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sabato 17 ottobre 2015

Claretta - Fuoco di paglia/Dimmelo piano (1967)












Quando nel 2013 abbiamo presentato il post su Ella Cellaro, avevamo raccontato che domenica 11 settembre 1966 a Sanremo si era svolta la serata finale dela prima edizione del Canteuropa, una manifestazione canora ideata da Ezio Radaelli sulla falsariga del Cantagiro; oltre alle esibizioni dei vari big (Bobby Solo, la Cinquetti, Modugno, la Pavone, i Rokes, Mario Zelinotti ed altri) nella stessa sera si erano svolte le fasi finali di un concorso per voci nuove (uno dei tanti che in quel periodo si tenevano in Italia) organizzato dalla Ciak-Set di Sanremo con nove cantanti scelti dalla commissione presieduta dal celeberrimo Maestro Pippo Barzizza: la giuria composta da alcuni giornalisti scelse i vincitori.
Tra i partecipanti vi sono anche due ragazzine tredicenni: Claretta, di Diano Marina, scoperta da Giorgio Santiano, ed Ella Cellaro di Torino: in realtà anche Clara Bracco (questo il vero nome di Claretta) era nata a Torino, ma si era trasferita da piccola con la famiglia nella località dell'Imperiese, dove Santiano, come abbiamo raccontato in un post a lui dedicato, si esibiva nella Taverna Fieramosca, di proprietà della zia di Alberto Fortis, Dina.
E nella copertina di questo disco, il primo inciso da Claretta per la Kansas di Domenico Serengay, potete osservare com'era il lungomare di Diano Marina nel 1967, con sullo sfondo San Bartolomeo del Cervo, l'odierna San Bartolomeo al Mare, e sulla destra Cervo Ligure; inoltre in basso a sinistra c'è un adesivo pubblicitario della Taverna Fieramosca, definita "Night club".
Passiamo ora alle canzoni: "Fuoco di paglia" è una canzone ritmata, con un sax che segue la melodia del cantato ed un testo d'amore, mentre "Dimmelo piano" è invece più lento, con un inizio con la chitarra arpeggiata sugli accordi dell'organo; complessivamente meno interessante rispetto al lato A.
La voce della giovanissima Claretta è ben impostata, anche se si sente che è ancora giovane e un po' immatura: ma con altri mezzi discografici, chissà, avrebbe potuto essere una Nada (di cui, del resto, è coetanea) con qualche anno di anticipo.
Per concludere, a fianco pubblichiamo un trafiletto su Claretta tratto dalla rivista "Giovani" (n° 19 dell'11 maggio 1967, pagina 61) ed una piccola intervista che abbiamo realizzato all'autore dei testi delle due canzoni, il poliedrico Claudio Nobbio e che alleghiamo in basso.

1) Fuoco di paglia (Claudio Nobbio-Giorgio Santiano)
2) Dimmelo piano (Claudio Nobbio-Giorgio Santiano)


INTERVISTA A CLAUDIO NOBBIO


Come è iniziata la sua attività come paroliere?

Tutto nasce a Diano Marina, poco dopo il 1960: io ero direttore all'hotel Palace e Giorgio Santiano era sia caporchestra che socio al dancing Fieramosca, il locale principale della cittadina, dove Alberto Fortis da ragazzino ha iniziato a cantare e a suonare la batteria, essendo nipote della socia di Santiano, Dina Fortis.
Sicuramente Alberto ha materiale su Santiano ed anche foto...iniziai quindi a collaborare con Giorgio scrivendo i testi sulle sue musiche.
 

Santiano aveva avuto proprio nel 1960 un buon successo con "Auf Wiedersehen a Diano Marina"...

Certo, direi un grosso successo, visto che era entrato anche in classifica.
"Auf Wiedersehen a Diano Marina" era vendutissimo, in particolare ai tedeschi, che invadevano la riviera ligure in quegli anni: la cantava Paolo Comorio, personaggio interessante, che aveva lavorato con Santiano sulle navi con la sua orchestra.
Giorgio poi decise di produrre i suoi dischi con la Artis, una sua etichetta, perchè ci guadagnava molto di più che con la Fonit-Cetra: Giorgio aveva a Pinerolo un fratelllo che era titolare di un negozio di musica e di strumenti musicali, e questo ne divenne la sede.
 

