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sabato 2 settembre 2017

Gipo Farassino - Per la mia gente (1977)




Da parecchio tempo il blog non si occupa di Gipo Farassino: lo facciamo nuovamente oggi parlando di un album del 1977 inciso per la Feeling Record di Renato Pent. Farassino è stato per Torino un po' quello che Jannacci è stato per Milano, con la differenza però che la sua fama è rimasta circoscritta, tranne poche eccezioni, al Piemonte, e questo è veramente un peccato.
"Per la mia gente", questo è il titolo del disco, è uno dei pochi interamente in italiano, vede la partecipazione come autori dei fratelli Conte, ha molti motivi di interesse ed è un peccato che invece sia sconosciuto o quasi. Nel 2011 il blog aveva ricordato il 45 giri tratto dall'LP con i brani "Girano" e "Cuore", le due canzoni più conosciute dell'album che si apre con "La mia gente", un ritratto dei Piemontesi musicato da Giorgio Conte, che sfata tanti luoghi comuni "Ci dicono che siamo musoni, / e ci dicono che odiamo i terroni, / e ci dicono che siam piemontesi, / falsi e cortesi". Torna sul tema anche "Monticone", che è uno dei più bei brani scritti da Paolo Conte, in cui parla proprio uno di questi piemontesi, con un tipico cognome di queste parti ("Io sono Monticone, Gianoglio o Montà / Ferrero, Marinengo,...di quei là").
"Valzer" è, come dice il titolo, un bel valzer così come l'intensa "Folk", mentre più ritmata è "Pierina", storia di un'impiegata che sogna di viaggiare tra il Sudamerica e la Polinesia ma intanto passa le vacanze ad Albisola.
"Per ogni cinquantennio" era già stata incisa dal suo autore nel suo album "Paolo Conte" del 1975, e nel 1980 Nanni Svampa la riprenderà nel suo disco "Riflusso riflesso" (prossimamente su questo blog); mentre è del fratello Giorgio "Virginia nel bagno".
Conclude il disco l'intensa "Corso Savona", brano nostalgico su una zona del lungo Dora vicino a quella via Cuneo dove Farassino è cresciuto ("Corso Savona, Lungo Dora, / chissà se ti ricordi ancora / di un ragazzo, uno dei tanti / che si nutrivano di te" " il chiodo fisso: un’occasione / che ci portasse oltre il rione").
Romano Farinatti, autore delle musiche di "Cuore" e "Pierina", si è occupato anche degli arrangiamenti; negli anni '90 Gipo reinciderà con nuovi arrangiamenti alcuni di questi brani nei dischi "1996" e "El 6 ed via Coni ed altre storie".
La copertina apribile contiene all'interno i testi.

LATO A

1) La mia gente (Gipo Farassino-Giorgio Conte)
2) Cuore (Gipo Farassino-Romano Farinatti)
3) Monticone (Paolo Conte)
4) Valzer (Gipo Farassino)
5) Girano (Gipo Farassino-Giorgio Conte)

LATO B

1) Folk (Gipo Farassino)
2) Pierina (Gipo Farassino-Romano Farinatti)
3) Per ogni cinquantennio (Paolo Conte)
4) VIrginia nel bagno (Giorgio Conte)
5) Corso Savona (Gipo Farassino)

domenica 13 agosto 2017

Carla Boni - Piccola spiaggia/L'ultimo giorno (1964)













