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martedì 9 aprile 2013

Franco Califano - Ti raggiungerò/Amica malinconia (1965) & Franco Califano - Io me 'mbriaco/E' la malinconia (1975)












Questo è un post doppio, costituito da due 45 giri di Franco Califano: il primo è anche il primo della sua carriera, pubblicato dalla Ariston (etichetta per cui lavorava come autore in quel periodo) nel 1965.
Si tratta di due canzoni scritte per la parte musicale da Gianni Guarnieri, che già fanno intravedere gli elementi della poetica del cantautore romano: gli amori, gli amici e di sottofondo la malinconia.
In "Ti raggiungerò" è presente una voce femminile non meglio precisata; in Siae alla firma di Guarnieri si affianca come autore della musica quella di Walter Baracchi.
Gli arrangiamenti dei due brani sono di Enrico Simonetti.

1) Ti raggiungerò (Franco Califano-Gianni Guarnieri)
2) Amica malinconia (Franco Califano-Gianni Guarnieri)














La malinconia della canzone del primo 45 giri ritorna sul retro di questo disco: "E' la malinconia" è sicuramente una delle canzoni di Califano più riuscite, sia per il testo che per la musica.
Bella è anche "Io me 'mbriaco", introdotta da un assolo di violino, la cui musica è scritta da Toto Savio, di cui abbiamo già parlato nel blog.
Tutte e due le canzoni sono cantate in dialetto romanesco, che ha comunque la fortuna di essere, con il toscano, sicuramente il più comprensibile in tutta Italia.
La produzione è di Achille Manzotti; gli arrangiamenti e la direzione d'orchestra sono di Danilo Vaona, mentre la realizzazione è di Claudio Cavallaro: su entrambi questi musicisti ritorneremo prossimamente.

1) Io me 'mbriaco(Franco Califano-Toto Savio)
2) E' la malinconia (Franco Califano)

domenica 7 aprile 2013

Mini Molly - L'ultima preghiera/Un ricordo (1968)












Per ricordare Califano, anche lui scomparso in questo periodo, iniziamo con un post della cantante torinese Mini Molly, pseudonimo di Giianna Vitale; Califano è l'autore del testo di "L'ultima preghiera", bella melodia di Toto Savio che partecipò al Cantagiro nel 1968.
In quell'anno il cantautore romano, dopo aver inciso due 45 giri per la Ariston, si stava dedicando all'attività di autore per altri artisti (avendo già ottenuto notevoli successi, uno per tutti "La musica è finita"), e solo negli anni '70, con il passaggio alla CGD, avrebbe ricominciato a pubblicare dischi: il prossimo post riguarderà appunto alcune sue incisioni.
Il fato ha voluto che la morte di Califano sia avvenuta il giorno dopo quella di Jannacci: un simbolo della romanità in musica con un simbolo della canzone milanese moderna....anche se entrambi hanno scritto la maggior parte delle loro canzoni in italiano, la loro poetica era comunque legata alle loro città d'origine, alle borgate romane con le compagnie di amici del bar che tra loro parlano di donne (almeno fino a quando l'ultimo amico va via e si sposa) ed alle periferie milanesi degli anni '50, dove le case abitate per lo più dai terroni venuti al nord avevano i "tripli servizi, sì, ma in mezzo ai pra...".
Forse è difficile immaginare due modi di essere artisti più antitetici tra i due, così come in effetti anche Roma e Milano sono due città quasi agli opposti per modi di vivere, abitudini, ambienti....ma la storia della canzone italiana è fatta di entrambi.

1) L’ultima preghiera (Franco Califano-Totò Savio)
2) Un ricordo (Pier Benito Greco)

venerdì 23 marzo 2012

Mini Molly – L’ultima preghiera/Un ricordo (1968)












Nel numero 8 di "BEATi voi!", la migliore rivista italiana specializzata in musica beat, Massimiliano Bruno ha intervistato la cantante torinese Giianna Vitale, che ha ricostruito tutta la sua carriera, partendo dagli esordi.
Ricordata come la più giovane cantante partecipante al Cantagiro, Mini Molly, cioè la cantante torinese Gianna Vitale, inizia ad esibirsi ancora bambina nei locali torinesi, con il gruppo beat gli Sparvieri, in cui tra gli altri suona il basso Dino Cappa, in seguito apprezzato session man (gli altri componenti della formazione principale del gruppo sono il fratello di Gianna, Nino Vitale, voce e chitarra solista, Giorgio Pasini, voce e chitarra ritmica, Silvano Colongesi alla batteria, mentre la stessa Gianna suona le tastiere)
Scoperta da Ivo Callegari (come racconta l'articolo tratto da "Giovani" pubblicato qui a fianco), ottiene un contratto con la CBS, che la fa debuttare al Cantagiro nel 1968 con una bella canzone melodica scritta da Toto Savio (con testo di Califano), "L'ultima preghiera".
Più ritmata "Un ricordo", scritta da Pier Benito Greco (che qui sul blog già abbiamo conosciuto); una curiosità è che in un articolo tratto da "Stampa Sera" la canzone annunciata come lato B del 45 giri è "Stasera o mai", scritta da Riccardo Del Turco.....evidentemente sostituita in corso d'opera, ma chissà se esiste da qualche parte un provino di Gianna con questo brano.
L'unica sua incisione conosciuta, oltre a questo 45 giri, è una sua versione di "Biancaneve", in origine incisa da Nada, in una raccolta della CGD con le canzoni di "Un disco per l'estate 1969".
Per ulteriori notizie sulla brava Gianna, vi rimando alla bella intervista di Massimiliano.

