Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Giorgio Gaber. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giorgio Gaber. Mostra tutti i post

giovedì 25 aprile 2013

Yves Montand - Bella ciao/Amor dammi quel fazzolettino (1963)












Quale post migliore oggi, 25 aprile, di questo 45 giri del francese/toscano Ivo Livi, alias Yves Montand?
Il lato A è la sua celeberrima versione del noto canto partigiano che, senza fare disquisizioni filologiche, pare che derivi da un canto tradizionale di lavoro delle mondine, ed una delle bonus track è la versione di Giovanna Marini, dall'album del 2002 "Sento il fischio del vapore", con il testo originario.
Sul lato B invece vi è "Amor dammi quel fazzolettino", canzone del folklore dell'Italia del nord ripresa in seguito anche da Gigliola Cinquetti.
Completano il post altre due versioni della canzone di poco successive, quella dei Gufi tratta dallo spettacolo del 1965 "I Gufi cantano due secoli di Resistenza" e quella di Giorgio Gaber incisa in un mini 45 giri abbinato alla rivista "POP" (sul retro vi era "Let's dance" interpretata dai Ravers), versione che, come arrangiamento, mi ricorda molto "Io non mi sento italiano".

1) Bella ciao (tradizionale)
2) Amor dammi quel fazzolettino (tradizionale)
Bonus track: 3) I Gufi - Bella ciao (1965)
                      4) Giorgio Gaber - O Bella ciao (1966)
                      5) Giovanna Marini - Bella ciao (2002)

sabato 30 marzo 2013

Enzo Jannacci - Duetti, rarità, curiosità & cover 1960-2008 - Vol. 1°












Ho sempre ritenuto Enzo Jannacci uno dei più importanti, se non il più importante in assoluto, tra i cantautori italiani: e con i Powerillusi abbiamo proposto in concerto sue canzoni sin dal 1987 (ed una l'abbiamo anche incisa nel 1989).
Da bambino mi aveva colpito, come molti nati come me negli anni '60, "Vengo anch'io.No tu no", e mi ricordo l'estate del 1968 a Cattolica in cui, bambino, con il mio amico Giulio Di Santo cantavamo in spiaggia la canzone dividendoci le parti a seconda dell'esecuzione ("Adesso io canto Vengo anch'io e tu dici No tu no, poi facciamo cambio").
Con il passare degli anni l'ho poi riscoperto da adolescente, per la precisione nel 1979, con un album che si intitolava "Fotoricordo" e che fu il primo suo disco che comprai: naturalmente qui e là mi capitava ancora di ascoltare qualche suo brano in televisione (mi ricordo ad esempio "Secondo te che gusto c'è" sigla di un programma televisivo con un'animazione di Bruno Bozzetto), ospite di qualche programma che guardavano i miei genitori (da "Senza rete" a "Il poeta e il contadino"), ma fu "Fotoricordo" che mi fece scoprire la sua caratteristica principale, e cioè il suo cantare gli ultimi con uno sguardo che cercava di leggere la commozione e la pena per la condizione umana attraverso il filtro dell'ironia e della satira (pensate, per capirci, alla vicenda de "L'Armando" o a "La disperazione della pietà" o, per restare all'album "Fotoricordo", a "Io e te" o "Natalia").
In pochi mesi, cercando tra le bancarelle di via Po riuscii a procurarmi qualche album precedente come "Quelli che..." (altro capolavoro), "O vivere o ridere" e l'antologia pubblicata dalla RCA Linea Tre "Così ride Enzo Jannacci", scoprendo gemme come "Vincenzina e la fabbrica", "Rido", "Il bonzo", "Ragazzo padre".
E a seguire fu pubblicato un altro album imperdibile, "Ci vuole orecchio".....anni dopo mi venne naturale, quando iniziai a muovere i primi passi su Internet, creare un sito (o meglio, un tentativo di sito....) dedicato a Jannacci: cercai con l'aiuto di amici (Franco Settimo, Enrico Bellino, Livio Benerecetti tra gli altri) di ricostruire la discografia del medico cantautore, direi per la prima volta: il frutto di quel lavoro si concretizzò anche in un articolo pubblicato da Fernando Fratarcangeli su "Raro!" (che riguardava i primi anni della sua discografia).
Mi ricordo che quando feci vedere a Paolo, il figlio di Enzo che tutti conosciamo, alcuni 45 giri degli anni '60 incisi dal padre, mi aveva detto non solo che la maggior parte non li aveva conservati, ma che lui stesso girava tra i mercatini di dischi per cercare quelli incisi dal padre e che gli mancavano.
Con Franco Settimo e Michele Neri ho poi collaborato per la ricostruzione (questa volta completa temporalmente) della discografia pubblicata su "Musica leggera", e sempre con Franco abbiamo lavorato ad un libro direi molto completo che doveva essere pubblicato dalla Coniglio Editore ma che, per tanti motivi, è ancora inedito, ahimè.
E mi è sembrato naturale e ovvio, oggi, dare il mio ringraziamento a Enzo Jannacci ed alle emozioni che mi hanno procurato nel corso di questi anni le suo canzoni con questo post, in cui ho racchiuso alcune (non tutte, infatti si intitola volume 1....) rarità, curiosità, cover e duetti: non posso ovviamente per questioni di spazio dilungarmi su tutte come vorrei, ma possiamo ricordare che "Non occupatemi il telefono" è tratto da un flexi-disc allegato alla rivista "Il musichiere" ed eseguito con Giorgio Gaber (la canzone era stata incisa peraltro anche da Gino Paoli e da Sergio Endrigo con il complesso di Riccardo Rauchi, ed anche "L'ombrello di mio fratello" nella versione di Gionchetta era allegato ad una rivista, "Nuova Enigmistica Tascabile".
"L'artista" è tratta dallo spettacolo "Milanin Milanon" del 1962, e si differenzia dalla versione che fu incisa sul 45 giri perché quest'ultima è in italiano.
"Passaggio a livello" venne incisa da Tenco durante il suo periodo Jolly e pubblicata postuma in una raccolta, mentre "Il gruista" è tratta da un programma televisivo del 1967 (Jannacci la inciderà solo più di vent'anni dopo nell'album "Guarda la fotografia"); "Bogo el loco", scritta da Luis Eduardo Aute per l'argentino Luis Aguilé è la versione originale di "Bobo Merenda", mentre "Il pacco", un recitato sulla base di "Ci vuole orecchio", fu pubblicata nell'album omonimo ma soltanto nella versione in cassetta (....ed ovviamente quando il disco fu ristampato in cd la Ricordi nemmeno si sognò di allegarlo come bonus track....).
"Nustalgia de Milan" era contenuta in una raccolta omaggio a Giovanni D'Anzi, "Musical" in una delle raccolta pubblicate dal Club Tenco e la versione strumentale di "Tira a campà" era inserita nella colonna sonora del film di Lina Wertmuller "Pasqualino Settebellezze"; anche "Piccoli equivoci" faceva parte di una colonna sonora, quella del film omonimo di Ricky Tognazzi, mentre altre canzoni sono tratte da dischi di vari colleghi di Jannacci con cui ha, a volte, duettato (Baccini, Baglioni, il cabarettista Osvaldo Ardenghi), tranne "Bartali" che è invece tratto dalla raccolta del 2006 "The best".
Tra questi duetti mi piace ricordare quello con i Selton in "Pedro Pedreiro": il gruppo brasiliano ha dedicato al repertorio di Jannacci un intero album, intitolato "Banana à Milanesa".
Vi sono infine cover di canzoni di Jannacci eseguite da Drupi ("Senza parole"), ancora Baglioni ("Vengo anch'io. No, tu no") e i Powerillusi, come ho ricordato prima, e due omaggi che Jannacci ha voluto dedicare a due sue colleghi come Bindi ed Endrigo; anche "Via del Campo", canzone di cui Jannacci è autore della musica, è stato un omaggio per De André, l'autore del testo che l'aveva incisa nel 1967.
Apre il disco "L'uomo a metà" dall'album omonimo del 2003, che considero una delle canzoni più belle di Jannacci, mentre la chiusura è affidata a "Geppina", un divertissement che venne pubblicato solo nel sito ufficiale del cantante in formato mp3 scaricabile (e che ora è ovviamente introvabile).
Anche i prossimi due post saranno legati a Jannacci, mentre per il secondo volume di questa raccolta dovrete attendere un po'.

