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domenica 23 agosto 2015

Rita Pavone - Otra vez Rita (1964)













Come forse sapete, oggi Rita Pavone compie settant'anni: tra chi segue il blog c'è un parente molto stretto della cantante, speriamo che non sia in vacanza, e che possa far arrivare alla zia i nostri auguri.
Pel di Carota è una delle cantanti italiane più famose nel mondo, e sicuramente è, con Umberto Tozzi, uno dei due torinesi che hanno portato il nome della nostra città ai vertici delle hit parade di tutti i continenti, quindi abbiamo pensato di presentare uno dei suoi numerosi dischi pubblicati all'estero, un album del 1964 intitolato "Otra vez Rita" (credo che in spagnolo significhi "Un'altra volta Rita").
Questo LP è la versione argentina del secondo 33 giri pubblicato dalla Pavone, "Non è facile avere 18 anni", da cui però differisce, a parte per la copertina, per la sostituzione di "Bianco Natale", terza traccia del lato B, con "Datemi un martello", canzone che viene inserita all'apertura dello stesso lato (con qualche cambiamento quindi nella scaletta).
"Datemi un martello", versione di "If I had a hammer" di Pete Seeger (ma il testo di Migliacci non ha nulla da spartire con quello originale), era d'altronde stato pubblicato su 45 giri poco tempo dopo l'uscita italiana dell'album.
La maggior parte di queste canzoni sono molto note: "Non è facile avere 18 anni", "Son finite le vacanze", "Cuore" (cover di "Heart", successo di Wayne Newton), "Ti vorrei parlare" (scritta da Roberto Ferrante) e "Che m'importa del mondo" sono state pubblicate su 45 giri, mentre "Se fossi un uomo" è la versione italiana di un brano,  "Wenn Ich Ein Junge War", che la Pavone aveva inciso in Germania nel 1963 su un 45 giri, arrivato al secondo posto della classifica tedesca dei dischi più venduti; la canzone in originale è firmata da Rudolf Günter Loose per il testo e da Heinz Bucholz, che è uno pseudonimo del direttore d'orchestra Werner Muller, per la musica.
Vi sono poi alcuni inediti di cui uno scritto da Gianni Meccia, "Non c'è un po' di pentimento" (che però in SIAE risulta depositata anche, per la musica, da Enrico Polito).
Pelleschi, che firma la musica di "Son finite le vacanze", è lo pseudonimo di Mario Cantini.
Tra le cover è presente anche una, con testo in italiano, di "On the sunny side of the street" (celebre canzone incisa anche da Louis Armstrong); Gagis, il traduttore, è lo pseudonimo di Giuseppe Gallazzi, titolare delle edizioni musicali Francis Day; "Somigli ad un'oca" è invece "Your baby's gone surfin" di Duane Eddy.
Luis Enriquez Bacalov, autore di tre canzoni, si occupa degli arrangiamenti e dirige l'orchestra, tranne in "Se fossi un uomo", in cui è diretta da Werner Muller (poichè la base è la stessa dell'originale tedesco).
Al disco partecipano i 4+4 di Nora Orlandi.


LATO A

1) Non è facile avere 18 anni (Andreea Bernabini)
2) Somigli ad un'oca (Franco Migliacci-Duane Eddy-Lee Hazlewood)
3) Ti vorrei parlare (Carlo Rossi-Roberto Ferrante)
4) Se fossi un uomo  (Carlo Rossi-Heinz Bucholz-Rudolf Günter Loose-Werner Müller)
5) Quando sogno (Gagis-Dorothy Fields-Jimmy McHugh)
6) Cuore (Carlo Rossi-Cynthia Weil-Barry Mann)

LATO B

1) Datemi un martello (Sergio Bardotti-Lee Hays-Pete Seeger)
2) Son finite le vacanze (Carlo Rossi-Pelleschi)
3) Che m'importa del mondo (Franco Migliacci-Luis Enriquez Bacalov)
4) Non c'è un po' di pentimento (Gianni Meccia)
5) Sotto il francobollo (Carlo Rossi-Luis Enriquez Bacalov)
6) Auguri a te (Carlo Rossi-Luis Enriquez Bacalov)


venerdì 22 marzo 2013

Enzo Jannacci - La mia gente (1970)












