6) Silenzioso slow (Alfredo Bracchi-Giovanni D'Anzi)
7) Melodie al chiaro di luna (Eldo Di Lazzaro)
8) Il giovanotto matto (Lelio Luttazzi)

LATO B

1) Quando piange il ciel (Vittorio Mascheroni-Carlo Alberto Rossi)
2) Che musetto! (Giancarlo Testoni-Enzo Ceragioli)
3) Scalinatella (Enzo Bonagura-Giuseppe Cioffi)
4) Amore baciami (Giancarlo Testoni-Carlo Alberto Rossi)
5) T'ho voluto bene (Michele Galdieri-Gino Redi)
6) Arrivederci Roma (Pietro Garinei-Sandro Giovannini-Renato Rascel)
7) Angela (Luigi Tenco)
8) Roma non far la stupida stasera (Pietro Garinei-Sandro Giovannini-Armando Trovajoli)


mercoledì 13 febbraio 2013

Tonina Torrielli - I successi di Tonina Torrielli con l'orchestra Arcobaleno (1956)












Ritorniamo a parlare di Sanremo presentando il primo album di Tonina Torrielli, pubblicato subito dopo la sua partecipazione al Festival (la matrice è datata 18 marzo 1956, e quell'anno la manifestazione sanremese si era tenuta dall'8 al 10): ed è curioso che il titolo del disco sia "I successi", visto che fino a poche settimane prima la Torrielli era un'emerita sconosciuta, rivelatasi proprio a Sanremo.
E ben sei canzoni del disco provengono dal festival: alcune interpretate direttamente dalla caramellaia di Novi, come "Amami se vuoi", "Il cantico del cielo" (uno dei primi testi scritti da Alberto Testa), "Il bosco innamorato" e "Qualcosa è rimasto", altre invece lanciate da altre cantanti, come la vincitrice "Aprite le finestre", di Franca Raimondi o "Sogni d'or", sempre della Raimondi in coppia con Clara Vincenzi; quest'ultima canzone è "torinese", poichè i due autori sono entrambi nati sotto la mole (....ed uno di questi diventerà il cognato della Torrielli).
Per quel che riguarda gli pseudonimi, il Giari compositore di "Qualcosa è rimasto" è Luigi Spaggiari, mentre Pinchi non è il celebre coniglio rosa dei fumetti ma Giuseppe Perotti.
Completano il disco "Johnny Guitar", tradotta da Devilli (anche questo è uno pseudonimo, di Alberto Curci) e "Portami tante rose".
 Suona l'orchestra Arcobaleno, diretta da Gian Stellari.
In seguito mi è capitato a volte di vedere Tonina Torrielli, quando ancora gestiva con il marito il celebre negozio di dischi in piazza Castello, Maschio....che purtroppo ora non esiste più da alcuni anni.

LATO A

1) Aprite le finestre (Pinchi-Virgilio Panzuti)
2) Il cantico del cielo (Alberto Testa-Carlo Alberto Rossi)
3) Il bosco innamorato (Giancarlo Testoni-Gorni Kramer)
4) Johnny Guitar (Devilli-Victor Young)

LATO B

1) Amami se vuoi (Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni)
2) Qualcosa è rimasto (Pinchi-Giari)
3) Sogni d'or (Armando Costanzo-Paolo Maschio)
4) Portami tante rose (Michele Galdieri-Cesare Andrea Bixio)

venerdì 24 febbraio 2012

Babette - Hey, tu!/Vivi (1959)












E dopo i post dedicati ai dischi sanremesi, oggi presentiamo un 45 giri di Giuseppina Callarà, in arte Babette, una delle tante cantanti uscite fuori alla fine degli anni '50 (come Angela, Brunetta e la stessa Mina).
Dopo aver studiato canto jazz, viene scoperta da Armando Trovajoli, che la presenta a Carlo Alberto Rossi, che la fa debuttare per la sua etichetta, la Juke-Box, per cui incide i primi 45 giri con dei rock'n'roll (secondo la moda del tempo) e delle canzoni più melodiche, come queste "Hey, tu!" e "Vivi".
In enrambi i brani Babette è accompagnata dal complesso “Jazz Polistrumentale” di Raoul Ceroni, autore della musica del brano sul lato B.
Dopo altri dischi per la Juke-Box (tra cui "Uccidimi", con cui nel 1960 partecipa alla "Sei giorni della canzone") Babette passa alla Titanus, con cui continua per qualche anno la carriera fino al ritiro.
Un'annotazione: guardate il retro della copertina forata, con l'elenco dei cantanti che nel 1959 incidono per la casa discografica di Carlo Alberto Rossi.....l'ultimo è un certo Mino Di Martino.....!