  1) Enzo Jannacci - L'uomo a metà (Enzo & Paolo Jannacci) - 2003
  2) I Due Corsari - Non occupatemi il telefono (Franco Franchi-Gianfranco Reverberi) - 1960
  3) Rino Gionchetta - L'ombrello di suo fratello (Enzo Jannacci) - 1965
  4) Luigi Tenco - Passaggio a livello (Enzo Jannacci) - 1972
  5) Enzo Jannacci - Il gruista (Enzo Jannacci) - 1967
  6) Enzo Jannacci - L'artista (Enzo Jannacci) - 1962
  7) Luis Aguilé - Bogo el loco (Luis Eduardo Aute) - 1967
  8) Enzo Jannacci e Osvaldo Ardenghi - Il bonzo (Dario Fo-Aurelio Ponzoni-Dario Fo) - 2004
  9) Enzo Jannacci - Il pacco (Enzo Jannacci) - 1980
10) Enzo Jannacci - Nustalgia de Milan (Giovanni D'Anzi) - 1980
11) Enzo Jannacci - Musical (Enzo Jannacci) - 1993
12) Enzo Jannacci & Paolo Conte - Bartali (Paolo Conte) - 2004
13) Enzo Jannacci & Claudio Baglioni - E la vita la vita (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto) - 1997
14) Enzo Jannacci - Tira a campà (strumentale) (Lina Wertmüller-Beppe Viola-Enzo Jannacci) - 1975
15) Enzo Jannacci & Francesco Baccini - Canzone in allegria (Francesco Baccini) - 1997
16) Claudio Baglioni - Vengo anch'io.No, tu no (Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci) - 2006
17) Enzo Jannacci - Piccoli equivoci (Enzo Jannacci) - 1990
18) Powerillusi - Il monumento (Enzo Jannacci) - 1989
19) Drupi - Senza parole (Riccardo Piferi-Antonio Galbiati-Mark Harris-Enzo Jannacci) - 1990
20) Enzo Jannaci - Via del Campo (Fabrizio De André-Enzo Jannacci) - 2001
21) Enzo Jannacci - Io che amo solo te (Sergio Endrigo) - 2002
22) Enzo Jannacci & i Selton - Pedro Pedreiro (Enzo Jannacci-Giorgio Calabrese-Chico Buarque de           Hollanda) - 2008
23) Enzo Jannacci - Arrivederci (Giorgio Calabrese-Umberto Bindi) - 2003
24) Enzo Jannacci - Geppina (Francesco Saverio Mangieri) - 2001

mercoledì 2 gennaio 2013

Ombretta Colli - Viva l'ammore! (1971)

