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venerdì 21 novembre 2025


INTERVISTA AD ALFREDO ROSSI

Una delle prime interviste che ho realizzato è stata, nel 2008, al discografico ed editore musicale Alfredo Rossi, che mi accolse nel suo ufficio pieno di dischi d'oro appesi al muro e foto con dedica, tra cui una di Nat King Cole, che trovate nell'articolo che venne pubblicato solo nel 2013, nel numero 5 di Nuovo Ciao Amici, quando ormai il signor Alfredo ci aveva lasciato. Credo che oggi avrei fatto altre domande, approfondendo di più certe questioni e chiedendo anche cose su altri artisti; ci fu solo una cosa che mi chiese di omettere, il nome dell'artista di cui si parla in occasione delle esibizioni a New York per gli emigranti italiani. In occasione dei due incontri a Milano in cui realizzammo l'intervista (il 13 febbraio e il 25 marzo 2008) Alfredo Rossi mi regalò un bel po' di 45 giri, alcuni particolari e rari (e che anni fa ho anche pubblicato in alcuni post) che, insieme alle cose che mi raccontò, mi rimangono come ricordo di un grande personaggio della nostra musica leggera.
































lunedì 16 maggio 2016

I Ragazzi del Sole - ...e la terra si allontana/Il gatto di notte (1967)













Dopo il successo di Atto di forza n° 10/So che tu non credi, di cui abbiamo parlato in questo post, oggi presentiamo il secondo 45 giri che i Ragazzi del Sole pubblicarono nel 1967.
Come per il precedente, abbiamo in un lato una canzone scritta dai frateli Salerno, "...e la terra si allontana"  (Alberto per il testo e Massimo per la musica) e una cover sull'altro, "Il gatto di notte", che è la versione in italiano (con testo di Mario Coppola, o meglio da lui firmato) di "Just a little bit of you" di Dallas Frazier, successo del 1966.
Abbiamo scritto che è firmata da Coppola perchè, a proposito di un'altra canzone, "So che tu non credi", così aveva Paolo Melfi, il cantante del complesso, aveva raccontato a Ursus (nell’intervista pubblicata sul fondamentale “Manifesto Beat”, a pag. 153): “Cercando qualcosa tra i pezzi nuovi che uscivano all’estero si poteva fare il solito testo in italiano, come nel caso di “So che tu non credi”, di cui io scrissi le parole ma senza riceverne un soldo perché non ero iscritto alla Siae. Infatti sul disco sta scritto Coppola, che era un autore dell’Ariston messo dietro a una scrivania, che mi disse: “Dai a me questo testo che ti iscrivo io”. Adesso deve essere scomparso, poveretto, un bravo cristo ma un po’ così sai…”.
Sarà successo così anche per "Il gatto di notte"? Potrà raccontarcelo lo stesso Paolo Melfi, se vorrà.
I due brani sono entrambi interessanti: "...e la terra si allontana" ha alcuni spunti melodici che rimandano al celeberrimo brano di Gilbert Becaud "Je t'appartiens", ma è il testo ad essere interessante perchè, ben due anni prima di "Space oddity", racconta di un gruppo di astronauti che si perdono nello spazio. "Il gatto di notte" ha invece alcuni richiami psichedelici, del resto quello era il periodo, dal punto di vista musicale, del "flower power" (siamo nel 1967), e si caratterizza anche per l'uso dei fiati.
Per la registrazione il gruppo ha utilizzato uno strumento inventato da loro, il tubifon (un tubo di alluminio piatto con una corda di metallo), come hanno raccontato ad Ursus.
Ricordiamo infine la formazione dei Ragazzi del Sole in questo disco, che era composta da Paolo Melfi alla voce solitsta (il sostituto di Pierfranco Colonna), Arcangelo Aluffi alla batteria, Carlo Marcoz al basso, Danilo Pennone alla chitarra e Piercarlo Bettini alle tastiere.
Concludo con un invito: il 17 novembre Paolo Melfi festeggerà i settant'anni: perchè non organizzare, con l'occasione, una reunion del gruppo, magari coinvolgendo anche altri musicisti torinesi disponibili? Pensateci, ragazzi...

