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sabato 13 giugno 2015

Goran Kuzminac - Contrabbandieri di musica (1987)












Oggi parliamo per la prima volta nel blog del cantautore italo-jugoslavo Goran Kuzminac, presentando il suo terzo album, "Contrabbandieri di musica", il primo inciso dopo l'abbandono della UNA, etichetta legata alla RCA e curata da Vincenzo Micocci, per la piccola Top Records (etichetta milanese distribuita dalla CGD).
Kuzminac, eccellente chitarrista acustico, è stato uno di quei personaggi venuti fuori in un periodo in cui l'attenzione sui cantautori era un po' in fase calante, un po' come Mario Castelnuovo o Marco Ferradini (con cui non a caso collaborò per un Q Disc che avrebbe dovuto agevolare il loro lancio), per cui vengono ricordati per alcune canzoni ("Teorema", "Sette fili di canapa", "Ehi ci stai" e poche altre) ma non sono riusciti ad imporsi come i colleghi diventati famosi in anni precedenti.
Proprio uno di questi colleghi, Antonello Venditti, è presente nel disco come produttore artistico di due canzoni, "Cosa ci fai nella mia vita" (bella canzone d'amore) e "Dove sei quando non ci sei" (entrambe infatti sono edite dalle edizioni musicali Stukas, di proprietà del cantautore romano), oltre che come corista.
Questo "Contrabbandieri di musica" ha dei suoni molto anni '80, che non si sposano con quella che era l'identità chitarristica dei dischi precedenti di Kuzminac: per intenderci, manca in questo disco un brano come "Stella del nord" o "Stasera l'aria è fresca", che con la già citata "Ehi ci stai" rimangono ancora oggi le canzoni più note del cantautore italo-jugoslavo.
Qualche arpeggio di chitarra acustica si ascolta solo in "Il barone rosso", sicuramente il brano migliore del disco, con il testo scritto in collaborazione con Gaio Chiocchio (peccato che poco dopo l'inizio entri una batteria invadente a rovinare tutto).
Al disco collabora Alberto Radius come produttore artistico (a parte i due ricordati prodotti da Venditti) e come chitarrista, mentre tra gli altri musicisti ci sono Fabio Piagnatelli e Rino Zurzolo al basso, Amedeo Bianchi al sax, Marco Rinalduzzi alle chitarre e Stefano Previsti alle tastiere.
Manca tra i musicisti un batterista.....e si sente, visto l'uso continuo di brutte batterie elettroniche.

LATO A

1) Contrabbandieri di musica (Goran Kuzminac)
2) Vogue (Goran Kuzminac)
3) Dove sei quando non ci sei (Goran Kuzminac)
4) Perfida Jonne (Goran Kuzminac)
5) Perchè mi telefoni ancora? (Goran Kuzminac)

LATO B

1) Malaria (Goran Kuzminac)
2) Gli specchi (Goran Kuzminac)
3) Cosa ci fai nella mia vita (Goran Kuzminac)
4) Il barone rosso (Goran Kuzminac-Gaio Chiocchio-Goran Kuzminac)


venerdì 2 marzo 2012

Lucio Dalla - Lucio dove vai? Rarità e curiosità (2012)












