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venerdì 22 gennaio 2016

La Mascherina d'Oro 1971, Antonella Bellan e altri ricordi musicali torinesi di Enrico Casali

 


Il post di oggi nasce da un contributo che abbiamo ricevuto qualche tempo fa via mail, e che ci è stato inviato da Enrico Casali, musicista torinese con varie esperienze nel corso dei decenni (vi consigliamo il suo sito con molte notizie interessanti).
Copio e incollo il suo intervento.

Gent.mo Sig, Vito,
ho letto recentemente l'articolo su Antonella Bellan (cui dedico un caro saluto), e mi ha fatto sinceramente piacere, a distanza di quasi 45 anni, risvegliare qualche flash della vita canora torinese giacente negli archivi.
Nel 1971, ventitreenne quasi agli sgoccioli di una attività musicale professionistica, ero alla ricerca di una occupazione più stabile. A quel tempo ero costantemente in conflitto con il mio buon papà che spesso mi rammentava tre parole sacre : il lavoro fisso (prerogativa immortalata da I Gufi nel '66 con il brano “Io vado in banca”), la mutua e le marchette!
Ma lo spirito inquieto e per certi vezzi scavezzacollo mi portavano a trascurare quei “consigli” che avrei poi apprezzato appieno dopo qualche decennio.
Allora il trova-lavoro traspariva quasi tutto dalle pagine de “La Stampa”; le offerte erano tantissime, con immediato colloquio e repentino inserimento.
Doveva essere inizio primavera, e rammento che risposi ad una inserzione mirata alla ricerca di persone con esperienza musicale da inserire in una nascente manifestazione.
Si trattava della filiale di una famosa casa editrice ubicata in via Cibrario, la Sansoni; seppi così che si trattava di un progetto denominato “Mascherina d'oro '71”, aperto ad aspiranti artisti di giovane età, cantanti o recitanti poesie.
Da quel momento maturai la qualifica di “maestro selezionatore”, e mi venne assegnato un ufficio con tanto di pianoforte. Attraverso una oculata pubblicità con la collaborazione dei funzionari della filiale, ben presto fioccarono richieste di audizione, che avvenivano per lo più nelle ore pomeridiane.
Iniziarono le serate a concorso, ogni venerdì sera al Club 84, con esibizione di almeno trenta piccoli aspiranti. Il clima era festoso per tutti sino al momento delle votazioni della giuria, allorché la gioia dei prescelti per il turno successivo e la disperazione con lacrime degli esclusi avrebbero movimentato la scena.
Nell'arco di qualche mese selezionai tantissimi ragazzi e ragazze di tutte le età. E ricordo perfettamente i nomi di due artisti in erba che si presentarono per il “provino” esibendo una bravura stupefacente: Albino Montisci ed Antonella Bellan. Nel frattempo era iniziata la collaborazione con il Maestro Pier Benito Greco, con il quale avevo in precedenza lavorato nella sua orchestra, e che faceva parte della giuria insieme al Dottor Renato Scala.

Per quanto concerne l'esperienza con il Maestro Greco, che tra l'altro ho cercato di contattare senza esito, mi ricordo nitidamente del bassista Franco Badagliacco, mentre degli altri componenti ho un vago ricordo, come per il sassofonista di cui ricordo solo il nome, Aroldo.
Con me c'era anche mio fratello Giorgio. Fu una esperienza breve e rammento che la serata di debutto fu al Columbia. Con il maestro Greco collaborai ancora alla incisione di un brano che mi pare si chiamasse "Ariel", e in quell'occasione incontrai Giansereno Raimondo che era un chitarrista strepitoso...pochissimi ricordi, rammento solo che il mio intervento strumentale prevedeva l'utilizzo di una Lap Steel Guitar della Hofner, alla Santo & Johnny.
Dopo numerose serate arrivò l'estate e la casa editrice promosse un'attività temporanea ad Alassio
dove i funzionari ed il sottoscritto avrebbero dovuto raccogliere nuovi talenti.
Il mio rapporto di lavoro, complice un carattere a quel tempo difficile, si interruppe in modo burrascoso in una notte nella quale io e un funzionario tagliammo letteralmente la corda.
Quando ci risentimmo con il Maestro Greco, anche se fuori dalla manifestazione volli confidargli quei due nomi come ipotetici vincitori della finale che si sarebbe tenuta qualche mese dopo.
Dopo la serata finale ci parlammo telefonicamente e ricordo la comunicazione della vittoria di Antonella Bellan e i complimenti per la profezia azzeccata in pieno! Nel tempo seppi poi che Antonella aveva iniziato una carriera professionale, ciò che mi fece ovviamente piacere.
Anche Albino Montisci è divenuto un grande personaggio della scena musicale piemontese, ma non ho più avuto modo di incontrarlo.