E come continuò la sua attività?

Premetto che fu sempre un'attività, pur piacevole e comunque con cui avevo anche qualche incasso, che non divenne mai il mio lavoro: infatti continuavo a lavorare nel settore alberghiero nella Riviera di Ponente, inoltre collaboravo con il "Casinò" di Sanremo, all'Ufficio Stampa,  e scrivevo su "l'Eco della Riviera" (sono giornalista pubblicista).
Tramite Santiano conobbi Domenico Serengay. che era torinese (e per questo amico dei piemontesi, a cui faceva incidere parecchi dischi) ma la sua Kansas era a Milano in Galleria del Corso: in breve, scrivemmo canzoni per altri artisti dell'etichetta.
Avevo conosciuto sempre a Diano Mario Scrivano di Pinerolo, con cui anche lavorai parecchio; ora ci siamo persi di vista, saranno almeno quindici anni che non lo vedo più. Scrivano aveva una piccola band e scriveva delle bellissime musiche: ci si trovava o a Diano o a Pinerolo, dove avevamo un grande amico pittore, Mario Borgna, che poi è diventato molto famoso.
In pratica questo gruppo, Santiano, Scrivano ed altri come Sergio Nanni, che era il caporchestra del Casinò di Sanremo (in cui suonava anche Nicolò Corsale, che era un bravo compositore), Piero Lanteri che aveva una sua orchestrina giovane, suonava d'estate al Fieramosca e d'inverno ci si trasferiva tutti al Sestriere, dove Giorgio ed io avevamo aperto un dancing, il Paips, ispirato al Piper e che abbiamo gestito insieme per un po' di anni, e si suonava lì.
Lanteri tra l'altro è poi diventato un grosso dirigente della Costa Crociere, e credo che abbia molto materiale del periodo.
 

Ritornando alle canzoni, quali ricorda in particolare tra quelle scritte?

Ce ne sono molte, ma voglio ricordare una che avevamo scritto Scrivano ed io per Armando Stula e Maria Sole: si intitolava
"Le rondini bianche" ed era stata scritta in onore di Martin Luther King quando fu ammazzato nel 1968, e per la quale si ebbi anche una lettera dal papa Paolo VI.
Armando Stula ci fece un disco (inserendo la sua firma come autore) e si fece una grande pubblicità sui rotocalchi dell'epoca.
Poi ci sono quelle scritte con Scrivano ed incise nei suoi dischi, poi quelle scritte con Giorgio per Claretta, che era una ragazzina di Diano, amica di famiglia di Fortis.
 

Come mai ha poi interrotto questa attività?

Io non ho mai smesso di scrivere: ora pubblico libri, ne ho scritto uno raccontando la storia di John Martin, il trombettiere del generale Custer, che era un italiano, Giovanni Martini, insieme a David Riondino che ha ottenuto un certo successo, altri ne ho scritti con Staino, il disegnatore di Bobo, libri di storia locale ligure, uno su Dolceacqua...poi ho scritto poesie, mi sono dedicato alla pittura, insomma ho fatto un po' di tutto ma ricordo con nostalgia quel periodo e quelle persone, purtroppo molti come Borgna o Santiano non ci sono più.


martedì 4 marzo 2014

Paolo Comorio - Il soldato/Una valle-Un richiamo-Una preghiera (1964)













Di Paolo Comorio avevamo parlato presentando due 45 giri di Giorgio Santiano: il maestro pinerolese (ma adottato da Diano Marina) lo ritroviamo anche in questo disco di Comorio (inciso con il gruppo beat dei 55 Springs), di cui Santiano è autore delle musiche.
I testi sono invece di Tito Orbecchi, sconosciuto paroliere piemontese: per fortuna ci viene in soccorso la copertina di questo disco, che sul retro ha alcune notizie biografiche e ci informa che è nato il 26 febbraio 1911 a Villafranca Piemonte, e questo dovrebbe essere il suo primo disco inciso come autore.
Il brano sul lato A, "Il soldato", è una canzone antimilitarista con una musica in stile beat e la batteria che risulta in evidenza sugli altri strumenti.
Sul retro un lento con la chitarra elettrica in evidenza e un organo che accompagna il cantato; il testo è d'amore, tutto sommato abbastanza banale.
Il disco è pubblicato dalla Artis, etichetta di proprietà di Santiano.

