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giovedì 25 aprile 2013

Yves Montand - Bella ciao/Amor dammi quel fazzolettino (1963)












Quale post migliore oggi, 25 aprile, di questo 45 giri del francese/toscano Ivo Livi, alias Yves Montand?
Il lato A è la sua celeberrima versione del noto canto partigiano che, senza fare disquisizioni filologiche, pare che derivi da un canto tradizionale di lavoro delle mondine, ed una delle bonus track è la versione di Giovanna Marini, dall'album del 2002 "Sento il fischio del vapore", con il testo originario.
Sul lato B invece vi è "Amor dammi quel fazzolettino", canzone del folklore dell'Italia del nord ripresa in seguito anche da Gigliola Cinquetti.
Completano il post altre due versioni della canzone di poco successive, quella dei Gufi tratta dallo spettacolo del 1965 "I Gufi cantano due secoli di Resistenza" e quella di Giorgio Gaber incisa in un mini 45 giri abbinato alla rivista "POP" (sul retro vi era "Let's dance" interpretata dai Ravers), versione che, come arrangiamento, mi ricorda molto "Io non mi sento italiano".

1) Bella ciao (tradizionale)
2) Amor dammi quel fazzolettino (tradizionale)
Bonus track: 3) I Gufi - Bella ciao (1965)
                      4) Giorgio Gaber - O Bella ciao (1966)
                      5) Giovanna Marini - Bella ciao (2002)

martedì 1 maggio 2012

Paolo Pietrangeli - Risoluzione dei comunardi/Il vestito di Rossini/Contessa (1968)












A marzo del 1968 la Dischi del Sole pubblica nella serie “Linea Rossa” (che era nata all’inizio del 1967 in polemica con la “Linea Verde” teorizzata da Mogol) questo 45 giri di Paolo Pietrangeli, che presentiamo oggi in occasione della Festa dei Lavoratori.
Rispetto agli altri 45 giri pubblicati dall’etichetta, quelli di questa serie avevano nel numero di catalogo il prefisso LR al posto di DS; la distribuzione era curata dalla Vedette.
In copertina viene riportata una frase tratta dal testo della prima canzone, “Risoluzione dei comunardi”, opera in realtà tratta da un testo di Bertolt Brecht; questa è anche delle tre la canzone che si discosta un po’ dallo stile da ballata tipico delle canzoni di protesta, e vede tra gli autori anche Franco Fortini.
Le altre due canzoni che completano il disco, “Contessa” e “Il vestito di Rossini”, sono notissime e non hanno bisogno di alcuna presentazione: a proposito della prima mi veniva i mente che quelli che nel 1968 potevano essere i discorsi della vecchia nobiltà oggi potrebbero essere quelli dei “nuovi nobili”, i banchieri e i papaveri della finanza.....mi immagino, che so, un dialogo tra Monti e Passera che parlano degli scioperi in una fabbrica, “volevano, pensa, i salari aumentati....”.
Certo i tempi sono cambiati, ed ora non si sciopera più per avere l'aumento di salario, ma per protestare contro la cassa integrazione o la mobilità, per difendere un posto di lavoro attaccato da tutte le parti, dall'outsourcing (esternalizzazione) dilagante alla globalizzazione senza controlli.....vabbè, sono discorsi lunghi e questo è un blog musicale, ma alla fine cambiano i contesti ma non la sostanza delle cose.
Tornando al disco, alle registrazioni partecipano anche Giovanna Marini alla chitarra e altri due musicisti di cui nulla so, M. Ferrando e A. Fanchiotti, alla chitarra e al kazoo.

1) Risoluzione dei comunardi (Bertolt Brecht-Franco Fortini-Paolo Pietrangeli)
2) Il vestito di Rossini (Paolo Pietrangeli)
3) Contessa (Paolo Pietrangeli)

 P.S.: in allegato il file che ci ha inviato Giuliano Gangemi (leggere i commenti)