Io ebbi anche l'onore di una citazione su “La Stampa”, con tanto di riconoscimento “nobiliare” nel
senso che venni citato addirittura come il Maestro “Enrico Maria Casalis”.
Questo é il link che racconta una delle “serate”.
http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,vie
wer/Itemid,3/page,5/articleid,1518_02_1971_0116A_0021_23282150/
Ma vorrei anche regalarle, Egregio Sig. Vito, un reperto storico: si tratta dell'elenco ufficiale dei
pertecipanti alla prima serata della Mascherina d'Oro di Venerdì 26 Marzo 1971! Bei tempi...

 Ho trovato anche una foto che ha puramente valore per il sottoscritto, qui ripreso in un elegantissimo smoking nella serata del 14 maggio del 71, ricorrenza del 23° compleanno. Nell'occasione un attestato con auguri da parte di un funzionario della casa editrice (Francesco Carrata, se non ricordo male) durante la serata al Club 84; sto ancora cercando una fotografia di gruppo di una serata al Club 84 dove fu ospite d'onore Franco Tozzi (spero di trovarla).
I musicisti con cui ebbi contatto, anche breve, senza collaborare musicalmente, ma importanti per la formazione musicale e soprattutto umana di quel tempo furono i maestri Nuccio Nicosia, poi Carletto Spinardi, Bevione (avendo come punto di frequentazione la "Maison de Musique", il negozio musicale in corso Orbassano del compianto Marcellino Signetti). 
Nuccio Nicosia fu il mio insegnante di chitarra per più di un anno. Allora quindicenne, abitava a Santa Rita ed ogni domenica mi recavo a casa sua in via Stampatori per la lezione. Grande maestro e valente musicista, lo rividi ancora nei primi anni '80 nel negozio di musica di via Guala, il Salotto Musicale di Giuliano Merizzi.
In altro periodo collaborai con il maestro Antonino Mameli, oggi ottantenne, che vive a San Maurizio Canavese anch'egli infruttuosamente cercato, in un progetto con Sergio Buscaglione.
Al Florida avemmo la collaborazione del bravissimo sassofonista Silvano Morra.
Altri nomi, Ermenegildo "Gildo" Nadalin, leggenda per i giovani chitarristi in erba, il cantante Paolo Zavattero.

Mi sovvengono altri flash: una sostituzione di tastierista con il gruppo torinese Thomas e i Targets, bravi e simpatici, a Castelfranco Emilia forse nel 1970; e poi mi ricordo che nel 1964 con il nostro gruppo The Blue Stars ci esibimmo al Fortino e nell'occasione accompagnammo "The Bulgars", un quartetto solo vocale che interpretava magistralmente il repertorio nascente dei Beatles (Please please me, Misery, ecc.)
Un altro personaggio accompagnato in qualche occasione fu un cantante conosciuto come David, l'emulo di Adamo; durante una sostituzione presso la sala De Benedetti di Piazza Carignano, nel 1968 con obbi la brava cantante Gabriella DI Blasio, che fu ospite d'onore proprio durante una serata della Mascherina d'Oro.

Sperando di averle fatto cosa gradita, La ringrazio come sempre per l'attenzione e la saluto cordialmente.