 
Il blog oggi commemora Giorgio Gaber, di cui ieri è stato l'anniversario della scomparsa, con...un disco di Ombretta Colli: ma si tratta di un album in cui la collaborazione del consorte è decisamente predominante in quasi tutti i brani, ed è sottolineata anche nel retro di copertina, con la scritta "con la partecipazione straordinaria del signor G." (che ricorda lo spettacolo di Gaber di quel periodo). 
L'etichetta che pubblica l'album è la Carosello, a cui la Colli era approdata insieme al marito, che aveva lasciato la Vedette. "Lu primmo ammore", che apre l'album, è una rielaborazione di un noto canto popolare pugliese, anzi per essere precisi barese; in questa versione è firmato da Gaber e Umberto Simonetta. 
Anche "Sant'Antonio" proviene dalla tradizione popolare, ed è notissima la versione che incisero i Gufi, cantata da Lino Patruno: la firma qui è invece di Gaber e Giuseppe Tarozzi, come anche nelle due canzoni successive (anche se "A me cosa mi costa" è anch'essa un brano popolare). 
Di "Paparadio", in cui canta anche Gaber, abbiamo già parlato a settembre del 2011 nel post dedicato al 45 giri
"La mia mama" è l'unica canzone che non è scritta da Gaber, ma da Gian Piero Simontacchi per il testo e da Giorgio Casellato, collaboratore abituale di Gaber, per la musica: già pubblicata nel 1969 su 45 giri dalla Rare, viene registrata per questo disco in una nuova versione. 
"La cinquecento targata MI" (il cui titolo mi ha sempre fatto venire in mente "Un auto targata TO" di Lucio Dalla e Roberto Roversi) è la prima delle quattro canzoni scritte dal solo Gaber; qui la voce della Colli è accompagnata da un coro in stile alpino. 
Il lato B si apre con "Mapim-mapom", in cui si riascolta nuovamente la voce di Gaber, autore delle due canzoni successive, il valzerone "Ho paura" e "Amore e fame". "Amore e lavoro" è invece una rielaborazione de "La mura di Parenzo", altro canto folk, mentre "E' qua è là" fa venire in mente certe canzoni del periodo Vedette di Gaber, che canta anche il brano conclusivo, scritto per il testo da Rodolfo Traversa, che dà il titolo al disco. 
L’orchestra è diretta da Giorgio Casellato. 

LATO A 

1) Lu primmo ammore (Umberto Simonetta-Giorgio Gaber) 
2) Sant'Antonio (Giuseppe Tarozzi-Giorgio Gaber) 
3) Paparadio (Giuseppe Tarozzi-Giorgio Gaber) 
4) A me cosa mi costa (Giuseppe Tarozzi-Giorgio Gaber) 
5) La mia mama (Gian Piero Simontacchi-Giorgio casellato) 
6) La cinquecento targata MI (Giorgio Gaber) 

LATO B 

1) Mapim-mapom (Giuseppe Tarozzi-Giorgio Gaber) 
2) Ho paura (Giorgio Gaber) 
3) Amore e fame (Giorgio Gaber) 
4) Amore e lavoro (Giuseppe Tarozzi-Giorgio Gaber) 
5) E' qua è là (Giorgio Gaber) 
6) Viva l'ammore (Rodolfo Traversa-Giorgio Gaber)

lunedì 30 luglio 2012

AA.VV. - Ospedali & malattie

SERIE “LE GRANDI RACCOLTE PER LA GIOVENTU' “ - VOL. 7

Il blog riapre oggi, dopo qualche giorno di assenza per i motivi che sapete....ed a questo proposito ho pensato di ricominciare con il settimo volume della serie “Le grandi raccolte per la gioventù” (dal celebre slogan delle figurine Panini), raccolte (e non compilation, come si usa oggi) musicali virtuali, compilate in maniera tematica, per la gioventù in quanto si spera che possano essere utili per i più giovani lettori del blog....e, per rimanere in tema con l'assenza, ho pensato di trattare le canzoni che, in un modo o nell'altro, hanno a che fare con gli ospedali e le malattie.
Per chi fosse interessato, comunque: tutto è andato bene, c'erano più di cento calcoli, ed ora sono in convalescenza.