1) ...e la terra si allontana (Alberto Salerno-Massimo Salerno)
2) Il gatto di notte (Mario Coppola-Dallas June Frazier)

giovedì 21 novembre 2013

Lillian - Un giorno come un altro/Cielo azzurro (1969)












Ritorniamo a parlare della cantante torinese (ma veneta di nascita) Lillian, di cui avevamo presentato il disco di debutto, e l'occasione è un'intervista alla cantante che è stata pubblicata nel nuovo numero, appena uscito, della di "BEATi voi!" (n° 15), la rivista sul beat e prog italiano anni '60 e '70 edita dal Centro Studi sul Beat Italiano "Beat Boutique 67" di Alessio Marino; oltre a lei vi sono interessanti interviste a  Giuseppe Ferrari dei New Villa o Giovanni Poggio dei Ragazzi della Via Gluck, ed articoli su gruppi meno noti ma altrettanto interessanti come i Moon Boys e gli Astor o solisti come Il Gatto, alias Nedo Del Gratta (per informazioni e ordini: allllessio@tiscali.it - htttp://beatboutique67.xoom.it).
La canzone sul lato A, "Un giorno come un altro", era stata in realtà incisa in contemporanea con "Tutto il mio mondo", che poi era stata pubblicata insieme a "Musica di stelle" ed aveva partecipato alla "Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia" nel settembre 1969., e la cosa è testimoniata (oltre che dal racconto di Lillian nell'intervista) anche da un provino di cui siamo in possesso e che, come si può vedere, contiene proprio le due canzoni.
"Un giorno come un altro" è la cover di "First of May" dei Bee Gees, e l'autore del testo in italiano è il torinese Luciano Giacotto che, insieme a Giampiero Scussel (che sull'etichetta è citato da solo come produttore), seguiva l'attività artistica di Lillian; la canzone è stata incisa anche da altri artisti, tra cui Patty Pravo.
L'arrangiamento è curato da Marcello Minerbi, che del resto aveva anche arrangiato "Tutto il mio mondo".
Sul retro invece troviamo un'altra cover, "Cielo azzurro": Mogol e Alessandro Colombini scrivono il testo in italiano di "South Carolina" dei Flirtations, che erano un gruppo femminile proprio della Carolina del Sud.
Come ha raccontato Lillian nell'intervista a cui vi rimando, il lavoro dei due parolieri soci della Numero Uno nasce da un contatto che poi non ha avuto ulteriori sviluppi tra questa casa discografica e la cantante di Nichelino.
L'arrangiamento del brano è del torinese Claudio Valle, che abbiamo già avuto occasione di conoscere parlando di altri artisti.
Infine una nota sulle qualità vocali di Lillian, che era sicuramente dotata e che avrebbe meritato ben altro successo.

1) Un giorno come un altro (Luciano Giacotto-Barry Gibb-Maurice Gibb-Robin Gibb)
2) Cielo azzurro (Mogol-Alessandro Colombini-Wayne Bickerton-Tony Weddington)


mercoledì 26 giugno 2013

I Ragazzi del Sole - Il suono del sole (1970)












Prima di continuare con la trilogia dedicata a Claudio Rocchi, presentiamo il secondo album dei Ragazzi del Sole, che vede solo Danilo Pennone ancora presente tra i componenti originali del complesso: vi era stata infatti, a seguito di alcuni dissidi, una causa giudiziaria sull'utilizzo del nome, vinta proprio da Pennone, che come abbiamo visto in altri post aveva formato il gruppo con dei nuovi elementi.
Il disco è interamente strumentale (anche se in SIAE pare che i testi siano depositati...), con qualche vocalizzo qui e là (ad esempio in "Black label" e "Rally").
Lo stile è tra il rock psichedelico e il progressivo, e i brani musicali potrebbero benissimo far parte di una colonna sonora di uno dei tanti film di serie B del periodo.
Come si può leggere nelle note di copertina, partecipano alla registrazione due batteristi, Valerio Liboni e Cesare Plantulli: nella sua autobiografia "Crash! Storie e curiosità dell'Italia della canzone a ritmo di musica, viaggi e amore" Liboni ha spiegato che, mentre stavano registrando l'album fu chiamato per il serivizio militare, e quindi lasciò il posto nel gruppo a Piantuilli, e una volta congedato poi fondò, con altri ex componenti dei Ragazzi del Sole, un nuovo complesso, la Strana Società.
Tra i brani (tutti firmati da Pennone con Vic Nocera ed Happy Ruggiero, tranne "Summertime"), oltre a quelli già citati, possiamo ricordare "Color sound" e "Underground" , due brani rock, "With you", più melodico e lo psichedelico "Neige".
Il disco è introvabile e rarissimo, e quindi le poche volte che lo si vede in vendita in genere ha dei prezzi abbastanza alti.