Quando nel 1964 Carla Boni partecipa alla prima edizione di "Un disco per l'estate", presentata da Pippo Baudo e Brunella Tocci (miss Italia 1955), la sua carriera sta attraversando un periodo di calo di popolarità, dopo i tanti successi del decennio precedente ("Viale d'autunno", con cui vinse Sanremo nel 1953, "Acque amare" del maestro Carlo Alberto Rossi, "Mambo italiano", la celeberrima "Casetta in Canada"): la Fonit-Cetra non le rinnova più il contratto dopo il flop del 1961 con "Tu con me", che non entra in finale al Festival di Sanremo, e dopo una parentesi alla Vis Radio nel 1963 firma con la Polydor. L'etichetta è disposta a credere in un suo rilancio e quindi, dopo due 45 giri pubblicati nello stesso anno, in quello successivo iscrive la Boni a "Un disco per l'estate" con "Piccola spiaggia", che presentiamo oggi più che altro per il suo lato B, "L'ultimo giorno", che è un brano interessante dal punto di vista storico, come vedremo. Scritta da Angelo De Lorenzo su musica di Giuseppe Cappelletti e Vittorio Buffoli, che dirige l'orchestra in entrambi i brani, "Piccola spiaggia" segue la moda yé-yé e la voce della Boni dimostra la sua duttilità, adattandosi al nuovo stile al punto che si fa fatica a riconoscere in lei la cantante degli anni '50: la canzone però viene eliminata e non accede alle fasi finali della manifestazione. Il retro invece è particolarmente importante in quanto vede il debutto come autori dei fratelli Conte, Paolo e Giorgio, e ovviamente la rilevanza è più che altro dal punto di vista storico visto che musicalmente "L'ultimo giorno", pur avendo delle particolarità nella linea melodica che riconducono a brani successivi e più maturi di Paolo Conte, non viene particolarmente valorizzata dall'arrangiamento dell'orchestra del Maestro Buffoli, che appiatisce un po' il tutto. In SIAE la musica risulta firmata oltre che da Paolo anche da Pino Massara, il cui nome però non appare sull'etichetta. Il testo di Giorgio Calabrese e Giorgio Conte descrive l'ultimo giorno di una vacanza, ed anche l'autore genovese ha in effetti scritto cose migliori. Pochi mesi dopo, a settembre, i fratelli Conte pubblicheranno un'altra canzone, "Ed ora te ne vai", incisa dalla brava ma sfortunata Vanna Brosio, il secondo passo di una carriera nel mondo musicale che per molti anni sarà solo come autori (con qualche piccolo excursus nel jazz).

1) Piccola spiaggia (Angelo De Lorenzo-Giuseppe Cappelletti-Vittorio Buffoli)
2) L'ultimo giorno (Giorgio Calabrese-Giorgio Conte-Pino Massara-Paolo Conte)

venerdì 22 marzo 2013

Enzo Jannacci - La mia gente (1970)












Recentemente sono stati ristampati in cd i quattro album di Jannacci incisi per l'Ultima Spiaggia dal 1975 al 1979; mancano però ancora all'appello molti LP, in particolare quelli del periodo Jolly e quelli incisi per la ARC e l'RCA, come il disco che presentiamo oggi, "La mia gente", pubblicato a marzo del 1970 e prodotto da Nanni Ricordi.
Il 33 giri è costituito tutto da canzoni inedite (tranne "Gli zingari", canzone che Jannacci aveva presentato a Canzonissima e che era stata già pubblicata su 45 giri l'anno precedente come retro di "Il terzino d'Olanda") ed è uno dei più interessanti del cantautore milanese, con alcuni piccoli capolavori quali "Il duomo di Milano", ingiustamente dimenticata.
"Il dritto", con musica scritta da Nando De Luca e con la collaborazione al testo di Anita Parenzo, verrà reincisa anni dopo nell'LP "Ci vuole orecchio" e da Milva nell'album "La rossa"; è una canzone in cui emerge la sarcastica rassegnazione al fato (il protagonista finisce la sua vita in un incidente d'auto contro un muro, ma la musica che accompagna il triste testo è allegra e ritmata). 
"E la marcia va" è uno dei brani, non inciso prima, dello spettacolo 22 canzoni, scritto da Fo e Jannacci e presentato dal cantautore nel 1965, mentre "El carrete" e "Il piantatore di pellame" sono state scritte insieme a Cochi e Renato (che le incideranno in seguito, e durante alcune partecipazioni televisive sono state eseguite dai tre insieme), e sono le due canzoni più nonsense dell'intero disco.
Altro brano divertente è "Il metrò" (poi inserito nel 1974 nella ristampa di "Vengo anch'io. No, tu no"): sia il testo, sia la musica de "Il metrò" sono di Bruno Lauzi, che la incise con il titolo "Sul metrò".
Completano il disco le due canzoni incluse, in versioni leggermente diverse, nel relativo 45 giri "Mexico e nuvole" e "Pensare che...", pubblicato poco tempo dopo: la musica di "Mexico e nuvole" è attribuita da tutti a Paolo Conte, ma se si verifica nel sito SIAE si vedrà che è invece firmata dal fratello Giorgio e dal musicista astigiano Michele Virano.
Gli arrangiamenti sono curati da Nando De Luca, tranne "Il duomo di Milano", "70 persone" e "La mia gente", arrangiata da Luis Enriquez Bacalov, e "Gli zingari", curata dallo stesso Jannacci.