OSPEDALI & MALATTIE

La raccolta si apre con “L'amico” di Giorgio Gaber, tratto dall'album “I borghesi” del 1971, e racconta un dialogo con un amico malato terminale in ospedale; la canzone verrà ripresa anche dal vivo nello spettacolo “Dialogo tra un impiegato e un non so” l'anno successivo.
Gaber è l'unico autore di cui sono presenti due canzoni: l'altra è “Gildo”, successiva di dieci anni, in cui viene descritto il rapporto con un vicino di letto in ospedale.
Fabrizio De André è presente anch'egli come autore con due canzoni, “Un medico” e “Un malato di cuore”, ma di quest'ultima ho inserito la versione di Morgan nella reincisione dell'album “Non al denaro, non all'amore né al cielo”.
Jannacci, con "Natalia" (tratta da uno dei suoi capolavori, "Fotoricordo", del 1979) descrive un episodio di quella che è stata per anni la sua vera professione, il chirurgo, con un'operazione al cuore ad una bambina torinese.
In realtà non tutte le canzoni parlano di malattie in senso letterale: “Malatia” di Peppino Di Capri è, ad esempio, una canzone d'amore.
Pierdavide Carone e Dente sono due rappresentanti della nuova generazione della canzone d'autore, e la canzone di Carone in particolare ha un testo molto azzeccato; i Litfiba e i Prozac + sono due esponenti del rock italiano a cavallo tra gli '80 e i '90.
“No dottore” è uno dei testi di Mogol più particolari, trattando (seppur in maniera velata) di un omicidio, mentre il duetto di Mina e Beppe Grillo “Dottore” ha un elenco di medicinali (un ansiolitico, omeopatico, ecc...) che ben si adatta al tema.
Non poteva mancare “Pigliate 'na pastiglia” di Carosone (canta Napoli, Napoli in farmacia), mentre “Angelo Raffaeele” di Al Bano è l'inno ufficiale dell'ospedale San Raffaele di Milano (quello di don Verzé, per intenderci...).Completano la raccolta l'Equipe 84, la Berté, la Vanoni e Mal (quest'ultimo con una canzone tratta da un album del 1976), mentre la conclusione in chiave comica è affidata a Walter Chiari.

  1) Giorgio Gaber - L'amico (1971)
  2) Peppino Di Capri - Malatia (1958)
  3) Pierdavide Carone - La ballata dell'ospedale (2010)
  4) Equipe 84 - Clinica Fior di Loto SPA (1973)
  5) Enzo Jannacci - Natalia (1979)
  6) Fabrizio De André - Un medico (1971)
  7) Morgan - Un malato di cuore (2005)
  8) Litfiba - Febbre (1986).
  9) Lucio Battisti - No dottore (1976)
10) Mina & Beppe Grillo - Dottore (1996)
11) Giorgio Gaber - Gildo (1981)
12) Ornella Vanoni - Sto male (1973)
13) Renato Carosone - Pigliate 'na pastiglia (1958)
14) Mal - Una malattia (1976)
15) Prozac + - Pastiglie (1996)
16) Loredana Bertè - Quanto costa dottore (1983)
17) Dente - Pastiglie (2003)
18) Al Bano - Angelo Raffaele (2001)
19) Walter Chiari - La strana malattia di Ciccio (1963)

lunedì 30 gennaio 2012

Herbert Pagani – Amicizia (1969)












Un disco tra i più interessanti (e tra i più dimenticati) della canzone d’autore italiana: non è mai stato ristampato in CD, come del resto gli altri di Herbert Pagani (di cui si trova solo qualche antologia), personaggio eclettico (pittore, attore, disc-jockey) italo-svizzero di famiglia ebrea.
Pubblicato alla fine del 1969, alcune canzoni erano conosciute perché già edite in vari 45 giri: “Lombardia”, versione in italiano di “Le plat pays” di Jacques Brel nel 1965, “Canta” nel 1967 e “L’amicizia” nel 1969 (era il retro di “Ahi, le Hawaii”), le prime due però vengono reincise.
“La vita dell’uomo” inoltre era stata inserita l’anno precedente da Giorgio Gaber nel suo disco “L’asse di equilibrio”.
Come di consueto Pagani si occupa dei testi, mentre per le musiche vi sono vari collaboratori: abbiamo già citato Gaber, poi c’è Alberto Anelli (a sua volta cantautore in proprio) e Guido Lombardi (a cui in Siae si aggiunge anche Ettore Lombardi).
Oltre a “Lombardia” vi è un altro brano che proviene dal repertorio di Brel: si tratta di “Che bella gente”, cover di “Ces gens là”, che due anni dopo Gaber includerà nel suo album “I borghesi”; di questa canzone esiste anche una traduzione diversa di Bruno Lauzi.
Molto interessanti i testi, mai banali e sempre particolari, per le tematiche affrontate (che spaziano dall’emigrazione alla critica della vita borghese).
La canzone più nota è senza dubbio “Albergo a ore”, pubblicata anche su 45 giri: si tratta di una canzone francese lanciata da Edith Piaf, “Les amants d’un jour”, scritta da Margueritte Monnot (l’autrice di altri successi della cantante, come “Milord” e “Hymne à l’amour”), e la versione di Pagani verrà in breve ripresa da molti artisti, tra cui Gino Paoli, Luisella Guidetti, Ornella Vanoni e Marcella Bella.
I brani sono legati tra loro o da alcuni intermezzi recitati o da rumori (a partire dalla sveglia iniziale) che danno al disco un senso di continuità, come se si trattasse di una giornata, dall’alba di “Concerto al mattino” al finale dopo “La vita dell’uomo”.

