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giovedì 2 febbraio 2017

EP Cromaphon (1964)













Dopo un bel po' di tempo, ritorniamo a pubblicare qualcosa nel blog: ci soffermiamo a presentare un EP decisamente particolare, di un'etichetta piemontese pubblicato nel 1964 (la matrice è datata 6 aprile 1964 e la recensione di "Stampa Sera" che vedete qui sotto è datata 5 maggio), la Cromaphon, di cui avevamo parlato tempo fa in questo post dedicato a Loredana Faby, che aveva sede a Torino in via Benevento 34 e che aveva tra i suoi artisti anche i Birilli, che incisero un 45 giri con due cover dei Beatles sicuramente tra le più rare esistenti (su un lato "Tutti per uno", cioé "A hard day's night" e dall'altro "Ti voglio come sei", "I want to hold your hand").
Da "Stampa Sera" del 5 maggio 1964, n° 105,  pagina 11
Questo disco è sponsorizzato dall'Impresa Teatrale Fissore, e presenta come si può vedere quattro cantanti: i due sul lato A, Vanna e Paolo, sono accompagnati dal complesso dei Cappellani, mentre quelli sul retro sono accompagnati dai Gherol Besy, entrambi due gruppi attivi in Piemonte negli anni '60.
Tenete a mente il nome di Vanna: questa artista infatti, di cui non so nulla, incise un 45 giri alla fine degli anni '70 per la Drums, disco di cui parleremo fra qualche tempo (e confrontando la copertina potrete verificare che si tratta della stessa cantante-chitarrista); il brano "A mani vuote" era stato già inciso da Ricky Gianco, un terzinato caratterizzato dal sax.
Paolo Tomalino è l'autore e il cantante di "Oggi", brano inedito, mentre Luciana canta sul lato B "Anche se", scritta da Gino Paoli e pienamente nel suo stile.
Conclude il disco Giorgio con "Pietà", il successo di Vasso Ovale scritto dal maestro Piero Soffici.
Le registrazioni dei brani, pur ben suonate (si sente il professionismo dei musicisti) hanno però un carattere amatoriale nel suono, che denota quindi la povertà dei mezzi di registrazione.
Sono riuscito a prendere contatto con un musicista dei Gherol Besy, Massimo Bizzo, che ora vive nei Paesi Bassi: vi riporto qui i suoi ricordi
I Gherol Besy

Di colpo mi riporti indietro nel tempo: avevo 18 anni quando entrai a far parte della band.
L'inizio è stato un po' complicato perché loro erano bravi musicisti con esperienza ed io un esordiente che fino ad allora cantava le musiche che scriveva.
Dopo un po di prove l'avventura Gherol Besy ebbe inizio: per me fu un esperienza fantastica fatta di momenti esaltanti e di scelte difficili. Sono ancora in contatto co i fondatori della band Renato Brocche e Bruno Rizzieri che vivono nel Biellese e con George Montagner, il cantante che io avrei dovuto sostituire.
L'esperienza Gherol durò quattro anni: i primi due abbiamo suonato dal Piemonte alla Sicilia, poi la svolta quando decidemmo di accettare l'offerta di Perez Prado.Re del mambo.
Con lui imparai come si lavorava in teatro e nelle grandi feste di piazza al Sud.
Dopo due anni di serate e concerti, un 45 giri scritto da me su un idea di Prado - "Barugio barugio" - decisi di lasciare la band e mettermi in gioco come solista e qui comincia tutta un altra storia.
Da anni vivo in Olanda dove ancora oggi canto, scrivo e porto avanti la mia vita tra arte e famiglia: due figli, una moglie Olandese, un grosso cane Vangi, tanti amici e tanti tanti bei ricordi.
Dopo che lasciai la band i Gherol provarono ancora con altri musicisti, ma dopo pochi mesi tutto finì e ognuno seguì la propria strada, chi nella musica, chi nell'insegnamento, chi nel commercio.
Spero di essere stato utile alla tua ricerca.



