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domenica 8 novembre 2015

Gli Uh! - Ho bisogno di te/Tu che ne sai (1976)













Dopo la pubblicazione dell'album con la Kansas, gli Uh! di fatto terminano l'attività, ed il solo Attilio Gili, il cantante e bassista, riutilizza il nome del complesso per un 45 giri pubblicato dalla Fonit-Cetra nel 1976.
Sono lontani i tempi di "Un lago blu", e le due canzoni presenti, "Ho bisogno di te" e "Tu che ne sai", sono due brani melodici scritti da Vic Nocera, con la collaborazione per le musiche di Achille Ovale, il papà di Vasso; leggermente meglio il terzinato "Tu che ne sai", ma in ogni caso entrambe le canzoni nel 1976 sono decisamente fuori tempo.
Il disco passa inosservato, e segna così la fine della carriera di Gili e del nome degli Uh, fino al ritorno del complesso negli anni '90.

1) Ho bisogno di te (Vic Nocera-Achille Ovale-Vic Nocera)
2) Tu che ne sai (Vic Nocera-Achille Ovale-Vic Nocera)

sabato 21 settembre 2013

Gli Uh! – Dormi qui/Più nessuno al campo (1972)

 










Nel 1972 i biellesi Uh! pubblicano il loro primo ed unico album, da cui viene estratta per il 45 giri la cover di “Stay with me” dei Faces, tradotta dal solito Domenico Seren Gay ed intitolata “Dormi qui”, un bel pezzo rock (e d'altronde l'originale è un grande brano).
Il periodo però non è più favorevole per le cover, come pochi anni prima, in cui praticamente quasi tutti i gruppi avevano la maggior parte del loro repertorio costituito da brani stranieri cantati in italiano: ormai con lo sviluppo del prog (che all'epoca era chiamato pop) i complessi italiani suonano solo materiale di propria composizione.
Sul lato B "Più nessuno al campo",  scritta da Vic Nocera e Giorgio Seren Gay per il testo (ma nell'etichetta il nome di quest'ultimo è assente) e da Franco Zauli e Alfonso Corsini, che si firma con lo pseudonimo “Agicor”; si tratta di una canzone lenta con le tipiche sonorità di quel periodo.
Un 45 giri piacevole che però passa inosservato e che segna la fine del complesso, che inciderà ancora un 45 giri per la Fonit-Cetra (anche se in realtà dei quattro componenti l'unico presente è il solo Attilio) per poi sciogliersi e ricostituirsi anni dopo.

1) Dormi qui (Stay with me) (Domenico Seren Gay–Ron Wood–Rod Stewart)
2) Più nessuno al campo (Vic Nocera–Giorgio Seren Gay–Alfonso Corsini–Franco Zauli)

domenica 16 settembre 2012

Gli Uh! - E' finita/Cieli azzurri (1968)












Il terzo ed ultimo 45 giri pubblicato dagli Uh! con la Moon Records, prima di passare alla Kansas, viene pubblicato nel marzo 1968 (la matrice riporta come data il 6 marzo) e contiene due cover.
“E’ finita” è “Fine time” di Spooner Oldham (riportato nel disco erroneamente come Oldam) ed Oscar Franck (che diventa Frank…), ed è un rhythm ‘n’ blues.
“Cieli azzurri” proviene invece dal repertorio dei Procol Harum, ed è la versione con il testo in italiano scritto da Paolo Limiti di “Something following me”, tratta dall’album di debutto del complesso inglese.
Romano Farinatti, con il consueto pseudonimo “Nat Romano”, dirige l’orchestra.

1) E' finita (Cristiano Minellono-Lindon Dewey Oldham-Oscar Eugene Franck)
2) Cieli azzurri (Paolo Limiti-Gary Brooker-Keith Reid)

giovedì 5 gennaio 2012

Gli Uh! – Addio sogni miei/Non sono solo (1970)












Continuiamo la carrellata sulla produzione discografica degli Uh!, giunta con oggi al quarto capitolo.
Il 45 giri che il complesso biellese pubblica nel 1970 si apre con una canzone scritta dal cantautore pinerolese Mario Scrivano, e nello sviluppo melodico è riconoscibile lo stile di questo musicista; gli Uh! lo arricchiscono con le tastiere e con la chitarra distorta.
Chitarra in evidenza anche nel retro, che è la cover di “I am the walrus” dei Beatles con il testo in italiano di Domenico Seren Gay, discografico del gruppo.
Sull’etichetta, come succede spesso per i dischi della Kansas, vi è un’incongruenza: in “Addio sogni miei” manca infatti la firma di Franco Zauli, presente invece nell’archivio Siae; inoltre Giorgio Seren Gay si firma con uno pseudonimo, Giessegi, che non è altro che l’acronimo delle sue tre iniziali.