1) Hey, tu! (Luciana Medini-Giovanni Fenati)
2) Vivi (Luciana Medini-Raoul Ceroni)

domenica 15 gennaio 2012

Orietta Berti - Se non avessi più/Canzone di novembre (1962)













Questo è sicuramente uno dei dischi più rari di Orietta Berti, pubblicato quando ancora la cantante non aveva raggiunto il successo ed era stata appena scoperta da Giorgio Calabrese, che l’aveva portata alla Karim, l’etichetta per cui in quel periodo lavorava come direttore artistico: questo è il secondo 45 giri pubblicato da questa etichetta,  quasi contemporaneamente al precedente (come si può dedurre dal numero di catalogo).
La copia in mio possesso ha la particolarità che in entrambi i lati l’etichetta è la stessa,  per un’evidente errore in fase di pressaggio del vinile.
La canzone sul lato A, “Se non avessi più”, è la cover di “Si je n'avais plus” di Charles Azanavour, tradotta da Giorgio Calabrese.
Sul retro “Chanson de novembre” (in copertina però il titolo è tradotto in italiano) è la cover di un brano già inciso da Jenny Luna nel 1959, come retro di “Quelqu'un viendra demain”.
Come si può vedere dallo spartito, la musica è di Bruno Zambrini, il testo originale di Eliane Depeyre ed il testo italiano di Cicero (pseudonimo di Carlo Alberto Rossi)….ma se provate a vedere cosa scrive il sito ufficiale di Orietta Berti troverete la seguente frase: “ "Canzone di novembre", versione italiana di "Chanson de novembre", tradotta nella nostra lingua da Zambrini su musica di Depeyre”….l’esatto contrario!!
Entrambe le canzoni sono melodiche, e la voce di Orietta, seppur ancora giovane, è riconoscibilissima.

1) Se non avessi più (Giorgio Calabrese-Charles Azanavour)
2) Chanson de Novembre (Cicero-Bruno Zambrini)

venerdì 16 settembre 2011

I Brutos - Vengo anch'io. No, tu no/Con due occhi così (1968)












Invito tutti i lettori del blog a visitare la nuova versione del sito di Gerry dei Brutos, www.gerrybruno.it: questo perché con la nuova versione sono stati inseriti molti video interessanti sul gruppo torinese, oltre che foto e ricordi di tanti anni di carriera: tutto veramente molto interessante….ed in occasione del nuovo sito presento un'altra incisione dei Brutos, risalente al 1968: sono cambiate molte cose, Jack Guerrini ha iniziato una carriera da solista, ahimé scarsa di soddisfazioni (e due anni dopo scomparirà in un tragico incidente), ed è stato sostituito da Nat Pioppi…inoltre anche Maccione, a causa di alcune tensioni interne, ha lasciato il gruppo e, dopo un tentativo malriuscito di creare un “clone” dei Brutos, i Divini, si è dedicato alla carriera di attore, che gli darà moltissime soddisfazioni (di recente Maccione ha interpretato la parte del boss mafioso in “La leggenda di Al, John e Jack” di Aldo, Giovanni e Giacomo); Maccione viene sostituito dapprima da Dante Cleri, poi da Tino Cervi ed infine da Alvaro Alvisi.
Infine anche Elio Piatti ha lasciato il gruppo, sostituito da Umberto Di Dario, poi da Giorgio Astore e, dal 1964, dal pugliese Dino Cassio, che sicuramente molti di voi ricorderanno nel “Pap’occhio” di Renzo Arbore (è il cantante di “Non correre papà”).
Discograficamente i Brutos hanno continuato ad incidere in Francia, mentre in Italia, oltre che in vari spettacoli televisivi, sono diventati anche testimonial della cera Grey a Carosello.
Il ritorno ai dischi avviene grazie a Carlo Alberto Rossi, che per la sua Car Juke-box pubblica una cover del successo di Jannacci dello stesso anno, “Vengo anch’io. No, tu no”.
Mi ha sempre incuriosito tra gli autori della canzone la presenza, tra i noti Fo e Fiorentini, di Core: in realtà in Siae questo nome (uno pseudonimo?) non c’è…ed anche nei dischi di Jannacci non sempre viene riportato.
La versione dei Brutos, rispetto all’originale, ha una piccola differenza ad un certo punto del testo,
nella strofa “Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale”, alla domanda “Vengo anch’io” la risposta è “Sì tu sì”, ed allo steso modo continua il ritornello successivo.
Musicalmente si caratterizza per il violino, che sostituisce il trombone della versione di Jannacci.
“Con due occhi così” ha un arrangiamento a metà tra il rhythm & blues e il beat; la canzone è seria, distante quindi dalla comicità tipica del gruppo torinese; è firmata anche dal nuovo arrivato Alvisi, che firma il testo insieme a Giuseppe Maniscalco, mentre la musica è del maestro Luciano Zotti, il musicista barese fondatore del gruppo “I cinque del sud”.
Gli arrangiamenti delle due canzoni sono del maestro Sauro Sili, e l’etichetta ci informa che le canzoni sono state registrate negli studi Fonorama di Milano (che erano di proprietà di Carlo Alberto Rossi).

1) Vengo anch’io. No, tu no (Enzo Jannacci-Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci)
2) Con due occhi così (Giuseppe Maniscalco-Alvaro Alvisi-Luciano Zotti)