                                                                     Enrico CASALI


lunedì 4 gennaio 2016

Vasso Ovale - Raffaella/Tu non sei lei (1971)













Iniziamo il nuovo anno con un artista di cui abbiamo parlato già alcune volte nel blog, e cioè Vasso Ovale, cantante torinese che ho conosciuto qualche anno fa grazie a Federico Sardo e che ho anche intervistato per "BEATi voi!". Nel 1971 Vasso incide un 45 giri per una piccola casa discografica emiliana, la Cobra Record (qualche informazione sull'etichetta la trovate nell'intervista). Il brano sul lato A,"Raffaella", è una bella canzone ritmata ed orecchiabile, credo che se fosse stata pubblicata con un'etichetta più importante, con il relativo lancio pubblictario, avrebbe anche potuto ottenere un discreto successo; interessante l'arrangiamento.
La musica è del padre del cantante, il maestro Achille Ovale, mentre i testi sono di Francesco Specchia e del medico torinese Renato Scala.
"Tu non sei lei" ha un flauto in evidenza in tutto il brano, con la ritmica scandita dalla batteria; come per il lato A, anche in questo caso si tratta di una canzone d'amore, con il testo sempre di Specchia mentre la musica è firmata Cherchireos (e nell'intervista è spiegato chi si nascondeva dietro a questo pseudonimo).
Il disco non otterrà alcun successo: ormai gli interessi di Vasso Ovale vanno in altre direzioni, non più verso la musica, e quindi dopo altri due 45 giri (che abbiamo già presentato) deciderà di ritirarsi.


 1) Raffaella (Francesco Specchia-Renato Scala-Achille Ovale)
2) Tu non sei lei (Francesco Specchia-Cherchireos)

mercoledì 8 luglio 2015

Antonella Bellan - Il sole nuovo/Il sole nuovo (base) (1979)












Chi ha inventato il karaoke? E' opinione comune che siano stati i giapponesi, ma in Italia il primo ad introdurlo e a farlo conoscere potrebbe essere stato Pier Benito Greco, almeno stando a quel che si legge sul retro di copertina del disco di Antonella Bellan che presentiamo oggi: "Per la prima volta, in Italia, un discografico vi offre la possibilità di cantare o suonare su una base musicale".
Non so e non ho verificato, ma sono sicuro che anche prima qualcuno aveva pubblicato 45 giri con sul retro la base musicale del brano sul lato A....ma Greco, titolare della PBG (etichetta il cui nome è un acronimo delle sue generalità), si appropria di questo merito, con "Stampa Sera" che sponsorizza l'iniziativa.
Passando alla canzone, si tratta di un brano melodico, senza infamia e senza lode, scritto dallo stesso Greco con la collaborazione al testo del dentista paroliere Renato Scala: la bella voce di Antonella avrebbe, in questo caso, meritato qualcosa di meglio.

1) Il sole nuovo (Pier Benito Greco-Renato Scala-Pier Benito Greco)
2) Il sole nuovo (base) (Pier Benito Greco)

sabato 31 agosto 2013

Ella Cellaro - Giorni da spendere/Ho paura di te (1967)


 