Il primo 45 giri da solista di Lucio Dalla è del 1964, l'anno in cui sono nato io: in pratica è sempre stato presente negli anni della mia vita, anche se il primo ricordo che ho è di qualche anno successivo.
Ero un bambino e, alla tivù dei ragazzi, c'era un programma che si chiamava "Gli eroi di cartone", mi pare il martedì, con cartoni animati che venivano presentati e commentati, e che io scoprivo per la prima volta (fino a quel momento conoscevo solo Topolino, Paperino e gli altri personaggi Disney): lo presentava questo strano tipo barbuto, con una coppola in testa, e cantava anche la sigla, un brano breve e ritmato dove venivano citati alcuni dei cartoni animati presentati, da Asterix a Charlie Brown.
Il secondo ricordo, di poco successivo, è del Festival di Sanremo: la canzone era "4/3/1943", e da quel momento Lucio Dalla diventò uno dei cantanti preferiti di mio padre (insieme a Celentano).
A Sanremo Dalla tornò l'anno successivo con "Piazza Grande"; io però cominciai a seguirlo veramente nel 1976, quando a dodici anni seguii la trasmissione televisiva "Il futuro dell'automobile" e cominciai ad apprezzare "Nuvolari", "Mille miglia", "Intervista con l'avvocato" ed anche le canzoni precedenti, comprese tutte quelle in cui, in un modo o nell'altro, appare Torino ("Un'auto targata TO" e "Mela da scarto"), la città in cui aveva debuttato, anni prima, al "Le Roi".
Poi venne il periodo delle radio libere, ed iniziai a lavorare a Radio Incontri, periodo che coincise con una trilogia di dischi, "Come è profondo il mare", "Lucio Dalla" e "Dalla", che sono il picco della produzione musicale di Dalla e che trasmisi spesso nei vari programmi (in particolare mi piaceva molto "Quale allegria", canzone forse oggi un po' dimenticata); e nel 1979 ci fu l'indimenticabile concerto allo Stadio Comunale con De Gregori, eravamo in 60.000, forse anche di più, e, per Torino, era il primo grande raduno musicale (anche se li vedevo lontanissimi perchè, penso per motivi di sicurezza, non ci avevano fatto scendere sul prato quindi eravamo sulle gradinate).
Pochi mesi dopo, il 4 marzo 1980, vado al Palasport a vedere De Gregori (era il tour di "Viva l'Italia")....a un certo punto fu portato sul palco un baule, più o meno a metà concerto, si aprì e sbucò fuori Dalla, che aveva deciso di festeggiare il compleanno in questo modo, regalandosi un'esibizione davanti al pubblico torinese.
Poi nel 1982 mia madre una sera mi portò al "Cinema Massimo" ad un incontro sulla canzone d'autore: c'erano Francesco Guccini, Alberto Camerini e Freak Antoni degli Skiantos, e finalmente riuscii a farmi fare un autografo ed a parlargli: era un po' che non uscivano suoi dischi, gli chiesi quando ci sarebbe stato un nuovo 33 giri e mi disse che era questione di pochi mesi.
Infatti l'anno successivo uscì "1983", e mi ricordo che, dopo l'acquisto a scatola chiusa ed il primo ascolto, rimasi deluso: mi pareva che fosse un disco un po' confuso ed inferiore ai precedenti.
Devo dire che l'ho riascoltato di recente, ed oggi mi sembra invece un buon disco: non so se sia perchè con il tempo tutto diventa più bello, o perchè, in effetti, da altri dischi successivi ebbi delusioni ancora maggiori.
Ho continuato a seguire Dalla, e devo dire che in ogni disco c'era una zampata, a volte due, che mi facevano non pentire dell'acquisto, ma non ci fu più nessun album che mi colpì nella sua interezza.
Ricordo molte belle canzoni: da "Viaggi organizzati" mi colpì "Tutta la vita" (che evidentemente colpì anche Olivia Newton-John), da "Bugie" "Chissà se lo sai", dal disco con Morandi "Felicità", mentre da "Cambio" "Le rondini".
Comunque una presenza costante, che specialmente in certi anni con le sue canzoni mi ha accompagnato negli anni che sono venuti, e che voglio ringraziare: per questo ho deciso di preparare questo post, affiancando alcune rarità che ho di Dalla con altre curiosità (duetti particolari, ad esempio) o con semplici canzoni a cui sono legato e che ho citato fino a qui, per dirgli un grazie che potrà anche apparire retorico, e forse lo è, ma in certi momenti non si può fare a meno di essere retorici.