1) Il soldato (Tito Orbecchi-Giorgio Santiano)
2) Una valle-Un richiamo-Una preghiera (Tito Orbecchi-Giorgio Santiano)

venerdì 14 giugno 2013

Giorgio Santiano, canta Paolo Comorio - Basta con le donne/Non parlar (1961)













Ritorniamo, dopo due anni, a parlare del complesso di Giorgio Santiano, il musicista pinerolese di "Auf Wiedersehen a Diano Marina" , con alla voce solista Paolo Comorio, presentando un disco di poco successivo a quello del post precedente a lui dedicato e di cui, purtroppo, non ho la copertina.
Mentre la matrice del lato A è datata è datata 3 novembre 1960, il retro ha la data del 28 dicembre, per cui è presumibile che il disco sia stato pubblicato i primi giorni del nuovo anno.
Passando alle canzoni, "Basta con le donne" è un rock'n'roll che suona molto moderno: Paolo Comorio, che è anche l'autore del testo, durante l'assolo centrale di sax, si scatena anche in una serie di urletti degni di un "Little Richard di Pinerolo"....!
Più melodica invece "Non parlar", il classico lento terzinato con un testo d'amor: il testo è di un certo Trombotto, di cui non sappiamo nulla; il brano, peraltro, non risulta depositato in SIAE:

1) Basta con le donne (Paolo Comorio-Giorgio Santiano)
2) Non parlar (Trombotto-Giorgio Santiano)


sabato 5 maggio 2012

Mario Scrivano - Miserere per Praga/Biafra (1969)












Torniamo a parlare del cantautore pinerolese, di cui recentemente abbiamo postato l’album “Ho imparato a morire”, con questo 45 giri con due brani con tematiche politiche su argomenti attuali all’epoca che oggi, probabilmente, pochi ricordano: la primavera di Praga e la guerra in Biafra, regione secessionista della Nigeria.
Miserere per Praga” inizia con un organo classicheggiante, e prosegue con una melodia triste che mi fa venire in mente certe canzoni di Adamo; “Biafra” è invece più ritmata, con le tipiche sonorità beat che nel 1969 erano già un po’ fuori tempo.
In entrambi i brani Scrivano è accompagnato dal complesso “Rinaldo e i Quattro Assi”, di cui non ho alcuna informazione; il produttore è Claudio Nobbio, autore dei testi in collaborazione con i fratelli Serengay (i cui nomi non sono riportati nell’etichetta), mentre le musiche sono di Scrivano in collaborazione con Giorgio Santiano.
Nelle etichette, di colore rosso e non arancione come in genere quelle della Kansas, i due lati sono invertiti.

1) Miserere per Praga (Domenico Serengay-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano)
2) Biafra (Giorgio Serengay-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano)

giovedì 2 febbraio 2012

Mario Scrivano - Ho provato a morire (1969)












Dopo il lavoro di Herbert Pagani, oggi parliamo di un altro album pubblicato nello stesso periodo, anche se questa è forse l'unica cosa in comune che hanno i due lavori: il primo album inciso da Mario Scrivano.
Dopo aver presentato alcuni 45 giri del cantautore pinerolese, finalmente ci occupiamo del suo 33 giri, intitolato “Ho provato a morire”, dal brano di cui abbiamo parlato qualche tempo fa; oltre a questo, nel disco sono raccolti anche le altre canzoni pubblicate su 45 giri, ed inoltre altre (come “I miei amici” o “Dimenticar”) verranno pubblicate in seguito.
Lo stile è comunque quello che abbiamo già conosciuto nei dischi precedenti, basato su costruzioni melodiche non banali ed arrangiamenti con in evidenza il sax e l’organo; molte banalità invece in quasi tutti i testi, tutti d’amore.
Da citare “E’ la solita storia”, “Dimentica me” e l’intensa “Dimenticar”.
Come al solito, quando si parla di dischi pubblicati dalla Kansas, ci sono discrepanze tra gli autori scritti sull’etichetta e quelli risultanti dal deposito SIAE: sono comunque presenti nomi noti come Franco Zauli, Vic Nocera, Barimar, Claudio Nobbio, i fratelli Serengay, Giorgio Santiano.....ed a proposito di Santiano: indovinate in quale notissima spiaggia della Liguria è stata scattata la foto di copertina?
Ovviamente a Diano Marina....