Domenica 11 settembre 1966 a Sanremo si svolge la serata finale dela prima edizione del Canteuropa, una manifestazione canora ideata da Ezio Radaelli sulla falsariga del Cantagiro; oltre alle esibizioni dei vari big (Bobby Solo, la Cinquetti, Modugno, la Pavone, i Rokes, Mario Zelinotti ed altri) nella stessa sera si svolgono le fasi finali di un concorso per voci nuove (uno dei tanti che in quel periodo si tenevano in Italia) organizzato dalla Ciak-Set di Sanremo con nove cantanti scelti dalla commissione presieduta dal celeberrimo Maestro Pippo Barzizza: la giuria composta da alcuni giornalisti sceglie i vincitori.
Tra i partecipanti vi sono anche due ragazzine tredicenni: Claretta, di Diano Marina, scoperta da Giorgio Santiano, ed Ella Cellaro di Torino: pochi mesi dopo quest'ultima incide un 45 giri che, per quel che ne so, dovrebbe essere anche l'unico pubblicato, per un'etichetta, Dischi Sanremo, legata all'organizzazione del concorso.
Le due canzoni sono musicalmente ben costruite, ma si sente che la registrazione è stata effettuata decisamente con pochi mezzi, e sicuramente senza molte riesecuzioni (della serie "buona la prima"): la voce della ragazzina era come tante altre, e questo disco indica come negli anni '60 fosse relativamente più facile arrivare al debutto discografico, essendoci così tante case discografiche, seppure la maggioranza attive solo a livello locale.
I testi sono di Renato Scala, paroliere torinese che abbiamo già conosciuto nel blog, che in "Ho paura di te" collabora con il suo concittadino Giovanni Vergnano; le musiche di entrambi i brani sono di Raffaele Cirulli, che firma anche gli arrangiamenti e la direzione d'orchestra con lo pseudonimo Raf Cristiano.

1) Giorni da spendere (Renato Scala-Raffaele Cirulli)
2) Ho paura di te (Renato Scala-Giovanni Vergnano-Raffaele Cirulli)

mercoledì 8 maggio 2013

Vittorio Brillada - L'ombra di un uomo/Tu non sai cos'è la vita (1965)

 










Nel 1964 il ciclista (ma di professione verniciatore) torinese Vittorio Brillada decide di appendere la bicicletta al chiodo e di dedicarsi alla musica, iniziando a partecipare a vari concorsi (come il Festival di Stresa, di cui dà notizia "Stampa Sera" l'8 giugno 1964) e ad incidere alcuni dischi per piccole etichette.
I risultati però non saranno quelli che si aspetta e, dopo un paio di anni, si ritira dedicandosi ad altre attività.
Quello che presentiamo oggi è un suo 45 giri inciso nel 1965: la data impressa sul vinile è quella del 21 giugno 1965, tuttavia “La Stampa” recensisce il disco già il 20 maggio; sconosciuta l'etichetta, la BRC, e particolare è il fatto che questo disco non risulta averenumero di catalogo.
Le due canzoni, come scrive l'anonimo articolista, non sono niente di che, si tratta di due brani melodici vecchio stile, sicuramente non in linea con i gusti del pubblico di quel periodo, tuttavia la voce di Brillada è dotata, ed avrebbe forse meritato un repertorio diverso.
Tra gli autori troviamo Renato Scala,  che avrà una discreta carriera come paroliere negli anni successivi (sua è tra le altre "Guarda", il più grande successo dei Rogers); "L'ombra di un uomo" non risulta depositata in SIAE, mentre l'autore della musica di "Tu non sai cos'è la vita" è Franco Goldani.
Registrato con l'orchestra di Luigi Boccaccio, anch'egli torinese, gli arrangiamenti sono curati dal maestro Moraschi.

1) L'ombra di un uomo (Renato Scala-Almi-Ferrero)
2) Tu non sai cos'è la vita (Renato Scala-Franco Goldani)

giovedì 1 marzo 2012

Silvana Aliotta - Luglio e agosto-Se vuoi andare via (1966)












Di Silvana Aliotta abbiamo già parlato presentando due 45 giri di Silva Grissi….che non è altro che uno pseudonimo della futura cantante dei “Circus 2000”.
Questo è il suo secondo disco, e contiene sul lato A la canzone che Silvana presentò quell’anno a “Un disco per l’estate”, “Luglio e agosto”, spensierata ed orecchiabile canzone estiva (scritta da Vincenzo D’Acquisto per il testo e da Vittorio Sforzi e Gino Mazzocchi per la musica, anche se il nome di quest’ultimo manca sull’etichetta), dove però la Aliotta riesce a mettere in evidenza la sua notevole voce.
Più melodico il retro, “Se vuoi andare via”, scritta dall’insegnante di canto di Silvana, il maestro Cirulli (noto come Raf Cristiano), con Mazzocchi e con il testo scritto da due torinesi, Giovanni Vergnano e Remato Scala.

