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martedì 7 gennaio 2014

Statuto - Vacanze (1988)












A febbraio 2014 la casa editrice Volo Libero pubblicherà la biografia degli Statuto scritta da Antono Bacciocchi, che forse alcuni di voi conoscono con il suo "nom de plume" (Tony Face; qui il suo blog): sicuramente lo acquisterò e lo leggerò volentieri, ripercorrendo così la storia di un complesso che ho seguito ancora prima degli esordi discografici e con cui anche, in alcune occasioni, abbiamo suonato....ad esempio nel concerto di presentazione di questo 33 giri che presentiamo oggi, intitolato "Vacanze", il primo della loro carriera, che incisero per la Toast Records.
Giulio Tedeschi organizzò, insieme a Radio Torino Popolare, un concerto ai primi di luglio (a memoria mi pare fosse il 3) al Parco della Pellerina per la presentazione ufficiale di questo disco e di altre due incisioni di complessi della stessa etichetta, gli Afterhours da Milano (che avevano pubblicato "All the good children go to hell") e i Powerillusi (il primo aprile avevamo pubblicato il nostro primo 45 giri, intitolato "Il nostro primo 45 giri", con sul lato B "Lato B").
Il pubblico ovviamente era quasi tutto lì per gli Statuto, visto che erano attivi già da alcuni anni ed avevano lo zoccolo duro dei Mods dalla loro: l'ossatura del concerto era costituita ovviamente dalle canzoni di questo disco di cui due, "Balla" e "Ghetto", erano già state pubblicate in precedenza su 45 giri.
Tre le cover presenti: "La pelle nera" è il notissimo brano di Nino Ferrer,  "Passo le mie notti", il cui titolo completo è "Passo le mie notti qui da solo", è la versione in italiano di "Music talk" di Stevie Wonder, da lui stesso incisa come retro di "Il sole è di tutti" mentre "Batman" è la sigla della serie televisiva; un'ultima cover è "Finta diva", la cui musica sull'etichetta è firmata O. Chrinsesten, di cui però non so nulla.
I brani originali sono tutti scritti da Oscar, il cantante del gruppo, ed oltre alla title track e ai brani già citati degno di nota è anche "Ragazzo ultrà".
Il disco è stato registrato allo studio "Minirec" di Gigi Guerrieri, che chi segue il beat conosce come bassista dei Cock e di cui abbiamo parlato in un altro post .
A fianco una "chicca" d'epoca: un'intervista a Oscar che ho trovato in un settimanale torinese, "Neoclima".

 LATO A

1) Balla (Oscar Giammarinaro)
2) Finta diva (Oscar Giammarinaro-O. Chrinsesten)
3) Vacanze (Oscar Giammarinaro)
4) Debole (Oscar Giammarinaro)
5) Ghetto (Oscar Giammarinaro)

LATO B

1) La pelle nera (Nino Ferrer)
2) Ragazzo ultrà (Oscar Giammarinaro)
3) Passo le mie notti (Corrado Bonicatti-Antonio La Tessa-Ted Hull-Clarence Paul-Stevie Wonder)
4) Sorte (Oscar Giammarinaro)
5) Batman (Neal Hefti)


venerdì 6 maggio 2011

Nella Bellero – Pappamolla-Il nostro momento (1965)












Quando in post precedenti abbiamo parlato dei primi brani ska italiani (“Tu sei pallido” di Margherita, “Un grosso scandalo” dei Surfs, “Scrivi, ti prego” di Silvano Silvi ed “Operazione sole” di Peppino Di Capri), abbiamo ricordato che vi era ancora una canzone di quegli anni con questo ritmo: si tratta di “Pappamolla”, incisa dalla cantante alessandrina Nella Bellero nel 1965, una cover di “Paper Tiger”, scritta dall’americano John Dee Loudermilk e lanciata da Sue Thompson.
La Bellero, nata nel 1945, era uno delle tante ragazze che all’inizio degli anni ’60 tentavano la carriera musicale: era in effetti dotata di una buona voce, e per qualche anno incise alcuni 45 giri per la Phonocolor e la Style (a partire dal primo, “La roulette”, del 1961, scritto da Domenico Serengay e Giovanni Marabotto).
La canzone sul retro, “Il nostro momento”, è un lento scritto da Primo Del Comune e musicato da Gino Mescoli, che la firma usando lo pseudonimo “Musikus”.
In entrambe le canzoni suona l’orchestra del maestro Mescoli.