LATO A

1) Concerto al mattino (Herbert Pagani-Guido Lombardi-Ettore Lombardi)
2) Lombardia (Herbert Pagani-Jacques Brel)
3) Canta (Herbert Pagani-Tony De Vita)
4) Albergo a ore (Herbert Pagani-Margueritte Monnot)
5) L’amicizia (Herbert Pagani-Alberto Anelli)

LATO B

1) Presa di coscienza (Herbert Pagani-Guido Lombardi-Ettore Lombardi)
2) Gli emigranti (Herbert Pagani-Annalena Limentani-Ettore Lombardi)
3) La terra lavorata (Herbert Pagani-Alberto Anelli)
4) Che bella gente (Herbert Pagani-Jacques Brel)
5) La vita dell’uomo (Herbert Pagani-Giorgio Gaber)

sabato 31 dicembre 2011

AA.VV. – Gli anni (2011-2012)













SERIE: "LE GRANDI RACCOLTE PER LA GIOVENTU' " - VOL.5

In occasione dell’ultimo dell’anno, riprendiamo la serie “Le grandi raccolte per la gioventù” che, se vi ricordate, prende in prestito il celebre slogan delle figurine Panini per proporre antologie tematiche di canzoni (NON compilation!) a beneficio dei lettori più giovani del blog, che possono in tal modo conoscere autori e interpreti non sempre così famosi.
Siamo arrivati ormai al volume 5, che raggruppa alcune canzoni legate dal filo conduttore dell’anno che è trascorso.

GLI ANNI

Il titolo della raccolta è tratto dalla canzone che lo apre, di Roberto Vecchioni, tratta dall’album “Milady”: il testo riprende alcune caratteristiche tipiche del cantautore di “Luci a San Siro”, dal ricordo del passato al rimpianto vero e proprio….caratteristiche che troviamo in molti altri testi presenti qui, anche perché ovviamente il tema del tempo che passa si presta moltissimo (“O giorni o mesi che andate sempre via…” canta Guccini).
In realtà in alcuni testi l’anno è un pretesto per parlare d’altro, per lo più d’amore, come fa Mina nella bella canzone di Nino Ferrer o Califano in “Capodanno”, o ancora Gaber in “Gli anni che verranno”, o di raccontare un momento della vita di Van Gogh, come fa Francesco De Gregori traducendo “Vincent” di Don Mc Lean per Little Tony.
Tra i tanti autori presenti ricordo Stefano Rosso, con una delle sue canzoni più sconosciute (e più belle), ed anche quella di Bobby Solo, cover di “I'll Never Find Another You” dei Seekers (scritta dal fratello di Dusty Springfield, Tom) è tra le sue meno conosciute.
Penso che in commercio non esista nessuna raccolta che mette insieme Guccini ed Aurelio Fierro, passando per Califano e i CSI!!!

1) Roberto Vecchioni – Gli anni (Roberto Vecchioni) 1979
2) Mina – Un anno d’amore (Mogol-Alberto Testa-Nino Ferrer) 1964
3) Aurelio Fierro – Buon anno buona fortuna (Bixio Cherubini-Cesare Andrea Bixio) 1957
4) Giorgio Gaber – Gli anni che verranno (Giorgio Gaber-Renato Angiolini-Giorgio Gaber) 1966
5) Alunni del Sole – Tutto come un anno fa (Paolo Morelli) 1979
6) Dori Ghezzi - Per un anno che se ne va (Goffredo Canarini-Andrea Lo Vecchio-Roberto Vecchioni-Paolo Ferrara-Michele Francesio) 1969
7) Little Tony – Come un anno fa (Francesco De Gregori-Don McLean) 1973
8) Stefano Rosso -. Canzone per un anno (Stefano Rosso) 2001
9) Franco Califano - Capodanno (Franco Califano-Francesco Del Giudice) 1978
10) Francesco Guccini – Canzone dei dodici mesi (Francesco Guccini) 1972
11) Donatella Moretti – Era più di un anno (Franco Migliacci-Bruno Zambrini-Luis Enriquez Bacalov) (1966)
12) Bobby Solo – Un anno intero senza te (Alessandro Colombini-Beppe Cardile-Tom Springfield) 1971
13) Tazenda – A chent’annos (Luigi Marielli) 2007
14) Jovanotti – Buon anno (Jovanotti-Michele Centonze-Jovanotti) 1999
15) C.S.I. – Buon anno ragazzi (Giovanni Lindo Ferretti-Gianni Maroccolo-Giorgio Canali-Francesco Magnelli-Massimo Zamboni) 2001

domenica 27 novembre 2011

Giorgio Gaber - Anni affollati (1981)












Non so per quale motivo, ma questo disco non è mai stato ristampato in CD: esiste sì un cd intitolato "Anni affollati", ma si tratta in realtà della ristampa del disco dell'anno successivo, "Il teatro di Giorgio Gaber", che era il doppio dal vivo tratto dallo spettacolo "Anni affollati", che conteneva anche canzoni del precedente disco in studio "Pressione bassa" (oltre che "Io se fossi Dio").
In "Il teatro di Giorgio Gaber" mancano due canzoni presenti in questo disco in studio, e cioè "Luciano" (che è sicuramente il brano più divertente, e che Gaber riprenderànel 1985 nello spettacolo "Io se fossi Gaber"), e "Ipotesi per una Maria" (nome ricorrente nelle sue canzoni: vi ricordate "Chiedo scusa se parlo di Maria"?).
Oltre a queste due, è da ricordare in questo disco "Gildo", precisa descrizione di una degenza in ospedale e del tipo di rapporti umani che si creano in queste situazioni; inoltre, come curiosità, in "Anni affollati" (che conclude una critica degli anni '70 che Gaber aveva iniziato tre anni prima in "Polli d'allevamento") c'è un riferimento a  Chang Ching (o, con la grafia che ha preso piede in seguito, Jiang Qing), la quarta moglie di Mao...e sicuramente oggi pochi si ricordano di chi sia stata.
Collabora alla scrittura dei brani, come sempre, Sandro Luporini.