LATO A
1) Voom-Voom (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
2) Color sound (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
3) Black label (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
4) Underground (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
5) With you (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
6) Rally (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)

LATO B
1) Summertime (George Gershwin)
2) Neige (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
3) Psycology (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
4) Schun schun schun (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
5) ...in life (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)
6) Warm (Vic Nocera-Danilo Pennone-Happy Ruggiero)

sabato 3 novembre 2012

AA.VV. - Hush Hey Jude Help Eloise in 3 dimensioni (1969)












Oggi presentiamo una raccolta della DKF del 1969 con alcuni successi del periodo, quasi tutti in versione strumentale, e un paio di inediti: si trattava di un tipo di pubblicazioni usuale per l’epoca, in cui le varie case discografiche riproponevano spesso il repertorio delle etichette concorrenti eseguito dai propri artisti.
Il disco si apre con “Eloise”, il celebre successo di Barry Ryan dell’anno precedente, in una versione strumentale realizzata da Nat Romano (cioè Romano Farinatti) con il sax tenore di Giorgio Giacosa (ex componente dei mitici Asternovas, il gruppo di Fred Buscaglione) ed il sax alto di Silvano Morra, che in seguito suonerà con Paolo Conte.
“Hey Jude”, eseguita dai Ragazzi del Sole in una versione più breve rispetto all’originale, fu anche pubblicata su 45 giri con sul retro “Eloise”; nell’album è presente un altro brano del gruppo torinese, “Semplici parole”, che era stato già pubblicato qualche mese prima su 45 giri dalla Kansas (le due versioni sono identiche).
Ritroviamo nuovamente i sax in “End of the world”: la base è quella che Happy Ruggiero aveva preparato per “Il processo”, la versione in italiano del successo degli Aphrodite’s Child incisa da Silva Grissi (alias Silvana Aliotta), ed i sax sostituiscono la voce solista.
Segue nuovamente un brano dei Beatles, “Obladì Obladà”, eseguito dai The Juniors, che ritroviamo anche in un altro brano dei Beatles, “Help”, nel successo dei Deep Purple “Hush” ed in “Tuesday afternoon” dei Moody Blues.
“Colore” è uno strumentale firmato da Happy Ruggiero con un misterioso Savelli.
Il “Mattino” di Leoncavallo era stato inciso con un testo di Pallavicini da Albano; nell’album è presente una versione strumentale, così come “Ma che freddo fa” e “Ballliamo il casatschok”, che è inspiegabilmente firmata Mac Gillar invece di Rubaschkin, ma del resto in questo tipo di dischi non vi era molta cura per questi particolari.

LATO A

1) Eloise (Paul Ryan)
2) Hey Jude (John Lennon-Paul McCartney)
3) End of the world
4) Obladì Obladà (John Lennon-Paul McCartney)
5) Colore (Savelli-Happy Ruggiero)
6) Help (John Lennon-Paul McCartney)

LATO B

1) Ma che freddo fa (Franco Migliacci-Claudio Mattone)
2) Hush (Joe South)
3) Mattino (mattinata) (Vito Pallavicini-Ruggero Leoncavallo)
4) Semplici parole (Danilo Pennone-Carlo Cordara)
5) Ballliamo il casatschok (Mac Gillar)
6) Tuesday afternoon (Justin Hayward)

sabato 28 aprile 2012

I Ragazzi del Sole - Più felicità/Shabada (1969)