1) Addio sogni miei (Giessegi – Vic Nocera – Mario Scrivano – Franco Zauli)
2) Non sono solo (I am the walrus) (Domenico Seren Gay – John Lennon – Paul McCartney)

giovedì 8 settembre 2011

Gli Uh! - Un brutto sogno/Una porta chiusa (1969)













Continuiamo la presentazione dei vari dischi incisi dagli Uh! con il secondo 45 giri del 1969.
“Un brutto sogno” è il lato A (anche se dalla copertina sembrerebbe il contrario, l’etichetta lo riporta così) ed ha una melodia in cui è riconoscibilissimo lo stile dell’autore, Mario Scrivano, mentre il testo è di Vic Nocera, il produttore del complesso; in Siae però risultano come autori anche Franco Zauli per la musica e Domenico Serengay per il testo.
“Una porta chiusa” è invece la cover di “House of four doors” dei Moody Blues (tratta dal loro terzo album “In Search of the Lost Chord”), con il testo in italiano di Domenico Serengay.
Entrambi i brani sono caratterizzati dall’organo hammond, molto in evidenza, e da atmosfere vicine al rock progressivo, anche se in forma embrionale.

1) Un brutto sogno (Vic Nocera-Domenico Serengay-Mario Scrivano-Franco Zauli)
2) La porta chiusa (Domenico Serengay-John Lodge)

venerdì 10 giugno 2011

Gli Uh! – Io non ti prego/Una notte matta (1969)












Dopo il passaggio alla Kansas ed il successo ottenuto con “Un lago blu”, il gruppo biellese ha l’opportunità di partecipare a “Un disco per l’estate 1969”; la denominazione viene però cambiata in “Attilio e gli Uh!”, sicuramente per mettere in evidenza, come si usava, il cantante Attilio Gili.
“Io non ti prego” è, però, un’occasione sprecata: la canzone, melodica e mielosa, è lontana dallo stile del complesso, e si classifica all’ultimo posto.
Molto meglio il lato B, “Una notte malata”, un rhythm and blues molto più congeniale per le loro sonorità.
Entrambe le canzoni sono scritte da Domenico Seren Gay, Giorgio Seren Gay e Laura Zanin per il testo e da Carlo Cordara e Franco Zauli per la musica; l’etichetta però presenta il cognome Seren Gay una volta sola.

1) Io non ti prego (Domenico Seren Gay, Giorgio Seren Gay, Laura Zanin, Carlo Cordara e Franco Zauli)
2) Una notte matta (Domenico Seren Gay, Giorgio Seren Gay, Laura Zanin, Carlo Cordara e Franco Zauli)

giovedì 10 febbraio 2011

Gli Uh! – Oh no, non credo-Se ci fossi tu (1967)












Originari di Biella, gli Uh! (da non confondere con gli Who….) iniziano l’attività discografica a Torino: sotto la guida infatti del loro produttore, il torinese Vic Nocera (noto anche come paroliere, nonchè agente esclusivo per il Piemonte degli artisti del Clan Celentano) ottengono un contratto discografico con la torinese Moon Records Cedi del maestro Dell'Utri, la stessa casa discografica che, con la denominazione “Italia Canta”, aveva pubblicato le prime incisioni dei Cantacronache e di Fausto Amodei, Margot e Silverio Pisu.
A partire dal 1966 l’etichetta si era avvicinata al beat, stampando i dischi di gruppi come i Phantom o i Volti ’70 o della cantante Silvana Dei.
Come hanno raccontato gli stessi Uh! a Giorgio Pezzana (nel bel libro biografico a loro dedicato), le due canzoni del loro primo 45 giri gliele aveva fatte conoscere Teo Teocoli, allora cantante dei Quelli, che era andato a trovarli nella loro sala prove a Biella portando alcuni 45 giri che aveva comprato in America, tra cui vi erano “Hold on I’m coming” di Sam & Dave e “I’ve been loving you too long” di Otis Redding: la prima diventò in italiano “Oh no, non credo”, la seconda “Se ci fossi tu”, ed il disco venne pubblicato nella primavera del 1967 (sul vinile vi è stampata la data del 22 maggio).
La copertina raffigura il complesso al Valentino, e sullo sfondo è possibile intravedere un ponte sul Po.
Due cose da notare: nelle etichette del disco non sono riportati gli autori del testo in italiano, ma solo quelli della versione originale; inoltre Nat Romano, che ha curato gli arrangiamenti delle due canzoni, è lo pseudonimo del maestro Romano Farinatti.

1) Oh no, non credo (Hold on I’m coming) (Isaac Hayes – David Porter)
2) Se ci fossi tu (I’ve been loving you too long) (Otis Redding – Jerry Butler)