LATO A
1) Il sosia
2) Anni affollati
3) Luciano
4) 1981

LATO B
1) L'attesa
2) Gildo
3) Ipotesi per una Maria
4) Al termine del mondo

giovedì 17 novembre 2011

AA.VV. – Dal XVII Festival di Sanremo (1967)


 









Devo dire che il post dell’altro giorno, quello sulla raccolta di Sanremo 1967 della Fonit-Cetra, ha riscosso particolarmente successo, e mi sono arrivate molte mail di ringraziamento ed alcuni che chiedevano l’iscrizione al blog proprio a causa di quel disco….ed allora ho pensato di farne un altro sempre su una raccolta di quel tipo, questa volta però della Ri-Fi (che mentre in copertina si intitola  "XVII Festival di Sanremo", nelle due etichette invece il titolo è riportato come "Dal XVII Festival di Sanremo"): e così, se in quel disco la canzone vincente “Non pensare a me” era nell’interpretazione di Claudio Villa, qui la troviamo nella versione di Iva Zanicchi. Altre incisioni originali, quindi di artisti dell’etichetta, sono “Proposta” dei bravi Giganti, “E allora dai” di Giorgi Gaber e “Devi avere fiducia in me” di Roberta Amadei.
“Proposta”, pur essendo firmata da Alberto Carisch con lo pseudonimo Albula e da Giordano Bruno Martelli, era stata scritta invece dai Giganti, come del resto quasi tutto il loro repertorio: solo che nessuno del gruppo era iscritto alla Siae…nel caso specifico, la musica era di Mino Di Martino, mentre il testo era stato scritto con la collaborazione di tutto il gruppo.
“E allora dai” in Siae ha anche la firma di Renato Angiolini come collaboratore alla musica; in più occasioni comunque Gaber ha ricordato che alla scrittura del brano aveva collaborato Franco Battiato (anche lui però non ancora iscritto alla Siae).
Tra le canzoni interpretate dai big sono particolarmente interessanti “Cuore matto” cantata da Fausto Leali, “L’immensità”, notissima anche nell’interpretazione di Mina (e, per inciso, una delle canzoni di quel festival ancora oggi proposta da giovani cantanti come Francesco Renga o i Negramaro, segno evidentemente della modernità della scrittura di Don Backy) e le due canzoni del gruppo beat bergamasco dei Mat 65, “Pietre” e “Bisogna saper perdere” (che furono anche pubblicate su 45 giri).
Anche la Ri-Fi dà spazio ad alcuni giovanissimi che con il senno di poi possiamo dire che sono rimasti sconosciuti: ci riferiamo ad esempio a Gianni Imberti (“La rivoluzione”), il misterioso Paolo T. (“Dove credi di andare” e “Io per amore”), Frank Orlando (“Quando dico che ti amo”) e il gruppo “The Classics” (“Per vedere quanto è grande il mondo” e “Io, tu e le rose”).
Una nota: la copertina non riporta la sequenza corretta delle canzoni, che è invece giusta sulle due etichette.
E’ un peccato che questo tipo di raccolte, che quasi sempre contenevano delle chicche interessanti, con il passare degli anni, siano state messe da parte e sostituite da quelle con tutte le versioni originali dei brani.

LATO A
1) Iva Zanicchi - Non pensare a me (Alberto Testa-Eros Sciorilli)
2) The Classics - Per vedere quanto è grande il mondo (Mogol-Carlo Donida)
3) Giorgio Gaber - E allora dai (Giorgio Gaber)
4) Fausto Leali - Cuore matto (Armando Ambrosino-Toto Savio)
5) Roberta Amadei - Devi avere fiducia in me (Francesco Specchia-Renato Martini)
6) Mat 65 - Pietre (Ricky Gianco-Gian Pieretti)
7) Paolo T. - Dove credi di andare (Sergio Endrigo)

LATO B
1) Mina - L’immensità (Mogol-Don Backy-Detto Mariano)
2) Frank Orlando - Quando dico che ti amo (Alberto Testa-Tony Renis)
3) I Giganti - Proposta (Albula-Giordano Bruno Martelli)
4) Paolo T. - Io per amore (Vito Pallavicini-Pino Donaggio)
5) Mat 65 - Bisogna saper perdere (Pino Cassia-Ruggero Cini)
6) The Classics - Io, tu e le rose (Daniele Pace-Mario Panzeri-Luigi Barazzetti-Mario Giacomo Gili)
7) Gianni Imberti - La rivoluzione (Mogol-Piero Soffici)

venerdì 28 ottobre 2011

Enzo Jannacci e Giorgio Gaber (1972)


 