Nella ricostruzione che stiamo facendo della discografia dei Ragazzi del Sole, che procede in maniera cronologica, oggi presentiamo un 45 giri prodotto da un amico del blog, Vic Nocera: personaggio unico, le volte in cui sono andato a trovarlo nel suo ufficio sono rimasto ad ascoltare aneddoti e a vedere fotografie con tutti i principali cantanti italiani (Nocera olte che paroliere e produttore è stato anche organizzatore di concerti).
Nocera è l’autore dei testi delle due canzoni, in “Shabada” insieme a Seren Gay.
Rispetto al 45 giri precedente, i Ragazzi del Sole hanno cambiato il batterista: Furio Chirico è infatti entrato nei Judas, gruppo bolognese guidato da Martò, ed al suo posto è entrato Valerio Liboni, che fa il suo debutto discografico proprio con questo 45 giri.
“Più felicità” inizia con un arpeggio di chitarra, ed è un brano d’atmosfera con in evidenza la bella voce di Celestino Scaringella; “Shabada” è più ritmato, con qualche sonorità psichedelica che nel 1969 è un po’ in ritardo ma che rende questa canzone più interessante rispetto a quella sul lato A.

1) Più felicità (Vic Nocera-Danilo Pennone)
2) Shabada (Domenico Seren Gay-Vic Nocera-Danilo Pennone)

venerdì 9 marzo 2012

I Ragazzi del Sole - Semplici parole/Se giro gli occhi (1968)












Alla scadenza del contratto con la Ariston, i Ragazzi del Sole hanno una divergenza che contrappone il chitarrista, Danilo Pennone, agli altri componenti del gruppo (Paolo Melfi, Arcangelo Aluffi, Carlo Marcoz e Piercarlo Bettini): mentre i quattro vorrebbero continuare suonando rock, Pennone è il fautore di una svolta melodica.
La lite ha un finale particolare: Pennone infatti deposita il nome "I Ragazzi del Sole" alla Camera di Commercio di Torino, e forma il gruppo con altri musicisti (di cui parleremo più avanti); i quattro invece, con Giorgio Marotti come nuovo chitarrista, continuano ad usare lo stesso nome, nonostante le diffide di Pennone, e la vicenda finisce in tribunale.
Alla fine Melfi, Aluffi, Marcoz, Bettini e Marotti sono costretti a cambiare nome: diventano gli "Spirale 20" e continuano l'attività come accompagnatori di Lillian, la bella cantante che incide alcuni 45 giri per la Durium (e su cui ritorneremo).
E i nuovi Ragazzi del Sole di Pennone? Trovano un contratto discografico per la Kansas ed incidono un 45 giri alla fine del 1968 (quello che presentiamo oggi), seguito da altri ed anche da un album e mezzo per la DKF, continuando l'attività fino al 1983, con vari cambi di formazione.
Dicevamo poco fa dei nuovi musicisti che ingaggia Pennone....li riconoscete? Il biondo alla sinistra di Pennone è il batterista, un certo Furio Chirico.....e non mi dilungo perchè penso che bastino il nome e il cognome.
Alla sinistra di Chirico c'è il tastierista, Carlo Lena, mentre i due davanti sono a sinistra Celestino Scaringella, il cantante, e a destra Gianni Foresti, il bassista.
E adesso un piccolo quiz per gli affezionati ed esperti amici del blog: Lena, Scaringella e Foresti formeranno, dopo l'esperienza con i Ragazzi del Sole, un altro gruppo: quale?
Un aiuto può venire forse da questa foto a destra che ritrae i tre in una panchina al Parco del Valentino insieme a Valerio Liboni e Luigi Catalano!
Passando invece alle canzoni del disco, si tratta di due brani melodici, senza infamia e senza lode, scritti da Pennone insieme a Carlo Cordara, musicista che nel decennio successivo, con la sua orchestra, inciderà alcuni album strumentali.
Davvero non sembra che si tratti dello stesso complesso dell'album con Pier Franco Colonna della Jolly o dei 45 giri Ariston con Paolo Melfi.....ed infatti è così!