1) Luglio e agosto (Vincenzo D’Acquisto-Vittorio Sforzi-Gino Mazzocchi)
2) Se vuoi andare via (Renato Scala-Giovanni Vergnano-Raffaele Cirulli-Gino Mazzocchi)

mercoledì 15 febbraio 2012

Antonella Bellan – Lettera/Il regno d’amore (1975)












Ieri è iniziato il Festival di Sanremo e quindi, a partire da oggi, il blog presenterà alcuni dischi legati a questa manifestazione, come al solito alternando artisti legati a Torino o al Piemonte con altri del resto del mondo....e cominciamo subito con il Festival del 1975, una di quelle edizioni considerate "minori" ma che aveva in realtà in gara alcune belle canzoni e molti artisti interessanti, come Antonella Bellan, di cui abbiamo già parlato presentando il suo 45 giri “Chitarra e blue-jeans”, pubblicato nell’autunno del 1975: oggi invece presentiamo la canzone che, qualche mese prima, aveva portato Antonella alla ribalta nazionale del festival di Sanremo.
Così aveva scritto lei stessa nel commento al disco nel blog, in merito a “Lettera”: “Io non entrai in finale essendo la prima esclusa della mia serata. Ero piccola e tutto mi sembrò come avvolto in una sfera magica. Esperienza indimenticabile anche se, in quel momento, mi faceva rabbia la canzone che portavo al Festival, assolutamente non adatta alla mia personalità. Ma tant'è, mi ha permesso di conoscere persone straordinarie che altrimenti non avrei mai conosciuto come il grande Enrico Simonetti che dirigeva l'orchestra, e moltissime altre che ricordo sempre con un una certa commozione”.
Devo dire che “Lettera” è comunque una canzone orecchiabile, certo senza pretese, che mette comunque in evidenza le doti vocali di Antonella che, ricordiamolo, al momento della partecipazione al festival aveva solo sedici anni; il testo di Renato Scala e Luciana Medini racconta di un amore a distanza.
Meno interessante il retro, “Il regno d’amore”.

1) Lettera (Renato Scala-Luciana Medini-Pier Benito Greco-Mario Mellier)
2) Il regno d’amore (Luciana Medini-Mario Mellier)

giovedì 26 gennaio 2012

Quadro d'Autore - TSOP/Bluff (1974)













Misteriosi questi “Quadro d’autore”, complesso torinese che la Cetra probabilmente cerca di spacciare come stranieri, pubblicando il disco con l’etichetta “Fonit Cetra International” nel 1974 (la data sulla matrice è 18 giugno).
Ma l’origine torinese è tradita dai nomi dei produttori, gli sconosciuti Ronco e Varetto, e da quelli degli autori del lato B, che sono due torinesi doc: il paroliere-dentista Renato Scala ed Umberto Tozzi, non ancora famoso; inoltre il gruppo suona nell'autunno dello stesso anno per alcune settimane alla “Cometa” di Piobesi (nello stesso locale suona nello stesso periodo Claudio Baglioni, fresco di vittoria al Festivalbar, come si può vedere dai ritagli de "La Stampa" di quel periodo).
Tra l'altro questo è un disco molto ricercato dai collezionisti di Umberto Tozzi (proprio per il lato B), e non molto diffuso.
“TSOP” è una versione del successo del momento dei MFSB (Mother, Father, Sister, Brother), gruppo di studio di Philadelphia messo insieme dai due produttori Kenneth Gamble e Leon Huff, brano notissimo che è più apprezzabile nella versione originale.
“Bluff” è sicuramente più interessante, in particolare per l'uso dei fiati, mentre le parole sono difficilmente comprensibili: questi “Quadro d'autore” dovevano essere una formazione molto numerosa, almeno sentendo queste che mi risultano essere le loro uniche due incisioni, e chissà chi c'era tra i componenti.
Forse una pista potrebbe però saltar fuori: nel sito di un chitarrista, Giorgio Camese, infatti si possono leggere queste parole: “Intanto Giorgio residente a Torino è un chitarrista e cantante molto richiesto ed accetta la proposta di entrare in una band famosa (Quadro d’Autore) che si era esibita con i cantanti;Adriano Pappalardo e Umberto Tozzi. Accetta ed è in Tournee in tutta Italia per circa 2 anni”. Al di là del fatto che il gruppo, al contrario di quello che afferma Camese, non era certo famoso, da questa frase si può dedurre che probabilmente molti dei componenti dei “Quadro d'Autore” provenivano dal complesso di Patrick Samson, che poi erano divenuti il gruppo di Pappalardo per 2 o 3 anni, e in cui Umberto Tozzi suonava la chitarra, e quindi tra i componenti potrebbero esserci  Lino Rossi al trombone, Pier Luigi Mucciolo alla tromba, Giorgio Balocco al sax e Sergio Brunetti alle tastiere....sicuramente non c'erano il bassista del gruppo, Guido Guglielminetti, e il batterista Euro Cristiani che, dopo l'esperienza con Pappalardo, avevano iniziato a lavorare come session man alla Numero Uno.
Ma questa, lo ripeto, è solo una mia ipotesi.