1) Lucio Dalla - Lucio dove vai? (Sergio Bardotti-Lucio Dalla-Gianfranco Reverberi) - 1967
2) Lucio Dalla - Fumetto (Sergio Bardotti-Lucio Dalla-Armando Franceschini) - 1970
3) Lucio Dalla - Occhi di ragazza (Sergio Bardotti-Gianfranco Baldazzi-Lucio Dalla-Armando Franceschini) - 1970
4) Lucio Dalla - 1999-in spagnolo (Lucio Dalla-Sergio Bardotti-Gianfranco Reverberi-Lucio Dalla) - 1967
5) Lucio Dalla - Ramirez-da "Senza Rete" (Lucio Dalla) - 1969
6) Lucio Dalla - Piazza Grande-in spagnolo (Sergio Bardotti-Gianfranco Baldazzi-Lucio Dalla-Rosalino Cellamare) - 1972
7) Lucio Dalla - Itaca (dal vivo a Bologna 1974) (Sergio Bardotti-Gianfranco Baldazzi-Lucio Dalla) - 1974
8) Lucio Dalla & gli Idoli - 4/3/1943 dal vivo (Paola Pallottino-Lucio Dalla) -1970
9) Lucio Dalla - Non sono matto o la capra Elisabetta (Gino Paoli-Lucio Dalla) - 1970
10) Lucio Dalla & Antonello Venditti - Funiculì Funiculà (Giuseppe Turco-Luigi Denza) - 1976
11) Lucio Dalla & Francesco De Gregori - Bufalo Bill in inglese (Francesco De Gregori) - 1979
12) Lucio Dalla & Francesco De Gregori - Where do sailors really go (Lucio Dalla-Francesco De Gregori) - 1979
13) Lucio Dalla - La signora di Bologna (Norisso-Lucio Dalla) - 1976
14) Lucio Dalla, Francesco De Gregori & Antonello Venditti - L'internazionale (Eugène Pottier-Pierre de Geyter) - 1976
15) Lucio Dalla & Renzo Zenobi - Telefono elettronico (Renzo Zenobi) - 1981
16) Lucio Dalla - Com'è profondo il mare-da ''Cantautori srl speranze rabbie libertà'' (Lucio Dalla) - 1979
17) Lucio Dalla - Lunedì cinema (Lucio Dalla) - 1982
18) Lucio Dalla - Felicità (Lucio Dalla) - 1988
19) Lucio Dalla - Mon amour-dall'album ''Liederalbum'' (Lucio Dalla) - 1983
20) Lucio Dalla, Gianni Morandi e Francesco Guccini - Emilia (Francesco Guccini-Lucio Dalla) - 1988
21) Lucio Dalla - La donna cannone-RAI-Live ad Assisi con Francesco De Gregori 31-12-1997 (Francesco De Gregori) - 1997
22) Lucio Dalla - Atento al lobo (Ron) - 1993
23) Lucio Dalla & Edoardo De Angelis - Sulla rotta di Cristoforo Colombo (Edoardo De Angelis-Lucio Dalla) - 1992
24) Chico Buarque de Hollanda - Minha história (Chico Buarque De Hollanda-Lucio Dalla) - 1971
25) Francesco De Gregori e Angela Baraldi - Anidride solforosa (Roberto Roversi-Lucio Dala) - 1994
26) Lucio Dalla - Vecchia America (Lelio Luttazzi) - 2006
27) Olivia Newton-John - Tutta la vita (Davitt Sigerson-Lucio Dalla) - 1989
28) Lucio Dalla -  Le rondini (Lucio Dalla-Mauro Malavasi) - 1990

martedì 24 maggio 2011

Antonello Venditti, Adriana Asti e Ninetto Davoli - Addavenì (quer giorno e quella sera) (1979)












Nell’autunno del 1979 la Rai propone una film musicale, intitolato “Addavenì (quer giorno e quella sera)”, con Ninetto Davoli ed Adriana Asti, scritto per quel che riguarda i testi da un misterioso “Anonimo romano”, mentre le musiche sono curate da Antonello Venditti; la trama ripercorre un po’ alcuni cliché pasoliniani, raccontando il tragico amore tra una prostituta ed un borgataro romano.
Il regista del programma televisivo è Giorgio Ferrara, ed il testo era stato pubblicato l’anno precedente in volume dalle edizioni Capelli; dietro lo pseudonimo “Anonimo romano” si nasconde Maurizio Ferrara, padre del regista ed anche di Giuliano Ferrara, nonché esponente di rilievo del P.C.I. romano..
Le canzoni però risultano in Siae essere scritte interamente da Venditti, anche per quel che riguarda i testi.
Il disco di oggi è la colonna sonora di “Addavenì (quer giorno e quella sera)”, pubblicato dalla Philips, che era la casa discografica del cantautore dopo l’abbandono della RCA Italiana (e prima della fondazione, con Colombini, della Heinz Music).
La canzone che apre il disco, “Scusa devo andare via”, è l’unica eseguita da Venditti, ed è in una versione diversa rispetto a quella presente nell’album “Buona domenica”; viene inoltre ripresa, in una breve coda strumentale, alla fine del lato 2.
Sulle altre canzoni c’è poco da dire: nelle sonorità si riconoscono le caratteristiche del cantautore romano, ma non giova loro l’interpretazione di Davoli (che, come cantante, forse qualcuno ricorderà nella vecchia pubblicità dei cracker Saiwa, in cui la mattina presto percorreva una Roma deserta cantando a squarciagola i successi del periodo) e, soprattutto, della Asti.
I più attenti di voi noteranno che la musica di “Quanno che Roma schiatta” è la stessa di “Ruba”, incisa da Venditti nel disco “Che fantastica storia è la vita”, del 2003, ma in realtà è il brano in italiano che è antecedente, in quanto scritto nei primi anni ’70 ed inciso, in quel periodo, da Mia Martini.
“Me piacerebbe tanto” è invece il primo reggae scritto dal cantautore romano, alcuni anni prima della più conosciuta “Piero e Cinzia”.
La produzione del disco è curata da Michelangelo Romano, che in quel periodo seguiva Venditti, mentre gli arrangiamenti sono curati dallo stesso cantautore con gli Stradaperta, il suo gruppo di accompagnamento del periodo (che suona anche in tutti i brani); l’orchestra d’archi è arrangiata e diretta da Peppino Mazzucca e Nicola Samale.