1) L’ultima preghiera (Franco Califano-Totò Savio)
2) Un ricordo (Pier Benito Greco)

giovedì 29 dicembre 2011

Il Giardino dei Semplici – Il Giardino dei Semplici (1975)



Tra i gruppi melodici degli anni ’70, sicuramente i più preparati musicalmente furono gli Alunni del Sole e il Giardino dei Semplici: presentando l’album di debutto di questi ultimi, in effetti, si deve riconoscere ai quattro napoletani un’abilità strumentale che in molti brani viene alla luce…insomma, per capirci, c’è un abisso tra il Giardino dei Semplici e i Santo California.
Nati con la denominazione “Alti e Bassi”, il batterista Gianni Averardi proviene dall’ultima formazione dei Campanino, mentre gli altri musicisti hanno avuto, fino a quel momento, esperienze locali.
Vengono scoperti da Totò Savio, uno dei più grandi compositori che questo paese abbia avuto (e che non viene ricordato a sufficienza), che li ascolta durante un’esibizione allo “Shaker Club”, un locale napoletano, e che diventa loro produttore con Bigazzi.
Proprio quest’ultimo propone loro il cambio di nome, ispirandosi al noto “Giardino dei Semplici” della sua città, Firenze.
Il debutto avviene con “M’innamorai”, che è anche la canzone che apre il disco (e che lo conclude con un breve frammento), che ha subito successo: si sente lo zampino di Savio e Bigazzi, e per capirci provate ad immaginarla cantata da Massimo Ranieri, ad esempio….sicuramente sarebbe diventata un classico alla pari di “Erba di casa mia” o “Vent’anni”.
Il retro di “M’innamorai” è “Una storia”, anch’essa presente in questo disco.
In autunno il gruppo è di nuovo in hit parade con il rifacimento di “Tu ca nun chiagne”, il classico di Libero Bovio ed Ernesto De Curtis, che apre il lato B dell’album.
Oltre ai brani dei 45 giri completano l’album altri brani, tra cui sono da ricordare “Dal vivo”, che è un bel brano strumentale in cui Gianfranco Caliendo mette in luce le sue doti di chitarrista, e che si avvicina molto a certe sonorità progressive italiane di quegli anni; “New York”, a tutti gli effetti una canzone di rock italiano, con un bell’inizio di basso, scritta da tutto il gruppo; “Piazza medaglie d’oro” e “Basta avere lei”, che sono invece due canzoni melodiche con un bell’assolo finale di chitarra elettrica.
Tra gli autori, oltre ai componenti del gruppo e ai citati Bigazzi e Savio, vi è Aldo Roselli, autore con Savio della musica di “Una storia” (il cui testo è di Averardi e Bigazzi)
Il successo del gruppo continuerà ancora per tutto il decennio, con brani come “Vai”, “Miele” (presentata a Sanremo nel 1977) e “Concerto in la minore (dedicato a lei)” (con il ritornello un po’ troppo simile a “Se telefonando”); ma di queste canzoni parleremo in altri post.

LATO A

1) M’innamorai (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
2) Angela (Anonimo napoletano del 1700)
3) New York (Gianfranco Caliendo-Gianni Averardi-Andrea Arcella-Luciano Liguori)
4) Piazza medaglie d’oro (Gianfranco Caliendo)
5) La realtà (Gianfranco Caliendo-Andrea Arcella)

LATO B

1) Tu ca nun chiagne (Libero Bovio-Ernesto De Curtis)
2) Basta avere lei (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
3) Dal vivo (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
4) Donna di mille anni (Gianfranco Caliendo)
5) Una storia (Giancarlo Bigazzi-Gianni Averardi-Aldo Roselli-Toto Savio)
6) M’innamorai (ripresa) (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)

mercoledì 1 giugno 2011

Renato Dei Profeti - Lady Barbara/L’université (1970)












“Un disco per l’estate” nel 1970 viene vinto, abbastanza inaspettatamente, da Renato Brioschi, separatosi momentaneamente dal suo gruppo, i Profeti (ma la separaazione diventerà definitiva entro l’anno) con la canzone "Lady Barbara".
La canzone, scritta da Giancarlo Bigazzi e Toto Savio, collaboratori abituali (e di lì a poco fondatori degli Squallor, con Daniele Pace e con altri due personaggi presenti nel disco come produttori, Elio Gariboldi e Alfredo Cerruti), vende molto più di quanto Renato abbia mai venduto con il gruppo, spingendolo così a tentare definitivamente la carriera solista….viene anche pubblicata in Francia, tradotta da Ralph Bernet, con il titolo invariato, e Bernet si occupa anche del retro, che diventa “L’université”: sono proprio questi due brani l'oggetto nel post di oggi, quindi non le versioni originali, reperibili abbastanza facilmente, ma queste in francese.
Gli arrangiamenti di entrambe le canzoni sono di Alberto Baldan, fratello (....mi pare maggiore) di Dario.

1) Lady Barbara (Ralph Bernet-Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
2) L’université (Ralph Bernet-Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)