1) TSOP (The Sound Of Philadelphia) (Kenneth Gamble-Leon Huff)
2) Bluff (Renato Scala-Umberto Tozzi)

lunedì 12 dicembre 2011

Vasso Ovale - Amerò solo te/Prendila come vuoi (1967)












Torniamo a parlare, dopo alcuni mesi, di Vasso Ovale, presentando questo suo 45 giri del 1967.
Il cantante torinese è passato da circa un anno all’Ariston, abbandonando la Pathé che lo aveva lanciato e con cui aveva ottenuto il suo più grande successo, “Pietà”, nel 1963.
Il periodo trascorso con l’etichetta di Alfredo Rossi sarà quello in cui le vendite dei suoi dischi si ridurranno, fino ad incidere gli ultimi dischi della sua carriera per case discografiche minori.
Nel 1967 però Vasso Ovale è ancora un nome conosciuto e che partecipa a trasmissioni televisive come “Settevoci”.
Passando a questo disco, l’autore delle musiche di entrambe le canzoni è il padre del cantante, Achille, mentre i testi sono scritti dal medico torinese Renato Scala, scomparso nel 2006, che li firma con Nisa.
“Amerò solo te” è una canzone melodica, mentre è più ritmato il retro, “Prendila come vuoi”, che è anch’essa una canzone d’amore (in cui io percepisco degli influssi musicali greci)..
In entrambi i brani l’orchestra è diretta da Massimo Salerno, uno dei due figli di Nisa.

1) Amerò solo te (Nisa-Renato Scala-Achille Ovale)
2) Prendila come vuoi (Nisa-Renato Scala-Achille Ovale)