LATO A

1) Ho provato a morire (Domenico Serengay-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Alfonso Corsini-Franco Zauli)
2) Sole in città (Giorgio Serengay-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano-Mario Barigazzi)
3) E' la solita storia (Domenico Serengay-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Franco Zauli)
4) Dimentica me (Domenico Serengay-Vic Nocera-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Franco Zauli-Mario Barigazzi)
5) Il ritorno (Giorgio Serengay-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Franco Zauli)
6) Se tu sapessi amare (Giorgio Serengay-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano-Mario Barigazzi)

LATO B

1) I miei amici (Claudio Nobbio-Mario Scrivano)
2) Rido (Giorgio Serengay-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano-Mario Barigazzi)
3) Maria (Giorgio Serengay-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano-Mario Barigazzi)
4) Grazie amore ((Domenico Serengay-Vic Nocera-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Franco Zauli)
5) Dimenticar (Giorgio Serengay-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Franco Zauli-Mario Barigazzi)
6) Come il vento (Giorgio Serengay-Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Franco Zauli-Mario Barigazzi)

lunedì 2 gennaio 2012

Mario Scrivano - Ho provato a morire/Sole in città (1969)












Ritorniamo a parlare del cantautore pinerolese Mario Scrivano presentando questo 45 giri che la Kansas pubblicò l’8 ottobre 1969.
Di una canzone in realtà avevamo già parlato: si tratta di “Sole in città”, che era stata già incisa da Scrivano come retro di “Lido di Andora”; questa nuova incisione è decisamente più riuscita dal punto di vista tecnico, per via dei mezzi a disposizione della Kansas, superiori sicuramente a quelli della piccola Artis, ed è arrangiata come un rhythm’n’blues..
“Ho provato a morire”, la canzone sul lato A, presenta una delle solite incongruenze della Kansas: infatti l’etichetta attribuisce il brano a Serengay e Scrivano, ma nel deposito SIAE ad essi sono da aggiungere Claudio Nobbio come paroliere e Franco Zauli e Alfonso Corsini come compositori delle musiche.
La melodia risente di certe sonorità del periodo un po’ alla Procol Harum, con il sax in evidenza nell’assolo centrale.

1) Ho provato a morire (Domenico Serengay-Claudio Nobbio-Franco Zauli-Alfonso Corsini-Mario Scrivano)
2) Sole in città (Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano)

domenica 9 ottobre 2011

Mario Scrivano - Promesse/Amerò (1967)












Il primo 45 giri di Mario Scrivano per la nuova etichetta, la Kansas, contiene una canzone nuova, “Promesse”, ed una re incisione di “Amerò”, brano che era stato inciso poco prima per la Saphir.
Di quest’ultimo brano abbiamo già parlato nel relativo post, aggiungiamo solo che questa versione ricalca nell’arrangiamento la precedente.
“Promesse”, il brano inedito, è scritto da Giorgio Santiano per la musica, mentre il testo è del paroliere ligure Claudio Nobbio (qui potete vedere la sua pagina)
Accompagna il cantautore pinerolese il complesso “The 55 Springs”.

1) Promesse (Claudio Nobbio-Giorgio Santiano)
2) Amerò (Kaskàt-Mario Scrivano-Giorgio Santiano)

sabato 13 agosto 2011

Mario Scrivano - Lido di Andora/Sole in città (1965)













Prima di ferragosto continuiamo con le nostre "canzoni turistiche" e, dopo Diano Marina con Giorgio Santiano e Riccione con Franco Franchi, eccoci nuovamente in Liguria, e più precisamente ad Andora, con Mario Scrivano, cantante e compositore pinerolese di cui abbiamo già parlato nel blog.
In “Lido di Andora” c'è, in realtà, nuovamente lo zampino di Giorgio Santiano, artista che evidentemente amava molto la riviera ligure di ponente, e che ha scritto la musica dei due brani in collaborazione con Scrivano, mentre Claudio Nobbio, spesso collaboratore di Santiano, è l'autore dei testi.
La canzone sul retro, “Sole in città”, verrà reincisa da Scrivano nel 1969 per il suo album inciso per la Kansas (e questa versione è presente come bonus nel post di oggi)
Il disco è pubblicato dalla Artis, etichetta piemontese, ed attribuito a Mario Scrivano e ''l'Ekimen'', probabilmente il nome del gruppo di accompagnamento.
Non è riportata la data, ma presumibilmente deve risalire al 1964 o 1965: Scrivano infatti in seguito incide per la Saphir e poi per la Kansas.