Il post di oggi nasce da una richiesta di Alessandro Bellapasta di Pontedera, un amico del blog: si tratta di un album pubblicato nel 1972 dalla Family Records, che era l'antenata della serie Orizzonte, e quindi la collana economica della Dischi Ricordi.
Il disco raccoglie tutta (o quasi, come vedremo) la produzione realizzata da Gaber e Jannacci nel biennio 1959-1960 con la denominazione “I Due Corsari”...ho scritto “quasi” perché, oltre alle 12 canzoni del 33 giri, i due incisero altri due brani per la rivista “Il Musichiere”, “Non occupatemi il telefono” e “Comme facette mammeta”, che furono stampati solo su flexy disc (ma qui li trovate come bonus tracks).
Ho esaudito oggi la richiesta di Alessandro perchè due giorni fa è stata pubblicata (finalmente, è proprio il caso di dirlo!!) la ristampa in cd dello storico album “Quelli che...”, inciso da Jannacci nel 1975 per l'Ultima Spiaggia....e non è tutto: è prevista per il 22 novembre la pubblicazione di un cofanetto quadruplo che racchiuderà tutti e quattro i dischi incisi per quell'etichetta, compreso il bellissimo “Fotoricordo”.....tutto ciò a cura dell'Ala Bianca di Tony Verona, che da ormai un decennio segue il cantautore milanese.
In un mondo discografico allo sbando, quando c'è una buona notizia, è bello e giusto farla conoscere il più possibile.
Il disco è stato ristampato più volte nella serie Orizzonte, ma mai in CD.
Tra gli autori dei brani, da citare Franco Franchi, di cui abbiamo parlato già in passato, il maestro Mario Bertolazzi, Mogol (il cui nome però è assente sull'etichetta, pur essendo in realtà presente in Siae), il doppiatore e attore Nino Scardina, Gian Franco Reverberi, Migliacci, Bruno De Filippi, all'epoca nei Campioni, Luciano Beretta, Ezio Leoni e, in due brani, il papà del Vampiro.

LATO A

1) Una fetta di limone (Umberto Simonetta-Giorgio Gaber)
2) Corsari scozzesi (Franco Franchi-Gian Franco Reverberi)
3) Dormi piccino (Umberto Simonetta-Mario Bertolazzi)
4) Ehi!...Stella (Giorgio Calabrese-Gian Franco Reverberi)
5) Una fiaba (Mogol-Davide Pennati-Giorgio Gaber)
6) 24 ore (Giorgio Calabrese-Gian Franco Reverberi)

LATO B

1) Zitto prego (Giorgio Gaber-Enzo Jannacci)
2) Birra (Franco Franchi-Gian Franco Reverberi)
3) Il cane e la stella (Nino Scardina-Enzo Jannacci)
4) Teddy girl (Luciano Beretta-Ezio Leoni)
5) Perchè non con me (Franco Franchi-Gino Paoli-Gian Franco Reverberi)
6) Tintarella di luna (Franco Migliacci-Bruno De Filippi)

BONUS TRACKS:

1) Non occupatemi il telefono
2) Comme facette mammeta

sabato 17 settembre 2011

Giorgio Gaber - Il gatto si morde la coda/Paparadio (1972)












Nel 1972 Giorgio Gaber ha già realizzato alcuni spettacoli di teatro-canzone, da “Il signor G” a “Dialogo tra un impegnato e un non so”; proprio mentre gira l'Italia con quest'ultimo spettacolo, viene pubblicato il 45 giri di cui parliamo oggi, che è un ritorno del cantautore alla canzone vera e propria.
Si tratta infatti della sigla del programma radiofonico “I Malalingua”, di Luciano Salce e Guido Sacerdote, e la canzone è scritta da Gaber per il testo e dal maestro Franco Pisano per la musica.
La musica ha un andamento vagamente reggae, mentre il testo umoristico racconta la metafora di un gatto che si morde la coda e non sa che la coda è sua; all'incisione partecipano i “4 + 4” di Nora Orlandi.
Sul retro viene inserita una canzone, “Paparadio”, cantata da Gaber insieme alla moglie Ombretta Colli ed inserita nel suo album “Viva l’amore!”; l’orchestra è diretta da Giorgio Casellato, collaboratore abituale di Gaber.
Finora nelle varie antologie e raccolte pubblicate specialmente dopo la scomparsa di Gaber, questi due brani sono stati completamente dimenticati, come del resto altri 45 giri del periodo Carosello.

1) Il gatto si morde la coda (Giorgio Gaber-Franco Pisano)
2) Paparadio (Giuseppe Tarozzi-Giorgio Gaber)

giovedì 19 maggio 2011

AA.VV - Cabaret (1981)