LATO A

1) Vanna - A mani vuote (Miki Del Prete-Ricky Gianco)
2) Paolo - Oggi (Paolo Tomalino)

LATO B

1) Luciana - Anche se (Gino Paoli)
2) Giorgio - Pietà (Piero Soffici)

lunedì 1 luglio 2013

Loredana Faby - Non amo che te/Resta qui (1965)












Loredana Faby (pseudonimo di Loredana Favaretto) è una di quelle cantanti degli anni '60 di cui si hanno pochissime notizie, e che hanno avuto una carriera molto breve: torinese, incide per la Cromaphon, piccola etichetta che aveva sede a Torino in via Benevento 34.
Quello che presentiamo nel post di oggi sicuramente non è il suo primo 45 giri: infatti abbiamo trovato su "Stampa Sera" la notizia di un altro disco pubblicato a ottobre del 1964 per la stessa etichetta.
Ad aprile come potete vedere vengono pubblicizzate alcune sue esibizioni dal vivo con il complesso V.R.5, di cui non sappiamo nulla (ma che immaginiamo essere torinese): da notare come il suo nome sia più in evidenza rispetto a quello di Lauzi, che nello stesso giorno si esibiva in un altro locale e che era evidentemente più noto (tra l'altro aveva appena partecipato a Sanremo).
Nello stesso mese la Faby partecipa al "Festival Cento Torri", noto anche come "Festival di Chieri", che era noto a livello regionale e che aveva proprio la Cromaphon tra i promotori-organizzatori.
Qualche mese dopo infine troviamo la Faby al "Festival di Ancona" (su cui potete trovare qualche informazione in più in questo sito ), abbastanza noto a livello nazionale, in cui nella prima edizione si era messo in luce Adriano Celentano; a seguito di questa partecipazione ha anche un'apparizione televisiva....e questa è l'ultima notizia su di lei che abbiamo reperito.
Passando ora alle canzoni,  "Non amo che te" è una canzone orecchiabile e ben arrangiata, che però ricorda un po' lo stile che andava di moda due anni prima: ormai nel 1965 stava prendendo piede il beat con le nuove sonorità provenienti da oltremanica e da oltreoceano, ed in questo senso la canzone era sicuramente un po' fuori tempo, pur essendo comunque gradevole.
Mentre in SIAE il testo è firmato da Carmelo Alessi e la musica da Guido Bassetti e Alfonso Corsini, sull'etichetta non appare il nome di quest'ultimo e vi è due volte quello di Alessi.
Quest'ultimo è un compositore e paroliere calabrese, di Taurianova, titolare della casa discografica Colossal e delle edizioni musicali Bruzia; più noto Alfonso Corsini, fiorentino nato nel 1928, che ha usato spesso nella sua carriera lo pseudonimo "Agicor" e che, titolare di un negozio di dischi a Firenze e collaboratore di Carlo Alberto Rossi (come distributore in Toscana della casa discografica CAR Juke-Box), ha iniziato la carriera di compositore nel 1956.
Rodolfo Cirio nel 2006
"Resta qui" è invece di Gennaro Vassallo per il testo (con sull'etichetta lo pseudonimo Vassagen) mentre la musica è di Aldo Tonini; si tratta di un 3/4 orecchiabile.
Loredana Faby nel 2006
In entrambe le canzoni, l'orchestra è quella di Rodolfo Cirio: quest'ultimo è un personaggio interessante, perché era stato musicista dell'Orchestra della Rai (violinista e pianista), dopodichè aveva fondato il complesso Les Douphins con cui aveva suonato in tutto il mondo; negli anni '70 Rodolfo Cirio (tipico cognome piemontese, come si sa) si dedicherà alla radiofonia, e fu il fondatore di Radio Stereo Piemonte, di cui una delle voci principali sarà proprio la Favaretto, diventata nel frattempo la moglie del musicista.
Lo stile della Faby in queste due canzoni, entrambe con l'orchestra di Rodolfo Cirio, può far venire in mente la sua più illustre concittadina Rita Pavone.

1) Non amo che te (Carmelo Alessi-Guido Bassetti-Alfonso Corsini)
2) Resta qui (Gennaro Vassallo-Aldo Tonini)