1) Lido di Andora (Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano)
2) Sole in città (Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano)
3) Bonus track: Sole in città - versione 1969 (Claudio Nobbio-Mario Scrivano-Giorgio Santiano)

venerdì 29 luglio 2011

Giorgio Santiano - Auf Wiedersehen a Diano Marina


 "Son finite le vacanze", come cantava Rita Pavone...e dal 1975 per me la parola vacanza coincide con San Bartolomeo al Mare, ridente paese in provincia d'Imperia, attaccato a Cervo e a Diano Marina...per questo motivo il post di oggi è dedicato ad una canzone ambientata a Diano. In realtà questa sarà la prima di una piccola serie di post dedicati a luoghi turistici, da Andora a Riccione, che verranno pubblicati nelle prossime settimane, in alternanza con altri di argomento diverso.
Ma torniamo a Diano Marina: come molti sanno, questa cittadina ha dato il titolo ad una canzone di Bruno Lauzi, ma due decenni prima, nel 1960, era già stata inserita nel titolo di un brano di Giorgio Santiano, intitolato appunto "Auf  Wiedersehen a Diano Marina".
Giorgio Santiano era un musicista di Pinerolo, che aveva però studiato a Torino al Conservatorio Giuseppe Verdi, come potete leggere nell'articolo di Stampa Sera pubblicato nel 1960 e riprodotto qui a destra (dove viene citato anche un altro musicista piemontese citato dal blog, Giovanni Rosaclot): nello stesso articolo viene ricordata anche la canzone "Auf  Wiedersehen a Diano Marina", pubblicata su 45 giri dalla Cetra (la data sul vinile è 12 luglio 1960).
Sul retro "Amore e rock", scritta come il lato A da Santiano; la voce solista in entrambe le canzoni è di Paolo Comorio.
Tre anni dopo "Auf  Wiedersehen a Diano Marina" venne reincisa dal gruppo di Santiano su un 45 giri pubblicato dalla piccola etichetta piemontese Artis; in questo caso la data sul vinile è 20 febbraio 1963.
La registrazione mi pare differente, anche se l'arrangiamento è simile; la voce è sempre quella di Comorio, anche sulla canzone sul retro, "Buonanotte Monaco" (di Baviera, e non l'omonimo principato).
Sul retro di copertina è possibile vedere un'immagine di Giorgio Santiano con i musicisti del suo complesso.
Per la Artis incise anche Mario Scrivano, di cui ci siamo già occupati su questo blog (e di cui ci occuperemo ancora), e che collaborò anche con Santiano.
Concludiamo con un ricordo di Alberto Fortis, che sin da bambino frequentò ogni anno Diano Marina in vacanza, riportato nella sua autobiografia "Al, che fine ha fatto Yude?", pubblicata nel 2009 da Aliberti, alle pagine 42 e 43: "...i concerti nel locale di mia zia Dina, la taverna Fieramosca, che esiste tuttora, gestito da lei e dal maestro Giorgio Santiano con la sua orchestra, molto conosciuta a Diano Marina, che negli anni sessanta accompagnò per una stagione intera Lucio Battisti, alla vigilia del suo boom discografico. Giorgio Santiano era un musicista preparatissimo, diplomato al Conservatorio, con grande passione per la musica americana, jazz, orchestrale. Fu lui a trascrivere in musica la mia prima melodia, intitolata "E' forse vita", al pianoforte, diventata poi il mio secondo album "Tra demonio e santità". Un pianista che mi sono bevuto quando, seduto dietro al palcoscenico del Fieramosca, lo osservavo con ammirazione nelle sue performance: una grande scuola!".

1) Auf  Wiedersehen a Diano Marina
2) Amore e rock
3) Auf  Wiedersehen a Diano Marina
4) Buonanotte Monaco