1) Semplici parole (Carlo Cordara-Danilo Pennone)
2) Se giro gli occhi (Carlo Cordara-Danilo Pennone)

venerdì 4 novembre 2011

I Ragazzi del Sole - Per vivere insieme/Non c'è tempo di aspettare (1967)












Nel 1967 in Italia vennero pubblicate molte versioni di "Happy together", il successo dei Turtles (che musicalmente è una specie di "tango-beat"): le tre versioni più note furono senza alcun dubbio quella di Jimmy Fontana (a mio parere la migliore), quella dei Nuovi Angeli e quella dei Quelli (e scusate il gioco di parole....!)
Forse fu proprio il successo di questi dischi, in particolare quello del bravo cantante marchigiano (che, per inciso, è uno dei miei preferiti degli anni '60), che mise in ombra altri dischi come questo dei Ragazzi del Sole, che usano l'adattamento di Pino Cassia (lo stesso dei due gruppi citati).
La voce solista non è quella consueta di Paolo Melfi (che aveva sostituito, come sappiamo, Pierfranco Colonna) ma quella dell'organista Piercarlo Bettini: onestamente non ha nulla da invidiare a quella di Paki e di Mussida (mi pare che la canti lui e non Favaloro), ed anche la resa strumentale è buonissima...ma evidentemente la Ariston non puntava più di tanto sul complesso torinese, preferendo invece promuovere i Corvi.
Un particolare curioso è che dalla copertina pare che "Per vivere insieme" sia il lato B, mentre dall'etichetta e dal numero di matrice risulta essere il lato A.
"Non c'è tempo di aspettare" è invece una canzone più ritmata, e merita qualche parola in più: in copertina leggete "Sigla della trasmissione TV ''Lei non si preoccupi''"....in realtà la sigla di questo programma era "Oggi sì" dei Jaguars, un complesso beat romano: ma se ascoltate i due brani vi accorgerete che si tratta della stessa canzone (e, del resto, anche le firme degli autori sono le stesse, Simonetti per la musica e ben tre per il testo, tra cui Oreste Lionello e Sergio D'Alba che però nell'etichetta è riportato come D'Ottavi....anche se a mio parere il vero autore è Chiosso). Cosa è successo? Come mai vi è questa scritta non vera in copertina?
Non ci aiuta molto il racconto che Paolo Melfi ha fatto ad Ursus: "Non so cosa sia successo esattamente: in effetti l'avevano incisa anche i Jaguars, ed alla Rai hanno scelto la loro versione, anche se sul retro del nostro disco il nome della trasmissione comparve ugualmente".
Probabilmente i Jaguars essendo romani avevano qualche conoscenza in Rai? Chissà.....certo è che, anche in questo caso, l'ascolto delle due versioni (quella del complesso di Roma si può ascoltare su YouTube) non penalizza sicuramente i torinesi.
Come bonus tracks la versione originale dei Turtles e le cover citate.

1) Per vivere insieme (Pino Cassia-Alan Gordon-Gary Bonner)
2) Non c'è tempo di aspettare (Leo Chiosso-Sergio D'Alba-Oreste Lionello-Enrico Simonetti)

Bonus tracks: 3) The Turtles - Happy together
                       4) Jimmy Fontana - Per vivere insieme
                       5) Quelli - Per vivere insieme
                       6) I Nuovi Angeli - Per vivere insieme

giovedì 4 agosto 2011

I Ragazzi del Sole - Atto di forza n° 10/So che tu non credi (1967)