LATO A

1) Maria me porten via (Enzo Jannacci)
2) Il dritto (Enzo Jannacci-Anita Parenzo-Nando De Luca)
3) E la marcia va (Dario Fo-Enzo Jannacci)
4) Il duomo di Milano (Enzo Jannacci)
5) Il metrò (Bruno Lauzi)
6) 70 persone (Enzo Jannacci)

LATO B

1) Pensare che... (Enzo Jannacci)
2) La mia gente (Enzo Jannacci)
3) El carrete (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)
4) Gli zingari (Enzo Jannacci)
5) Il piantatore di pellame (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)
6) Mexico e nuvole (Vito Pallavicini-Giorgio Conte-Michele Virano)

martedì 15 gennaio 2013

Rosanna Fratello - Rosanna (1970)





Non lo avrei mai detto, ma la cantante su cui sono arrivate più richieste al blog non è Mina, non è Rita Pavone, non è Patty Pravo, non è Gigliola Cinquetti, non è Mia Martini, ma è Rosanna Fratello: mi sono stati richiesti gli album folk, la compilation di Sanremo 1967, i dischi esteri....ed anche il primo album, che è quello a cui dedichiamo il post di oggi (.....pian pianino arriverà tutto).
Pubblicato nel 1970 dalla Ariston, racchiude quasi tutte le canzoni che la cantante pugliese aveva inciso dopo il passaggio a questa etichetta, a partire da "Il treno", scritta da Vito Pallavicini per il testo e dal Maestro Elio Isola per la musica, il brano che doveva essere presentato al Festival di Sanremo del 1969 da Anna Identici ma che poi, a causa del tentativo di suicidio della cantante lombarda per fortuna fallito, venne interpretato dalla Fratello, che quindi dopo due anni dal suo debutto alla Arlecchino in un disco in cui interpretava tre canzoni del Festival del 1967, si ritrovava su quel palcoscenico al suo debutto televisivo (manca però il retro de "Il treno", "La nostra città", e i due brani del 45 giri successivo "Lacrime nel mare" e "Dove finisce il mare").
Vi è poi "Non sono Maddalena", che apre il disco e che era la canzone scritta ancora da Pallavicini per il testo e da Giorgio Conte e Michele Nino Virano per la musica (anche se la firma di Virano, coautore di moltissime musiche dei fratelli astigiani, non appare) con cui la fratello partecipò alla "Mostra Internazionale di Musica Leggera" di Venezia, con il suo lato B "La vita è rosa" (ovviamente cover di "La vie en rose", con il testo di Piero Leonardi che sostituisce l'originale della Piaf).
Del 45 giri successivo è presente il lato A, "Piango d'amore" (testo di Antonio Balducci e musica di Guido Lombardi ed Ettore Lombardi D'Aquino, con però un solo Lombardi nell'etichetta), ma non il retro "La nostra città", così come per "Il mio sguardo è uno specchio" (manca "Pane e gioventù"), che era la sigla dello sceneggiato televisivo "I giovedì della signora Giulia" e che è firmata in SIAE da Luciano Rossi ma sull'etichetta dell'album (e del resto anche nel 45 giri) da Pietro Germi.
Con "Ciao anni verdi" (ancora un testo di Pallavicini con musica di Nando De Luca e Alessandro Celentano, fratello di Adriano) la cantante di San Severo partecipa nuovamente a Sanremo (il retro, "Il foulard blu", non è incluso), mentre con "Una rosa e una candela" è in gara a "Un disco per l'estate".
Quest'ultima canzone, come il suo retro "Io non so dirti di no", vede scomparire dall'etichetta e dalla copertina la firma della coautrice del testo, Flavia Arrigoni (che è poi l'autrice di "Fin che la barca va") e dei due coautori della musica, Pace e Panzeri.......ennesimo mistero della discografia italiana.
Completano l'album alcuni evergreen come "Fascination", "Il nostro concerto", "Avventura a Casablanca" (successo di Gino Latilla del 1954) e "Tornerai" (lanciata dal Trio Lescano: in quest'ultimo brano però il paragone con le Lescano non è a favore della Fratello).
Un disco piacevole e ben realizzato, anche dal punto di vista grafico: in copertina vi è un primo piano della bella cantante, ed all'interno una presentazione del disco opera di Emio Donaggio, il noto critico dell'epoca de "La Stampa".
Gli arrangiamenti sono curati da Pino Calvi, Massimo Salerno, Nando De Luca e Gianfranco Lombardi.