1) Pappamolla (Vito Pallavicini-John D. Loudermilk)
2) Il nostro momento (Primo Del Comune-Gino Mescoli)

domenica 13 febbraio 2011

Margherita - Comme/Tu sei pallido (1964)












Nel post relativo a "Scrivi, ti prego" di Silvano Silvi abbiamo scritto che quel brano era il primo ska italiano, ma non il primo ska in italiano: infatti il brano di Silvi, del 1965, è il primo ska scritto da autori italiani, ma era stato preceduto da altre canzoni, tutte cover di canzoni straniere.
Sempre nel 1965 Les Surf, il complesso malgascio che in quel periodo andava per la maggiore in tutta Europa, avevano inciso “Un grosso scandalo”, cover di “Shame and Scandal in the Family”, successo di Lance Percival, scritto da Sir Lancelot (che lo incise per primo nel 1943 con un testo leggermente diverso) e da Lord Melody (che cambiò il testo di Lancelot), ma inciso anche da Peter Tosh con l’accompagnamento degli Skatalites e da innumerevoli altri artisti, con il testo in italiano scritto da Luciano Beretta (molto fedele all'originale, con una storia divertente).
Giià l'anno precedente però vi era stata una canzone in italiano nel celebre ritmo giamaicano: si tratta di "Tu sei pallido", inciso da Margherita (Margherita Cappellazzi, nata a Parma nel 1948) come retro di "Comme", la canzone con cui aveva gareggiato al Festival di Napoli 1964 in abbinamento con Giordano Colombo; anche nel retro di copertina, come potete vedere, viene scritto che la canzone è uno ska (negli Stati Uniti) o un  blue-beat.
"Tu sei pallido" non è però un brano originale come "Scrivi, ti prego", ma una cover, di "My boy lollipop", il successo di Millie Small di qualche mese precedente, che era a sua volta la cover di una canzone del 1956, scritta da Morris Levy e Johnny Roberts, discografici della Roulette Records, ed incisa da una ragazzina di quindici anni, Barbie Gaye, con successo relativo (in questa versione la canzone era intitolata "My boy lollypop", con una y al posto della i).
Qualche anno dopo, quando Chris Blackwell (fondatore della Island) cercava un brano da far incidere a Millie Small per il suo debutto, "My boy lollipop" era già quasi dimenticato: il merito del successo mondiale ottenuto dalla canzone nella versione di Millie è sicuramente dell'arrangiamento curato dal chitarrista giamaicano Ernest Ranglin, che suona nel disco (ed all'armonica c'è Jimmy Powell dei "Five Dimension").
Nel corso degli anni innumerevoli sono le cover del brano, da quella dei Bad Manners ai Selecter...cosa dire di questa versione in italiano? Ricalca l'arrangiamento originale, ovviamente, ma è un peccato che non si conoscano i nomi dei musicisti (componenti dell'orchestra diretta da Piero Soffici) che, nel 1964, hanno suonato in questo brano, in particolare l’armonicista dell’assolo centrale e la sezione fiati.
Il disco è uscito probabilmente con due copertine diverse: infatti in un trafiletto della rivista "Giovani" riportato qui a destra pare avere una grafica diversa rispetto a quella in nostro possesso, ed inoltre le due canzoni risultano avere i lati invertiti.
Ah dimenticavo di dire una parola sul lato A: l'autore del testo è il mio amico Alberto Testa (anche se nell'etichetta il suo nome non è riportato), che vorrei ricordare qui, a più di un anno dalla sua scomparsa; la musica è un valzer lento cantato dalla brava cantante parmigiana in napoletano….sicuramente è più a suo agio nel lato B.
Come bonus track abbiamo inserito anche la versione originale di Barbie Gaye e quella di Millie Small di "My boy lollipop", ed inoltre le due versioni di "Un grosso scandalo" con l'originale di Sir Lancelot.....tanto per ripassare un po' la storia dello ska.

