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domenica 17 aprile 2011

Gianni Siviero - Gianni Siviero (1972)












Se il Club Tenco avesse, tra i suoi obiettivi, anche quello di riscoprire e rilanciare artisti che sono stati ingiustamente dimenticati, pur avendo invece qualcosa di interessante da proporre (a volte anche più di “colleghi cantautori, eletta schiera” che continuano ad incidere più per motivi contrattuali che per reale ispirazione), ebbene Gianni Siviero avrebbe tutte le carte in regola per essere invitato a cantare qualche suo brano degli anni ’70, con qualche inedito.
Magari nella stessa sera insieme a Giorgio Laneve, Renzo Zenobi, Ernesto Bassignano, Luigi Grechi e Mauro Pelosi (….tanto per citarne alcuni), e magari al posto di tanti altri nomi che salgono negli ultimi anni sul palco del Club Tenco probabilmente per cercare di attirare i ggiovani “alternativi, autoridotti e fuori dall’ottica del sistema”.
Ma non divaghiamo…..e raccontiamo qualcosa di Gianni Siviero, cantautore torinese (è nato sotto la Mole nel 1938, anche se poi ha vissuto a Milano) che incise tre album negli anni ’70: due per la Divergo di Mario De Luigi ed uno, il primo, per la Produttori Associati…..ed è proprio di questo che parliamo oggi.
L’album, se risente in certe sonorità, di quello che era il gusto del periodo, pur avendo qualche difetto (ad esempio, a mio parere, la voce di Siviero che in certi brani non è del tutto convincente e che forse è stata registrata velocemente) mette comunque in evidenza le doti di scrittura del cantautore, che in alcuni dischi successivi dimostrerà una maturità compositiva ulteriore (mi riferisco in particolare a “Del carcere”, il suo secondo album del 1975).
Tra le canzoni, sono da ricordare “Due rose”, una triste storia d’amore, “Il fabbricone”, sulla vita di un operaio (che musicalmente si discosta dagli altri brani), “Il momento giusto”, sul tema della morte, “Non ha importanza”, una canzone d’amore a ritmo di valzer, e “Periferia”.
La produzione è attribuita a Jerry H. Reichman, che firma anche la presentazione del disco, ma la mia impressione è che si tratti di uno pseudonimo; gli arrangiamenti sono curati da Nicola Piovani, che arricchisce con l’orchestra d’archi le melodie, mentre i testi e le musiche sono tutte di Siviero.

LATO A

1) Non hai capito
2) Il momento giusto
3) Il fabbricone
4) Non ha importanza
5) Il rientro

LATO B

1) Due rose
2) Sconosciuti
3) Migratrice
4) Fantasia
5) Periferia