domenica 20 novembre 2011

Una canzone, una storia – Guarda












Per la serie “Una canzone, una storia” avevamo finora trattato solo de “I quattro ciucci”; oggi, nel secondo volume di questa speriamo lunga serie, parleremo di una canzone torinese, composta da autori torinesi e lanciata nel 1968 dai Rogers, complesso di Romano Canavese, in provincia di Torino, di cui abbiamo già parlato in questo blog.
La prima stampa di "Guarda"
I Rogers con Turi Golino (con il papillon) vincono il juke-box d'oro 
La canzone nasce da un’idea musicale molto semplice di Turi Golino, che ha raccontato in “Polvere di stelle”, la sua interessantissima autobiografia, la nascita del brano (alle pagine 93 e 94): «“Guarda” è una canzone che avevo scrito con Serengay e Scala. All’inizio era un semplice brano musicale senza parole; aveva persino un titolo diverso, “Siam ciai”, e l’avevo suonata qualche volta nei concerti da ballo senza grandi pretese. La deviazione di questo quieto itinerario arrivò il giorno in cui Serengay mi telefonò da Milano. Serengay era un bravo paroliere e un attento editore. “Caro Turi, ho una buona notizia: abbiamo inciso “Guarda”, è la facciata B di un disco dei Rogers”, disse. In quel momento i miei pensieri galoppavano assai lontani dalla musica che avevo scritto. Tant’è vero che, distratto, domandai: “E cos’è “Guarda”? Serengay rise un momento, poi con voce solenne annunciò: “E’ la nostra canzone!”. Il motivo, che era molto orecchiabile e di facile esecuzione, venne subito ripreso dai vari complessi che suonavano nei locali e, in breve tempo, passò dalla facciata B a quella A delle nuove incisioni. Fu la canzone più gettonata dell’anno, e alla IX Rassegna Musicale Premio Regia Televisiva di Salsomaggiore vinse il prestigioso “Juke-box d’oro”. Ritirai il premio da Daniele Piombi. “Guarda” la ritroviamo ancora oggi nel repertorio di musica da ballo».
Golino, come avete letto, racconta quasi  tutto... Integro con altre notizie: lo Scala che viene citato è Renato Scala, medico e paroliere scomparso nel 2006 e autore di molte canzoni per Vasso Ovale, Silva Grissi, Mariolino Barberis, Antonella Bellan, che è appunto l’autore del testo insieme a Domenico Serengay, di cui abbiamo già parlato spesso in altri post.
In Siae alla firma di Golino si affianca quella di Francesco Florio, il cantante dei Rogers, che probabilmente avrà fatto qualche modifica alla melodia di Golino (ma Florio è comunque assente sull’etichetta)..
Come ha scritto Golino, dapprima viene scelto come lato A “Cos’è l’amore” (canzone scritta da due musicisti che collaboravano spesso per la Bentler, Roberto Negri e Giuseppe Verdecchia, su testo di Antonio Marrapodi), e “Guarda” finisce sul retro, ma in breve tempo la Bentler ristampa il disco con una nuova copertina dove “Guarda” diventa il brano principale, viste appunto le richieste ricevute (anche se, sull'etichetta, i lati rimangono quelli della prima tiratura).
L’anno successivo alla pubblicazione dei Rogers “Guarda” (nel frattempo inclusa come brano d'apertura dell'unico 33 giri inciso dal gruppo torinese) viene incisa dai Raminghetti, un altro gruppo della Bentler (incidono per la sottoetichetta “Eldorado”), mentre nel 1972 i cremonesi Flashmen ne presentano una versione con sonorità più rock.
Nel 1976 invece i “Boccaccio 71”, orchestra torinese guidata da Luigi Boccaccio, con alla voce solista Carmen Rizzi (la moglie di Luciano Bonfiglioli) la incidono con un arrangiamento vicino alla discomusic nascente; l’anno dopo il cantante dei Rogers Florio la incide da solista.
Chiudiamo questa carrellata con la versione dei Rogers incisa più di dieci anni dopo l’originale; sul lato B “Donna per donna”, cioè “Stayin' alive” dei Bee Gees con un improbabile testo in italiano..

The Rogers (1968)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Cos'è l'amore (Antonio Marrapodi-Peppino Verdecchia-Roberto Negri)

I Raminghetti (1969)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Ragazza mia (Domenico Seren Gay-Roberto Nobile)

Flashmen (1972)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Mes amis (Domenico Seren Gay-Giorgio Seren Gay-Alfonso Corsini-Franco Zauli)

Carmen Rizzi e i Boccaccio '71 (1976)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Fontane bianche (Domenico Seren Gay-Giorgio Seren Gay-Turi Golino)

Frankie (1977)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Dammi un bacio qui (Franco Zauli-Francesco Florio-Turi Golino)

The Rogers (1979)

1) Guarda (Domenico Seren Gay-Renato Scala-Turi Golino-Francesco Florio)
2) Donna per donna (Ermanno Capelli-Barry, Maurice e Robin Gibb)