Recentemente sono stati ristampati in cd i quattro album di Jannacci incisi per l'Ultima Spiaggia dal 1975 al 1979; mancano però ancora all'appello molti LP, in particolare quelli del periodo Jolly e quelli incisi per la ARC e l'RCA, come il disco che presentiamo oggi, "La mia gente", pubblicato a marzo del 1970 e prodotto da Nanni Ricordi.
Il 33 giri è costituito tutto da canzoni inedite (tranne "Gli zingari", canzone che Jannacci aveva presentato a Canzonissima e che era stata già pubblicata su 45 giri l'anno precedente come retro di "Il terzino d'Olanda") ed è uno dei più interessanti del cantautore milanese, con alcuni piccoli capolavori quali "Il duomo di Milano", ingiustamente dimenticata.
"Il dritto", con musica scritta da Nando De Luca e con la collaborazione al testo di Anita Parenzo, verrà reincisa anni dopo nell'LP "Ci vuole orecchio" e da Milva nell'album "La rossa"; è una canzone in cui emerge la sarcastica rassegnazione al fato (il protagonista finisce la sua vita in un incidente d'auto contro un muro, ma la musica che accompagna il triste testo è allegra e ritmata). 
"E la marcia va" è uno dei brani, non inciso prima, dello spettacolo 22 canzoni, scritto da Fo e Jannacci e presentato dal cantautore nel 1965, mentre "El carrete" e "Il piantatore di pellame" sono state scritte insieme a Cochi e Renato (che le incideranno in seguito, e durante alcune partecipazioni televisive sono state eseguite dai tre insieme), e sono le due canzoni più nonsense dell'intero disco.
Altro brano divertente è "Il metrò" (poi inserito nel 1974 nella ristampa di "Vengo anch'io. No, tu no"): sia il testo, sia la musica de "Il metrò" sono di Bruno Lauzi, che la incise con il titolo "Sul metrò".
Completano il disco le due canzoni incluse, in versioni leggermente diverse, nel relativo 45 giri "Mexico e nuvole" e "Pensare che...", pubblicato poco tempo dopo: la musica di "Mexico e nuvole" è attribuita da tutti a Paolo Conte, ma se si verifica nel sito SIAE si vedrà che è invece firmata dal fratello Giorgio e dal musicista astigiano Michele Virano.
Gli arrangiamenti sono curati da Nando De Luca, tranne "Il duomo di Milano", "70 persone" e "La mia gente", arrangiata da Luis Enriquez Bacalov, e "Gli zingari", curata dallo stesso Jannacci.

LATO A

1) Maria me porten via (Enzo Jannacci)
2) Il dritto (Enzo Jannacci-Anita Parenzo-Nando De Luca)
3) E la marcia va (Dario Fo-Enzo Jannacci)
4) Il duomo di Milano (Enzo Jannacci)
5) Il metrò (Bruno Lauzi)
6) 70 persone (Enzo Jannacci)

LATO B

1) Pensare che... (Enzo Jannacci)
2) La mia gente (Enzo Jannacci)
3) El carrete (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)
4) Gli zingari (Enzo Jannacci)
5) Il piantatore di pellame (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)
6) Mexico e nuvole (Vito Pallavicini-Giorgio Conte-Michele Virano)

domenica 9 settembre 2012

Riccardo Del Turco - Tanto non vinco mai (1973)