LATO A

1) Antonello Venditti – Scusa, devo andare via (un’altra canzone)
2) Ninetto Davoli – Ho fatto un sogno
3) Adriana Asti – Quanno che Roma schiatta
4) Ninetto Davoli – Me piacerebbe tanto

LATO B

1) Adriana Asti e Ninetto Davoli – Addavenì
2) Adriana Asti e Ninetto Davoli – Amore dillo sottovoce
3) Ninetto Davoli – Oddio moro
4) Adriana Asti – Così è venuto
5) Stradaperta – Scusa, devo andare via (un’altra canzone)

Bonus tracks: 1) Mia Martini - Ruba
                      2) Antonello Venditti - Ruba

mercoledì 13 aprile 2011

Giorgio Lo Cascio – La mia donna (1973)












Dei “quattro ragazzi con la chitarra” cantati da Venditti in “Notte prima degli esami” abbiamo finora in questo blog parlato solo di uno, Ernesto Bassignano, presentando il suo primo album; oggi parleremo di un altro dei quattro, Giorgio Lo Cascio.
Come molti sanno, il duo originale che si esibiva al Folstudio era costituito proprio da Lo Cascio con Francesco De Gregori; in seguito ai due si aggiunsero Venditti e Bassignano
Approdati alla IT di Vincenzo Micocci, Venditti e De Gregori debuttarono nel 1972 con “Theorius Campus”, in cui Giorgio Lo Cascio è autore della musica di una canzone, “La casa del pazzo”, ed in cui partecipa suonando la chitarra.
Gli amici gli ricambiano la cortesia: in “La mia donna”, il suo debutto su LP (pubblicato a dicembre 1973), Antonello Venditti suona il pianoforte e si occupa della produzione (oltre che cantare in “Sogno a stomaco vuoto”), mentre De Gregori è l’autore della fotografia sul retro; inoltre vi è un quarto cantautore, Renzo Zenobi, che suona la chitarra acustica.
Tra gli altri musicisti del disco sono da ricordare la sezione ritmica dei “Blue Morning”, e cioè Alfredo Minotti alla batteria e Sandro Ponzoni al basso, Maurizio Giammarco, sempre dello stesso gruppo, al sax, al flauto e al moog, ed Alessandro Centofanti al pianoforte.
L’album descrive nelle canzoni la storia d’amore tra il cantautore e la consorte, Ivana.
“E’ un’artista” (…ma sul retro di copertina il titolo è erroneamente riportato come ‘’E’ un artista”, senza apostrofo) è la canzone che dà il titolo all’album, contenendo infatti la frase “La mia donna”; “Nuovo messaggio” è l’unica canzone che, musicalmente, si discosta dalle altre, che sono acustiche e generalmente poco ritmate.
“Ho cercato di dirti” è una delle canzoni più vecchie: ne esiste una versione del gennaio 1970 in un bootleg dal vivo al Folkstudio di Lo Cascio con De Gregori (“Folkstudo 24-1-1970”).
Tutte le canzoni sono scritte da Giorgio Lo Cascio, sia per i testi che per le musiche; il cantautore si occupa anche degli arrangiamenti.
Ovviamente l’album non è mai stato ristampato in CD…!

LATO A

1) E’ un’artista
2) Non ricordo
3) Ninna nanna
4) Sogno a stomaco vuoto
5) Sei mesi come una vita

LATO B

1) Lettera dal fronte (lontano)
2) Nuovoi messaggio
3) Ivana
4) Ho cercato di dirti
5) Ultima bottiglia