LATO A

1) Non sono Maddalena (Vito Pallavicini-Giorgio Conte-Michele Virano)
2) Tornerai (Nino Rastelli-Dino Olivieri)
3) Piango d'amore (Antonio Balducci-Guido Lombardi-Ettore Lombardi D'Aquino)
4) La vita è rosa (Piero Leonardi-Luis Guglielmi)
5) Io non so dirti di no (Flavia Arrigoni-Gianni Argenio-Corrado Conti-Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) Il treno (Vito Pallavicini-Elio Isola)

LATO B

1) Il mio sguardo è uno specchio (Luciano Rossi-Carlo Rustichelli)
2) Il nostro concerto (Giorgio Calabrese-Umberto Bindi)
3) Ciao anni verdi (Vito Pallavicini-Nando De Luca-Alessandro Celentano)
4) Fascination (Giacomo Mario Gili-Dante Fermo Marchetti)
5) Una rosa e una candela (Flavia Arrigoni-Gianni Argenio-Corrado Conti-Daniele Pace-Mario Panzeri)
6) Avventura a Casablanca (Nisa-Carlo Alberto Rossi)

lunedì 11 giugno 2012

Erminio Macario - La recita è finita/Sanremo Sanremo (1976)












Torniamo ad occuparci di Macario con un 45 giri del 1976, che contiene la sigla della trasmissione televisiva "Macario 1 e 2", "La recita è finita", scritta da Leo Chiosso, Bruno Corbucci e Mario Amendola per il testo e dal noto direttore d'orchestra Mario Bertolazzi per la musica (curiosamente per la Siae Bertolazzi usava lo pseudonimo "J J Colt").
La canzone è la tipica sigla televisiva, il gradevole testo ripercorre la descrizione di un palcoscenico al momento della fine dello spettacolo, un palcoscenico come quello raffigurato in copertina, ed il protagonista è l'addetto alle pulizie, che raccoglie questi frammenti di show rimasti dopo la calata del sipario.
Sul retro "Sanremo Sanremo", una canzone scritta dai fratelli Conte in collaborazione: lo stile dei due è riconoscibilissimo, l'atmosfera retrò con la musica con i fiati in evidenza si accompagna a un testo che descrive il festival, in particolare quello degli anni '50: direi che è una canzone che non avrebbe sfigurato affatto in uno dei primi dischi del cantautore avvocato.
Gli arrangiamenti sono di Gianni Oddi, i cori di Nora Orlandi, mentre la produzione del disco è accreditata a un misterioso "Gewarsa"

1) La recita è finita (Leo Chiosso-Bruno Corbucci-Mario Amendola-Mario Bertolazzi)
2) Sanremo, Sanremo (Giorgio e Paolo Conte)