Continuiamo la discografia dei Ragazzi del Sole: e dopo il primo album, di cui abbiamo parlato tempo fa, ecco il loro disco di maggior successo, “Atto di forza n° 10”.
Il gruppo è passato dalla Jolly alla Ariston di Alfredo Rossi, ma il cantante Franco ha deciso di lasciare il complesso per alcuni dissidi con gli altri componenti: resta anche lui alla Ariston e, adottando lo pseudonimo di Pierfranco Colonna, si dedica alla carriera solista.
I Ragazzi del Sole lo sostituiscono dapprima con Mario Di Bari, che non incide nulla e dopo poco tempo passa ai Cocks, e poi con Paolo Melfi, ex cantante dei Caimani, che debutta in queste due canzoni.
“Atto di forza n° 10” è uno dei più riusciti brani beat italiani, ed oltretutto non si tratta di una cover ma di una canzone originale, composta dai fratelli Alberto e Massimo Salerno, figli del paroliere Nisa e in quel periodo autori alla Ariston.
Interessante è anche il testo, che racconta uno scontro tra due bande giovanili in ben altro modo rispetto alla “Uno dei mods” di Ricky Shayne.
Sul retro vi è una cover di “Something you got”, successo di Wilson Pickett, scritto da Chris Kenner; l’autore del testo italiano (o meglio, chi lo firma) è Mario Coppola, paroliere e musicista che lavorava per la Ariston.
In realtà così ha raccontato Paolo Melfi a Ursus (nell’intervista pubblicata su “Manifesto Beat”, a pag. 153): “Cercando qualcosa tra i pezzi nuovi che uscivano all’estero si poteva fare il solito testo in italiano, come nel caso di “So che tu non credi”, di cui io scrissi le parole ma senza riceverne un soldo perché non ero iscritto alla Siae. Infatti sul disco sta scritto Coppola, che era un autore dell’Ariston messo dietro a una scrivania, che mi disse: “Dai a me questo testo che ti iscrivo io”. Adesso deve essere scomparso, poveretto, un bravo cristo ma un po’ così sai…”.
Nella stessa intervista, a pag. 145, Paolo Melfi spiega che pur essendo il lato B venne promossa “So che tu non credi” e non “Atto di forza n° 10”, per motivi di censura: “ “So che tu non credi” si rivelò il pezzo di maggior successo, dato che “Atto di forza n° 10” venne bocciata alla radio perché i censori dicevano che incitava alla violenza…allora erano molto fiscali, se facevi una nota calante di un semitono eri già fuori. Per questo, visto che il pezzo non poteva essere reclamizzato, hanno poi fatto diventare “So che tu non credi” la vera facciata A…il disco comunque è andato piuttosto bene, specialmente nel meridione, anche se poi nelle case discografiche a volte ti fanno vedere quello che vogliono loro…io comunque avevo sentito parlare di 180.000 copie o giù di lì”.

1) Atto di forza n° 10 (Alberto Salerno-Massimo Salerno)
2) So che tu non credi (Mario Coppola-Chris Kenner)

mercoledì 16 marzo 2011

I Ragazzi del Sole (1966)