Pubblicato ad ottobre del 1973, “Tanto non vinco mai” di Riccardo Del Turco è uno dei miei album preferiti di musica italiana: all’epoca della sua uscita passò più o meno inosservato, ma se venisse pubblicato oggi un disco del genere sicuramente verrebbe osannato dalla critica.
Le canzoni infatti sono curate sia musicalmente (con molti influssi sudamericani, visto l’amore che Del Turco ha verso quel tipo di sonorità sin dai tempi di “Figlio unico”) sia nei testi, scritti da Alessandro Bencini: come mai quindi all’epoca la critica musicale non si accorse del valore del disco?
Probabilmente penso che la quasi totalità dei critici identificasse il cantautore fiorentino con “Luglio” e quindi, sbagliando, con i cosiddetti tormentoni estivi, non accorgendosi peraltro che “Luglio” era una signora canzone che, come ha fatto giustamente notare Franco Zanetti nella scheda sul brano pubblicata in “Da Mameli a Vasco – 150 canzoni che hanno unito gli italiani” (Coniglio editore, 2011), non ha la classica suddivisione strofa-ritornello ma ha una struttura a ballad e con un testo non banale ma anche ricercato (versi come “luglio si veste di novembre” o vocaboli come “abbaglio”)….poi, forse, anche il carattere schivo di Del Turco ha avuto la sua parte.
Passando alle canzoni, quella che apre il disco da anche quasi il titolo all’album (con la sola assenza del pronome “io”), e potrei dire che l’ho adottata come inno: le situazioni descritte nelle tre strofe si adattano alla perfezione alla mia vita…la musica è una samba ben arrangiata e il testo è ironico e ben scritto, e prende in giro un atteggiamento pessimista e rinunciatario tipico degli italiani.
“Tanto io non vinco mai” è stata anche pubblicata su due 45 giri, con due retri diversi: “L’appartamento” (PM 3732) e “La musica sta arrivando” (PM 3733), entrambi tratti da questo disco; “L’appartamento” è una canzone acustica che traendo spunto dall’abbandono di un appartamento monovano al sesto piano racconta in realtà delle difficoltà di una storia d’amore.
“Camminando camminando” ha tra gli autori sull’etichetta e in copertina la firma di un tal Nannucci, assennte nel deposito SIAE; in un’altra canzone di Del Turco precedente di qualche anno “Nannucci” era lo pseudonimo usato da Giorgio Antola…può essere possibile che abbia in qualche modo collaborato anche alla musica di questa canzone senza però firmare il deposito? La canzone comunque racconta (nuovamente su un ritmo sudamericano) la rinuncia alla proprietà privata dei beni (ma non nell’amore).
“Quando è sera” è una canzone malinconica che ricorda alcune cose del cognato di Del Turco, Sergio Endrigo, mentre “E la musica sta arrivando” è invece ritmata ed allegra.
Molto moderno è l’arrangiamento di “Il tranquillante”, con un inizio basato sulle percussioni e sul pianoforte ed una ritmica nuovamente latinoamericana che accompagna un testo ironico.
La canzone successiva “Siamo diventati tutti buoni” è invece attuale per il testo, sicuramente più oggi in epoca di buonismo dilagante che nel 1973, anche se, ascoltando le parole con attenzione si coglie perfettamente la satira sociale sul modo di affrontare problemi come la povertà o la situazione degli anziani.
“Sandra mia”, che racconta di un amore con una forte differenza di età, è a mio parere la canzone più debole del disco (ed è anche distante come atmosfere musicali dagli altri brani).
Conclude il disco la bella “E la vita va”, riflessione sull’esistenza.
Gli arrangiamenti sono curati da Renato Serio, tranne che per “Il tranquillante” e “Sandra mia”, che sono arrangiate da Luis Enriquez Bacalov, anche coautore delle due musiche nonché produttore del disco; da ricordare anche la presenza di Roberto Rosati come assistente musicale (negli anni seguenti chitarrista per De Gregori e Baglioni)..
Ovviamente nessuno si sogna minimamente di ristampare questo album in CD…

LATO A

1) Tanto io non vinco mai (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
2) L’appartamento (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
3) Camminando camminando (Alessandro Bencini-Nannucci-Riccardo Del Turco)
4) Quando è sera (Alessandro Bencini-Luis Enriquez Bacalov-Riccardo Del Turco)

LATO B

1) E la musica sta arrivando (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
2) Il tranquillante (Alessandro Bencini-Luis Enriquez Bacalov-Riccardo Del Turco)
3) Siamo diventati tutti buoni (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)
4) Sandra mia (Alessandro Bencini-Luis Enriquez Bacalov-Riccardo Del Turco)
5) E la vita va (Alessandro Bencini-Riccardo Del Turco)