1) Comme (Alberto Testa-Enzo Bonagura-Flavio Carraresi)
2) Tu sei pallido (Leo Chiosso-Morris Levy-Johnny Roberts)
Bonus track: 3) Barbie Gaye - My boy lollypop (Morris Levy-Johnny Roberts)
           4) Millie Small - My boy lollipop (Morris Levy-Johnny Roberts)
           5) Les Surf - Un grosso scandalo (Luciano Beretta-Sir Lancelot-Melody Lord)
           6) Dalida - Un grosso scandalo (Luciano Beretta-Sir Lancelot-Melody Lord)
           7) Sir Lancelot - Shame and scandal in the family (Sir Lancelot-Melody Lord)

giovedì 9 dicembre 2010

Silvano Silvi e gli Erranti - Ti amerò (fino alla fine del mondo)/Scrivi, ti prego (1965)


Il primo post di questo blog è un disco, tutto sommato, abbastanza raro. Ne approfitto per dirvi che in questo spazio troverete, per lo più, solo rarità, comunque dischi mai ristampati in cd, e spesso legati alla città dell'autore di questo blog, Torino....non è questo il caso, perché Silvano Silvi è di Bologna, per la precisione di San Giovanni in Persiceto (ad ovest del torrente Samoggia e del fiume Reno), anche se a Torino si esibiva spesso negli anni '60 con il suo gruppo, gli Erranti.
A questo disco è legato un aneddoto che spiega molte cose su come funzioni internet e l'informazione in generale...doveva essere il 1995 o il 1996, e, alle prime armi con l'HTML, tentai di creare un'enciclopedia musicale on-line...impresa titanica che, presto, abbandonai. Tra le voci che scrissi ce n'era una su Silvi dove scrivevo che, tra le altre cose, era l'autore del primo ska italiano: "Scrivi, ti prego". Ora....se cercate in giro con google, vedrete quanti hanno rub....ehm, volevo dire copiato, questa informazione...penso che la quasi totalità (se non tutti....) di questi copioni non abbia nemmeno mai ascoltato la canzone....ho anche letto di uno che la cerca con emule e non riesce a trovarla...ah ah ah!!! Mai provato a cercare nelle fiere di dischi usati? Bene....cominciamo con il dire che questa informazione è vera solo in parte: infatti "Scrivi, ti prego", è il primo ska italiano se ci riferiamo a brani musicali scritti da italiani ma.....c'è un'altra canzone (di cui parleremo tra qualche giorno in un altro post) che è una cover di una canzone giamaicana, con il testo rifatto in italiano, che si aggiudica la "palma" di primo ska nella nostra lingua, in quanto pubblicata un anno prima (come vedremo).Tornando a Silvano Silvi, questo 45 giri riporta, come data sul vinile, il 22 dicembre del 1965: precede quindi di qualche mese "Operazione sole", che Peppino Di Capri presentò a "Un disco per l'estate" del 1966. Nella canzone di Peppino, però, lo ska è chiaramente riconoscibile: in quella di Silvi invece, anche a causa di una registrazione non molto curata, il mixaggio rende impercettibile la chitarra, si sente l'organo più alto rispetto ad altri strumenti, anche i sax suonati da Dino Sabatani e Adriano Mei si sentono solo in sottofondo (...e aguzzando molto le orecchie)... D'altronde la Edig, piccola etichetta, non doveva avere molti mezzi: lo si capisce anche ascoltando il banale motivo melodico sul lato A, dove nel finale ci sono una serie di stonature che, oltre a gridare vendetta, ci fanno capire che non c'era, evidentemente, la possibilità di riregistrare la traccia. Due parole sul titolo: mentre in copertina è scritto "Scrivi, ti prego", l'etichetta riporta "Ti prego, scrivi": in Siae però è depositato il primo titolo.
INFORMAZIONE PER I PIU' CURIOSI: come potete vedere, il disco è autografato: il Gino a cui è dedicato è un cugino di mia madre (per capirci uno dei figli di un fratello di mio nonno...), che abitava a Rivoli (ora vive ad Asti) e che negli anni '60, essendo giovane, girava per i molti locali torinesi dell'epoca....quando il luogo comune, falso, voleva Torino come città solo dell'automobile.

1) Ti amerò (fino alla fine del mondo) (Pergoli - Zecchini - Silvi)
2) Scrivi, ti prego (Pergoli - Silvi - Gianfranco Kelly)