La dedica di Piefranco Colonna sulla camicia dell'album
Qualche giorno fa il blog del Vampiro ha pubblicato un post su Pierfranco Colonna, analizzando la sua produzione da solista dopo la separazione dai Ragazzi del Sole, il gruppo in cui aveva debuttato....questo post lo dedichiamo proprio all'album di debutto del più famoso complesso beat torinese, con ancora Colonna alla voce, ed è il primo di una serie (con periodicità varia) in cui presenteremo la discografia completa del gruppo. Io ho conosciuto Pierfranco Colonna probabilmente nel 1993 o nel 1994: infatti avevo già la ristampa di questo disco, curata da Italo Gnocchi nel 1992 (....purtroppo mi manca l'edizione originale, che pare essere molto costosa). Ma partiamo dall'inizio....e cioè dai No Strange, che forse qualcuno conosce: il gruppo della nuova psichedelia italiana è stato (con altri) oggetto di analisi nel bel libro scritto da Roberto Calabrò e pubblicato dalla Coniglio, "Eighties Colours", ed uno dei due fondatori, Ursus cioè Salvo D'Urso (l'altro è Alberto Ezzu) è stato anche intervistato di recente da "Musica leggera". Ursus è stato compagno di scuola di Vince Ricotta dei Powerillusi, ed io l'ho conosciuto attraverso questo tramite; poi l'ho rivisto quando siamo stati per un breve periodo con la Toast Records di Giulio Tedeschi....Ursus aveva un negozio di dischi, che si chiamava "Juke-Box all'idrogeno", e qualche volta mi capitava di passarci: proprio una di queste volte Salvo mi presentò un suo cliente che era in negozio in quel momento, Franco Castellani (il vero nome di Colonna). Io ovviamente ne approfittai, iniziai a fargli domande sui Ragazzi del Sole, sul beat e così
Pierfranco con Gerry dei Brutos
via....scoprii che abitava abbastanza vicino a casa mia (in una via dietro piazza Statuto), e siccome avevo la ristampa del disco, con la scusa di farmelo firmare, ci siamo rivisti....un vecchio musicista "storico" di Torino che raccontava le vicende di quegli anni (ehm....non tutte propriamente per educande....mi ricordo le narrazioni sulle feste nella villa del produttore romano di Colonna durante il periodo Ariston, noto paroliere e cantautore.....) a due musicisti della Torino della fine degli anni '80' e '90....Poi l'ho rivisto nel periodo in cui stava registrando il cd da solista, "Percorsi", in uno studio in via Cibrario....è mancato nel 2001, ed ovviamente Torino l'ha dimenticato. Prima di passare al disco, voglio precisare che le due foto in cui Pierfranco Colonna è con Gerry dei Brutos sono state fornite al blog dallo stesso Gerry (Franco Barbera, napoletano, nella foto con Pierfranco e Gerry, è il proprietario del Paips, in società con Gino Alfieri, e di altri locali milanesi dell'epoca).
Colonna con Gerry e Franco Barbera al Paips
Passiamo all'album, pubblicato dalla Jolly di Walter Gurtler, il primo ad intuire le potenzialità del gruppo: solo tre le canzoni in italiano, di cui due, "Se mi chiamerai" e "Non ridere di me", vengono anche pubblicate su 45 giri. La prima di esse, secondo l'etichetta, è la cover di "Tell 'em you never will", ma questa canzone non risulta depositata alla Siae e, cercando chi possa essere l'esecutore originale, ho trovato varie informazioni contrastanti (Harry Woods, Alvin Robinson, Otis Redding) ma nessuna di esse convincente. "Non ridere di me" è invece la versione in italiano di "Laugh at me" di Sonny Bono, una delle poche canzoni incise dal musicista di Detroit senza la moglie Cher. Il Calimero che firma "Se mi chiamerai" è uno pseudonimo di Vito Pallavicini, mentre "Non ridere di me" è firmata da Panesis, pseudonimo di Franco Zauli. "Chi può dirmi" è firmata da Maurizio Vandelli, ma il testo è diverso da quello che Vandelli firma per i Pooh, "Vieni fuori"; entrambe le canzoni sono cover di "Keep on running" dello Spencer Davis Group. Completano l'album altre cover incise in lingua originale, tre dal repertorio dei Rolling Stones ("Get off of my cloud", "Satisfaction" e "Mercy mercy", quest'ultima riportata con i nomi degli autori errati) ed altre da vari gruppi beat come gli Animals ("We gotta get out of this place"), i Kinks ("All day and all of the night" e "Long tall shorty", quest'ultima accreditata sull'etichetta a Don Covay ed Herbert Abramson, mentre alla Siae risulta depositata da Covay e John Berry), i Them ("Gloria").
Un disco interessante soprattutto per come sono rese le canzoni, che non sfigurano con gli originali.


LATO A

1) Se mi chiamerai (Pallavicini-Day-Wayne)
2) Get off of my cloud (Jagger-Richards)
3) We gotta get out of this place (Mann-Weill)
4) All day and all of the night (Davies)
5) Satisfaction (Jagger-Richards)
6) Mercy mercy (Don Covay-Ronnie Miller)

LATO B

1) Chi può dirmi (Maurizio Vandelli-Jackie Edwards)
2) Gloria (Van Morrison)
3) Non ridere di me (Franco Zauli-Sonny Bono)
4) She's about a mover (Doug Sahm)
5) Memphis, Tennessee (Chuck Berry)
6) Long tall shorty (Don Covay-John Berry)