La K-Tel era un’etichetta discografica nata in Canada che, tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80, si specializzò nella pubblicazione di dischi antologici, le famose compilation (notissime le varie “Italian graffiti”); in Italia la distribuzione era affidata alla RCA.
Oggi parliamo di una di queste compilation, intitolata “Cabaret” e curata da Marco Gaido: una raccolta interessante, suddivisa in quattro parti, corrispondenti ai lati dei due dischi.
La prima, “Personaggi di vita e malavita” (in copertina però vi è solo scritto ‘’Vita e malavita’’, mentre il titolo completo è solo sull’etichetta), racchiude canzoni ambientate nel mondo della mala: non può mancare ovviamente la Vanoni, cantante della mala per eccellenza, con “Hanno ammazzato il Mario in bicicletta”, testo molto noto di Dario Fo su musica di Fiorenzo Carpi.
Vi sono poi “L’Armando” di Jannacci, “Veronica”, sempre del medico cantautore (ma nell’incisione di Lino Patruno) e “Il palo della banda dell’Ortica”, testo di Walter Valdi (pseudonimo di Walter Giovanni Nicola Pinnetti) qui con la musica originale di Jacqueline Perrotin (Jannacci la inciderà con una nuova musica ed alcune modifiche al testo).
Svampa è presente con “Porta Romana”, mentre Laura Troschel canta una canzone scritta dal gruppo del Bagaglino..
Il lato si conclude con “Paese” di Roberto Benigni, che non è certo una canzone sulla mala.
“Oggetti e cianfrusaglie” contiene invece canzoni varie che hanno appunto come tema oggetti: l’automobile (“La balilla”), il frigorifero (la bella “O frigideiro” di Lauzi), la cassaforte, la bambola gonfiabile, l’ascensore (nel celebre valzer lanciato nel 1949 da Aldo Donà e reinterpretato da Montesano) e le scarpe da tennis.
Nel lato intitolato “L’assurdo” è sicuramente da ricordare “Vademecum tango” di Franco Nebbia, con il testo (scritto da Enrico Vaime che si firma con lo pseudonimo ‘’Poppi’’) che cita vari modi di dire in latino, la notissima “Coccodì Coccodà” di Walter Valdi, qui cantata da Svampa, e la “Crapa pelada” scritta da Gorni Kramer per il Quartetto Cetra, basandosi su un canto popolare lombardo (e qui cantata da Svampa, Patruno e Franca Mazzola)
L’ultimo lato è intitolato “Si fa per dire”, e ritroviamo Jannacci, Pippo Franco, Cochi & Renato e Gabriella Ferri; vi sono inoltre “Far finta di essere sani”, unico brano di Gaber presente, e “Urca che bello”, canzone scritta da Daniele Pace, Lorenzo Pilat e Mario Panzeri per Enrico Beruschi.
In definitiva un doppio album divertente e che si lascia ascoltare con piacere.

LATO A – PERSONAGGI DI VITA E MALAVITA

1) Enzo Jannacci – L’Armando (Dario Fo-Enzo Jannacci)
2) Ornella Vanoni – Hanno ammazzato il Mario in bicicletta (Dario Fo-Fiorenzo Carpi)
3) Walter Valdi – Il palo della banda dell’Ortica (Walter Valdi-Jacqueline Perrotin)
4) Laura Troschel – La poveraccia (Mario Castellacci-Pier Francesco Pingitore-Dimitri Gribanovski)
5) Nanni Svampa – Porta Romana (tradizionale; rielaborazione di Piero Santi)
6) Nanni Svampa & Lino Patruno – Veronica (Sandro Ciotti-Dario Fo-Enzo Jannacci)
7) Roberto Benigni – Paese (Roberto Benigni-Giuseppe Bertolucci-Roberto Benigni)

LATO B – OGGETTI E CIANFRUSAGLIE

1) Maria Monti & Giorgio Gaber - La Balilla (Giorgio Gaber-Renato Angiolini-Giorgio Gaber)
2) Bruno Lauzi - O frigideiro (Giorgio Calabrese-Bruno Lauzi-Gian Franco Reverberi)
3) Gabriella Ferri – A casciaforte (Alfonso Mangione-Nicola Valente)
4) Pino Caruso – La pupa di gomma - (Mario Castellacci-Pier Francesco Pingitore-Dimitri Gribanovski)
5) Dario Fo – La luna è una lampadina (Dario Fo-Fiorenzo Carpi)
6) Enrico Montesano – Il valzer dell’ascensore (Nisa-Nino Casiroli)
7) Enzo Jannacci – El portava i scarp del tennis (Enzo Jannacci)

LATO C – L’ASSURDO

1) Cochi & Renato – E la vita la vita (Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)
2) Dino Sarti – Tango imbezell (Dino Sarti-Corrado Castellari)
3) Bruno Lauzi – Garibaldi (Bruno Lauzi-Eddie Cooley-John Davenport)
4) Lino Patruno, Nanni Svampa & Franca Mazzola – Krapa pelada (Gorni Kramer)
5) Franco Nebbia – Vademecum tango (Enrico Vaime-Franco Nebbia)
6) Nanni Svampa & Lino Patruno – Coccodì coccodà (Walter Valdi-Armando Celso)
7) Beppe Grillo – Ma se ghe penso (Mario Cappello-Pino Amendola-Attilio Margutti)

LATO D – SI FA PER DIRE

1) Pippo Franco – Praticamente no (Franco Pippo)
2) Enrico Beruschi – Urca che bello (Daniele Pace-Mario Panzeri-Corrado Conti)
3) Enzo Jannacci – Vengo anch’io. No, tu no (Enzo Jannacci-Dario Fo-Fiorenzo Fiorentini-Enzo Jannacci)
4) Giorgio Gaber – Far finta di essere sani (Giorgio Gaber)
5) Franca Rame – ‘nteressa a me (Leo Chiosso-Dario Fo-Fiorenzo Carpi)
6) Gabriella Ferri – La società dei magnaccioni (tradizionale)
7) Cochi & Renato – Bravo sette più (Enzo Jannacci-Aurelio Ponzoni-Renato Pozzetto-Enzo Jannacci)